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Full text of "Vocabolario milanese-italiano"

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VOCABOLARIO 

MILANESE-ITALIANO 


del  professore 

GIUSEPPE  BANFI 


TERZA  EDIZIONE 
accresciuta;  e  rifusa 


MILANO 

PRESSO  U  EDITORE  GAETANO  BRIGOLA 
Corso  Vittorio  Emanuele ,  26. 
1870 


Si  ricordano  i  diritti  di  proprietà 


ÙÌ 


Milano 


—  Tip.  della  Società  Cooperativa  —  Piazza  Carmine,  N.  i. 


AL    SUO  AMICO 
DA  TANTI  ANNI 

PROFESSORE  PIETRO  MOLINELLI 

QUESTO  LAVORO  DI  PATRIO  VERNACOLO 
OFFRE 
L'AU  T  ORE 


PREFAZIONE 


Uno  dei  mezzi  più  efficaci  e  d'un  effetto 
più  generale,  particolarmente  nelle  no- 
stre circostanze,  per  propagare  una 
lingua,  è,  come  tutti  sanno,  un  voca- 
bolario. 

A.  Manzoni.  Dell'  Unità  della  Lingua 
e  dei  Mezzi  di  diffonderla. 

Farmi  che  giovi  al  comune  linguaggio  d'  Italia 
chiunque  si  prenda  pensiero  di  raccogliere  le  vocile 
le  locuzioni  de' suoi  cento  differenti  dialetti,  sì  per- 
chè può  contribuire  ad  arricchirne  il  parlare,  sì  per- 
chè quelle  voci  e  locuzioni  portano  seco  l'impronto 
originale  e  manifesto  della  derivazione  loro  e  servono 
grandemente  a  conoscere  la  fonte,  alla  quale  esse 
furono  attinte,  e  a  rettificarne  le  etimologie. 

Ma  certamente  giova  una  tale  raccolta  di  dialetti  a 
salvarne  la  integrità  fi  ionomica  da  una  rivoluzione 
che  sta  per  isvisarne  L>ro  i  tipi.  Ci  corre  però  l'ob- 
bligo di  affrettarci  a  interrogare  nelle  fucine ,  nei 
campi,  entro  alle  valli,  pei  monti,  e  scriverne  le 
voci  e  le  locuzioni  per  consegnarle  alla  posterità 
tali  e  quali  i  cittadini,  i  campagnuoli,  i  montagnardi 
le  parlano. 

Causa  di  tale  rivoluzione  sono  il  vapore  e  la  libertà 
e  unità  d' Italia.  Atterrate  una  volta  le  barriere  che 
sorgevano 

Fra  T  Italia  e  V  Italia, 


VI 

per  il  rimescolarsi  delle  genti  del  lei  paese,  siconfon- 
oleranno  gli  uni  vernacoli  cogli  altri,  sì  che  i  Lombardi, 
per  esempio,  perderanno  il  loro  impronto,  poiché  an- 
dranno a  svisarsi  e  fondersi  coi  pedemontani,  e  quelli 
e  questi  cogli  emiliani,  e  così  dici  degli  altri.  Fatto 
che  già  accade  vedere  nelle  fucine. 

Allo  importantissimo  studio  dei  dialetti  si  è  atteso 
da  pochi  anni  a  oggi  con  tale  assennata  operosità,  e 
massimamente  dal  nostro  Cherubini  (1)  e  dal  Biondelli, 
che  oramai  tutte  le  provincie  lombarde  hanno  il  pro- 
prio vernacolo  vocabolario,  tranne  Lodi  (2). 

Milano  ha  il  copiosissimo  del  Cherubini;  ma  perchè 
tornano  troppo  a  disagio  que' suoi  cinque  grossi  vo- 
lumi, tolsi  a  dar  fuori  per  la  stampa  la  terza  edizione 
del  mio  Vocabolario  Milanese  Italiano  coir  intendi- 
mento di  ajutare  i  giovani  a  voltare  il  nostro  dialetto 
nella  lingua  nazionale  attinta,  per  quanto  si  può  e  ho 
potuto  io,  a  Firenze. 

Esso  uscirà  accresciuto  ben  del  doppio  di  quello 
della  seconda  edizione.  Il  mio  andar  frugone  nelle 
fucine,  e  d'autunno  nella  campagna  mi  procurò  voci 
e  locuzioni  vernacole  non  poche  o  sfuggite  al  mio 
maestro  e  a  me,  o  nate  di  fresco,  o  introdotte  di  re- 
cente in  un  con  certe  arti  e  industrie. 

Le  opere  del  Carena,  del  Fanfani  (3),  del  Thouar,  del 
Palma,  del  Gardi,  del  Giusti,  del  Tommaseo  e  di  altri, 
mi  diedero  molte  voci  corrispondenti  alle  nostre  ver- 
nacole che  prima  non  sapevo.  Di  altre  non  si  leggerà 
che  la  definizione,  perchè  invano  chiesi  ajuto  a  vari 
Fiorentini,  i  quali  non  saviamente  si  fanno  avari  di 
una  eredità  che  non  è  di  Firenze  solamente,  nè  della 
Toscana,  ma  d'Italia  tutta.  Anzi,  ci  duole  il  dirlo,  pare 
che  coloro  di  mal  occhio  vedano  che  i  non  Fiorentini  si 
occupino  della  lingua  nazionale  per  farla  diffusa  a  tutta 


VII 

la  patria,  giacché  pregati  per  lettera  o  non  rispondono, 
o  se  sì,  vengono  poi  meno  alla  promessa  (4);  e  se 
danno  fuori  un  Vocabolario  non  lo  arricchiscono  delle 
fatiche  durate  nelle  loro  terre  da  un  Carena,  da  un 
Tommaseo,  da  un  Palma,  e  via.  Ma  c'è  di  più.  In  quel 
Vocabolario  invano  cerchi  le  voci  che  leggi  negli 
scritti  dei  Fiorentini  stessi,  come  di  un  Thouar,  di  un 
Lambruschini,  di  un  Giusti,  per  dirne  tre.  Staremo  a 
vedere  il  Nuovo  Vocabolario  della  lingua  italiana  del 
prof.  Giorgini;  perchè  quel  po'  che  or  ora  è  uscito  non 
mi  sa  di  nulla,  per  dirla  con  Ghita  la  setajuola. 

Sapete  invece  chi  m'ha  ajutato,  e  a  cui  sarò  sem- 
pre gratissimo?  L'illustre  C.  Cantù,  in  un  momento 
eh' e'  si  trovava  a  Firenze....  «  Bisogna  esser  qua,  mi 
scrisse  inoltre  ,  per  vedere  come  la  teorica  svaghi 
dalla  pratica;  e  come  poco  si  pòssa  applicare  il  si- 
stema di  adottar  solo  quel  che  si  dice  in  Firenze. 
Sono  incerti  essi  medesimi,  e  han  voci  diverse  agli 
oggetti  identici.  Non  parlo  poi  della  campagna,  chè 
la  Maremma,  il  Casentino,  il  Yaldarno,  il  Val  di  Nie- 
volo  usan  nomi  affatto  varj.  Per  E.  colla  sua  lista  alla 
mano,  chiesi  a  un  colto  signore  di  qua  come  si  chia- 
ma lo  specchio  che  sta  sopra  il  camino  —  R.  Spec- 
chio o  Specchiera  —  E  non  caminiera?  —  R.  0  no; 
cotesto  nome  si  dà  a  quella  cassetta  elegante  che  si 
tien  presso  al  camino  per  la  legna  —  Vo  da  una  si- 
gnorina, e  le  mostro  a  dito  lo  specchio,  e  le  chiedo 
come  lo  chiami  —  R.  Caminiera  —  Oh  come?  ma  la 
caminiera  non  è  cotesta  cassa?  —  R.  Che  che?  e  ri- 
deva. Questa  è  la  paniera  o  la.  cassa  della  legna  — 
Or  va  e  accozza....  E  dopo  avermi  posto  a  fianco  di 
molte  voci  milanesi  la  corrispondente  fiorentina....  Ma 
per  farcisi  bisognerebbe  esser  qua  proprio.  Una  ser- 
vente che  mi  rifà  la  camera,  dicea  che  l'altro  giorno 


Vili 

la  padrona  le  fece  una  parrucca  (una  lavata  di  capo). 
Le  chiedevo  perchè  avesse  legati  i  polsi,  rispose  che 
ha  freddo  perchè  rigoverna.  —  E  stavo  così  bene  a 
casa  mia,  dove  i  miei  fratelli  mi  facevano  il  circon- 
dino. —  E  mi  narrava  d'un  suo  fratellino  che  s'è  am- 
mencito (avvizzito).  Di  questi  lecchezzi  potrebbe  rac- 
cogliersene tutti  i  giorni,  chi  stesse  col  popolo  e  colla 
gente  che  sulle  gazzette  non  perde  nè  il  buon  pen- 
sare, nè  il  ben  parlare.  E  di  questi  gingilli  son  pieni 
il  Giuliani,  il  Bresciani,  ecc.;  ma  quel  che  importa  di 
vedere  e  studiare  qui  è  il  giuoco  della  frase,  e  la  fe- 
lice concisione ,  è  la  spigliatezza  degli  ausiliarj ,  dei 
dovere,  potere,  ecc.,  e  questa  non  si  trascrive  e  non 
s'insegna.  —  I  saluti.  » 

Firenze  deve  però  fissarsi  per  il  luogo  ove  tutti 
dobbiamo  attignere  la  lingua  nazionale  e  se  vi  han 
voci  diverse  agli  oggetti  identici,  scelgansi  per  la 
lingua  quelle  che  sono  le  più  usitate.  Lavoro  arduo  (5) 
ma  effettuabile.  Da  questo  luogo  i  sommi  scrittori, 
da  Dante  al  nostro  Alessandro  Manzoni,  hanno  tolto, 
chi  non  lo  sa? 

Lo  bello  stile  che  loro  fece  onore. 

Ma  v'è  un'altra  osservazione.  Tutto  che  si  pensa  e  si 
dice  nelle  altre  città,  non  si  pensa  e  si  dice  a  Firenze; 
dove  manca  l'oggetto,  ne  manca  il  nome.  A  Firenze 
dicono  la  pampara,  il  panetone,  il  risotto  in  cagnone, 
la  bonza,  il  dosino,  la  bosinata  dei  Milanesi,  ilpan  spe- 
zia dei  Bolognesi,  la  resta  dei  Cremaschi,il  brizzolà 
e  lo  sbovarinar  dei  Mantovani,  la  pistola  dei  Romani, 
la  sluzza  o  slussa  dei  Pavesi, il  bussola  dei  Bresciani, 
le  amarette  di  Saronno,  la  fasolada  e  il  nosetto  dei 
Cremonesi,  la  facci  di  vecchia  dei  Siciliani,  il  ghirin- 
ghell,  la  giubbianna,  il  masigott  del  Milanese,  il  tir» 


IX 

Untoceli  e  il  zingherlin  dei  Comaschi...,  e  mille  altre 
yoci  esprimenti  mille  altri  concetti? 

A  Firenze  hanno  cognizione  di  tanti  nostri  giuochi 
fanciulleschi  e  no ,  come  della  gatta-leccarda ,  del 
pan  bruciato,  della  barca,  della  giaccola ,  dei  bag- 
ger,  ecc.?  I  Fiorentini  non  hanno  la  bara  (carro), 
quindi  non  il  nome  di  quella,  né  del  barizzon  o  ba- 
rée,  della  cimbarda.  Non  usano  quel  che  significa  la 
solenne  voce  del  berinà  dei  nostri  contadini,  nè  il 
costoro  legar  V asino  o  lo  spiedo,  nè  la  braga  o  sca- 
nell  che  si  sovrappone  alla  botte  per  sostenere  la 
pevera,  quando  s'imbotta  il  vino,  ecc. 

In  Toscana  non  è  concessa  la  coltivazione  del  riso, 
per  dirne  una,  fuorché  nei  terreni  palustri,  e  non  su- 
scettivi d'altre  colture  (Palma)  ;  sicché  le  poche  sue  ri- 
saje  sono  permanenti.  Or  come  avrà  i  nomi  delle  nostre 
risaje  alterne?  Qual  nome  alla  nostra  risina?  Tanto 
che  i  Toscani  tolsero  a  noi  le  voci  brusone  o  carolo 
certa  malattia  del  riso.  Noi  Lombardi  abbiamo  il  fieno 
maggese,  V  agostano  e  il  terziruolo ;  e  i  Toscani  no. 

Ci  sono  anche,  per  esempio,  tra  noi  e  i  Fiorentini 
voci  di  senso  affatto  avverso  e  dubbio.  Noi  per  se- 
mola intendiamo  il  fior  di  farina,  essi  la  crusca;  lat- 
tajo  tra  loro  chi  lavora  in  latta  (lolla)  e  chi  vende 
latte;  tra  noi  solo  chi  vende  latte,  l'altro  lo  diciamo 
lattoniere  (tollée),  brutta  parola  che  sa  dello  spa- 
gnuolo  latonero,  forse,  ma  non  c'è  anfibologia,  e  trae 
dal.  fiorentino  latta;  noi  diremo  a  un  bambino  che 
ha  il  pallone  in  mano,  sgonfia,  cioè  gonfialo,  un  fio- 
rentino intenderà  per  sgonfia  il  contrario,  sebbene 
anche  là  da  poco  hanno  imparato  da  noi  a  dar  a 
quella  voce  il  nostro  significato,  ecc.  Noi  per  guer- 
cio o  linoeucc  intendiamo  chi  è  cieco  d'un  occhio,  essi 
invece  intendono  per  guercio  chi  ha  gli  occhi  torti  (6)> 


cioè  il  nostro  losco;  ed  essi  per  losco  o  cischero  o 
bircio  che  si  dica,  intendono  il  nostro  tobis  o  tobiola 
(da  Tobia?),  corto  di  vista,  miope,  cioè  che  ha  cattivi 
lucci,  ecc. 

Or  come  fare  con  queste  voci  provinciali?  (7)  Quel 
che  i  Fiorentini  fanno  delle  loro  voci  di  simile  esclu- 
sivo significato  e  valore  ;  cioè  scriverle  italianamente. 
Infatti  il  Vocabolario  del  Fanfani  accoglie  come  voci 
di  lingua  nazionale,  s'ho  a  dirne  alcune,  le  seguenti:  il 
pan  papalino,  il  pupazzo  e  il  maritozzo  dei  Romani, 
il  pamparigi,  la  grattacela  e  X acquatinta  (8)  dei  Sa- 
nesi,  il  biroldo  e  la  gesuita  dei  Pistojesi,  la  luganiga, 
la  cervellata ,  il  cotichino  o  cotighino  dei  Milanesi, 
la  biciancola  dei  Sanesi,  Chiancianesi,  Yolterranesi , 
Cameriensi,  il  giardinetto  dei  Livornesi,  ecc. 

Dunque  non  tutta  la  lingua  nazionale  può  aversi 
battezzata  nel  bel  San  Giovanni;  tuttavia,  per  la  mag- 
gior parte  di  essa,  bisogna  fissare  questo  battistero. 
Guai  se  ogni  Municipio  volesse  scrivere  le  voci  del 
suo  popolo!  Il  Milanese,  per  chiamare  quella  fine- 
stra sopra  tetto,  la  quale  si  fa  con  una  alzata  di 
muro  coperto,  per  dar  lume  al  soppalco,  o  a  stanze, 
le  quali  per  altro  modo  non  lo  possono  avere,  ed 
anche  per  uscire  sopra  i  medesimi  tetti,  o  per  tirar 
su  dalla  via  il  fieno  da  riporsi  nel  fenile,  dirà  usell, 
orbiseli,  Itiseli,  l'oscolano  lusell,  il  pavese  uselerà, 
il  lodigiano  usel,  il  bergamasco  lusareul,  il  cremasco 
lu  zar  ola ,  il  comasco  lusél,  usél^  il  piacentino  lusa- 
ron,  il  cremonese  luseron ,  il  bresciano  luzarula  , 
luzaroeula ,  balconéra ,  antana,  il  mantovano  lusso- 
ron,  lusnaron,  ussnaron,  il  parmigiano  luzron,  luz- 
ronzett,  il  reggiano  lusgnól,  il  bolognese  luminarol, 
il  ferrarese  luminari ,  il  torinese  lusél ,  il  genovese 
luxerna,  il  veneziano  luminal,  il  veronese  luminaro, 


XI 

lanternina  l'udinense  luminarie,  l'anconitano  lucer- 
nario, il  napoletano  lucerna,  il  siciliano  mantelletto 
de  lo  stitto,  altri  baroale,  baoral,  frate,  lucernario, 
abbaino,  finestra  sopra  tetto,  ecc.  Col  Muratori  la  si 
chiamerà  luminandolo  (9),  e  secondo  vari  atti  notarili 
dell' 800  luxellum  (parva  lux),  dalla  qual  voce  (cosa 
notabile)  trassero  la  loro  quasi  tutte  le  terre  d'Italia, 
cui  i  Vocabolari  italiani  tutti  traducono  erroneamente 
in  latino  impluvium.  Così,  per  altri  esempi,  vedi  le 
voci  Salvan,  e  Tricchtracch  in  questo  Vocabolario  7 
pag.  xx. 

Da  qui  ognun  vede  la  necessità  di  scrivere  in  quel- 
l' idioma  in  cui  dettarono  i  sommi.  Che  in  esso  abbia 
scritto  Dante  Alighieri,  ei  lo  dice  apertamente  qua  e  là 
nelle  sue  opere.  Nel  Convito:  «  Io  mi  mossi  al  vol- 
gare commento,  e  lasciai  il  latino        per  lo  naturai 

amore  della  propria  loquela....  Della  mia  loquela  pro- 
pria, non  solamente  amore  ma  perfettissimo  amore 
di  quella  è  in  me....  Dal  principio  della  mia  vita  ho 
avuto  col  volgare  benevolenza  e  conversazione ,  e 
usato  quello ,  deliberando ,  interpretando  e  quistio- 
nando....  Lo  quale  (volgare)  naturalmente  e  acciden- 
talmente amo  ed  ho  amato....  Questo  mio  volgare  fu 
congiugnitore  delli  miei  generanti,  che  con  esso  par- 
lavano..., perchè  manifesto  è  lui  essere  concorso  alla 
mia  generazione;  e  così  essere  alcuna  cagione  del 
mio  essere.  Ancora  questo  mio  volgare  fu  introduci- 
tore  di  me  nella  via  di  scienza....  Dico  (Volgare  Elo- 
quenza) che  il  parlar  volgare  chiamo  quello,  nel  quale 
ì  fanciulli  sono  assuefatti  dagli  stenti,  quando  primie- 
ramente cominciano  a  distinguere  le  voci,  ovvero, 
come  più  brevemente  si  può  dire,  affermo  il  volgar 
parlare  essere  quello,  il  quale  senz' altra  regola  s'im- 
para, imitando  la  balia....  »  E  qua  e  là  nella  sua  De* 


XII 

vina  Commedia  e'  fa  dirsi  da  vari  personaggi  di  par- 
lare (cioè  scrivere)  in  lingua  fiorentina  : 

La  tua  loquela  ti  fa  manifesto 
Di  quella  nobil  patria  natio , 
Alla  qual  forse  fui  troppo  molesto. 

La  nobil  patria,  cioè  Firenze.  Così  gli  dice  Farinata 
(Inf.  C.  X,  25). 

In  questa  stessa  bolgia  Dante  (Inf.  C.  XXIII,  76)  si 
sente  chiamare  da 

....  un,  che  intese  la  parola  tosca.... 

Cioè  la  pronuncia  e  i  modi. 

P  non  so  chi  tu  sie,  nè  per  che  modo 
Venuto  se'  quaggiù  :  ma  Fiorentino 
Mi  sembri  veramente,  quand'  i'  t'  odo... 

gli  dice  Ugolino  (Inf.  C.  XXXIII,  10)  —  Anzi,  par- 
lando del  suo  Poema,  Dante  stesso  ce  lo  dice  chia- 
ramente: «  Io  chiamo  l'opera  mia  Commedia,  perchè 
scrìtta  in  umile  modo,  e  per  aver  usato  il  parlar  vol- 
gare, in  cui  comunicano  i  loro  sensi  anche  donnic- 
ciuole  (Vita  Nuova).  »  Il  Boccaccio,  nella  sua  Vita 
di  Dante,  dice  che  la  Divina  Commedia  è  scritta  in 
fiorentino  idioma;  così  lo  ripete  nella  prima  quar- 
tina del  suo  sonetto: 

Dante  Alighieri  son,  Minerva  oscura 
D' intelligenza  ed  arte  ;  nel  cui  ingegno 
L'eleganza  materna  aggiunse  al  segno, 
Che  si  tien  gran  miracol  di  natura. 

L'eleganza  materna,  cioè  V  idioma  fiorentino. 

Il  Tommaseo  è  tanto  persuaso  che  Dante  ha  scritto 
il  suo  Poema  in  fiorentino  idioma,  che  alla  parola 
Manicar  (Inf.  C.  XXXIII,  v.  60,  nella  nota  20),  dice: 
«  Questa  voce  è  condannata  come  plebea  fiorentina 


XIII 

nella  Volgare  Eloquenza.  Segno  che  tutto  il  Poema 
è  scritto  in  volgar  fiorentino.  »  Così  nella  frase  «  e 
andammo  introcque  (ivi  XX,  130),  egli  scrive:  An- 
tica voce  fiorentina  {Inter  hoc)  usata  dal  volgarizza- 
tore di  Livio.  Dante  la  condanna  nella  Volgare  Elo- 
quenza. Di  qui  si  vede  che  il  Poema  suo  non  è  scritto 
nella  lingua  detta  da  lui  cortigiana.  »  Finalmente 
Dante,  nella  Volgare  Eloquenza,  condanna,  come  pue- 
rili per  lo  stile  tragico  della  poesia,  le  parole  mamma 
e  babbo;  e  poi  le  usa 

....  non  è  impresa  da  pigliar  a  gabbo , 
Descriver  fondo  a  tutto  l' universo , 
Nè  da  lingua  che  chiami  mamma  e  babbo. 

(ivi,  xxxn,  9). 

Che  A.  Manzoni  abbia  rasciacquati  i  suoi  cenci  nel- 
l'Arno, devo  dirlo  e  provarlo? 

Di  alcune  voci  solamente  ho  creduto  bene  dare  qui 
la  derivazione;  prima  perchè  questo  non  è  un  libro 
a  ciò,  poi  perchè,  secondo  il  mio  avviso,  prima  di 
venire  a  questo  studio,  per  non  dare  in  assurdità,  e' 
bisogna,  più  che  non  s'è  fatto  sin  qua,  raccogliere, 
sgroppare,  paragonare,  intendere  la  lingua  furbesca, 
che  pure  gli  antichi  monelli  avranno  avuto ,  e  gran 
parte  della  quale  sarà  passata  ad  essere  linguaggio 
comune  ,  come  vediamo  accadere  oggidì,  onde  tanto 
strillano  ed  errano  gli  etimologisti.  Inoltre,  il  parlare 
zingaresco  (10)  per  gli  etimologisti  va  pure  cerco  e 
studiato,  sì  nella  lingua  che  ne' vernacoli;  anzi  dirò 
anche  quel  goffo  parlare  chiamato  jonadattico  (11)  che 
è  piuttosto  una  specie  di  parlare  furbesco  introdottosi 
e  divenuto  famigliare  agli  accademici  della  Crusca. 

Vorrei  finalmente  che  questo  mio  lavoro  persuadesse 
tutti  (ma  stento  a  crederlo,  massime  negli  uffici)  a  seri- 


XIV 

vere  nella  lingua  nazionale,  viva.  E  allora  non  legge- 
remo: qui  si  molano  coltelli,  bombonere,  azette  e  ram- 
pini, posizione  e  tarima  o  terima  (voce  spagnuola , 
negli  uffici),  fiomba,  una  sidella,  uno  scopino  col  por- 
iaruffo  e  le  molle  col  bernacehio;  gallette  bucche , 
inerentemente,  in  base,  il  prestino,  il  prestinaio,  i  ci- 
sternieri, i  fr egoni,  etichetta,  il  plafone ,  il  timbro , 
timbrare,  i  panchi,  il  frach,  i  docenti,  la  cannuccia 
della  penna,  le  finche,  gli  inservienti,  esonerare  (12) 
nè  per  farci  intendere  si  scriverebbe  «  carielli  del 
cesso  (vulgo  tajée),  »  ecc.  Vorremmo  che  le  guardie 
della  città  (non  bene,  sorveglianti  municipali)  sapes- 
sero la  lingua  e  dessero  notizia  di  questi  barbarismi 
che  leggono  sulle  case  nostre;  ma  essi,  i  poverini, 
li  credono  buona  lingua  e  tirano  diritto. 

Quello  poi  che  fa  più.  vergogna,  e  rende  immerite- 
voli di  essere  italiani  liberi  e  uni  si  è  che  nelle  scuole 
pubbliche  si  impongono  libri  di  testo  che  sotto  la 
mala  signoria  sarebbero  stati  ributtati.  Gli  scienziati 
arrossiscano  una  volta  di  non  scrivere  nella  lingua 
nazionale  e  viva. 

E  voi,  giovani,  se  avete  nel  cuore  l'Italia,  voi  pei 
quali  fu  scritto  questo  libro,  volonterosi  mettetevi 
.allo  studio  della  vostra  lingua;  nè  lasciate  che  essa, 
come  già  la  sua  terra,  vada  sbocconcellata;  non  sappia 
lo  straniero  che  non  vogliamo  avere  la  fonte  ove  atti- 
gnerla, ma  che,  siccome  sanno  che  Roma  è  la  capi- 
tale d' Italia ,  così  che  Firenze  è  la  fonte  della  sua 
lingua. 


Milano,  1  agosto  1870. 


NOTE 


(1)  Nella  Ambrosiana  giaciono  vari  manoscritti  di  dialetti  di 
questo  sapientissimo  filologo  ed  educatore.  La  Dialettologia 
Italiana  consta  di  12  grossi  volumi  in  foglio.  In  capo  a  ogni 
facciata  Y  autore  scrisse,  cominciando  dal  primo  volume,  e  per 
alfabeto,  una  o  due  o  anche  tre  voci  principali  della  lingua,  e 
sotto,  nei  tre  casellini  in  cui  è  distinta  ogni  pagina,  pose  la 
voce  vernacola  accosta  al  nome  del  paese  dov'  è  parlata.  Tutti 
i  vernacoli  divise  in  16  gruppi ,  di  che  diamo  qui  presso  un 
saggio  sulla  parola  Raganella.  L'  ultimo  volume  è  destinato 
solamente  alla  Storia  Naturale,  ed  è  il  più  compiuto.  E  lavoro 
che  per  tirarlo  a  fine  ,  non  basta  la  vita  di  sei  uomini  ;  e  il 
Cherubini  stesso  n'era  persuaso;  onde,  in  fronte  a  ciascun 
volume,  oltre  a  una  epigrafe  latina  a  ciò  o  ad  altro  alludente, 
scrisse:  Dialettologia  Italiana  che  si  verrà  compilando  da  Fran- 
cesco Cherubini  o  da  chi  altri  verrà  dopo  morto  lui.  Qua  e  là 
di  quella  sua  opera  veramente  colossale  e  nella  letteratura  forse 
unica  al  mondo  pel  suo  genere,  avverte  egli  che  in  fogli  volanti 
e  in  altri  attaccati  ai  detti  volumi  scrisse  a  lungo  della  sua 
Dialettologìa  ;  ma  sì  gli  uni  fogli  che  gli  altri  non  si  trovano. 

(2)  Nell'Ambrosiana  giace  manoscritto  un  Vocabolario  Meto- 
dico Bergamasco ,  Italiano  e  Latino  dell'abate  Angelini;  grosso 
volume  in  foglio  ,  del  quale  il  Cherubini  fece  un  Estratto  che 
colà  pur  giace.  Duole  che  lo  Zappettini  non  lo  abbia  consultato, 
nè  la  Grammatica  Bergomense-Italiana  (1855)  del  Mosconi,  nè 
molte  poesie  stampate  come  la  Gerusalemme  Liberata  del  Tasso 
voltata  nel  vernacolo  bergamasco  dall'Assonica,  pel  suo  Voca- 
bolario Bergamasco-Italiano ,  il  quale  non  sarebbe  riuscito  più 
che  meschino. 


XVI 

(3)  Pregevolissimo  n'  è  il  Vocabolario  della  Lingua  Italiana 
(1865);  ma  quando  dice  Voce  Antiquata,  vorrei  che  ne  desse  la 
viva,  come  dimergolare  j  addocciare ,  ecc.;  non  vi  leggo  il  don- 
dolo (mil.  scocca),  la  moscardina  ch'ha  il  Thouar ,  il  pagliuco- 
lajo  del  Lambruschini ,  La  sozza  Frucola  j  La  vii  Tartuca ,  La 
Talpa  e  il  Granchio  Là  si  trabuca  del  Giusti,  ecc.;  non  cuffia 
nel  senso  che  è  nel  Tommaseo,  che  scrive:  «  Oggidì  cuffia^  a 
Firenze  è  il  velo,  che,  appeso  alla  berretta  o  alla  tesa  del  cappello, 
scende  sul  viso,  e  può  essere  gettato  dietro  le  spalle  o  da  banda. 
In  altri  dialetti  toscani,  cuffino.  »  E  moltissimi  altri  vocaboli.  Vi 
leggo  poi  molte  voci  che  non  appare  se  sieno  della  lingua  parlata, 
come:  le  nonnaje  cioè  le  veteres  avias  di  Persio  (Sat.  V,  v.  92) 
di  cui  il  Monti  nelle  note  alla  versione  di  queir  autore  scrive  : 
«  cioè  gli  errori  istillati  dalle  nonne }  o  dalle  nutrici;»  espres- 
sione arditissima  e  rapidissima,  di  cui  non  credo  capace  la  no- 
stra lingua ,  benché  il  Salvini  abbia  giudicato  diversamente  , 
traducendo  al  suo  solito  : 

Mentre  dal  tuo  polmon  nonnaje  io  svello. 

Versione  però,  a  parer  nostro,  più  rapida,  più  ardita  e  bella  che 
non  quella  del  Monti  : 

....  e  mentre  l'error,  di  che  t' infece 
La  nonna,  al  cor  ti  svello  .... 

y  (4)         Riveritissimo  Signor  Banfi, 

Figline  (vai  d'Arno  in  Toscana),  24  maggio  1856. 
Ricevetti,  il  18  corrente,  la  sua  lettera  del  io,  e  mi  propo- 
nevo, spicciate  appena  alcune  mie  coserelle,  di  rimandarle  la 
sua  nota  di  termini  Lombardi  coi  Toscani  corrispondenti.  Ma, 
datale  ora  un'  occhiata,  m'  avveggo  che  mi  bisognerà  un  poco 
di  tempo ,  a  fine  d'  informarmi ,  se  alcuni  dei  suddetti  voca- 
boli hanno  qui  l'equivalente.  Ed  acciocché  ella  non  creda  che 
io  ricusi  di  compiacerla,  non  voglio  più  indugiare  ad  avvertirla 
con  una  mia  letterina  speditale  per  mezzo  d' un  amico,  che,  ap- 
pena le  mie  indagini  saranno  compite ,  le  riscriverò  diretta- 
mente, rimandandole  la  sua  nota  con  quelle  maggiori  e  migliori 
dichiarazioni,  con  che  mi  verrà  fatto  di  soddisfare  al  deside- 
rio suo. 


XVII 

Le  scrivo  di  qui  dove  dimoro  abitualmente ,  e  le  scrivo  per 
mano  d'altri,  atteso  un  indebolimento  di  vista  che  mi  travaglia 
da  più  di  un  anno. 

Ho  il  piacere  di  professarmi 

suo  0&&.  Servo 
Raff.  Lambruschini. 

(o)  Dico  arduo.  Infatti  per  voltare  nella  lingua  viva  il  mila- 
nese scovasc  del  forno,  il  Fanfani  mi  dà  spazzatojo ,  spazza- 
forno ,  frugatojo  da  forno ,  spegnato jo ,  fruciandolo  ,  strofinaccio- 
lo,  ecc.  Or  quale  è  di  questi  vocaboli  il  più  usitato  ,  quale  il 
fiorentino?  Il  Carena  ha  i  primi  due. 

(6)  Il  Guerrazzi  nel  suo  libro  :  L'Assedio  di  Firenze  (Gapit.  V) 
definisce  il  Guercio  così,  parlando  di  Cencio.  «  Il  sopran- 
nome accennava  un  difetto  di  lui;  quando  la  pupilla  de- 
stra fissava  in  un  punto  determinato ,  deviava  la  manca  in 
molto  sconcia  maniera  ;  quando  la  manca  andava  al  segno, 
sbalestrava  la  destra.  »  E  che  guercio  significhili  nostro  milanese 
losco  lo  conferma  anche  nel  Capitolo  XY  ove  il  Malatesla  dice 
a  Cencio  Guercio  :  «  Cencio,  tieni  un  occhio  al  paese  e  1'  altro 
al  gatto.  »  Ma  possibile  che  i  Fiorentini  non  abbiano  una  sola 
parola  per  indicare  con  essa  sola  uno  che  è  cieco  d'un  occhio? 
Forse  monocolo? 

(7)  Il  Cherubini  ha  un  Vocabolario  della  lingua  provinciale 
che  cita  sovente  nelle  sue  opere  giacenti  nell'Ambrosiana,  e 
che  è  manoscritto  presso  il  suo  biografo  dott.  G.  B.  De  Capitani, 
il  quale  mi  promise  di  darmene  da  pubblicare  qui  un  saggio  , 
e  poi  venne  meno. 

(8)  Acquatinta.  «I  Senesi  dicono  tuttora  Acquatinta  per  Nevi- 
schio. Uno  dirà,  per  esempio:  Guarda ,  guarda,  nevica,  e  l'altro 
risponderà:  No,  sai,  non  è  neve,  è  acquatinta.  Di  tutti  i  com- 
mentatori di  Dante  che  se  n'ha  a  dire,  i  quali  saltano  a  pie 
pari  quel  verso  del  C.  VI,  Inf.  v.  10:  —  Grandine  grossa,  e 
acquatinta  e  neve  Per  V  aer  tenebroso  si  riversa  —  quando  po- 
tevano far  spiccare  la  bella  gradazione  che  fa  il  poeta ,  met- 
tendo in  mezzo  alla  grandine  e  alla  neve  Y acquatinta?  Che  se 
n'ha  a  dire?  diciamo  che  lì  tutti  quanti  ebber  gli  occhi  tra'  peli.  » 
(Fanfani). 

(9)  Annali  d'Italia,  pag.  169,  tomo  IV,  Lucca. 


XVIII 

(10)  In  questo  parlare,  per  esempio,  Cass  significa  Fieno;  e  i 
nostri  campagnuoli  chiamano  Cass  quel  luogo  delle  fattorie  dove 
si  raccoglie  gran  fieno  dai  prati  ;  specie  di  cascina.  Ne'  tempi 
andati  le  nostre  campagne  eran  pure  infestate  dagli  zingari, 
gente  nomade;  e  perchè  avranno  pernottato  spesso  su  quelle 
specie  di  cascine,  avranno  lasciato  loro  un  tal  nome. 

(11)  Il  parlar  jonadattico  è  formato  di  vocaboli  capricciosi,  i 
quali  non  hanno  altro  del  vero  vocabolo  da  pronunciarsi  che 
le  prime  lettere,  come  Seminato  in  cambio  di  Senno,  Panciolle 
per  Panciatichi,  e  simili.  Faustina,  per  esempio,  in  lingua  jo- 
nadaltica  vuol  dire  Fava,  cioè,  Alterigia,  Superbia;  Tegolo,  Teo- 
logo; Intelai atissimi  arciconigli  per  Itendentissimi  arciconsoli,  e 
simili  baggianate. 

(12)  Esonerare.  Voce  latina  exonerare,  ex  onere.  Non  ha  buoni 
esempi  per  esentare,  esimere  da,  ecc.  Il  Gorio  l'usa  nella  sua 
Storia  di  Milano  (Capit.  I,  pag.  2),  ma  nel  significato  latino 
togliere  alcuna  parte  del  peso  (ex  onere):  «  Ambigato,  re  de' 
Galli . . .  volendo  esonerarsi  del  grandissimo  popolo  . . .  ecc. 


SAGGIO 

DELLA 

DIALETTOLOGIA  ITALIANA 

DI 

FRANCESCO  CHERUBINI 
Tolto  dal  manoscritto  giacente  nella  Ambrosiana. 


XX 


1.  Raganella  (picciola  ragana);  2..  (specie  di 
razzo);  3.  (strumento  da  suonarsi  agli  uffizj  delle 
tenebre)  (1). 


Torinese 

bèta  d'ia  sniana  santa, 

fossanese 

monferrino 

Astigiano 

Alessandrino 

Tortonese 

Saluzzese 

Barbettino 

Aostano 

Savojardo 


riN  Geradadda 

a  Clusone 
raniaj . 

a  Treviglio 

Os solano 


3.  Cantar  ana,  Ta- 


3.  Tenebrori. 


3.  la  Troia. 

3.  Gri,  Troia,  Pa~ 

3.  Trabàcola. 

3.  Ticchetacch. 


Milanese      1.  Ranna  Sanpèder  o    2.  Sereselt  a  bissa, 
de  la  Madonnaro  de  San  Gio- 
vami o  martinna  o  Ranetta  o 
Rag  aggetta  o  Nanastrell. 

3.  Trìcchetràcch. 


Brianzuolo 

Pavese 
tra  eh. 


3.  Trìcchetràcch. 
3.  Rattireula,  Trich 


XXI 


1.  Raganella  (picciola  ragana);  2.  (specie  di 
razzo);  3.  (strumento  da  suonarsi  agli  uffizj  delle 
tenebre)  (1). 


i  lodigiano 
codognino 
Rivoltano 
Novarese 
Comasco 

bàcola. 
Piacentino 

zar  (mula.  Cantar agna. 
Cremonese 
Cremasco 

Verranense        2.  Ver  datola. 
Lariense 

Girighera. 
Luganese 

ruote  dentate),  Tippetapp  (se 
Basso  Valtellinese 
Valligiano  svizzero 
Bresciano 

Grìcra,  Trmhtracch  (2). 
Bergamasco 
Gardesano 
Mantovano 
tola? 


3.  la  Batiòla. 

3.  la  Berlocca. 

3.  la  Troia. 

3.  Tenebrori. 

3.  Trichtràchj  Tra- 

Z.Battarceùla,Sgrin- 

3.  la  Berlocca. 
3.  Grì. 

3.    Tricchetracch } 

3.  Ghirighèra  (se  a 
a  martelli). 
3.  Maozùle. 

3.  Ciàcola  ,  Grì , 

3.  Grì. 

3.  Tampèla,  Bài- 


XXII 


1.  Raganella  (picciola  ragana);  2.  (specie  di 
razzo);  3.  (strumento  da  suonarsi  agli  uffìzj  delle 
tenebre)  (1). 


sa 


Ferrarese 
tuia. 

i  POLESINESCO 

I  Parmigiano 

nèmbra. 
ÌBussetano 


»   i  MODANESE 


Reggiano 
Bolognese 
Bell  inzone  se 

Trentino 

l  ROVERETANO 

>  Valdinonese 
'  Valmagino 
Valverzasca 


i  Alto 

Basso 
|  Nizzardo 
!  monachese 

Sampietrino 


3.  Taracela  9  Bai 


3.  Battrceùla ,  To 


3.  Tempella. 

3.  Tempèrla. 

3.  Battla. 

3.  Tarlichtarlàch. 


3.  FoZòn. 
3.  Cricrài. 


XXIII 


I.  Raganella  (picciola  ragana);  2.  (specie  di 
razzo);  3.  (strumento  da  suonarsi  agli  uffizj  delle 
tenebre)  (1). 


Veneziano    1.  Lodrineto,  2.  Scarcaoalo,  3.  Rang anela. 


Padovano  3.  Cighìgnòla,  Ba- 


toleta}  Ràcola. 

Vicentino 

3.  Ràcola,  Racolòn. 

T  I-J  1\W  _N  -Lj  O Ili 

3.  Ratavela. 

lane 

/Bellunese 

!11CZ 

\  Trevisiano 

i  Fiumano 

'  Skrebetaljka. 

3.  Skrabalnìka  3 

Dalmatino 

3.  Fercaljkaj  Zvar- 

coka. 

Zaratino 

3.  le  Trapatàcole. 

fa 


Udinese  e  Friulano  3.  Cràzzule ,  Crè- 

zola,  Crezolar  (sonarla)^  Crazzulon,  Bateùl,  Scràz- 
zule. 
]  Valdifassese 

I  LlVINALONGHESE 

'  Goriziano 


XXIV 


1.  Raganella  (picciola  ragana);  2,  (specie  di 
razzo);  3.  (strumento  da  suonarsi  agli  uffizj  delle 
tenebre)  (1). 


Ravennate 
>  Faentino 
|*  l  Forlivese 
9  I Imolese 


'  Anconetano 
Urbinate 
|  Ascolano 
I  Camefinese 

OSIMO 


Fiorentino 


3.  Scannala . 
3.  Cròcciola? 


3.  Turione. 


3.  Raganella,  Ta- 


bella}  Taccolone. 
Sanese  3.  Tempella?  (redi 

però  Vocabolario  di  Napoli),  Battistero  simile  alla 

Grièra  de'  Bresciani. 
Livornese 


Elbano 
Pisano 
Lucchese 
Garfagnino 

\PlSTOJESE 


3.  Crepitàcolo? 

3.  Tenebrone. 

3.  Graditone. 

3.  Tabella? 


XXV 

1.  Raganella  (picciola  ragana);  2.  (specie  di 
razzo);  3.  (strumento  da  suonarsi  agli  uffìzj  delle 
tenebre)  (1). 


Aretino 

Maremmano 
i  Volterrano 
]  Corso  montano 

Corso  costiero 

Massese 


3.  Crialeso. 
3.  Cròtalo? 


'  Romanesco 

nela?  Roganello? 
§  1  Norcino 

5  i 

1  Spoletano 


3.  Se  annoto ,  Raca- 


Napoletano 

$  \  Sabino 
a 

5  1  Pugliese 
I 
"3 

6  l 

«8 

m 


3.  Trocola. 


XXVI 

1.  Raganella  (picciola  ragana);  2.  (specie  di 
razzo);  3.  (strumento  da  suonarsi  agli  uffizj  delle 
tenebre)  (1). 


I  TARENTINO 

^  I  Leccese 

£  ]  Otrantino 
pfi  / 

£  ì  Reggiano 

&  F. 


Albanese. 


'  Palermitano  3.  Tricchitracchi,  la 

Tròccula 

o 

§  ]  Catanie  se 
g  1  Messinese 

53  i 

'  Girgentino 


:  Campidanese  3.    Matracca  , 

Reùlas. 

1  Capodisoprano 

©  /Algherese 
- 

é  1  Sassarese 


'Logodurese 


XXVII 

1.  Raganella  (picciola  ragana)  ;  2.  (specie  di 
razzo);  3.  (strumento  da  suonarsi  agli  uffìzj  delle 
tenebre)  (1). 


7.  —  Comunense  3.  Racolòn  (volga- 

re veneziano 

Q 

»g  1 13.  —  Comunense 
a 

3  ]B0SCHIGIAN0 


Alto  Valtellinese 


*  /  Le  VENTINE  SE 
8  > 

£  i  |  l  Bregnasco 

Si*  JAlto  Engadinese 
8  (Basso  Engadinese 

Punico.  —  Maltese 


(1)  Crecèlle  francese,  Matraca  spagnuolo. 

(2)  Lo  strumento  è  ad  un  solo  scopo;  ma  dal  variar  della 
forma  varia  di  nome.  Tricchtracch ^  per  esempio,  è  come  il 
nostro  a  martelli  o  campanelle  impernate  mobili  in  un  asse. 
Gr\_,  è  una  rotella  dentata  che  s'agita  a  mano.  Griera^,  un 
asse  con  più  ruote  dentate  che,  conculcata,  le  fa  strepitar 
tutte. 


CIMI  SUL  DIALETTO  MILANESE 


Il  nostro  dialetto  suona  nella  terra  «  che  sta  fra  Como  e  la 
riva  orientale  del  suo  lago,  compresa  la  Valassina,  indi  la 
riva  di  quel  di  Lecco,  colla  Valsassina,  poi  lungo  l'Adda  fino 
quasi  a  Lodi,  e  di  là  piegando  verso  Pavia,  e  risalendo  pel 
Ticino  e  per  la  riva  sinistra  del  Vernano  fino  alle  valli  del 
Varesotto  (i).  »  Esso  è  di  fondo  italiano ,  e  da  alcuni  nomi 
propri,  s'induce  che  fosse  già  usato  nel  XIII  secolo;  del  XIV 
se  n'ha  documenti,  poi  nel  1600  cominciano  scrittori;  ma  in 
tutta  la  sua  potenza  apparve  a'  nostri  giorni  nella  mordace 
musa  del  Porta,  nella  patetica  del  Grossi,  nella  piantina  del 
Raiberti. 

La  lingua  greca  gli  diede  alcune  voci:  usmà  (aspa),  peston 
(ttecjtov),  toma  (7TTO|j.a),  beiseli  (jfocri^),  trabescà  (Tpair  zoQoci);  ca- 
gnara (xauapa),  ruff  (puwos),  mar/ari  (piaxaptos),  caca  (xaxa^  cose 
cattive),  ecc. 

La  latina  moltissimo  :  sidella  (sitella),  ameda  (amita)>  prestili 
(pislrinum),  presi inée  (  pristinarius  ) ,  pasquée  (pasqua),  sber- 
gna  (spernari) ,  venter  (venter),  semper  (sempre),  Uber  (lib«r), 
micca  (mica),  cogoma  (cucuma),  offella  (ofella),  burett  (buris), 
gremà  (cremare),  stiva  (stiva),  trident  (tridens),  cobbi  (cubitus), 
cobbià  (cubare),  coller  (culter),  toppia  (topia),  II  (I!),  vide  (vi- 
dere),  dà  el  rugh  (dare  rudem),  mo  (modo),  dà  ansa  (dare  an- 
sam) ,  mar  emagna  (maremagnum),  cum  quibus  (cum  quibus), 
barbìs  (barbitium) ,  catta  (captare) ,  romp  (rumpus) ,  amola  (ha- 
mula),  peli  (pellex),  poggimi  (podius),  noster  (noster),  and  (an- 
tes),  pivell,  pivella  (pueilus,  puella),  luccià  (lugere),  pepe  (pupus), 
popola  (pupa,  pupilla),  stabiell  (stabulum) ,  giavanà  (juvanari), 
cicc  (ciccus),  freguj  (fregi),  semola  (simila),  salin  (salinum),  tan- 
dem (tandem),  anta  (anta),  ligà  (rigare),  ecc. 

Come  dei  Galli  abbiamo  il  tipo  della  fisonomia,  così  del  par- 
lar loro  le  nasali  ari;  on,  en;  la  en,  la  oèit,  la  u.  «  E  chi  ode 
il  dialetto  di  Marsiglia,  facilmente  lo  può  scambiare  pel  mila- 
nese, dice  0.  Gantù,  mentre  a  fatica  è  intelligibile  ai  Francesi; 
e  la  somiglianza  è  tanto  più  notevole,  in  quanto  che  già  si  riscon- 
tra nelle  poesie  dei  Trovadori,  poeti  provenzali  del  ÀII  secolo,  e 
non  solo  quanto  a  parole,  ma  anche  a  forme  grammaticali  (2).  » 


XXX 


Dai  Celti  abbiamo  il  davo  e  Yaves  forse  ;  dalla  lingua  d'oc  il  tacere 
Yr  in  fine  avverbi;  l'uscire  in  er  in  più  vocaboli,  e  in  aa,  ii3 
uu  nei  participi  ;  e  son  di  quella  lingua  provenzale  molte  voci 
fatte  nostre,  come  str'ion  (strimi),  sgognà  (degaugnar,  pron.  de- 
gognà) ,  ramadan  (roumadan ,  pron.  rumadan) ,  doma  che  (ma 
que,  pron.  ma  che),  tapascià  (tavegar),  derusc  (druse),  fo  (fan, 
pron.  fo),  bobàa  (bobo),  dervì  (durbir),  ecc. 

Nel  seicento,  quei  carissimi  Spagnuoli  ce  ne  lasciarono  delle 
loro  :  geneffa  (cenefa),  alt  e  bass  (alti  baxos),  menus  (menudos), 
pamposs  (pamposado) ,  desasì  (desaseo) ,  recatton  (regaton),  se- 
cudì  (sacudir),  teppa  (tepe)  despoeù  (despué),  lócch  (loco),  stra- 
noccià  (trasnochar),  tomates  (tornate),  lottonée  (latonero),  mocci- 
glia  (mochila),  rosciada  (rociada),  ecc. 

Assai  la  Rivoluzione  francese  ,  e  più  ancora  di  quel  popolo 
la  moda,  le  letture,  le  invenzioni:  ciasma  (chasma),  plafon, 
scemisetla  3  volò,  bisgió ,  gilè,  gabaré ,  conceur press-papié,,  pa- 
nar is ,  ecran 3  etasger ,  forgon  (fourgon) ,  e  via  via.  Noi,  poi, 
come  quella  nazione,  non  distinguiamo  nel  plurale  coli' articolo 
i  generi,  giacché  diciamo  :  i  omen,  i  donn}  ecc. 

Ne  abbiamo  anco  di  tedesche  :  scoss  (schoos),  sbrojà  (brùhen), 
sloffen  (schlofen  per  schlafen),  chiffer  (kiffels),  che  i  Fiorentini 
accarezzarono  in  chifello ,  come  pure  il  caffeehaus  in  caffeaos 
{Fanfani),  erbei  (erbse),  ganza  (ganse),  sciceli  (schick,  schicken), 
fórt  (furth),  lobbia  (laube  -bia),  sleppa  (sclappen),  sgura  (schuren), 
spila,  spilador3  spili  (spielen,  spieler,  spiel),  ecc. 

Ungaresi  sono  le  voci  dolmanda  (dolmany)  e  s' giaco  (czako),  ecc. 

Le  invenzioni  o  altro  ce  ne  hanno  recate  anche  di  Inglesi: 
vagone  (wagon),  tilber  (tylburn),  bol-docch  (bull-dog,  toro-cane), 
slippa  (sleepeesj,  ecc. 

Distinguiamo  talvolta  i  generi  del  plurale,  dicendo  duu  o  trii 
omenn,  dò  o  tre  donn;  talora  sotto  un  genere  solo  ci  piace  in- 
tendere il  maschile  e  il  femminile  italiano  :  on  per  (un  pero  o 
una  pera);  l'articolo  indeterminante  lo  costruiamo  diversamente 
dal  numerale  :  on  piozucc,  mazzen  vun;  scempiamo  spesso  le  con- 
sonanti doppie  delle  sillabe  medie  dei  polisillabi  ;  le  addoppiamo 
invece  nelle  iniziali  e  finali  ;  facciamo  pronunziar  la  z  per  s. 

I  verbi,  secondo  che  sono  susseguiti  da  preposizioni  diverse, 
voltan  significato  ;  se  due  medesimi  nella  terza  persona  singo- 
lare dell'  indicativo  hanno  tra  loro  le  voci  che  te ,  queste  non 
servono  che  a  dar  più  forza:  e  tira  che  te  tira,  e  rid  che  H 
rid  (e  tira  e  tira,  e  ridi  e  ridi)  ;  se  incomincian  da  vocale,  in- 
seriamo un  efeleustico  :  mi  gWhòo,  ti  te  gh'et  ;  se  da  consonante, 
un  pronome  reciproco  sovrabbondante:  ti  te  copiet ,  lu  el  dirà 
nient?  Finalmente  notisi  che  nelle  conjugazionì  usiamo  solo  il 
passato  composto  nell'indicativo:  e  che  fra  le  due  consonanti 
se  e  sg,  quando  si  hanno  a  proferire  sibilanti,  si  frappone  loro 
un  apostrofe  s'e,  s'g:  $' ceppa,  s'giacch. 

Sono  queste  le  cose  che  del  nostro  dialetto  noi  crediamo  le 


xxxr 


più  importanti  per  ora  a  sapersi  da'  giovanetti  ;  e  le  avevamo 
già  mandate  al  torchio  ,  quando  ci  fu  ricapitata ,  in  data  del 
5  aprile  corrente  (3),  una  lunghissima  e  fittissima  lettera  in  te- 
desco fino  da  Werchetz,  nel  Banato,  da  un  tal  Simeone  Mangiuca, 
giurista.  L'erudita  lettera  incomincia  così:  «  La  prego  di  scu- 
sarmi, se  mi  sono  tolto  la  libertà  di  scrivere  a  lei,  persona  a 
me  sconosciuta.  Se  non  che  io  la  conosco  per  la  sua  opera 
intitolata  Vocabolario  Milanese  Italiano  (4),  che  è  tornata  utile 
anche  a  me  nella  mia  materia.  »  Indi  più  sotto,  venendo  più 
propriamente  a  parlare  del  nostro  vernacolo,  così  scrive  :  «...  La 
lingua  orientale  romana  (chiamata  dagli  stranieri  anche  Valacca) 
concorda  col  dialetto  milanese  nelle  cose  seguenti:  a)  nel  cam- 
biare la  l  in  r,  come:  milanese  pures,  romano  purecu  (un  u 
(così  segnato  non  si  pronuncia,  ovvero  si  pronuncia  solamente 
per  metà);  milanese  gora,  romano  gura;  milanese  dori,  romano 
dure;  milanese  sgora,  romano  sburà  (le  due  ultime  voci  deri- 
vano dal  latino  exvolare,  qualora  si  voglia  ammettere  la  lingua 
latina  scritta  come  norma  di  confronto;  b)  nell'uso  della  par- 
ticella des ,  come  preposizione  inseparabile  nei  verbi,  invece 
dell'  italiano  dis,  per  esempio  :  milanese  desgorga,  romana  des- 
gurgà;  milanese  despettenà ,  romano  despeptenà  ;  milanese  des- 
toppà,  romano  destupà;  c)  nel  cambiare  l'italiano  gli  in  j , 
come  :  milanese  paja,  romano  pajiì;  milanese  puj,  romano  pujù; 
milanese  maj  3  romano  maju  ;  d)  nel  trasformare  l'italiano  ce 
in  zz,  come  :  milanese  azzai,  romano  azelu;  milanese  lazz,  ro- 
mano lazu ,  ecc.  La  voce  milanese  zippa  (zirlare)  suona  pari- 
menti nella  lingua  orientale-romana  zipà  ;  ma  col  significato  di 
mandar  fuori  piangendo  un  suono  stridulo  ,  come  i  bambini. 
Così  dicasi  delle  seguenti  voci  milanesi  non  ammesse ,  per 
quanto  io  sappia,  nella  lingua  dotta  italiana:  bagola  (sterco  di 
pecora)  consuona  colla  romana  baliga  (sterco  di  pecora  o  vacca) 
nella  lingua  romana  questa  voce  compare  mutata  nelle  sillabe 
per  metatesi  ;  milanese  biott,  romano  biotù ,  povero,  miserabile. 
Anche  la  voce  milanese  verz  (cavolo)  consuona  colla  romana 
vearza,  cavolo,  legume,  ecc. 


(1)  Milano  e  il  suo  Territorio. 

(2)  Grande  illustrazione  del  Lombardo  Veneto,  pag.  93,  voi.  I. 

(3)  S'intende  1857. 

(4)  La  prima  edizione. 


ABBREVIATURE 


agg.  —  aggettivo. 

fig.  —  figurato. 

par.  —  paragrafo. 

sig.  —  significato. 

V.  —  Vedi. 

pron.  —  pronuncia. 


Al. 


A.  A. 

A.  Io  —  A  vegn^  io  vengo. 

A.  Essi,  Esse  —  A  mognen  i  vide 
Essi,  Esse  scacchiano  le  viti. 

A.  Ci,  Vi.  in  quel  luogo  —  A  voo 
pù_,  Non  ci  vado  più. 

A'.  Anche  —  Lavora  a'i  desti.,  La- 
vorano anco  )e  bestie. 

A  (particella  intensitiva).  A  set 
brutte  Sei  brutto. 

A  !  Ah  !  —  Al  se  mincionna  minga J 
Ah!  non  si  fa  celia. 

A.  Egli,  Ei,  E',  (pleonasmo)  —  A 
pioeuve  Egli  piove. 

AÀN!  Ah!  esclamazione  di  ram- 
marico. 

AÀN?  Ahn?  esclamazione  di  do- 
manda, e  vale:  Sono  o  non  sono 
un  uomo  io?  Si  poteva  trovar 
di  meglio?  Vi  sarebbe  venuto  in 
mente  ?  E  cento  cose  simili. 

ABÀA  Abate.  —  Ori  abàa  desba- 
dàa„  Uno  che  ha  lasciato  o  gab- 
bato S.  Pietro  —  Vestiss  de  abàaJ 
Pigliar  l'abito  di  abate,  vestir 
di  lungo. 

ABÀAGHICC,  ABÀA  D  ON  GHICC.  Aba- 
tuccolo,  Abatuzzo  ,  Abatuccio  . 
Abatonzolo. 

ABACHIN.  Abbachino,  Librettine. 

ABASGIOR.  Ventola,  Cappelletto  da 
lucerna.  Dal  frane.  Abat-jour  e 
—  Gabbia  del  lume:  specie  di 
globo,  fatto  di  velo,  talora  con 
ossatura  di  filo  di  ferro  che  si 
colloca  sur  un  lume,  perchè  la 
luce  sia  diffusa  e  meno  abba- 
gliante. 

ABASS-  Abbasso.  —   Trà  abasSe 

Svilire,  Deprimere. 
ABECÉE.  Abbici,  Abbi. 
ABET.  Abito  —  Quella  veste  con 

cappuccio  che  s'indossano  i  fra- 

Banfi,  Voc. 


telli  delle  confraternite  —  Vess 
scritt  in  V  abete  Portar  1'  abito 
della  confraternita. 

ABETDE  LAMADONNA.  Abitino,  Abito 
di  de  vozionemome  di  due  pezzetti 
di  panno  attaccati  a  due  nastri 
da  portar  appesi  al  collo  per 
devozione  alla  Beata  Vergine 
del  Carmine  —  Vess  scritt  in 
V  abet  de.  .  .  Avere  o  Portar 
l'abitino  .... 

ABiEZZ.  Abete,  Abeto  (Pinus  abies, 
dei  bot.)  —  Bosch  de  abiezz 
Abetaja,  Abetina  —  Ras  de  a- 
biezze  Abietina. 

ABITA-  Abitare. 

ABITA-  Mangiare,  Digerire  —  Son 
de  stomegh  insci  debol  che  podi 
minga  abita  nagotte  Sono  di  sto- 
maco cosi  debole,  che  non  posso 
tener  giù  niente. 

ABITT.  Appetito. 

ABONÀ.  Bonificare,  Far  un  abbono. 
ABONÀA.  Abbonato  —  per  Avven- 
tore V. 

ABONAMENT.  Abbonamento. 
ABONASS-  Abbonarsi. 
ABONDANZIOS.  Abbondante. 
ABORTI.   Abortire  —  Freggiare  : 

delle  bestie. 
ABREIT  Abbrividito. 
ABRESGÉ.  Compendio,  Ristretto. 
ABSENZI-  Assenzio  (Artemisia  ab- 

sintium,  Linn.)  —  Liquore  con 

infusione  d'assenzio  —  Acqua 

con  dent  V  absenzie  Acqua  as- 

senziata. 
ACASGIO.  Acagiù  (Cassuvium  po- 

miferum,  dei  bot.)  —  per  Mo- 

gliene  V. 
ACCIUMM.  Ecci:  voce  indicante  il 

rumore  nello  starnutare. 
ACESS.  Viottola:  strada  che  mette 
i 


ACE  2 

in  comunicazione  tra  loro  i  cam- 
pi, i  poderi,  e  questi  colla  casa 
del  contadino  e  colla  strada 
pubblica  —  Strada  privata:  pur- 
ché non  sia  comune  a  più  di 
cinque  compossessori. 

ACESSIÀ.  Dare  accesso  a...,  Met- 
tere a  un  luogo. 

ACETOSA-  Acetosa:  acqua  accon- 
cia con  aceto,  zucchero,  o  con 
giulebbe  acetoso. 

AGIDENT.  Accidente,  Caso  —  Ac- 
cidente,Coccolone:  malattia  che 
coglie  improvviso  —  fulminante 
a  secco,  a  ferraiolo,  a  cam- 
pana — -  On  tócch  d'addenta  Un 
tocco  d'accidente. 

ACCIDENT  D1  ON  OMM  (ON).  Un  de- 
monio d'uomo. 

ACQU  (I).  Bagni,  Acque. 

ACQU  (I)  Acque  (Le):  linfa  o  serio- 
sità che,  divenuta  troppa  cras- 
sa, si  arresta  o  s1  infiltra  a  poco 
a  poco  nella  cavità  della  mem- 
brana cellulare  delle  gambe 
delle  vacche,  tacchine,  e  simili 
bestie. 

ACQUA-  Acqua  —  donna  de  bev  e 
potabile  ,  bevibile  —  che  lassa 
la  nivola  sui  veder  J  fresca  — 
de  rapinna^  Torrente  —  di  piatta 
Ranno  —  che  s' è  doperàa  per 
lavà  i  piatta  Rigovernatura  — 
corriva  e  corrente  —  morta  e 
morta,  Stagno,  Marese  —  Acqua 
cheta  —  fig.  di  chi  simula 
quiete  e  sotto  sotto  lavora  per 
riuscire  a' suoi  fini  —  possa^ 
stantìa  —  spessa^  fangosa,  tor- 
bida —  sporca^  Sciacquatura  — 
scolaizza  e  colaticcia  —  Andà 
fozura  %  acqu,  Straripare  —  Cava 
l'acqua J  Attignere  —  Chi  bev  do- 
ma acqua  e  Astemio  —  Chi  va 
sott'acqua^  Palombaro,  Maran- 
gone —  Fa  bonna  l'acqua  avun^ 
Assistere  di  propria  tasca  al- 
cuno —  Giugà  in  l'acqua^  Aver 
il  giuoco  nell'osso ,  Aver  Tasso 
nel  ventriglio  {perdèe)  —  Lassass 
vegnì  l'acqua  adosSe  Indugiar, 
Ridursi  air  olio  santo ,  nel  far 
che  che  sia:  cioè  agli  estremi 
—  No  legni  pù  nè  vin^  nè  acqua^ 
Non  poter  stare,  Non  capir  nei 
panni  o  nella  pelle  dalla  gioia5ec. 


ACQ 

—  Per  de  s  fo  Negà  in  d' on  cu- 
giàa  d' a  equa  e  Affogare  in  un 
bicchier  d'  acqua  ,  Rompere  il 
collo  in  un  fil  d'acqua  —  Quell 
de  l'acqua  fresca  e  Acquafre- 
scajo  —  Quell  de  V  acqua  e  Ac- 
quaiolo —  Scriv  in  l'acqua^  Por- 
tar arena  al  lido,  Seminare  nel- 
l'arena: affaticarsi  senza  prò 

—  Sta  dessoravia  de  V  acqua 
Galleggiare  sopra  l'acqua,  Stare 
a  galla  dell'  acqua  —  Trass  a 
l'acqua^  Trarre  il  dado:  tentar 
la  sorte;  anche,  Correre  o  Scor- 
rere la  cavallina:  fare  o  ca- 
varsi ogni  suo  piacere  —  Vegnì 
a  l'acqua  ciara^  Sapere  in  quan- 
t' acqua  si  peschi  —  Vess  cont 
un  pè  a  moeuj  e  l'alter  in  Vac- 
quae  Essere  tra  gli  alari  (i  cu- 
nin)e  e  la  pentola,  o  tra  l'uscio 
e  il  muro,  o  tra  l'uscio  e  l'arca 

—  Vess  o  Naviga  in  acqua  bassa^ 
Esser  bassa  l'acqua:  Averpochi 
mezzi  di  fortuna  —  Vess  vòlt  i 
acque  Essere  rigonfie  le  acque 

—  fio.  Esser  marina  gonfiata, 
o  torbata,  o  gran  fuoco  nel- 
l'orcio, o  tempo  nero:  essere 
corrucciato  o  pieno  di  mal  ta- 
lento —  Acqua  in  bocca^  Acqua 
in  bocca:  bisogna  tacere. 

ACQUA.  Acqua,  Pioggia  —  de  vilan 
che  passa  el  gabane  Acqua  del 
mal  villano,  che  pare  non  piova 
e  passa  il  gabbano  —  piovesa- 
sanae  piovana  —  Sta  su  l'acqua^, 
Non  dar  acqua:  non  piovere  — • 
Vess  tutt'on'acqua^  Essere  fra- 
cido,  macero  d'acqua. 

ACQUA.  Acqua:  umore  o  liquore 
acqueo,  che  gocciola  dai  vege- 
tali —  Andà  in  acqua  e  Andar 
in  acqua  :  di  focaccia  (carsenza) 
di  latte,  o  simili,  che  per  aver 
dato  un  bollore  (tràa  on  buj)si 
scioglie  in  acqua. 

ACQUA.  Acqua:  la  qualità  della 
trasparenza  delle  pietre  pre- 
ziose. 

AGQUA  Acqua,  Orina,  Sudore, La- 
grime e  altri  umori  acquei  del 
corpo  —  Andà  tutt  in  d' on'  ac- 
qua e  Andarsene  in  acqua:  su- 
dar forte  —  Trà-via  acqua^  Far 
acqua:  orina—  Vegnìgiò  acqua 


ACQ  3  ACQ 


del  nas*  Gemere  acqua  dal  na- 
so ,  ecc.  —  Vegnì  V  acqua  ai 
osucc*  imbambolare,  Luccicare. 
Luccicolare,  Far  i  lucciconi  o 
i  luccicoloni ,  Aver  le  lagrime 
in  pelle,  Esser  pelle  pelle  le  la- 
grime —  Vess  tutt  in  d'ona  ac- 
qua* Esser  sudato  fracido,  ma- 
cero di  sudore. 
ACQUA.  Acqua  —  con  zuccher  e 
azèe *  V.  Acetosa  —  d'agher* 
V.  Agher  {On)  —  caffeltada*  in- 
fusione di  caffè  —  cotta*  Deco- 
zione o  Decotto  di  gramigna 
{gramegna)  —  de  Cologn*  Acqua 
di  Colonia  —  de  marenn*  V.  Ma- 
rennada  —  de  sparli.,  v.  Acqua- 
forta  —  Dolza  o  (per  celia) 
sporca *  v.  Acqua  {On')  —  ga- 
zosa*  v.  Gazosa  (Ona)  —  lirao- 
nada*  V.  Limonada  —  matrical 
o  de  camamella  *  V.  in  Cara- 
mella —  panada,  Acqua  panata 

—  rasa*  V.  Acquar asa  —  sola* 
Acqua  schietta  —  Fà  fàl' acqua 
ai  cocumer*  ai  zucchetta  e  sim. 
Far  perder  l'acqua  ai  cetriuoli, 
alle  zucchette  ,  ecc.:  il  che  si 
ottiene  insalandoli  affettati  e 
crudi,  e  lasciandoli  alcun  tempo 
in  quiete. 

ACQUA.  Acqua,  Fiume,  Torrente,  ec 

—  Passa  V acqua  dove  l'è  bassa* 
Volger  largo  ai  canti,  Far  lepre 
vecchia  :  dar  addietro  quando 
si  vede  il  pericolo. 

ACQUA-  Cadenza,  Pendio  —  El  tecc 
de  la  mia  cà  el  gh' ha  pocch' ac- 
qua* Il  tetto  della  mia  casa  ha 
poco  di  pendio. 

ACQUA.  Acqua,  Saliva  —  cor  l'ac- 
qua in  bocca  o  ai  dent*  Venir 
l'acquolina  alla  bocca  o  sull'u- 
gola (ugora),  Far  la  gola  lappe 
lappe:  desiderar  ardentemente. 

AGQUA-E-LATT.  Beuta. 

ACQUA-E-VIN.  Vino  inacquato. 

ACQUADA-  Acquazzone,  Acquarone. 

ACQUADOR.  Acquaiolo:  chi  dirige 
acqua  —  per  Dacquador*  v. 

ABQUAFORTA.  Acquaforte  —  Intajà 
con  l'acquaforta*  Intagliare,  In- 
cidere d'acquaforte  o  all'acqua- 
forte. 

ACQUA  (ON')  Un'acqua:  acconcia, 
soavizzata. 


ACQUARASA.  Acqua  di  ragia  {ras)., 
Acquarasa,  Olio  essenziale  e  vo- 
latile, Essenza  di  trementina, 
{trementinna). 

ACQUARELLA.  Disegnar  d'  acque- 
rello, Acquerellare. 

ACQUARffiU.  Acquajo;  lo  stanzino 
dove  si  rigovernano  i  piatti  — 
anche ,  Pietra  fermata  sur  un 
muricciuolo  ,  con  suo  condotto 
{canna)  per  ricevere  il  ranno 
{l'acqua  di  piatt)  o  altra  ri- 
governatura {acqua  sporca)  — 
fig.  Una  fogna,  Una  gola  di 
acquajo:  di  chi  mangia  moltis- 
simo e  di  ogni  cosa  —  Scola- 
toio. 

ACQUARCEU.  Acquaio:  nelle  bar- 
che, lo  spazio  senza  pagliuolo 
{sterno)  a  uso  d'aggottare  {tra 
fcetcra  V  acquea)  colla  gottazza 
{scàsser). 

ACQUARffiU.  Acquajuolo  :  chi  ven- 
de, porta  o  dirige  acqua. 

ACQUAROZZ  Stomachini  (Gli):  que- 
gli umori  quasi  acquei,  che  ci 
imbarazzano  lo  stomaco  e  le 
prime  vie,  e  i  quali  ci  inducono 
ad  arcoreggiare  (  ai  ampi  de 
vomet). 

ACQUASANTA.  Acqua  santa  o  be- 
nedetta —  Robb  de  benedì  con 
l'acquasanta*  Cose  che  se  ne 
vanno  con  l'acquasanta. 

ACQUASANTA.  Pila  dell'acqua  be- 
nedetta —  de  lett*  Piletta:  va- 
setto per  l'acquasanta,  appeso 
a  capo  del  letto  —  Secchiolino: 
nel  quale  si  reca  l'acqua  bene- 
detta coll'aspersorio. 

ACQUAVITTA.  Acquavite  —  forta  o 
sgresgia*  di  vinacce  {legasc)  — 
rafìnada*  V.  Spiret  de  vin—dà 
de  bev  l'acquavitta*  Dare  il  be- 
veraggio; piccola  mancia. 

ACQUASCIA.  Acquacela 

ACQUAVITÉE.  Acquavitaio. 

ACQUAVITERA.  Acquavitai  a. 

ACQUÉRL  Scossone ,  Sfuriata  di 
pioggia. 

ACQUETTA.  Acquerella  —  meniir- 
dra*  Acqueruggiola. 

ACQUETTA.  Acquetta  :  specie  di 
vernice  che  i  doratori  danno 
sopra  l'argento  —  Specie  di  ve- 
leno d'ignota  composizione. 


ACQ 


4 


AGO 


ACQUINNA.  Acquicella,  Acquzza, 

Un  po'  d'acqua. 
ACQUIRGEU.  V.  Acquarceli. 
ACUSADA.  Accusata:  l'accusare 

che  punto  uno  ha  in  mano  nel 

giuoco. 

ACDNT.  Acconto  —  Dà  o  Ricev  in 
acunt^  Dare  o  Ricevere  in  o  per 
acconto. 

ADACQUA-  V.  Dacquà. 

ADACQUATOCI.  Adacquarle. 

ADACQUATR1ZZ.  Adacquatrice, Fos- 
so irrigatorio:  rogia o  gora  {ron- 
sgia)  a  uso  di  adacquare  i  prati. 

AD  AL.  Dentice  (Sparus  dentex, 
Linn.):  pesce  di  mare. 

ADASI.  Adagio. 

ADEQUÀA.  Prezzo  adequato. 

ADESS-  Adesso,  Ora  —  Adess  adess 
che  mi...-  Che  si,  che  si  che 
io....  —  Adess  corri'  è  adess J  Ora 
come  ora....  —  L'  è  lì  adess  che 
l'è  andàa....  Gli  è  il  tempo  che 
se  n'è  ito....  —  Sì^  adess!  Si, 
appunto. 

ADOVÀA.  Addogato,  Allistato  :  di 
lavori  dei  panierai  fatti  a  scheg- 
ge ingraticolate. 

AD  RÈE  Addietro,  Dietro,  Appresso 
—  Avegh  adrée  una  robba.,  Aver 
che  che  sia  seco  —Andàadrèe 
a...,  Continuare  —  Corteggiare — 
Accompagnare  —  Andà  adrée 
con  la  rnan^  cont  el  corp....  Dar 
I*  andata  con  |la  mano,  con  la 

persona        —  Chi  adrée  ^  Qui 

presso  ,  intorno  —  Fass  vardà 
adrée ^  Dar  da  dire ,  da  parlare 
di  sè,  Far  dire  di  sè  —  Lì  adrée J 
Li  oltre,  Lì  presso;  anche,  ivi 
oltre,  In  quel  torno,  Giù  di  lì  — 
Lì  adrée,,  in  l'istess  temp  ^  Su 
per  giù  nel  medesimo  tempo. 

ADRÉE  ADRÉE.  Rasente  —  Andà 
adrée  adrèe^  Rasentare. 

ADREZZ.  Indirizzo,  Ricapito  —  per 
Sorascritta^  v. 

ADR1TTURA.  Addirittura,  Difilato. 

AFACC  Affatto  —  Afacc  af accise  ^ 
Affatto  affatto  —  Fa  afacc  J  Far 
del  resto  :  sciupare  tutto  il  ri- 
manente che  si  ha. 

ADUS.  Appuntino. 

AFARI.  Affare  —  In  un  atem  l'è 
stàa  fàa  l' afari ^  in  quattr' e 
quattr'otto  fu  conchiuso  il  nego- 


zio —  Vè  afari  feniiJ  È  negozio 
aggiustato ,  il  pateracchio  è 
beli1  e  fatto  —  Vess  on  afari  fi- 
sechJstracchJ  balorda  tocche  ec* 
Essere  un  affare  spallato. 
AFIN  (AVENN  MAI).  Non  venirne 
mai  a  capo  —  Non  darvi  mai 
spaccio. 

AFITTANZA.  Affittazione,  Locazio- 
ne —  Dà-via  in  afittanza^  Affit- 
tare —  La  scrittura  d'  afittan- 
za La  scritta  d'affitanza.  Fra 
noi  dicesi  de'soli  poderi  di  cam- 
pagna. 

AFOND.  Fondo,  Profondo. 

AGELITÀA.  Destrezza,  Sveltezza, 
Disinvoltura. 

AGEVOLA.  Agevolare, Far  piacere, 
cortesia:  nei  prezzi. 

AGEVOLEZZA.  Agevolezza,  Piacere, 
cortesia:  nei  prezzi. 

AGHER.  Agrifoglio, Pungitopomag- 
giore  (Ilex  aquifolium,  Linn.):  al- 
bero. Detto  anche  Làvor  salva- 
deg h o  ross  oche  spongJ Bruscon. 

AGHER.  Agro  :  del  sapore  del  li- 
mone specialmente  —  Vetrino: 
di  ferro  crudo  che  facilmente 
si  spezza  —  Pigro:  di  strumento 
o  simili  che  scorre  o  si  muove 
duramente  —  Acre  :  di  latte  o 
simili  che  s'  accosta  al  mor- 
dente —  Agro:  dilchi  è  duro  a 
spendere  —  Brusco  :  di  chi  è  di 
mal  umore. 

AGHER  o  AGHER  DE  ZEDER.  Agro  di 
cedro  —  Acqua  cedrata. 

AGHER  BIANCH  o  DE  MONTAGNA. 
Acero  fico  o  tiglio  (Acer  pseu- 
doplatanus,  de'bot.):  albero. 

AGHETT  (TIRA  I).  Tirar  il  calzino 
o  Tajuolo  :  morire. 

AGHI  (I).  Provino:  arnese  di  che 
si  servono  i  saggiatori  di  zecca, 
per  saggiare  le  monete, 

AGIO.  Aggio:  vantaggio  sulle  mo- 
nete. 

AGOROS.  Ulivo  della  Madonna,  Pù- 
tine.  Anagiride  (Anagyris  fosti- 
da):  pianta  fruticosa. 

AGNIS.  Lo  stesso  che  Onisc. 

AGNUS,  AGNUSDEI  Agnusdei,Agnus- 
rìeo:  involtino  con  entro  reli- 
quie ed  orazioni  che  portasi  al 
collo  per  divozione. 

AGOLINA.  Lo  stesso  che  Albora, 


AGO 


5 


AJO 


AGON.  Agone  (cyprinus  Lariensis): 
pesce  —  Vess  cott  come  on  a- 
gon^  Essere  bacato  :  fieramente 
innamorato  —  bastarda  Agone 
bastardo:  quello  che  passa  il 
peso  di  due  once  fra  i  Lariensi 
e  di  quattro  fra  i  Verbanensi  — 
cott  a  la  barchirceula  ^  Agone 
cotto  in  barca  appena  pescato 

—  V.  Antesin^  stacchetta^  Mìs- 
soltin^  Linda  con  mapp„  roz- 
zoeu^  Redacquèe. 

AGORD.  Ardito,  Buono,  Grosso:  di 
cosa  che  oltrepassa  la  sua  de- 
terminata misura  o  l'atteso  gua- 
dagno. 

AGOST  (PAGA)  Pagare  agosto:  pa- 
tir la  febbre  intermittente  per 
la  mal'aria  ch'è  d'agosto  nelle 
risaje  della  bassa  Lombardia. 

AGRA.  Agra:  il  siero  molto  inaci- 
dito, una  cui  dose  moderata  i 
caciaj  {casée)  pongono  nei  ma- 
scherponi  {mascarpon).  Anche 
dicono  Maestra. 

AGRAFF.  Affibbiagli,  Affibbiatojo, 
Affibbiatura. 

AGRAMAN-  Agrimani:  ornamenti 
alle  vesti  ed  ai  mobili. 

AGRÉE.  Lo  stesso  che  Gràa. 

AGREMAN.  Cortesia,  Piacere. 

AH!  Non  mai,  No  —  Set  a  fojì  Sei 
a  secco?  —  Ah!  —  No. 

AIRON.  Sgarza  cenerina,  Nonna, 
Berta  grossa  (  Ardea  major, 
Linn.):  uccello  di  ripa  —  Nonna 
col  ciuffo,  Pavoncella  di  padule 
(Ardea  Nycticorax,  Linn.):  uc- 
cello di  ripa  —  bianchJ  Airone 
minore,  Airone  piccolo,  Aghella, 
Gianna  piccola  (Ardea  garzetta, 
Linn.):  uccello  di  ripa  V.  Sgol- 
gia^  Sgolgetta. 

AIROSA.  Sorta  di  ballo  contadi- 
nesco. 

AJ!  Ahi!  Ahimè! 

AJ.  Aglio  (Allium  sativum  ,  dei 
bot.)  —  Parti:  Bar&a,  eoo Fe- 
sa J  Rusca  ^  eoa  o  Sgausc  — 
cucchi  vano,  vuoto  —  matt  ^ 
matto  —  Ona  campagna  d'  aj 
V.  Ajée—  Mangia  aj  ^  fig.  Pop- 
parsi di  rabbia  —  Fa  mangia 
aj *  fig.  Far  mangiare  l'aglio, 
Far  rodere  di  stizza  e  dispetto 

—  El  m'ha  fàa  mangia  vun  de 


quij  aj...,  ci  ho  rimesso  un'ala 
di  fegato,  Mi  fece  sputare  un'ala 
di  polmone  —  Fa  su  i  coronn 
d'  aj  Mettere  in  resta  l'aglio 
—  Ona  coronna  d'aj  Una  filza 
o  resta  d'agli,  Una  fune  di  resta 
d'aglio  —  On  cozzind'ajJ  A- 
glietto  —  Quell  de  l'aj^  Agliajo: 
che  vende  aglio  —  Rusch  d'aj  ^ 
Sfoglie  d'aglio  —  Pela  Vaj^  Sfo- 
gliare^l'aglio. 

AJ  DE  LOFF.Cipollaccio,  Cipollone, 
Porriolo,  Cipolla  salvatica  o  ca- 
nina, o  di  serpe  (Hyacintus  co- 
mosus,de'bot.):  pianta  perenne, 
il  cui  bulbo  (scigolla)  chiamasi 
vampagioli.  Dicesi  anche  Ajoeu. 

AJ  DE  LOFF-Bella  di  undici  ore, Latte 
di  gallina  (Ornithogalum  umbel- 
latum,  de' bot.):  pianta  a  bulbi 
numerosi. 

AJ  MATT.  Aglio  matto  o  falsoca- 
lamo  (Allium  angulosum ,  dei 
bot.):  pianta. 

AJ  SCIALÒ.  Scalogno,  Aglio  di  Spa- 
gna, cipolla  d'Egitto  (Allium 
ascalonicum,  Linn.):  pianta. 

AJA!  Ahi! 

AJADA  Agliata:  sapore  infusovi 

dell'aglio  —  fig. per  cialada^v. 
AJADA-  Ajata;  tanto  di  grano  e 

di  biade  in  paglia  quanto  basta 

a  empir  l'aja  (era). 
AJADA.  Chiassata,  Schiammazzo. 
AJBELLA.  Molto  tempo. 
AJÉE-  Agliajo  '.campagna  piantata 

d'aglio. 

AJÈZ.  Latte  spremuto  che  si  con- 
serva più  mesi  in  chiusi  bigon- 
cioli  o  barili,  e  serve  a  bevanda 
pregiata  dei  Verzaschesi. 

AJIN.  V.  Ajoeu.  sign.  1. 

AJCEU.  Aglietto:  aglio  fresco  e 
non  ancora  capitato,  nè  spic- 
chiuto  —  Tamburino  :  aglio  che 
nasce  senza  la  divisione  a  spic- 
chi (fes). 

AJCEU.  Pancacciuolo,  Gigliarello, 
Monacucce,  Spadacciuola.  Spa- 
derella,  Spagherella  (Gladiolus 
communis,  dei  bot.):  pianta—  per 
Aj  de  lóff^  Sign.  l ,  V.  —  salva- 
degh^  V.  Aj  de  lófì'^  sign.  1  e  2. 

AJON-  Aglione:  grosso  aglio. 

AJON  Aglio  maschio  o  serpentino 
o  tamburino  (Allium  victoralis, 


AJO  6  ALB 


de'bot,):  aglio  non  a  spicchi  (a 
fes)*  e  d'un  sol  bulbo  {scigolla). 

AJUTANTA.  Ajutantessa(per  celia). 

AJDTANT  DE  CUSINNA.  Bardotto  di 
cucina. 

AJDTT  per  Levativi  V. 

ALA.  Ala  —  Alzà  i  al^  fig.  Alzare 
il  viso,  la  cresta:  venire  in  su- 
perbia —  Cascia  i  at,  Metter  le 
ali  —  Sbassò  i  al^  fig.  Abbassar 
il  viso,  la  cresta  —  Slarga  i  al* 
Spandere  le  ali;  figur.  Uscir 
di  pupillo:  far  a  modo  suo  — 
Slarga  i  al  pussée  del  bisogn* 
Allargar  le  ali  più  del  nido:  far 
da  più  che  uno  non  è  —  Rasa  o 
Smoccia  i  al^  Tarpar  le  ali; 
fig.  Tarpar  le  ali:  cioè  fiacca- 
re, tórre  o  scemare  la  baldanza. 

ALA.  Ala:  parte  rotonda  ed  emi- 
nente d'un  organo  del  corpo 
animale,  come  del  fegato,  del 
polmone  (coradella)  —  Nome  di 
ognuno  di  quei  piani  rettangoli 
dolcemente  inclinati,  nei  quali 
è  diviso  un  prato  marcitolo 
(pràa  de  marscida)  —  Adacqua- 
trice:  uno  dei  canalini  di  scolo 
minore  ne'nostri  prati  marcitoj 
e  nelle  risaje  —  Coperta  :  nome 
delle  due  falde  della  sella  —  Ala: 
nome  dei  due  pioventi  della  tet- 
toia dei  capanni  camperecci  di 
legno  o  paglia  —  Finta:  lista  di 
panno  cucita  poco  sopra  l'a- 
pertura della  tasca  a  copri- 
mento  di  quella,  quando  è  late- 
ralmente nelle  falde  —  Tesa:  la 
falda  del  cappello  eh' è  unita 
intorno  alla  base  della  fascia  e 
fa  solecchio  —  Ritto:  nome  di 
quei  due  pezzi  di  ferro  posti  in 
piedi  nelle*staffe  da  cav alcare  — 
Visiera:  pezzo  di  tela  rigida  o 
d'altro  sul  davanti  del  caschetto 
o  simili,  che  fa  solecchio  e  ri- 
paro agli  occhi. 

ALA  D'ON  PONT.  Pila  o  Pigna  d'un 
ponte. 

ALABASTRINE.  Alabastraio. 
ALBANA.  Lo  stesso  che  Ugo,  usel- 

linna*  v. 
ALBAR  Labbro. 

ALBARELL  Alberello  :  vaso  ci- 
lindrico di  cristallo  o  altro  (per 
lo  più  arrotato  con  coperchio  a 


disco)  per  mettere  in  mostra 
colori,  confetti,  ecc. 

ALBAROTT.  Betula  pelosa  (Betula 
pubescens,  de'bot.)  —  Betula 
pigmea  o  nana  (Betula  nana, 
de'bot.)  —  Betula  pendente  (Be- 
tula pendula,  de'bot). 

ALBER.  V.  Pianta. 

ALBER.  Albero:  la  verga  mobile 
superiore  del  teiajo  di  ferro  da 
far  calze  —  Albero  del  tamburo: 
asticciuola  cilindrica  d'acciajo, 
con  più  riprese  o  scalini,  la 
quale  attraversa  il  tamburo  (ba- 
rigilè)  dell'orologio  nella  dire- 
zione dell'asse  —  Cilindro:  quello 
che,  mosso  dall'acqua,  fa  an- 
dare gli  edifizi  delle  macine 
(moeul)  della  carta  e  simili  — 
Asta:  quel  pezzo  che  va  da  co- 
scia a  coscia  del  banco  (ban- 
càa)  di  un  tornio. 

ALBERA  ,  ALBARA.  Trèmolo  ,  Albe- 
rella  (Populus  tremula,  de'bot.). 

ALBERA,  ALBARA.  Albagìa ,  Alteri- 
gia. 

ALBERA.  Canapiglia,  Morigiana, 
Cicalone  (Anas  streperà):  uc- 
cello acquatico. 

ALBERA  per  Bianchèra*  V. 

ALBERA.  Alberare  :  piantar  alberi. 

ALBI.  Truogolo:  vaso  ove  si  tiene 
il  mangiar  de' porci  —  Abbeve- 
ratoio —  per  Bisoeu*  V. 

ALBICOCCH.  V.  Arbicocch*  Arbi- 
cocca. 

ALBKEU.  Conserva:  cassetta  che 
serve  a  mandar  i'  acqua  nella 
pila  (in  del  foli)  —  Truogolo, 
Albio:  cassetta  nelle  stie  (capo* 
nèr)  ove  ponesi  il  becchime  ai 
polli  —  Beccatojo,  Cassetta  del 
mangiare:  quella  nelle  gabbie  — 
per  Navell*  sig.  3.  V. 

ALBICEULIN-  V.  Bevirceu. 

ALBIUMM.  V.  Biumm. 

ALBOR.  V.  Alber  e  Pianta. 

ALBORA.  Alborella.  Pesce  argen- 
tino (Cyprinus  albor):  pesciolino, 
che  fritto,  ha  dell'  amarognolo. 
Appena  nato  lo  dicono  Oggìtt. 

ALBORA  BASTARDA  o  SGARZOLOSA. 
Rarissimo  pesciolino  che  si  tro- 
va nelle  acque  lariensi,  i  cui 
caratteri  s'  accostano  a  quelli 
del  Trulla  Trai*  Triott.  Il  voi- 


ALB 


1 


ALI 


go  lo  crede  frutto  dell'accoppia- 
mento dell'alborella  (arbora)con 
]a  scàrdova  (sgarzola^  onde  lo 
aggiunto  sgarzolàa). 

ALBORÉE.  Rete  di  maglie  strette 
da  pescare  il  pesce  argentino 
(dibora). 

ALBORELLA.  Lo  stesso  di  Albora. 

ALBORINNA.  Lo  stesso  che  Albora. 

ALBORETT.  Alberetto  :  nome  di  o- 
gnuna  di  quelle  due  verghe  del 
telaio  da  far  calze,  che  poste 
sulla  sbarra  degli  aghi  tengono 
in  guida  il  telaio  stesso  nel  suo 
montare  e  scendere. 

ALB0R1N.  Albero:  quell'albero  che 
dal  fondo  d'un  infrantolo  d'olio 
(frangia)  aggiunge  alla  soffitta 
del  fattojo  (toro  de  l'oli). 

ALBRA.  Albaro  (Populus  nigra  dei 
bot.)  —  pirceula  Pioppo  cipres- 
sino (Populus  fastigiata  de'bot.) 

ALBUM.  Albo. 

ALDRICC-  Bello, ,Nuov  o  —  Giachetta 
pù  aldriccJ  Giacchetta  più  bella. 

ALEATEGH.  Aliatico,  Liatico:  nome 
di  una  sorta  d'uva,  di  cui  si  fa 
vino  squisito,  che  porta  lo  stesso 
nome. 

ALÉGHER !  Addio! 

ALÉGHER.  Allegro  —  Andà  già  o 
là  alègUer^  Allargare  o  Caricare 
la  mano:  con  mancle,  ecc.  — 
Avcgh  de  sta  alègher^  Averne 
sciali  o  sfoggi,  Esservi  da  scia- 
larla —  Podè  sta  su  alégher ^ 
FiG-,  Poterne  spuntar  la  voglia: 
dimettere  il  pensiero  —  Sta  alè- 
gìier^  Fare  il  gaudente. 

ALÉGHER-  Veloce  —  Vivace,  Vivo. 

ALÉGHER.  Avvinazzato,  Cottlccio, 
Brillo,  Alticcio,  Ciuschero,  Alto, 
Altetto,  Alto  dal  vino,  Avvinato 
—  L'è  minga  cott^  ma  l'è  alé- 
gherE' non  è  cotto  ancora,  ma 
gli  è  bazzotto,  allegro. 

ALEGRAMENT.  Allegramente  —  A 
piene  mani. 

ALEGRIOTTA.  V.  Ciocca^  Ciocchetta. 

ALEMAR.  Alamaro  :  bottone  con 
riscontro  (lazz),  o  con  allaccia- 
tura —  Bruco:  l'attaccagnolo 
dei  segnali  che  si  pongono  nei 
messali,  breviarj  o  altri  simili. 

ALERON.  Sommolo  :  estremità, pun- 
ta delle  ale. 


ALEST.  Lesto. 

ALETT  (I).  Palette  (Le):  due  denti 
piani,  o  alette,  infisse  a  squa- 
dra, anzi  ad  angolo  un  po' mag- 
giore del  retto  nella  lunghezza 
dell'asta  della  bilancia  {balan- 
siè)  dell' oriuolo,  distanti  l'una 
dall'altra,  quanto  è  il  diametro 
della  serpentina  {serpe),  ne'  cui 
denti  ciascuna  delle  palette  im- 
bocca e  urta  alternamente,  me- 
diante il  moto  contrario  e  al- 
terno dello  spirale  {spiragli). 

ALETTA.  Aletta  :  piccola  ala  —  Pin- 
na, Natatoja:  l'ala  dei  pesci  — 
Sfaldatura  di  polso: uno  dei  ta- 
gli del  bove  che  fa  parte  del 
dorso  (spalletta)  ed  è  contermi- 
nato dal  capocollo  (coppa),  dai 
collo,  dallo  spigolo  (rida)  e  dalle 
costole  del  garrese  (de  la  erós) 
—  Aletta:  gruppo  di  penne  im- 
piantato sul  pollice,  posto  die- 
tro l'angolo  dell'ala  degli  uc- 
celli. 

ALETTA,  ALETTIN.  Aliuzza  maschio 
di  color  bianco  (Muscicapa  al- 
bicollis):  uccello  silv.  —  del  coli 
negher^  Balia  nera  (Muscicapa 
luctuosa):  uccello  silv.  —  bian- 
ca e  negraj,  Boccalepre,  Griset- 
tina,  Grisola  (Muscicapa  griso- 
la):  uccello  silvano  —  Saltin- 
palo,  Pigliamosche,  Saltinselce 
moro  ,  Saltinpunta  ,  Fornaiolo 
(Motacila  rubicola): uccello  silv. 
Uccelli  pure  detti  Stimarceli., 
Tricchtracch^  Piamosch. 

ALETTA.  Copertina  :  nome  di  quelle 
parti  di  cuoio  che  in  alcune  selle 
ricoprono  le  coperte  (al)  e  sotto 
le  quali  sono  fermati  gli  staffili 
(portastaff)  —  Orecchiolo  :  nome 
di  quelle  liste  che  hanno  certi 
berretti  per  uso  di  coprir  le  orec- 
chie —  per  Patelettinna^  v. 

ALETTON  per  Parafangh  di 
rceud^  V. 

ALEV  ALEVV  Allievo  —  Reda,  Al- 
lievo, Bestia  matricina:  quella 
riservata  per  figliare  —  Pianta 
matricina:  che  nel  taglio  si  la- 
scia per  semenza  o  per  alle- 
vare. 

ALIZZARI.  Alizzari,  Arizzari:  le  ra- 
1   dici  della  robbia  (Rubia  tincto- 


ALL 


8 


ALZ 


rum)  che  intere  si  versano  nel 
commercio.  V.  Robbia. 

ALLOCH.  V.scisciceu— Barb  agianni, 
Allocco  comune  o  bianco  (Strix 
flammea  degli  ornit.)  :  uccello  di 
rapina. 

ALLOK  1  Alò!  Su  via! 

ALLUMA.  Alluminare. 

ALP.  Alpe.  Nome  di  quei  pianori 
vestiti  di  folte  erbe  sostanziose 
e  fragranti,  per  cui  uomini  di 
alpe  (alpèe)  conducono  d'estate 
le  mandre  alla  pasciona  {pastu- 
ra), e  donde  dopo  avere  fab- 
bricati burri,  caci,  ecc.,  ne  scen- 
dono in  autunno  —  Stalla  con 
cascina  sui  monti  a  ricovero  di 
pastori  e  di  armenti. 

ALPA,  ALPEGGIA.  Tenere  sugli  alpi 
le  mandre  —  fig.  Starsene  scio- 
peratamente. 

ALPADOR.  Guardalpe:  persona  a 
cui  sono  affidate  le  mandre  e  i 
pascoli  alpini. 

ALPÉE.  Uomo  d'alpe,  Mandriano, 
Alpigiano.  Pastore  montano. 

ALPESÈL,  ALPET.  Piccolo  alpe, Pic- 
colo pascolo  montano. 

ALS.  V.  Alz,  sig.  1. 

ALT.  Alto  —  Alt!,  Alt  i  boccili, 
Alto  11! 

ALT.  Alto  :  di  carnevale  o  pasqua 
vale  che  dura  o  ricorre  più  inol- 
trato tra  l'anno  —  Di  tela,  stof 
fa,  ecc.,  vale  che  è  assai  larga. 

ALT ALENNA  Altalena:  gioco  for- 
mato d'una  trave  ficcata  in  ter- 
ra, in  capo  a  cui  èbiliciataun'al- 
tra  trave  più  lunga  per  lo  tra- 
verso, e  commessa  in  tal  modo 
che  l'un  capo  si  china  e  l'altro 
si  leva  in  alto.  Su  ciascun  di 
questi  capi  siede  un  fanciullo  e 
fanno  ad  alzarsi  e  abbassarsi  a 
vicenda  —  Giugà  air  altalena^ 
Altalenare,  Fare  all'  altalena  — 
per  Scocca^  V. 

ALTALENNA.  Mazzacavallo:  stru- 
mento per  attignere  acqua  dai 
pozzi,  formato  da  un  legno  che, 
bilicato,  o  diremo  accavallato 
sopra  un  altro,s'ab  bassa  e  s'alza. 

ALTAN-  V.  Voltan. 

ALTANA.  Rete  da  trote. 

ALTANEL.  Rete  da  beccacce  {gal- 
linazz):  ha  maglie  larghe. 


ALTAPAGA.  Caposoldo. 

ALTAR1N.  Altarino  —  Squajà  i  al- 
tarini fig.  Scoprire  gli  altarini 
o  gli  altari:  palesare  le  altrui 
magagne  o  male  opere. 

ALTEA.  Altea  (Hibiscus  palustris): 
erba  annua  —  Malva  rosa,  Mal- 
voni,Rosoni  (Altea  rosea):pian- 
ta  perenne. 

ALTÈN-  Alteno  :  la  vite  mandata 
sugli  alberi. 

ALTEZZA.  Altezza  —  Telo  :  pezzo 
di  tela  o  altro  che  cucito  con 
altri  compone  vestito,  lenzuo- 
lo, ecc. 

ALZ.  Rialzo,  Alzo:  cuoio  che  met- 
tesi  nella  forma  per  gonfiar  più 

0  meno  il  tomaio  {tornerà)  al 
collo  del  piede  della  scarpa  — » 
Zeppa:  pezzo  di  legno  o  d'altro 
che  si  pone  sotto  l'armadio,  im- 
posta, cassettone  {cumò)  e  si- 
mili per  alzarli  o  tenerli  ritti. 

ALZA-  Alzare  —  fig.  Aizzare,  Isti- 
gare —  Bevere  all'ingrosso,  Cion- 
care —  su  ^  Sollevare,  Sorreg- 
gere. 

ALZADA.  Alzata  —  Pianta  :  V  al- 
tezza della  scala  o  dello  sca- 
lino, ecc.  —  Bietta:  quel  pezzo 
di  panno  che  si  cuce  ne'calzoni 
fra  i  dietri  (i  partici  dedrèe)  e 
la  serra  {falzetta)  —  Dà  l'alzada 
a  on  uss^  a  orìanta^  Mettere  a 
leva  un  uscio,  un'imposta,  ecc.: 
sollevarlo  con  la  leva  {g uggia) 
—  d' ingegn^  Alzata  d'ingegno: 
fig.  artifizio,  furberia —perPar- 
terr^  v.  —  Dà  V  alzada^  Cavar 

1  calcetti:  fig.  levar  ad  arte  dì 
bocca  ciò  che  uno  non  vorrebbe 
dire. 

ALZADA.  Alzata  —  Dà  l'alzada^ 
fig.  Dare  lo  sfratto.  V.  Rugìi 
{Dà  el). 

ALZAMANTES.  Alzamantici  :  conge- 
gno che  sxa  a  destra  della  ta- 
stiera di  un  organo,  il  quale  ti- 
rato a  sè  da  chi  s'accinge  a 
sonarlo,  avvisa  il  tiramantici 
ch'egli  abbia  a  dar  dentro  in  essi 
a  mandar  l'aria  alle  canne. 

ALZAPÈ,  ALZAPÉE.  Saliscendo,  Sa- 
liscendi: lama  di  ferro  o  di  le- 
gno, che  imperniata  dall'un  capi 
nell'imposta  {anta)  ed  accaval- 


/ 


ALZ  9  AMP 


ciando  il  monachetto  [cagnozu) 
serra  usci  o  finestre  o  altro  — 
Parti:  Cagnceu^,  Cambretta.,  Pa- 
lett  o  Manetta  —  Scalena:  sorta 
di  piccol  lacciuolo  da  pigliare 
uccelli  —  Arganello:  stanga  o 
simile  che  tirasi  in  capo  a  un 
viottolo  o  a  una  stradicciuola 
nelle  campagne  per  impedire 
che  passino  le  carrette  e  le  be- 
stie. Detto  pure  Tornella  zap- 
pell. 

ALZETTA.  Sessitura,  Basta,  Basto- 
lina,  Ritrebbio  :  ripiegatura  oriz- 
zontale della  sottana  {pedagn)  o 
dei  grembiuli  {scossda)  o  d'altro 
che  vi  si  cuce  per  accorciarli  o 
allungarli  all'uopo. 

ALZON  Ferro  della  gabbia:  quel 
ferro  che  di  peso  sostiene  tutta 
la  gabbia  deltelajo  da  far  calze. 

AMALÀA  Malato.  —  Andà-giò  ama- 
làa^  Cadere ,  Cascare  malato  — 
Per  sta  volta  set  amalàa^  fig. 
Per  questa  volta  hai  bell'e  frit- 
to :  non  ne  fai  nulla  —  Trass 
amalàa^  Buttarsi  a  fingersi  ma- 
lato —  Tornà  a  andà-giò  ama- 
làa^  Ridar  giù  malato  —  Vess 
amalàa^  Esser  malato,  Esser  di 
parto,  Stare  in  parto,  Aver  il 
mal  delle  due  milze  (per  celia). 

AMALASTANT.  A  mala  pena,  A 
stento, 

AMARANT.  Amarantoidi ,  Perpe- 
tuini, Semprevivolo  rosso  (Gom- 
ph  ena  globosa):  pianta  annua 
—  Zolfino,  Semprevivolo  o  So- 
poravivolo  giallo,  Perpetuino 
giallo  (Graphalium  orientale): 
pianta  perenne. 

AMARETT.  Amaretto,  Amarino  — 
Spumiglio. 

AMARETTA.  Amarina,  Amaretta: 
sorta  di  paste  dolci,  assai  in 
grido,  di  Saronno. 

AMBA.  Socchiudere,  Rabbattere, 
Accostare. 

AMBRCEUS-  (  Ben  in  la  tazza  de  Sant). 
Dettato  milanese  per  dire  :  Bersi 
con  facilità  tutto  che  ci  vien 
detto  —  Omm  de  quij  de  San- 
t'AmòrceusJ  Uomo  del  popolo  di 
Sant'Ambrogio:  di  antica  lealtà. 

AMBROSIAN.  Ambrogiano. 

AMED.  Amido  —  Salda:  acqua  in 


cui  sia  stato  disciolto  amido  — 
Dà  famedi  v.  Inamedà. 
AMED  A.  Zia  —  Me  arneda^  Quel- 
l'amico :  dicesi  volendo  accen- 
nare o  chiamare  a  sè  coperta- 
mente alcuno.  Voce  latina  :  A~ 
mìta. 

AMEDÉE.  Amidajo. 

AMEDIN.  Zia  —   per  Pronevod^ 

Biàdegh^  V. 
AMEDINNA.V.  Pronevoda^  Biàdega* 
AMEN!  Pazienza!  —  Cosi  sia! 
AMIA.  Zia. 

AMIS.  Amico  —  Ganzo  —  che  se 
desgusta  per  nagotta^  Amico  di 
vetro  —  de  cappella  Amico  da 
starnuti  :  dal  quale  non  puoi 
aspettarti  altro  che  un  salute! 
quando  starnuti.  E  ora  nè  an- 
che quel  salute! „  perchè  il  pro- 
gresso ha  tolto  un  simile  augu- 
rio, giacché  fa  troppo  scomodo 
per  chi  starnuta  il  doverci  ri- 
spondere grazie!  —  Amis  del 
Lella^  Amico  da  bonaccia>  v. 
Leila. 

AMISCKEU.  Amo  :  piccolo  strumento 
d'  acciaio  da  pigliar  pesci,  un- 
cinato, con  punta  a  guisa  dì 
àncora. 

AMM-_  Lo  stesso  che  Amiscioeu. 

AMMÒ.  Ancora. 

AMNiSC  Lo  stesso  che  Onisc. 

AMOREDEI.  Gratuitamente. 

AMORISC  Volontieri,  Con  piacere. 
Con  gusto. 

AMOROTT.  Calenzuolo,  Verdone, 
Verdello  (Loxia  Chloris):  uc- 
cello silvano. 

AMPI.  Afa  —  fig.  Noia. 

AMPIA-  Voglia,  Brama. 

AMPI  DE  VOMIT.  Arco,  Archeggia- 
mento  di  vomito  o  di  stomaco: 
atto  o  sforzo  di  vomitare  —  A- 
vegh  i  ampi  de  roomittJ  Amo- 
reggiare, Dar  di  stomaco,  Alzar 
lo  stomaco. 

AMPLAMEMT.  Apertamente,  Schiet- 
tamente ,  A  parole  di  scatole. 

AMPOI,  AMPOL,  AMPOMOL.  Lo  stes- 
so che  Fambrós. 

AMPRADA.  Pavimento  di  assi  — 
Tavolato,  Assito. 

AMPRO.  Legno  orizzontale  che  for- 
ma parapetto  alla  mangiatoia, 
con  buchi,  in  cui  entrano  le  ca- 


AND 


10 


AND 


tene  del  collo  delle  bestie  bo- 
vine —  Asse  da  sedervi  o  per 
altro  uso. 

ANADA.  V.  A-neda. 

ANANASS-  Ananasse  ,  Ananasso  , 
Ananas  (Bromelia  Ananas):  pian- 
ta perenne. 

ANC  V.  Ancia. 

ANCA,  ANCH-  Anche,  Anco,  Ancora 
—  Inclusive. 

ANCABEN.  Ancorché,  Tuttoché, 
Sebbene,  Quantunque. 

ANCAMÒ.  v.  Anniò. 

ANCASI-  Oltracciò,  Inoltre. 

ANCASICHÈ.  V.  Ancaben. 

ANCHÉN.  Tela  anchina. 

ANCHETTA.  Coscia:  la  prima  por- 
zione dell'estremità  dei  volatili, 
la  quale  s'articola  col  tronco  in 
alto  e  colla  gamba  abbasso  — 
Lacchetta  :  la  coscia  o  anca 
de'  quadrupedi  —  Tira  i  ancliettJ 
fig.  Tirar  il  calzino  :  morire. 

ANCHQUANT.  V.  Ancaben. 

ANCIA.  Ancia, Linguetta:  cannuc- 
cia o  zampognetta  con  cui  si 
dà  fiato  ad  alcuni  strumenti  mu- 
sicali. 

ANCOJ.  Oggi. 

ANCONNA.  Tabernacolo:  cappel- 
letta  nelle  vie  o  altrove  —  Nic- 
chia —  Custodia:  di  riporvi  sa- 
cre immagini. 

ANCONNETTA.  Scarabattola:  fog- 
gia di  stipo  o  studiolo,  traspa- 
rente da  una  o  più  parti,  dove, 
a  guardia  di  cristalli ,  si  con- 
servano tutti  i  generi  di  minute 
miscee,  cui  la  rarità,  la  ric- 
chezza e  il  lavoro,  rende  care, 
preziose  o  stimabili. 

ANCOYA.  Alcova,  Arcova,  Alcove 

AND-  Passata  :  ogni  striscia  di 
vangata,  di  zappata,  di  lavoro 
fatto  da  contadini  da  un  capo 
all'altro  d'un  campo  —  Fa  on 
andJ  duu  and^  ecc.,  Fare  una 
passata,  due  passate,  ecc.  — 
Pienta  lì  V  and  e'I  camp^  fig. 
Legarsi  le  scarpe  e  fumarsela: 
lasciar  in  tronco  un'impresa. 

AND  A.  Zia. 

ANDÀ.  Viaggio  —  Te  se  in  andaJ 
Tu  sei  in  viaggio  —  Andà  in 
anda^  Andar  attorno,  in  volta. 

ANDÀ-  Andare,  Ire,  Gire  —  A  tut- 


t'andà^  Andare  a  speron  bat- 
tuti, a  briglia  sciolta,  a  dirotta, 
via  di  vela,  a  ruotoli  —  Avviarsi 
per  le  poste,  a  rovina,  a  falli- 
mento, o  simili  —  Andare:  mo- 
rire —  Staccarsi:  dei  bimbi  che 
incominciano  a  mover  da  sé  i 
primi  passi  senza  interamente 
sorreggersi  —  Dervii  foeura  e 
Tassella  andà^  Ammanna  o  Af- 
fastella ch'io  legno,  Suona  ch'io 
ballo:  dicesi  a  coloro  che  lan- 
ciano, raccontando  bugie  e  fal- 
sità manifeste,  per  mostrar  di 
non  le  passar  loro  —  E  va  che 
te  vaJ  E  vai  e  vai,  E  via  vai  — 
Falla  andàj  Tener  gran  vita: 
trattarsi  alla  grande  —  Lassa 
andà.,  Trascurare,  Negligere  — 
Spetezzare. 

ANDÀ.  Bollire  a  ricorsojo  [a  Za 
disperada)  —  Sgomberare:  sca- 
ricar il  ventre  —  Fa  andàJ  Cuo- 
cere, Cucinare  —  Friggere,  Fer- 
mare le  carni  :  dar  loro  una 
prima  cottura  perchè  meglio  si 
conservino  —  Metter  la  posta: 
nel  giuoco  —  Torna  a  fa  andà^ 
Rifriggere  —  Ardere:  di  camini. 

ANDÀ.  Convenire,  Bisognare  —  An- 
darav  vess  on  santJ  E'  bisogne- 
rebbe essere  un  santo  —  Anda- 
re, Compensare  —  Costare  — Do- 
vere, Esser  debitore  —  Se  la  gite 
vaJ  Se  la  gli  è  dovuta  —  Corre- 
re: di  denaro  in  corso  o  no- 
Vestire  —  La  va  in  ton^  Veste 
alla  moda  —  Volerci  «~  Ma  ghe 
va  tant  a  mollagli  on  scuffiott? 
Ma  e'  ci  vuol  tanto  a  sonargli 
uno  scapezzone?  —  Appartene- 
re, Spettare  —  Va  un  poo  via! 
O  vacci  ! 

ANDADOA.  V.  Andadora. 

ANDÀ-GIÒ-  Far  il  parto. 

ANDADORA.Andito  —  Androne  —per 
Corridore  V.  —  Pancone  :  grosso 
assono  e  lungo  ,  attraversato 
da  regoloni  di  legno,  sul  quale 
si  stanno  i  fornaciaj  ad  allo- 
gare il  materiale  nella  fornace 
dal  mezzo  in  su  —  Scala  porta- 
tile, che  si  colloca  in  piano  in- 
clinato, e  che  in  luogo  di  piuoli 
ha  scalini  di  assi.  È  usata  nelle 
fabbriche. 


AND 


11 


ANE 


ANDADURA.  Camminatura:  il  modo 
che  uno  ha  nel  camminare. 

ANDÀ  (L')  INNANZ  INDRÉE  DE  LA 
GENT-  Il  via  va ,  Il  va  e  vieni 
della  gente. 

ANDANA.  Andatura  —  fig.  Tener 
di  vita,  Mal  vezzo. 

ANDANA.  Andano:  nome  dei  pic- 
coli solchi  tra  aiuola  e  rivuola 
in  giardino. 

ANDANA.  Andana:  quella  parte 
della  corderia  [cordarla)  che  è 
accanto  allo  scolo,  nella  quale 
si  fanno  i  lavori  di  commet- 
taggio. 

ANDANNA.  Andano:  spazio  non 
molto  largo  tra  due  filari  di  al- 
beri, di  panche,  di  fieno  in  cam- 
pagna od  altro  —Tratto  di  cam- 
po che  di  mano  in  mano  la  con- 
tadina sarchia  o  pianta,  prima 
che  ripigli  da  capo  lo  stesso 
lavoro  nello  spazio  contiguo  — 
Serie  delle  falde  di  fieno  tagliate 
dal  segatore,  e  allontanate  di 
volta  in  volta  colla  falce  fie- 
najadalsuo  sito. Anche  Ondana. 

ANDAT,  ANDIT.  Accesso ,  Transito 
—  Diritto  di  passaggio. 

ANDEGHÉE.  Zazzerone,  Zazzerotto, 
Medaglione:  uomo  di  costumi 
all'antica  —  Ciondolone  :  chi  non 
cava  mai  le  mani  di  nulla— per 
Endes^  V. 

ANDEGHÉRA.  Zazzerona ,  Meda- 
gliona. 

ANDULOT.  Sorta  di  salume  usato 
in  Val  Tellina. 

ANDEMM  !  Andiamo!  Su  via '.  —  Fi- 
niamola ! 

ANDRÈJA'.  che  portèe  Za  mia  U- 
vreja^  stèe  su  la  prèja.  Oh  car 
Signor!  parli  nanca  el  me  ser- 
vitori Dicesi  di  que'  signori  di 
poco  conto  che  dan  noja  ai  loro 
servitori  o  vogliono  farla  da 
grande  a  sproposito.  Il  dettato 
viene  dal  pretendere  che  fanno 
quei  signori  che  il  loro  servi- 
tore, da  noi  in  generale  nomi- 
nato Andrèja J  li  segua  per  le 
vie,  stando  sempre  com' essi, 
Sul  marciapiede  {prèja),  onde 
la  gente  s'avveda  eh' è  al  loro 
servizio.  V.  Birceu*  Meneghin. 

ÀNEDA.  Anitra,  Anatra  (Anas):  uc- 


cello acquatico  —  d' India*  Fi- 
stione  turco, Fischione  col  ciuf- 
fo, ^Germano  turco,  Caporosso 
maggiore  (Anasrufina):  uccello 
acquatico  —  faraonna  Anitra 
di  Faraone  (Anas  numidica)  — 
foppana  Anitra  domestica  : 
detta  da  noi  cosi  dallo  starsi 
ne'  cavi  {fapp)  presso  le  case 
ov'è  comune  —  salvadega^  Ger- 
mano reale,  Colloverde  (il  ma- 
schio), Anatra  salvatica  (la  fem- 
mina) (Anas  boscas)  —  stelona* 
Anitra  allettajuola:  che  col  can- 
to o  coll'arte  aletta  la  anatra 
a  calar  nelle  reti. 

ANEDIN  (FA  L')-  Far  P  anitrino  : 
nuotar  de'piedi  agitando  le  mani 
giunte  dietro  la  schiena  a  imi- 
tazione dello  aliare  delle^anitre. 

ANEDOTT.  Anatrotto,  Anitroccolo 

—  per  Sciabalon^  V. 

ANELL.  Anello— Campanella: cer- 
chio, per  lo  più  di  ferro,  fatto  a 
guisa  d'anello,  che  s'appicchia 
all'uscio  per  picchiare  ;  e  nome 
di  molti  altri  anelli  fitti  o  no 
ne'  muri  per  diversi  usi  — Dicesi 
di  quei  cerchietti  di  fil  di  ferro 
attaccati  alle  portiere,  alle  ten- 
de e  simili,  che  si  infilano  in  un 
ferro  appeso  in  aria  per  farli 
scorrere ,  a  fine  d'aprire  o  ser- 
rarele  dette  portiere, tende, ecc. 

—  avert  o  de  fa  passa  *  Campa- 
nella aperta  o  da  aprire  —  de 
tacca  su  el  battagg  della  cam- 
panna*  Cattivello,  Gruccia,  An- 
sola. 

ANELL.  Borchia  ,  Fiorone  :  nella 
crociera  [forcella)  della  briglia. 

ANELLÉRA.  Misura  degli  anelli  : 
cerchietto  metallico,  nel  quale 
sono  infilati  vari  anelli  di  varie 
dimensioni  marcate  per  prender 
la  misura  delle  dita  di  chi  al- 
loga agli  orefici  un  anello. 

ANELLIN-  Anellino  —  Campanellina 

—  Maglietta:  nome  di  quellecam- 
panelline  che  tengono  le  due 
estremità  del  fucile,  ecc. 

ANELLIN  DE  REFF-  Cappio  :  nome 
di  quei  nastrini  o  trecciuoli  che 
sono  sostituiti  alle  campanelli- 
ne  [anellitt)  nelle  tende  che  si 
appiccano  ad  altrettanti  arpion- 


ANE 


12 


ANI 


Cini  {canchenitt)  conficcati  in 
fila  nel  palchetto  (geneff'a). 

ANELLON.  Anellone. 

ANELLON.  Bandellone;  dicesi  di 
quelle  grosse  spiagge  {resg)  di 
ferro  con  maniglia  dov'entra  il 
cignone  {zenton),  le  quali  si  in- 
vitano e  si  inchiodano  sotto 
pianta  della  carrozza  —  arete- 
nuda  o  col  potiteli  de  leti  in- 
cassàa^  Bandelloni  fatti  a  sgor- 
bio. 

ANELLON.  Campanella  :  sorta  di 
cerchietti  o  orecchini  che  ten- 
gono le  donne  agli  orecchi,  per 
lo  più  d'oro  ;  e  qualunque  orna- 
mento d'oro  e  d'argento,  pen- 
dente a  guisa  di  campanella 
{campanella). 

ANELLON.  Campanellone  —  per 
Ason  de  campanna^  v. 

ANELLOTT.  Campanelletta. 

ANEMA.  Anima  —  Andà  a  V  ane- 
,maJ  Toccare  il  cuore  -  iwewa 
dó-e-foeura^  Arnesaccio  trinato: 
soggettaccio  scaltrito  —  Ane- 
ma  d' ora^  Anima  mia:  si  dice 
per  esprimere  sommo  affetto  — 
Anema  treggia ^  Lo  stesso  che 
Polla  treggia.,  V.  —  Avegìi  sett 
anem  e  V  animin^  Essere  come 
i  gatti,  se  non  danno  col  muso, 
non  muoion  mai;  Aver  le  sette 
curatene;  Aver  il  sopravivolo 
(sempiterno)  come  i  gatti:  di- 
cesi di  chi  non  muore  cosi  fa- 
cilmente e  per  lo  più  si  suol 
dire  delle  donne  —  Mangiass 
l,anemaJ  pig.  Rodersi  il  cuore, 
Stritolarsi  —  Mettegh  de  V  ane- 
ma j  Mettersi  coir  anima  e  col 
corpo  a.... 

ANEMA.  Asse  di  legno  rotondo  con 
un  gran  buco  nel  centro ,  la 
quale  si  mette  nel  secchione  del 
latte  di  trasporto  per  impedirvi 
l'agitazione. 

ANEMA.  Anima:  la  parte  interna 
di  molte  cose  —  del  botton^  v. 
Fondin  —  di  cann  d'orghen^  A- 
nima  —  de  la  cassetta  del  foeugh^ 
Padellina  —  de  l'argen^  Anima, 
Fuso:  quei  pezzo  di  legno  del- 
l'argano  (argen)  che  girando 
avvolge  la  fune  —  de  la  scala^ 
Anima  della  scala:  quella  parte 


dove  s'appoggiano  nell'interno 
gli  scalini {ì)asej)  —  d'on  viorin^ 
e  simili,  Anima  d'un  violino: 
pezzetto  di  legno  posto  ritto  tra 
il  fondo  e  il  coperchio  sotto  il 
ponticello  (scagnell)  —  de  sop- 
pressaj,  Anima. 
ANES.  Anice  (Pimpinella  anisum) 
—  Acqua  d'anes^  Acqua  anicia~ 
ta  —  Anes  stellàa^  Anice  stel- 
lato o  stellare,  Finocchio  della 
China  (Illicium  anisatum)  —  Ani- 
ce: il  seme  della  pianta  di  si- 
mii  nome. 
ANESIN.  Anicie  in  camicia:  cioè 
confettato  —  On  pizzegh  d'ane- 
sin  ^  Una  pizzicata  d'anici  in 
camicia. 
ANESIN.  Anisette  :  liquore  con  gu- 
sto d'anici  —  Confettino  di  semi 
d'anici  imbrattati. 
ANESON.  Anisone:  liquore  con  gu- 
sto d'anice. 
ANGALETT.  Augnatura,  Aunghiatu- 
ra:  taglio  fatto  obliquamente  — 
V.  Incass. 
ANGARON.  Angarone:  specie  d'e- 
bano rosso,  adoperato  dagli  in- 
tarsiatori. 
ANGIOLÌN-  Angelino  —  Caterattino: 
si  fa  sui  fossatelli  delle  risaje 
e  dei  prati  marcitoj  {marscid) 
per   adacquarli  insensibilissi- 
mamente. Parti:  Suin^  Stipeti 
soeuja^  Tajon.  Il  nostro  nome 
viene  dall'avere  la  porta  che  si 
alza  e  si  abbassa  due  grosse 
prese  (manett)  da  impugnarsi 
ai  lati ,  a  guisa  delle  ali  d'  un 
angelino. 
ANGIOLITT.  Le  samare,  Le  scro- 
tule  :  cioè  i  semi  dell'acero  (opi). 
ANGOSIA.  Brama  ardentissima. 
ANGURIA.  Cocomero  (Cucumis  an- 
guria) —  El  castell  di  anguria 
Il  midollone  dei  cocomeri  —  Ona 
campagna  d' anguria  Un  coco- 
merajo  —  Quel  di  anguria  Co- 
comerajo. 
ANGUILÀ   Anguillare  :  muoversi 
in  giro  come  anguilla  —  fig.  Ti- 
tubare. 

ANI  ANI.  Ani  ani,  Ane  ane  :  voci 
con  le  quali  le  massaje  chia- 
mano le  anatre. 
ANIMETTA.  Ammetta,  Palla:  quel 


ANM 


13 


ANT 


pezzo  quadro  di  tela  insaldato 
con  cui  alla  Messa,  dall'  offer- 
torio alla  comunione,  coprono 
i  preti  il  calice —Lunetta,  Mez- 
zalunetta:  parte  dell'ostensorio, 
così  detta  dalla  sua  forma  a 
foggia  di  luna  crescente,  in  cui 
s'adatta  l'Ostia  consacrata  — 
Anima:  quel  pezzuolo  dentel- 
lato inferiormente  che  nell'in- 
terno della  canna  d'un  organo 
viene  contrapposto  alla  parte 
inferiore  della  bocca  di  essa  e 
dà  forma  al  suono. 

ANMÌ,  Anch'io,  lo  pure. 

ANMÒ.  Anco,  Ancora,  Anche  —  An- 
cora ,  Dell'altro  —  Picchen  an- 
mò^  Picchiano,  daccapo  —  Pur 
pure, Manco  male, Ei sipotrebbe 
comportare,  Va. 

ANN.  Anno  —  Andà  in  di  cinqu^ 
in  di  ses  ann^  ecc.,  Entrare  nei 
cinque,  nei  sei  anni,  ecc.— Andà 
per  i  vott^  nceuv^  des  ann^  ecc., 
Andar  gli  otto,  nove,  dieci  an- 
ni, ecc  :  esser  gli  otto,  i  nove, 
i  dieci  anni  dacché,  ecc.  —  Avè 
i  ann  de  la  baila  e  pceu  i  sca- 
lin  del  Domm^  Aver  i  suoi  an- 
nucci  e  coda,  Aver  tanti  anni  e 
coda:  dicesi  a  chi  vuol  farsi 
giovane  più  che  non  è  —  Avè 
minga  di  ann  per  nagott Non 
aver  dormito  gli  anni ,  Essere 
stato  prima  vino  che  aceto  :  non 
aver  passato  gli  anni  senza  aver 
guadagnato  di  esperienza —  Avè 
passda  i  sett  atm.,  Esser  andato 
fuori  di  dentini,  Esser  finita  l'età 
del  pupillo  —  Giugo,  i  ann^  Far 
di  nulla:  giocare  senza  che  in- 
tervenga il  denaro  o  altro  — 
V  è  anni  annorum^  Sono  anni 
Domini  che...:  è  gran  tempo,  o 
sono  anni  infiniti,  e  quasi  quanti 
sono  corsi  dalla  nascita  di  no- 
stro Signore  (Domini),  che,  ecc. 
Maniera  tolta  ai  Latini  dei  bassi 
tempi  che  solean  mettere  nelle 
iscrizioni  A.  D.,  cioè,  Anno  Do- 
mini— Vessinnanz  cont  i  ann., 
Essere  oltre  o  in  là  con  gli  anni. 

ANNADA.  Annata. 

ANNAVOJANT.  Disavvedutamente, 
a  tastone. 

ANNIN,  ANN  PININ.  Annatina  :  an- 


nata  misera,  scarsa,  di  poco  o 
nessun  reddito  agrario. 

ANNITT.  Annucci  —  Avegh  i  so 
annitt^  Aver  qualche  annuccio, 
Non  esser  più  d'oggi  nè  di  j eri. 

ANNON-  Annatona:  fior  d' annata» 
anno  ubertoso. 

ANOLIN.  Anolino:  specie  di  raviolo 
(ravioeu)  con  ripieno  di  burro  r 
formaggio  granone  e  droghe. 

ANSA.  Ansa:  appicco,  attacco» 
pretesto,  occasione  —  Dà  ansa^ 
Dar  campo  —  Dar  ardire,  rigo- 
glio, baldanza,  gambone  —  per 
Asa^  V. 

ANSAI.  Ansima,  Ansamento. 

ANSIBÉN.  Quantunque  ,  Sebbene  » 
Tuttoché. 

ANT.  V.  And  —  per  Antell^  v. 

ANTA.  Imposta  —  Parti:  Anenxa^ 
ArmaduraJBatent^  CancìienAn- 
telaradura  ^  Ossadura  ^  Sara- 
dura  —  Anta  scura^  impennata 

—  fodrada^  imposta  addoppiata 

—  fodrada  de  ferr^  rivestita  di 
fervo  —  intelar ada  o  fodrinada^ 
intelaiata  —  intraversada  o  tra- 
versada^  con  traverse  orizzon- 
tali —  rasada^  a  muro  —  reli- 
gada^  a  due  bande  —  requa- 
dradaJ  con  traverse  orizzontali 
e  verticali  —  snodada^a,  libro,  a 
libriccino,  a  bande  ripiegate  — 
sprangadaJ  sprangata  —  Dà  ai 
ant  o  Dà  l'anta^  fjg.  Tirar  le 
calze:  morire. 

ANTA.  Desinenza  della  parola  qua- 
vanta^  cinquanta.,  ecc.  Essa  ar- 
ricchì di  bei  modi  di  dire  i  ver- 
nacoli e  la  lingua  anco  d'Italia. 
Avè  sarda  la  primma^  le  se- 
gonde^  ecc.  anta,,  Essere  giunto 
all'anta  (cioè  ai  40  anni),  ai  se- 
condo anta  (ai  50)  ecc. 

ANTA.  Sportello,  Portello  —  de  oot- 
tega^  Banda,  Battente:  nome  di 
ognuna  delle  tavole  formanti 
l' intero  serrarne  di  una  bottega 
o  simili,  le  quali  talora  si  pie- 
gano a  libro  e  son  tenute  in- 
sieme con  bandelle  (rampon), 
talora  sono  sciolte. 

ANTANA,  ANTANELLA.  Ragna:  rete 
con  la  quale  si  prendono  le  bec- 
cacce [galinazz)  e  simili.  Dicesi 
ai  due  panni  della  ragna  di  fuo- 


ANT  14  APE 


ri,  Arfnadure  {arnxadur)\  alle 
due  funicelle  che  son  da  capo 
e  servono  per  distenderla,  Mae- 
struzze  {eòo  de  sott)\  e  Maestra 
{Cóo  de  sora)  alla  fune  princi- 
pale che  la  regge;  e  Filetti  [Cor- 
din)  a  quelle  funicelle  che  si 
legano  da  basso  per  tenerla  ti- 
rata; e  quel  legare  dicesi  Affi- 
lettare.  Quella  parte  del  panno 
dove  riman  preso  l'uccello  si 
dice  Sacco  {Borsa);  il  tirar  su 
detto  panno,  e  farne  i  sacchi 
nelle  maglie  (rnagg)  dell'arma- 
tura, si  dice  Appannare  (Fa  i 
bors)  ;  e  Spannare  (Desfà  i  bors) 
il  mandarlo  giù. 

ANTECffiUR  !  Diamine! 

ANTEGCEUR.  Crudele, 

ANTELL.  Passatella:  piccola  pas- 
sata {And). 

ANTEGIÀ.  Raccoglier  castagne  nei 
castagneti. 

ANTENNA.  Stilo,  Stile:  lungo  fusto 
d'albero  diritto  e  rimondo,  per 

10  più  di  Abete,  per  ciò  detto 
anche  Abetella,  il  quale  serve 
alle  fabbriche  per  costruire  pon- 
ti. Parti:  Speron  o  Pè  o  Scalz^ 
SrnussJ  BraghèeJ  Resgia  —  An- 
tenna :  legno  rotondo, per  lo  più 
di  Abete  (Abiezz),  che  sostiene 
le  vele  delle  barche.  Detto  pure 
Asa^  Asta.,  Aston^,  Pertega. 

ANTEPART.  Ciò  che  dalla  derrata 
si  leva  pel  padrone  prima  di 
farne  la  divisione  tra  lui  e  il 
mezzaiuolo. 

ANTESIN.  Antesito,  Antisito:  pic- 
colo agone  (Cyprinus  lariensis) 
che  si  pesca  presso  il  lido  di 
Malgrate,il  quale  può  aver  pre- 
so, scrive  il  Giulini,  il  nome  da 
quelle  rive  chiamato  Lido  di 
Antisito;  se  però,  come  lascia 
dubbio  il  Cantù,illido  non  trasse 

11  nome  dal  paese. 
ANTICAMERA  PER  VUN   (  VESSEGH 

MINGA).  Non  ritenersi  portiera 
ad  alcuno,  Non  ci  esser  portie- 
ra per  alcuno,  Non  esser  tenuto 
uscio  o  porta  ad  alcuno:  es- 
sergli lasciato  libero  il  passo, 
ancorché  egli  non  si  sia  fatto 
annunziare. 
ANTIGH,  Antico ,  Antiquato  —  An- 


tigh  come  el  caga  a  brasca  An- 
tico quanto  il  brodetto:  anti- 
chissimo. 

ANTIGOTT.  Attempatolo. 

ANTIN.  Sportello  —  de  carta ^  o 
tila^  o  stemègna^  Impannata  — 
de  veder  o  cristalli  Vetriata  — 
Mett-su^  Tira  giò  i  antin^m- 
gangherare ,  Sgangherare  gli 
sportelli. 

ANTINNA.  Sportelletto, Sportellino. 

ANTIPAST.  I  Principii,  i  Cominci: 
i  piattini  che  si  servono  in  sul 
principio  del  pasto. 

ANTIPORT.  Usciale,  Paravento  — 
de  bajettaJ  Usciale  volante:  chiu- 
so con  bajetta  o  carta  —  de  ve- 
der —  Uscio  a  vetri. 

ANTlFORTperFrontespizzi  mort,Y. 

ANTIPORTIN,  TON.  Uscialetto ,  U- 
scialone. 

ANTIQUARI.  Antiquario  :  chi  studia 
o  vende  cose  antiche  —  Meda- 
glista: chi  si  occupa  delle  me- 
daglie —  fig.  per  Andeghée  — 
fig.  Vecchiume. 

ANTOCÀ  o  ALTOCÀ.  Parasole  ,  Om- 
brello bianco,  Ombrella  bianca  : 
strumento  che  facendo  ombra, 
serve  a  parare  il  sole. 

ANTON-  Portone:  grande  porta  o 
imposta  —  Portone:  tavolato 
dei  sostegni  [concìi)  d'un  canale, 
che  chiuso,  ne  imbriglia  le  acque, 
e,  aperto,  sfogano. 

ANTONNA-  Sportellone  —  Impo- 
stone. 

ANTRESOL.  Mezzanino.  Dal  fr.  En- 
tresol. 

ANVELOPP.  Busta,  [Coperta  di  let- 
tera. Dal  fr,  Enveloppe. 

ANZANNA.  Alzaja:  fune  di  che  si 
servono  i  bardotti  (navirosu)  a 
tirare  i  battelli  (barchett)  per 
le  acque. 

ANZANNA  (STRADA).  V.  Strada. 

ANZIAN  o  LANZIAN.  Maestro  de*fu- 
neralh 

AP ARATI.  Il  diacono  e  il  suddia- 
cono assistenti  il  celebrante. 
AOF.  No  —  Oibò. 

APELL-  Appello  —  Chiama  (La): 
l'appello  degli  scolari  che  fa  il 
maestro. 

APENNA.  Appena. 

APERTURA  Apertura  —  Allenta- 


APE  15  AQU 


tura:  allontanamento  di  qual- 
che viscere  del  proprio  sito  — 
Tanti  scolar  per  la  ginnastica 
s'  ìiin  fàa  on'  apertura  Tanti 
scolari  per  la  ginnastica  si  sono 
allentati. 

APETITT.  V.  Petitt.  —  Fa  vegnì 
V  apetitt^  Aprire  1'  appetito  — 
Guzzà  V  apetitt^  Aguzzare,  Ac- 
cendere l'appetito  —  Per  la  fab- 
brica de  l'apetitt^  A  prò  del 
pentolino. 

APIAN.  Piano. 

APIS-  Lapis,  Matita,  Amatita  — 
carbonzin^  Matita  nera  :  mine- 
rale —  piombin^  piombina  :  com- 
posizione —  ross^  Matita  rossa: 
minerale  —  con  legn^  Cilindretto 
di  lapis  —  a  coliss^,  Lapis  ad 
anello  corsojo  —  de  legnavnèe^ 
da  legnaiuolo  —  cannetta  d' a- 
pisJ  Portalapis,  Matitatoio,  Toc- 
calapis —  Tempera  V  apìs  ^  Ap- 
puntare la  matita  —  V.  anche 
Pontinna. 

ÀPOGG.  Appoggiatoio,  Appoggio  — 
Appoggiatoio:  quel  bracciuolo 
lunghetto  che  rigira  verso  il 
mezze  le  fiancate  interne  delle 
carrozze  ad  oggetto  di  posarvi 
disteso  l'avambraccio  chi  v'è 
seduto  dentro. 

APONT.  Appunto,  Per  l'appunto. 

APONTAMENT.  Appuntamento, Con- 
vegno, Ritrovo  —  Dàss  l'aponta- 
vnent^  Darsi  l' intesa,  la  posta  — 
Assegnamento:  stipendio- 

APu*S.  Dietro,  Dopo. 

APOSITAMENT.  Apposta  ,  A  posta, 
Appostatamente. 

APRETT-  Cartone  ,  Apparecchio  : 
lustro  che  si  dà  ai  panni  —  Dà 
Vaprett^  V.  Aprettà. 

APRETT.  Colla ,  Gomma  :  lustro 
che  si  dà  ai  cappelli ,  alle 
tele. 

APRETTÀ.  Rincartare,  Dare  l'ap- 
parecchio, il  cartone  a' panni, 
a'  cappelli  —  Dare  la  colla,  la 
gomma. 

APRETTADOR.  Rincartatore.  Appa- 
recchiatore —  Incollatore. 

APRffiUF,  APRCEUV.  Appresso  —  A- 
prozuf  a  poc^  Presso  a  poco,  A 
un  dipresso.  I  Friulani  dicono 
Dapruf;  e  nell'italiano  antico 


dicevasi  A  pruove.  il  latino 
Apud. 

AQUADOR.  V.  Lavandin. 

ARA.  Travaglio  :  ordigno  compo- 
sto di  travi,  nel  quale  i  mani- 
scalchi mettono  le  bestie  per 
ferrarle  o  medicarle. 

ARA-  Arare  —  per  la  primma  voi- 
?<2,Fendere.  Rompere,  Dissodare 
—  de  rampon^  Riscuotere:  cioè 
arare  a  un  solo  solco  —  per  la 
terza  volta  o  de  coltura  ^  Ter- 
zare,  Rifendere  — per  la  quarta 
voltaj  lnq.uartareJ  Lavorare  in- 
crociando i  solchi  già  fatti  di- 
cesi Intraversare^  Il  passare 
l'aratro  sulle  coste  o  sui  lati 
della  porca  {soldi)  dove  fu  la 
semente  l'anno  prima  dicesi  Co- 
steggiare  o  Dicigliare  o  Arare 
in  costa.  L'arare  col  coltro  è 
detto  Coltrare.  Far  solchi  cosi 
serrati  coli'  aratro  che  i  por- 
chetti  riescano  stretti  e  addos- 
sati l'uno  all'altro,  dicesi  Mìnu- 
tarej  Arare  alla  minuta. 

ARÀA-  Aratro  a  due  orecchie  (tra 
noi)  V.  Sciloria  —  Parti:  Buretta 
Ciocche  colter^  Concìli  Dentala 
Ghiaa^  Gionghera  ^  Gamber  ^ 
Massa  J  Greggia  ^  Orbisceu^  Re- 
golatore Stivo  o  Streva^  Stom- 
bol  ^  Tendea  —  Quel  che  fa  i  a- 
ràa^  Aratolajo. 

AQUADÌJ.  Lo  stesso  che  Bàsger. 

ARAGOSTA.  Lupicante,  Aliusta(Can- 
cer  astacus):  sorta  di  gambero 
marino. 

ÀRABA.  Di  vero,  Di  certo. 

ARALDA.  Erba  nalda  o  aralda(Di- 
gitalis  purpurea):  pianta  pe- 
renne. 

ARADÉL.  V.  Arda. 

ARAS-  Raso  —  Pien  Aràs^  Pieno 
raso. 

ARATORI.  Arativo. 

ARBARELLA.  V.  Albarella. 

AQUÉE.  La  più  ampia  rete  dei  pe- 
scatori Lariensi.  È  in  due  grandi 
ali,  e  a  spiegarla  s'impiegano 
due  barche.  Gettasi  perpendi- 
colarmente nell'acqua  in  semi- 
cerchio, e  ciascuna  barca  la 
tira  a  sè  orizzontalmente  dalla 
sua  ala.  La  si  usa  sulla  fine  di 
gennaio  fino  ad  aprile,  massime 


ARB  16  ARC 


per  la  pesca  di  cavedini  e  di 
encobie. 

ARBARCEULA.  Ciliegio  o  Ciriegio  a 
pigna  o  a  grappoli  (Prunus  ce- 
rasus  avium):  albero  —  Ciliegia 
o  Ciriegia  a  pigna  o  a  grappo- 
li :  il  frutto  del  ciliegio  a  pigna 

—  Ciliegio  o  Ciriegio  salvatico, 
Ciriegiuolo,  Cerasuolo  (Prunus 
cerasus  sylvestris):  albero  — 
Ciliegia  o  Ciriegia  salvatìca,  Ci- 
liegiuola, Cerasuola:  il  frutto 
del  ciriegiuolo. 

ARBAROTT.  V.  Albarott. 

ARBEJ.  v.  Erbion. 

ARBICOCCA.  Albicocca:  frutto  del- 
l'albicocco (arbicocch). 

ARBICOCCH.  Albicocco  (Prunus  ar- 
meniaca):  albero. 

ARBIELL-  Truogoletto  de'porci. 

ARBIJADA-  Quantità  di  piselli.  Gran 
ricatto  di  piselli  (arbion). 

ARBIÓN.  V.  Erbión  —  per  Tacco- 
la V. 

ARBOR  IMPERIAI,  (GIUGÀ  A  L1)  Giuo- 

care  o  Fare  all'imperiale:  spe- 
cie di  giuoco  che  si  fa  colle 
carte  da  picchetto. 

ARBORÀA.  Alberato  —  Pomifero. 

ARBOREE.  V.  Alborèe. 

ARBOSEL.  Alberetto. 

ARBOSELL,  ARBORELL.  V.  Castanell. 

ARBORA-  V.  Albora. 

ARBUSELL.  Albero  della  barca. 

ARCADA-  Arcata. 

ARCASSA.  Chiurlo  grosso,  Ciurlotto, 
Beccaccia  marina  (Numenius 
arquata):  uccello  di  ripa. 

ARCH.  Arco  —  intregh  o  a  tutta 
monta  ^  a  tutto  sesto  —  acutt  o 
a  terz  agùu  ^  a  terzo  acuto  — 
sfLancàa  _,  ellittico  —  zopp  o  a 
pont  trovàa^  zoppo  o  scemo  o 
schiacciato  —  a  quart a  sesl 
acutt  ^  a  quarto  ,  a  sesto  acuto 

—  rialzàaJ  rialzato. 

ARCH  (I).  Archi:  nome  di  quegli 
arconcelli  di  legno,  che  forma- 
no l'ossatura  dei  mantici  (bof- 
fet)  da  calesse  Parti  :  Brascioeu^ 
Canton  de  fer  ^  Fermer  O  j- 
giceu^  Pignon^  Saetton. 

ARCH  DEL  BAST  o  DE  LA  SELLA. 
Arcione  :  quella  parte  della  sella 
e  de'basti  che  s' inalza  in  for- 
ma d'  arco  davanti  e  di  dietro 


al  cavalcatore,  ond'  è  una  detta 
anteriore  V  altra  posteriore. 
Anche  dicono  Arson^  cavalletta 
Arcion^  Asseti. 

ARCH  DI  ZIJ.  Arco  delle  ciglia: 
queir  archetto  di  peli  eh'  è  di 
sopra  l'occhio. 

ARCHETT.  Arcocchio ,  Arcuccio: 
sottile  stecca  di  legno,  piegata 
in  arco  sulla  culla,  per  tener 
alquanto  sollevato  il  pannolino 
con  cui  si  copre  il  viso  del  bam- 
bino che  vi  si  pone  a  dormire  — 
Archetto:  spranghetta  di  balena 
o  di  ferro  con  manico,  alla  cui 
cima  è  una  minugia  {corda  de 
budell)  con  che  si  fa  girare  la 
saettuzza  (ponta)  del  trapano  — 
Saéppolo  :"arco  da  pallottole  per 
saettare  gli  uccellini  —  Archet- 
to :  armatura  di  ferro,  con  ma- 
nico onde  si  armano  le  seghette 
{reseghett)  o  le  lime  —  Archetto 
del  violino,  ecc.  Parti:  Becche 
Impugnadura  ^  Sedol ^  Gringa^ 
Pesa  —  Sonà  o  Tira  l'archetti 
fig.  Andar  a  babboriveggoli  (a 
riveder  il  babbo):  morire  —  Ar- 
chetto :  nome  di  quei  fregiuzzi 
nell'ordine  composito  e  corintio 
in  mezzo  ai  quali  stanno  i  den- 
telli—Bacchetta  piegata  in  arco, 
davanti  al  cui  laccio  ponesi 
una  rufola  {gamber  de  terra) 
ancor  viva,  o  altra  esca  (boc- 
con)  per  cacciare  gli  uccellini 
—  Mett  giò  V  archetti  Tendere 
gli  archi.  V.  Alapè^  Foinera^ 
Lazz  gassar  era  jSpiringon^Tra- 
bocchetti  ecc.  — Arco  :  ogni  pezzo 
di  legno  ch'è  posto  per  il  lungo 
del  cielo  delle  carrozze  —  Arco, 
Archetto  :  la  spranghetta  del 
violino  {viorin)  degli  scultori. 
Parti:  Lama^  Maneghj  Masca- 
rizZi.Vit  —  Archetto,  Arco:  no- 
me di  quei  tralci  [trós)  più  o 
meno  curvi,  di  cui  V  una  parte 
si  lascia  sopra  terra,  l'altra 
sotto. 

ARCHETTADA-  Archettata  :  colpo 
d' archetto. 

ARCHINÀ.  Arrancare,  Affannarsi, 
Affaticarsi,  Lavorare  con  l'arco 
della  schiena.  Anche  dicono  Ran- 
chino.. 


ARC 


17 


ARG 


ARCION-  V.  Arscionàa. 
ARCIPRESS.V.  Cipressi  sig.  2.  —  per 

Evita  cipressinnaJ  v. 
ARCISBROFFON.  V.  Barellato. 
ARCIVA.  V.  Stiva. 

ARCOBALENNO-  Arcobaleno,  Arco- 
celeste ,  Iride,  Iri.  Quel  segno 
arcato  di  sette  colori  dello  spet- 
tro solare,  il  rosso,  il  ranciato, 
il  giallo,  il  verde,  l'azzurro, 
l'indaco,  il  violetto,  che  appare 
nell'aria  quando  una  nuvola  si 
scioglie  in  pioggia  alla  parte 
opposta  del  sole,  trovandosi 
questo  poco  lontano  dall'  oriz- 
zonte, e  percuotendo  sulle  goc- 
cie  di  pioggia  cadenti. 

ARCOJ.  Catenelle  o  Funicelle:  per 
tener  fermi  i  bovi  al  giogo  (giov). 
Diconsi  anche  Fàlcor. 

ARCON.  Madia  del  pane  o  della 
farina:  presso  i  fornaj. 

ARCOVA-  V.  Ancova. 

ARDENZA  (METTES  IN).  Levarsi  in 
ardenza. 

ARDI  ON.  Ardiglione  :  specie  di  can- 
noncino nelle  fìbbie  con  due  o 
tre  rebbj  (pont)  che  si  piantano 
nei  riscontri  (lazz)  o  nei  buco- 
lini  di  che  che  sia  —  Metter  in 
ardion^  ftg.  Mettere  in  assetto, 
in  ordine. 

ARED  (FA).  Rendere  —  Stoo  liber 
el  farà  aredì  Questo  libro  ren- 
derà ?  —  Fa  ared^  fig.  Fare  spoc- 
chia, comparita, compariscenza- 

ARELLA.  V.  Tavola  di  bigatt. 

ARENA.  Stagnare:  del  commercio 
allorché  cessa  di  essere  vivo 
come  per  lo  innanzi. 

AREN AMENI".  Ristagno:  del  com- 
mercio. V.  Arena. 

ARENNA-  Arena.  Uno  dei  migliori 
nostri  monumenti.  Vi  si  danno 
pubblici  spettacoli;  le  sue  car- 
ceri son  fatte  cogli  avanzi  del 
castello  di  Trezzo  sull'Adda  ;  il 
pulvinare  ha  un  insigne  portico 
ad  otto  colonne  corintie  di  gra- 
nito rosso  pulito,  delle  quali  A 
furono  tolte  al  monastero  di 
Sant'Agostino;  il  recinto  è  fatto 
delle  pietre  del  demolito  nostro 
castello  ,  come  delle  bugne  dei 
suoi  torrioni  si  fecero  i  portici 
ad  esso  laterali.  Un  rigagnolo 

Banfi  ,  Voc. 


tra  il  podio  e  l'arena  dà  acque 
per  allagare  tutto  il  piano,  sia 
per  regate,  sia  per  sdrucciolare 
sul  diaccio.  Cape  trentamila 
spettatori;  è  lavoro  del  Cano- 
nica. 

ARENT.  Presso,  appresso,  Rasente, 
Accanto,  Accosto  —  Andà  arent 
al  mur ^  Rasentare  il  muro  — 
Fa  arentJ  fig.  Ragunare,  Rac- 
cattare, Raccogliere,  Raggruz- 
zolare, Far  gruzzolo:  per  lo  più 
del  far  quattrini  —  Avvicinare 

—  Sta  arent  arent J  Attenersi 
alle  falde  di..  .  .  —  Star  vicino, 
accosto,  accosto  —  Tira  arent 
on  uss^  Accostare  un  uscio. 

ARES-  Larice  (Pinus  larix):  albero 

—  SU  pien  de  aresJ  Lariceto. 
ARESC  (FASS).  Arrendersi. 
ARETRÀA.  Arretrati  (Gii)  —  Vess 

in  aretràa  con...^  Non  essere 
in  pari  con...,  Essere  in  arre- 
trato di.... 

ARGAGN.  istrumenti,  Ordigni:  i  ferri 
d'un  mestiere. 

ARGAN.  Lampada  d'Argand.  È  a 
doppia  corrente  d'aria  per  aver 
il  lucignolo  [stoppin)  cavo. 

ARGASTER.  Ergastolo. 

ARGEN-  Argine  —  fig.  Riparo  — - 
impedimento  —  Argine:  rialzo 
di  terra  più  o  meno  elevato, 
secondo  la  maggiore  o  minore 
inclinazione  del  fondo,  che  cinge 
la  risaja  (riséra)  e  serve  a  con- 
tenere le  acque,  nelle  quali  ve- 
geta il  riso  —  La  riva  dei  fos- 
satelli  dei  prati  a  marcita. 

ARGENIN.  Arginello:  ciascuno  di 
quei  piccoli  argini  tra  versi,  pra- 
ticati nella  risaia,  onde  vengono 
a  formarsi  le  ajuole,  e  serve  di 
viottolino  pel  passaggio  dei  ri- 
sajuoli  —  La  ripa  dei  fossatelli 
nei  prati  marcitoj. 

ARGEN T.  Argento  —  inatta  ve- 
lato. 

ARGENTEE.  Argentiere,  Argentalo. 

ARGENTERI.  Argenteria. 

ARGENTISI-  Saltaleone:  filo  ela- 
stico d'ottone,  in  cui  s'infilano 
le  avemarie  ,  i  paternostri,  i 
gloria  d'una  corona,  e  si  usa 
anche  per  corde  di  mandoiiino, 
chitarra,  ecc.  —  Argentino:  spe- 

2 


ARG 


18 


ARI 


eie  di  arenaria  {molerà)  di  co- 
lore turchiniccio. 

ARGENT  VIV.  Argento  vivo  ,  Mer- 
curio :  metallo  liquido,  scorre- 
vole— Avegìi  adossl'argent  viVj 
Aver  l'argento  vivo  addosso: 
dicesi  di  fanciullo  che  non  sta 
mai  fermo. 

ARGHEN.  Argano  —  Voregh  i  ar- 
gìien  a...,  Volerci  gli  argini  a.... 

ARGIADIN.  Lo  stesso  che  Barbet- 
taJ  sign.  2. 

ARGIN-  Strettoio:  cilindro  col  quale 
il  pastajo,  girandolo,  stringe  le 
paste  nelle  loro  stampe  [forma 
de  la  pasta). 

ARGINA.  Arginare  —  Ciglionare. 

ARGINADURA-  Arginatura  —  I  ci- 
glioni. 

ARI.  Arri:  modo  di  incitare  e  sol- 
lecitare le  bestie  da  soma  per- 
chè camminino. 

ARI  (PERD  L').  Sviarsi,  Perder  l'o- 
rizzonte —  vess  giò  d'aria  Es- 
sersi sviato,  Aver  perduto  l'o- 
rizzonte. 

ARI  (I).  Drappelloni  pendenti  per 
intervallo  dalla  soffitta  del  pal- 
co, e  rappresentanti  nuvolaglia, 
cielo,  e  simile,  nei  teatri. 

ARIA.  Aria  —  del  paes  ^  nativa  — 
finna^  sottile  —  libera^  aperta, 
della  campagna  —  malsanna^ 
viziata  —  remondinna  ^  secca 

—  superbaJ  sanissima  —  Brusà 
per  aria  o  Porta  via  per  aria 
la  robba^  Andar  via  a  ruba  — 
Fa  andà  in  aria  on  afari^ecc.^ 
Mandar  in  aria  un  affare,  ecc. 

—  Mett  in  d'un  sii  de  no  vede  pu 
aria ^  Mettere  in  gattabuia;  in 
prigione  —  Mett  per  aria  di 
robb... ,  Mettere  in  mezzo....  — 
Farla  per  aria,,  Parlare  in  aria: 
senza  fondamento  —  Pianta  Ili 
TObb  per  aria^  Lasciar  le  cose 
per  aria:  non  conchiuderle  — 
Resta  a  mezz'  aria  ^  Rimanere 
in  tronco  :  in  abbandono  —  Romp 
l'aria  cont  el  foeugh.,  Sbilanciar 
l'aria  col  fuoco:  di  quando  l'a- 
ria essendo  uno  stagno  fermo, 
col  fuoco  la  si  mette  in  movi- 
mento —  Scioppettà  l'aria.,  Fare 
scoppio:  pigliar  meraviglia,  fare 
pompa  o  comparsa  —  Slargass 


l'aria^ Raddolcirsi  l'aria  —  Tira 
aria  caldaJ  Esservi  un'  aria  cal- 
da: fig.  Esservi  pericoli  di  colpi 
di  fucile,  ecc.  —  Tira  nanca  on 
freguj^  on  boff^  on  grizz  ona 
presa  d'aria  (diceva  quel  buon 
mio  padre  Luigi),  Non  tirar  una 
bava  d"  aria  —  Tira  aria  catti- 
va_,  fig.  Non  vi  esser  buon'aria 
per....  —  Tegnx  in  aria  on...,  Te- 
nere in  collo  un...:  trattenere 
dal  corso  suo  che  che  sia  — 
Vede  pu  aria ^  fig.  Morir  nelle 
bujose:  in  prigione  —  Vess  in 
mezz  a  do  ariJ  Essere  fra  due 
riscontri  d'aria  —  Vessegh  di 
ari  o  aria  passanta^Esservi  del 
riscontro  d'aria. 

ARIA.  Aria:  lo  spazio  in  che  si 
muove  qualsivoglia  pezzo  d' o- 
riuolo  o  altro  —  Il  vano  eh' è 
tra  le  due  lame  delle  forbici  e 
simili;  detto  pure  Terza  —  B- 
spressione  degli  affetti  o  dell'in- 
dole nell'aspetto  —  Avè  de  l'a- 
ria ^  Mettere ,  Fare  aria  insu- 
perbire —  Fa  da-giò  i  ari^  fig. 
Far  cader  l' ali  —  Mett  giò  o 
■Bassa  i  arij  Cagliare,  Chinar  le 
corna  —  Vess  sui  ari  ^  Baldan- 
zeggiare,  Imbaldanzire ,  Essere 
in  baldo  o  in  ruzzo.... 

ARIA.  Vento  —  Aria  de  la  Bassa  ^ 
tra  noi  Milanesi;  Vento  meri- 
dionale, Austro,  V.  Bassa  —  de 
la  bergamasca^  Vento  orientale, 
Levante  —  de  Tesin^  Libeccio, 
Garbino,  Africo. 

ARIA.  Aria:  canzonetta  per  mu- 
sica, o  messa  in  musica  —  Di- 
cesi anche  della  musica  mede- 
sima sulla  quale  si  cantano  le 
arie  —  de  bauli ^  Aria  di  baule: 
aria  prediletta  da  un  cantante, 
ch'e'  la  vorrebbe  introdotta  in 
ogni  spartito,  ancorché  imper- 
tinente; l'aria  per  cosi  dire  in- 
tercalare di  un  cantante  —  de 
bravura^  Aria  di  bravura:  quella 
per  la  quale  il  cantante  può  dar 
saggio  brillante  della  voce  e 
dell'arte  che  possiede  —  descom- 
pagna Aria  dissimbola:  che 
non  somiglia,  differente,  scom- 
pagna —  de  la  pissa^  Aria  dei 
sorbetti:  che  nell'opera  in  mu- 


ARI  19  ARM 


sica  è  posta  nel  punto  meno  im- 
portante di  essa  opera;  ed  al- 
lora gli  ascoltatori  che  vogliono 
prendere  ilsorbetto,  lo  pigliano, 
e  tra  i  Milanesi  al  cantarsi  di 
quella  si  esce  di  teatro  per  fare 
acqua  (pissa)  -  anche  Aria  delle 
seconde  parti:dicesi  di  quell'aria 
onde  incomincia  il  secondo  atto 
d'un  melodramma,  che  è  can- 
tata da  una  seconda  parte  in- 
tanto che  gli  ascoltatori  sono 
tuttora  fuori  di  teatro  —  obli- 
gadaJ  Aria  obbligata:  quella  in 
cui  il  cantante  è  obbligato  a  se- 
guire il  suono. 

ARIA!  Aria!,  Sgombra!,  Via  di  qua  !: 
a  mo'  d' esclamazioni  s'usano 
per  mandar  via  qualcuno  o  di 
torno  a  sè,  o  d'un  luogo. 

ARIANNA.  Lo  stesso  che  Rida  „ 
Manna.,  V. 

ARIASCIA-  Ariaccia  —  Aria  di  mal 
tempo. 

ARIETTA.  Arietta  —  Zefiro  ,  Favo- 
nio —  Zeiiretto. 
ARIEZZA.  Albagìa,  Boria. 

Merda  ai  vost  ariezz^ 
Marcanaggipajasc  deforestèe; 
Andèe  fceura  di  pèe; 
Tornèe  pu  per  on  pezz; 
Femmela  stareginna  di  finezz. 

(Porta,  Ode) 

ARIO  (VESS  MINGA  IN  DEL  SO).  Non 

esser  nell'aria  sua  nativa. 

ARIZZON.  Ricciaja:  quantità  di 
capelli  ricciuti,  o  inanellamento 
di  essi  —  Capelliera  posticcia 
fatta  a  ricci.  Dal  francese  Hè- 
risson. 

ARLA.  V.  Ara. 

ARLECCHIN.  Arlecchino  :  perso- 
naggio della  scena  italiana,  il 
più  anticoche  si  conosca; abito 
stretto,  corto,  a  pezzo  di  panni 
triangolari  di  diversi  colori; 
scarpe  senza  tacco  {talon)\  te- 
sta rapata  [melonada)\  cappello 
che  copre  appena;  maschera 
nera  surrogata  alla  fuliggine 
(carisna),  di  cui  gli  antichi  mi- 
mi si  tingevano  il  volto;  dialetto 
bergamasco,  per  dargli  un  ac- 
cento più  comico  e  una  certa 
grazia—  Vestii  d'Arlecchin,  Ve- 


stito d'Arlecchino  :  formato  di 
più  pezzi  che  mal  convengono 
insieme  e  di  colori  scompagni  <— 
Dicesi  anche  Arlecchin  battoc- 
cio.  Questa  voce  battoccio  vuoisi 
che  sia  corruzione  della  voce 
Battoggia ,  casale  bergamasco 
nella  valle  San  Martino,  d'onde 
quella  maschera  trarrebbe  i  na- 
tali da  unafamiglia,il  cui  cogno- 
me sarebbe  appunto  Arlecchino. 
ARLECCHIN*.  Arlecchino:  gelato  o 
sorbetto  di  più  d'un  colore  e  sa- 
pore. 

ARLECCHIN  (FA  EL  FffiUGH  D')-  Far 

il  fuoco  d'Arlecchino:  allestire 
il  fuoco  allogando  le  legne 
grosse  per  di  sotto  alle  minute, 
e  rendendo  cosi  difficilissimo 
per  non  dire  impossibile  l' ac- 
cenderlo— fig.  Far  come  Schiz- 
zone  che  prima  finiva  e  poi  ab- 
bozzava: cioè  fare  le  cose  a  ro- 
vescio. 

ARLECCHINADA.  Lazzo  :  gesto  da 
Arlecchino  —  Zannata,  Zanne- 
ria:  cosa  da  Zanni  (cioè  Gio- 
vanni, nome  che  rappresenta 
un  servo  semplice  e  goffo,  ber- 
gamasco), cosa  frivola. 

ARLECCHINADA.  Mascherata  da  Ar- 
lecchini. 

ARLECCHINNA.  Erba  pappagallo  s 
Pappagallo,  Maraviglia,  Mara- 
viglia di  Spagna  (Amaranthus 
tricolor):  erba  annua;  le  sue 
foglie,  colorate  di  rosso,  di 
giallo  e  di  verde,  la  rendono 
stimabile  per  ornamento  dei 
giardini  e  dei  parterri  (par- 
terr).  Anche  Erba  arlecchinna. 

ARLIA.  Ubbia:  opinione,  o  pen- 
siero superstizioso  o  malaugu- 
roso —  Avegh  doma  di  arlij  „ 
Essere  ubbioso.  La  parola  mi- 
lanese sembra  trarre  dal  latino 
HariolusJ  che  suona  Indovino; 
e  tutti  sanno  come  chi  fa  pro- 
fessione d'indovino  non  può  la- 
sciar d'essere  spacciatore  di 
follie  e  superstizioni. 

ARMA.  Arma,  Arme  —  A  V  arnia, 
a  l'arma!  All'arme  !  —  bianca^. 
bianca  —  curta  corta  —  de 
fceughj  da  fuoco  — eie  ponta,,  da 
punta  —  de  taj„  da  taglio  —Port 


ARM 


20 


ARM 


d'arma^  Patente  d'armi  —  Pre- 
sentà  l'arma^  Presentar  Tarme, 
Dare  l'onore  delle  armi  —  Re- 
nonzià  i  arma  a  San  Giorg^i- 
nunziar  l'armi  a  San  Giorgio. 

ARMA.  Granello  ,  Anima:  il  seme 
dei  frutti  —  Borchia. 

ARMA-  Arma,  Stemma:  lo  scudo  in 
cui  sono  dipinte  le  insegne  e  le 
distinzioni  simboliche  di  una  fa- 
miglia, di  uno  Stato,  di  una  na- 
zione, della  patria  —  Fa  arma 
Visconla^,  Camminare  come  l'ar- 
ma dei  Visconti.  Questa  frase 
origina  dall'essere  lo  stemma 
dei  nostri  Visconti  una  biscia  a 
zigzag  in  campo  d'argento  con 
fanciullo  nascente  dalle  sue 
fauci  —  L'arma  de  la  cittàa  de 
Milana  Lo  stemma  della  città 
di  Milano.  Esso  parta  in  bianco 
la  croce  rossa  con  ornato  di 
palme  e  olivi. 

ARMA.  Centinatura:  il  centinare 
(scentenà),  o  piuttosto  l'effetto 
di  tale  azione,  ossia  l'opera  ese 
guita  colle  centine  (scentenn)  e 
anche  il  garbo  della  centina 
(scenten). 

ARMA.  Armare  —  per  Scentenà^  V. 

ARMADA.  Esercito. 

ARMADI.  Armadio:  mobile  di  legno 
che  chiudesi  con  sportelli  {ant), 
di  dentro  diviso  da  palchetti 
{pian),  e  avente  talora  una  o 
più  cassette  (cassettoni)  ;  serve 
a  conservar  vestiti  sospesi  a 
grucce  (orniti),  perchè  non  pren 
dano  il  grinzo  (piega^  refign),  o 
a  riporre  biancheria,  o  altro  - 
in  del  mur_,  Armadio  a  muro 
V.  Guarnèrì. 

ARM  ADURA.  Armatura  —  di  redJ 
Armatura:  il  cingerle  d'una 
fune  chiamata  ralinga  ad  ogni 
tre  pollici  con  un  ritorto,  per 
rafforzarla  —  di  ant^  o  simili. 
Armatura:  quei  legnami  che  la- 
teralmente/alle  due  estremità 
sono  sovrapposte  all'ossatura 
—  per  cavriadaJ  v.  —  per  Pont 
de  murador  de  pittor^  ecc.  V. 
in  Pont- 

ARMANDOLA.  Mandorlo  (Amygda- 
lus  communis):  albero  — -  Man- 
dorla: il  frutto  del  mandorlo 


a  la  perlinna^  confettata  o  per- 
lina —  armellinna^  Mandorlina 
amara  —  dura^  Mandorla  dura; 
di  guscio  liscio,  durissimo,  pun- 
teggiato di  fiorellini. 

ARMANDOLÀA-  Mandorlato  ,  Am- 
mandorlato: pasta  dolce  com- 
posta per  la  maggior  parte  di 
mandorle. 

ARMANDOLETTA.  Semini:  pasta  da 
minestra, ridotta  in  grani  minuti 
e  ovali,  di  forma  simile  ai  semi 
(gandolitt)  di  popone  (melon),  e 
di  tale  altro  frutto  —Fiore,  Man- 
dorla: fregio  laterale  delle  calze, 
a  guisa  di  ricamo  ,  stretto  e  lun- 
go ,  e  piglia  dalla  punta  supe- 
riore del  quaderletto  (chignceu), 
e  arriva  a  mezza  gamba 

ARMANDOLETTA  Mandola:  specie 
di  piccol  liuto  che  si  suona  co- 
me questo  strumento,  ma  ac- 
cordato differentemente;  ha  otto 
gruppi  di  minugie  (cord  de  bu- 
dell),  e  si  distingue  dalmandor- 
lino  (armandolin)  pel  manico 
più  corto  e  per  la  mole,  mag- 
giore. 

ARMANDOLIN.  Mandolino  :  stru- 
mento più  piccolo  del  liuto,  ma 
della  stessa  foggia;  il  nostro  ha 
sei  corde,  di  cui  le  prime  sono 
ramate,  e  l'accordatura  è  sol 
(basso  del  violino)  si  ma  la  re 
mi;  suonasi  con  una  penna  ta- 
gliata come  uno  stuzzicadenti 
piano.  11  napolitano  s'accorda 
come  il  violino,  colla  differenza 
che  le  sue  corde  sono  d'  ottone 
e  il  doppio.  Parti:  cadenn^  Cap- 
taste Roeusa^  Tastadura^  Ti- 
rant. 

ARMARI.  V.  Armadi  —  per  GUar- 

nèrie  V. 
ARM  ARIA  Armeria. 
ARMELIN.  Dito  mignolo,  Il  mignolo. 

V.  anche  Mar  mei. 
ARMELLA.  Nocciolo:   di  pesca  e 

simili  —  per  Gandolitt  de  me- 

lon*  V. 

ARMELLIN.  Armellina:  pelle  del- 
l'arine llino  —  chinese^  chinese  : 
listata  di  nero. 

ARMESTIZZI ,  MESTIZZL  Armistizio: 
sospensione  patteggiata  delle 
ostilità.  Breve  tregua.  Questa  è 


ARM 


21 


ARS 


parola  nuova  nel  nostro  popo- 
lo; ebbe  vita  nel  1848. 
ARMETTA.  Annetta  :  piccolo  stem- 
ma —  per  Gandolitt  de  melonJ 

—  per  Louis  (moneta)  V. 

ARMIROSU.  Armajolo.  V.  Armorèe. 

ARMOAR-  Lo  stesso  che  Armadi. 

ARMONESA-  Armonica:  denomina- 
zione generale  di  certi  stru- 
menti, nei  quali  il  vetro  è  sosti- 
tuito ad  altro  corpo  sonoro.  V. 
Cembolin  e  Filarmonega. 

ARMONEGA  A  MANTES.  Armonica  a 
manticino:  strumentino  da  fiato, 
per  lo  più  da  fanciulli,  fatto  a 
forma  di  soffietto,  che  mosso 
come  quello  manda  un  suono 
pastorale  alquanto  malinconico 

—  sernpicij  abocca:  strumentino 
da  fanciulli,  diverso  nella  forma 
e  simile  nel  suono  all'armonica 
a  manticino,  il  quale  si  suona  a 
bocca,  come  lo  scacciapensieri 
(zanforgna). 

ARMONIUM.  Organetto  a  tavolino: 
strumento  musicale,  in  cui  vi 
sono  ancie  (lengioett)  metalliche, 
le  quali,  mosse  in  vibrazione 
dall'aria,  che  loro  si  dà  me- 
diante tasti  di  uno  o  due  man- 
ticini,  alternativamente  co'pie- 
di,  producono  un  grato  suono. 
Og'ni  Scuola  comunale  elemen- 
tare di  Milano  ne  ha  uno  per  lo 
insegnamento  del  canto,  di  cui 
un  saggio  dassi  da  più  di  tre- 
mila bambini  nella  Arena  (A- 
renna)  il  di  della  Festa  nazio- 
nale. 

ARMONNA.  Armone. 

ARMORÉE  (I).  Gli  Armorari.  Nome 
storico  portato  da  una  nostra 
via  di  Milano.  Esso  rammenta 
non  solamente,  ma  ricorda  pure 
le  nostre  armi  della  Lupa.  E- 
rano  esse  cercate  da  tutta  Eu- 
ropa e  fino  tra  Saracini.  Due 
soli  armajoli  nostri  in  pochi 
giorni  fornirono  onde  armare 
4000  cavalieri  e  il  doppio  di 
fanti:  e  Milano  esibì  a  Filippo 
Maria  di  mantenere  stabilmente 
10,000  cavalieri  ed  altrettanti 
pedoni  se  le  fossero  lasciate  le 
gabelle  e  i  tributi  di  essa  città > 
libero  al  Visconte  di  valersi  a, 


talento  di  quelle  delle  altre  cit- 
tà. Per  carità  il  Municipio  con- 
servi il  vanto  di  questo  eroico 
nome  a  una  tale  via.  Non  basta 
forse  che  ci  si  porti  via  il  col- 
legio militare,  ecc.? 
ARNES.  Arnese  —  Avegh  isò  ornes 
a  V orden^  Avere  ago  e  filo  in 
pronto. 

ARNES  (I).  Masserizie,  Utensili  di 
casa,  Arnesi. 

ARNICA.  Arnica,  Panacea  per  le 
percosse  (Arnica  montana):  er- 
ba spontanea,  medicinale;  fo- 
glie opposte,  alterne  (disper)\ 
fiori  gialli  che  ridotti  in  polvere 
si  attraggono  per  le  nari,  onde 
starnutire ,  e  si  fumano ,  come 
pure  le  sue.  foglie. 

ARPA-  Arpa:  strumento  musicale 
di  forma  triangolare,  le  cui 
corde  si  stendono  in  direzioni 
parallele  dell'  arco  (mesola)  al 
corpo  o  alla  colonna.  Parti: 
Cotogna  ^ordion  di  pedala  corp^ 
Tavola  armonega  Sordinna^ 
Mesola^  Biroeu^  Zappett  o  zoc- 
colata captaste  Bottonitt^  Me- 
cartismo  ^  Mastell  ^  Pedal  o  Pe- 
dalerà Pè  o  Pescitt. 

ARPA.  Arpa.  Opportunissimo  or- 
digno ove  disporre  i  bozzoli 
{gaietta)  a  sviluppare  le  farfalle 
Iparpaj),  inventato  nel  1814  da 
don  Andrea  Mauri  di  Bergamo. 

ARPEGÀ.  Lo  stesso  che  Erpegà.  V. 

ARPIN-  Lo  stesso  che  Ghitara  a 
arpin.  V. 

ARS.  Avido,  Ingordo  ,  Bramosissi- 
mo —  de  la  set^  Assetato  —  A- 
vegh  la  bocca  arsa  *  Aver  l'a- 
sciugaggine o  1'  arsione  della 
bocca. 

ARSCIONÀA.  Cerchi  del  coperchio 
della  barca,  v.  anche  Scòrse, 
Se  er  scelta  Scerscèj. 

ARSCIONN-  Arcuccio  da  culla  —  fig. 
Strambo  di  gambe. 

ARSELA.  V,  Arzella  —  fig.  Mi- 
gnatta :  seccatore  importuno. 

ARSENAL.  Arsenale  —  Avegh  a- 
doss  V  arsenale  o  V  arsenal  de 

IVenezia^  Diciamo  di  donna  che 
abbia  in  dosso  troppo  d'oro,  di 
vesti,  e  simili. 


ARS 


22 


ASA 


ARSGÌAN.  Argento  — Denari,  Soldi, 
I  Cumquibus. 

ARSON-  Arco:  asta  curvata  d'a- 
bete {abiezz)  con  una  cante- 
rella {corda  de  budell),  per  la 
quale  si  batte,  ossia  si  scuote  il 
pelo  da  far  cappelli,  per  isfioc- 
carlo  quand'è  rappallottolato,  o 
per  rimescolarlo  quand'è  di  qua- 
lità diverse  che  si  vogliono  riu- 
nire —  per  Arch  del  bast^  de  la 
sella..  V. 

ARSONÀ.  Battere  e  Scuotere  col- 
l'arco  (Arsèn). 

ARTESAN  Artigiano  —  Artefice  — 
Artiere. 

ARTiBAìtfCH,  ARCHIBANCH.  Cassa- 
panca. 

ARTICIOCCH.  Carciofo  ,  Carciofolo, 
Carciofano  (Cynara  scolymus): 
pianta  perenne— Carciofo:  frutto 
del  Carciofolo  —  de  scimmaJC&r- 
ciofo  vettaiuolo  —  fìoron^  pri- 
mo o  madornale  —  cont  i  spon- 
g ignori  (Cynara  cardunculus), 
Sgalera, Carciofo  salvatico,  Car- 
duccio, Presame,  Presura,  Ca- 
glio —  senza  spongignonJ  Maz- 
za ferrata  —  nostrana  comune 
o  nostrale  —  Óùu&e  articiocchJ 
Girello  del  carciofo  —  Qtcell  di 
articiocch  J  carciofaio  —  cam- 
pagna de  articioccli  _,  Carciofa- 
ja,  Carciofeto  —  per  disprezzo, 
Uomo  buono  a  nulla  e  dappoco 
—  Cardoni  o  Gobbio  si  dicono  le 
piante  dei  carciofi,  che  s'im- 
biancano e  si  vendono  tenere 
riseppellendole  nel  terreno.  Car- 
ducci o  cardia  sono  le  piante 
rimessiticce  dei  carciofi. 

ARTICIOCCH.  Carciofo  :  nome  di  un 
panetto  che  ritrae  alla  forma  di 
un  carciofo 

ARTICIOCCH  per  Spongignceu^  V. 

ARTICIOCCHÉRA.  Carciofaio  ,  Car- 
ciofoleto,  carciofaja:  luogo  pian- 
tato di  carciofi. 

ARTICOL.  Articolo:  di  giornale  — 
Articolo,  Capo  di  mercanzia, 
Derrata. 

ARTICOL.  In  quanto  a,  Per  rispetto 
a  —  Artìcol  sonetti  l'è  el  so  fort^ 
In  verbo  a  sonetto  è  il  suo  forte. 

ARTICOLISTA.  Scrittore  di  articoli. 

ARUSC  V.  Rusc. 


ARVÌ.  V.  Dervì. 

ARZ-  Razzo:  fuoco  artificiale. 

ARZÀA.  Aridissimo. 

ARZADEGH.  Arzavola,  Bozzolo,  Ba- 
ruzzola,  Bozzaracchio,  Arzago- 
la,  Anatra  querquedola  o  marza- 
iuola (Anas  crecca):  uccello 
acquatico;  becco  bruno  nero  ; 
specchio  verde  superiormente, 
inferiormente  nero  azzurro, mar- 
ginato anteriormente  e  poste- 
riormente di  biancastro  (ma- 
schio e  femmina);  vertice  rosso 
castagno;  petto  pallato  di  nero 
(maschio).  Esso  cigola. 

ARZELLA.  Nicchio:  involucro  pie- 
troso dei  molluschi  —  Nicchia 
dei  pittori  —  Nicchione  :  quel 
vuoto  a  occhio  nella  cupola  di 
certe  chiese,  nel  quale  sono  per 
lo  più  i  quattro  Evangelisti. 

ARZELLA.  Pasticca,  Pastiglia. 

ARZIJ.  Mughetto  (Lilium  conval- 
lium):  pianta  perenne. 

ARZIR03U.  Ardente:  randellino  fat- 
to seccare,  che,  acceso  nello 
sfogatoio  {bocchetta)  a  lato  al 
forno ,  dà  lume  a  infornare  o 
altro  —  per  Castagnoeura.  V. 

ARZIS  per  Narsis^  V. 

ASA.  Anello,  ogni  laminetta  di 
ferro  entro  cui  scorre  il  bastone 
dei  chiavistello  {cadenazz)  — 
Cappio:  annodamento  un  cui 
capo  entra  addoppiato  nel  nodo 
(gropp) .  ed  esce  cosi  ripiegato 
in  forma  di  staffa  —  corent,,  Cap- 
pio scorsoio  —  Bandella:  lama 
di  ferro  inchiodata  orizzontal- 
mente nell'imposta  {anta)  a  ri- 
scontro dell'arpione  {cancheri), 
e  nel  suo  occhio  {oggioeu)o  anello 
che  s'infila  e  gira  l'ago  {spin- 
na) dell'arpione  —  Presa:  qua- 
lunque risalto  nel  centro  del 
coperchio,  o  nelle  pareti  late- 
rali di  un  vaso  ,  o  in  che  che 
sia  d'altro  per  poterlo  prendere 
—  Laccetto:  nastro  o  cordellina 
di  seta  nera  o  altro  simile  che 
a  foggia  appunto  di  cappietto 
{asetta),  ovvero  di  fiocco  {galla) 
con  grosso  bottone  in  mezzo,  si 
mette  per  ornamento  a  una  delle 
rialzature  del  cappello  arric- 
ciato {de  trii  canton  omontàa) 


ASC  2 

Talora  è  rappresentato  da  alcu- 
ne filze  di  margheritine  nere  o  di 
perline  d'  acciajo  (azzalitt)  — 
Asa  per  Antenna  V.  —  Fà 
gropp  e  asaJ  fig.  Far  la  cam- 
pana tutto  d'un  pezzo,  Fare  lo 
scoppio  e  il  baleno  a  un  tratto: 
finire  una  sua  faccenda  senza  in- 
termissione—V.  Alette  ramvin. 

ASCA.  Oltre,  Di  pili  —  Senza.  Dal 
latino  absque. 

ASCÀ.  Osare,  Ardire. 

ASCADISC;  Pigro,  Poltrone. 

ASCASS.  Ardire,  Osare. 

ASCENDENT  (AVÈ  SORA  VUN  DE  V). 
Aver  deli'  autorità  presso  al- 
cuno. 

ASCETTA.  Matassina,  Matassetta. 

ASCIA.  Matassa  —  Cattagh  l'ascia^ 
fig.  Ravviare  o  Trovare  il  ban- 
dolo {bander):  trovare  il  modo 
di  vincere  le  difficoltà  —  Compì 
l'ascia.,  Colmare  il  sacco:  fare 
in  che  che  sia  tutto  il  possibile 
con  ogni  soprabbondanza  —  El 
gropp  de  l'asciaJ  II  ruffello  o  il 
garbuglio  della  matassa  —  In 
fin  o  eoo  de  l'ascia^  Alla  fin  dei 
conti,  del  fatto ,  Al  tirar  delle 
tende  —  Tira  i  asc^  fig.  Andare 
a  far  terra  da  cavolini:  morire. 

ASCIAL-  Lo  stesso  che  Schinca. 

ASCIffiU,  ASCNEULA.  Matassina. 

ASCICEURIN-  Matassina. 

ASCORT.  Accorto. 

ASÉE.  Aceto  —  Acqua  con  l'asèe  J 
Acqua  acetata  —  Andà  in  asèe^ 
Acetire,lnacetire  —  Asèe  di  quat- 
ter  laderJ  Aceto  dei  quattro  la- 
dri: è  medicinale  ,  e  vuoisi  tro- 
vato da  quattro  ladri,  che  usa- 
tone, si  preservarono  dallapeste 
che  nel  1720  infieri  in  Marsiglia 

—  rabida  J  che  arrabbia,  mor- 
dace —  romategh medicato  — 
rosàa^  rosato  —  Fa  sta  in  V  a- 
sèeJ  fig.  Mettere  uno  o  Averlo 
in  un  calcetto:  farcelo  stare, 
abbatterlo,  confonderlo,  attu- 
tirlo —  Inguaia  de  l'asèe  J  An- 
guilletta  dell'aceto  (Vibrio  aceti) 

—  Mamma  de  l'asèe^  Madre  del- 
l'aceto —  Mercant  d'asèeJ  V.  Ase- 
vèe  —  Mett  giò  in  V  asèe  ^  Ac- 
conciare, Conciare  nell'aceto  — 
Mett  %  penser  sul  bari  de  l'asèe.. 


ASE 

fig.  Attaccare  i  pensieri  alla 
campanella  [aneli)  dell'uscio, 
Appiccare,  Attaccare  le  voglie 
all'arpione  {canchen):  por  giù 
la  voglia  e  il  desiderio  di  che 
che  sia  —  anche,  Baciare  la 
campanella:  abbandonare  un 
luogo  —  Mett  sul  bari  de  l'asèe ^ 
fig.  Far  il  pianto  di...:  levarne 
il  pensiero,  reputar  perduto  — 
anche,  Addormentare  che  che 
sia:  non  ne  parlar  altro  —  Quell 
de  V  asèe  J  V  Asevée  —  Vassell 
eh'  ha  ciapàa  de  V  asèe  *  Botte 
acetata  —  Rend  asèe  per  vin  ^ 
fig.  Render  pan  per  focaccia: 
per  un'ingiuria  ricevuta,  farla 
pari  e  maggiore. 

ASEN.  Asino,  Bricco,  Somaro, 
Giumento,  Miccio,  Ciuco  (Equus 
asinus).  I  Sardi  lo  dicono 
violenti^  V.  Raggia^  Ragg„  G-ua- 
risch  —  Andà  a  cavali  d'on  asen^ 
Montar  ad  asino,  Asinare  —  Asen 
de  razza^  Asino  di  guadagno  — 
salvadeghJ  salvatico,  Onagro  — 
Fa  l'asenJ  fig.  Far  il  lecchino  : 
far  il  corteggiatore  con  le  don- 
ne, specialmente  se  azzimato  e 
tutto  in  punto. 

ASEN  (GIUGÀ  A  CASCIA  L'),  Fare  al 
tordo,  Fare  al  pagaloste  —  V. 
Fittavoli  sig.  3. 

ASEN-  Asino,  Somaro,  Bricco,  Giu- 
mento, Miccio,  Ciuco:  fig.  di 
persona  ignorante  o  zotica  e 
scortese  —  On  alter  asen  adess^. 
To'  qua  un  nuovo  bescio  —  Asen> 
grand  e  gross  e  scopassùu^  Asino 
grauiie,  grosso  e  tondo. 

ASEN.  Asino:  quel  palo  avente  un 
cavicchio  (ficcaroeu)  quasi  a 
metà,  con  cui  i  nostri  contadini 
trasportano  paglia  o  altro. 

ASEN  (LIGÀ  L1).  Legare  l'asino.  Chi 
tra  i  contadini  vicini  finisce 
prima  un  lavoro  va  a  legar  l'a- 
sino a  chi  è  ancora  dietro  ;  cioè 
aduna  un  mucchio  di  stoppia  o 
di  grano  o  di  legna,  e  ci  mette 
alcun  bastone  in  mezzo,  secondo 
che  il  lavoro  incompiuto  è  di 
mietere,  far  legna,  ecc.  Dicono 
poi  a  chi  deve  avere  la  beffa 
che  ove  uno  compia  il  lavoro 
e'  va  a  farsi  dar  l'asino. 


ASE  24  ASP 


ASERON.  Acetone:  aceto  potente. 
ASETT   E  RAMPIN ,  AS  E  RAMPIN. 

Gangherini:  denominazione  com- 
prendente il  gangherello  {ram- 
pivi) e  la  femminella  {asetta)  — 
Lazza  cont  i  asett  e  rampin  ^ 
Aggangherare,  Ingangherare  — 
Deslazzà  i  asett  e  rampin  ^ 
Sgangherare  —  As  o  Asett  e 
rampin,,  Uncini,  Graffi:  fig.  di- 
cesi di  brutto  carattere  —  Mett 
as  e  rampin^  fig.  Menar  il  can 
per  Taja,  Mettere  in  musica: 
mandar  in  lungo  una  cosa. 

ASETTA.  Bandellina:  piccola  ban- 
della (asa)  —  Cappietto:  piccol 
cappio  {asa)  —  Femminella,  Gan- 
gherella: maglietta  di  sottil  filo 
metallico,  ripiegato  ai  due  capi 
per  poterla  cucire  al  panno,  in 
corrispondenza  del  gangherello 
{rampin),  il  cui  gancetto  si  in- 
troduce nella  maglia  della  gan- 
gherella per  affibbiare.  V.  Asett 
e  rampin. 

ASETTA.  Piegatello:  ogni  pezzetto 
di  ferro  piegato  e  che  confic- 
casi nei  lavori  per  legatura  o 
sostegno  o  guida. 

ASEVEE.  Fabbricatore  d'aceto  — 
Venditor  d'aceto,  Acetaro,  Ace- 
tato. 

ASIE.  V.  Nesià..  Nesiè. 

ASMGEUJ-  Liscivio:  acqua  cene- 
rata bollita  che  si  versa  di 
nuovo  bollente  sui  panni,  dopo 
la  seconda  liscivia  (rebuj)  per 
avere  il  bucato,  V.  Lessiva. 

ASNA-  Asina. 

ASNADA.  Asinità, Ciucata,  Asinata. 
ASNADA-  Asinata:  fascio  di  paglia 

o   strame  portato    sull1  asino, 

V.  Asen^  sign.  3. 
ASINARIA-  Asineria. 
ASNIN.  Asinino,  Asinelio,  Ciuchino. 

Bricchetto,  Asinetto,  Somarello. 
ASNINADA  Asinata:  gita  fatta  per 

diporto  a  cavallo  agli  asini  da 

una  brigatella  di  villeggianti  o 

simili. 
ASNINELLA.  Micciarella. 
ASNINNA.  Asinella,  Asinina. 
ASNON.  Asinone,  Asinaccio. 
ASNONNA-  Asinona. 
ASNONON-  Asino  colle  costole  a 

quattro  lunghezze. 


ASNONSCELL-  Asinuolo. 

ASON.  Bandellone:  grossa  ban- 
della {asa). 

ASÒN,  pi.  Grappe,  Ganozze:  pa- 
recchi pezzi  di  bronzo,  ripiegati 
a  squadra,  fermati  lungo  le  due 
parti  dei  carro  {car)  del  tor- 
chio dello  stampatore,  e  desti- 
nati a  impedirgli  ogni  movi- 
mento trasversale,  nello  scor- 
rere che  fa  esso  sulle  spade 
{carensg). 

ASÒN.  Treccia,  Manico:  finimento 
della  campana,  foggiato  in  due 
o  tre  occhi  o  ciambelle  ,  che  si 
incassano  nel  mezzo  {testa),  per 
tenerla  sospesa. 

ASPA-  Aspo,Naspo:  strumento  per 
ridurre  in  matassa  {ascia)  il  fi- 
lato —  a  man^  Aspo  manesco  o 
manevole:  cioè  bastoncello  di 
circa  tre  palmi  di  lunghezza, 
attraversato  presso  ciascuna 
estremità  da  un  piuolo  ad  an- 
goli retti  uno  coir  altro  ;  e  su 
quei  piuoli  s'innaspa  il  filo  — • 
a  rozudaJ  Aspo  girevole:  quello 
che  si  fa  girare  orizzontalmente 
su  di  sè  mediante  una  mano- 
vella {manuella).  Parti:  Cor- 
nucc  Pè^  Maneggia,  Pientann, 
Travers. 

ASPADA.  Naspata,  Aspata:  quan- 
tità di  seta  o  altro,  posta  sul 
naspo  a  dipanare  {fa-giò). 

ASPA  DE  FILA.  Aspo,  Nappo  del  fi- 
lato.) o.  Parti:  eros  o  crosin , 
Bietta  strencia  e  Bietta  doppia, 
Coa  con  polles,  Paletta,  Riga 

ASPA  DE  FILANDA.  Tavella  ,  Guin- 
dolo: specie  di  arcolajo  {bicoc- 
ca) orizzontale  o  naspo  {aspa) 
sostituito  alla  rocchetta  {roc~ 
chett)  nel  valico  da  torcere  {va- 
ligh  de  torg). 

ASPA  DEL  ZILÉE.  Aspo,  Naspo: 
grosso  e  corto  cilindro  formato 
di  stecche,  vicine  le  une  alle 
altre,  girevole  su  due  pernj,sul 
quale  s'innaspa  lo  stoppino  al- 
l'uscir dalla  filiera  {fer  de  eoo). 

ASPART.  In  disparte,  A  parte,  Ap- 
partatamente. 

A  SPAS  (GIUGÀ  A)  Lo  stesso  che 
Ciappass  {Giugà  a). 

ASPERA.  Aspiera,  Fattorina,  Voi- 


ASP 


25 


AS3 


tatrice:  ragazza  che  mette  in 
giro  l'aspo  su  cui  s' innaspa  la 
seta  nel  trarla. 

ASPERGES-  Aspersorio,  Asperge, 
Asperges:  mazzetta  di  metallo 
con  capocchia  (pomell)  dai  cui 
fori  escono  cinque  fascetti  di 
setole  {sedol),  che  si  tuffano  nel- 
l'acqua benedetta  per  asper- 
gere gli  uomini  e  le  cose. 

ASPETT  (QUART  D').  Respiro:  quel 
segno  musicale  che  fa  arrestare 
il  suono. 

ASPETTA,  ASPIN.  Naspino:  piccolo 
naspo.. 

ASPIN.  Naspo  da  incannatoi  {in- 
cannatori). 
ASQUAS.  Quasi. 

ASS.  Asso:  ne1  dadi  e  nelle  carte 
è  nome  di  un  solo  punto  —  Vess 
all' ass  ^  fig.  Essere  all'ultimo 
quattrino  —  Magher  carne  l'ass 
deviceli,  Allampanato,  Secco 
allampanato:  magrissimo  —  Succ 
o  Sutt  o  Sbris  o  Secch  o  Biott 
come  l'ass  de  picche  Sbricio  co- 
me Tasso  di  picche:  vile,  coi 
panni  strappati. 

ASS,  ASSA.  Asse  —  Ass  de  mer- 
canzia Assi,  Tavole  da  mer- 
canzia: grossa  dai  25  ai  37  cen- 
timetri —  de  mezza  mercanzia^ 
di  mezza  mercanzia  :  grossa  dai 
13  ai  24  centimetri;  anche  Re- 
fud  —  de  imballadorJ  Scàndor- 
le  :  assicelle  grosse  meno  di  12 
centimetri  —  Trucioli:  se  sono 
sottilissime  —  de  solèe^  Pancon- 
celli :  assi  sottili  assai  colle 
quali  copronsi  le  impalcature  — 
de  stagn^  Assi  di  faggio  o  di  ca- 
stagno sode  [stagn]  —  de  sterlaJ 
di  faggio  di  castagno  fesse  {ster- 
làa)  V.  Tran. 

ASSA.  Asse:  quella  su  cui  in  casa 
stendesi  il  cadavere  che  deve 
poi  essere  trasportato  alla  chie- 
sa o  al  cimitero  —  Andà  in  su 
V  assa  ^  Batter  capata  :  morire 
—  Vess  a  l'assai  Essere  al  ver- 
de :  al  fine  di  che  che  sia  -—  Vess 
in  su  l'assa^  Esser  sulla  bara: 
morto. 

ASSAA.  V.  SàaJ  par.  3. 

ASSÀA  (DÀ  L').  Asciare:  digrossar 
legni  con  l'ascia  (Ass  de  fer). 


ASSA  BRUTTA.  In  un  tratto,  Senza 
pensare  ad  altro.  Assa  trutta 
dal  latino  Ex  abrupto  ,  di  pari 
significato  —  Fa  assa  brutta., 
Far  sui  due  piedi,  Non  por  tempo 
in  mezzo  —  Vegnì  a  assabrutta^ 
Trovarsi  stretto  fra  due  assi: 
fra  due  pericoli. 

ASSADA.  Assito:  tramezzo  di  assi 
commesse  insieme,  fatto  alle 
stanze  in  cambie  di  parete,  o 
altrove  per  chiusura,  o  addos- 
sato a  certe  pareti  o  muri  per 
ripararsi  dall'umido  —  per  Pa- 
vìment  d'ass^  V. 

ASSA  DE  COCCÉR.  Pe  dana  :  quel  pez- 
zo di  legno  su  cui  si  posano  i 
piedi  del  cocchiere  {coccèr)\  le 
parti  che  la  sostengono  si  chia- 
mano Braccetti  —  asso,  de  la 
carna^  V.  Tajèe  ^  sig.  1  —  Assa 
de  la  comoda,,  Asse  del  como- 
dino :  della  seggetta  —  del  co- 
moda Asse  del  comodo  —  del 
ciccolatt^  Asse  della  cioccolata: 
asse  di  legno,  rigirata  da  un 
sottilissimo  orletto  pure  di  le- 
gno, alto  dai  3  ai  4  centimetri , 
sulla  quale  si  mettono  le  pallot- 
tole di  pasta  di  cioccolata  cal- 
da, che,  seguitandosi  a  dibatter 
l'asse,  si  distendono  in  pani  [ta- 
volett)  che  poi  si  pongono  in 
forme  di  latta  {tolta)  —  de  la 
colla^  del  mastice  di  cacio:  sulla 
quale  i  legnaiuoli  impastano 
con  acqua  e  calce  viva  {cai- 
cinna  nanmò  bagnada)  il  cacio 
sciocco  [fatt)  per  farne  mastice 
{colla  de  legnamèe)  —  del  lett^ 
Assereno  —  del  pan  o  de  stua^ 
Asse  da  pane:  sulla  quale,  di- 
stesavi per  lo  più  una  tela  ,  si 
mettono  il  pane  o  i  dolci  a  lie- 
vitare {leva)  —  de  soppressàj 
Stiratoio,  Asse  da  stirarvi— de? 
telar  J  Panchetta:  sulla  quale  il 
tessitore  sta  seduto  o  appog- 
giato —  di  formagittJ  Asse  delle 
cacciuole:  specie  di  taglierino 
su  cui  si  posano  i  cascini  {quac- 
ciroeu)  entro  ai  quali  è  il  latte 
quagliato  {cagiàa)  che  ivi  si  in- 
salaper  conformarsi  in  caciuole 
{formagitt) ,  e  ponsi  inclinato 
perchè  il  siero  {seron)  esca  dai 


ASS 


26 


AST 


cascini  e  scoli,  V.  Salador  —  di 
pagn  o  de  lava  i  pagn.,  Lava- 
toio: asse  inclinata,  talora  tra- 
sversalmente scanalata,  sulla 
quale  si  lavano  i  panni  —  di 
piatta  Stovigliaja  —  de  tajà-foeu- 
ra^  Asse  da  tagliare  :  sulla  quale 
i  calzolai  o  altri  tagliano  pelli 
o  altro  per  adoperarle  —  dizupp^ 
Asse  delle  zuppe:  la  portano  al 
collo  con  uno  spago  i  fattorini 
per  ponvi  su  le  zuppe  da  far 
colazione  i  giovani  di  bottega  — 
de  fond_,  Piante  :  nome  della  assi 
che  formano  il  complesso  del 
fondo  delle  carrozze  —  de  la 
cappia  ^  Fondo  da  scorrere  — 
de  la  stadera,,  Tavolone  —  di 
part  di  car ^  Coscie ,  Ridoli: 
quei  lati  d'un  carro  o  d'un  bi- 
roccio che  sono  fatti  a  rastel- 
liera:  anche  detti  Scalin  —  de 
mezz  del  car  e  de  travers^  Assi 
di  mezzo  ,  Traverse  —  de  cor- 
riceu^Croce  delle  raggine:  asse 
con  traversa  in  cima,  sulla  quale 
sono  le  raggine  {corriceli). 

ASSAFETIDA.  Assafetida:  gomma 
resinosa  che  si  trae  da  una 
pianta  della  famiglia  delle  om- 
brellifere (Ferula  assa  foetida), 
che  fa  spontanea  nella  Persia. 

ASSAGIADOR  Saggiatore:  chi  as- 
saggia l'oro  e  l'argento  per  co- 
noscerne il  titolo  (la  bontàa). 

ASSALIN-  Fusolo:  quel  ferro  che  si 
appicca  alla  sala  {assàa)  di 
legno. 

ASSALTA.  Assalire. 

ASSALTAMENE  Aggressione  —  As- 
sassinio. 

ASSAMM-  Assame:  quantità  di  as- 
si, di  tavole. 

ASS  DE  FER  (L')  Ascia:  ferro  ta- 
gliente il  cui  piano  è  curvato  in 
aria  verso  il  corto  manico;  ado- 
perasi per  assottigliare  o  pa- 
reggiare legni,  stecche,  e  simili. 

ASSÉE.  Assai,  Di  molto  —  Abba- 
stanza. 

ASSEGN-  Assegnamento. 

ASSENTA.  Accertare  —  Dà  per  as- 
sentàaJ  Dar  per  certo. 

ASSENTASS.  Assentarsi,  Farsi  as- 
sente :  star  lontano. 

ASSENZIA.  V.  Sensia. 


ASSETT.  Nacchere,  Castagnuole: 
due  assicelle  levigate ,  delle 
quali  l'una  messa  tra  l'indice 
{fregaceucc)  e  il  medio  dito  (  lon- 
ghignati),  l'altra  fra  questa  e 
l'anuìare  {sposili)  i  bimbi  vanno 
dibattendo  per  trarne  suono  — - 
per  Cotogneti  del  petten,  V. 

ASSETTA.  Assicina,  Assicella,  As- 
serella ,  Assereno  —  Assett  del 
bast.  V.  Arch  del  bast  — del  pet- 
ten ^  del  telar  ^  Crestelle:  due 
pezzi  di  canna  rifessi  longitudi- 
nalmente, e  fra  le  due  parti  ri- 
accoppiate, sono  fermati  con  un 
giro  di  spago  impeciato  i  due 
capi  di  ciascun  dente,  i  quali 
perciò  sono  un  po'  più  larghi-— 
del  ciel  d'ona  carozza^  Fondi  — 
dHmballador^  Trucioli,  Assicel- 
le, Asserelle. 

ASSETTIN ,  ASSETTINNA.  Assereni- 
no, Asserellina. 

ASSETTIN  (EU  Asserellinuccio. 

ASSIETT.  Ciambella:  cerchietto  di 
ottone,  che  spinto  alternata- 
mente or  dalla  serpentina  (ser- 
pa) deil'oriuolo,  or  dalla  spirale 
(spiragli) ,  oscilla  circolarmen- 
te, bilicato  sull' asta  della  bi- 
lancia (su  l'asta  del  Mlancièr), 
rafforzato  dalle  crociere(crosèr). 

ASSON.  Pancone  —  Tavolone. 

ASSON.  Assone:  rotella  di  legno 
pesante,  larga  circa  75  centime- 
tri ed  alta  circa  10;  che  si  pone 
sopra  la  forma  di  formaggio  per 
gravarla  onde  si  assodi. 

ASSORTIDOR  DE  SEDA.  Assortitore 
della  seta. 

ASSORTÌ!  Assortito,  Fornito,  Prov- 
veduto, Provvisto. 

ASSOSSENN-  V.  Sossenn, 

ASTA.  Asta  —  Asta  de  la  mceuja^ 
Gambe  delle  molle  —  Asta  del 
fontaninJ  Asta  del  fontanile:  la 
parte  del  fontanile  che  riceve 
lo  scolo  della  testa  (testa) 
del  pendola  Verga  del  pendolo: 
che  in  basso  è  aggravato  dalla 
lente  (lunetta)  — del  ternp^  Lan- 
cetta del  tempo:  negli  orivoli— 
del  bilanciere  Asta  della  bilan- 
cia: verghetta  d'acciajo  mobi- 
lissimamente imperniata  nella 
potenza  (potàns)  e  nel  brac- 


AST 


27 


AVA 


ciuolo  (~brascioeu)  negli  orivoli: 
sull'asta  sono  piantate  le  palette 
(alett). 

ASTA.  Asta:  bastone  qualunque 
infilato  in  su  che  che  sia  —  A- 
sta,  incanto  —  Digh  a  V  asta  ^ 
Dirci,  Dire  all'asta  —  Asta:  no- 
me di  quelle  righe  obblique  e 
parallele,  le  une  accanto  alle 
altre,  che  sono  il  primo  eserci- 
zio di  chi  impara  a  scrivere  — 
Vess  ai  ast^  Essere  all'asteggio, 
alle  aste  —  Asta  di  uomo,  ecc.: 
uomo  di  bella  presenza,  diritto 
sulla  persona  e  d'alta  statura 

—  Mazza:  nome  delle  bacchette 
di  legno,  o  anche  vetrici  (sares 
gorin)  più  grosse,  le  quali  in  al- 
cuni panieri  (zest)  danno  for- 
tezza a  tutto  l'intrecciamento  — 
Maglietto:  quell'asta  colla  quale 
si  levano  e  si  trucciano  (se  bog- 
gien)  le  palle  del  giuoco  di  pal- 
lamaglio (pararnaj)  —  Stilo  :  quel 
lungo  braccio  quadrangolare 
della  stadera ,  sur  uno  spigolo 
del  quale  sono  segnate  le  tac- 
che (segn),  e  sul  quale  scorre  il 
romano  [oronzin)  segnando  i 
chilogrammi  —  Giogo:  quella 
spranga  di  ferro  dalle  cui  estre- 
mità pendono  i  piattelli  (sqtcell) 
della  bilancia. 

ASTANTERÌA.   Residenza,  Stanza 

degli  astanti. 
ASTEG.  Asteggio:  l'asteggiare. 
ASTEGNISS  Astenersi. 
ASTINNA.  Astina:  piccola  asta. 
ASTINNA.  Tempiale  (la):  ognuna 

delle  aste  laterali  degli  occhiali 

che  posano  sugli  orecchi. 
ASTON.   Astone:   grossa   asta  — 

Pennone  delle  vele  delle  barche 

—  per  ciod  de  grappa  o  de  rostt- 
da^  V. 

AS^ORG.  Lo  stesso  che  Stolch. 

ASTRACAN.  Pelle  di  Astrakan:  d'a- 
gnello d'Astrakan  —  ondàa_,  ne- 
ra —  ordinari  ^  ordinaria  — 
rizz  j  nera  riccia  d'Ucrania  — 
zenerin.,  bigia  di  Crimea. 

ASTRECH.  Lo  stesso  che  Soffitt. 

ATASS.  Fermo  :  piccolissima  cavr- 
gliola,  la  quale  intromessa  nel 
pertugio  eh' è  da  capo  a  ogni 
fuso  da  fìlatojo  non  lascia  che 


la  rotella  {camp aneli)  balzi  fuori 
per  di  sopra,  e  assicura  il  giro 
del  fuso. 

ATEM  (IN  ON).  Tn  un  attimo,  In  un 
batter  d'occhio,  Sull'atto,  Nel- 
l'atto, Di  scoppio,  Di  schianto. 

A  TRA  (DÀ).  Dar  retta,  ascolto. 

ATTAGCATRICE.  Attaccaticcio:  che 
s'attacca. 

ATTACCH-  Attaccato  —  Stà  attacchi 
Star  ai  fianchi  di  —  per  ArentSV. 

ATTENZION  Attenzione  —  Riguar- 
do —  Cortesia,  Officiosità. 

ATTERGA.  Attergare:  scrivere  a 
tergo  a  un  discorso  la  decisio- 
ne, o  altro. 

ATTERGÀA  Decisione,  Rescritto. 

ATTESA.,  Aspettazione. 

ATTESTÀA.  Attestazione  —  Atte- 
stato. 

ATTIVA.  Attuare. 

ATTIVITÀA.  Attività:  speditezza, 
prontezza  nell'operare  —  Debito 
attivo,  Credito  —  Azione  —  Mett 
in  attivitàa_,  Mettere  in  azione, 
in  opera,  Adoperare  —  Mettere 
ad  effetto  —  Vess  foeura  d'atti- 
vitàa,,  Essere  fuori  d'  uso  :  non 
essere  più  adoperato. 

ATTORNA.  Attorno,  In  giro  o  volta, 
All'ingiro  —  Fass  porta  attornaJ 
fig.  Farsi  fare  i  gazzettini:  farsi 
censurare. 

ATTREZZ-  Utensili,  Arnesi. 

ATTREZZISTA-  Arnesario. 

AUT  AUT.  Bere  o  affogare:  di  chi 
è  forzato  dalla  necessità  a  fare 
una  cosa  spiacevole,  perchè  il 
non  farla  sarebbegli  di  danno 
maggiore  —Aut  autonzifol  oon 
flauti  O  Cesare  o  Nicolò,  O  Ce- 
sare o  niente:  suol  dirsi  di  chi 
intende  o  di  conseguire  gran  co- 
se, o  di  perdere  il  tutto.  Il  det- 
tato milanese  viene  dal  latino 
Aut  cassar  aiU  nihil.  L'italiano 
Nicolò  è  un  guasto  del  Nihil  aut. 

AUTUNlN.Autunnino.Franoi  quella 
stagione  teatrale  che  corre  dal 
1.°  al  21  dicembre  inclusive. 

AVANTAGG.  Vantaggio:  assicella 
rettangola,  bislunga  con  due 
regoletti  chiamati  staggia  che 
fanno  sponda  a  due  lati  conti- 
gui; sopra  il  vantaggio  e  con- 
tro gli  staggi  il  compositore 


AVA  23  AVO 


( compositori  di  caratteri  tras- 
porta ordinatamente  ,  e  colla 
interpunzione  d'  una  interlinea, 
le  righe  a  mano  a  mano  che 
le  ha  formate  sul  compositoio 
{compositóri,  V.  Balestra. 

AVANTI  DE.    Prima  di.... 

AVANZ-  Avanzo  —  Avanz  de  Tro- 
ja j  Avanzo  ,  Avanzi,  Rottami, 
Rilievi  di  Troja:  dicesi  di  che 
che  sia  che  avanzi.  Se  della 
mensa,  Regaglia  —  de  Carlin- 
matt.  V.  carlin. 

AVE-  Avere,  Possedere  —  Ave  de 
fa^  de  di  ^  ecc.,  Aver  a  fare,  a 
dire,  ecc.  —  Aveghela  con  vun^ 
Averla,  o  Aver  il  baco  con  uno 

—  Avegh  on  poo  del  tah  Arieg- 
giare un  tale,  Aver  aria  del 
tale  :  somigliargli. 

AVEGNI  (PER  L')  Per  1'  avvenire. 
AVEL.  V.  Navell. 

AVEMARIA-  Avemaria:  orazione  — 
Tocchi  di  campana  air  alba ,  a 
mezzodì,  a  sera,  per  cenno  che 
si  dica  l'avemaria  —  Nome  delle 
pallottoline  della  corona,  mi- 
nori di  quelle  che  si  chiamano 
paternostri  —  Avemaria  ìnfìl- 
zada  J  fig.  Avemaria  infilzata, 
Quietino,  Ipocritino  —  anche 
Viso  di  stecco. 

AVENTÒR.  Avventore  —  V.  Posta  de 
bottega. 

AVERT.  Aperto ,  Schiuso  —  Sve- 
glio, Sagace,  Sveglietto  —  Aper- 
to ,  Acceso:  di  partita  di  conto 

—  Allentato:  che  ha  una  allen- 
tatura (apertura)  —  Sbocciato: 
di  flore. 

AVERTA-  Aperto,  Aprimento  —  A 
l'averta  de  la  bottega,;  All'a- 
prirsi della  bottega,  All'aprire 
della  bottega. 

AVES-  Sorgiva  sotterranea,  Polle 
di  acqua,  Acqua  di  vena:  scor- 
rimento d'acqua  tra  la  ghiaja 
(gera)  che  nello  scavar  fonda- 
menta, o  nel  fare  pozzi,  incon- 
trasi nel  terreno  naturale  della 
Lombardia.  Aves  deriva  dal  cel- 
tico Avess^  Sorgiva  —  Alzass  i 
aves^  Gonfiarsi  le  sorgive  — 
Mceuves  i  aves  J  Ripigliare  la 
sorgiva  —  Quand  s'è  all' aves  se 
mett  giò  i  fondamenta  Trovato 


il  sodo  ,  si  fonda  —  Riva  a  V  a- 
ves*  Essere  alla  sorgiva  —  Sbas- 
sass  i  aves.,  Ritirarsi  le  sorgive 

—  Sugàj.  Sugass  i  aves^  Prosciu- 
gare, Seccarsi  le  sorgive  — 
Trova  l'aves„  Trovar  l'acqua  — 
Vess  volt  i  aveS;  Esser  rigonfie 
le  sorgive,  fig.  Vess  volt  i  acqu^ 
V.  in  Acqua.,  par.  i.  Il  Lancetti 
trae  questa  voce  da  Apice;  che 
significa  appunto  il  livello,  os- 
sia la  sommità  o  la  superfìcie 
delle  acque. 

AVI,  AVA.  Pecchia,  Ape  (Apis  mel- 
lifica) —  V.  Avon;  Besej;  Bisceu^ 
Carsenza^  Cagher^  Mel^  Camola 

—  Àvi  salvadegh;  Fuco  (Apis 
Fucus):  è  senza  puniglione  (be- 
sej)\  non  fa  male;  corpo  grosso; 
antenne  (corni)  corte;  fecondate 
le  ova ,  viene  ammazzato  dalle 
api  operaie. 

AVICC  V.  Avi  —  per  Bisoeu  V. 
AV1GG.  V.  Bisceu. 

AVIS  (QUELL  CHE  TACCA-FffiURA  I). 

Tavolaccio  —  Taccà-foeura  on 
aviS;  Affìggere  un  avviso. 

AVISON-  Cartello:  foglio  stampato 
o  scritto  ,  che  s'  appicca  alle 
mura  nei  luoghi  più  frequentati 
delle  città  per  dar  avviso  al 
pubblico  d'una  cosa. 

AVOCATT  DI  CAUS  PERS.  Avvocato 
de'  miei  stivali  —  rampin  ^  Az- 
zeccagarbugli —  de  gronda^  Di- 
cesi di  quei  contadini  del  Basso 
Milanese  che  sogliono  sputar 
sentenze  appoggiati  alle  mura 
delle  case,  quindi  sotto  i  gron- 
daj  (le  gronde).  Direbbesi  Spu- 
tasentenze. 

AVOCATT  (GIUGÀ  A  L1).  Fare  all'av- 
vocato :  specie  di  giuoco  che 
appartiene  a  quello  degli  spro- 
positi. 

AVVOCATTÀ.  Far  il  saccente, il  sac- 
ciuto. 

AVOCATTENT.  Avvocateli  :  che  fa 

del  saputo. 
AVOLI.  Avorio. 
AVOLT.  Alto. 
AVOLTRA.  V.  Voi  tra. 
AVON.  Pecchione  (Apis  violacea): 

ape  maggiore  delle  altre,  e  che 

succhia  il  miele  prodotto  dalle 

api  operaje. 


AZE 


29 


AZZ 


AZERB.  Acerbo. 

AZERBIN-  Acerbetto,  Acerbino. 

AZION  (DÀ  GUNT  DI  S(EU).  Dar  buon 
conto  di  sè  —  Che  azioni  Qual 
tiro!:  quale  azionacela. 

AZION  (IN)-  Sopra  parto. 

AZUR.  Azzurro. 

AZZA.  Lo  stesso  che  Ascia. 

AZZAL.  Acciajo  —  Toltgiò  del'az- 
zal,  Dato  nelle  vecchie,  Acciajo 
logorato  :  fig.  di  pers.  oramai 
incapace  a  governarsi  da  sè,  o 
di  cosa  messa  fuor  d'uso. 

AZZALÀ.  Acciajare,  Inacciajare. 

AZZALÀA.  Acciarito. 

AZZALIN.  Acciarino:  pezzo  d' ac- 
ciajo ,  con  cui,  percotendo  la 
pietra  focaja  (preja  d'azzalin), 
si  producono  scintille  {lughèr) 
che  appiccano  il  fuoco  all'esca 
(lisca)  soprapposta  alla  pietra, 
e  con  esso  si  desta  la  fiamma 
accostandogli  un  solfanello  — 
L'intero  attrezzino,  cioè  l'unio- 
ne delle  cose  necessarie  a  far 
fuoco. 

AZZALIN.  Acciajuolo:  cilindro  di 
ferro  con  un  pò  di  capocchia, 
di  cui  si  valgono  alcuni  artieri 
per  filare  i  loro  ferri,  affinchè 
intacchino  bene  —  per  Azetla. 
par.  2.  V. 

AZZALIN  Acciarino:  macchinetta 
di  ferro  e  d'acciaio,  incastrata 
nella  base  del  fusto  {fust)  della 
canna  del  fucile,  della  pistola 
e  simili,  contro  la  parte  laterale 
della  culatta.  Coll'acciarino  per- 
cosso dalla  pietra  focaja  {preja 
d'azzalin)  si  cavavano  scintille 
per  V  accensione  della  inesca- 
tura  {càrega).  Parti:  Bassinett, 
Fogon,  Cari,  cartella,  Giceugh  o 
Nos,  Stanghetta,  Quart  o  cover  e, 
Passarìn  o  Scrocchine  Vit. 

AZZALIN  A  CAPSULL.  Acciarino  a 
percussione.  Piastra  nella  quale 
il  cane  [can),  fatto,  per  così  di- 
re, a  bocciuolo,  scoccando  con- 
tro il  luminello  {la  tettinna),  su 


cui  è  stato  posto  il  cappelletto 
{capsull),  dà  fuoco  al  fucile. 
AZZALIN  AD  AGO.  Acciarino  ad  ago 

—  iressan,  Acciarino  bresciano. 
Il  mollone  {mollon)  vi  è  collo- 
cato internamente,  ed  in  cui  il 
cane  (can),  quando  è  a  tutto 
punto  (a  monta  intrèga),  meno 
facilmente  scatta  inavvertito, 
perchè  trattenuto  in  due  tacche 

—  fig.  diciamo  di  chi  è  pronto 
a  incollerire,  e  anche  di  chi  è 

.  facile  a  indispettirsi  —  roman, 
Acciarino  romano.  Ha  il  mollone 
(mollon)  al  di  fuori,  ed  in  cui 
il  cane  [can)  facilissimamente 
scatta  allorché  è  a  tutto  punto  (a 
monta  intrèga)—ala  consol,  Ac- 
ciarino alla  Console.  E  inescato 
a  nastro  metallico,  combinato 
colla  cartuccia  {cartatuccia)  in 
modo  che  non  occorre  più  di 
stracciarla  co' denti;  il  cappel- 
letto (capsicll)  comunica  il  fuoco 
difilato  alla  canna. L'invenzione 
è  del  milanese  Giuseppe  Console. 

AZZALIN  INGLES.  Acciajuolo  :  astic- 
ciuola  d'  acciaio  tonda  o  leg- 
germente conica,  colla  quale  il 
pellaio  [pellattèe)  raffila  tutti 
i  suoi  ferri,  quando  non  sia  ne- 
cessaria la  ruota. 

AZZAL1TT.  Perline,  Margheritine, 
Coralline  di  acciajo:  quei  coset- 
tini  d'acciajo  o  d'  altro  che  si 
infilano  in  più  modi  nelle  maglie 
de'  borsellini  fatti  ad  ago  (a  gugg 
de  cusì),  o  che  si  usano  in  altri 
abbigliamenti. 

AZZARD.  Cimento,  Rischio,  Peri- 
colo, Azzardo  —  Giceugh  d' az- 
zard,  Giochi  di  ventura,  di  az- 
zardo: quelli  dove  non  è  posta 
fissa,  ma  si  mette  via  via  a  pia- 
cere. 

AZZARDA.  Arrischiare,  Azzardare. 

AZZARDOS  Rischioso,  Pericoloso, 
Azzardoso  —  Avventato,  Incon- 
siderato. 

AZZETTA.  Matassina,  Matassetta. 


BA 


30 


BAC 


BÀ-  Guardia:  la  parte  inferiore 
dell'asta  del  morso.  Dal  fran- 
cese Bas  de  la  trancile. 

BÀBAO  Bau  bau,  Bao  bao  :  voce 
usata  per  far  paura  ai  bambini, 
quasi  significhi  una  cosa  terri- 
bile —  Brutto  babào^  Ceffo  as- 
saettato: faccia  bruttissima.  Ca- 
morro: di  donna  in  cui  si  ac- 
colgono tutte  le  bruttezze. 

BABBI.  Muso  —  Glie  voeur  alter 
babbi,,  E'  ci  vuol  altra  barba: 
tu  non  sei  da  tanto  —  Mascella 

—  Mena  el  babbi.,  Menar  di  ma- 
scelle: mangiare. 

BABBI.  Babbo  —  Andar  al  babbi^ 
Far  bocchino,  Andar  a  babbo- 
riveggoli:  andar  a  riveder  il 
babbo  ,  cioè  morire. 

BABBI-  Babbio:  sciocco,  di  grosso 
ingegno. 

BABBI  per  Pabbi  o  Sciatta  V. 

BABI.  Cimitero  —  Andà  al  babi^ 
Andare  a  Domeneddio:  morire. 

BABIL  (ANDÀ  AL).  Andare  a  Dome- 
neddio :  morire. 

BABOIN-  Babbuino  (Simia  sphynx) 

—  dicesi  anche  a  Uomo  contraf- 
fatto di  viso,  e  a  chi  ha  difetto 
di  mente. 

BABUAS.  Babuaccio,  Buacciolo  :  di 

persona  di  grosso  intendere. 
BACAJÀ.  V.  Bajaffà- 
BACCANÀ  Far  baccano. 
BACCANÉRI.  Baccaneria,  Baccano 

—  Rombazzo  sguajato  —  Bai- 
lamme: frastuono  ,  rumore  di 
voci  alte  e  confuse. 

BACCALÀ-  Baccalà(Sadusmorhua): 
sorta  di  pesce,  per  Merluzz.  V. 

BACCHETT.  Bacchetto  —  Spoletto  : 
filo  di  ferro  in  cui  è  infilzato  il 
cannello  {spoetila)  nella  spola 
(navisella)  —  Sorcolo,  Marza:  il 
ramoscello  domestico  munito  di 
gemme,  che  si  taglia  da  un  al- 


bero per  annestarlo  nel  selva- 
tico —  Vimine  :  la  vermena  {ver- 
bena)dei  vinco  {sares  gorin), spe- 
cie di  salice,  di  cui  si  fanno  pa- 
nieri e  simili  —  de  rnenà-su  la 
Volt .  Mestatoio  —  Me.stolino. 

BACCHETT.  Battitore ,  Battiborra: 
arnese  fatto  di  più  funicelle  an- 
nodate da  ambi  i  capi  in  altret- 
tanti fori  di  due  regoli,  il  quale 
serve  per  batter  la  borra  —  de 
candir  .Forme  da  candele  — eie? 
contrabof\'ettJ  Contrafortini. 

BACCHETTA.  Bacchetta  —  de  fer^ 
Bacchetta  di  ferro:  come  quel- 
la, per  esempio,  ripiegata  in 
gancio  (rarnpin)  ai  due  capi, 
per  appendervi  le  tende  o  altro 

—  Bacchetta  dì  veder J  Bacchetta 
dei  vetri:  ogni  regolo  orizzon- 
tale, nello  sportello  (antin)  tra 
il  regolo  da  capo  e  quello  da 
piede  ,  a  uso  di  tenervi  i  vetri 
incastrati  —  del  fi(,silJ  Bacchetta 
del  fucile  —  Bacchetta  di  ferro: 
quella  per  misurare  la  capacità 
di  un  vaso  —  del  tambur^  Bac- 
chetta da  tamburo  —  de  la  ca- 
piaj,  Gretole  (  le  )  —  de  la  bicoc- 
ca,  Costole  —  de  materassèe, 
Scamato,  Vetta  —  de  batt  i  pagn^ 
Scamato  —  de  vescìiJ  Panione, 
Vergone  —  de  la  rócca,  Gretole 

—  del  telar,  Compostoj  —di  liss, 
Licciaroli  :  detti  pure  Lisciarceu 
o  Basgeritt  —  dei  morinell,  Per- 
nio del  torchio  —  del  pian  del 
torc,  Lastrine  del  dado  del  tor- 
chio —  del  temp,  V.  Asta  del 
temp  —  di  cavagn ,  Stecche  — 
del  va-e-ven  di  molin  de  seda, 
Barbini  :  ferretti  ripiegati  in 
gancio  (inzetta)o  maglia,  pian- 
tati negli  andivienl  (va-e-ven), 
e  pei  quali  passa  la  seta  che 
va  ad  inasparsi  sulle  rocchelle 


BAC 


31 


BAD 


(rocchett)  —  auche,Barbini  della 
trattura:  fili  di  ferro  piantati 
nell'  andivieni  (va-e-ven)  ,  a  un 
palmo  circa  di  stanza  dall'  al- 
tro, dalla  banda  di  sotto,  unci- 
nati inferiormente;  su  questi 
ganci  (rampin)  passano  i  fili 
che  vanno  a  innasparsi  in  due 
matasse  (asc)  sul  medesimo 
aspo,  dopo  di  essere  stati  più 
volte  incrociati  su  di  sè,  all'u- 
scire della  filiera  —  di  ma- 
cellar,, Bacchetta  :  è  di  ferro 
lunga,  che  i  macellai  ficcano  e 
rifìccano  tra  pelle  e  carne  da 
mezzo  ventre  alla  gola  delle 
bestie  macellate,  e  ciò  per  fare 
posto  all'aria  con  cui  si  gon- 
fiano per  di  poi  tamburarle  — 
del  parafanghi  Traverse  del  pa- 
rafango. 

BACCHETTA.  Scudisciare  —  Misu- 
rare colla  bacchetta:  la  capa- 
cità d'un  vaso,  ecc. 

BACCHETTADA-  Bacchettata. 

BACCHETTÉE.  Bacchettone:  chi  ar- 
mato di  bacchetta  avviava  alla 
dottrina  cristiana  i  piazzuoli,  o 
in  contado,  desta  con  essa  chi 
dorme  in  chiesa,  toccandolo 
leggermente  —  Ramarro  :  chi  ha 
cura  che  le  processioni  vadano 
con  ordine.  In  Toscana  dicono 
ramarro  perchè  colui  è  vestito 
di  verde,  com'è  verde  il  ra- 
marro (ghezz);  tra  noi  è  vestito 
di  rosso.  Dovremmo  chiamarlo 
Gambero  cotto. 

BACCHETTITT  DE  BRUSÀ.  Bruciaglia. 

BACCHETTONA.  Bacchettona:  don- 
na che  in  contado  con  una  lunga 
bacchetta  suol  destare  in  chiesa 
colei  che  dorme  in  tempo  di  pre- 
dica, messa,  e  simile,  toccando- 
la leggermente. 

BACCIACCOJ-  Ciondoli:  orecchini  e 
ornamenti  degli  oriuoli,se  gran- 
di assai  e  goffi. 

BACIACCOL.  Bischeraccio  ,  Bische - 
rello  :  uomo  tra  il  grullo  e  il 
giucco. 

BACIACCOL.  Bozzacchione:  per  sim. 
le  poppe  vizze  delle  donne. 

BACIAZZA,  BACIACCIA.  Grassume: 
quei  resti  di  grasso  che  si  rac- 
catta dalle  casseruole,  dai  piatti 


prima  di  rigovernarli,  e  di  che 
si  fa  il  sapone  —  per  Boggion  e 
Conca  di  piatta  V. 

BACICCIA-  Baciocco,  Rapa:  di  sem- 
pliciotto, sciocco. 

BACIOCCA.  Dama,  Gea  :  ragazza 
amoreggiata,  e,  almeno  in  ap- 
parenza, con  fine  non  reo. 

BACIOCCA.  Sciacquattare  —  Ten- 
tennare. 

BACIOCCH-  Bambolino  —  Bamboli- 
na  —  Damo,  Geo,  Amoroso  — 
Cara  el  me  bacciocch  !  Ciocio, 
Ciocia,  Ciocino  ,  Ciocino  mio!: 
parole  di  amore. 

BACIOCCH  E  BACIOCCHIN  DE  FRÀA- 
Strallòggi,  Stalloggi  (Aristalò- 
chia  clematitis):  pianta  pe- 
renne, rampicante,  medicinale; 
fa  in  Italia. 

BACOL.  Broccolo,  Bacocco:  diuo- 
mo stupido. 

BACUCCA.  V.  Veggia. 

BACUCCH.  V.  Vece. 

BADA  (VESS  IN).  Essere  socchiuso, 
V.  Amia. 

BADA.  V.  Amba. 

BADALUCCHrCHÉRI.  Baccano— Rob- 
ba  a  badalucchi  Roba  a  carra, 
a  barelle,  a  iosa. 

BADÀN-  Bamboccio. 

BADÀN.  Campanone  :  accr.  di  Cam- 
pana. 

BADÉE.  Pàpero:  persona  da  nulla 
—  Cucciolo:  persona  inesperta 
e  semplice. 

BADERÒN.  Ciocco ,  Scempione  , 
Tronco:  di  persona  balorda, 
stupida,  dappoco. 

BADI-  V.  Bai. 

BADILA.  V.  Bajra. 

BADILÒN  (GODÈSSELA  A).  Darsi  tem- 
pone  ,  Coccolarsi  —  Toeu  i  coss 
a  badilon^  Fare  a  casaccio. 

BADIN.  Operante  alla  bassa  del 
Milanese.  Il  contadino  che  in 
alcune  stagioni  dell'anno  scende 
dall'  alto  Milanese  ad  ajutarci 
nei  lavori  agra»j  della  pianura. 
La  voce  trae  da  Badi,  Bai  V. — 
e  V.  Bassirceu,  Pontiroeu. 

BADINN  Penne:  quelle  di  struzzo, 
o  bianche  o  nere  o  d'  altro  na- 
turale colore,  e  talora  anche 
tinte  dall'  arte,  parlando  d'ab- 
bigliamento donnesco. 


BAD  32  BAG 


BADlRffiULA  (VESS  IN).  Essere  soc- 
chiuso. V.  Amba. 
BAFF  (NO  Di  NE  BIFF  NE).  Non  far 

uè  motto,  riè  totto;  non  zittire, 
star  cheto. 

BAFFI.  Baffi—  Tira  su  ì  baffi.,  fig. 
V.  Bar  bis  {Tira  su  i)—  Vun  cònt 
i  barbis.  V.  Barbellato. 

BAGA-  Otre  —  Ventre,  Pancia. 

BAGAGG.  Bagaglio. 

BAGAGGELL.  Botto ,  Bodacchino 
(Rana  bombina):  rettile  anfibio. 
11  crèpaud  pluvial  dei  Francesi 
—  per  nanna  (giuoco).  V. 

BAGAGGELLA.  V.  Ranna  san  Peder. 

BAGAGGÉRI.  Bagagliume. 

BAGAGGM-  V.  Bagaggell  e  Ranna 
(giuoco).  V. 

BAGAJ,  BAGAJA.  Fanciullo,  -la,  Ra- 
gazzo, -za  —  Deventà  on  bagaj, 
Infanciullire  —  On  facchinott 
d'on  bagaj,  Un  ragazzone  —  On 
facchinott  d'  ona  bagaj  a  J  Una 
mastiona,  Una  mastiotta. 

BAGAJADA.  Fanciullaggine  —  Ra- 
gazzata —  Bambinata  —  Fa  di 
bagaj  ad  ,  Far  a1  bambini,  alle 
mammucce. 

BAGAJARIA.  V.  Bardassarìa. 

BAGAJOTT.  Figliuolone. 

BAGASCIA-  Sbevazzare,  Sbevac- 
chiare. 

BAGASGIADA.  Sbevazzamelo. 

BAGASCIONI.  Bevo  ne. 

BAGATELLA.  Bagattella,  Chiappo- 
leria,  Bajuca:  cosa  che  non  ha 
valore  o  poco  —  Bottello:  ogni 
breve  lavoro  di  composizione 
tipografica,  che  non  formi  pa- 
gina intera  e  perciò  sia  da  .es- 
ser impresso  con  un  solo  botto. 

BAGATT-  Ciaba:  per  celia,  il  cia- 
battino. Diciamo  eaicìieBorgna— 
Bagatto:  il  primo  di  tarocchi  — 
Scarta  bagatt,  fig.  Far  uno  spro- 
loquio: sfogarsi  parlando  a  lun- 
go —  Dar  sulla  voce,  Darla  a 
mosca  cieca:  dir  in  viso  altrui 
il  fatto  suo  —  Vuotar  il  sacco  : 
dir  tutto  ciò  che  si  sa  d'altri  — 
Scoprir  gli  altarini.  V.  Altarin. 

BAGGER  (  GIUGÀ  AI).  V.  Legnett 
{Gitigà  ai). 

BAGHER-  Bàghero:  specie  di  ca- 
lessetto.  La'  voce  è  una  corru- 
zione del  tedesco  Wager. 


BAGHET7.  Otricello.   Anche  Man- 

teghett. 

BAGIÀo  BASA.  Bagiano.  Voce  colla 
quale  i  Bergamaschi  chiamano 
noi  Milanesi;  come  noi  chiamia- 
mo essi  Bortolì  «Avete  veduto 
quella  bella  bagiana  (Lucia) 
che  c'è  venuta?...  L'epiteto 
faceva  passare  il  sostantivo 
(Cap.  xxxvin).  »  Perchè  nel  con- 
tado rurale  del  Seprio  fra  l'Adda 
e  il  Ticino,  soggetto  ai  Milanesi, 
si  comprendeva  pure  la  Bazana 
verso  il  confine  bergamasco,  i 
Bergamaschi  ci  danno  il  so- 
prannome di  bagìani.  Anzi  chia- 
mano essi  Basà  tutta  la  pro- 
vincia milanese.  «  Si  marite- 
rebbe lei  a  Milano  ?:  diss'  io  a 
una  giovane  Capriatense.  —  Sul 
Basà?  domandò  lei. 

BAGIAN.  Baggiano:  uomo  sciocco 
e  da  nulla. 

BAGIOTT.  V.  Basgiott. 

BAGN.  Bagno  —  Tinozza  — a  man, 
Maniluvio  —  ai  pèe  o  gamb,  Pe- 
diluvio —  Fornel  del  bagn,  For- 
nello da  tinozza  o  Tubo  della 
tinozza  —  Quell  del  bagn,  Ba- 
gnante —  Mezz  bagn  ^  Mezzo 
bagno  —  Bagn  a  on  dit ecc., 
Bagnettino  —  Il  liquore  con  cui 
si  bagna  la  parte  lesa  dicesi 
Bagnolo  —  Tceu  i  bagn,  Far  i 
bagni,  la  bagnatura. 

BAGN-  Bagno  ,  Tinta:  dei  tintori 

—  de  campusc  ^  Tinta  di  cam- 
peggio —  frusta  Bagno  stracco 

—  guàa  di  guado  —  rosa^  di 
robbia  —  scoeuden^  di  scotano 

—  Bà  l'ultem  bagn^D&v  l'ultimo 
bagno,  l'ultima  mano:  colorire. 

BAGNA-  Intinto,  Sugo:  la  parte 
umida  delle  vivande. 

BAGNARCEU.  Bagnaiuolo  :  chi  serve 
coloro  che  si  bagnano. 

BAGNAZUPP.  V.  Assa  di  zupp. 

BAGNETTA  (GIUGÀ  A).  Fare  a  ri- 
piglino :  giuoco  detto  cosi  dal 
ripigliare  colla  parte  della  ma- 
no opposta  alle  palme  i  noc- 
ciuoli  o  sassuoli  o  le  monete 
che  si  sono  tirate  in  aria.  Di- 
cesi anche  Giugà  a  pedinna  o 
ai  ciappej. 

BAGNIFFA.  V.  Bagna. 


BAG  33  BAJ 


BAGNMARIA-  Bagnomaria:  scaldar 
che  che  sia  ,  tenendo  il  vaso 
immerso  nell'acqua  —  Tira  dent 
vun  a  bagnmaria,  fig.  Pigliar 
uno  in  mezzo:  ingannarlo  de- 
stramente —  Fà  a  bagnmaria^ 
fig.  Far  destramente  che  che 
sia. 

BAGNÒ.  Manovale  della  cola  (ba- 

gnoeuj. 

BAGNGSU.  Cola:  grosso  telajo  qua- 
drangolare, bislungo,  di  legno, 
a  rete  di  fil  di  ferro  (ramadin- 
na)  per  farvi  passare  la  cal- 
cina, onde  separarne  pietruzze, 
o  altra  mondiglia.  Dicono  anche 
Colett  —  per  Bagnò,  V. 

BAGNUSCÉRI  Fracidume. 

BAGNUSCIÀ  Bagnucchiare. 

BAGOGGIA  Tasca. 

BAGOLA  Pecorino,  Pecorina  :  ster- 
co di  pecora  —  Pillàcola:  ca- 
cherelli delle  capre  e  delle  pe- 
core, che  restan  loro  attaccati 
al  pelo  delle  natiche. 

BAGOLA-  Fandonia,  Fiaba,  Baja. 

BAGOLA  (FA  LA).  Far  il  granello, 
la  granigione:  il  granire  dellino. 

BAGOLA.  Scacazzare:  delle  peco- 
re, ecc. 

BAGOLA.  Battere  la  borra:  tremar 
dal  freddo. 

BAGOLA.  Sballare:  raccontar  fan- 
donie. 

BAGOLADA-  Sballata,  Sballatura. 

BAG0L0N,BAG0LISTA- Sballone:  che 
le  dice  grosse,  sbardellate  — 
Gridatore:  chi  schiammazzando 
grida  per  le  vie  a  vendere  frot- 
tole di  giornali,  o  simili  —  Ab- 
bondone:  chi  fa  la  frangia  a 
tutto,  sia  per  fine  indiretto,  sia 
pur  per  prurito  di  esagerare. 

BAGOLÒN  DEL  LUSTER-  Cantoniere: 
chi  sta  su  pei  canti  o  per  le 
piazze  a  spacciar  frottole  (bà- 
gol),  unguenti ,  e  simili  —  Ciar- 
livendolo:  venditore  di  ciarle, 
uomo  che  vive  dello  spacciar 
ciarle  e  fandonie  (bàgolj.  Que- 
sto bagolòn  del  luster  è  di  re- 
cente conio  ,  e  si  dice  di  questi 
cotali  che  smaniano  (bològnen) 
ai  gonzi  ceretta  (luster)  da  scar- 
pe, e  altro  su  per  le  piazze  o  ai 
canti  delle  vie,  schiammazzan- 

Banfi,  Voc. 


do,  gridando  —  Campanaccio  : 
fig.  di  cicalone  che  mai  non  fi- 
nisce di  dire. 

BAGÒN.  Beone,  Trincone. 

BAGORDI.  Crapula. 

BAGÒTTERA-  Cocciuola:  piccolis- 
sima enfiatura  cagionata  per  lo 
più  da  morsicature  da  zanzare, 
e  simili. 

BAI.  Badile  ,  Pala  di  ferro,  Pala 
bresciana,  Bresciana:  arnese  di 
ferro,  con  manico  di  legno,  che 
serve  a  cavar  fossati  e  levar 
dalle  stalle  il  tritume  del  con- 
cio, a  prender  rena,  e  simili, 
per  caricarne  corbelli,  carret- 
te, ecc.  Parti:  cassa,  Orecc, 
Ponta  —  Baloss  de  bai  V.  —  Fa- 
sti col  bai,  Spalare. 

BAI  DE  FffiUGH.  Pala  di  ferro: 
quella  che  usano  i  fornaciai  per 
raccorne  la  brage  nella  for- 
nace. 

BAI  DE  PRÀA.  Badile  da  prato  :  ha 
la  pala  assai  larga. 

BÀITA-  Baita,  Capanno  :  capanna 
da  montanari,  e  speciaLmente 
da  carbonari  montanini  —  Ca- 
sotto: specie  di  capanno  fab- 
bricato con  un  muro  a  secco 
(rnur  a  secch)  nei  paduli  e  nei 
laghi,  superiormente  scoperto 
ed  alto  tanto  da  giugnere  al 
collo  del  cacciatore  che  vede 
bene  senza  esser  visto ,  e  libe- 
ramente può  tirare  contro  i  ger- 
mani (germanott,  ecc.),  e  simili 
uccelli  —  Botte:  specie  di  ca- 
panni, che  negli  stagni  pongonsi 
in  terra  sfondate  da  un  lato,  e 
in  tal  maniera  interrate  che  il 
margine  della  parte  senza  fonda 
rimane  poco  superiore  allivello 
dell'  acqua  ;  il  cacciatore  eh' è 
nascosto  dentro  esse  dà  la  cac- 
cia agli  uccelli  —  Giaciglio: 
quel  letticciuolo  in  cui  dormono 
i  braccianti  (famej)  nelle  stalle 
delle  nostre  mandrie  —  per  Car- 
bonièra, spiazzoeu  o  Carbonin,*V. 
—  per  Cimbarda  e  Gabanna,  V. 

BAJ  Bajo  :  del  color  pendente  al 
rosso  dei  cavalli  e  dei  muli. 

BAJA-  Baja,  Burla—  Giugà  de  ba- 
ja, Far  di  nulla,  Non  far  di 
buono. 

3 


BAJ 


34  BAL 


BAJÀ.  Abbajare  —  Latrare  —  fig. 
Gridare,  Schiamazzare  —  adrée 
a  vun,  Sgridarlo. 

BAJ  AD  A.  Sgridata. 

BAJ  AFFA.  Anfanare:  affoltar  pa- 
role senza  venir  a  una  conclu- 
sione —  Appaltare:  ammazzar 
con  parole. 

BAJAFFADA.  Affollata  :  discorso 
soverchio,  precipitato,  confuso. 

BAJAFFÉE,  BAJAFFON.  Appaltone, 
Chiassone  —  Millantatore. 

BAJETTA-  Bajetta:  sorta  di  panno 
leggiero  con  pelo  accotonato. 

BAJETTON-  Bajettone:  specie  di 
sottigliume  di  lana. 

BÀJLA.  Balia,  Nutrice  —  Madre 
del  rilevato  (bajlottell)  —  Tira 
a  cà  on  flceu  de  bajla,  Ripren- 
dere o  Levare  un  bimbo  dalla 
balia  —  Baila  succia,  Balia  che 
non  ha  o  non  ha  più  latte. 

SAJLÌ.  Balire  —  per  Latta,  V 

BAJLIDURA.  Baliatico  :  la  mercede 
che  si  dà  alla  balia  —  Allattai 
mento. 

BAJLOTT.  Balio  —  Padre  del  rile- 
vato (bajlottell). 

BAJLOTTA.  Baliona. 

BAJLOTTELL  Rilevato,  Allievo:  il 
bimbo  ch'è  allattato  dalla  balia. 

BAJON.  V.  Bajaffon. 

BAJONETT.  Gangheri:  due  pezzetti 
di  ferro  o  d1  altro  metallo ,  cia- 
scuno piegato  in  mezzo  a  guisa 
di  un  anello,  che  inanellati  in- 
sieme servono  per  congiungere 
i  coperchj  delle  casse  e  degli 
armarj,  e  simili  arnesi,  che  so- 
pra essi  si  volgono. 

BAJONETTA.  Baionetta  —  Avegh  i 
bajonett  ai  fianch,  o  sotti  bajo- 
nett, fig.  Aver  la  picchierella: 
avere  una  fame  che  la  si  vede 
—  Mett  baionetta  in  canna,  in- 
nestare la  baionetta  —  Parti: 
Manegh,  Fassetta,  Tonta,  FU , 
Lama. 

BAJRA.  Pala  di  ferro:  specie  di 
badile  largo  e  che  ha  il  lato 
che  scava  riquadrato. 

BAJRADA.  Palata:  tanta  roba  quan- 
ta cape  sul  badile  (bai),  sulla 
pala  di  ferro  —  Colpo  di  pala  di 
ferro  (bajra)  o  di  badile  (bai)-, 

BAJRESSA.  Palona:  specie  di  ba- 


dile ( bai) ,  larga  assai  e  riqua- 
drata. 

BAJRETTA-  Paletta:  specie  di  pic- 
colo badile  che  usano  i  nostri 
ortolani. 

BAJRON.  Cucchiaia:  specie  di  pala 
(bajra)  ricurva,  con  orlo  a  cas- 
setta da  tre  lati,  e  impiantata 
in. un  manico  di  legno  un  po'  e- 
lastico  e  lungo  oltre  sei  metri, 
di  cui  si  fa  uso  per  scavare 
sabbia  nelle  cave  di  sabbione 
e  nei  fiumi,  e  anche  per  cavar 
fango,  ghiaja  (gèra).  ecc. 

BAJRÓN-  Arenajuolo,  Renajuolo: 
chi  scava  colla  cucchiaja  (baj- 
ron)  sabbia,  fango  e  simili. 

BALABIOTT.  Gufo  salvatico  (Strix 
aluco):  uccello  di  rapina;  dorso 
cenerino  con  larghe  fascie  lon- 
gitudinali, e  delle  traversali 
strette  e  ondulate,  nere;  coda 
rotondata;  iride  nera;  abita 
sempre  i  boschi;  nel  giorno  sta 
nascosto  tra  rami;  il  verso  che 
fa  dicesi  bubbolare.  Dicesi  an- 
che: Lorocch,  Orócch ,  Orlócch. 

BALABIOTT.  Bruco  della  vite  (Cur- 
culio  bacchus):  insetto  azzurri- 
no. Dicono  anche  Borsa,  cure, 
Malbiàs ,  Malbecch  —  fig.  Fi- 
schione :  di  persona  senza  de- 
naro e  guitta  —  per  Badèe,  v. 

BALANDRA.  Voltafaccia:  manca- 
tor  di  parola. 

BALANDRAN.  Palandrano  —  fig. 
Badèe,  V. 

BALAMSlé.  V.  Bilancier. 

BALANZA.  Bilancio,  Equilibrio. 

BALANZA-  Bilancia.  Parti:  Asta, 
Giùdes ,  Forcella  del  pollez , 
Squell,  Segn. 

BALANZA-  Bilancia:  pezzo  di  le- 
gname fermato  sul  timone  delle 
carrozze,  sostenuto  da  due  pun- 
toncini  di  ferro,  a  cui  sono  rac- 
comandati i  bilancini  (balan- 
zitt).  Parti  :  Camber_,  Giongorin^ 
Fonsg  de  fer  Tirant  Pontej 
di  tirant. 

BALANZA.  Bilancia  :  rete  quadrata 
da  pescare,  la  cui  corda  che  la 
regge  chiamano  Sferzina  —  Di- 
cono anche  Casciafond. 

BALANZIN.  Bilancino  ,  Bilancetta 
—  de  Vor^  Bilancette  :  quelle  che 


BAL  35  BAL 


tengonsi  in  una  cassettina  di 
legno,  insieme  con  minuti  pesi, 
onde  pesare  le  monete  d'oro,  e 
anche  le  gemme —Bilancia  del- 
l'orafo o  dell'oro:  piccola  bi- 
lancia con  cui  si  pesano  minu- 
terie d'oro  e  d'argento,  gemme, 
perle,  e  simili,  e  anche  monete 
d'oro.  Dicono  anche  Somella. 
BALANZIN-  Bilancino:  ognuna  di 
quelle  traverse  per  lo  piùtonde, 
alle  quali  sono  attaccate  le  ti- 
relle delle  carrozze  —  Vessvun 
a  stanga  e  l'alter  a  balanzin^ 
Esser  macchiato  d'una  stessa 
pece:  aver  i  medesimi  difetti  o 
colpe. 

BALANZIN  per  BilancierJ  V. 

BALANZIN  DE  CÉPOL.  V.  Casson. 

BALANZINÉE.  Bilancialo. 

BALAUSTE!*.  Balaustro. 

BALAUSTRA.  Balaustrata. 

BALB  Barbio  (Cyprinus  barbio): 
pesce  d'acqua  dolce;  due  bar- 
bette al  naso  e  due  agli  angoli 
della  bocca,  carne  per  lo  più 
grossolana  e  insipida  ;  teme  il 
freddo  e  il  caldo.  Barbaja^ 
chiamano  la  rete  da  pescare  i 
barbi. 

BALCÀ.  Spiovere. 

BALDUCCHIN-  Balducchino  —  del 
lettJ  Sopraccielo  del  letto. 

BALÉE,  BALISTA.  V.  Bagolon. 

BALENNA  (BACCHETT  DE).  Stecche 
di  balena  —  I  al  de  balenna^  Le 
barbe  di  balena  —  Oss  debalen- 
na  Ossi  di  balena  —  Stecch  de 
balenna^  Stecchette  di  balena. 

BALENNA  (VESS  IN  CÀ).  Balenare: 
FiG.  quell'ondeggiare  che  fa  chi 
non  si  può  sostener  in  piede  per 
ebrezza  massimamente.  Quel  ba- 
lenna  viene  forse  da  baleno. 
Ora  diciamo  Vess  in  gajinna. 

BALENZA.  V.  Scocca  (Dóndolo). 

BALESTRA.  Balestra:  Tassicina  in- 
canalata nel  vantaggio  (avan- 
tagg)  del  compositore  {composi- 
tori dei  caratteri. 

BALESTRERÀ.  Feritoja ,  Archibu- 
siera:  apertura  alta  e  stretta 
nei  muri,  per  trarre  archibusate, 
applicabile  anche  a  cannoni, 
balestre,  ecc. 

BALETTA.  Pallina:  piccola  palla 


—  Girella:  specie  di  ruota  di  le- 
gno o  di  metallo,  imperniata  gi- 
revolmente nella  staffa  di  fer- 
ro, e  sulla  cui  periferia  è  inca- 
vata la  gola  per  allogarvi  la 
fune,  con  la  quale  tiran  robe 
per  lo  più  dal  basso  in  alto  — 
Pallino:  spinetta  con  un  cape- 
rozzolo  sagomato  d'osso  o  di 
metallo  che  si  usa  a  mo'  di  bot- 
tone nelle  carrozze,  ecc.,  per 
maniglia  —  Dado:  cubetto  di 
ferro,  di  varia  forma  che  ha  in 
sè  un  foro  a  madrevite,  il  quale, 
invitato  su  chiavarde,  spine,  a- 
guti  a  spira,  ecc.,  serve  a  for- 
marli. È  diverso  del  salett —  de 
s' cìoppirceul J  Bolla  del  vajuolo 
salvatico  —  di  cavèjj  Ceretta  o 
Cera  da  capegii:  mistura  da 
varie  maniere  con  che  si  am- 
morbidiscono i  capelli  —  dì 
scarpj,  Ceretta  o  Cera  da  scarpe 
o  stivali  :  mistura  nera  con  la 
quale  si  lustrano  i  calzari  di 
pelle. 

BALIN.  Pallino  :  la  palla  bianca 
minore  delle  palle  (bili)  con  che 
si  fa  al  bigliardo,  che  dicesi 
anche  casin  —  Mett  el  balin  o 
casin  j,  Acchitare  il  pallino 
Pallino,  Lecco,  Grillo:  la  minor 
palla  del  giuoco  alle  bocce 
(bogg) ,  detta  anche  Boggin 
Andà  a  balin  j  Accostarsi  al 
lecco  —  FiG.  Andar  in  fumo: 
svanire  —  Avè  balin  in  nian^ 
fig.  Aver  la  palla  in  mano:  aver 
in  sua  potestà  che  che  sia  — 
Ciappà  o  Tocca  balin,,  fig.  At- 
taccare un  mercato:  rumoreg- 
giar cicalando.  V.  in  Balla  — 

—  Mira  :  segno  stabile  nella 
parte  superiore  della  canna 
del  fucile  ,  presso  la  bocca,  nel 
quale  si  fìssa  1'  occhio  per  ag- 
giustare il  colpo  —  Mira:  nei 
fucili  a  due  canne,  è  nel  nastrino 
fra  l'una  e  l'altra  canna,  e  ser- 
ve per  amendue,  stante  la  con- 
vergenza dei  due  assi  —  Mira: 
quella  semplice  curvatura,  sulla 
culatta  della  canna,  a  modo  di 
canale  per  raccogliere  e  mirare 
il  raggio  visuale  —  de  s'cìopPj 
Pallini. 


BAL  36  BAL 


BALIN.  Saccone:  letto  dei  prigio- 
nieri —  Canile  :  cattivo  letto  — 
Balletta  :  piccola  balla  di  merci 
—  per  Tombon  de  gaietta  V. 

BALL.  Ballo  —  maschè  ^  Ballo  in 
maschera  —  butfJ  buffo  —  seri., 
serio,  ecc. 

BALLA-  Palla,  Globo,  Sfera,  Mela  — 
Fa-su  in  d'una  balla  _,  Appal- 
lottolare. 

BALLA-  Palla  —  Cìappà  la  balla 
al  foolJ  fig.  Cogliere  la  palla 
al  volo  —  Intender  le  cose 
per  aria  —  Giugà  a  la  balla  ^ 
Fare  o  Giuocare  alla  palla  — 
Dà  de  botta  a  la  balla^  Dar 
di  colta  alla  palla  o  Rimet- 
tere o  Dare  la  palla  di  posta: 
batterla  prima  che  balzi  inter- 
ra —  fig.  intender  a  mezz'aria: 
da  pochi  indizi  o  parole  —  Falla 
longa  o  curta  la  balla  j  Mandar 
la  palla  lungo  o  corto:  man- 
darla troppo  lontana  o  troppo 
vicina  —  Cor  sott  a  la  balla ^ 
Andare  alla  palla  —  Dagh  a  la 
balla,,  Dare  alla  palla  o  Battere 
la  palla  —  Falla  la  balla,,  Far 
fallo  o  Fallire  la  palla  —  Lassa 
minga  el  temp  de  dà  a  la  ballaJ 
Rompere  il  tempo  —  Impedì  de 
fa  el  giceugh  de  la  balla  j  Rom- 
per la  palla  —  Mett  su  la  ballaJ 
Mandare  la  palla  —  Giugà  a  la 
balla  in  sbiesSj  Trinciare  la 
palla  —  Dà  con  la  man  roversa 
a  la  balla Far  un  rovescione, 
o  rovescio,  a  manrovescio  — 
Rimett  la  balla  Rimetter  la 
palla:  ripercuoterla  o  di  posta 
{de  botta)  o  di  balzo  (sbalz), 
quando  l'avversario  le  ha  dato 
•—  Y.  Battuda^  Rimessa^  Sbalot- 
tà j  Campis  e  Campanini  Rac- 
chetta J  TamborellJ  Balon.  Il 
luogo  da  giuocare  alla  palla 
dicesi  pallajo  —  Chi  è  bravo  a 
giuocare  alla  palla  dicesi  pal- 
lerino  —  Pallottolajo  chiamano 
il  tettino  su  cui  il  mandatore 
deve  far  balzare  la  palla,  e  an- 
che il  luogo  ove  si  fa  un  tal 
giuoco  —  Vess  de  balla^  Fig. Es- 
ser di  balla:  d'accordo  —  BallaJ 
per  Ciocca,,  V. 

BALLA.  Palla.  Edilìzio  composto 


di  alcuni  pilastri  sostenenti  un 
largo  tettaccio  soverchiato  da 
una  palla  [balla).  Sotto  questo 
portico  tenevasi  tre  volte  per 
settimana  il  mercato  del  cacio, 
dei  polli,  del  burro,  dell'olio, 
ed  erano  occupati  in  esso  molti 
facchini,  detti  oggi  pure  Fac- 
chini della  balla.  Ora  il  mercato 
n'è  alla  piazza  della  Vetra;  e  la 
via  dov'era  chiamata  di  S.  Am- 
brogio in  solariole  (  da  certe 
torre  dette  solai),  poi  di  San- 
t'Ambrogio alla  Palla  j  dal  1859 
è  detta  via  di  San  Maurilio. 
Così  con  incredibile  vandali- 
smo dai  gran  savi  d'oggidì  si 
cancella  ognimonumento  di  sto- 
ria patria.  —  Andà  in  balla^  An- 
dar al  mercato  del  burro,  ecc.: 
dicono  tuttora  i  nostri  bottegai, 
sebbene  vadano  alla  Vetra,  e 
prima  andavano  al  così  detto 
Cassinott  de  l'Ospedàaj  v. 
BALLA.  Palla:  pezzo  di  piallacela 
(terra  de  vas)  alquanto  roton- 
dato colle  mani  che  corrisponde 
alla  grandezza  del  vaso  che  il 
vasellaio  (piattèe)  vuol  fare; 
essa  vien  posta  sul  tagliere 
(lajèe)  della  ruota  (rosuda),  an- 
nesso al  banco  (bandi)  —  Quella 
pallottola  d'oro  o  d'argento,  ec. 
che  si  ricava  dalla  calce  o  da- 
gli ori  di  cornici  macinati  e 
depurati  per  forza  di  mercurio 

—  La  parte  più  dnra  che  gli 
scarpellini  trovano  in  alcune 
pietre  come  il  nocchio  (noeud) 
nel  fusto  degli  alberi. 

BALLA-  Panzana,  Fandonia  —  Ca- 
scia ball  o  Pettà,  Dar  panzane, 
baggiane  —  Dà  la  balla,  Sojare, 
Dar  la  soja  —  Taccà  ball,  Ap- 
piccar l'arpione:  innamorarsi 

—  Taccà  balla ,  Attaccar  1'  am- 
polletta: entrare  in  un  ragiona- 
mento e  non  lo  finir  mai  —  Rom- 
pere lo  scilinguagnolo  (el  pez- 
zozu),  Mettere  la  lingua  o  ilbecco 
in  molle:  cominciare  a  parlare. 

BALLA-  V.  Boggia,  sig.  2. 

BALLA  per  Biglia,  V. 

BALLA.  Stoppaccio,  Stoppacciuolo: 
battuffolo  di  stoppa  che  mettono 
i  fanciulli  nei  loro  schizzetti. 


BAL 


37 


BAL 


BALLA.  I  lavoratori  del  cacio  gra- 
none chiamano  cosi  quel  pò  di 
caglio  (cagg),  appallottolato  [fàa 
sù  in  balla)  che  tengono  in  serbo 
(a  quei  modo  che  si  fa  del  lie- 
vito {levàa)  pel  pane)  come  nor- 
ma della  dose  da  impiegarsene 
ogni  volta  che  ne  fabbricano 
una  forma,  però  coi  dovuti  ri- 
guardi di  svario  che  la  quan- 
tità e  la  condizione  del  latte 
viene  di  volta  in  volta  esigen- 
do —  Perd  la  balla,,  fig.  Dicesi 
di  quel  burrajo  {casèe)  che  smar- 
risce il  buon  ordine  del  fare  il 
cacio. 

BALLA.  Ballare  —  Danzare  —  Ca- 
rolare, V.  Pass  —  Balla  beli.  Di- 
cesi per  celia  d'una  danzatrice 
che  balli  poco  bene,  ma  sia  ap- 
plaudita per  la  sua  avvenenza 

—  Essere  in  campo,  in  mezzo, 
in  ballo:  di  persona,  arnese, 
roba,  argomento  che  sia  sempre 
tirato,  a  così  dire,  per  i  piedi  — 
Dondolare,  Ballare, Tentennare, 
Scrollare  —  Ballare  :  dicesi  del 
pericolare  alcuna  carta  in  certi 
giochi, come  dicalabrache, della 
balocca,  di  tresette  scopertole. 

—  Battere  :  parlando  d'oscillare 
di  prezzi  —  La  balla  lì  sui  trej 
tre  e  cinqu  centesern.,  Ella  batte 
fra  le  tre  lire,  e  le  tre  e  cinque 
centesimi  —  Piegare,  Volgersi  — 
Vuj  vedè  come  la  ballaj  Voglio 
vedere  come  ella  si  volga,  o 
come  pieghi. 

BALLABONTEMP.  Buontempone. 

BALLA  DE  CANON,  DE  REVOLVER , 
DE  PISTOLL,  DE  SCIOPP.  Palla  da 
cannone,  da  rivolvero,  da  pi- 
stola, da  fucile  o  schioppo  —  Fa 
doma  de  s'eiopp  ^  fig.  Far  sole 
caccole:  essere  stitico. 

BALLA  DE  PIOMB.  Piombajuola. 

BALLA  DE  RAMAI.  Nome  del  com- 
plesso di  quelle  ciotole  gregge 
di  rame  che  vengono  dal  ma- 
glio {maj)  accartocciate  L1  una 
su  l'altra  a  mo'  di  cipolle,  che 
poscia  si  svolgono  per  lavo- 
rarne gli  utensili  di  varie  gran- 
dezze e  forme.  Parti:  Bocca  o 
ZenaJ  sponda  Filett  _,  Fond  o 
cuu,  Mader  de  fazura*  Sottma- 


deTj  e  talora  BastardonJ  Fioeulj 
e  talora  Garb*  Mader  dedenter, 
Orecc. 

BALLA  (PAGA  LA).  Lo  stesso  che 
Sciavatta  (Paga  la). 

BALLARIN-  Ballerino  —  fig.  Fra- 
schettina  —  de  corda j  Ballerino 
da  corda,  Funambolo. 

BALLARINNA.  Ballerina. 

BALLARINNA  per  Bovarinna.  V 

BALLASCIÀ.  Ballonzare  —  Ballon- 
zolare —  Ballonchiare. 

BALLAVO.  Cavalcavia  fatto  a  bal- 
latojo. 

BALLOGRAFIA-  Panzane  —  Bag- 
giane, 

BALLOGRAFO-  V.  Balie. 

BALLETTA.  Palletta  —  Pallina. 

BALLCEURA  per  Bovarinna.  V . 

BALL  MARSC-  Quei  di  Melzo,  di  Li- 
scate,  di  Settala,  paesi  del  no- 
stro contado  ad  est,  e  altri  nei 
dintorni  chiamano  cosi  certi 
globuli  di  ferro  idrato  pisolitico 
che  si  veggono  sparsi  per  le 
loro  campagne  e  sono  affini  al- 
l'argilla ferruginosa  {Ferretti.) 
d'altre  parti  del  Milanese. 

BALL  ROMANN-  Questa  locuzione 
origina  dalle  scuole  classiche, 
nelle  quali  si  imparano  tutti 
quei  miracoli  di  valore  ,  di 
lealtà  e  slealtà,  ecc.,  che  si  leg- 
gono nella  Storia  Romana:  mi- 
racoli dei  quali  scrissero  uo- 
mini dottissimi,  e  che  oggi,  uno 
strano  pirronismo  vorrebbe  can- 
cellare dall'immortalità. 

BALOAR.  Passacordone :  spran- 
ghetta  d'  ottone ,  presso  la  cui 
estremità  è  un  battente  che 
spinge  lo  spago ,  quando  tra 
esso  e  il  cappello  è  introdotta 
l'estremità  assotigliata  dell'ar- 
nese, e  questo  è  menato  in  arco 
contro  la  fascia  del  cappello, 
quando  è  posto  sulla  forma. 

BALOCCA  (GIUGÀ  A  LA).  Far  alla 
balocca  :  si  fa  coi  tarocchi  in 
due,  in  tre,  in  quattro  ed  anche 
in  sei.  Somiglia  al  gioco  di  ca~ 
labrache  colle  carte  da  tresette. 

BALOCCH.  Balordo,  Balocco. 

BALOCCH.  Arenaria  fragile  che  si 
incontra  nei  massi  di  quella 
pietra  che   si  traggono  dalle 


BA.L 


38 


BAL 


cave  di  Vigano;  e  talora  vi  è 
commista  colla  Marsciura^  v. 

BALCEUS.  V.  castegn  a  less. 

BALON.  Pallone  —  Giugà  elbalonj 
Fare  al  pallone  —  Bagh  al  ba- 
lonj  Buttare  il  pallone  o  Dare 
al  pallone  —  Bagh  de  botta  J 
Dargli  di  posta  o  di  colta,  o  Ri- 
mettere il  pallone  di  posta  — 
Ciappall  al  voL  Coglierlo  al  volo 
—  Fall  longh  o  curt^  Mandarlo 
lungo  o  curto  —  Cor  sott  al 
balorij,  Andar  al  pallone  —  Falla 
el  ballon^  Fallire  o  Far  fallo  — 
Lassà  minga  el  temp  de  dà  al 
balorij  Rompere  il  tempo  —  Im- 
pedì de  fa  el  giceugJ  Rompere  il 
pallone  —  Mett-su  el  balon.,  Man- 
dar il  pallone  —  Giugà  in  sMessJ 
Trinciare  il  pallone  —  Dagh  el 
brazzal  a  la  roversaJ  Far  un 
rovescione  —  Rimett  el  baione 
Rimettere  il  pallone  —  Gioeugh 
del  balon  ^  Pallottolajo  —  v. 
Balonàro  Battuda_,  Rimessa,, 
Sballotà  CampiSj  Campanini 
Spalla,,  Cordino  Mezzine  DamaJ 
VoladaJ  siringa,,  Br azzai  e  Cac- 
cia J  Balonatt '_,  Balla  Mandar 'in  _, 
Battidor^  Vada. 

BALON.  Storta:  vaso  per  lo  più 
di  vetro ,  fatto  a  foggia  di  bot- 
tiglia ricurvata  in  sè  stessa  per 
la  lunghezza  del  collo;  se  ne 
servono  gli  orefici,  ecc. 

BALON.  Ballone:  quello  di  fìl  di 
ferro  e  di  bambagia  che  bru- 
ciasi in  chiesa  in  certe  solen- 
nità —  Pallone  diretto  o  volan- 
te: quello  che  pieno  d'un  fluvido 
più  leggiero  dell'aria  s' innalza 
nell'atmosfera.  Andreani  Paolo, 
a  Moncucco  ,  sulla  strada  ber- 
gamasca, nel  1788,  ardi  primo  in 
Italia  avventurarsi  ad  un  volo 
aerostatico.  Lanternone,  Rifì- 
colona  ,  Fanale  di  foglio  :  pal- 
lone di  carta  con  entro  can- 
dela o  moccolo  acceso  di  cui 
si  fa  uso  nelle  luminarie  — 
V.  Trasparente  Balonìn. 

BALON.  Rilievo,  Rilevo:  quello  che 
avanza  alla  mensa  e  che  tocca 
al  servitorame. 

BALON  per  Coreghi  sig.  4  V. 

BALONARO.  Palloniere,  Pallonaio; 


colui  che  gonfia  i  palloni  da 
giuoco. 

BALONATT.  Pallonaio:  chi  fa  e 
vende  palloni  di  giuocare. 

BALONIN.  Palloncino. 

BALONIN.  Pallonciero  ,  Palloneie- 
re  :  nome  di  certi  piccoli  reci- 
pienti di  foglio  per  lo  più  colo- 
rito,  accomodati  in  guisa  da 
tenervi  entro  il  lume  e  che  si 
adoperano  in  occasioni  di  pub- 
bliche luminarie. 

BALONISTA.  Areonàuta:  chi  si  in- 
nalza con  palloni  diretti  nell'a- 
ria —  per  Bagolone  V. 

BALORDA-  V.  Balordon. 

BALORDINNA.  Balordaggine. 

BALORDON.  Capogiro,  Vertigine, 
Giramento  :  offuscamento  di  cer- 
vello ,  che  ne  dà  a  stimare  che 
ogni  cosa  balli  —  Capistorno, 
Capogatto,  Vertigine  :  morbo  per 
lo  più  insanabile  per  cui  certe 
bestie,  assalitene,  girano  sem- 
pre dalmedesimo  lato, e  talvolta 
invece  camminano  stupide  per 
diritto,  oppur  colla  testa  alta, 
ma  vacillano  sulle  gambe  e  pare 
vogliano  trottare. 

BALORDON.  Spranghetta  :  dolore 
alla  testa  cagionato  dal  troppo 
ber  vino  —  Vegh  el  balordon* 
Essere  spranghettato. 

BALORES.  V.  Vacchetta sig.  5. 

BALOSS-  Rompicollo ,  Furfante  — 
Ciaccherino:  scapestrato  —  Ba- 
loss  fàa  e  finii  e  Birbante  nato 
e  sputato  o  finito  —  Avegh  del 
balosSe  Puzzar  del  birbone  — 
Faccia  de  balosSe  Ceffo  di  tristo. 

BALOSS.  Ossa,  Ossi  (per  celia)  — 
per  Balossittj,  v. 

BALOSSADA.  Bricconata. 

BALOSSADELLA.  Tiro  da  traforello. 

BALOSSAJA.  Canaglia  —  A  toeulla 
cont  la  balossaja  V  è  on  cattiv 
fàj  Con  la  canaglia  è  un  cattivo 
pigliarsi. 

BALOSS  DE  BAI,  o  BADILA  o  BAÌRA. 
Palajuolo,  Spalatore:  chi  fa  la- 
vori colla  pala  di  ferro  {bajra) 
o  col  badile  {bai)  a  giornata. 

BALOSSITT-  Ossicini,  Osserelli,  Os- 
setti  —  Vivanda  d'ossicini:  di 
porco,  di  vitello,  ecc. 

BALOSSON.  Tocco  di  briccone. 


BAL  39  BAN 


BALOTT-  Ballone:  grossa  balla  di 

lana,  e  simile. 
BALOTTA.  Barbogio:   di  vecchio 

che  non  ha  più  intero  ildiscorso 

—  Deventà  balottaJ  Imbarbogire 

—  Vess  balotta^  Rimbarbogire. 
BALOTTÀ.  Abballottolare  :  mandar 

a  partita  ,  a  voti  —  per  celia, 
Abballottolare:  forbottare  alcu- 
no ,  o  piuttosto  stuzzicarlo  , 
scuoterlo  :  non  picchiarlo.  Di 
leggiadro  bimbo  che  tutti  i  cir- 
costanti toccano,  accarezza- 
no, baciano,  si  dice  ch'eè  l'ab- 
ballottano. 

BALOTTÉRA.  Bossolo:  vasetto  da 
raccorre  i  partiti. 

BALOTTÉRA.  Pallottera:  specie 
di  tanaglia,  le  cui  bocche  sono 
due  mezze  sfere  cave ,  nelle 
quali  si  gettano  le  due  palle  da 
fucile,  e  simili. 

BALOTTIN.  Bindolo  :  chi  con  rag- 
giri tende  a  ingannare,  a  fro- 
dare altrui  —  Cascamorto:  di 
vecchio  galante  —  per  Ballin^ 
sign.  2. 

BALSAMIN.  Erba  S.  Giovanni,  Cac- 
ciadiavoli,  Perico,  Pilatro, Per- 
forata (Hypericum  perforatimi); 
erba  perenne;  fiori  con  tre  pi- 
stilli; foglie  bislunghe  ottuse 
con  punti  trasparenti,  come  se 
fosser  forati  da  spilli,  ed  in  cui 
si  contiene  un  olio  volatile  ;  fiori 
a  pannocchia  (loeuva);  odore  a- 
romatico;  fa  al  margine  de' bo- 
schi, campi,  prati.  Anche,  Erba 
balsarninna. 

BALSEM.  Balsamo. 

BALTRESCA.  Altana  :  loggia  aperta 
sopra  il  tetto  di  una  casa  o  al- 
trove. La  nostra  voce  trae  da 
Bertesca.  V.  Spazzacà. 

BALTROCCA.  Ciana,  Cimbraccola, 
Cecca,  Struccia,  Trusiana:  don- 
na volgare  e  spregevole. 

BALTROCCA-  Treccolare. 

BALTROCCADA  Cianata. 

BALTROCCARÌA.  Cianume. 

BALZA-  Pastoja:  fune  che  mettesi 
a  pie  delle  bestie  da  cavalca- 
re, perchè  apprendano  V  ambio 
{contrapass),  e  non  possano 
camminare  a  loro  talento. 

BALZAMIN,  BALZEMIN,  BARZEMIN. 


Marzomino  ,  Marzemino  :  specie 
d'uva  nera,  di  buccia  grossa, 
col  grappolo  spargolo  ;  dà  vino 
generoso  e  assai  colorito. 

BALZAN.  Balzano:  stravagante  — 
V.  Mantell. 

BALZANETTA.  Nastro  di  filo:  si  fa 
uso  principalmente  per  rinforzo 
agli  abiti. 

BALZANNA.  Pedana,  Orlo  finto, 
Rimbocco  finto  :  lista  di  roba  che 
si  cuce  giro  giro  da  piede  e 
dentro  al  vestito  da  donna  o 
alla  sottana  dei  piedi  per  rin- 
forzo o  altro  —  cont  la  balzanna^ 
Balzano:  di  cavallo  chehaipiè 
segnati  di  bianco. 

BALZETTA.  Calza:  strisciolina  di- 
panno  di  un  determinato  colo- 
re, che  si  cuce  attorno  a  una 
delle  gambe  dei  polli  vaganti, 
per  distinguerli  da  altri  o  im- 
pedir loro  il  volare. 

BAMBANÀ-  Sballare  :  raccontar 
fandonie. 

BAMBANN-  Panzane,  Baggiane. 

BAMBÙ.  Bambù  (Bambusa  arundi- 
nacea):  specie  di  pianta  che  fa 
nel  mezzo  delle  montagne  del- 
l'India, della  sua  canna  si  fab- 
bricano mazze  [boston)  da  ap- 
poggio —  Mazza  di  bambù. 

BANASTA.  Canestrone  dello  zuc- 
chero: presso  i  droghieri.  Voce 
spagnuola:  banasta. 

BANCA-  Panca.  Parti:  Schenal^ 
Garnb  ^  Sedil  —  imbottida  im- 
bottita —  Pann  de  quatta  la 
bancaj,  Pancale—  de  gesa_,  Pan- 
ca di  chiesa.  Parti:  Schenalj, 
Parapetti  Brella_,  Sedila  Garnb. 

BANCA.  Bottega  a  vento,  o  postic- 
cia: specie  di  bottega  postic- 
cia, apprestata  di  giorno  all'a- 
ria libera. 

BANCA  Banca,  Banco:  in  com- 
mercio, stabilimento  destinato 
a  ricevere  in  deposito  l'oro  dei 
particolari,  e  ad  imprestar  ca- 
pitali al  lavoro,  ecc.  Il  banco 
di  Venezia  fu  il  più  antico  del- 
l'Europa; durò  dal  1171  al  1797. 

BANCÀA.  Palàncola:  quel  pancone 
sul  quale  si  passa  per  isbarcare 
e  imbarcare  che  che  sia— Sca- 
lo: quella  coppia  di  travi  sulle 


BAN  40  BAN 


quali  voltolano  botti,  balle,  ecc., 
o  si  fanno  salire  o  discendere 
da  una  barca  pietre,  marmi,  ecc. 

Travi  di  rovere  che  nelle  cave 
di  pietra  si  sottopongono  ai 
massi  per  lavorarli,  smuoverli, 
aggirarli  — Trasto  :  tavola  nelle 
barche  su  cui  siedono  i  remi- 
ganti a  vogare  —  di  granèe  J 
Palàncola  de' granai.  È  un  lungo 
pancone,  avente  a  volta  inchio- 
dati dei  traversini,  sai  quali, 
posti  a  mo'  di  scalini,  salgono  i 
facchini  o  altri  per  versare  sul 
mucchio  il  grano  o  altro. 

BANCÀA,  BANCH, BANCAL  BEL  TOR- 
NO. Banco:  grossa  e  soda  ta- 
vola quadrilunga,  sulla  quale 
son  fermate  le  parti  del  tornio 
(torno). 

BAN  CAB  A-  Pancata. 

BANCAL.  Cassapanca. 

BANCAROTTA.  Abbacchio  ,  Banco 
rotto,  Bancarotta,  o  Banco  fal- 
lito: bottega  a  vento  (banca)  o 
no,  o  carretta,  dove  si  vendono 
per  prezzo  rotto  le  cose,  essen- 
done il  più  delle  volte  fallito  il 
padrone.  In  Firenze  a  un  ban- 
chiere fallito  si  rompeva  il  ban- 
co, onde  bancorottoJ  ove  traffi- 
cava il  danaro.  Tra  noi  alla 
Piazza  dei  Mercanti ,  ov1  era 
l'uffizio  dei  Panigarola,  vi  ave- 
va una  rozza  pietra  su  cui  e- 
rano  posti  i  mercanti,  che  rom- 
pessero ilbanco,  cioè  fallissero, 
a  sedere  nudo  ;  il  che  diceasi 
acculacciar  la  pietra  —  vend  a 
bancarotta,,  Far  un  abbacchio, 
Abbacchiare,  Bacchettare  :  ven- 
dere a  prezzo  vilissimo. 

BANCH-  Banco  —  de  scola,,  Banco 
da  scuola.  Parti  :  LettorinJ  Pian^ 
Schenalj  Bus  di  carimàaj  Brel- 
la  —  di  macellar ij  v.  Sciocch  — 
del  torno  j  v.  Bancàa  —  de  pe- 
ruchèe^w.  Banchett  —  de  legna- 
mèe  j  Banco.  Parti:  Carelli 
Gioeugh  —  de  oreves  J  Banco. 
FSirtì:BrascJPondabrascJstocchJ 
PellJ  Cassettera  —  di  coppJ  Ban- 
co —  per  i  post  J  Banco  :  tavo- 
lone posto  in  piano  sul  suolo,  e 
serve  di  base  a  tutta  la  sop- 
pressa [torc  a  soppressa)  delle 


cartiere  —  di  pellattèe^  Banco 
—  stend  i  peli  sul  banch  Ab- 
bancare  le  pelli,  Fare  l'abban- 
c  atura. 

BANCHÉR.  Banchiere  :  chi  tien 
banco  per  prestar  danaro,  dar 
lettere  di  credito  su  altre  piaz- 
ze, per  far  cambiali,  ecc.  —  Nei 
giuochi,  chi  fa  contro  tutti  — 
Giovine  di  banco,  Ministro:  chi 
tiene  il  banco  nelle  botteghe  o 
nei  fondachi  —  Fà  el  banchèr^ 
Stare  a  banco  —  Tenere  il  ban- 
co: in  certi  giuochi. 

BANCHETT.  Panchetto  —  de  calzo- 
làrJ  Deschetto  —  de  peruchée^ 
Telajo,  Telaino.  Parti:  Busse- 
rottJ  canellaj  Colognett. 

BANCHETTA.  Banchetta  —  de  me- 
don  o  de  preja^  Muricciuolo  — 
del  cor  J  Manganella  —  de  co- 
linnaJ  V.  contra. 

BANCHETTINNA.  Panchettina  — 
Assereno:  tavola,  pertica,  o  al- 
tro fermato  di  fuori  ai  muro 
della  colombaja  (  colombèra), 
e  sulla  quale  i  colombi  (puvion) 
si  posano  o  per  ispollinarsi 
(spollinass)  o  per  star  non  lon- 
tano dal  compagno  che  stia  al 
di  dentro  covando. 

BANCHIN.  Muricciuolo:  banchetto 
a  vento  di  libri  per  lo  più  usati. 

BANCHINATT.  Muricciuolajo ,  Li- 
braino. 

BANCHINN.  Traverse:  travicelli 
che  si  inchiodano  orizzontal- 
mente di  abetella  in  abetella 
(antenn),  onde  assodarle  fra 
loro  e  assicurare  i  ponti  delle 
fabbriche. 

BANCH FALIKGIDGÀ  A)Fare  abanco 
fallito,  istituito  un  capo  a  vi- 
cenda il  quale  tiene  il  banco* 
egli  mescola  le  carte ,  e  ne  fa 
tanti  monti  quanti  sono  i  gio- 
catori; questi  pongono  sopra 
qual  monte  piace  loro  quanta 
moneta  vogliono  (il  che  dicono 
caricarli)  lasciando  un  monte 
scarico  al  capo.  Ciò  fatto,  que- 
sti alza  il  suo  monte,  ne  mostra 
la  carta  che  toccava  la  tavola 
e  la  confronta  colla  consimile 
carta  di  tutti  gli  altri  monti,  e 
di  quel  monte,  che  Tha  minore, 


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o  simile  la  propria,  trae  a  sè  i 
denari,  e  a  quello  che  r  ha  su- 
periore compensa  la  posta  ;  e 
così  continua  finché  non  viene 
a  perdere  con  tutti  i  giuocato- 
ri,  nel  qual  caso  dichiara  il 
Banco  fallito.  Così  si  giuoca  tra 
noi.  Il  Biscioni  nelle  note  alle 
Kime  del  Fagiuoli,  VI,  50,  ne 
parla.  Anche  dicono  Giugàt  ai 
erbett  o  ai  mazzitt. 
BANCH  FALII  (GIUGÀ  A).  Giuocare 
a  banco  fallito,  Nel  giuoco  a 
chiamare  e  alzare  (passetta)  si- 
gnifica continuare  a  giuocare, 
benché  non  vi  sia  più  denari  in 
banco. 

BANCON.  Bancone  —  Pancone: 
nome  di  quelle  assi,  sulle  quali 
salgono  alla  fornace  i  fornaciaj 
per  introdurvi  i  materiali  da 
cuocere. 

BANDA.  Banda  —  fig.  Povertà  , 
Miseria  —  A  guardagli  ai  pagn 
el  par  in  la  banda ^  Al  vestito 
mostra  d'  aver  molta  fìaccona, 
o  d'esser  molto  fiaccato:  in  mi- 
seria —  Vess  in  la  banda^  Esser 
nei  cenci  ,  Andar  alla  banda. 
Forse  i  Toscani  crearono  que- 
sto dettato  dalla  nave  ,  che 
quando  dà  alla  banda,  è  in  pro- 
cinto di  perdersi.  E  noi?  —  Es- 
ser bue:  di  chi  non  sa  nulla  di 
nulla,  o  non  sa  per  tardità  d'in- 
gegno approfittare  delle  cogni- 
zioni acquistate. 

BANDA.  Banda,  Parte,  Lato  —  Ve- 
gnì  minga  in  banda,,  Non  la- 
sciarsi vedere  —  per  Folla, V. 

—  Lista,  Fascia,  Banda,  Striscia. 
BÀNDER.  Bandolo:  capo  della  ma- 
tassa (ascia),  onde  s'incomincia 
a  dipanarla  (a  falla  giò).  V.  A- 
scia. 

BANDERA-  Bandiera.  Parti:  Man- 
scettJ  Baston^  Banda  —  de  mar 
Vessillo  —  Fa  banderaj  Colpire 
nel  punto  in  bianco,  o  nel  punto 
di  mira  :  mandar  la  palla  del  fu- 
cile o  altro  proprio  in  mezzo  al 
punto  nero  del  bersaglio  ,  sì 
che  talora,  scattando  una  mol- 
la ,  balzi  in  aria  una  bandiera 

—  Far  la  bandiera:  de' sarti 
che  rubano  della  stoffa  nel  ta- 


gliare i  vestiti  —  Volta  bande- 
ra„  fig.  Voltar  bandiera  o  ca- 
sacca: cambiar  sentimento  — 
Giugà  a  banderaJ  Fare  a  ban- 
diera: sorta  di  giuoco  fanciul- 
lesco ,  che  somiglia  molto  a 
queir  altro  detto  Far  alle  bar- 
riere (Giugà  a  bara)  —  Quell  che 
fa  i  banderJ  Bandieraio. 

BANDERA.  Ventaruola  di  foglio. 
Quella  che  tra  noi  i  bambini  e 
i  buontemponi  riportano  dalla 
sagra  di  San  Cristoforo,  e  da 
altre  —  Bandierina:  quella  a 
color  rosso  o  altrimenti  che  la 
guardia  lungo  le  strade  ferrate 
mostra  a  mano  per  dar  segnale 
al  conduttore  del  convoglio  che 
sta  per  passare  ,  affinchè  que- 
gli sappia  se  può  tirar  innanzi, 
ovvero  se  ha  da  rallentare  il 
moto,  o  anche  da  arrestarlo  in- 
teramente. 

BANDERAL.  Alfiere,  Banderajo, 

BANDERINNA.  Pennoncello,  Ban- 
deruolina:  quel  po' di  drappo 
attaccato  alle  lance  militari,  o 
alle  bacchette  dei  ginnasti. 

BANDERffiULA.  Bandierina  —  de 
tollaj,  Ventaruola,  Banderuola: 
gran  foglio  di  latta  (folla)  o 
di  lamiera,  uno  dei  cui  lati  è 
incartocciato  in  forma  di  tubo, 
entro  cui  s'infila  un'asta  roton- 
da di  ferro,  la  quale  si  pianta 
verticalmente  sui  comignoli  (col- 
megn)  delle  case,  in  cima  ai 
campanili,  ecc.  ,  affinchè  col 
suo  volgersi  a  tutti  i  venti ,  ne 
indichi  la  direzione  —  fig.  Di- 
cesi di  persona  leggiera,  volu- 
bile, incostante. 

BANDINNA.  Bandinella:  quella  tela 
con  cui  1  pannaiuoli  involgono 
le  pezze  di  panno. 

BANDIRCEU.  Pesciolino  persico 
(Perca  fluviatilis).  Così  chia- 
mato forse  perchè  altre  volte 
vi  era  bandita,  ossia  proibita 
la  pesca. 

BANDISTA-  Bandista:  ognun  che 
compone  la  banda  musicale  — ■ 
per  celia,  Baco:  chi  è  mal  in 
arnese,  poverissimo. 

BANDO,  Cuffia  o  Berretta  o  Ber- 
rettina da  notte,  Cuffìna  da  notte. 


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BAR 


BINDOLERÀ  (A).  Pendolerà,  Pen- 
zoloni, Ciondoloni  —  Cont i  òrasc 
giò  a  bandolera^  Colle  braccia 
pendo  Ioni  —  fig.  Colle  mani  alla 
cietola:  di  chi  non  fa  nulla  — 
Vestii  a  bandolera^  Vestito  che 
brendola. 

BANDÒN.  Abbandono. 

BANDONÀ.  Abbandonare. 

BAND-ORIA.  Baldoria. 

BANFÀ-  Ansare.  Dallo  spagnuolo 
Banfanear. 

BANFADA.  Anfamento. 

BANNÓTTEN.  Nota  di  banco,  Ban- 
conota. 

BARA-  Bara,  Cataletto  —  Gran 
carro  a  bara:  carro  di  letto 
lungo  e  stretto,  con  grandi  e 
forti  ruote  pel  carreggio  di  pe- 
santi carichi.  Le  strade  fer- 
rate e  i  piroscafi  li  fanno  uscire 
d'uso. 

BARA  (GIUGÀ  A).  Fare  alle  barrie- 
re .  Fare  o  Giuocare  a  poma 
tocca,  e  con  Dante,  Giuocare  al 
pome  «..  .sorrise ^  come  al  fan^\ 
dui  sifach'è  vinto  al  pome.»È\ 
giuoco  fanciullesco,  dove  alcu- 
ni ragazzi  si  pongono  appog- 
giati o  a  cantonate,  o  ad  alberi 
che  siano  attorno,  e  uno  di  essi 
resta  nel  mezzo.  Quegli  che  sono 
agli  alberi  o  alle  cantonate  cer- 
cano di  mutar  posto  senza  la- 
sciarsi pigliare  da  colui  che  è 
nel  mezzo  aquesto  effetto.  Quan- 
do a  questo  riesce  di  chiap- 
pare uno  degli  altri,  il  preso  vai 
nel  suo  luogo,  ecc.  Tal  giuoco 
è  antichissimo,  e  si  trova  ri- 
cordato da  Libanio  nell'Orazio- 
ne 27.  «  Si  migrationes  pactisì 
susttclerimus^  et  non  licuent  ai)  \ 
his  ad  iV os  transcurrere  et  al) 
illis  ad  istosJ  quali  ludo  exer- 
centur  pueri  circa  angitìos.  >\ 
Frasi:  A  li  vivi.',  A  li  morti!  j 

BARA-  Toccare.  Dicono  i  fanciulli 
quando  riescono  a  toccare  nel 
giuoco  della  poma  tocca  uno 
di  loro  nella  furia  del  correre  j 
e  rincorrere. 

BARABBA-  V.  Baloss  e  Raoott  — 
Piazzuole, Strascino  :  ragazzone 
sùdicio,  sciamannato  che  perla 
città  si  butta  al  birbone. 


BARABBA'  Buttarsi  al  birbone. 
BARABBIN.  Traforellino ,  Ciacche- 
rin  ■  —  Fiero  :  di  bambino  vivo 
e  troppo  ardito. 
BARABBINA-  Rubacuori  —  Fiera: 
di  bimba  viva  e  ardita  troppo. 
BARABBISMO.  Fitta  di  birboni. 
BARABBITT-  Discoli, Traviati.  Chia- 
miamo così  i  fanciulli  che  per 
incorreggibilità  sono  da  sei  a 
tredici  anni  ammessi  nell'Isti- 
tuto della  Pace  in  Milano,  fon- 
dato tra  noi  il  1841  dalsomasco 
Marchiondi;  visono  ammaestrati 
al  mestiere  del  legnaiuolo,  fab- 
bro-ferrajo,  calzolaio,  sellajo, 
sarto,  ecc.,  e  negli  studj  ele- 
mentari. 

BARABBOTT-  Traforello.  Ciacchero. 
BARACAN   Baraccane:  specie  di 
stoffa  fatta  di  peli  di  capra  — 
Pesce   che   trovasi  nell'Adda, 
presso  Trezzo. 
BARACCA.  Baracca  — fig. Qualsiasi 
faccenda,  impresa  —  Trabacca  : 
il  coperchio  dei  barocci  (volan- 
ti'/}) —  Canchero:  arnese o  stru- 
mento qualsiasi  sconquassato  e 
che  non  faccia  al  bisogno— per 
Balandra  e  Baracchèe^  V. 
BARACCA.  Ire  a  zonzo,  a  girellone, 
gironi  ,  Smammolarsi  —  Gozzo- 
vigliare, Far  baccanella.  Stare 
in  gozzoviglia  ,  Stravizziare  — 
Stravizzare,  Fare  uno  stravizzo. 
BARACCADA-  Stravizzo,  Stravizio: 
convito  fra  allegra  brigata  che 
si  dà  buon  tempo,  mangiando 
anche  disordinatamente  —  Stra- 
vizzo: convito  fra  colleghi  per 
istare  allegramente  e  con  qual- 
che maggiore  lautezza  e  libertà 
del  solito. 
BARACCA  DI  MAGATTEJ-  Castello  o 
Casotto  da  burattini,  da  gioco- 
latori.  I  tempi  serii  dal  48  in  qua 
hanno  privato  il  popolo  di  que- 
sto divertimento  educativo; tea- 
tro chiamato  pure  Filostell. 
BARACCHEE-   Compagnone  ,  Godi- 
mondo,  Gaudente, 
BARACCHIN-  Forzierino  da  posate. 
BARACCHISI  A.  Bar  acchiere.  Barac- 
calo —  Burattino. 
BARACCON.  Baraccone:  gran  ba- 
racca. 


BAR 


43 


BAR 


BARACCON.  V.  Baracchèe. 

BARADÒR.  V.  Balottin. 

BARAMAN.  Appoggiatoci  quella 
parte  del  telajo  da  far  calze  che 
s'impugna  dal  lavorante  per  far 
avanzare  e  retrocedere  lacag- 
gide  (gabbia)  e  mandare  innanzi 
il  lavoro. 

BARARIA.  Baratteria  —  Giunteria. 

BARATT.  Baratto  —  Permuta. 

BARATTA.  Barattare,  Far  a  barat- 
to —  Permutare  —  per  Cambia 
(danèe)  V. 

BARATTAMESTÉE-  Scopamestieri  i 
quegli  che  comincia  e  cambia 
in  poco  tempo  varie  arti  o  me- 
stieri ,  non  piacendogli  i  primi. 

BARATTOZZ.  Bazzarro  —  Fà  di  ba- 
rattozz^  Bazzarrare. 

BARAVAJ-  Masserizziuola,  Miscee, 
Bazzecole,  Bricciche,  Bazzica- 
ture, Ciarpe,  Carabattole  i  cose- 
relle  di  poco  pregio  —  imbaraz- 
zi: di  banchi,  casse,  scatole  di 
cartone  e  simili,  arnesi  logori  e 
smessi  che  siano  su  solaj  (sorèe). 

BARBA.  Barba,  Zio  —  L'è  forsi 
robba  del  barba?  O  che  è  robba 
di  rubello?:  si  suol  dire  quando 
altri  malmena  la  tua  roba  — 
fig.  Oste. 

BARBA.  Barba  —  remissa,  postic- 
cia —  strabnffada.,  arruffata  — 
Pezza  de  la  barba,,  Bavaglino  — 
Cadin  de  la  barba J  Bacile,  Ca- 
tino —  V.  BarbisJ  Baffi,,  Moschet- 
ta,j  MostaccJ  sentilion,  Sbarba- 
teli J  Neo  Boeugg  in  barba  — 
Avegh  de  la  barba  ona  notizia,, 
fig.  Aver  la  barba:  la  si  sa  da 
un  pezzo,  è  vecchia  —  Fàghela 
if%  barba  a  vunj  Accoccarla  ad 
uno:  fargli  una  beffa  un  po' ama- 
ra —  Non  gli' è  barba  d' omm 
the  gite  le  poda  fà_,  Non  gli  croc- 
chia il  ferro  —  Rar  de  barbaj 
Minuto  di  barba  —  Vegnx-su  la 
barbaJ  Mettere  la  barba  —  Vess 
in  barba J  fig.  Riboccare:  ver- 
sarsi fuori  per  troppa  pienezza 
—  Cavezza  on  freguj  la  barba,, 
Dare  un  poco  di  riunita  alla 
barba. 

BARBABICCH.  Barba  di  becco  o  di 
prete,  Sassefrica,  Salsefiica, 
Scornabecco  (Tragopogon  pra- 


tense): pianta  bienne;  calici 
lunghi  quanto  i  semiflosculi;  fo- 
glie intere;  i  polloni  teneri  e  le 
radici  sono  buone  a  maugiarsi. 
Anche  Basabiccìij  Erbabicch. 

BARBABICCH-  Grullo:  chi  ha  poco 
sale  in  zucca  —  Deventà  on  bar- 
babicchj  Ringrullire. 

BARBACAN-Barbacane:  parte  della 
muraglia  da  basso  ,  fatta  a 
scarpa  per  sicurezza  e  fortezza. 

BARBACOSACCH.  Color  marrone. 

BARBA  DE  LA  MELGA.  Barba  o  Ca- 
pelliera della  saggina. 

BARBAGIAN.  Mestolo:  di  persona 
da  nulla  —  Coss'  el  credi  Che 
siem  tanti  barbagiàn?  Che  cre- 
de lei?  Che  si  sia  mestoli? 

BARBAJ.  Stipa,  Pruname. 

BARBAJADA.  Bavarese  :  sorta  di 
bevuta  eh'  è  un  misto  di  fior 
di  latte  e  cioccolata,  V.  Bava- 
resa. 

BARBARITÀA.  Barbarie. 

BARBAROSS.  Pettirosso ,  Pettiere 
(Sylvia  rubecola):  uccello  sil- 
vano; superiormente  olivastro; 
coda  troncata,  cenerino-oliva- 
stra; remigante  (penna  maestra) 
seconda  subeguale  air  ottava. 
Anche  lo  diciamo  Pettiross. 

BARBÉE.  Barbiere  —  Bottega  de 
barbèe,,  Barbieria. 

BÀRBEL.  Farfalla  —  Fa  el  bàrbelj 
Sfarfallare. 

BÀRBEL.  Punteruolo  (Curculio  gra- 
narius)  :  insetto  che  divora  tutta 
la  parte  farinosa  del  grano.  È 
lungo  una  linea  e  mezzo  all' in- 
circa, con  mezza  linea  di  lar- 
ghezza; color  di  paglia  quando 
depone  la  sua  spoglia  di  crisa- 
lide (bordocch) ;  bruno  e  nero 
invecchiando.  V.  cusetta  J  Già- 
nin^  Cagnonj  Fratin^  Gianna^ 
Zaninj  cusaj  Cicis^  Can^  Ca- 
gnosu. 

BARBELÀ.  Barberare:  del  fattore 
(birlo)  quando  gira  inuguale  e 
va  a  salti  non  unito. 

BARBELLA  Bargigli,  Bargiglioni: 
caruncule  rosse  compresse  e 
pendenti,  attaccate  sotto  la  ma- 
scella inferiore  dei  polli  —  di 
caverj  V.  Pendellin. 

BARBELLA.  Facciuola:  di  quei pez- 


BAR 


44  BAR 


zetti  di  tela  pendenti  dal  collare 
(colarin)  del  prete  a  cui  sono 
attaccati. 

BARBELLA.  Rabbrividire,  Rimbri- 
vidire  :  tremar  dal  freddo  —  Vol- 
teggiare: degli  uccelli  quando 
son  per  calar  nelle  reti. 

BARBELLAMENT.  Brivido  —  Bri- 
vidìo. 

BARBELLATO.  Baccalare,  Barbas- 
soro,Sopracciò  —  Professorone. 

BARBELLATT.  Bargigliuto  :  che  ha 
bargigli  (barbell). 

BÀRBER  Barbero  :  nome  di  cavalli 
destinati  alla  corsa  del  pallio, 
di  razza  di  Barberia.  Chi  li  con- 
duce è  detto  barberesco  ;  sono 
stimolati  al  corso  dalle  perette 
{caslegnceur)\  il  luogo  ond'  essi 
si  muovon  dicesi  mosse;  il  pri- 
mo loro  moversi  scappata  ;  il 
luogo  ove  fermarsi  ritirata. 

BARBERIN.  V.  SprellaJ  sig.  1. 

BARBETT.  Barboni:  specie  di  ma- 
lattia nel  palato  o  sotto  la  lin- 
gua del  cavallo,  la  quale  con- 
siste in  piccole  escrescenze 
lunghette  e  acute,  che  gli  impe- 
discono di  mangiare. 

BARBETTA.  Barbetta,  Barbuccia, 
Barbuzza. 

BARBETTA.  Guaime:  l'erba  che  ri- 
mette dopo  una  tagliata,  sia  la 
prima,  o  la  seconda,  o  la  terza 
—  per  Biò-biòj  V. 

BARBETTA.  Gangheggiare,  Fare  le 
forbici  :  il  torcere  la  bocca  dei 
cavalli  per  far  traboccare  rim- 
boccatura. Anche  dicono:  Sguer- 
cia la  bocca. 

BARBIN.  Cane  barbone  (  Canis 
acquaticus). 

BARBINEL.  Barboncino. 

BARBINNA.  Cagna  barbona. 

BARBINNA  per  Brocchett.  V. 

BARBIS.  Barbigi  (I)  —  Vegnì-sù  i 
barbiSj,  Metter  i  barbigi  —  Ba- 
sette (Le):  quel  velo  di  tenue 
lanugine  che  mette  sul  labbro 
superiore  dell'uomo  e  talvolta 
anche  della  donna  —  Antenne, 
Corna  (Le):  quei  due  o  più  fili 
cavi,  mobili  articolati  che  gli 
insetti  de'  crostacei  portano  in 
sulla  testa  a  lato  della  bocca. 
Anche  diciamo  Comi  —  Mostra 


i  barbis^  fig.  Mostrare  i  denti, 
Far  testa  —  Tirà-sù  i  barbiSj  fig. 
Imporla  alta,  Alzar  la  cresta. 

BARBIS.  Cenciata:  macchia  che 
resta  altrui  attorno  alla  bocca 
e  massime  negli  angoli  di  essa 
per  vino  o  altro  bevuto  o  man- 
giato, o  d'inchiostro  o  altro 
fatto  sulla  faccia  —  anche, Tene. 

BARBIS.  Fungo  castagnuolo  (Vit- 
tadini). 

BARBIS  (I).  Tedeschi  (I). 
Quand  che  vun  l'è  in  sul  succ  e 
l'è  sbris 

Gii' è  nissun  chele  pò  fà  stremi. 
Ponn  vegnì  i  PerghettJ  i  Barbis* 
I  Franzes^  i  Spagnoeu  ponn 

vegnì^ 

Che  per  lu  no  gh'è  on  crist  che 
l'inquietta 
In  virtù  de  la  santa  bolletta, 

BARBISASC.  Basettaccia. 

BARBIS  DE  LA  SGOA  o  DEL  SCOVIN. 
Chioma  della  scopa  o  della  gra- 
nata —  del  formentj  Reste  —  di 
roeus,,  Barbe  delle  rose:  fìnte  — 
de  l'uga,,  V.  cavrioeu  —  di  garo- 
folj  e  simili.  Pistilli  —  Stami  — 
del  formentone  V.  Cavij  del  for- 
menton. 

BARBISIN.  Basettino:  minuta  ba- 
setta e  chi  l'ha  —  Baffino  :  mi- 
nuti baffi  e  chi  li  ha. 

BARBISIN.  Cenciatina. 

BARBISON.  Basettone  —  Baffone  — 
Cenciata. 

BARBOJÀ.  Barbugliare. 

BARBOJADA-  Barbugliamento. 

BARBON.  Barbone:  gran  barba,  e 
chi  la  porta. 

BARBOTTÀ.  Borbottare. 

BARBOTTADA.  Borbottamento,  Bor- 
bottìo. 

BARBOTTAFASCEU.  Brontolone. 

BARBOTTON.  Lamentone. 

BARBOZZ.  Mento  —  V.  Bceucc  in 
barba  j  Basletta  Geppa„  Mo- 
schetta —  Dùu  barbozz j,  Pap- 
pagorgia: quella  ciccia  che 
pende  altrui  sotto  il  mento.  An- 
che diciamo  CollannijPettera— 
On  pugn  sott  al  barbozz *  Un 
sorgozzone. 

BARBOZZÀA,  BARBOZZAL.  Barboz- 
zale:  catenella  che  va  attaccata 


BAR  45  BAR 


all'occhio  dritto  del  morso  della 
briglia,  e  si  congiunge  colram- 
pino,  ch'è  all'occhio  manco  die- 
tro alla  barbozza  [balletta)  del 
cavallo.  V.  Balletta,  sig.  3. 

BARCA.  Barca.  Parti:  ArscionàaJ 
coverta^  Arbuselh  SternoJ  Ster- 
ni,  Sternett^  Acquarceu^  CipellJ 
BóTj  Poncin  Temm  Scerscej 
CippJ  Cagn  j  Guarnacc  j  Pala  j 
TrimionJ  Poppa J  PonciaJ  ca- 
sottj,  Veli,,  Bancàaj,  cagnceu  — 
Scorsa  de  barche  Regata,  Nau- 
macchia  —  Trà-foeura  V  acqua 
de  la  barca,,  Aggottare  l'acqua 
dalla  barca. 

BARCA  (GIUGÀ  A  LA).  Fare  alla  bar- 
ca. Giuoco,  in  parte,  simile  a 
quello  dell'oca  (oca),  nel  quale, 
chi  coi  dadi  fa  il  numero  sette, 
vince  la  posta,  onde  diciamo 
anche  Giugà  al  sett  in  barchett 
o  a  la  barchetta. 

BARCH-  Barco:  specie  di  stalla 
aperta  sui  monti  — Barco  aper- 
to: specie  di  stalla  nelle  nostre 
pianure  per  le  bestie  bovine 
nell' estate  e  in  parte  dell'au- 
tunno. 

BARCHETT.  Barchetto  —  Navicello, 
V.  AnzannaJ  NavirceUs  Strada 
anzanna_,  Bardott  —  Arida  al 
barchettJ  fig.  Venir  il  tiro  sec- 
co: morire  —  Giugà  al  sett  in 
barchettj  V.  Barca  (Giugà a  la). 

BARCHETTA.  Barchetta  —  de  bevJ 
Bicchiere  di  cuojo  —  Giugà  a 
la  barchetta^  v.  Barca  (Giugà 
a  la). 

BARCHETTA.  Carrozza  a  barca.  Ha 
la  cassa  (scocca)  a  quattro  luo- 
ghi; con  fondo  concavo,  spor- 
telli,  fiancate  anteriori,  grem 
biulino  (scossalinna)  mobile  che 
si  rialza  per  iscoprireil  sedere 
anteriore,  e  alzato  che  si  va  a 
dare  entro  la  sbarra  della  serpe 
(scerpa),  servendo  così  d' ap- 
poggiatolo a  chi  siede  in  car- 
rozza da  quella  banda,  è  retta 
sulle  molle ,  ha  basamento  di 
serpe  (casson),  ed  è  munito  di 
mezzo  mantice  (boffett)  e  del 
ciliudro  (borlon)a.  mezzo  tergo. 
Ha  il  carro  (car)  a  coda,  a  quat- 
tro ruote  e  a  mezza  volta  (ster- 


za) o  a  gran  volta,  secondo  la 
specie  della  coda,  cioè  se  di- 
ritta o  a  collo  d'oca. 

BARCHETTON.  Carrozzone  a  barca: 
ha  carro  a  coda  e  a  quattro 
ruote,  che  ha  cassa  (scocca)  a 
quattro  luoghi,  con  fondo  ovale 
sull'  andare  del  fondo  semplice 
d'una  barca,  e  munita  di  mezzo 
mantice  (boffett)  e  grembiulino 
(scossalinna). 

BARCHIRffiU.  Barcaiuolo,  Barchet- 
tinajo  —  Navalestro,  Navichie- 
ro,  Navicellaio,  Navicellonajo. 

BARCON.  Barcone  —  Navicellone. 

BARDA.  Bardamentare. 

BARDADÙRA.  Bardatura. 

BARDANON.  Farfaraccio  ,  Farfe- 
rùgine  (Tussilago  petrasites): 
pianta  perenne;  nasce  nei  luo- 
ghi freschi  e  lungo  le  fosse  ,  o 
nelle  ripe  nelle  gore  dei  mulini; 
produce  le  più  grandi  foglie  che 
conosciamo  tra  le  piante  no- 
strali, sotto  le  quali  si  pongono 
i  pulcini  in  tempo  di  pioggia; 
servono  a  rivoltare  il  burro  e 
le  ricotte;  le  radici  contengono 
materia  resinosa ,  sono  amare 
e  pungenti.  Anche  dicesi  Bar- 
denna. 

BARDASSA.  Bambinaccio  —  Ragaz- 
zone. 

BARDASSADA.  V.  Bagajada. 
BARDASSERÌA  MENÙDRA.  Fanciul- 

laja,  Ragazzame,  Ragazzaglia. 

BARDASSON-  Bambinone. 

BARDENNA-  V.  Bardanon. 

BARÉE-  Carrettoniere  :  che  guida 
il  carro  a  bara  (bara)  Detto 
pure  Barisón. 

BARELL-  Carretto  a  bara. 

BARELLA.  Barella  —  Portà  a  ba~ 
rella^  Portare  a  barella:  pren- 
dere uno  per  le  braccia  e  per 
le  gambe  e  così  portarlo  da 
luogo  a  luogo. 

BARESG-  Baregge:  specie  di  stoffa. 

BARETTA-  Berretta,  Berretto  —  Ca- 
schetto.  Parti:  Ala corensgin^ 
Foeudra  —  de  indorador  a  fceugj, 
Buffo  —  de  scultor  o  simile,  ca- 
schetto  di  carta  —  a  guss  d'ceuv^ 
Berretto  a  guscio  d'  uovo  —  del 
pecco  col  peccJ  Berretto  a  luci- 
gnoletto  :  è  a  più  colori  a  delizia 


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de1  nostri  contadini  —  deviagg_, 
da  viaggio  —  a  la  marinara,, 
alla  mannaia  —  del  pappa^Ca,- 
mauro  —  de  pretJ  da  prete  o  a 
tre  spicchi  —  cava  la  Caretta,, 
Far  di  berretto. 
BARETTA.  Rumine,  Digrumale,  Fa- 
vo :  il  primo  stomaco  degli  ani- 
mali ruminanti,  il  quale,  dopo 
dopo  aver  alquanto  ritenuto  il 
cibo  leggermente  masticato,  lo 
rimanda  alla  bocca  per  essere 
rimasticato.  I  macellaj  milanesi 

10  chiamano  così  [baretta),  dalla 
sua  forma;  e  i  toscani,  favoJ  per- 
chè la  sua  rete,  o  pelle  intera, 
è  divisa  in  cellette  come  i  favi 
(carsenz)  del  miele. 

BARETTA-  Berretta:  ciò  che  serve 
a  difendere  l'innesto  {insed)  dal- 
l'azione  del  sole,  dei  venti  e 
delle  pioggie. 

BARETTA  (GIUGÀ  A  FO RESETTA).  Fa 
re  a  prestami  la  forbice.  Anche 
diciamo  Giugà  a  foresetta  o  ai 
quatter  cantóri.  Consiste  nel  gi- 
rar che  fa  uno  intorno  agli  al- 
tri che1!  circondano,  fra  i  quali, 
mentre  girano  esse  pure  intorno 
a  lui,  egli  procura  di  prender 
posto,  e  preso  che  l'ha,  quello 
fra  i  primi  che  lo  circondavano 
che  rimane  fuor  del  cerchio ,  è 
perdente,  va  in  mezzo  e  rico- 
mincia il  giuoco. 

BARETTADA-  Sberrettata  —  Berret- 
tata.  i 

BARETTA-E-CAPPELL.  Cosi  chiamia- 
mo chi  sotto  al  cappello  porta 
anche  una  berretta  della  quale 
lascia  cadere  il  lucignolo  {el 
pece)  e  il  sommolo  per  di  sotto 

11  cappello  stesso.  Un  avanzuc- 
cio  dei  Bravi  del  Manzoni. 

BARETTÉE  Berrettaio. 

BARGNIFF.  Furbo  assaettato  —  Ber- 
licche. 

BARGNIFFON.  Drittone. 

BARI-  Barile  —  del  ton^  di  inciodJ 
di  rengìhj  ecc.,  Bariglione  da 
tonni,  da  acciughe,  da  arin- 
ghe, ecc. 

BARI-  Botte  :  bariglione  molto 
grande  ,  in  forma  diversa  da 
quella  delle  botti  da  vino  ,  e  di 
doghe  (dov)  e  fondi  più  sottili; 


serve  a  trasportar  zucchero  e 
altre  droghe. 

BARICÀ.  Barricare,  Asserragliare. 

BARIGADA.  Barricata,  Serraglio.  È 
il  Monument  de  la  libertàa: 
scrisse  il  medico-poeta  Raiberti 
in  occasione  delle  nostre  glo- 
riosissime cinque  giornate  del 
1848. 

BARIGLIÉ.  V.  TamborJ  sig.  4. 

BAR1LÉE.  Barilajo. 

BARILETT-  Bariletto  —  Barletta  : 
piccolissimo  barile  da  portar  a 
cintola  per  cammino. 

BARILOTT.  Barilotto,  Barlotto  — 
Barilozzo  —  Barlonco. 

BARILOTT-Stregheria  — Baccano- 
ira  barilottj,  Stregare  —  Bacca- 
nare. 

BARISELI,.  Bargello. 

BARISÓN.  V.  Barèe. 

BARLAFUS.  Uomo  a  casaccio  — 
Barlafus  d'  on  ficeu  Uno  sca- 
patello di  fanciullo. 

BARLAFUS  per  BaravajJ  V. 

BARLANBA  V.  Raviscioeu. 

BARLICCH.  Berlicche, 

BARLUMM.  Barlume. 

BARLUSENT.  Tralucente. 

BARLUSI.  Tralucere. 

BAROCCADA-  Lavoro  barocco  — 
Azione  barocca. 

BAROCGH  Barocco:  il  superlativo 
del  bizzarro,  l'eccesso  del  ridi- 
colo,  ciò  che  denunzia  la  de- 
pravazione del  gusto. 

BAROMETTA-  V.  Borometta. 

BARON.  Carrone  a  bara. 

BARON.  Barone  —  per  ironia,  Ba- 
rone :  birbone. 

BARONABA.  Baronata. 

BARONSCELL.  Baroncello:  birbon- 
cello. 

BAROZZA.  Baroccio.  Parti:  Corlettj, 
Lece  passon  ^  Piumasciosu  ^ 
RoeudJ  Scalin  ^  Timon,,  v.  Ba- 
rozzin  —  volta  la  barozza  coi 
stangh  in  su,,  Acculare  il  ba- 
roccio. 

BAROZZABA-  Barocciata. 

BAROZZIN-  Baroccino  —  Baroc- 
ciajo:  che  guida  il  baroccio. 

BARTABELL,  BARTAVELL-  V.  Ber- 
tavell. 

BARTAVELLA.  Diluvio  :  grandissima 
rete,  formata  come  un  berta- 


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bello  (bertavell) ,  in  grand'  uso 
per  la  caccia  dei  passeri,  che 
si  fa  a  notte  giunta,  nelle  siepi, 
nelle  macchie  (boscMnn)  o  in 
sugli  alberi ,  col  massimo  si- 
lenzio. 

BARTOLÌ.  Bergamasco.  La  voce 
Bartolì  è  uno  storpio  di  Barto- 
lomeo, patrono  de' Bergamaschi. 
V.  Bagià _,  Buseccóne  Boggia- 
nén^  ecc. 

BARTOLLA.  Bacocco:  di  persona 
sciocca. 

BARUFFAMENE  Abbaruffio. 

BARUFFASS.  Abbaruffarsi,  Abba- 
tuffolarsi, Abbirrucciarsi. 

BARZEGÀ  Bazzicare  —  Rifilare  in 
un  luogo:  andarvi  spesso. 

BARZELLETTA.  Barzeletta  —  Motto. 

BASA-  V.  Basgia  —  per  Mazz  de 
scigollj  ecc.  V.  in  Mazz. 

BASA-  Baciare  —Accostare,  Com- 
baciare: esser  ben  congiunto. 

BASABICCH.  V.  Barbaticeli. 

BASAWAN-  Baciamano. 

BASAMHr.  Baciapile,  Baciasanti. 

BASASS-  Fondarsi,  Aver  per  base, 
per  fondamento. 

BASCHINNA-  Giubba  da  donna  — 
Vestii  a  ì)aschinnaJ  Veste  a  fal- 
dino. 

BASCULL-  Stadera  a  bilico.  Il  fran- 
cese basculle. 

BASELL.  Scalino:  di  case,  ecc.  — 
Gradino:  di  chiesa,  edifìzj,  ecc. 

—  Grado:  ognuno  dei  piani  ove 
posano  i  candelieri  sull'altare  — 
Parti:  Alzada Pedanna  —  Ba- 
sej  d'ona  scala  de  man,,  Piuoli  — 
Fa  el  prvmm  basellj,  fig.  Fare  il 
primopasso  a...—  Fallàelprirnm  \ 
basellJ  FiG.Darmalei  primipassi  ; 

—  I  primm  basej,,  L1  invito  :  cioè 
i  pochi  scalini  a  poca  distanza 
dalla  scala,  e  che  accennano 
alla  medesima. 

BASELL.  Carpinata:  nome  di  alti 
scaglioni  di  zolla  (Iota). 

BASELLIN.  Piccolo  scalino,  gradi- 
no —  Predellino:  nelle  carrozze  ] 

—  a  duu  o  trii  pass  o  passati  o 
staff J  A  due  o  tre  montate  o  bat- 
tenti o  palette. 

BASÉN.  Basino:  specie  di  stoffa  di 
cotone,  talora  mista  anche  con 
filo  canapino. 


'[BASGER  per  Basgier.,  V. 
;  BASGERITT-  Calcolimi  piccole  cal- 

ì     cole  (càlcor). 
BASGIA.  Rotellina  di  minuge  d'a- 
gnello o  simile,  preparate  per 
insaccarvi  salsiccie,  salami,  ec. 
BASGIA.  Mannella  ,  Manata  ,  Ma- 
nello,  Mannello,  Pugnello:  quel 
covone  che  si  fa  della  canapa 
e  del  lino  quando  si  segano  o 
che  già  è  scotolato  e  ammanito 
per  la  vendita.  V.  Birceu  —  per 
Penzolo  d'uva,  V.  Rose 
BASGIA.  V.  Bagià. 
BASGIANNA.  Bazzana:  la  pelle  di 
castrato  assai  morbida  —  Baz- 
zetta:  la  pelle  dell'agnello  (be- 
rin)  non  nato,  o  da  poco. 
BASGIANNA.  Fava  (Vicia  faba)  :  le- 
gume (lemm)  di  forma  bislunga, 
schiacciata,  coi  bellico  (oggin) 
sl   una  delle  estremità,  e  rin- 
chiuso in  baccello  (sgorbia)  er- 
boso ,  crasso  ,  più  facile  a  pu- 
trefarsi che  non  a  disseccarsi. 
BASGIANNA  per  Bamborin^  V. 
BASGIANNA  (ERBA).  V.  Erba  ba~ 

sgianna. 
BASGIANffiURA.  Fava  piccola  o  mi- 
nuta (Vicia  faba  minor), 
BASGIER.  Bilancia:  mazza  un  pò 
arcuata,  con  tacca  (segn)  in 
ciascuna  testata,  a  cui  appen- 
pender  secchi,  corbe,  e  simili, 
da  trasportarsi  a  spalla. 
BASGIERADA-  Colpo  di  bilancia  (ba- 
sgier). 

BASGIETT.  Minuge  :  budella  d*  a- 
gnello. 

BASGIffiU-  Bacino,  Bacinella. 
BASGIOTT.  Bazzotto. 
BASILEGH.  Basilico,  Basilico  ce- 
drulo  o  cedrano  o  garofanato 
(Ocymum  basilicum):  erba  an- 
nua, alta  da  mezzo  a  un  piede, 
ramosissima;  sei  fiori  a  grap- 
poli; ha  odore  di  garofano  e  di 
spezie;  si  unisce  alle  insalate 
ed  alle  erbe  da  cucina. 
BASIN-  Bacio  —  s'cèasser^  Bacioz- 
zo  —  de  fognJ  Baciucco  —  Fac- 
cia de  basiltj  Viso  dolce  —  A 
basin^  Accosto  accosto  —Basin 
a  la  francesaj,  Bacio  alla  fran- 
cese :  si  fa  stringendo  lieve- 
mente le  guancie  d'alcuno  tra 


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l'indice  e  il  medio  piegati,  e 
poi  baciandole;  è  carezza  dei 
bambini  —  Tira  i  basiti  lontan 
cent  wiìaj  Cambiare  di  lontan 
le  miglia  i  baci. 
BASIN-  Bacio,  quel  segno  che  re- 
sta in  un  pane  in  quella  parte 
che  si  ha  toccato  un  altro,  o  il 
forno. 

BASIN  DE  MORT.  Bacio  da  morto, 
Monachino  :  quel  piccolo  rista- 
gno di  sangue,  che,  non  sappiam 
come,  talora  ci  troviamo  nella 
pelle. 

BASLA-  Ciotolone  :  vaso  grande  e 
spaso,  di  terra  cotta  o  di  legno. 

BASLETTA.  Tafferia,  Tafferiera: 
piatto  di  legno,  spaso,  a  sponde 
bassissime  per  grattugiarvi  il 
cacio,  sgusciare  i  fagiuoli,  va- 
gliare o  mondar  il  riso  o  altro 
—  Farinaiuola:  il  medesimo  ar- 
nese per  posarvi  su  la  farina  da 
infarinar  la  frittura— fig.  Bazza: 
il  mento  che  sporge  molto  in 
fuori  —  Barbozza:  quella  parte 
della  testa  del  cavallo  ov' è  il 
barbazzale  (barbo zz da). 

BASLETTA  o  SALAME!  DE  BASLETTA- 
Ogni  rifiuto  o  avanzo  di  salame 
o  carne  porcina  esposta  in  ven- 
dita nelle  botteghe  dei  salumaj 
ammonticchiato  alla  rinfusa  sur 
una  tafferia  (basletta).  Dò  pa- 
lanche tré  palanch  de  balletta. 

BASLETTA.  La  forma  di  cacio  lo- 
digiano  (granon)  spiattellata, 
cioè  assai  larga  e  poco  alta, 
per  allusione  alla  tafferia  (ba- 
sletta), la  quale  è  cosi  fatta 

BASLETTADA-  Tafferiata. 

BASLETTIN,  -TINNA-  Bazzino,  -na: 
di  persona  che  ha  piccola  bazza 
(basletta). 

BASLETTON,  -NA.  Bazzone,  -na,  Baz- 
zante  :  di  chi  ha  gran  bazza  (ba- 
sletta). 

BASLIN.  Ciotolino. 

BASL(EU.  Ciotolina 

BASLOTT.  Catino  :  largo  vaso  di 
terra  o  di  legno  per  lavarvi  le 
stoviglie  (piati)  ^  pulire  gli  at- 
trezzi di  cucina,  risciacquarvi 
(resenlà)  le  erbe  e  simili  —  di 
danèe_,  Ciotola:  vaso  di  legno 
ove  tengono  i  denari  i  botte- 


gai, ecc.  —  M  gWUa  dàa  ona 
scàpola  al  baslottj  Ha  fatto  uno 
scorporo  alla  ciotola  :  ne  levò 
molto  denaro. 

BASLOTT,  BASLOTTELL.  Guscione  , 
V.  in  cazzùu. 

BASLOTTÉE-  Catinaio  —  Ciotolaio. 

BASLOTTELL.  Catinetto —  Ciotolino. 

BASORGNÀ.  V.  Baratta. 

BASOTTÀ-  Baciucchiare  —  Bacic- 
chiare. 

BASS,  STOO  BASS.  V.  Bass'orae  ecc. 

BASSA  (LA)-  La  Bassa:  nome  con 
cui  comprendiamo  il  basso  Mi- 
lanese, il  Pavese,  il  Lodigiano  — 
Vun  de  la  bassa,  Un  pianigiano. 

BASSA-  Abbassare  —  Chinare. 

BASSACASSA.  Cassa  di  sotto  :  la 
cassa  eh1  è  più  in  basso,  e  più 
vicina  al  compositore ,  e  con- 
tiene le  lettere  minuscole,  gli 
spazj  e  altro  in  una  tipografìa, 
V.  Cassa  di  majicscol. 

BASSASS-  Scendere  a...  —  Degnarsi 
di...  —  Avvilirsi  a...  —  già Chi- 
narsi ,  Piegarsi. 

BASSETT  (STOO)-  Verso  sera,  Sul 
far  della  sera. 

BASSETTA  (GIUGA  A  LA).  Giuocare  o 
Far  a  chiamar  e  alzare,  Far  alla 
bassetta  o  al  faraone.  Di  questo 
giuoco  sono  termini:  Carta  di 
faccia  o  Prima  carta,  Pigliar 
di,  o  in  faccia  alla  prima  carta, 
Chiamar  la  carta.  V.  Banch  fal- 
lii sig.  2,  Dopiettj  Tajàe  Taja- 
dor_,  Cari  (Dà  foeura  i). 

BASSINETT.  Scodellino:  parte  del- 
l'acciarino di  un'arme  da  fuoco 
ove  mettesi  il  polverino,  e  che 
si  copre  colla martellina(<z^ar£) 
—  per  Fogoiis  V.  I  fucili  ad  ago 
e  a  retrocarica  i'  hanno  fatto 
smettere  tra  soldati. 

BASSIRffiU-  Operante  alla  bassa  del 
Milanese.  I  colligiani  dell'alto 
Milanese,  e  specialmente  iBrian- 
zuoli,  chiamano  così  que' loro 
compatrioti  che  in  certe  sta- 
gioni si  recano  alla  bassa  del 
Milanese  ad  ajutarci  ne'  lavori 
agrari.  V.  Badin  Bosin^  Pon- 
tirceu. 

BASS' ORA.  Bass'ora.  l'ora  che  il 
sole  comincia  ad  abbassare. 


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BASS'ORADA-  Vesperata:  tutta  Torà 
bassa  quant'  essa  dura. 

BASSRELEV.  Basso  rilievo. 

BAST.  Basto.  Parti  :  Fust Scen- 
tenfij  Avelia  Arsórij  Assettj  Ar- 
cionj  Pellj  Quattadura_,  Guar- 
niziortj  CopPj,  Cornadicra,,  Sedèe^ 
Ferradura  —  Avegh  poca  paja 
in  dast_,  fig.  Aver  poca  paglia 
in  basto  ,  Essere  sburrato  :  di- 
cesi di  persona  debole  ,  fiac- 
ca —  Lassass  arida  el  bast 
sott  la  panscia^  Cacarsi  sotto, 
Cagliare:  perdersi  ed  escire  di 
sè  —  Mangici  la  paja  fozura  del 
bast_,  Mangiarsi  1'  erba  e  la  pa- 
glia sotto:  consumare  l'avere 
senza  più  industriarsi  —  Mett  o 
Tceu  giò  el  bast^  Imbastare  o 
Sbastare. 

BAST  (GIUGÀ  AL).  Fare  al  basto: si 
fa  colle  carte. 

BASTARDELLA.  Bastardella:  car- 
rozza con  cassa  (scocca)  qua- 
drata a  quattro  luoghi,  con  carro 
-a  coda  e  quattro  ruote  —  a  bom- 
be j  Bastardella  a  bombe:  a  cassa 
(casson)  ovale.  Avvi  anche  la 
Bastardellina  e  la  Bastardel- 
lona. 

BASTARDELLA.  Travetta  di  misura 
varia. 

BASTARDELLA.  Bastardella:  vaso 
di  rame  stagnato  o  di  terra  cotta 
per  cuocervi  entro  carni,  ecc. — 
Baracchina,  Baracchino  :  specie 
di  bastardella,  ma  con  due  ma- 
niglie laterali,  ferme  —  Paiuola: 
vaso  a  due  maniglie,  ferme,  fon- 
do concavo,  senza  spigolo  per 
poter  bene  rimestare  con  la 
mestola,  o  la  spatola,  la  roba 
sul  fuoco,  come  per  chiarire  lo 
zucchero,  fare  il  mosto  cotto,  o 
altra  cosa  simile. 

BASTARDON-  Bastardone,Succione, 
Succhione,  Poppatone:  ramo  di 
vite  che  ha  gli  occhi  piccoli  e 
appianati.  Sbastardare  è  il  ri- 
pulire la  pianta  dai  bastardoni. 

BASTÉE.  Bastajo,  Bastiere. 

BASTÉVOL.  Bastevole. 

BASTI  Bastare,  Fare,  Serbarsi:  di 
carni,  frutta,  e  simili,  che  siano 
serbevoli  —  Far  piede,  Prender 
piede  :    dell'  ingrossare  delle 

Banfi,  Voc. 


piante,  radicare,  ceppare. 

BASTINAGGIA.  V.  Bastonaggia. 

BASTINNA-  Bastina:  specie  di  ba- 
sto con  piccolo  arcione  (arsón) 
dinanzi,  senza  cojame  (quatta- 
dura),  senza  ferri  (ferradura)  — 
Bardella:  specie  di  sella  quasi 
spianata  di  che  usano  i  mulat- 
tieri,  i  contadini,  ecc.  —  per 
zacchj,  V. 

BASTION.  Le  mura.  I  nostri  ba- 
stioni si  dividono  in  bastion  ba- 
loardo  e  valetta  cortina. 

BASTON-  Bastone  —  Mazza.  Parti: 
CordonJ  Porrmi.,  Pontalj  Ponta. 

BASTON.  Bastone:  uno  dei  quattro 
semi  delle  carte  da  giuocare  — 
Fa  cor  el  re  de  baston^  fig.  Dar 
1'  asso  di  bastoni:  bastonare  -- 
paga  cont  el  re  de  bastonJ  Dar 
bastoni:  invece  di  denari  pagar 
di  minacce  —  Sponderola  a  ba- 
stone: specie  di  pialla,  il  cui 
ferro  (fer),  ha  il  taglio  conves- 
so, e  simile;  figura  mezzo  tonda 
ha  pure  la  corrispondente  parte 
del  ceppo  (legnazz)\  serve  per 
fare  gli  sguscj  (sguss)  alle  cor- 
nici, V.  Mezz  baston  —  Baston- 
cello :  confetto  con  rosolio  o 
rhum  e  panetto  dolce  —  per  Sup- 
portJ  V.  —  per  Voltura^  sig.  1,  v. 

—  de  pollèe,  da  pollajo:  nome  di 
quelle  pertiche  orizzontali ,  pa- 
rallele, nel  pollajo ,  sulle  quali 
stanno  la  notte  i  polli  per  dor- 
mire- 

BASTONADA.  Bastonata  —  Mazzata 

—  El  gh'  ha  piceda  do  bastonadj, 
Gli  ha  zombato  due  mazzate. 

BASTONAGGIA.  Pastinaca,  Pasti- 
nata, Pastricciano,  Pastinacci- 
ni  (Pastinaca  sativa  trifolia  ): 
piantabienne,mangereccia,  alta 
da  due  a  quattro  piedi;  radice 
bianchiccia,  carnosa,  foglie  su- 
periori a  tre  foglioline;  frutti 
ovali.  Detta  pure  Gniff  —  per 
CarotolaJ  v.  —  Pastinaca  sel- 
vatica, Carota  selvatica,  capo- 
bianco  (Daucus  sylvestris):  pian- 
ta. Anche  detta  Ronzon  „  Radi- 
settaJ  Remigolj  Rimìgol^  stob- 
bion. 

BASTON  DE  CADRÉGA-  Cavigliuole 
da  seggiole  —  de  cassia Boc- 

4 


BAT  50  BAT 


ciuolo  di  cassia  —  de  ciocolatt^ 
Pani  di  cioccolata  —  de  collari- 
na,, Stecche  del  collare  :  archi 
di  legno  incastrati  esterior- 
mente nel  collare  delle  bestie 
da  soma  —  de  prda  Stollo, 
Stile:  bastoncello  per  tener  sof- 
fice il  fieno  onde  rasciughi  — 
d'ombrella,,  Mazza,  Asta,  Canna 
da  ombrello  —  di  cann  *  Specie 
di  pialletto  tondo  da  armajuoli 

—  de  la  eros  J  de  la  bandéra^ 
Asta  della  croce,  della  bandiera 

—  de  la  polenta.,  V.  cartella  de 
la  polenta  —  del  balducchin J 
Aste  del  baldacchino  —  de  pa- 
storJ  Vincastro  —  di  orbiti^  Ran- 
dello ,  Batocchio  ,  Batacchio  — 

*  di  tendj,  Asta  —  di  tend  a  frec- 
cia j  Asta  a  freccia  —  del  scovinJ 
Bastone  della  granata  —  de  la 
ciavj  V.  in  Mang aneli. 

B ASTON  DE  LA  FESTA.  Maestro  di 
sala:  il  regolatore  dei  balli  nelle 
veglie  private  —  Maschera  del 
teatro:  il  regolatore  dei  balli 
nei  veglioni  pubblici. 

BASTROZZ  Baratteria,  Treccheria  : 
compera  o  vendita  tatta  con 
inganno. 

BASTROZZÀ.  Far  baratteria  —  Trec- 
care. 

BASTROZZO.  Barattiere  —  Trecco- 
ne: chi  nel  comperare  o  vende- 
re s'ingegna  di  mettere  in  mezzo 
(fa-sù)  la  gente. 

BATAR,  BATARD.  Lo  stesso  che  Ba- 
stardella,, sig.  1 

BATAR,  BATARD.  Carattere  bastar- 
do :  è  quasi  il  medesimo  che  il 
formato  e  il  posato. 

BATIZZA  (TELA).  V.  in  Tela. 

BATIZZÀA.  Battistato  :  di  tela  ri- 
dotta a  foggia  di  tela  battista 
(batizza). 

BATOSTA.  Batosta,  Caso  assaetta- 
to,  Buona  buscata,  Rovescio: 
disgrazia,  in  genere  —  Capitom- 
bolo: rovescio  di  faccende,  di 
averi  —  Tceu  sto  ona  batosta 
Avere  una  bella  scossa  :  per- 
dere di  molto  al  giuoco,  rima- 
nere a  grosso  fallimento,  soffrire 
una  grave  malattia,  e  simile  — 
Carpicelo  :  busse  —  Ave  tolt  su 


ona  batostaJ  Averne  avuto  una 
bussata. 

BATT.  Battere  —  Sbatacchiare, 
Dare  una  sbatacchiata  —  per 
Arsonàj  V.  —  Insistere  —  Ab- 
battere, Vincere*,  nel  giuoco  — 
Battere:  spalmare  d'inchiostro 
le  forme  da  stamparsi. 

BATTA.  V.  Verga»  sig.  4. 

BATTA.  Battere  col  coreggiato 
(verga). 

BATTACC  V.  Battagg. 

BATTADA.  Colpo  di  coreggiato. 

BATTAGG.  Battaglio:  quel  ferro 
appiccato  alla  gruccia  (aneli)  e 
penzolone,  dentro  la  campana, 
che  quand'  è  mossa ,  in  bat- 
tendola colla  pera  la  fa  suona- 
re —  Battacchio  :  lo  stesso  fer- 
ro, se  appiccato  a  grosse  cam- 
pane —  Battaglino.  Il  loro  bat- 
tente dicesi  Pera  o  Materozza 
—  Randello  :  gr  osso  e  corto 
bastone  che  mettesi  al  collo 
delle  bestie  bovine  viziate,  per- 
chè levandosi  in  ardenza,  sba- 
tacchiate da  quello  s'acche- 
tino. 

BATTAGG.  Mazza  sorda:  la  spiga 
della  stiancia  (lìsconV  Si  crede 
che  entrando  negli  orecchi  al- 
cuni dei  pappi  di  questa  spiga, 
faccia  assordire,  e  perciò  è 
detta  Mazza  sorda. 

BATTAGGIÀ.  Scampanare. 

BATTARELL.  V.  Boridór  de  rocól. 

BATTARÌA.  Batteria  —  per  Sona- 
rla, v.  —  de  cusinna^  Attrezzi  di 
cucina. 

BÀTTARA.  Banco  della  bambagia. 
Su  di  esso  shoccasi  la  bambagia. 

BÀTTELA  Accattare,  Andar  all'ac- 
catto, Far  l'accattandolo,  l'ac- 
cattone —  Frecciare:  chieder 
altrui  denaro. 

BATTELL.  Battello  —  a  vapor Bat- 
tello a  vapore  ,  Piroscafo  ,  Va- 
poriera, Barca  a  vapore. 

BATTELLA-  Battella  :  specie  di  bar- 
ca lunga,  stretta  e  senza  cer- 
chi ,  che  usano  per  viaggi  lesti 
e  le  regate  sul  Lario. 

BATTELMATT.  Cacio  di  Betalmat. 
È  vaccino  pochissimo  salato: 
detto  cosi  dall'alpe  di  tal  nome 


BAT 


51  BAU 


nella  Val  Formazzain  isvizzera, 
donde  a  noi  viene. 

BATTENDA.  Battitura:  il  tempo  in 
che  si  battono  le  biade. 

BATTENT.  Battente  :  quello  che 
suona  le  ore  negli  oriuoli  — per 
Battutici.,  sig.  1  e  2,  V. 

BATTENT.  Battente  :  corpo  d'acqua 
alto  oncie  2milanesi(metriO,09Pl) 
che  viene  a  gravitare  sulla  boc- 
ca d'uscita,  secondo  il  modulo 
magistrale  milanese,  V,  Onza 
d'acqua  magistral. 

BATTERELL-  Mestola:  il  legno  con 
che  le  lavandaje  battono  i  panni. 

BATTESSELA  Battersela  ,  Fumar- 
sela :  partirsi  in  fretta. 

BATTIBUI.  Battibolli  :  tumulto,  ecc. 

BATTICGEUR  Batticuore. 

BATTIDÓR.  Chiedone,  Frecciatore 

—  Assottigliatore  —  Stradiere  — 
Battitore,  Datore  :  nel  giuoco  del 
pallone  e  della  palla  chi  pel 
primo  manda  in  giuoco  la  palla 
o  il  pallone,  gettatogli  dal  man- 
darino. 

BATTIDÓR.  Battitore  :  il  lavorante 
che  co'  mazzi  {mazz)  spalma 
d' inchiostro  le  torme  da  stam- 
parsi. 

BATTILOCCH.  Lo  stesso  che  Bar- 

chirceUj  V. 
BATTIN  Paratore,  Battono:  chi  nei 

boschi  para  sotto  il  colpo  del 

fucile,  battendo,  frugando  la 

preda. 

BATTIRffiU.  Martello,  Picchiotto: 
arnese,  per  lo  più  di  ferro,  pen- 
dente dalla  porta,  ad  uso  di  bat- 
ter sul  picchio  per  farsela  aprire 

—  Picca  cont  el  battirceu ,  Pic- 
chiottolare  —  Mazzuola:  legno 
con  che  si  divetta  il  lino,  la  ca- 
napa, ecc.  —  Mazzuola  da  terra, 
Mazzeranga,  Pestone,  Pillo  :  ba- 
stone avente  in  cima  un  pezzo 
di  tavola  per  ispianare  la  terra 

—  Batt  cont  el  baltiroeic  V  eraJ 
Mazzerangare ,  Pestonare  l'aja 

—  Maglio  :  battitoia  di  legno  con 
che  isalumaj  pestano  le  costole 
delle  schiene  (mezzenn)  di  lardo 
di  majale  —  Manico  della  zan- 
gola :  mazza  o  bastone  con  cui 
si  dibatte  il  latte  nella  zangola 
(penaggìa)  per  fare  il  burro  — 


Sbattitoja:  pezzo  di  legno  piano 
con  cui  si  pareggiano  le  lettere, 
cioè  si  abbassano  quelle  che 
fossero  rialzate  prima  di  stam- 
pare —  Matterello:  legno  con 
cui  si  picchia  la  carne  per  dis- 
nervarla, si  che  cotta,  divenga 
frolla  —  Tentennella:  legno  da 
un  lato  della  macina  per  avvi- 
sare quando  non  è  più  grano 
nella  tramoggia  —  Stella  :  ruota 
dentata  di  legno  infìssa  nell'asse 
del  tómbolo  (borlon)  nel  frullone 
(buratton)  —  per  Batterei^  v.  — 
per  Tirant  de  rèsega^  V. 

BATTIRCEULA.  Mazzuola  di  ferro  : 
specie  di  paletta  con  che  si  pic- 
chia la  carne,  onde  cotta,  non 
resti  tiglio'sa  {slègneda)  —  Ma- 
glio :  legno  col  quale  i  tintori 
battono  varie  robe. 

BATTIRON  D'ACQUA.  Scossone  d'ac- 
qua. 

BATTO.  Mazzaranga,  Pillo,  Pesto- 
ne :  arnese  con  che  si  ripesta  e 
sirassodalaterra  novellamente 
trasportata,  o  si  picchia  e  si  pa- 
reggia il  selciato  (rizzada)  fatto 
di  fresco,  dopo  avervi  sparso 
della  rena  —  Batt  cont  el  battój, 
Mazzerangare  —  per  Battin  o 
CascinJ  V. 

BATTOCC  Battaglio,  Battocchio. 

BATTUDA.  Battente  ,  Battitoio  : 
quella  parte  degli  stipiti,  del- 
l'architrave della  soglia,  se  è 
intavolata ,  la  quale  è  battuta 
dall'imposta  quando  si  chiude  — 
Battente  :  ciascuna  delle  corri- 
spondenti parti  dell'imposta  d'u- 
scio o  di  finestra.  Anche  dicesi 
Battei  t. 

BATTUDA.  Battuta  :  quella  misura 
di  tempo  che  dà  il  maestro  della 
musica  battendo  il  tempo  — 
Mandata  :  nei  giuoco  della  palla, 
del  pallone,  ecc. 

BAULÉE-  Baulajo  —  Forzierajo  — 
Cof'anajo. 

BAULL.  Baule.  Parti:  Manett J  La- 
sterJ  RetegnJ  Lucchetti  Fond^ 
CovercJ  Zentorij,  Tila^  saradura,, 
Lenguetta  ciavj  Bolzon  „  as- 
sett  —  Arida  in  d' ona  cassa  e 
torna  in  d'on  baullJ  fig.  Andar 
vitello  e  tornar  bue,  Viaggiare 


BAU  52  BEC 


come  i  bauli  —  Fà  su  el  baulh 
Far  il  baule:  adattarvi  la  roba 
da  portare  in  viaggio  —  anche, 
Disporsi  a  partire  —  Desfà  el 
bauli..  Disfare,  Sfare  il  baule. 

BAUSCENT.  Bavoso  —  Biascicone. 

BAUSCIA.  Bava  —  Biascia.  Per 
bauscicij  ecc.,  noi  Milanesi  in- 
tendiamo la  sola  bava  umana. 

BAUSCIA-  Scombavare  —  Biasci- 
care. 

BAUSCINNA.  Bavaglio,  Bavaglino: 
pannolino  che  legasi  al  collo  del 
bambino  ,  perchè  non  s'imbro- 
doli o  non  si  scombavi. 

BAUSCIÓN.  Bavoso. 

BAVA.  Bava.  Quella,  per  noi  Mila- 
nesi, delle  bestie;  e  allorché  si 
riferisce  a  sintomi  di  stizza  e 
di  rabbia  nell'uomo. 

BAVA-  Bava,  Filaccia ,  Seta  filac- 
ciosa, Primo  sfìlacciamento:  filo 
di  seta  dozzinale  e  senza  nerbo 
che  traesi  dopo  la  pelatura 
(spelaja)  e  avanti  il  primo  filo 
perfetto  del  bozzolo  {gaietta). 

BAVARA-  Tombolo  :  cataletto  —  Fu- 
nerale, Esequie. 

BAVARÉS.  Mostreggiature,  Mostre: 
le  rivolte  di  stoffa  sui  petti  o 
su  altre  parti  del  vestito,  e  che 
sogliono  essere  di  colore  di- 
verso. 

BAVARÉSA.  Bavarese  al  latte:  be- 
vanda di  fior  di  latte  con  giu- 
lebbe per  lo  più  riscaldato. 
"V.  Barbajada. 

BÀVER.  Bavero. 

BAZZA.  Bazza,  Scialo,  Buona  for- 
tuna —  Avègìien  ona  bazza_, 
Averne  da  scialarla,  da  farne 
scialo  —  Grìi' è  minga  sta  bazza_, 
Non  V  è  sfoggi. 
BAZZEGA  (GIUGÀA)-  Fare  a  bazzica 
—  Avegh  del  vun  al  sett  a  baz- 
zega,   Avere  pantraccolone  — 

'Avegh  trii  ass  trii  re  e  si- 
mile, Aver  ^cricca  o  bazzicotto 
di  asso,  di  re,  e  simile  ~  Baz- 
zega  gelerada,,  Bazzica  gigliata,  I 
Y.  Comoda  Gelée GeleròUj  Tre 
coss—  Verzicola,  Vergicola:  nu- 
mero di  tre  o  più  carte  andan- 
ti, che  si  seguitano  secondo 
l'ordine  e  valore  stabilito  dalle 


regole  del  giuoco.  V.  comoda 
Gelèe^  Geleron^  TrecossJ  ecc. 
BAZZILA.  Bacile  —  Bacino —Guan- 
tiera. 

BAZZILON.  Tegghia:  arnese  di  ra- 
me di  superficie  convessa,  so- 
stenuto da  piedi  di  ferro,  sopra 
di  cai,  postovi  sopra  il  fuoco, 
si  distendono  i  collari  dei  preti 
e  simili. 

BAZZOFFL  Basoffione,  Costolone, 
Buzzonaccio  :  d'uomo  grassone. 

BAZZOFFIA.  Basoffia,  Basina:  mi- 
nestra. 

BAZZOFFIA.  Sbasoffiare3  Sbaffiare: 
mangiare  smoderatamente. 

BAZZOFFION  ,  -IOTT.  Sbasoffione  , 
Sbaffione. 

BAZZOL  per  BasgerJ  V. 

BAZZOLÀ.  Affoltarsi:  di  chi  mangia 
molto  e  precipitosamente. 

BAZZOLON.  Minestraio  :  il  conta- 
dino che  dispensa  la  minestra 
ai  compagni  di  lavoro  —  Pap- 
pone :  chi  mangia  smoderata- 
mente e  d'ogni  cosa. 

BAZZOLOWNA.  Minestraja  —  Pap- 
pona. 

BAZZOTT-  Bazzotto:  fra  duro  e  te- 
nero, fra  solido  e  liquido. 

BEAT.  Beato,  Santone. 

BEAT  (I).  Bisciole  (Le)  (Tinea  epa- 
tica): specie  di  vermi  che  s'an- 
nidano nel  fegato  delle  pecore 
e  anche  delle  bestie  bovine  — 
negherj  nere:  dalle  quali  la  be- 
stia è  morta  in  men  d'  una  set- 
timana —  graSj  grasse:  dalle 
quali  la  bestia  è  morta  in  poco 
più  di  mezzo  anno.  Anche  di- 
ciamo Lumaghitt  o  Màa  di  Ut- 
rnaghitt. 

BEATA,  BEATOCCA.  Far  il  santone, 

il  beatone. 

BEATOCCA. Battipetto,Pinzocchera. 

BEATOCCH.Battipetto,Pinzocchero. 

BEBELL.  Gingillo,  Ninnolo  —  Giugà 
cont  el  bebell^  Gingillare,  Nin- 
nolare. 

BECCAFIGH- Beccafico, Bigione  (Syl- 
via hortensis):  uccello  silvano, 
olivastro  cenerino  al  di  sopra; 
coda  troncata,  varicolore,  ce- 
nerino-olivastra; remigante  se- 
conda subuguale  alla  terza  — 
zenerin  ^   Bigiarella ,  Sepera- 


BEC 


53 


BEL 


gnola  minore  (Silvia  curuca): 
uccello  silvano  —  gross^  V.  Tuin 
—  verdj  v.  Tuin  verd  —  bianclij 
V.  Tuin  bianca  —  piscininJ 
V.  Tuin  piscinin. 

BECCAFORMIGH.  V.  Stortacolh  sig.  1. 

BECCAMOSCHIN.  Beccamoschino  , 
Tinti  (Sylvia  cisticola)  :  uccello 
silvano. 

BECCARAGN.  V.  Rampeghin  de  mur 
in  Rampeghin. 

BECCARIA.  Macellarla. 

BECCASCIOCCH.  V.  Piccozz-gainèe 
in  Piccozz. 

BECCH-  Becco  —  Bagnà ^  Mojà  el 
becche  Mettere  il  becco  in  mol- 
le: bevere  —  Nasello:  nei  vio- 
lini, e  simile,  la  punta  dell'arco. 

BECCH  DE  GASS  Becco  di  luce  o 
di  gas:  cannello  di  metallo,  che 
ha  in  cima  uno  o  più  minutis- 
simi forellini,  di  cui  esce  il  gas, 
il  quale,  all'accostarvi  una  fiam- 
ma ,  si  accende  e  continua  ad 
ardere  di  luce  splendida  e  gaja. 

BECCHÉE-  Beccajo  —  Macellaio  — 
Norcino  :  cerusicastro  —  Mani- 
scalco: tristo  medico. 

BECCHETT-  Becchetto  :  piccolobec- 
co  —  per  Croscè J  V. 

BECCHIN.  Beccuccio. 

BECCHINCROS.  Crociere,  Becc*  a 
forbice,  Becco  storto,  Crocione, 
Becco  in  croce  (Loxia  curviro- 
stra):  uccello  silvano;  becco 
debolmente  curvo,  lungo  quanto 
il  dito  modio  [longUignan)\  l'a- 
pice della  mascella  inferiore 
che  sopravvanza  la  superiore. 

BECCHSTORT.  V.  Becchincros. 

BÈDOLA.  V.  Bèola. 

BÈE-  Pecorino,  Agnello  —  Vegh  in 
doss  on  poo  de  dèe„FiG.  Aver  un 
po'  dell'  osso,  del  poltrone  — 
On  oèe  mortj  Un  abbacchio.  V. 
in  Berin. 

BÈE-  Gobbo:  pegno  —  Fà  on  bèe^ 
V.  Irriderà. 

BÈE  BÈE.  Bebù,  Bò  bè:  voce  del- 
l'agnello o  della  pecora. 

BEGASCIÀ.  V.  Bagascia. 

BEGGIA.  Stecca:  specie  di  coltello 
d'osso  col  quale  si  pareggiano 
i  piombi  filati  che  incatenano  i 
vetri  delle  vetriate. 

BEJDONN.  Belledonne  (Atropa  bel- 


ladona):  pianta  medicinale  a 
fiore  bianco,  a  valve  che  scat- 
tano con  impeto  appena  tocche, 
e  lanciano  i  semi  a  certa  di- 
stanza,  raccogliendosi  a  spira 
sopra  sè  stesse. 

BEJOMEN.  Begliomini  (Impatiens 
balsamina):  pianta  annua  a  fiore 
rosso  screziato  di  bianco,  valve 
come  quelle  delle  belledonne 
{bejdonn). 

BELÉE-  Balocco  —  de  stagn*  Sta- 
gnini  —  Giugà  cont  ì  belèe,,  Ba- 
loccare, Baloccarsi. 

BELÉE.  Vaghezza,  Giojello  —  per 
BisgióJ  sig.  2,  V.  Belèe  de  toeu  su 
cont  la  rnoeujaj  fig.  Un  certo 
fior  di  virtù  segnato  ed  abboc- 
cato. 

BELEGOTT.  Caldallesse ,  Castagne 
lesse:  castagne  bislessate  col 
guscio  e  mezze  secche  o  alle 
quali  fu  dato  un  bollore,  V.  Bes- 
cott, 

BELERATT.  Baloccaio,  Ninnolalo. 

BELIETT.  Biglietto,  Viglietto  —  Po- 
lizza —  Cedola  —  Beliett  de  tea- 
ter_,  Nomina:  polizza  di  entra- 
tura a  un'accademia,  un  tea- 
tro, ecc. 

BELL-  Bello  —  Ti  te  gite  n'  ett  de 
bey*  Tu  ne  hai  di  belline, 

BELL  (FÀ  ON)-  Dar  un  passo:  di- 
cesi dell'invitare  i  bimbi  a  reg- 
gersi in  piedi  da  sè  e  a  far  qual- 
che passo. 

BELLA.  Dama,  Ganza,  Amorosa  — 
Dama:  l'ultima  partita  in  un 
giuoco  —  Andann  fceura  per  la 
bella,,  fig.  Passarsela  liscia, 
Uscirne  o  Passarne  pel  rotto 
della  cuffia. 

BELLA  Lezione  di  scritto:  il  dovere 
al  pulito  —  Mett  in  bella,,  Reca- 
re al,o  in  pulito,  Far  in  pulito. 

BELLANDADA-  Buonandata,  Beve- 
raggio: mancia.  Anche,  Dà  de 
ben. 

BELLBELL-  Bel  bello,  Pian  piano. 

BELL-E-BON.  Serio  serio:  di  cosa 
la  cui  purezza  sia  da  deplorarsi 
anzi  che  da  magnificarsi  —  El 
va  sangu  bell-e-bonJ  E'  va  san- 
gue serio  serio  —  Questa  V  è 
marscia  bell'e  bonna„  Questa  ò 
marcia  scria  scria. 


BEL  54  BER 


BELLEZZA-  Bellezza  —  Belluria:  di 
cose  che  avventano  agli  occhi, 
ma  che  non  hanno  pregio  in- 
trinseco —  Sin  fior  doma  de 
"bellezza,,  sono  fiori  di  belluria. 

BELLEZZA.  Bellezza:  quantità 
grande. 

BELL  METT.  Sorta  di  giuoco  di 
ventura. 

BELLO.  Ganzo,  Damo,  Amoroso. 

BELL'  OMETT.  V.  OmettJ  sig.  2. 

BÉLLORA-  Donnola,  Bellula(Mustela 
vulgaris):  animaletto  bruno  ros- 
siccio di  sopra, bianco  di  sotto; 
coda  dello  stesso  colore  del 
corpo;  fiero,  puzzolente,  ma  vi- 
spo, leggiadro  e  grazioso;  dà  la 
caccia  ai  polli;  drindisce,  din- 
trisce. 

BEN.  Bene  —  Assai  —  Pure  —  Si. 

BENEDICA.  Benedica:  il  dono  dei 
confetti  che  gli  sposi  sogliono 
fare  ai  parenti  o  agli  amici. 

BENEFIZIADA-  Beneficiata:  serata 
teatrale  destinata  a  particolar 
benefìzio  di  un  attore,  di  un 
cantante,  ecc. 

BENIAMIN.  Beniamino,  Cucco,  Mi- 
gnone:  figlio  avente  in  sè  dei 
pregi  da  vincere  V  affetto  del 
padre  o  della  madre. 

BENINTES-  Purché  —  Di  certo. 

BEN1S.  Confetto  —  buSj  vano:  di 
quelli  che  ci  son  dati  dopo  con- 
sumate le  nozze,  o  da  chi  si  ri- 
mariti —  de  gess  Coriandoli  — 
per  ì  vermen^  Seme  santo:  se- 
menzina coperta  di  zucchero  e 
fattone  minuta  confettura,  la 
quale  si  dà  ai  bambini  tormen- 
tati dai  bachi  (vermen)  —  con 
dent  i  aiiesitt  j,  Anacino  —  con 
dent  la  cannellaJ  Cannellino. 

UENIS  (I).  Fiori  (I):  quei  chicchi 
del  granoturco  (formenton)  che 
messi  nel  fuoco,  scoppian  e  man- 
dali fuori  per  la  crepatura  la 
farina  bianchiccia,  e  dei  quali 
sono  così  ghiotti  i  ragazzi.  An- 
che Micchinj  Mlcchettj  Biligott, 

BENISÉE.  Confettatore,  Confettiere. 

BENISIN.  Confettuzzo  —  Treggéa, 
Pizzicata. 

BENISITT.  V.  Benis  per  i  vermen. 

BENNA  Rastelliera:  specie  di 
scala  a  piuoli(scaZa  a  man)vo- 


vesciata,  ferma  pei  capi  nel 
muro,  alquanto  inclinata  al  di 
sopra  della  greppia  {mangia- 
dora).  Dai  ridoli  {ridoj)ìe  bestie 
abboccano  il  fieno. 

BENNITT.  V.  Ridoj. 

BÉOLA.  Betula,  Betulla  (Betula  al- 
ba): albero  a  rami  eretti,  co- 
perti di  lanuggine  fitta  e  breve, 
quando  giovani;  inclinati  a  ter- 
ra adulti;  corteccia  segnata  da 
verruche  (  gropp)  e  fenditure 
(crepp)\  foglie  ovate  —  per  Al- 
barott  J  V. 

BÉOLA-  Bevola,  Pietra  di  Bevola: 
specie  di  gneis  che  traesi  a  Be- 
vola e  in  diversi  altri  punti  di 
Valdossola;  ottima  per  pavi- 
menti, terrazze,  scale,  ecc.;  sal- 
dissima anche  assottigliata  di 
assai. 

BEOLÉE-  Betuleto:  bosco  di  betule. 

BEP  BEP  (FA).  Fare  bepebepe:dei 
verso  d'un  cagnolino. 

BÈRA  Pecora. 

BERÀ.  Belare  —  Specorare. 

BERCELLÀ,  BERCELLOTTÀ.  Andar  fa- 
cendo il  piagni. 

BERCELLOTT-  Piagnone. 

BERCIA.  Fare  il  piagni. 

BERCION,  BERCIOTT.  Piagnone. 

BERGAMIN.  Bergamino,  Buttero, 
Mandriano:  chi  specialmente 
dagli  alpi  (alp)  bergamaschi 
(onde  Bergamin)  e  di  Valsassina 
cala  per  lo  più  tra  noi  a  sver- 
nare i  suoi  vaccinati  (  berga- 
minn)  sull'erbe  delle  marcite. 
Lacciaja  è  una  lunga  fune  a 
cappia(asa)  scorsojo,che  i  bùt- 
teri portano  seco,  e,  al  bisogne, 
acciambellandola  e  poi  sfilan- 
dola verso  una  mandra  [berga- 
minna)  accalappiano  con  essa 
le  bestie  che  loro  piace. 

BERGAMINNA.  Bergamina ,  Vacci- 
nato, Mandra  di  mucche. 

BERGAMOTT.  Bergamotto:  pianti- 
cella a  rami  lunghi,  fessibili; 
foglie  un  po' rigonfie;  fiori  bian- 
chi —  Il  frutto  del  bergamotto, 
eh' è  una  sorte  di  lumia  (lima) 
fra  i  vari  limoni  odorosissima, 
trae  alla  forma  e  al  colore  del 
limone  ;  buccia  che  dà  un  olio 
essenziale  di  odore  soave ,  as- 


BER 


55 


BER 


sai  penetrante;  polpa  acida  e 
amara 

BERICCHIN  Monello,  Piazzuolo. 
BER  CCHINADA-  Monelleria. 
BER.CCHINAJA-  Ciurmaglia,  Gen- 
taglia. 

BERIN  Agnellino,  Pecorino  —  Man- 
nerino  :  castrato  giovane  e  gras- 
so —  Abbacchio:  agnellino  da 
vendere  per  essere  macellato. 

BERINÀ-  Stergare,  Fare  gli  stergai 
o  le  stergate:  tagliare  il  fieno  e 
ammontarlo  colla  falce  frullana 
(ranzd),  nell'atto  del  taglio  fa- 
cendone non  già  tante  poste 
{maragnoeu),  ma  tutto  un  muc- 
chio di  file  e  a  dilungo.  È  voce 
solenne  tra  i  nostri  contadini 
pianigiani  allorché  hanno  fretta 
di  lavoro,  essa  trae  da&é.,  berin,, 
berinna,,  perchè  il  fieno  cosi  la- 
sciato, sembra  un  branco  di  pe- 
corini di  filo  e  a  dilungo. 

BERINEE.  Agnellajo  —  Buzzonajo. 

BERIN  ÈRA.  Agnellaja  —  Buzzo- 
naja. 

BERINNA.  Agnellina,  Pecorina. 

BERITT  fi).  Pecorelle  (Le).  I  La- 
riensi  chiamano  cosi  le  Ondi- 
cene —  Anche  Ochett  —  per  Bez- 
zitt,  V. 

BERLICCH.  Berlic,  Berlicche,  Ten- 
tennino. 

BERLINGHITI.  Fronzoli,  Ninnoli, 
Ghingheri— Mettessindoss  di  bir- 
linghitt  per  spicca.,  Riufronzirsi 
per  fare  spocchia,  Mettersi  in 
ghingheri  per  fare  la  coglia. 

BERLINNA.  Berlina:  sorta  di  ca- 
stigo, tra  noi  abolito  dal  AS  in 
qua  —  Giugà  alla  berlinnaJ 
Fare  alla  berlina.  Messo  uno  dei 
giuocatori  in  un  angolo  della 
stanza,  un  altro  chiede  in  se- 
greto a' compagni  perchè  cre- 
dan  che  il  tale  sia  alla  berlina. 
Raccolti  i  perchè,  e' va  a  dirli 
ad  alta  voce  a  colui  eh' è  alla 
berlina,  senza  però  nominar 
persona.  Questi  allora  ordina  si 
metta  alla  berlina  in  vece  sua 
quel  tale  che  ha  messo  fuori  il 
perchè  che  più  gli  scottò.  Il 
raccoglitore  dei  perchè  allora 
ne  dice  il  nome;  quegli  va  alla 
berlina  in  luogo  del  primo,  e 


cosi  si  rifa  daccapo  alla  ber- 
lina. 

BERLINNA-  Berlina  :  specie  di  coc- 
chio scoperto  a  quattro  ruote 
che  ha  la  cassa  (scocca)  racco- 
mandata a  due  cignoni  (zenlon) 
assai  forti  di  cuojo  e  tesi  per 
modo  da  levare  ogni  incomodo 
di  scosse  a  chi  v1  è  dentro. 

BERNARDON-  Tralcione  :  ordina- 
riamente è  il  ramo  vecchio  di 
vite  che  tirasi  discosto  dal  tron- 
co a  palo,  o  dall1  albero  per  lo 
più  in  linea  orizzontale.  Ha  poi 
lungo  sè  stesso  gli  speroni  o 
zingoni  (spron)  che  sono  come 
i  tralciuoli  (trositt)  dai  quali  si 
ha  l'uva.  Talvolta  si  tendono  a 
tralcioni  anche  le  messe  del- 
l' annata  ultima.  Anche  dicesi 
Tir  on. 

BERNAZZ,  BARNASC-  Paletta  da 
fuoco. 

BERNAZZADAi  Palettata. 

BERNAZZON.  Palettone:  gran  pala 
di  ferro,  con  risalti  alti  un  quarto 
di  metro  da  tre  lati,  di  cui  il 
fornaciaio  si  serve  per  estrarre 
la  brage  dalla  bocca  della  for- 
nace e  buttarla  a  freddare  nella 
sciuga  (foppa). 

BEROTT.  Cannetto  :  il  pennecchio 
{paniseli)  di  lana  cardata  — per 
Ghindanna,  v. 

BERSALI-  Bersaglio.  Ha  il  punto 
di  mira  —  Vess  el  ber  sali  de  tucc* 
Essere  il  bersaglio  di  tutti:  di- 
cesi di  persona  che  sia  V  og- 
getto di  tutte  le  beffe  e  di  tutti 
gli  scherzi  che  da  quelli  si  fanno. 

BERSALIER.  Bersagliere.  Nome  di 
quel  simpaticissimo  corpo  di 
nostri  soldati  che  si  mandano 
spicciolati  o  a  drappelli,  fuori 
della  fronte  del  battaglione,  o 
dell'esercito,  ad  esplorare  il 
nemico,  a  tirare  i  primi  colpi,  a 
tenerlo  indietro  con  un  vivo 
fuoco,  a  stancheggiarlo,  ecc.  Si 
chiamano  cosi  perchè  loro  prin- 
cipale esercizio  è  il  tirare  al 
bersaglio  per  divenire  buoni 
imber datori  j  come  si  chiama- 
vano già.  Il  popolo,  come  al  so- 
lito, ne  storpiò  il  nome  in  Bres- 
saglier. 


BER 


56 


IBES 


BERSO.  Cupola,  cerchiata,  capan- 
nuccia :  pergola  di  verzura, 
sotto  cui  stare  all'  ombra  nei 
giardini. 

BERTA.  Cornacchia  ,  Mulacchia  . 
Corvacchia,  Corvetto,  Corvo 
de' campanili,  Gracchiola,  Cor- 
nacchiella,  Taccola(Corvus  me- 
nedula):  uccello  silvano;  tronco 
nero  cenerino;  pileo,  ali  e  coda 
nero  cangiante;  seconda  remi- 
gante uguale  alla  quinta;  cro- 
cita  o  crocida  o  corba  —  fig. 
Svesciatrice  :  di  donna  che  sve- 
scia, che  butta  fuori  ogni  cosa 

BERTA-  Modestina:  striscia  di  pan- 
nolino lunga  un  palmo  o  poco 
più,  con  qualche  guarnizione 
cui  portano  le  donne  sopra  il 
seno,  massime  a  vestito  di  molto 
scollato  e  aperto  sul  davanti. 

BERTAGNIN.  V.  Merluzz. 

BERTAVELL-  Bertovello,  Bertuello: 
specie  di  rete  fatta  a  imbuto 
{pedrioeu).  L'imbuto  è  diviso  in 
tre  o  quattro  spartimenti  ;  il 
primo  che  serve  di  bocca,  è  il 
più  ampio;  il  secondo  è  minore, 
e  gli  altri  sempre  degradando 
si  ristringono.  Ogni  spartimento 
è  tenuto  aperto  da  cerchio  di 
legno  o  da  due  bacchette  in- 
crociate. Entra  il  pesce  nella 
larga  bocca  del  primo  e  passa 
all'ultimo  che  ha  l'entratura 
stretta  o  a  ritroso  {borsetta). 

BERTOLA.  Cartacciamome  di  quelle 
carte  che  non  fan  comodo  al 
giuocatore,  e  sono  da  scartarsi. 

BERTOLDINNA.  Schiacciata  di  fa- 
rina gialla,  burro,  ecc.,  ch'usa- 
no nei  paraggi  di  Abbiategrasso. 

BERTOWÀ.  Zucconare:  tagliar  corti 
i  capelli  —  Rapare,  Radere:  to- 
sar bene  fino  alla  pelle  il  capo. 
V.  MelonJ  Melonà^  Melonatt. 

BESASC  Cencio  :  cosa  mencia  o 
sbiadita  o  guitta  —  fig.  Guasta- 
mestiere. 

BESASC,  BESASCENT.  Guitto,  Cen- 
cioso, Sucido,  Mencio. 

BESASCIÀ  Abborracciare. 

BESASCIADA.  Stivaleria:  cosa  gof- 
famente detta  o  fatta  o  pensata. 

BESASCIARIA.  Cenciata:  cosa  vile 
come  un  cencio. 


BESBILLERI,  BESBILLI.  Bisbiglio  — 
Fà  besbilli.  Far  il  ciricl  —  Bru- 
licchio:  movimento  di  persone  — 
Un  besì)illi  de  gent^TJna.  mischia 
di  gente. 

BESBILLI-  Frugolo,  Saetta,  Nabis- 
so:  di  fanciullo  che  non  sa  star 
fermo. 

BESCHIZI.  Ticchio,  Capriccio,  Ghi- 
ribizzo. 

BESCHIZIASS.  Pigliar  il  grillo,  Cor- 
rucciarsi,  Montar  sulle  biche, 
Inciprignire,  Indispettirsi. 

BESCHIZIOS.  Scontroso,  Permaloso, 
Schizzinoso. 

BESCIN  V.  Berin. 

BESCOTINATT,  per  celia,  Fitta- 
mi, V. 

BESCOTT.  Biscotto. 

BESCOTT.  Caldallesse. Castagne  che 
sono  quasi  le  stesse  che  i  Bele- 
gott;  con  questa  diversità  che 
i  Bescott  non  sono  mai  vizzi  co- 
me talora  diventano  i  Belegott, 
Anche  son  dette  Verones. 

BESCOTTARIA.  Biscotteria:  assorti- 
mento di  paste  dolci,  come  bis- 
cottini, biscotti,  ecc. 

BESCOTTIN.  Biscottino  —  fig.  Zuc- 
cherino, Giulebbe:  di  cosa  gra- 
dita, soavissima. 

BESCOTTIN  (QUIJ  DEL).  Sotto  questo 
titolo  va  compresa  la  cosi  detta 
Pia  Unione  che  cominciò  in  Mi- 
lano nel  1802.  Cominciò  sotto  i 
padri  De  Vecchi  per  confortare 
i  malati  nel  nostro  Ospitale 
maggiore ,  e  che  è  menzionata 
col  nome  di  biscottini  che  por- 
tavano agli  infermi.  Nel  1836  fu 
riconosciuta  legalmente,  e  tanto 
avanzò  che  aperse  scuole  gra- 
tuite pei  due  sessi  ,  e  serali  e 
domenicali ,  oratorj  ,  ricoveri  e 
soccorsi  a  domicilio.  Dal  59  in 
qua  si  urla  contro,  questi  veri 
amici  dell'uomo;  loro  si  tolgono 
gli  ospedali  e  le  scuole,  e  i  ri- 
coveri, e  i  soccorsi.  Ma  invano 
la  malignità  della  ingratitudine 
tenterà  di  cancellare  nei  gran 
savi  dei  nostri  giorni  la  verità, 
cioè  che  la  fonte  di  tanta  be- 
neficenza venne  a  denari  e  su- 
dori aperta  da  quegli  augusti  di 
spirito,  che  gli  spìriti  forti  chia- 


BES  57  BEV 


mano   Quij    del    bescottin.  V. 
susSj  sussista. 
BESGOTTINATT.  V.  Bescottin  (Quij 
del). 

BESEJ.  Pungiglione:  l'ago  delle 
vespe,  delle  api,  dei  calabroni, 
e  simili  animaluzzi  —  fig.  Friz- 
zo, Frizzore,  Bruciore  —  cascia 
fozura  el  besej ^  Far  il  viso  del- 
l'armi, Ringhiare,  Mostrar  i  denti, 
Risentirsi  —  On  besej  d'ona  don- 
na.. Una  stizzosa  di  donna. 

BESEJ.  Lingua  di  serpe:  di  male- 
dico —  per  BagotteraJ  V. 

BESEJ  per  Lenguàa^  V. 

BESÌÀ.  Pungere  —  Appinzare  — 
Frizzare. 

BESÌADURA.  V.  Bagottera. 

BESÌJ.  V.  Besej. 

BESIJENT.  Pungente  — Appinzante, 

Frizzante. 
BESINFI.  Gonfio. 
BES'iOS.  Bieco,  Torvo. 
BESONC  Bisunto. 
BESONCIARIA.  Untume. 
BESTEMMÀ.  Bestemmiare,  Sagrare 

—  fig.  Chiedere  uno  sproposito: 
un  prezzo  eccessivo.  V.  Saracchj 
sig.  2. 

BESTIA  (ANDÀ  IN).  Entrare  in  be- 
stia: in  gnan  collera. 

BETTEGÀ  Balbettare  — Scilinguare. 

BETTEGÀ  (EL).  Balbuzie  (La)  —  Bia- 
sciolo  (II). 

BETTEGADA,  BETTEGAJADA.  Balbet- 
tamento. 

BETTEG9I-  Balbettante,  Balbuzien- 
te —  Balbo,  Bleso  — Biasciolone. 

BETTEGOIÀ.  V.  Bettegà. 

BETTOLIN.  Bettoletta. 

BETTOLINATT.  Bettoliere  :  chi  tiene 
bettola  —  Bettolante:  chi  la  fre- 
quenta. 

BETTONEGA.  Bettonica,  Vettonica 
(Bettonica  offìcinalis):  erba  pe- 
renne dei  prati,  boschi  e  luoghi 
ombrosi;  fusto  lievemente  pe- 
loso; foglie  bislunghe,  grinzose 

—  Vess  conossùu  come  la  betto- 
nega^  fig.  Essere  più  conosciuto 
che  la  malerba. 

BEV.  Bevere,  Bere  —  senza  man- 
giò Bere  a  sciacquabudella  — 
minga  mal^  Trincare  ,  Sbevic- 
chiare —  fìnna  all'ultem^  Sgoc- 


ciolare —  a  cicc  Centellare,  Cen- 
tellinare, Bere  a  scosse,  a  cen- 
telli,  a  centellini  —  giò^  Tracan- 
nare, Ber  grosso  —  su  iceuv^ecc. 
Sorbire  le  ova,  Succhiare, ecc  — 
su  ì  danèe^  ecc. ,  Bergli  —  a  la 
salut  de...,  Bere  alla  salute  di.., 
Brindare,  Propinare,  Far  brin- 
disi a...  —  a  cicinin^  zinzinare, 
Bere  a  zinzini  —  col  palma  de 
la  man^  Ber  colle  giumelle  —  a, 
cannella  Bere  a  cannello  —  adrée 
a  una  pinola^  ecc.,  Ber  sopra  a 
una  pillola,  ecc.  :  subito  dopo  — 
a  fida^Beve  a  tirate—  i  bellezz 
de...  Bere  l'abbeveraticcio  o  l'ab- 
beverato di...  —  Savori  el  bev^ 
Assaporare,  Gustare  il  bere  — 
Dà  de  bev^  Dar  da  bere  —  an- 
che,Dare  il  beveraggio,V..B<?^cm- 
dada  —  Torna  a  bev^  Ribevere, 
Cioncare  —  Vojà  giò  de  bev^  Me- 
scere —  Dà  de  bev  ai  bestia  Ab- 
beverare le  bestie  —  Bev  a  pù 
non  poss^  Avvinazzarsi,  Zizzo- 
lare,  Inciuscherarsi  —  Giugà  a 
chi  pù  bev„  Fare  a  chi  più  im- 
botta —  Bev  senza  toccà  col  bic- 
cer^  o  simile^,  la  bocca  Bere  a 
garganella  o  a  doccia:  bere  al 
litro  senza  appoggiarne  laboc- 
ca  alle  labbra;  il  che  si  fa  pie- 
gando il  capo  all' indietro,  e 
versando  dall'  alto  il  liquore  in 
bocca  —  Bev  o  Bev  giò  all'  in- 
grossJBevela  su J  fig.  Gabellare: 
credere  —  I  tceu  sparad  ei  be- 
vom  minga  su^  Le  tue  sbracia- 
te non  le  gabelliamo  —  Fà  bon 
bev.  Dar  buon  bere  :  far  somi- 
gliar buono  il  vino  —  Bev-sù  ona 
reccada^  ecc.,  Succiar  e  una  no- 
ja,  ecc.  —  Bev  su  coi  orecCjBere 
colle  orecchie:  ascoltare  atten- 
tissimamente—-Bev  su  coi  oeucc^ 
Vagheggiare. 

BEV.  Assorbire,  Suggere,  Succiare: 
di  carta,  ecc. 

BEVASCIÀ.  V.  Begascià. 

BEVASCION.  V.  Begascion. 

BEVERA.  Abbeveratolo. 

BEVER  D'ACQUA  (DÀ  NANCH  ON  )• 
Non  dare  un  bever  d'acqua:  di 
colui  al  quale  non  casca  nulla. 

BEVERON.  V.  Bev-in-bianch^  sig.  2 
—  Composta:  mescolo  di  paglie 


BEV 


58 


BIA 


di  grano  e  dì  foglie  di  grano 
turco,  di  cavoli,  trite  e  intrise 
in  acqua  calda  e  crusca,  che 
l'inverno  si  dà  per  cibo  alle 
bestie  bovine  —  cont  la  cruscaJ 
Semolata. 

EEVERON-  Acqua  e  neve  —  Vegnì 
giò  tcn  beveron^  fig.  Piovere  e 
nevicare  insieme. 

BEVERON.  Bevuta:  vaso  di  vetro 

0  d'altro  con  beccuccio  ad  uso 
di  dar  da  bere  ai  malati. 

BEVIDOR-  Bevitore. 

BEV  IN  BIANCH.  Dar  il  beverone: 
dare  alle  vacche  acqua  tiepida 
con  entro  crusca  o  farina  di 
segala  o  di  linseme  (linosa)  onde 
riaverle  se  malaticcie,  e  farle 
più  produttive  di  latte,  se  sane. 
Il  che  si  usa  pure  coi  cavalli, 
bovi,  ecc.,  specialmente  per  ri- 
medio. Anche  dicono  Fai  bev  in 
bianch. 

BEV-IN -BIANCH.  Beverone  :  farina, 
per  lo  più  di  segale,  o  crusca  o 
tritello,  stemperata  in  moltissi- 
ma acqua,  che  si  dà  talora  ai 
cavalli,  specialmente  nella  sta- 
gione calda  —  Anche  Beveroiij 
V.  in  Mantell. 

BEVIRG5U.  Bevirolo,  Beverino,  Be- 
verello:  vasetto  per  lo  più  di 
vetro  a  orlo  arrovesciato ,  in 
cui  bevono  gli  uccelli  in  gab- 
bia —  Abbeveratolo  ,  Bevera- 
toio :  vasetto  oblungo,  per  lo 
più  di  terra  cotta,  in  cui  bevono 

1  polli  nei  trogoli  (albioeu)  delle 
stie(ca#pcwer jper bevervii  polli. 

BEVIROSULIN.  Bevirolino,  Beverel- 
lino. 

BEVUTA.  Bevuta  —  Il  bere  —  fig.  per 

Bajada^  V. 
BEZZA.  Pecora. 

BEZZA.  Treccia   alla  contadina, 

V.  BibaJ  Bibin^  Coazz,,  Cornuta 

Trezza J  Trezzittj  Bezzin. 
BEZZI-  Bezzi,  Soldi,  Quattrini  —  Bu- 

scass  di  bon  bezzin  Toccar  di 

buoni  quattrini. 
BEZZIN.  Trecciuola  alla  contadina 

—  per  BerinJ  V. 
BEZZINNA.  Pecora. 
BEZZITT.  Gatti:  gli  amenti  del  noc- 

ciuolo,  della  noce,  ecc.  —  Anche 

Beritt. 


BIACCA.  Biacca  —  Dà  su  la  biacca _, 
Imbiaccare. 

BIADA  Avena,  Vena,  Biada,  (Ave- 
na sativa):  pianta  erbacea  delia 
famiglia  delle  gramigne  ;  forni- 
sce il  foraggio  al  bestiame;  vie- 
ne coltivata  al  pari  del  frumento 
e  della  segale  (segra)  —  Ra- 
zion  de  biada,,  Razione  o  Pro- 
fenda di  avena  —  Dà  la  biada., 
Abbiadare,  Profendare  —  salva- 
degaj  Forasacco  peloso,  Segale 
lanajuola,  Spigolina  (Biomus 
mollis):  pannocchia  in  forma  di 
spiga  un  poco  pendente;  spi- 
ghettine  alterne  ,  ovate  ,  pube- 
scenti; veste  diritte;  foglie  de- 
licatamente pelose;  annua;  tro- 
vasi nei  luoghi  erbosi,  ed  ab- 
bonda nei  prati  freschi  —  per 
Erba  guzza*  V. 

BIADARffiU-  Biad aiolo. 

BIADEGA.  Abiatica:  figlia  di  un  fi- 
gliuolo o  di  una  figliuola.  V. 
Biadegli. 

BIADEGH.  Abiatico:  figlio  di  un  fi- 
gliuolo o  di  una  figliuola.  Que- 
sta voce  ha  molti  esempi  anti- 
chi. La  voce  milanese  trae  forse 
dal  latino  feudale  ex  avoJ  avia- 
ticus^  abbiatico.  I  Fiorentini  di* 
cono  nipotino^  nipolina  ;  voci 
amfibologiche,  perchè  suonano 
pure  giovini  o  piccoli  nipoti.  Il 
Fanfani  nel  suo  ricercato,  a 
torto,  Vocabolario,  alla  voce 
nipotino J  piace  vedere  che  dice. 

BIADETT.  Biadetto:  materia  di  co- 
lor azzurro. 

BIANCA.  V.  cartabianca. 

BIANCA  (LA  SURA).  Le  mosche  bian- 
che: la  neve. 

BIANCARIA.  Biancheria.  E  non  il 
gallicismo  Lingeria  —  Cusì  in 
biancaria^  Cucir  di  bianco  — 
Biancaria  da  tavola^  Biancheria 
da  tavola  —  operada*  tessuta  a 
opera  —  de  cusinna^  da  cucina 

—  de  lettj,  da  letto  —  de  rnett  in 
dosSj  da  portare  in  dosso  —  de 
bugadaJ  di  bucato,  imbucatata 

—  masaradaJ  fracida,  fradicia  — 
sopressadaJ  stirata  —  Dà  l'amed 
a  la  biancaria „  Insaldare  la 
biancheria  —  sporca^  sudicia, 
sporca  —  solia^  liscia  —  de  Fian- 


BIA 


59 


BIC 


dra^  damascata  o  di  Fiandra  — 
che  ha  ciappàa  el  giald^  impor- 
rata, imporrita  —  a  uso  de  Fian- 
dra., to vagliata  o  a  uso  di  Fian 
dra  —  Donna  che  lavora  in  bian- 
caria  *  Cucitora  di  bianco  — 
eh'  ha  ciappàa  el  grernrn^  Bian- 
cheria arsicciata ,  abbronziata 

—  a  maccJ  lumacata. 
BIANCH.  Bianchimento  :  composto 

d'acqua,  sai  comune,  allume  di 
rocca  e  gruma  di  botte  {croppa 
de  vassell),  e  talora  un  po1  d'  a- 
Cido  solforico  a  uso  di  imbian- 
chire {sbiancà)  —  Bianco:  quel 
vano  che  lasciasi  in  un  rametto 
per  incastrarvi  una  lettera  ini- 
ziale d'opera  o  di  capitolo  d' o- 
pera  —  Fà  bianchj  Imbianchire, 
V.  Sbianca  e  SbiancaJ  Brascio- 
rin. 

BIANCH.  Bianco  —  De  pont  in 
bianche  Per  appunto,  Di  punto 
in  bianco  —  Lassà  in  bianche 
Lasciar  in  bianco:  lasciar  spa- 
zio nelle  scritture  da  potervi 
scrivere  asuotempo— fig.  Aver- 
la bianca  :  non  conseguire  che 
che  sia  —  Mett  del  bianch  in 
d'ona  pagina Lasciar  del  bian- 
co in  una  pagina:  allargare  le 
righe. 

BIANCH  DE  GUSS  D(EUV,  DE  L'CEUCC 

Bianco  di  guscio  d'  uovo,  del- 
l'occhio o  albugine. 

BIANCH  DE  L'  ONGIA.  Lunetta  (nel- 
l'uorao)  —  Tuello  (nelle  bestie). 

BIANCH  D'CEUV.  V.  Ciar  d'  oeuv. 

BIANCH  DE  SBIANCA.  Bianco  :  ma- 
teria di  color  bianco  colla  quale 
6'  imbiancano  le  mura. 

BIANCH  D'OSS-  Tenerume. 

BIANCH  (C(EUS  IN).  Lessare  —  Tro- 
tare  :  di  pesci. 

BIANCHERA.  Trebbiano,  Tribbiano 
fiorentino:  uva  bianca. 

BIANCH-E-ROSS  (VESS).  Esser  latte 
e  rosa:  di  carnagione. 

BIANCH-E-ROSS-  Trombetta,  Trom- 
bettiere. La  bandiera  munici- 
pale di  Milano  è  bianca  e  rossa; 
le  assise  dei  trombetti  munici 
pali  imitano  la  bandiera,  e  di 
qui  tal  loro  nome  fra  il  popolo 

—  Banditore  —  Anche,  i  Trom- 
betta de  la  cittàa. 


BIANCHETT.  Gesso  o  Pietra  da 
sarti. Micio  suole  chiamarsi  an- 
che comunemente  ,  e  quando  è 
ridotto  in  polvere  si  chiama 
Polvere  di  micio— Bianchetto:nel 
sasso  da  calce  è  quello  che  ri- 
sulta poco  sodo  e  scegliticcio. 

BIANCHETT.  Melata,  Melume  :  ma- 
lattia che  attacca  alcune  piante, 
principalmente  nella  state,  e 
consiste  in  un  trasudamento  di 
umore  dolce  dalle  foglie,  dagli 
steli,  dai  fiori  e  dai  frutti,  per 
cui  imbiancano.  Anche  è  detta 
Manna. 

BIANCHETTA.  Camiciuola  :  vesti- 
mento di  pannolino  o  lana,  che 
si  porta  sulla  carne  o  sulla  ca- 
micia, a  maggior  riparo  dal 
freddo.  V.  Rossetta. 

BIANCHETTIN-  Camiciuolina. 

BIASSÀ.  Biasciare ,  Biascicare, 
Sbiasciare,  Sbiascicare. 

BIAVA.  V.  Biada. 

BIBA-  V.  Bezza. 

BIBIN  per  Riottin  de  la  coronna 
—  per  Bezzin^  sig.  l,  V. 

BICC.  Pedale,  Pedano,  Pedone, 
Piede:  il  tronco  dell'albero  dalla 
radice  alla  forcatura. 

BICCER.  Bicchiere.  Parti:  Bocca,, 
Pè^  Orla^  Panscia^  FondJ  Cùu  — 
Croppa  del  biccer^  Camicia  del 
bicchiere  —  de  caccia  ode  viagg^ 
Bicchiere  di  cuoio  —  panàa^ 
diacciato  o  fatto  a  diaccio  — 
senza  o  cont  el  collarina  senza 
o  con  gorgiera  —  Cùu  de  biC" 
cer^  fig.  Gemma  di  Murano  : 
cioè  falsa  —  chi  fabbrica  i  Me- 
cer^  Bicchier ajo  —  Biccer  a  ca- 
liZj  Calice,  Bicchiere  a  calice  — 
col  labro  d'  orJ  messo  a  oro  — 
molàaJ  arrotato  —  soli^  liscio  — 
lavoràa*  martellato  —groteschj, 
scherzoso  o  di  figure  scherzose. 

BICCER.  Bagnatolo  :  queir  arnese 
che  tiensi  pieno  d'  acqua  nelle 
gabbie  per  gli  uccelli  ch'amano 
diguazzarsi. 

BICCERADA.  Bicchierata:  bevuta 
di  vino  fatta  tra  molti  allegra- 
mente. 

BICCIOLAN.  Bozzolano  :  pasta  di 
varie  maniere  con  zucchero, 
uova  e  altro. 


BIC 


60 


BIG 


BICCIOLAN-  Lungone;  persona  lun- 
ga —  Ghiozzo:  persona  semplice 
e  stupida. 

BICCIOLAN  (EL).  Dito  medio  (II).  An- 
che Longhignan. 

BICOCCA.  Aicoiajo.  Parti  -.Bacchetta 
Bardèrla  o  Pé,  Fer^  Travers^ 
Birosu^  Baslottell  — -  de  sarà  suJ 
pieghevole  o  da  serrare. 

BICOCCA-  Ciondolare  —  Balenare. 
Barcollare,  Star  male  in  gambe, 
Andare  a  onde,  Ondeggiare,  Tra- 
ballare ,  Barellare  —  fig.  Dor- 
micchiare —  Tentennare,  Stare 
in  tentenne. 

BICOCCAD  A.  Barcollamento  —  Dagh 
biccocad  de  UraJ  Andar  barcol- 
lon  barcolloni,  Barcollando  pi- 
gliar tutta  la  strada. 

BICOCCHIN  (FA).  Girare  in  tondo, 
Far  bindolo  :  giuoco  che  si  fa 
aggavignandosi  in  due  per  le 
mani,  e  girando  al  tondo  preci- 
pitosamente. 

BICORNIA.  Bicornia:  specie  d'in- 
cudine dipiano  (massizz)  stretto, 
di  corna  lunghissime  e  per  lo 
più  con  codolo  {eoa)  che  si  pianta 
in  un  cilindro  di  legno  di  piccol 
diametro. 

BIDAN.  Pedano:  sorta  di  scarpello 
avente  sulla  grossezza  la  ralla 
(ongia),  il  quale  serve  a  inta- 
gliare stretti  e  profondi  canali— 
Tagliolo:  stretto  scarpello  a  ta- 
glio obbliquo,  che  serve  a  divi- 
dere in  due  un  pezzo  sul  tornio, 
senza  molta  perdita  di  materia 
—  di  bajonett  de  usSj  Pedano 
da  incassar  ferri. 

BIDANIN.  Becchetto:  quel  ferro  che 
verso  la  parte  tagliente  é  ripie- 
gato a  squadra.  Usasi  dal  tor- 
nitore. 

BIDÈ.  Lavamano  a  scafa. 

BIDELL-  Bidello. 

BIDELLA.  Bidella. 

BIDOJA.  Specie  di  polenta  mollic- 
cia di  farina  di  grano  turco  cotta 
nell'acqua,  insalata  e  regalata 
di  fagiuoli ,  foglie  di  cavolo,  e 
simili  —  Dì  la  bidoja^  vale  Dire 
il  rosajo,in  Vallassina. 

BIDOJA  (FA).  Fare  baldoria. 

BIED.  V.  in  Bieda. 

BIEDA.  Bieta,  Bietola  (Beta  Tulga- 


ris):  pianticella,  le  cui  foglie 
chiamate  pure  biete,  bietole 
(bied),  si  usano  in  cucina  e  più 
nelle  medicazioni  vescicatorie, 
V.  anche  Erb^  Erbetta  Cost. 

BIEDRAVA.  Barbabietola,  Barba 
(Beta  ruba  vulgaris):  pianta  er- 
bacea, con  foglie  rosse  e  radice 
bislunga  —  bianca,,  Barbabietola 
bianca,  o  bianco-rossa,  o  mo- 
scatella (Beda  pallida  vivens 
major)  —  bislongaJ  Barbe  dei 
Cappuccini  (Beta  rubra  radice 
rapae)  —  gialda^  Bietola  carota 
o  gialla  (Beta  lutea  major). 

BIELLA.  Tegame.  La  voce  mila- 
nese trae  da  Biella,  da  dove  ci 
vennero  i  tegami  la  prima  volta 
—  Mett  dent  in  la  biella^  Inte- 
gamare. 

BIELLADA.  Tegamata. 

BIELLASCIA.  Tegamaccio. 

BIELLATT,  BIELLÉE.  Tegamajo. 

BIELLIN,  Tegamino. 

BIELLON.  Tegamone. 

BIELLOTT.  Tegamotto. 

BIFFA-  Biffa:  nome  di  due  sottili 
aste  di  legno,  o  anche  due  can- 
ne ,  segnate  in  parti  di  una  de- 
terminata misura ,  come  di  me- 
tro, piede,  o  altra.  Le  biffe  dal 
perticatore  stesso,  o  anche  da 
uno  o  da  due  assistenti  soste- 
nute ritte  verticalmente  su  due 
punti  da  livellarsi.  Nelle  Biffe  è 
inferito  lo  Scopo  o  Mira  che  si 
dica.  Anche  sono  dette  Palinn, 
Paletti. 

BIFSTECCH.  Bistecca  :  larga  fetta 
di  carne,  tagliata  dalla  culatta 
o  d'altronde,  poco  arrostita 
sulla  gratella  {graticola)  o  al- 
trimenti, e  che  si  mangia  cosi 
guascotta.  Voce  dall'  inglese 
BeefsteaKs  (fetta  di  manzo). 

BIGA.  Biga:  cocchio  a  due  ruote; 
cassa  (scocca)  ovata,  nella  quale 
si  entra  da  tergo,  ove  è  tutta 
aperta;  scoperta;  senza  sederi; 
con  timone  breve,  tratto  da  due 
cavalli.  Se  da  quattro  dicesi 
Quadriga:  se  da  sei  Sestiga .  Tale 
è  quella  che  abbiamo  sull'Arco 
della  Pace  ,  il  maggior  monu- 
mento di  bronzo,  pesando  i  ca- 
valli degli  angoli  ciascuno  16;553 


BIG 


61 


BIG 


libbre  milanesi;  e  quei  della  se- 
stiga 18,529,  modellati  da  Gio- 
vanni Putti;  il  carro  e  la  statua 
della  Pace  libbre  63,381,  model- 
lati da  Abbondio  Sangiorgio  e 
fusi  a  vari  pezzi  dai  fratelli 
Manfredini:  col  lavoro  di  sette 
anni  e  la  spesa  d'un  milione. 

BlGATT.  V.  Cavaler. 

BIGATTÉE.  Bacajo. 

BIGATTERA-  Bacaja. 

BIGATTERA.  Bigattaja,  Bigatteria, 
Bacheria,  Bigattiera. 

BIGIA.  Sbirbare,  Marinare,  Salare  , 
la  scuola,  la  messa,  il  dovere, 
la  lezione.  Fare  un  buco. 

BIGIADINNA  (DÀ  o  DAGH  ONA).  Lo 
stesso  che  Bigia. 

BTGIADOR.  Salatore:  che  manca 
alla  scuola,  ecc.,o  copia  il  do- 
vere, ecc. 

BIGIN.  Chiamano  nelle  scuole  quel 
libro  stampato  o  no  ,  sul  quale 
sono  da  copiarsi  i  doveri;  e  per 
lo  più  dicesi  di  traduzione  dal 
latino  o  dal  greco  in  volgare. 

BIGIN.  Bacino:  dim.  vezzegg.  di 
Bacio.  Voce  infantile. 

BIGLIA  o  BALLA.  Palla:  nome  di 
quelle  palle  d'avorio,  rotondis- 
sime ,  lustre  per  giocare  al  bi- 
gliardo —  Ciappà  la  biglia^  Co- 
gliere la  biglia  —  Mettes  con  la 
biglia.,  Achittarsi,  Dar  l'achitto 
—  Vess  in  biglia^  Essere  in  pal- 
la: avere  la  propria  palla  pa- 
rallela con  quella  dell'avversa- 
rio —  anche,  FiSsere  in  palla: 
non  fallir  colpo,  cogliere  ad 
ogni  colpo,  essere  in  buona  di- 
sposizione per  giuocare  al  bi- 
gliardo  —  Vess  minga  in  balla 
o  già  de  ballaJ  Non  essere  in 
palla,  Non  aver  punto  di  palla, 
Non  sentirsi  o  Non  essere  a 
giuoco  —  Balla  ferma  o  treggia, 
Palla  ferma.  Tale  è  dichiarata 
da  chi  n'  ha  interesse  quella  bi- 
glia che  dopo  la  corsa  del  colpo 
ricevuto  si  sofferma  quasi  ra- 
sente la  buca;  dichiarazione 
priva  di  valore  il  successivo 
suo  cadere  in  buca  se  anche 
avviene  —  ciappà  on  quart  de 
balla^  ciappà  mezza  ballaj  Fa 
balla  resta  J  Pigliare  la  palla  a 


cusè  o  a  resto  o  di  arresto  —  Fa 
balla  o  busa ^  Far  biglia:  man- 
dar la  palla  dell'avversario  in 
qualche  buca  —  Fa  la  ballaJ  Fa 
cor  tutt  e  6j0  i  ball^  Sbigliar- 
dare:  dall' esser  troppo  vicine 
le  palle,  sicché  quella  del  bat- 
tente non  può  subito  arrestarsi, 
se  non  percuotendola  in  testa 

—  Ciappà  fìnna  o  on  fxl  la  balla^ 
Sbucciar  la  palla:  prender  male 
con  la  stecca  la  palla  dell'av- 
versario —  Tajà  la  balla  j  Pi- 
gliar la  palla  obbliquamente: 
farla  girare  in  modo  che  de- 
scriva una  linea  curva;  il  che 
si  fa  quando  si  vuol  prendere 
la  palla  dell'avversario,  mal- 
grado i  birilli  che  la  coprono, 
quindi  il  taglio  o  effetto  in  den- 
tro o  il  taglio  in  fuori  (el  tajin 
denter  o  in  foeura).  strusà  ona 
biglia  in  on1  altraj  Frisare  una 
palla  in  un'altra. 

BIGLIARD.  Bigliardo,  Biliardo: 
giuoco  —  Stanza  del  bigliardo 

—  per  Truce  *  V.  Sponda  Bricol- 
la^  Colonnitt,,  Fassa^  Battuda* 
zappèe^  Bus,,  Borsa  o  Redioij 
Balla.,  stecca  „  Balin  J  Biglia^ 
OmenJ  Cavalett^  Tavolazz^  Ga- 
nassin^  casin^  FilottJ  Carolina,, 
Carambola^  pólJ  Strusà  (El). 

BIGLIARD ÉE-  Bigliardaio:  fabbri- 
catore e  venditore  di  bigliardi 

—  Chi  tiene  giuoco  di  bigliardo 

—  per  Marcador^  sign.  1. 
BIGLIETT.  Biglietto  —  Bullettino: 

biglietto  da  passare  al  teatro, 
࣠ salire  sui  vagoni,  ecc. 

BIGLIETTARI.  Bullettinaio  :  colui 
che  vende  i  bullettini  all'  in- 
gresso dei  teatri,  alle  stazioni 
delle  strade  ferrate,  ecc.  —  Chi 
paga  il  bullettino  ogni  sera  per 
entrare  in  teatro;  è  voce  di  re- 
lazione contrapposta  ad  Abo- 
nàaJ  V.  —  Creditore  con  vaglia. 

BIGNA  (VESS  DE  COCCH  E  DE).  Es- 
sere un  tecomeco,  un  tamburi- 
no :  di  uomo  fìnto,  doppio,  e  che 
fa  l'amico  ad  ambedue  le  parti 
contrarie. 

BIGNÈ.  Frittella  cotta  nello  strutto 
o  nel  burro.  Dal  fr.  Beignet. 

BIGNONA.  Lo  stesso  che  catalpa.^. 


BIG 


62 


BIR 


BIGOLITT.  Diavoletti ,  Diavolini . 
Stoppini,  Topazzoli:  volgolo  di 
bambagia  sul  fil  di  ferro  stretta 
da  filo  di  ottone  .  su  cui  si  at- 
torcigliano i  capegli  per  arric- 
ciarli. 

BIGOLOTT.Merciadro,  Merciajuolo. 
BIGOTT,  -TA.  Bigotto,  -ta. 
BILIGOTT  (I).  V.  Benis  (I). 
BILIGOTTA  per  Bagottora^  V. 
BIGOTTISMO-  Bigotteria. 
BILA-  Bile. 

BILANCIER.  Bilancia  :  quella  parte 
dell'orologio  posta  in  bilico  con- 
tro la  faccia  esterna  della  car- 
tella inferiore  ,  parallelamente 
alla  medesima,  in  comunicazio- 
ne colla  serpentina  [serpentin- 
wa),  di  cui  va  interrompendo  e 
moderando  il  movimento.  Parti: 
Crosera,,  Assa  o  Bacchetta.,  As- 
siett^  Aletta  Spirali. 

BILÒ.  V.  Smirold. 

BILCEU  BILOCEU.  Lo  stesso  che 
Blceublceu^  V. 

BILGEU-  Pulcino,  V.  Poresin. 

BILOS.  Bilioso. 

BIN  Bacino:  bacio  da  bimbo.  La 
milanese  è  voce  infantile. 

BINA-  Accoppiare  —  Addoppiare: 
raccorne  insieme  sur  uno  stesso 
gomitolo  i  fili  di  due  o  più  ma- 
tasse, o  fusi  o  rocchetti. 

BIN  ADOR,-RA.  Addo  ppiatore,-trice: 
chi  addoppia  la  lana  sul  filatojo. 

BINADÒRA.  Addoppiatojo  :  arnese 
da  addoppiare  le  fila  della  se- 
ta, ecc.  V.  eros,  sign.  1. 

BINADURA.  Addoppiatura  :  rad- 
doppiamento della  seta.  « 

BINDA.  Benda. 

BINDSLL-  Nastro  —  appenna  nas- 
sùu^  Stertino  —  de  colon,,  di  filo 
di  cotone  —  de  fil  „  di  filo  —  de 
tiriseli V.  Frisa  —  de  lamia  ^  di 
lana  o  di  stame  —  de  rens^  di 
rensa  —  d'Olanda^  di  filo  di  e- 
strema  finezza,  di  Olanda  — 
franzè  frangiato  —  lustrinaa^ 
lustrino,  imitante  il  lustrino  — 
operàa,  a  opera  —  rasàa  o  sa- 
ten rasato:  imitante  il  raso  — 
soli^  non  a  opera,  piano,  puro 
—  tafftà  imitante  il  taffettà  — 
velàa^  imitante  il  velo. 

BINDELL  (FÀ).  Far  girandola  :  agi- 


tare a  tondo  un  tizzoncello  in- 
fuocato, il  quale  cosi  tramenato 
dà  idea  di  un  nastro  fiammeg- 
giante. 

BINDE LLEE,  -ERA.  Nastraio,  -aja. 

BINDELLIN.  Bindellino:  specie  di 
diorite  ossia  di  marmo  allistato 
a  più  colori  che  si  trova  in  più 
luoghi  dei  nostri  monti,  e  spe- 
cialmente nel!'  alveo  del  fiume 
Varrone  in  Valsàssina  nella  pro- 
vincia di  Como. 

BINDELLINNA  (ERBA).  V.  Erba  Un- 
dellina. 

BINDIN-  Bendella  —  Benderella. 

BINDOLERÀ  (A).  A  brani,  A  strappi, 
A  brandelli,  Rimbrencioloso,  A 
rimbrèncioli. 

BINOTT  per  Tomboli  de  gaietta  V. 

BIOBIÒ.  Radicchio  bianco,  Radic- 
chino:  il  comune  radicchio (zuc- 
coria)  sotterrato  nella  rena  in 
cantine,  e  cosi  privato  della 
luce,  è  reso  meno  amaro  ,  ma 
insipido.  Si  mangia  in  insalata 
nel  verno.  Anche, Barbetta^  Zuc- 
cona bióbiò. 

BIOLCA.  Bifolca,  Corba:  quanta 
terra  si  può  lavorare  con  un 
pajo  di  buoi  in  un  di. 

BIOLLA.  Lo  stesso  che  Bèola  (al- 
bero) V. 

BIOND.  Biondo  —  Deventà  bionda 
imbiondire  —  Tra  al  bionda 
Biondeggiare  —  A  l'ultimm  o  A 
quell  bionda  A  tutta  parigina,  a 
tutta  usanza,  All'ultima  moda. 

BIONDA.  V.  CioccaJ  sign.  l. 

BIOTT.  Nudo,  Gnudo,  Ignudo  — 
biottisc^  Nudo  nudello,  Nudo 
bruco  —  fig.  Trito:  di  povero 

—  Pulcino  implume. 

BIRA-  Birra  —  de  marZj  marzolina 

—  doppia  doppia  —  piccola ^ 
Birretta  o  Piccola  birra  —  èlJ 
Birra  dolce,  Él  dall'inglese  Ale 

—  nostrana^  nostrana  —  de  li- 
rnon^  de  fambrós^  di  limone,  di 
lamponi. 

BIRARIA-  Birreria. 

BIRBA.  Birba,  Birbo  —  Batt  la 
birba  ^  Andar  in  birba:  vivere 
limosinando  o  oziando  —  per 
Birbonscell  (vezz.),  V. 

BIRBADA-  Birbanteria,  Birbata. 

BIRBARIA.  Birbata  —  Monelleria. 


BIR 


63 


BIR 


BIRBIN,  BIRBINETT  per  Carrettini, 

Sigli.  2,  V. 
BIRBONSCELL.  Furfantello  (in  senso 

tristo  e  vezz.). 
BIRBOTT.  Birbone. 
BIRÉE.  Birrajo. 
BIRERA.  Birraja. 

BIRIBARÀ-  DOVE  CON  PUSSEE  SE  VED, 
MEN  S'IMPARA  (EL  GKEUGH  DEL). 

Il  giuoco  del  biribara,  dove  chi 
più  vede  meno  impara:  dicesi 
di  cosa  imbrogliata  e  oscura. 

BIRIBISS-Biribisso, Biribissi. Giuoco 
di  sorte  ,  il  quale  si  fa  tra  un 
banchiere  e  quanti  giuocatori 
si  vogliono.  A  far  questo  giuoco 
si  sogliono  adoperar  certe  pal- 
lottoline forate  per  lo  lungo,  in 
ciascuna  delle  quali  s'introduce 
un  numero  dall'uno  in  su  pro- 
gressivamente. Tali  numeri  sono 
più  o  meno,  secondo  le  diverse 
usanze  dei  diversi  paesi,  e  cor- 
rispondono ad  altrettanti  se- 
gnati sopra  un  tavoliere  in  se- 
parate caselle  dipinte  a  ligure 
umane  e  animalesche.  Vincitore 
è  quegli  che,  avendo  messo  una 
moneta  sopra  un  numero,  ha  la 
fortuna  che  il  numero  medesimo 
sia  cavato  dalla  borsa  o  dal- 
l'urna, ove  si  pongono  e  si  agi- 
tano lepallottoline  suddette.  La 
vincita  è  regolata  in  questa 
proporzione,  che  se,  per  esem- 
pio, i  numeri  sono  36,  come  si 
usa  tra  noi,  il  banchiere  paga 
al  vincitore  32  delle  monete. 

BIRIBISSANT.  Giuocatore  di  biri- 
bisso 

BIRICCHIN.  V.  Bericchin. 
BIRIDffiU,  -OEURA.  V.  Ciridira. 

BIRILÒ.  Lo  stesso  che  Ro ssa  (Gizc- 
gà  a  la  Manca  e  la),  v. 

BIRLA,  BIRLO.  Palèo,  Fattore,  Stor- 
nello: cosetto  a  imbuto  (pedriceu) 
massiccio,  di  legno  a  strie  {righ) 
o  no  nel  corpo,  col  quale  giuo- 
cano  a  frusta  i  ragazzi.  Il  Burli 
o  Pirli  o  Sgurli  o  Sgorli  dei 
Friulani,  o  il  Ghira  dei  Luga- 
nesi  —  Andà  foeura  del  dirlo_, 
FiG.  Dar  nelle  stoviglie  o  ne' lu- 
mi: fortemente  adirarsi  —Andà 
già  del  dirlo.  Cascar  di  collo, 
Uscirò  Cadere  di  grazia  o  dallo 


staccio  a...  di  quando  si  perde 
l'opinione  o  l'affetto  d'uno  — 
V.  Bardelà. 

BIRLA,  BIRLO-  Palèo  d'osso:  co- 
setto  poligonio  ,  fatto  d'  osso  o 
d'avorio,  co' numeri  sulle  facce 
e  con  perno  su  cui  gira.  Trastullo 
detto  anche  Tir  apaga. 

BIRLA,  BIRLO.  Trottola:  cono  di 
legno  con  ferruzzo  piramidale 
in  cima ,  col  quale  i  fanciulli 
giuocano  facendolo  girare  con 
lo  sfilare  una  cordicella  avvol- 
tagli intorno.  La  stritmmola  dei 
Siciliani.  —  Far  cappellaccio:  di- 
cono i  fanciulli  quando  vogliono 
far  girare  la  trottola,  ed  essa 
percuotendo  in  terra  col  legnac- 
cio (el  legn  del  dirlo)  e  di  co- 
stato non  gira.  V.  Boria  {Giugà 
a  sparpaja,  ecc.) 

BIRLÀ.  Girare  —  Trottolare  —  Ro- 
tare —  Fà  dirla  vun,  fig.  Far 
alla  palla  di  uno:  prendersi 
giuoco  crudele  di  lui  —  V.  Bar- 
delà, 

BIRLENT.  V.  Imdirlent. 

BIRLIN-  Trottolino  :  fondello  {fon- 
din)  che  si  fa  rotar  colle  dita, 
prendendolo  per  lo  stecco  che 
vi  s'introduce  in  un  forellino. 

BIRLIN  DE  STRENCIRffiU.  V.  Zìrlin. 

BIRLO.  Fusaiuolo,  Rotella,  Verti- 
cello.  Torticelo:  piccol  disco  di 
legno  o  d'altro,  bucato  nel  mez- 
zo, cui  le  filatore  e  torcitore 
mettono  sul  fuso,  perchè  aggra- 
vato, ruoti  più  unitamente  e  non 
iscatti. 

BIRLO,  per  Ranna .  sig.  3,  V. 

BIRLO  CHINES.  Palèo  alla  chinese: 
cosetto  che  aggiunto  su  d'  un 
tavoliere  ove  stanno  per  ritto 
vari  birilli  figurati ,  va  a  dar 
dentro  in  essi  per  farli  cadere; 
e  secondo  usi  ed  accordi,  fa 
perdere  o  vincere  i  giuocatori 
che  lo  fan  roteare. 

BIROCC  Biroccio:  specie  di  car- 
rozza a  quattro  ruote. 

BIRffiU  Pirolo,  Bischero:  legnetto 
congegnato  nel  manico  del  liu- 
to, o  d'altro  simile  istrumento, 
per  attaccarvi  le  corde  e  ten- 
derle e  allentarle,  girandolo  per 
uno  o  per  l'altro  verso  —  Piro- 


BIR 


64 


BIS 


ne:  nome  di  quei  ferri  che  nei 
cembali,  nelle  arpe,  e  simili ,  si 
conficcano  per  avvoltolarvi  at- 
torno le  corde  —  Mastiuolo:  ca- 
vigliela di  legno  che  serve  per 
congegnare  i  vari  pezzi  di  un 
lavoro  —  Stecco  :  nome  di  quei 
chiodi  di  legno  che  servono  per 
congegnare  i  tacconi  delle  scar- 
pe, V.  Sbrosciora  —  Manellino: 
ognuno  di  que'  covoncini  in  che 
si  manda  un  covone  (basgia)  di 
lino  per  cardarlo.  Due  di  questi, 
cardati  che  siano  e  intrecciati, 
formano  un  lucignolo  {elza)  — 
per  Legnoeu..  sig.  l,  V. 

BIRCEU-  Ftegona:  servitoraccio  — 
Biroeu  de  la  festa^  Domenichino: 
nome  di  quei  servitori  che  certe 
signore  di  poco  conto  prendono 
a  pago  solo  la  domenica  (onde 
Domenichino),  e  che  sei  condu- 
cono dietro  dietro,  per  compa- 
rire da  qualcosa.  La  voce  figur. 
milanese  Biroeu^  in  significato 
di  Domenichino  viene  da  ciò, 
che,  siccome  il  pirolo  (biroeu) 
tira  su  le  corde  del  violino,  e 
simile,  così  quel  servitore  tirava 
su  e  sosteneva  lo  strascico  (eoa) 
della  vesta  della  padrona,  quan- 
do questa  s1  apparecchiava  al 
passeggio,  o  già  vi  era.  V.  an- 
che Andrej  a  e  Meneghin. 

BIROLATT.  Caldarostajo,  Brucia- 
taio. Anche,  Borolatt. 

BIS.  Bircio,  Bilurcio,  Balusante: 
di  corta  vista,  Chi  ha  cattivi 
lucci  —  fig.  incollerito  —  Vess 
bis^  fig.  Aver  gli  occhi  tra  i 
peli:  essero  ancora  tra  il  sonno 
—  Anche  diciamo  Tobis To- 
biceula^  Tiorba^  Tiorbon ^  To- 
bisoeu. 

BISA-  Quella  tinta  che  i  pittori  tea- 
trali danno  alle  tele  già  dipinte 
per  sdipingerle  e  servirsene  per 
nuove  dipinture. 

BISABOSA.  Scorbio,  Imbratto  —  Pa- 
nicolajo:  dicesi  di  composizione 
o  altro  dove  non  ci  sia  nè  capo 
nè  coda,  ma  confusione  e  poco 
sapere,  e  di  qualche  altra  cosa 
o  luogo  dove  sia  confusione  e 
imbroglio  —  On  bisabosa  d'  ona 
pittura,,  Una  pittura  fatta  colla 


granata:  uno  scorbio,  un  im- 
bratto di  pittura  —  Vess  on  bì- 
sabosa^  Essere  come  il  pesce 
pastinaca  :  di  cosa  o  composi- 
zione senz'ordine,  nè  garbo,  e 
che  non  ha  nè  principio  nèfine; 
a  cui  insomma...  Spectatum  ad- 
missi  risum  teneatis  amici? 

BISACCA.  Bisaccia. 

BISATO.  Lo  stesso  che  Bissettin- 
na>  V. 

BISBETEGH.  Bisbetico. 

BISC-  Ricciuto  —  Lucignolato. 

BISCA.  Rodersi,  Popparsi  di  rab- 
bia, Andare  in  bizza,  Marinare, 
Assaettarsi:  rodersi  di  rabbia  — 
Rodere:  di  uno  a  cui  s'è  fatta 
tenere  —  Bisca!  Rodi! 

BISCANTÀ.  Cantacchiare  —  Can- 
tazzare. 

BISCAV,  BISCAVEZZ.  Difalco:  quelle 
dodici  libbre  grosse  che  si  leva 
del  peso  totale  di  un  intero  as- 
sortimento (ona  sort)  di  cacio 
parmigiano  (formagg  de  gran- 
na)  da  chi  lo  compera;  e  ciò  in 
compenso  della  roccia  (vestii) 
che  riveste  ogni  forma,  la  quale 
tolta  via,  monterebbe  a  non 
meno  di  tanto. 

BISCAZZA,  per  Scocca.,  sig.  1,  V. 

BISCIA.  Arricciare. 

BISCIGEU.  Ricciutello,  Ricciutino. 

BISCION.  Ricciottone. 

BISCIOTT.  Ricciotto:  alquanto  ric- 
cio. 

BISCLANCIA,  per  Scocca^  sig.  1,  V. 

BISCOCCA,  per  Scocca^  sig.  l,  V. 

BISCOL,  per  Martelett^  sig.  3,  V. 

BISGIO.  Giojello  —  El  to  disegn  l'è 
on  vero  bisgió  ,  Il  tuo  disegno 
pare  finito  col  flato  —  per  iro- 
nia, Gioja,  Bella  gioja:  di  per- 
sona, quasi  tacciandola  o  di 
malizia  o  di  dappocaggine  o  di 
qualsivoglia  altro  vizio  o  man- 
camento. Si  dice  talora  altrui 
senza  ironia  —  Arnesaccio  trin- 
cato: soggettaccio  scaltrito. 

BISGIÓ.  Margine,  Steccone:  nome 
di  que1  regoli,  per  lo  più  di  lega 
metallica,  che  si  frappongono 
fra  le  pagine  della  forma,  e  fra 
essa  e  i  lati  del  telajo,  onde  nel 
foglio  impresso  restino  i  corri- 


BIS 


BIS 


spondenti margini, cioè  glispazii 
bianchi  intorno  a  ciascuna  pa- 
gina. Anche  dicesi  Stella. 

BISGIORELL,  -OTELL.  Giojuzza,  Gio- 
jetta.  In  tutti  i  significati  di 
Bisgió,  V. 

BISGIOTTARIA.  Bigiotteria:  lavori 
gentili  di  oreficeria,  quali  le  le- 
gature d'oro,  delle  gemme,  come 
le  anella,  gli  orecchini  o  pen- 
denti, i  polsini,  i  picchiapetti,  e 
l'altre  sorta  di  giojeili;  il  suo 
opposto  è  Grosseria. 

BISGIOTTIER.  Bigiottiere. 

BIS1À.  Lo  stesso  che  BesiàJ  V. 

BISIJ.  Lo  stesso  che  Orligh^  V. 

BISIN.Lo  stesso  che  Bigin^  Bin.  V. 

BISION-  Lo  stesso  che  Avi^  V. 

BISLACCA  (A  LA).  A  casaccio,  Alla 
ventura,  A  fanfera:  negligente- 
mente —  Al  bacchio  ,  Alla  ab- 
bacchiata: senza  maturo  giudi- 
zio ed  esame. 

BISLACCH.  Casaccio:  di  chi  non  ri- 
flette gran  cosa  —  Tarchiano: 
di  persona  goffa. 

BISLONGON,  per  FiribusJ  sig.  2,  V. 

BISGEU-  Sciame:  moltitudine  di  api 
che  vivono  insieme.  Anche  di- 
cesi Rose  d'avi  —  V.  Butta  ^ 
sig  4  —  Arnia,  Alveare,  Bugno. 
Melario:  cassetta  da  pecchie  — 
El  sit  di  bisoeu^  La  bugnerec- 
cia.  Anche  dicono  Avicc  ^  Vas- 
sell  ^  Vassella  —  V.  Car  senza  ^ 
sig.  l. 

BISffiU,  per  VespèeJ  V. 

BISOGN  (EL  o  I).  Gli  agi  del  corpo. 

BISORGNA.  V.  Pisorgna. 

BISORGNÀ.  V.  Pisorgnà. 

BISQUINCI.  Anitrino:  di  chi  cam- 
mina dimenandosi  —  Arida  in 
bisquinci^,  Squinciare ,  Squin- 
dare. 

BISS.  Pidocchio  —  Andà  a  biss^ 
Impidocchire,  Impidocchiare  — 
Pien  de  biss  J  Pieno  di  fastidio. 

BISS.  Bl,  Biss:  per  domandare  che 
sia  replicato  ne'  teatri  per  lo 
più  un'azione  scenica,  ecc.  È  il 
latino  Bis. 

BISSA  Biscia  —  Serpe  —  Vipera  — 
Andà  in  bissa.,  Andare  a  biscia: 
cioè  torto ,  tortoglione  come 
serpe  —  Met'es  la  bissa  in  senJ 
fig.  Allevarsi  la  serpe  in  seno: 

Banfi  ,  Voc. 


beneficar  uno,  che  poi,  benefi- 
cato, abbia  a  mancarti  —  fig. 
Vipera,  Serpe  :  di  persona  ar- 
rabbiata a  guisa  di  serpe,  al- 
tera e  minacciosa. 

BISSA  inabissare  —  Bissa  vun  coi 
ceucc^  fig.  inabissare  uno  collo 
sguardo  e  quasi  cacciarlo  in 
fondo,  sfolgorarlo,  sperperarlo, 
disterminarlo.  Sinoti  che  la  voce 
vernacola  origina  da  Abisso  — 
Robb  che  bissa  l'aria^  Cose  che 
finano  l'aria:  per  esagerazione, 
quasi  voglia  dirsi  che  finiscono 
l'aria,  o  che  superano  la  quan- 
tità dell'aria. 

BISSA.  Andare  a  biscia:  a  modo 
di  biscia. 

BISSA  BISSORBOLA,  per  OrbesìnJ  V. 

BISSABOVA.  Turbine:  confusione  di 
venti. 

BISSACAN-  Lo  stesso  che  Pissacan. 
V.  sig.  l. 

BISSA  D'ACQUA.  Vipera  acquaiola, 
Biscia  acquajola  Natrice  (Colu- 
ber  natrix):  specie  di  serpe.  An- 
che detta  Bissa  ranera. 

BISSA  DE  FffiUGH.  Serpe:  sorta  di 
saltarello  che  si  spicca  come 
ondeggiando  da'  fuochi  artifi- 
zi ati. 

BISSA  RANERA  V.  Bissa  d'acqua, 
BISSARCEUSA.  Lo  stesso  che  Cer- 
caria. 

BISSA  SCDDELLERA.  Testuggine.  Bot- 
ta scudellaja  (Testuto  orbicola- 
ris  o  lutaria):  animale  terrestre 
e  acquatico,  che  ha  quattro 
piedi  e  cammina  lentamente,  ed 
è  tutto  coperto  di  una  durissi- 
ma coccia.  La  qual  coccia  la- 
vorata in  pettini,  scatole,  e  si- 
mili, è  detta  da  noi  Tartaru- 
ga^  V.  —  Scampa  o  Viv  dedrèe 
di  biss  scudeller^  Andar  in  là 
cogli  anni. 

BISSETTA.  Bisciolina. 

BISSETTINNA,  BISSETTA.  Cecolina, 
Cria  (Muroena  coeca):  l'anguilla 
na  che  ci  viene  in  barili,  ripie- 
gata a  serpicella,  infilzata  in 
istecco,  e  marinata. 

BISSON.  Biscione:  gran  biscia. 

BISSON.  Biscione  :  lo  stemma  du- 
cale dei  nostri  Visconti.  Un  Ot- 
tone Visconti  ^Vice-conte)  alla 

5 


BIS 


66 


BOA 


prima  crociata  uccise  un  gi- 
gante, e  gli  tolse  il  cimiero  che 
figurava  un  fanciullo  in  bocca  E 
a  un  drago  {bisson)\  divenuto 
poi  stemma  di  quella  famiglia, 
poi  della  nostra  città.  Così  la 
cronaca. 

B1STER.  Bistro,  Fuligine  :  colore 
bruno  di  cui  si  servono  i  pit- 
tori disegnando;  e  non  è  altro  I 
che  fuligine  (carisna)  prepara- 
ta. Dal  francese  Bistre. 

BIUMM.  Alburno:  quella  parte  del 
legno  che  trovasi  immediata- 
mente sotto  la  corteccia,  di  con- 
testura floscia,  sbiadito  e  meno 
pesante  del  legno  propriamente 
detto. 

BIVACCA.  Dormire  a  campo  o  al- 
l'aria, Serenare.  Parola  che  ci 
ha  lasciato  Napoleone  I. 

BIVACCH.  Campo  —  Vess  al   bi-  , 
vacch.  Lo  stesso  che  Bivaccà.Y. 

BIVOLTIN.  V.  Cavaler  bivoltin. 

BJZZARR.  Fior  d'  aliso  ,  Fioraliso  } 
Battisegola,  Battisuocera  (Cen- 
taurea  cyanus):  fior  campestre 
di  color  azzurro  o  bianco,  comu- 
nissimo fra  il  grano.  Detta  an- 
che Moneghetta  —  Anigella,  Sca- 
pigliate, Damigella,  Capelli  di 
Venere,  Barba  di  cappuccino, 
Zampa  di  ragno,  Scompigli,  Fan- 
ciullacce, Streghe,  Scarmigliate 
(Nigella  damascena):  pianta  an- 
nua ;  trovasi  nei  campi  fiorita 
di  giugno;  è  proposta  per  le 
terzane  e  per  promuovere  T  es- 
pettorazione e  le  altre  separa- 
zioni; il  seme,  è  nero  e  un  poco 
caustico,  e  per  aver  l'odore  di 
fragole  {magìoster)è  adoperato 
per  dar  l'odore  ai  sorbetti. 
BLANDURA.Piacevolezza;  Dolcezza 

nel  tratto. 
B1ANMANSGIÈ.  Biancomangiare: 
gelatina  fatta  bianca  con  lat- 
tata di  mandorle  dolci  e  zuc- 
chero. 

BLEÙ.  Blù,  Turchino  —  scurJ  Bru- 
no —  barbò ^  Pieno  azzurro  — 
sielj  celeste. 

BLISTER  e  BLITTER.  Burattino,  Va- 
nescio:  uomo  di  tutti  i  colori  — 
Mantello  rivolto:  di  chi  ha  cam- 
biato opinione  ,  parte  ,  ecc.  — 


per  Balottin.  V.  Voce  dal  fran- 
cese Bèlitre. 
BLOCCÀ.  Bloccare  —  vicn^  fig.  Co- 
gliere, Arrestare,  Fermare  ,  Af- 
frontare uno  —  Bloccare  :  far 
biglia  con  colpo  forte,  ridurre, 
per  cosi  dire,  ad  assedio  le  palle 
dell'  avversario  —  per  Fà  on 
bloccìi.  V.  in  Blocch. 
BLOCCH.  Blocco  —  Blocco  •  fig.  di- 
cesi del  far  biglia  con  colpo 
forte  —  de  mesura  J  di  misura: 
far  biglia  con  colpo  misurato, 
che  appena  giunga  alla  buca  e 
vi  cada  —  Blocco,  Cionco  —  Fà 
,     on  blocchi  Fare  un  cionco  :con- 
s     trattare  varie  cose  diverse  tut- 
te insieme,  dando  loro  un  prez- 
zo cosi  a  occhio  e  croce,  ma 
^     sempre  inferiore  a  quello  che 
costerebbero   chi  le  vendesse 
alla  spezzata. 
.  BLffiU  BLffiU.  Billi  billi,  Bilie  bil- 
ie: il  modo  di  chiamare  e  acca- 
rezzar le  galline. 
!  BLONDABlonda:  specie  dimerletto 
3    {pizz)  di  seta  fatta  sul  tombolo 
1    {borlon)  co'  piombini  {ossiti). 
_  BLUSC  Blusa,  Camiciotto:  soprav- 
veste di  tela  o  d'altro,  ad  un 
i     solo  o  più  colori,  dà  al  ginoc- 
chio con  tasche  nel  petto,  affib- 
biata alla  vita  per  una  cintura 
B     ed  abbottonata  lungo  lo  sparato 
I  {fessa). 

x  BLUSC  per  Sblusc  o  Sbluscia.  V. 
e  BÒ-  V.  Boeu  e  Manz  —  de  mazza^ 
Bue  da  macello  —  V.  Nodrumm 
e  Grassa  —  d'or    fig.  Bue  d' o- 
0     ro  :  dicesi  di  ricco  sfondolato, 
ij    ma  stolido  e  ignorante, 
o  BOA.  Boa:  stretta  e  lunga  striscia 
di  pelliccia  fina,  cucita  per  lo 
a    lungo  in  fondo  col  pelo  al  di 
fuori  ;  portanlo  d' inverno  le  si- 
gnore facendogli  dare  uno  o  due 
/     giri  intorno  al  collo. 
!"  BOA  per  Scighera.  V 

BOÀA.  Granchio  di  scorza  tenera: 
L_  cioè  colto  in  tempo  che  sta  rau- 
_    tando  la  scaglia. 

BOÀA  o  BOAR  o  EOARON  (AVEGH). 
t_     Aver  pieno   il  fuso:   presso  i 
_    giuocatori,  avere  gran  giuoco, 
i-  BOADFÈR.  Legno  ferro. 
-  EOARESCIA.  Armento  di  bovi. 


BOA  67  BOC 


BOARINNA,  BOAROTTA,  BOASClA5ecc. 

V.  Bovarinna  J  Bovarotta  Bo- 
rasela., ecc. 

BOATT,  BOATTA,  BOATTON,  ecc.  V. 
Bovatt^Bovatta^  Bovaiton^  ecc. 

BOBÀA,  BOBARIA.  Bua, Buicinarvoce 
infantile,  indicante  male,  malo- 
re —  Gh'  ìian  fàa  bobàa  Gli 
hanno  fatto  la  bua. 

BOBBA.  Basina:  minestra. 

BO  BO.  Bu  bu:  voci  imitanti  1*  ab- 
bacar del  cane. 

BOBO.  Bombo  :  voce  colla  quale  i 
bambini  chiamano  la  bevanda 

—  Fa  bobó^  Bombare,  Bombet- 
tare,  Far  bombo. 

BOCC,  plur.  di  Boggia.  V. 

BOCC  Cassule  (Le)  del  lino. 

BOCCA-  Bocca  —  Bocca  a  la  bornia 
o  Bonna  'boccaJ  Abboccato  e  se- 
gnato :  di  quegli  a  cui  piace  ogni 
sorta  di  cibo,  e  ogni  altra  cosa  — 
/ìnwa_,Boccuccia:  di  persona  che 
non  ama  ogni  sorta  di  cibo  — 
L'è  ona  bocca  fìnna^  È  boccuc- 
cia —  fresca^  Bocca  fresca:  di 
chi  è  dilicato  nel  mangiare,  di 
palato  fino  —  sfogonada  o  a 
squella  o  che  fa  zerimoni  o  l'a- 
mor cont  i  oregg ,  o  granda  co- 
me el  forna  del  prestiti  di 
ScansCj  Bocca  svivagnata,  da 
forno,  da  mangiar  fichi  piattoli, 
grande  come  il  forno  delleGrucce 
(el  prestili  di  Scansc)  V.  Manzoni, 
Cap.XIl  —  Desgiustd  o  Giusta  la 
boccaJ  Guastare  o  Racconciare 
il  palato  —  Cont  la  bocca  in 
giò  j,  Bocconi,  Boccone  —  Cont 
la  bocca  in  su^  Supino  —  Fà 
bocca  de  piang.  Lo  stesso  che 
cazzùu  (Fà).  V.  —  Fà  la  bocca 
flnna  ai  oregg  ^  Mandarsi  la 
bocca  agli  orecchi,  Far  bocche 
fino  agli  orecchi:  ridersi  d'al- 
trui, o  sparlarne  con  qualche 
fondamento  —  Fass  de  bonna 
boccaJ  Farsi  bello  o  buono  di... 

—  Giontagh  de  boccaJ  Metter  di 
bocca:  dir  più  che  non  è  — 
Mett  la  bocca,,  Por  bocca  a  una 
cosa:  parlarne  —  Nettass  la 
bocca fig.  Sputar  la  voglia, 
Leccarsi  i  barbigi:  di  cosa  che 
non  èi  per  noi  —  Robbà  la  pa- 
rolla  fozura  de  bocca j  Furare  le 


mosse:  prevenire  altrui  in  dire 
o  fare  che  che  sia  —  Slargà  la 
bocca,,  fig.  Sbraciare:  largheg- 
giare o  in  fatti  o  in  parole  — 
Stoppà  la  bocca  a  vun^  Dar 
sulla  bocca  :  farlo  tacere  — 
Sguercià  la  boccaJ  Fare  boc- 
cacce :  contraffarsi  storcendo  in 
più  guise  la  bocca  —  per  Bar- 
bettà.  V.  —  Stortà  la  boccaJ  Fa- 
re la  bocca  mucida ,  Torcere, 
Sbiecare  la  bocca  —  Vess  alt 
de  ciel  de  bocca  e  spazios  de 
ganassJBssere  abboccato:  man- 
giar molto  e  di  ogni  sorta  di 
cibo.  A  questi  tali  le  nostre  ma- 
dri sogliono  dire  :  Ch'  el  Ciel  te 
conserva  la  vista!  —  scars  de 
bocca j  Di  mala  bocca:  per  ce- 
lia sempre  dell'uomo,  non  mai 
per  celia  delle  bestie  quando 
mangian  poco  e  di  mala  voglia 
per  qualche  magagna  interna 

BOCCA.  Bocca:  dell'apertura  di 
molte  cose,  come  di  camino,  di 
fucile,  di  forno,  di  mantice,  sac- 
co, vaso,  artiglierie,  e  simili. 

BOCCA-  Bocca,  Abboccatoio:  1'  a- 
pertura  della  fornace  per  la 
quale  si  introducono  le  legna 
ad  ardere  —  Bocca  mortaJ  Boc- 
ca morta  :  quella  parte  della 
bocca  delle  fornaci  fino  alla 
quale  aggiunge  il  loro  muro. 

BOCCA-  Bocca  :  nelle  forme  di  ca- 
cio lodigiano  (formagg  de  gran- 
na)  è  quel  loro  lato  più  con- 
nesso che  è  l'ultimo  a  formarsi 
nella  caldaja.  Lato  che  per  tale 
convessità,  posata  che  sia  in 
piano  la  forma,  riesce  il  supe- 
riore. 

BOCCA.  Bocca:  quel  vano  quadri- 
lungo che  vedesi  di  faccia  tc$ 
la  canna  e  il  piede  d'una  canna 
d'organo;  dal  quale  vano  esce 
il  suono. 

BOCCA.  Bocca,  Imboccatura, Foce, 
Sbocco  —  magistral  o  modella- 
da^  V.  in  Onza  d'acqua. 

BOCCA.  Bocca:  di  cosa  rotta  — 
Strivaj  che  derven  certe  bocche 
Stivali  che  aprono  certe  bocche: 
rotti. 

BOCCA.  Abboccare:  accettat  e  sen- 
z'indugio un  partito  che  ti  paja 


BOC  68  BOC 


buono  —  tusscosSj  Tirare  a  un 
lui:  dicesi  d'uomo  che  tira  a 

/  qualunque  meschino  guadagno 
—  Abboccare:  prendere  colla 
bocca;  per  lo  più  di  pesci. 

BOCCÀA.  Boccale:  una  delle  mi- 
sure dei  liquidi  —  Vess  on  toc- 
caci rott  figur.  Esser  una 
conca  fessa:  di  chi  abbia  poca 
sanità  —  Toeu  el  vin  a  boecàa^ 
e  ora  al  liter_,  imbottare  o  Be- 
vere  all'arpione:  di  chi  compra 
il  vino  a  minuto  di  giorno  in 
giorno.  Il  dettato  viene  da  chi 
lo  metteva  in  fiaschi  di  vetro, 
e  usava  appiccarli  a  un  arpio- 
ne {canchen). 

BOCCÀA  per  Orinari,  v.  —  Andà 
in  polver  de  boccàa  o  a  fà  ter- 
ra de  boccàa,.  fig.  Andare  a  far 
terra  cavolina  ,  Far  bocchino: 
morire. 

BOCCÀA  per  Boccam mJ  V. 

BOCCADA-  Boccata  —  Ciappà  ona 
boccada  d'  aria  *  Prendere  una 
boccata  d'aria,  Asolare,  Pi- 
gliare un  po'  d'asolo  —  Vomita 
ooccad  de  sangu.  Far  'boccate 
di  sangue. 

BOCCA  DE  DAMA.  Bocca  di  dama: 
pasta  delicatissima,  la  cui  so- 
stanza è  di  zucchero,  mandor- 
le, uova,  ecc. 

BOCCA  DE  LA  CAMPANNA.  Bocca: 
1'  ampia  apertura  della  campa- 
na, la  cui  larghezza  suoi  essere 
uguale  all'altezza  della  campa- 
na, non  compreso  il  manico. 

BOCCA  DEL  STOMEGH.  Forcella  dello 
stomaco,  Arcale:  quell'osso  del 
petto  o  sia  cartilagine,  detto 
così,  perchè  sta  a  guisa  di 
arco. 

BOCCA  DE   SORA  D'ODI  FORNELL. 

Buca,  Fornello  —  denanz„  Fine- 
strella. 

BOCCADDRA-  Tralciaja,  Tralciajo- 
la:  l'unione  di  più  tralci  (trós) 
da  frutto  intrecciati ,  o  attorti- 
gliati —  Collo  della  tralciaja: 
la  parte  della  tralciaja  che  si 
fa  accavalciare,  e  si  lega  sul 
ramo  dell'  albero,  che  serve  di 
sostegno  alla  vite. 

BOCCAGNOCCH.  Boccagno,  Bocca 
di  gnocchi:  di  chi  ha  sempre  la 


bocca  aperta  cosi  che  pare  vi 
aspetti  un  gnocco;  anche  dicesi 
di  stupide  ed  ebete. 
BOCCALÀ,  BOCCARÀ,  Cioncare,  Trin- 
care. 

BOCCALAMM.  Lo  stesso  che  Boc- 

chirceula.  V. 
BOCCA  MAGISTRAL   o  MODULLADA- 

Bocca  magistrale  o  secondo  il 
modulo  (modul)  milanese:  il 
vano  rettangolare  dal  quale 
sgorga  l'oncia  d'acqua  magi- 
strale nelle  irrigazioni  milanesi; 
esso,  frapposto  fra  due  trombe 
(tromb),  è  costruito  d'un  pezzo 
solo  di  pietra  o  di  legno,  erto 
once  3  (metri  0,1487). 
BOCCAMM-  Boccame  :  pezzo  collo- 
cato quasi  nel  mezzo  della  parte 
superiore  della  cartella  della 
forma  dei  caratteri  da  stampa, 
e  aderente  in  gran  parte  al 
pezzo  lungo  e  in  minor  parte  al 
bianco. 

BOCCARADA  DE  VIN.  Tirata  di  vino. 

BOCCARESSA.  Storta  da  donna:  vaso 
di  vetro  con  collo  brevissimo  e 
ovale,  che  serve  d' orinale  a 
certe  donne  malate. 

BOCCARIN  DE  L'OLI.  Utello:  vasetto 
di  terra  invetriata  a  uso  di  te- 
ner olio. 

BOCCARINNA  e  BOCCALINNA.  Boc- 
cale: vaso  di  terra  cotta,  per 
uso  e  misura  di  vino,  e  di  cose 
simili. 

BOCCASCIA.  Boccaccia  —  Sbocca- 
to :  di  chi  parla  senza  rispetto 
al  pudore  —  Boccalone  :  chi 
ciarla  senza  garbo,  nè  discre- 
tezza—Per canzonatura,  Chi  ha 
la  bocca  troppo  larga. 

BOCCH.  Bocche:  persone  —  Nun 
semm  sett  bocche  Noi  siamo 
sette  bocche  in  famiglia. 

BOCCH!  (ALT  I).  Fermo  lì!  Alto!  A 
modo  ! 

BOCCH.  Cionconi:  strumenti  a  uso 
di  tirar  verghe  nelle  ferriere. 

BOCCH  DE  LEON-  Bocca  di  leone  , 
Capo  di  bue,  Capo  di  cane,  Lino 
dei  muri,  Violacciocco  salvatico 
(  Antirrhinum  majus  )  :  pianta 
sempreverde  ,  a  steli  ramosi  ; 
foglie  liscie  intere;  fiori  a  spiga, 
rossi,  porporini  e  bianchi. 


BOC  69  BOC 


BOCCHE-  Mazzo,  Mazzetto  di  fiori. 
BOCCHELL.  Turaccio, Turacciolo  — 

per  Pennirosu.V.  —  de  bottegUa, 

Bocca. 

BOCCHELL.  Abboccatura:  quella 
parte  di  vaso  a  cui  si  accosta 
la  bocca  per  bere  —  Boccino- 
lo: quel  vuoto  nel  candeliere, 
nel  badile,  e  simili,  ove  si  mette 
la  candela,  il  manico,  ecc.  — 
Mela,  Cipolla:  specie  di  palla 
stiacciata  e  foracchiata  del- 
l' annaffiatolo  (dacquador) ,  che 
spande  minutamente  P  acqua  — 
Luminello  :  cortissimo  cannello 
metallico  ,  per  lo  più  di  {latta 
[tolla),  amovibile, tondo  o  stiac- 
ciato, in  cui  è  infilato  il  luci- 
gnolo {stoppili)  del  lume  a  mano 
{lumm),  piano  e  piatto. 

BOCCHELL  per  Bocchetta^  sig.  3,V. 

BOCCHELL,  -LIN.  Bocciolino. 

BOCCHELL,  -LIN.  Bocchetta  magi- 
strale o  secondo  il  modulo.  La 
bocca  magistrale  {bocca  rnagì- 
stral)  se  di  piccola  dimensione. 

BOCCHETTA  per  Bertanell.  jV.  — 
Rocchina:  nome  di  tre  pali  pian- 
tati verticalmente  nel  centro 
della  piazza  (spiazz)  della  car- 
bonaia (cartonerà)  ,  collegati 
con  ritortole  (stroppai)  ,  contro 
i  quali  son  collocate  le  legne 
(pojatt)  da  carbonizzare,  il  tutto 
ricoperto  dalla  pelliccia  (sci- 
spit). 

BOCCHETTA.  Fascietta  :  sottil  la- 
mina di  ferro  o  d'  ottone,  ripie- 
gata su  di  sè  in  forma  quasi  di 
cerchio  o  di  ciambella,  la  quale 
serve  per  tenere  ben  ferma  la 
canna  nelle  casse  dei  fucili , 
delle  pistole,  ecc.  Parti:  MiraJ 
Canalin.  Anche,  Bocchetton. 

BOCCHETTA.  Boccajuola:  piccola 
apertura  che  si  fa  negli  argi- 
nelli  de'  prati  marcitoj  e  delle 
risaje  a  fine  che  l'acqua  venga 
dilatandosi  misuratamente.  An- 
che dicono  Bocchelli 

BOCCHETTA.  Buca  :  larga  incava- 
tura che  attraversa  il  ceppo 
(legnazz)  d'una  pialla  (pianiti)', 
termina  nella  feritoja  (fìlett), 
nella  quale  ,  mediante  la  bietta 
(chignoeu),  è   fermo  il   ferro  — 


Bocchetta:  lastrina  fermata  nel- 
lo stipite  d'una  porta  o  d1  un 
armadio,  o  simile,  e  nella  cor- 
nice de'  cassettoni  (eternò),  ec, 
nel  cui  pertugio  entra  la  stan- 
ghetta (cadenazzceiù)  della  top- 
pa (saradura)  nel  serrare  — 
Sfogatojo,  Bocchetta:  ne' forni, 
la  finestrella  con  serrarne  di 
ferro  dalla  quale  il  fornajo  , 
senza  aprire  il  chiusino  [bocca), 
spia  se  il  pane  cuoce  —  Fine- 
strella :  nei  fornelli  è  la  bocca 
dell'apertura  sul  davanti,  alla 
quale  si  agita  fortemente  una 
ventola  {ventala)  per  ravvivare 
il  fuoco  —  Scudetto  :  specie  di 
borchia,  o  pezzo  di  lamina  me- 
tallica, con  traforo  per  lo  pili 
conforme  agli  stessi  contorni 
degli  ingegni  (conlracc)  della 
chiave,  e  conficcato  sui  buco 
dell'uscio,  della  cassetta,  del 
cassettone  (cumò),  e  simili,  per 
agevolare  l' introduzione  della 
chiave,  e  anche  per  ornamento. 

BOCCHIN.  Bocchino  —  de  popola, 
Bocchino  da  sciórre  aghetti. 

BOCCHIN.  Bocchino:  specie  di  corto 
e  grosso  becco,  di  ebano,  co- 
perto di  un'ancia  nel  clarinetto 

—  Bocchetta:  l'imboccatura  del- 
l'oboè  e  simile,  formata  di  due 
ance  posta  l'una  contro  l'altra, 
legate  con  refe  all'estremità  di 
un  corto  cannello  d'ottone  — 
Quella  dell' oboè,  fermata  alla 
superiore  estremità  di  un  lungo 
cannello  d'  ottone  ,  curvato  a 
collo  d'oca,  chiamato  la  serpe 

—  Bocchino  :  cannuccia  di  me- 
tallo che  si  applica  in  capo  al 
ritorto  dei  corni ,  delle  trom- 
be, ecc.,  per  intonarli. 

BOCCHIN  DE  PIPA.  Bocchino  da 
pipa  —  de  scummaj  di  schiuma. 

BOCCHIROìlULA.  Biàsciolo,  Boccac- 
ci, Magliette  (le),  Bolle  (le):  di 
quelle  pustolette  che  vengono 
agli  angoli  delle  labbra,  per  lo 
più  ai  bambini.  Credesi  che  sia 
un  malore  attaccaticcio,  e  che 
piglisi  bevendo  nei  vetro,  o 
altro ,  in  cui  bevve  chi  ne  pa- 
tisce. 

BOCCffiU-  Boccuccia. 


BOC  70  BCE 


BOCCOLA.  Buccola:  pendente  agli 
orecchi. 

B0CC0W.  Boccone  —  Fà  a  boccon* 
v.  Bocconà. 

B0CC0N.  Brandello,  Strappo  —  An- 
dà  a  pezz  e  boccon*  Non  se  ne 
tener  brano,  Cascar  a  brani, 
Seminar  cirindelli  da  per  tutto. 

BOCCON.  Morselletto,  Bocconcello: 
di  materia  medicinale  —  Boc- 
cone :  pasta  avvelenata  per  am- 
mazzare i  topi. 

BOCCONÀ-  Boccare  —  Sbocconcel- 
lare —  Sgranocchiare. 

80  CC  0N  AD  A.  Boccata,  Morso  —  per 
Mangeria*  V. 

B0CC0NIN.  Bocconcino. 

B0CC0NITT  Bocconcini:  bocconi 
di  cibo  non  piccolo,  ma  squi- 
siti. 

B0DÉE-  Buzzone  :  che  ha  gran 
ventre. 

BODESG,  BOESG.  Pachiuco,  intru- 
glio: la  furia  di  grassa  cucina  — 
Loto:  quel  sudiciume  di  fradicio 
mezzo  rasciutto  e  d'untuosità 
che  si  forma  o  per  terra  o  nelle 
case,  su  per  le  scale,  sugli  ac- 
quai (lavandini,  nelle  stanze  — 
Ciaccino,  Ciaccione:  chi  s'affac 
cenda,ma  con  più  premura  che 
frutto. 

BODESG,  BOESG.  Chiasso,  Schia- 
mazzo. 

BODESGIÀ,  BOESGIÀ.  Impachiucare, 
Intrugliare:  fare  pachiuchi,  in- 
trugli —  Imbrodolarsi  :  guazzare 
in  qualcosa  di  sudicio  — Acciac- 
cinare,  Ciaccinare,  Acciannare  : 
darsi  una  grande  fretta,  ma 
senza  prò. 

BODESG!  AMENT.  Acciannio  :  modi 
affannosi  di  chi  si  accianna. 

BODESGIÓN.  Acciaccinato:  che  ac- 
ciaccina. 

SODIN  per  Busecchìn.  V. 

BODIN.  Bodino,  Pudino  :  specie  di 
vivanda. 

B0DRI&  Budriere  :  cintura  dalla 
quale  pende  la  spada  al  fianco. 

BO-E-FCEURA  per  Bolgiron.  V. 

BOETTA.  Boeta,  Bussolotto  di  ta- 
bacco —  Piomb  de  boetta*  Fo- 
glia di  piombo  o  di  stagno. 

BOETTA.  Boeta:  nome  di  ognuna  di 
quelle  due  bussolette  del  torchio 


da  coniare  monete,  che  servono 
a  tenere  in  sè  i  conj. 
BffiU.  Bue  ,  Bove  —  de  giog*  da 
giogo  —  V.  Paràttola  e  Bò  — 
pig.  Bue:  di  sciocco,  ignorante. 
La  voce  Bceu  ricordala  canzo- 
ne popolare: 
va  là  villan*  coi  boeu; 
Va  là*  villan*  coi  boeu* 
Che  te  daroo  la  paga* 
Mironton*vnironton*  mirontè; 
Che  te  daròo  la  paga* 
Mironton*  mironton*  rnirontà. 
È  notevole  che  il  ritornello  di 
questa  canzone  è  il  ben  noto 
Mirinton  dei  Francesi.  Si  asse- 
risce che  la  balia  del  Delfino, 
figlio  di  Luigi  XVI,  alla  culla  di 
questo  cantò  un'aria  ingenua 
in  memoria  del  famoso  Marle- 
borough,  e  tosto  essa  divenne 
di  moda  ;  stampossi  sui  venta- 
gli e  i  parafuoco;  fu  cantata 
dappertutto,  e  fin  Napoleone  la 
ripeteva. 
Marleborough  s'en  va-t-en 

guerre* 

Mironton*  mironton* 

mirontaine: 
Marleborough  s'en  va-t-en 

guerre* 
Ne  sait  quand  reviendra 

[ter),  etc. 

BffiUCC-  Buco  —  Fà  boeucc*  F\G.  Far 
colpo  :  conseguir  che  che  sia. 

BGEUCC  Bugigatto ,  Bugigattolo, 
Stambugio:  piccolo  e  povero 
stanzino  —  Méscita,  Cànova: 
bottega  dove  si  vende  vino  a 
bicchieri ,  da  bersi  nel  luogo 
medesimo  —  per  Bettolin*  V.  — 
Trovagh  el  boeucc  *  fig.  Trovar 
la  gretola:  il  modo,  il  verso,  la 
via  di...,  ecc. 

BffiUCC  per  Bettolin.  V. 

BOEUCC  IN  BARBA.  Forellino:  quel- 
l'affossamento o  pozzetta  natu- 
rale che  alcuni  hanno  nel  mezzo 
del  mento,  detta  anche  dai  Fio- 
rentini la  Bellezza  della  Ren- 
da* perchè  Lorenzo  il  Magnifico 
ne  loda  la  Nencia  nelle  sue 
stanze  rusticali. 

BCEUGGIA.  Buca. 

BffiUGGIA.  Soffice:  ferro  quadro, 


BCE 


71 


BOGr 


traforato,  che  da' magnani  o 
fabbri  si  pone  sotto  ad  un  pezzo 
di  ferro  infocato  che  si  vuol 
bucare. 

BffiUSMA.  Bozzima  —  Cava  o  Leva 
la  boeusma,  Sbozzimare  —  Dà 
la  boeusma,  Bozzimare ,  Imboz- 
zimare. 

BOFF-  Buffo,  Soffio  —  per  Boffada  V. 

BOFF.  Dente  di  leone, Capo  di  frate, 
Soffione,  Radichiella,  Pisciallet- 
to, Dente  di  cane,  Capo  di  mo- 
naco, Pisciacane,  Stella  gialla, 
Grugno  di  porco,  Cicoria  salva- 
tica  (Leontodon  Taraxacum): 
pianta  perenne;  trovasi  da  per 
tutto  fiorita  per  molto  tempo 
dell'anno;  tenera  e  mangereccia 
in  insalata;  è  opinione  che  man- 
giata la  sera  dai  ragazzi  operi 
come  diuretico,  onde  il  nome  di 
Piscialletto. 

BOFF  (GIUGÀ  AL).  Fare  al  soffio  o 
a  soffino,  Giuocare  o  fare  a  pè. 
Giuoco  che  i  bambini  fanno  po- 
nendo una  moneta  per  piano,  e 
sbuffandovi  con  qualche  forza, 
si  ingegnano  di  farle  inoltrar  la 
faccia. 

BOFF!  Vatti!  —  Boff  quella  pedin- 
ila,, Vatti  quella  pedina. 

BOFFA  (LA)  per  coradella.  V.  Così 
è  chiamata  dai  nostri  macellaj 
perchè  vi  soffiano  (boffen)  den- 
tro, onde  faccia  bella  mostra 
di  sè. 

BOFFÀ.  Soffiare  —  No  boffà  ,  Non 
zittire. 

BOFFA-  Soffiare ,  Camminar  rim- 
pettito  :  d'  uomo  altero  —  Posa- 
re, Requiare,  Rifiatare. 

BOFFÀ.  Soffiare:  nel  giuoco  di  da- 
ma,  portar  via  una  pedina  — 
Stronfiare,  Intronfiare:  sbuffare 
per  grassezza  o  per  ira  o  per 
superbia  o  per  vizio. 

BOFFÀ-  Sputar  la  voglia,  Passarsi 
di  una  cosa:  dimettere  il  pen- 
siero d'una  cosa  per  impossibi- 
lità di  conseguirla  —  Per  sta 
volta  botta.  Per  questa  volta  fa 
senza. 

BOFFÀ  (GIUGÀ  A).  Lo  stesso  che 

Boff  (Giugà  al),  v. 
BOFFADA.  Buffa,  Sfuriata  -  Folata 

—  per  Botf.  V.  sig.  l. 


BOFFADIJINA.  Soffiatina,  Un  po'  di 
soffio,  Un  lieve  soffio. 

BOFFANELLA  per  Boff,  sig.  3.  V. 

BOFFANT.  Pallone,  Pallone  di  ven- 
to :  di  chi  molto  di  sè  presume, 
che  crede  sapere  e  poco  sa,  che 
in  andando  affetta  gravità  — 
Rimpettito:  d'uomo  altero  —  Fà 
el  bottant,  Far  il  grossone  :  il 
grave. 

BOFFETT.  Manticetto  ,  Soffietto  — 
Parti:  ciapp,  Lenguetta,  Peli  * 
Pian  de  sòr  a  e  de  sott,  Porta- 
canna.,  Soradór.  V.  Canna  de 
foeugh  —  fig.  Soffione  :  le  boc- 
che da  fuoco  —  per  celia,  Bu- 
ratto, Bossolo  delle  specie. 

BOFFETT.  Soffietto,  Mantice:  tet- 
tuccio delle  carrozze,  e  simile, 
che  s'alza  e  s' abbassa.  Parti: 
crespin,  Arch,  del  ,  Schenal, 
Tendinn,  Moli  o  Saetton,Emma. 

BOFFETT.  Culatta:  stoffa  a  trian- 
golo cucita  nella  parte  più  alta 
dei  didietri  {partid  dedrèe)  dei 
calzoni. 

BOFFETT.  Piumino  :  nappa  di  piu- 
ma di  cigno,  anche  di  seta,  a 
uso  d'incipriare. 

BOFFETT  DE  CUNNA.  V.  Botfett , 
sig.  2 

BOFFETTEE-  Manticciaro ,  Soffìet- 
tajo. 

BOFFETTIN.  Manticetto,  Soffìettino: 
specie  di  secondo  soffietto  che 
s'attacca  al  vero  soffietto  delle 
carrozze  per  parar  l'acqua  e  il 
sole. 

BOFFIOTT  Stronfione,  Gonfione:  di 
chi  ha  le  gote  piene. 

BOGA-  Boga  :  grossa  fascia  di  ferro 
che  accerchia  la  stanga  del  ma- 
glio {maj).  Dalla  boga  sporgono 
lateralmente  due  grossi  perni, 
che  per  una  certa  rassomi- 
glianza son  chiamati  poppe,  e 
queste  posano  e  girano  sugli 
alberghetti  o  guancialetti  di 
ferro. 

BOGG  (GIUGÀ  AI).  Far  al  truccino. 
Se  invece  delle  bocce  si  adope- 
rano sassi  o  simili. 

BOGGETTA,-TIN- Boccetta  —  d'acqu 
d'odor,  Bottone. 

BOGGETTA-  Boccina,  Pallottolina. 

BOGGETTON-  Boccione. 


BOG 


72 


BOL 


BOGGIA.  Palla  —  Pallottola,  Boc- 
cia —  Giugà  ai  bocCj  Giuocare 
alle  bocce.  V.  BogginJ  Falla  de 
dòj,  devunnaj  de  treJ  ecc.,,  Brusà 
via  la  boggiaJ  Boggiàj  Boggiadaj 
BoggiadorJ  Rigorà  o  Andò,  sic  de 
rigororij  Bongiceugh*  A  basin  — 
Fa  boggia  resta^Pigìiàr  una  boc- 
cia a  resto  o  di  arresto  —  Lozwjlx 
de  giugà  ai  bogg^  Pallottolajo  — 
Strusà  dent  ona  boggia  in  ori  al 
tra  frogia..  Frisare  una  palla  in 
un' alt-'a  palla,  Far  un  friso. 

BOGGIA.  Boccia:  specie  di  bottiglia 
ma  di  cristallobianco  e  più  pan- 
ciuta, con  tappo  (buscion)  del 
medesimo  cristallo,  a  uso  di  te- 
ner sulla  mensa  per  lo  più  l'ac- 
qua. 

BOGGIA.  Campana,  Globo:  grande 
palla  vuota  di  cristallo  smeri- 
gliato,  la  quale,  collocata  sur 
un  lume,  manda  all'  intorno  una 
luce  diffusa  e  meno  abbagliante. 

BOGGIA.  Trucciare, Truccare, Truc- 
chiare  —  fig.  Fare  ad  apporsi  — 
giusta  Dar  dentro  in...  —  Tenta- 
re, Dar  un  colpettino,  Provarsi. 

BOGGIA,  BOGGIA  A  STA  A  SEGN.  Ca- 
rotare, Piantare  o  Appiccar  ca- 
rote: dar  a  intender  cose  non 
vere  e  spropositate. 

BOGGIADA-  Pallottolata  ,  Pallata, 
Bocciata. 

BOGGIADOR.  Trucciatore. 

BOGGIANÉN,  BOGGIANELLA-  Piemon- 
tese. Questa  voce  viene  dall'a- 
vere i  Piemontesi  spesso  in  boc- 
ca, massime  militari,  per  finale 
di  certi  loro  discorsi,  e  s'boggia 
nén  (e  non  moviamoci).  Essi  la 
tolgono  dal  loro  proverbio:  Óull 
che  sta  no  s'boggia  nén.  V. 
Tolèe. 

BOGGIATTER.  Tana,  Bucone. 
BOGGIN.  Buchino,  Bucolino. 
BOGGIN  V.  Balinj,  sig  2. 
BOGGIN-  Pozzetta  :  avvallamento 

che  si  fa  nelle  gote  nell'atto  del 

ridere  —  per  Bceug  in  barba.  V. 
BOGGION.  Bucone  —  Pallottolone. 

Boccione. 
BOGGITT  (I)  Galle ,  Gallozzole  di 

quercie. 
BOGH.  Boghe.  V.  Boga. 
BÓGHER.  Cialtrone. 


B0GI0N-  Catino:  specie  di  catinella 
ovale  ,  panciuta  .  di  rame  ,  per 
rasciacquarvi  i  bicchieri,  ecc., 
fra  gli  osti. 

BOIS-  Vendarrosti,  Rosticciere  — 
Bottega  de  bois  „  Rosticceria  — 
fig.  Abborraccione:  chi  per  vo- 
ler operare  o  in  fretta  o  di  mala 
voglia  o  senza  pratica,  fa  una 
cosa  negligentemente. 

BOISÀ.  Abborracciare:  far  alcuna 
cosa  a  strapazzo  ,  senza  consi- 
derazione ,  a  caso,  alla  cieca. 

BOISADA.  Abborracciamento. 

BOISENT.  Sciamannato. 

BÓITA.  Uzzo:  il  ventre  rigonfio  de- 
gli uccelli  nidiaci. 

BOJA.  Boja  —  fig.  malprateghj, Ma- 
niscalco: tristo  medico. 

BOJA. Toppo:  quei  ciocco  sul  quale 
si  appuntano  i legni  col  pennato 
o  col  roncolo  o  coir  ascia,  se- 
condo la  grossezza,  che  si  vo- 
gliono tagliare  o  spaccare. 

BSjÀ.  Abbajare  —  Latrare. 

BOJACCA.  Mota,  Poltiglia,  Broda, 
Brodiglia,  Melma  —  Rinzaffo  — 
Calcestruzzo  —  Moticchio  —  per 
Big  ni  fra.  V. 

BOJACCADA.  V  Boisada. 

DOJACCHEE.  Bracino:  di  persona 
sucida  —  Sciacquino:  di  persona 
che  sta  a  sciacquare,  sucida  — 
per  Boèsg.  V. 

BOJADA  Abbajo  —  Latrato  —  Ab- 
baio. 

BOJENT-  V.  Sbrojent. 

BOJMENT.  V.  Bujrnent. 

BOJOCCH.  Rapa  lunga.  Rapignone, 
Rapone  (Rapum  oblongius):  spe- 
cie di  rapa  a  forma  di  un  fuso, 
che  si  cuoce  neir  acqna ,  o 
sotto  la  cenere  nel  forno  — 
fig.  Cosone:  d'uomo  stupido  o 
mal  fatto  —  Spiret  de  bojocch^ 
dicesi  di  chi  vuol  dire  arguzie, 
e  non  fa  che  scipitaggini. 

BOLCH  Bifolco  —  Boaro. 

BOLCOGNA.  Bifolca,  Bubulca. 

BOLCOGNADA-  Bubulcata. 

BOLGENNA.  Ulivo  infrantojo, Fran- 
tojo,  Frantojano,  Ulivo  mor- 
chiajo,  morcajo,  morcajolo,  fec- 
ciajo  :  specie  d'  ulivo  che  fa  i 
frutti  più  grossi  ehe  quegli  degli 
altri,  e  molta  morchia  {morda). 


BOL  73 


BOL 


BOLGENNA.  Ulivo  coreggiolo ,  o 
Pendajolo,  o  Pendaglielo,  Pen- 
dolino: specie  d'ulivo  cosi  chia- 
mato dalle  vermene  pendenti 
che  hanno  quasi  forma  di  pic- 
cole coregge. 

BOLGETT.  Mezzi,  Strafatti  :  di  frutti 
quasi  presso  a  infracidare  per 
eccessiva  maturità  —  Fà  bol- 
getta Immezzire. 

BOLGETTA.  Pallottola  di  neve  — 
Fà  ai  bolgett  o  Tirà  bolgett. 
V.  Bolgetta  —  Fà  cor  a  bol- 
getta_,  Rincorrere  a  pallottole  di 
neve  —  Fà  sù  bolgetta  Appal- 
lottolare la  neve. 

BOLGETTA.  Far  o  Giocare  allaneve. 

BOLGETTADA  Pallata  di  neve. 

BOLGION.  Lo  stesso  che  BojocchJ 
sig.  1. 

BOLGIA.  Ferriera:  tasca  o  bisac- 
cia di  pelle,  o  simile,  nella  quale 
si  tengono  chiodi,  strumenti  di 
ferro,  ecc.  —  Borsa  —  Fiore: 
queir  ornamento  al  fine  della 
guardia  {asta  del  rnors) ,  parte 
della  briglia,  nella  quale  si  met- 
tono i  voltoj  [bolzon). 

BOLGIN,    BOLGION.    V.  Bolgiott 
Sig.  2. 

BOLGIOTT  per  Bojocch^  sig.  1.  V  — 
fig  Borsone  :  danaro  sgranel- 
lato a  poco  a  poco  —  Fà  sii  el 
bolgiott JFar  borsone:  accumular 
moneta  —  Avegh  el  bolgiottJ 
Aver  grosso  rognone:  aver  de- 
nari in  serbo. 

BOLGIR.  Cosetto:  di  oggetto  picci- 
no —  Cosuccio  ,  Minuzzolino  :  di 
persona  piccola. 

BOLGIRA.  Bùggera.  Una  di  quelle 
voci  che  esprimono  un  com- 
plesso di  idee  varie,  e  or  ne 
abbracciano  alcune  altre,  onde 
una  definizione  generale  e  co- 
stante è  impossibile  darla  —  Oh 
che  bolgira!  Oh  che  imbroglio! 
—  Hin  bolgir  quist  chì^  Le  son 
bazzecole  queste  —  L'  è  minga 
j)Occa  bolgira  È  disgrazia  as- 
saettata: grande  —  Gh'è  vegnùu 
la  bolgira  de...,  divenne  il  ten- 
tennino di...:  il  capriccio  —  Te 
diset  sù  de  quij  bolgir...,  Tu  di' 
di  quelle  pazzie...:  erroracci  — 
Fà  montà  la  bolgira^  Far  mon- 


tare in  sulle  biche:  in  ira  —  ca- 
scia via  la  bolgira  Cacciar 
mattana:  malinconia  —  Aveghen 
natica  per  la  bolgira,,  Aver  uno 
in  quel  servizio:  in  noncuranza 

—  Avegh  tutV  alter  per  la  bol- 
gira„  Aver  tutt' altra  fantasia,  o 
il  capo  a  tutt'  altro  —  Aveghen 
pien  la  bolgira^  Averne  piene 
le  tasche  :  esserne  stufo. 

BOLGIRA  (LA).  Oh  giusto!  Mi  piace! 
Di  vero  ! 

BOLGIRA.  Buggerare,  Incalappiare 

—  Giuntare  —  Danneggiare  — 
Perdere,  Rovinare  —  Fare,  Tra- 
mestare, Rovistare  —  Andà  tutt 
a  fass  bolgir à_,  Andar  tutto  a 
rotoli  —  Ma  cossa  te  bolgir etti 
Ma  cosi  briccichi? 

BOLGIRADA.  Buggerata, Boccicata. 
BOLGIRADA !  Corbezzoli! 
BOLGIRADO.  Furbo  assaettato,  Fur- 
bo bollato:  uomo  accortissima 

—  Furbacchione:  in  senso  non 
cattivo. 

BOLGIRATTÀ.  Mestare,  Trescare, 

Tramestare. 
BOLGIRETT.  Cosetto,  Cosuccio:  di 

cosa  o  persona  piccola,  una 

furba. 

BOLGIRETTA  Cosetta,  Cosuccia:  di 
ragazza  furbetta. 

BOLGIRON.Lo  stesso  cheBolgìrado. 

BOLGIRON.  Malaugurato,  Disgra- 
ziato, Sciagurato. 

BOLL  Bolo:  sorta  di  terra  tegnente 
usata  dagli  indoratori  e  dagli 
argentieri. 

BOLIN.  Bulino:  specie  di  scalpel- 
letto  d'acciaio,  col  quale  l'in- 
tagliatore incide  certe  più  mi- 
nute parti  delle  lettere ,  dove 
vano  riuscirebbe  l'ufficio  del 
contrapponzone. 

BOLIN  per  Balilla  sig.  2.  V. 

BOLIN.  Stella:  ferro  col  quale  i 
calzolaj  abbelliscono  i  fori  fatti 
dalle  bullette  (  stacchett)  nelle 
scarpe,  e  simili. 

BOLIN.  Foglia:  ferro  allargato  in 
forma  ovale,  tagliente  tutto  al- 
l'intorno, coll'apice  strettamen- 
te ripiegato  in  dentro.  Se  ne 
servono  i  tornitori. 

BOLIN,  BOLINA  per  Bollin J  Boi- 
lina.  V. 


BOL  74 


BOL 


BOLINA.  Bulinare,  Lavorar  di  bu- 
lino. 

BOLL.  Bollo:  sigillo  con  che  si  con- 
trassegnano e  si  autenticano 
molte  cose,  come  bestie  da  ma- 
cello, carta,  pane,  ecc.  —  L'im- 
pronta stessa  che  rimane  nella 
cosa  bollata. 

BOLL-  Pesca.  Sigillo,  Monachino: 
enfiato  talora  rosso,  talora  li- 
vido, prodotto  da  percossa  in 
qualsiasi  parte  del  corpo  — 
Corno:  il  medesimo  enfiato,  se 
nella  parte  alta  del  capo  -  Cos- 
so: ammaccatura  in  che  che  sia 
cagionata  da  caduta  o  percos- 
sa. V.  Qibolladura. 

BOLL.  Buttero:  il  segno  del  va- 
cuolo —  Tutt  pien  de  boli  o  Bol- 
làa^  Butterato,  Pizzicato  dal  va- 
cuolo. V.  Carpogn^  Carpognàa. 

BOLLA.  Bolla.  Gallozza,  Gallozzola, 
Sonaglio. 

BOLLA.  Bollare  —  Marchiare  —  la 
robba^  Mettere  i  sigilli. 

BOLLA.  Ammaccare. 

BOLLADOR-  Bollatore. 

BOLL  DE  CICCOLATT.  V.  Tavoletta. 

BOLLETTA.  Polizza,  Bolletta  (da 
Bollo). 

BOLLETTA  Tovaglia,  Bracchetta, 
Neccio:quel  lembo  di  camicia  che 
aibambini  esce  talora  per  lo  spa- 
rato {fessa) dei  didietri  (partiti  de- 
drèe)  de1  calzoncini  —  Mostra  la 
bolletta  o  Avegh  anmò  la  bol- 
letta brutta  de  merda,,  o  simile, 
FiG.  Non  aver  ancora  rasciutto 
il  latte  sui  denti,  Aver  ancora 
il  latte  alla  bocca  o  sulle  lab- 
bra, Aver  appena  levato  la  boc- 
ca dal  latte,  Non  aver  ancora 
rasciutti  gli  occhi,  Aver  ancora 
il  guscio  in  capo:  esser  tuttora 
giovanissimo  e  non  aver  pratica 
di  che  che  sia. 

BOLLETTA.  Arsura:  cioè  mancanza 
di  denaro.  Il  mio  amico  Rovani 
in  un  suo  articolo,  arditamente 
scrisse  ebser  sempre  alla  presa 
colla  bolletta.  In  una  lettera  mi 
scrisse  da  Firenze  Cesare  Cantù: 
«  Vess  in  bolletta.  Uno  mi  dice, 
esser  povero  in  canna  ^  esser 
sbriscio.  Un  altro  m'  assicu- 
ra che  non  si  dicono  questi 


modi,  ma  essere  in  stanga  (si 
mette  una  stanga  davanti  alia 
bottega  de'  falliti),  esser  in  stuo- 
jaJ  (dormir  sulla  stuoja),  esser 
tribolato  e  altre  maniere  va- 
rie, ma  nessuna  ohe  calzi  come 
il  nostro.  »  Seppi  dappoi  che  i 
discoli  in  Firenze  dicono  a  chi 
è  in  bolletta:  Esser  co' debiti^ 
guarda  che  ti  corron  dietro  — 
Trà  in  bolletta.,  Gettar  sull'am- 
mattonato, al  verde  ,  al  secco, 
Rifinirlo.  La  nostra  voce  Bol- 
letta che  in  questo  significato  e 
valore  sfida  trovarne  in  tutta 
Italia  un'altralcosì  calzante,  ha 
inspirato  a  Tommaso  Grossi 
quella  lirica  canzone  popolare 
che  cosi  incomincia: 

Se  han  avùu  i  sò  difensor 
E  la  fevra  e'I  inda  de  testa^ 
Se  gh'è  stàa  quell  bell'umor 
Ch'ha  lodàa  ftnna  la  pestaJ 
L'è  vergogna  d'on  poetta 
Se  noi  loda  la  bolletta. 

Vojj  cojonet?...  vun  me  diSj, 
La  bolletta!...  oh  che  porscell! 
Pìan^  respondi^  de  camis 
Gh'è  bolletta  e  de  scarsellJ 
E  mi  lodi  quella  netta,, 
Idest  Vultema  bolletta. 
BOLLETTA.  Spiccar  bollette:  po- 

BOLLETTÀ  Sbagliare  i  colpi  a  cac- 
cia ,  quasi  lasciar  la  bolletta 
agli  uccelli  d'andarsene  a  libe- 
ro volo. 

BOLLETTAMM ,  BOLLETTARIA.  Bol- 

lettame:  lavori  di  bollette  da 
stamparsi. 

BOLLETTARI- Bollettario:  libro  delle 
polizze  a  madre  e  figlia. 

BOLLETTIN.  Bollettino,  Polizzino  — 
Bullettino,  Piastrello,  Pellicica- 
to  :  pezzetto  di  panno  o  cuojo, 
sopra  il  quale  si  distende  l'im- 
piastro per  metterlo  sui  malori. 

BOLLETTINÉE  per  Bigliettari.  V. 

BOLLETTO^I.  Polizza,  Bolletta. 

BOLLIN.  Bollino  :  dazio  che  paga- 
no quei  dei  Corpi  Santi  di  Min- 
iano. 

BOLLINÀ.  Sottopporre  al  bollino: 
dazio. 

BOLLINATT-  Appaltatore  dei  bol- 
lini. 


BOL 


75  BOM 


BOLOGNA,  BOLOGNA  VIA-  Imbro- 
gliare, Smaniare  :  vendere,  dis- 
farsi di  che  che  sia  —  L'ha  bo- 
lognàa  via  i  dò  tosanti.,  Ha  sma- 
niate le  due  ragazze:  le  ha  ma- 
ritate. 

BOLP  per  Golf.  V. 

BOLPATT.  V.  Golpati. 

BOLS,  BOLZ  Bolso  —  Deven tà  bolZ; 
imbolsire  —  fig.  Bolso,  Tisi- 
cuccio. 

BOLTREGA,  BOLTRIGA  per  Bolgi- 
ra.  V. 

BOLTRIGADO ,  BOLGIRON,  ecc.  V. 
BolgiradoJ  Bolgiron^  ecc. 

BOLZON.  Staggia:  nome  di  quei 
bastoni  che  nei  paretajo  (tesa) 
sostengono  le  reti  quando  scoc- 
cano —  Boncinello:  staffetta,  al 
disotto  della  maniglia  (maneg- 
gia) del  chiavistello  (cadenazz) 
che  entra  nella  feritoja  {bus)  di 
una  toppa  alla  piana  (saradura 
sempia),  e  ne  riceve  la  stan- 
ghetta (  cadenazzoeu  ) ,  mossa 
dalla  chiave  —  Fa  ciocca  el 
bolzonJ  Diguazzare  il  bolzone  — 
Fa  fa  el  bolzon  a  uw^  fig.  Ca- 
var il  granchio  della  buca  con 
le  man  d'altri,  Cavar  la  casta- 
gna coll'altrui  zampa:  far  una 
cosa  con  proprio  utile,  e  rischio 
altrui. 

BOLZON-  Pertica:  nome  di  quei 
pali  che  nelle  viti  a  pergola 
(viti  a  pelgora)  corrono  per 
traverso  a  modo  di  filare  (fi- 
rag n) ,  dette  secondo  la  gros- 
sezza o  piccolezza  Perticoni, 
Pertichette. 

BOLZON.  Voltojo:  parte  della  bri- 
glia dove  sono  le  campanelle 
(anej),  alle  quali  s'attaccano  le 
redini. 

BOLZON  per  Bols^  sig.  2.  V. 

BOM!  Scagliai  Ucucaia  !  :  suono 
che  si  fa  per  burlarsi  delle  mi- 
nacce d'un  rodomonte  e  delle 
spacconate  d'uno  sballone. 

BOMBANADEGH.  Arrestabue,  Fer- 
mabue,  Bulimacola,  Serpentina, 
Intrigabarba  (Ononis  spinosa): 
pianga  che  trovasi  nei  campi 
montuosi  e  lungo  i  fiumi ,  pro- 
fonda molto  le  sue  barbe  le- 
gnose, ed  ò  incomoda  agii  ara- 


tori, si  per  le  spine  che  spesso 
porta,  e  si  per  l'inciampo  che 
soffre  l'aratro. 
BOMBARA  (FA  LA).  Far  la  tombo- 
lata, Tombolare,  Tornare,  Far  il 
tomo:  cadere  o  andare  a  capo 
all' ingiù  alzando  il  piede  all'a- 
ria —  dicesi  anche  delle  bestie 
quando  si  gettano  in  terra  colle 
gambe  all'  aria  in  segno  d'alle- 
grezza. 

BOMBAS.  Bambagia:  cotone  lavo- 
rato. 

BOMBAS  DI  POBBI,  ecc.  Pappo: 
quella  lanugine  che  si  vede 
nella  parte  superiore  del  seme 
di  alcune  piante, come  nei  piop- 
pi (pobbi),  ecc.,  le  quali  diconsi 
pappose. 

BOMBASINNA.  Tela  bambagina, 
Bambagino. 

BOMBASON.  Pasticciano,  Bonaccio, 
Dolcione,  Buon  pastaccio. 

BOMBE  (A).  Bombè  (A):  dicesi  di 
bicchiero  0  altro  che  si  allarga 
nel  mezzo  e  fa  pancia,  per  mo- 
do che  ha  forma  come  di  una 
piccola  botticina. 

BOMBOLA.  Bomba.  Parti:  Orecchie, 
Maniglie,  Culatta,  Occhio,  Boc- 
chino, Spoletta. 

B0MB0L0TT.  Tombolotto:  grasso  e 
tondo  a  foggia  di  tombolo  (bor- 
lon  de  ricamm). 

BOMBON.  Dolce,  Bericuocolo,  Chic- 
co ,  Chicca,  Confortino  —  Bom- 
bon  con  dent  el  rosoli  Pastic- 
ca a  liquore,  a  rosolio  —  fig.  Va- 
ghezza, Giojello  —  ìllssa  come 
on  bombonJ  Ravviata  che  pare 
un  giojello  —  fig.  Zucchero  — 
Rispett  a  lù  lèe  l'è  un  bombon^ 
Appresso  a  lui  lei  è  uno  zuc- 
chero. 

BOMBONÉE ,  BOMBONATT.  Chiccajo  , 
Confortinajo,  Bericocolajo. 

BOMBONERA.  Confortinaja,  Berico- 
coloja,  Chiccaja  —  Confettiera, 
Bericocolaja  :  scatola  da  riporvi 
confetti  o  dolci. 

BOMBONIN.  Confettuzzo,  Conforti- 
no —  fig.  Zerbinetto, Profumino 
Attillatuzzo  —  Attillatuzza,  Tutta 
lindura:  di  donna. 

BOMBORA  (FÀ  LA).  Capitombolare  , 
Far  capitombolo  0  capitondolo: 


BOM  76  BON 


puntare  il  capo  in  terra  e  get- 
tare le  gambe  all'  aria  per  tor- 
nar ritto  sui  piedi. 

BOMÒ-  Lo  stesso  che  GUzzura. 
Dal  frane.  Beati-mot. 

BOMBORIN.  Bellico,  Ombelico:  quel- 
la parte  del  corpo,  d'onde  il 
fanciullo  nel  ventre  della  madre 
riceve  il  nutrimento  —  Quella 
parte  d'una  bestia  macellata 
che  ne  comprende  e  circonda  il 
bellico  —  El  bus  del  bamborinJ 
Gangame. 

BON.  Bono  :  ricevuta  di  viveri  o 
robe  somministrative . 

BON  Buono,  Bono. 

BONAMENT.  Bonariamente  —  Alla 
buona. 

BONASC  V.  Bombason. 

BONDANT.  Abbondante  —  per  A- 
gord.  v. 

BONDANZA-  Abbondanza  —  fig.  o 
per  ironia,  Gioja,  Bella  gioja, 
Dieta  spesa:  cattivo  soggetto  — 
Ciavo  bondanza!  Addio  delizia! 
Addio  galanteria! 

BONDIANA.  Muletta:  l'intestino  cie- 
co —  per  CaggJ  sig.  2.  V. 

BONDICEURA.  Bondiola:  specie  di 
salame  ad  uso  di  Parma.  A  Ve- 
nezia è  detto  OssocolOj  a  Lucca 
forse  Bónzora. 

BONDON.  Cocchiume:  foro  in  una 
delle  doghe  (dov)  di  sopra  e 
nella  parte  più  rigonfia  della 
botte  (vassell).  pel  quale  si  versa 
il  vino  o  altro  —  Tegnì  a  man 
de  la  spinna  e  lassa  andà  del 
bondon  J  fig.  Guardarla  nel  lu- 
cignolo e  non  nell'olio:  aver 
cura  delle  cose  minute,  e  non 
badare  alle  grandi  —  Stoppò  el 
bondon    Cocchiumare  la  botte. 

BONDON.  Tappo:  pezzo  di  legno 
tondo  con  che  turasi  il  coc- 
chiume della  botte,  il  foro  dei 
secchi ,  e  simili  —  Mett  su  el 
bondon  j  Tappare  —  Tirali  giòJ 
Stappare  la  botte  —  Zaffo:  pez- 
zo di  legno,  leggermente  conico, 
col  quale,  a  colpi  di  mazzuolo 
di  legno  (mazzceu)  turasi  la 
spina  dei  tini  —  per  Borion.  V. 

BONDONÀ.  Zappare,  Tappare. 

BONDONERA.  Cocchiumatojo  :  spe- 
cie di  scarpello  fatto  a  doccia 


(a  canal)  per  intagliar  il  coc- 
chiume (bondon)  alle  botti  (vas- 

sej). 

B0NENT,B0N  BONENT.  Buonissimo. 

BONETT.  Forma  da  pasticci:  vaso 
cupo  di  ramo  stagnato:  per  Io 
più  incavato  a  spicchi  (a  fes),  a 
spire,  o  in  altro  modo,  per  dare 
la  corrispondente  figura  a  ge- 
latine, pasticci,  e  simili. 

BONETT.  Bonetto:  berretto  di  pan- 
no alla  civile.  Giambull  ap- 
par.  (Landi)  132.  «Pigliate  anche 
questa  berretta,  e  datemi  11  vo- 
stro bonetto.  » 

BONGÈ-  Buzzonaccio  :  di  persona 
di  gran  pancia  —  Stronfione;  di 
un  grassone.  Questa  voce  ram- 
menta le  disgrazie  di  Giovannin- 
Bongè. 

BONGIffiUGH.  A  bon  giuoco:  voce 
con  che  si  chiama  licenza  di 
trasgredire  certe  regole  in  al- 
cuni giuochi. 

BONIS  (AVEGH  DE}-  Aver  d'ogni  ben 
di  Dio—  Mangia  bonìsJ  Far  buo- 
na cena. 

BONN  (LA)-  L'aja:  la  governante. 

BONNA  (IN).  In  buona,  D'amore  e 
d'accordo. 

BONNA  CHE  ..  Fortuna  che..  ,  Buo- 
no per  me.  .. 

BONNAGRAZIA  La  sua  cortesia. 

BONNAMAN.  Bonamano,  Mancia. 

BONNAMESURA.  Buona  misura: 
quello  che  si  dà  per  soprappiù, 
fatto  il  mercato  —  Misura  col- 
ma, piena. 

BONNANIMA.  Buonanima. 

BONNASCOA  (MICHELANGEL).  Il  pit- 
tor  Granata:  cattivo  pittore. 

BONNFEST.  V.  Defest. 

BONN-FEST  (AUGURA  I).  Dar  le 
buone  feste  :  per  lo  più  di  Na- 
tale. 

BONCEUR.  Sorte  ,  Ventura  —  A  la 
bonoeur,,  Alla  buon'  ora,  Via  là, 
Passi  —  A  la  bonosur  de  Dio^ 
Alla  carlona,  Alla  grossa,  Alla 
sciamannata. 

BONOMIA.  Dabbenaggine  ,  Bona- 
rietà. 

BON  OMM.  Dabbene  —  per  ironia^ 

Buono  tre  volte  :  minchione. 
BONORA  (DE).  Di  buona  levata, 
BONORIV.  Buon  levatore ,  Matti- 


BON 


77 


BOR 


niero:  di  chi  si  alza  dal  letto  la 
mattina  per  tempissimo. 

BON-PRO  FAZZA.  Buon  prò  faccia 
Buon  prò. 

BONTÀA  Bontà. 

BONTÀA.  Mescolanza,  Minutina', 
Mescolanzina  :  insalata  verde, 
di  più  sorta  d'  erbucce  crude  . 
saporite  e  odorose,  miste  talora 
con  pezzettini  di  foglie  di  tene- 
ra lattuga  —  Minutina  tutt'odo- 
ri:  se  è  composta  di  grande  va- 
rietà d'erbe  odorifere. 

BONTAVOS.  Lo  stesso  che  Bonasc. 

BONTON.  Buontuono.  Moda.  Buon 
gusto,  Bonton. 

BONVIVAN-  Bonvivente. 

BONZA-  Bonza.  Così  va  tradotta 
questa  e  ogni  altra  voce  pro- 
pria di  solamente  quella  tale 
provincia,  giacché  né  in  Firen- 
ze, nè  nel  resto  della  Toscana 
usano  di  questa  specie  di  botte. 
E  lunga,  atta  a  contenere  dai 
sessanta  ai  settanta  ettolitri  di 
vino  e  trasportarlo  su  carra.  Ve 
ne  sono  di  rotonde  o  cilindriche 
e  di  ovali  schiacciate.  I  Piemon- 
tesi la  chiamano  Botata  carerà,, 
cioè  botte  da  carreggiare. 

BONZA.  Bonza  :  quella  specie  di 
botte  eh'  è  trasportata  sur  un 
carro,  ripiena  d'acqua;  ch'ha 
nel  fondo  di  dietro  (cubbi)  ta- 
lora un  grosso  e  lungo  sifone 
(siòn),  il  quale  per  una  fune  di- 
menata a  tutta  forza  dall'acqua- 
rolo  spande  pe'  fori  d'  un  cipol- 
lone (bocchetton)  acqua  per  le 
strade.  Talora  ha  in  vece  un 
ordigno  pur  di  dietro  che,  l'ac- 
quarolo  ,  distando  a  cavallo 
della  bestia,  con  un  piede  apre 
o  chiude  secondo  che  deve  o 
no  lasciar  uscire  l'acqua  a  lar- 
go sprazzo.  É  della  forma  per 
lo  più  di  quella  del  vino,  e  di 
nna  capacità  un  po' maggiore. 

BONZA-  Bonza  dei  pozzi  neri. 

BONZEN-  Lo  stesso  che  Bronzin 
de  stadera. 

BOP  BOP-  Bu  bu ,  Bau  bau:  voci 
imitanti  il  latrar  de'  cani  grossi 

BONZETT,  -TA-  Bonzetto,  -ta— FIG. 
Tomboletto:  di  fanciullo  toezo  e 
grassoccio. 


BOR,  BORO.  Soldo  —  Quattrini,  De- 
nari. 

BOR.  Fodero,  Zattera:  l'insieme  di 
legnami  e  di  travi  collegate  per 
poterle  condurre  per  le  acque 
a  seconda  —  Paron  de  ì)or_,  Fo- 
deratore:  che  guida  per  le  ac- 
que i  foderi. 

BOR  per  Cagn  e  Travitt,  sig.  l.  V. 

BORA-  Pedale,  Toppo  —  Marame: 
la  peggior  parte  di  che  che  sia 

—  Rovajo  ,  Tramontana  ,  Borea 

—  Borra:  stoppa  o  simile  che  si 
calca  nelle  bocche  da  fuoco  per 
premere  la  carica  —  Boria,  Va- 
nità. 

BORADOR.  Bozza;  l'abbozzo  d'  una 
scrittura,  o  simile  —  de  campa- 
gna., La  bozza  delle  stime  nella 
quale  gli  stimatori  di  fondi  scri- 
vono sui  luoghi  le  loro  note. 

BORADOR.  Bozza,  Stampone,  Stam- 
pino, Bozza  o  Prova  di  stampa: 
di  quei  primi  fogli  che  si  tirano 
per  prova  e  che  servono  al  cor- 
rettore per  le  correzioni  da 
farsi. 

BORAGEN.  Borace,  Boraggine  (Bor- 
rago  officinalis):  erbe,  le  cui  fo- 
glie, si  mangiano  in  minestra  e 
i  cui  fiori  adornano  le  mense  ; 
foglie  scabre;  fa  spontanea  nelle 
campagne,  e  si  coltiva  nei  giar- 
dini; contiene  nitro  in  abbon- 
danza. 

BORAGINNA.  Fiaschetta,  Corno  da 
polvere  :  piccolo  fiasco  di  me- 
tallo,  in  che,  appeso  al  collo, 
portan  la  polvere  i  cacciatori 
e  bersaglieri. 

BORAINA-  Lo  stesso  che  Boragen. 

BORAS.  Borace  :  sala  che  risulta 
dalla  combinazione  dell'acido 
borico  colla  soda;  usasi  nella 
saldatura  dei  metalli,  nei  saggi 
metallurgici,  nella  dipintura  a 
fuoco  sovra  i  vetri  o  gli  smalti. 

BORASCA-  Burrasca  —  fig.  Infor- 
tunio. 

BORASGEN-  Lo  stesso  che  Boragen. 

BORASIN.  Boraciere:  vasellaio  di 
latta  {lolla)  con  becco  a  coc- 
che, affinchè,  grattando  coir  u- 
gna  e  brandendolo  a  scosse  , 
versi  la  borace  (boras)  che  con- 
tiene, adagino  e  poca. 


BOR  78  BOR 


BQRCELL,  B  ORGELLA  Burchiello, Gu- 
scio —  per  Barcon.  V. 

BORGELLETT,  -LIN,  -LffiU.  Burchiel- 
letto,  -lino. 

BORD-  Bordo  :  frangia,  lista,  rica- 
mo, o  simili ,  di  che  si  fregiano 
ed  ornanole  vesti,  gli  arazzi,  ecc. 

BORDA.  Lo  stesso  che  Sùghera. 

BORDA-  Abbordare,  Avvicinare, 
Affrontare  uno:  farsi  innanzi  a 
uno  con  qualche  risolutezza  per 
trattar  seco  di  che  che  sia. 

BORDA.  Frangere,  Listare,  Rica- 
mare: ornare  di  frangia,  ecc.  — 
Filettare  —  Trinare. 

BORDEGÀ.  insudiciare  —  Imbrat- 
tare —  Vorè  fàj,  dìj  bordegà^ 
fig.  Minacciar  di  fare;dire,  ecc. 

BORDEGASCENT-  Sudicio,  Sucido. 

BORDEGASCIÀ.  Sucidare  —  Scia- 
mannare, Sciattare. 

BORDEGHISIA.  Sudicio,  Sudiceria. 

BORDELERI-  Chiasso  —  Fa  borde- 
lerij,  chiassare. 

BORDELERI-  Nuvolo, Precipizio, Vi- 
sibilio: gran  quantità  —  de gent_, 
Brulicalo  di  gente  —  de  poetta^ 
Fungaja  di  poeti. 

BORDELL-  Tumulto  —  In  onezz  a 
sti  bordejs  In  questi  bollori  — 
Rovina  —  Andà  a  bordell  ^  An- 
dar a  monte  —  Andar  in  rovina 
—  Sciuparsi  —  Tira  in  bordelli 
Strascinare  a  pericoli,  a  guaj. 

BORDELL-  Macco:  gran  quantità  — 
Vessegh  un  bordell  de  pujjecc, 
Esservi  macco  di  polli,  ecc.  — 
per  Bordelleri.  V. 

BORDELLAMENT-  Chiassata  —  per 
Bordeleri.  V. 

BORDIN,  -INETT-  Bordicino  :  friget- 
to,  filetto,  ecc. 

BORDICEU-  Cascamorto:  la  larva 
rossa  della  Cetonia  stictica  Lin., 
che  è  un  bruco  molto  infesto 
alla  radice  dei  cereali,  e  spe- 
cialmente a  quella  del  grano- 
turco. 

BORDION-  Lo  stesso  che  Bordiceu. 

BORDION,  -IGLION-  Fil  di  ferro  gros- 
so —  de  ramnij,  Filo  di  rame.  Si 
usa,  per  esempio,  accartocciato 
per  le  catene  da  parafulmini  — 
dipedal  d'ori  arpa^  Bacchetti na 
di  ferro:  vergucce  di  ferro  che 
dal  pedale  d'un' arpa  passano 


pel  voto  della  colonna  e  met- 
tono in  moto  il  meccanismo  ar- 
monico dello  strumento. 

BORDIONIN.  Sottil  filo  di  ferro. 

DORDO  (SCIÓR  D'ALTO).  Signore  di 
prima  riga ,  di  primo  ordine  : 
grande  nella  sua  specie. 

BORDOCCH.  Piattola  (Blatta  orien- 
talis):  sorta  d' insetto  nero,  gros- 
so quanto  un  grillo  ,  ma  stiac- 
ciato ,  comunissimo  nelle  case 
vecchie,  sucide,  umide,  che  la 
notte  esce  a  torme  infinite,  il 
di  s'appiatta  —  Bacaccio,  Ver- 
mocchio ,  Crisalide  :  secondo 
stato  del  filugello ,  la  cui  larva 
dentro  il  bozzolo,  muta  pelle, 
forma  e  colore,  e  stassi  rattor- 
zolato  senza  cibo,  e  immobile 
fino  al  suo  trasformarsi  in  far- 
falla (parpaj). 

BORDOCCH.  Piattola:  prete  —  per 
Garzella.  V.  —  per  Scurièe.  V. 

BORDGEU  SETT  (FA).  Far  baco,  Far 
baco  baco,  o  baubau:  del  far 
certa  voce  o  gesto  ai  bambini, 
coprendosi,  o  altrimenti, nascon- 
dendo il  volto,  e  poi  mostrarlo 
all'improvviso,  per  recar  ad 
essi  una  certa  maraviglia  e  stu- 
pore, al  fine  di  distrarli  e  di- 
vertirli —  varda  che  ven  el  bor- 
doeu  sett Guarda  che  viene  il 
baco,  il  baubau. 

BORDOLOCCH  per  Garzella.  V. 

BORDON  (TEGNÌ  A).  Tenere  il  sac- 
co, Reggere  i  venti,  Tener  mano 
o  di  mano  —  Chi  ten  a  bordon^ 
Manutengolo. 

BORDURA.  V.  Bord. 

BORELLA.  Rotella,  Rotula:  quel 
piccolo  osso  rotondo  eh' è  so- 
prapposto all'articolazione  del 
ginocchio. 

Quij  fraton  borlonent  e  petardi 
Ross  in  faccia J  con  luster  i  oeucc^ 
Lis  de  pellj  con  tre  dida  de  lard 
Sui  borell  di  beati  genoeucc 
Porch  in  grassa  scampaven  a 
creila 

In  virtù  della  santa  bolletta. 

BORELLA.  Pallottola:  quella  palla 
di  legno  con  la  quale  si  dà  nei 
rulli  (oss).  allorché  son  ritti,  per 
farli  cascare  giuocando. 


BOR  ^9  BOR 


B0RGH-  Borgo  :  villaggio  che  ha 
certe  dipendenze  da  città  vi- 
cina, 

BORGH.  Borgo  :  quel  buon  numero 
di  case  che  crescono  contigue 
alle  mura  della  nostra  città, 
fuori  di  essa  e  in  accrescimento 
della  medesima,  e  massime  quel 
degli  Ortolani  a  maestro,  ed  a 
mezzodì  quello  di  San  Gottardo 

BORGH  (I).  Borghi.  Tra  noi  s'in- 
tendono quelle  parti  della  no- 
stra città,  che  già  correvano 
dalla  fossa  interna  alla  mura, 
già  bastionata  dagli  Spagnuoli 
nel  1546,  e  ora  ridotta  a  passeg- 
gio, alberato  da  platani  e  da 
ipocastani, interrotto  però  dove 
stava  il  castello,  fabbricato  da 
Galeazzo  II  nel  1358.  Nei  1865 
quel  nome  storico  di  Borgo  ven- 
ne cancellato,  e  vi  fu  surrogato 
Corso  o  Via! 

BORGHES.  Lo  stesso  che  Borsoà.  V. 

BORGNA.  Ciaba. 

BORGNA.  Acciabattare. 

BORI.  Abborrire. 

BORI.  Scovare,  Levare  la  preda, 
Darle  sotto:  dicesi  del  segugio 
(sauss)  quando,  sentita  al  fiuto 
inasta)  la  fiera,  schiattisce  e 
già  la  leva  dal  covo  (tanna)  — 
Scacciare ,  Far  frullare  ,  Far 
prendere  il  volo  :  far  la  scac- 
ciata nelle  ragnaje  (rocco?)colla 
ramata  (boridor)  —  saettare. 

BORICCH.  Ciuco  —  Buzzo,  Peccia: 
ventre. 

BORIDA-  Lo  scovare,  il  levar  la 
preda,  il  darle  sotto  —  Lo  scac- 
ciare ,  il  far  frullare:  i  volatili. 

BORIDON.  Ragia,  Pappatoria:  in- 
ganno artificioso  —  Pientà  on 
boridon^  Venir  fuori  con  un  im- 
pianto —  Fandonia,  Carota  — 
Pientà  di  boridon^  Ficcar  bozze. 

BORIDONISTA.  Almanaccone  —  Ca- 
rotajo. 

BORIDOR  DE  ROCCOL.  Ramata:  spe- 


—  In  generale,  anche  ogni  altra 
siliqua  globosa,  come  quella. 

BORIN.  Capezzolo,  Zezzolo  —  Vess 
senza  el  borin  o  Avegh  el  borin 
scondtiu,h.v er  il  capezzolo  cieco. 

BORINERI-  Turbine,  Uragano,  Bu- 
fera, Procella,  Temporalaccio. 

B0RI0N-  Bocciuolo:  pezzo  di  can- 
na che  si  pianta  nel  foro  del 
mastello  e  pel  quale  esce  il  ran- 
no del  bucato  —  per  Bondon^ 

Sig.  2.  V. 
BORLA.  Boccia,  Pallottola,  Palla. 
BORLA  (GIUGÀ  A  SPARPAJA  o  A  LA). 

Giuocare  alla  trottola.  V.  Birla_, 
sig.  3. 

BORLÀ.  Rotolare,  Ruzzolare  —  a- 
dossJ  Andare,  Venire,  Dare  ad- 
dosso a...,  Investirlo  —  al  spali 
o  adosSj,  Sopraggiungere  ,  Rag- 
giungere, Arrivare,  Cogliere,  So- 
praprendere uno  inaspettato  , 
improvviso  —  dent  o  denter*  In- 
cappare— dent  a  dìJ  a  fàj  ecc., 
Lasciarsi  andar  a  dire,  a  fare, 
Trascorrere  a  ,  ecc.  —  fceura  a 
dìj,  ecc.,  Incappare  a  dire, ecc.— 
giòJ  Cadere,  Stramazzare  — d'in- 
namorati, Dar  nel  laccio  —  Fà 
boria  foeura  vun  „  Far  uscire 
uno:  farlo  parlare  —  via^  Stac- 
carsi —  Consegnare  ,  Dare  ,  Do- 
nare, Regalare.  Questo  Boria 
milanese,  auzi  lombardo, è  quello 
di  Dante  all'Inf.  Cant.  vii,  terz.  io: 
Percotevansi  incontro:  eposcia 
par  li 

Si  rivolgea  ciascun.,  voltando 
a  retro j 

Gridando:  —  Perchè  tieni?  e: 
Perchè  burli?  — 
Perchè  tieni  ?  cioè:  perchè  re- 
sisti? Il  prodigo  grida  all'avaro. 
Perchè  burli}  cioè.  Perchè  ro- 
toli, ruzzoli?  L' avaro  al  prodigo. 
E  tutti  sanno  quante  voci  ver- 
nacole poseDantenelsuopoema. 

!  BORLÀ.  Cascar  di  fame,  Arrabbiare 

|    dalla  fame. 


eie  di  mestola  fatta  di  vimini  BORLACÀ.  Cascar  di  fame. 
(sares  gorin)   con   cui  far   la  BORLACATT.  Dicesi  massime  dei 


scacciata  degli  uccelli  nelle  ra^ 
gnaie  (roccol)  —  Anche,  Batta- 
rell. 

BORIGGIffiU  Follicolo,  Bozzolo:  la 
siliqua  del  ravizzone  (ravetton) 


giovani  di  mercante,  i  quali  sono 
poco  pagati,  al  punto,  quasi  di- 
rei, di  cascar  di  fame  (boriacà 
de  la'famm). Anch©  li  dicono^az- 
zabaslolt. 


BOR  80  BOR 


BORLAND.  Pilloroue  ,  Ciottolone: 
grosso  sasso  bislongo  e  rotondo 
di  forme  —  piscinittj,  Frombole, 
Pillole,  Ghiajottoli. 

BORLANDA.  Broda  — FIG  Frottola, 
Tantafera,  Peverada  —  Viluppo, 
Tresca,  Mena,  Trescata,  Tac- 
colo:  cosa  nojosa,  imbrogliata 

—  Broda:  quella  che  traesi  tra 
noi  da  una  fabbrica  di  spiriti,  e 
che  si  dà  con  biade  da  man- 
giare a  bestie  bovine,  che  in- 
grassano sì  assai,  ma  peggio- 
rano di  sapore  e  nutrimento. 
Progresso  ! 

BORLANDA  Acquarello:  vino,  caf- 
fè, acqua  acconcia,  o  simile,  di 
poco  valore. 

B0RLAND0TT.  Stradiere:  per  sprez- 
zo, colui  che  si  oppone  ai  frodi 
{sfros)  sulle  strade  pubbliche, 
che  deriva  da  Boria  de  la  famm 

—  Dazzino,  Gabellino. 

BORLATT.  Lo  stesso  che  Remiseli. 

BORLAZiON.  Sagratina,  Fame  as- 
saettata ,  Picchierella  :  gran 
fame. 

BORLERA.  Lo  stesso  che  Penaggia. 

B0RLIN-  Pallino  —  Coccola,  Boc- 
ca: frutto  dell'albero,  del  gine- 
pro, della  mortella,  del  pugni- 
topo,  e  simili  —  de  rogor^  Galla, 
Gallozzola  —  per  curio.  V.  — 
FIG.  Tomboletto,  -ta.  di  persona 
grassa  e  tonda  a  foggia  di  tom- 
bolo [borlon  de  ricama). 

B0RLIR(EU.  Zangola  a  curro  :  ina- 
lume  delle  nostre  burraje  (ca- 
scm),  è  un  congegno  per  fare  il 
burro.  In  due  ritti,  collegati  con 
una  traversa  da  capo  ,  viene 
inastato  a  due  terzi  di  altezza 
con  un  curro  in  cui  sono  infìsse 
due  aste ,  delle  quali  una  è 
mozza,  e  l'altra  va  metter  capo 
in  una  zangola  [penaggia)  che  è 
interrata  sotto  al  piantato.  Due 
manubri,  inastati  nell'asta  moz- 
za, che  viene  chiamata  sajettaJ 
serve  a  smuovere  il  curro ,  e 
con  esso  anche  l'asta  lunga,  la 
quale  fa  diguazzare  ii  fior  di 
latte  nella  zangola  fino  a  tanto 
«he  sia  divenuto  burro. 

B0RL0  (TffiU  EL).  Pigliare  il  pen- 
dio, Girar  di  bordo:  andarsene. 


BORLCEU.  Lo  stesso  che  Triquat- 
trin. 

B0RL0J.  Cacherella  o  Pillola  di 
gallina:  uovo.  Voce  di  gergo. 

B0RL0N.  Cilindro  —  Rotolo  —  Rullo 
—  Fa  su  in  d'on  borlon^  Roto- 
lare —  Fass  su  in  d' on  borlon^ 
Raggruzzolarsi,  Rannicchiarsi. 

BORLON.  Rullo,  Rotolo,  Cilindro, 
Spianatoio:  pezzo  di  legno  cilin- 
drico imperniato  in  un  telajo, 
che  serve  a  rompere  le  zolle 
(loft)  di  un  terreno  compatto  e 
indurito  dall'  alidore  (sutta)  ad 
assodare  il  terreno  —  Rullo  o 
Cilindro  dentato,  Erpice  a  cilin- 
dro: il  rullo  di  sopra  se  armato 
di  punte. 

BORLON.  Rullo:  strumento  simile 
al  su  descritto,  con  cui  si  rom- 
pono le  cassule  deilegumi(Ze'mm) 
per  cavarne  i  semi  —  Tribolo  : 
lo  strumento  qui  su  descritto, 
se  è  scanalato  o  armato  di  punte. 
V.  Tornella  sig.  5. 

BORLON.  Ciambella:  arnese  fatto 
di  cuojo  imbottito,  di  cenci  o 
altro  simile,  in  cui  s' intromette 
una  delle  gambe  di  quel  cavallo 
che  pecchi  d' Scavallarsi  (in- 
tajass)  — Nome  di  quei  cerchielli 
di  cuojo  che  si  mettono  sulle 
gambe  alle  bestie  da  soma  in 
que'  punti  ove  abbiano  alcun 
malore  per  difenderli  dagli  at- 
triti. 

BORLON.  Cannellone:  negli  abiti 
donneschi  è  una  specie  di  gon- 
fìetto  continuato  che  vi  gira  da 
piedi  tutto  l'abito  e  lo  ajuta  a 
staccar  meglio  del  corpo. 

BORLON. Tombolo:  cuscino  rotondo 
su  cui  si  fanno  ricami,  trine,  e 
simili. 

BORLON.  Cilindro:  è  di  pietra  fer- 
mato in  una  specie  di  telajo  con 
manico,  di  cui  si  fa  uso  per  ap- 
pianare i  pavimenti  marmati  (a 
scajoeula)  o  a  mosaico. 

BORLON.  Rullo:  cilindro  di  flanella 
e  pelle  che  usano  i  litografi  per 
distribuire  la  tinta. 

BORLON  per  Buratta  sig.  2.  V.  — 
per  canon  de  sopressà.  V.  —  per 
Tombon  de  galett.  V. 

BORLON.  Ciottolone ,   Ruzzolone  : 


BOR  81 


BOR 


grossa  pietra  che  si  fa  roto- 
lare. 

BORLON  (A)  Rotolone,  Ruzzoloni. 

BORLONÀ-  Rotolare,  Ruzzolare  — 
giòJ  Ruzzolare  —  per  Borici.  V. 

BORLONÀ.  Rullare,  Cilindrare:  smi- 
nuzzare un  terreno  zolloso  (a 
lott),  facendovi  correr  sopra  il 
rullo  (borlon)  dentato  o  erpice 
a  cilindro  —  Comprimere  i  ter- 
reni troppo  sciolti  col  rullo  o 
cilindro  senza  denti  (borlon). 

BORLONADA.  Rotolata,  Ruzzolata. 

BORLON  DE  LA  FRANCIURA-  Ciot- 
tolone.  Mozzicone  di  pietra. 
V.  Franciura. 

BORLON  DE  SOFÀ.  Rullo  :  nome  di 
una  specie  di  guanciali  di  for- 
ma cilindrica  che  si  mettono 
alla  base  di  ciascuna  testata 
dei  sofà. 

BORLONIN.  Cilindruolo,  Rotoletto. 

BORLONIN.  Tomboletto:  di  person- 
cina grossa  e  tonda  a  guisa  di 
tombolo  {borlon  de  ricama). 

BORLOTT.  Tonfacchiotto  :  persona 
piccola  e  grossa. 

BORLONENT.  Costolone,  Tombolo- 
ne  :  di  persona  grassa  e  grossa 
cosi  che  sembra  un  gr  osso  tom- 
bolo. 

BORLUSCH.  Lo  stesso  che  Borian- 
doti,, sig.  l. 

BORNI,  BORNIDOR,  ecc.  V.  Imbor- 
rìij,  Imbornidor ecc. 

BORNIS.  Cinigia:  cenere  calda,  mi- 
sta con  poca  e  minuta  bragia 
—  Perdes  in  la  bornis^  fig.  An- 
dar in  fumo. 

BORCEUL-  Lo  stesso  che  Maron  a 
rosi. 

BOROLADA-  Bruciatata:  quantità 
di  bruciate  [maron  a  rost)  ar- 
rostite in  una  sola  volta. 

BOROLETTA.  Bruciatella. 

BOROMÉE-  Lanaggio  :  quantità  di 
lane  diverse. 

BOROMETTA.  Merciadro,  Mercia- 
jolo. 

BORS  (AVE)  Aver  scovato  o  levato 
la  lepre.  V.  Bori,  sig.  2. 

BORSA-  Borsa  —  La  borsa  de  Giu- 
da,, La  borsa  di  Giuda,  La  mi- 
niera del  monte  gajo:  inesau- 
sta. Tutti  sanno  come  laborsa  di 
Giuda  era  inesausta  —  Gìon tagli 

Banfi  ,  Voc. 


de  borsa.,  Lasciarvi  del  pelo:  ri- 
metterci di  capitale  —  Borsetta  : 
quella  che  portan  le  signore  — 
Scarsella:  sorta  di  borsa  di  pelle 
—  Paniaccio,  Paniacciolo  :  pelle 
dove  s'involgono  le  paniuzze 
(bacchetton  del  vesch)  —  Sacco: 
quella  parte  del  panno  della 
ragna  (anfana),  e  simili,  dove 
rimane  preso  1'  uccello  —  Fa  i 
borsJ  Far  le  sacca  —  Sacchetta, 
Taschetta  :  saccuccio  racco- 
mandato a  una  pertica  per  uso 
di  raccogliere  elemosine  in 
chiesa  o  altrove. 

BORSA.  Borsa:  il  luogo  pubblico  in 
cui  si  radunano  pei  loro  affari 
i  negozianti,  i  capitalisti,  i  sen- 
sali, ecc. 

BORSA  per  BalabiottJ  sig.  2.  V. 

BORSA.  Lo  scovare^  Il  levare,  Il 
dar  sotto:  ai  selvaggiume.  V. 
Bors  (Ave). 

BORSARIA  (LAVORA  DE).  Lavorar 
di  borsa. 

BORSELLA.  Pinzetta,  Molletta:  stru- 
mento di  ferro  o  d'  acciajo  che 
si  allarga  e  si  ristringe  a  pia- 
cimento eh'  usano  gli  orefici  e 
argentieri  per  prendere  alcuna 
cosa  che  non  si  potrebbe  colle 
dita. 

BORSETTA.  Borsetta  —  Ritroso: 
raddoppiamento  che  ha  la  bocca 
delle  reti  ridotta  ad  un'  entra- 
tura strettissima  per  cui  entrati 
gli  uccelli  o  i  pesci,  non  ritro- 
vai! la  via  di  ritornare. 

BORSGIOÀ.  Cittadino  ,  Borghese  — 
In  borsgioàJ  Alla  borghese. 

BORSIN  Borsellino. 

BORSIN.  Lupa,  Lupia:  tumore  ci- 
stico o  freddo  o  follicolato. 

BORSINÉE  Borsaj o.  In  Milano  vi 
era  da  pochi  anni  una  via  detta 
dal  popolo  di  Borsinari_,  dietro 
al  Coperto  de' Figini;  essa  trasse 
il  nome  dalle  borse  che  i  prigio- 
nieri ivi  incarcerati  mandavano 
fuori  delle  inferriate ,  pendenti 
da  una  pertica,  per  pregare  di 
limosina  i  passeggieri. 

BORSIRCEU.  Borsaiuolo  ,  Taglia- 
borse. 

BORSIRffiU.  Per  celia,  diconsl  i  ne- 
gozianti, i  capitalisti,  i  sensa- 

6 


BOR  82  BOS 


li,  ecc.,  che  frequentano  la 
borsa. 

BORSON.  Borsone  —  fig.  Borsone, 
Buona  borsa.  Quattrinaio:  chi  è 
ricco. 

BORSOTT.  Buona  borsa,  Quattri- 
naio: chi  è  ricco. 

BORSOTT.  Zafferano  falso  o  ba- 
stardo o  salvatico  (Colchicum 
autumnale):  pianta  perenne  a 
fiori  scempi,  di  bel  colore  roseo 
porporino  che  spontaneo  fa  nei 
prati  freddi  ed  umidi  in  settem- 
bre e  ottobre. 

B0RT0LÌ.  V.  Bartolì. 

ROSA.  Bosa,  Sonaglio.  I  caciaj 
chiamano  cosi  quelle  bollicine 
che  gorgogliano  sul  latte  quan- 
d'e1  si  sta  riscaldando  per  di- 
ventare cacio  e  che  viene  agi- 
tato fortemente,  tanto  maggiori 
quanto  maggiore  è  il  grado  di 
ebollizione;  bollicine  dalle  quali 
il  caciajo  trae  regola  nel  suo 
operare  allorché  sta  riducendo 
il  latte  a  cacio  lodigiano  (gra- 
non). 

BOSA.  Il  fiore  a  capolino  del  tri- 
foglio. V.  BottoìaJ  sig.  2. 

BOSA  per  BotfJ  sig.  3.  V.  — per  Bot- 
taranna.  v. 

BOSARD.  Bugiardo  —  Tra  dosar dJ 
Smentire,  Dare  una  mentita, 
Sbugiardare  —  Catta  bosard_, 
Far  bugiardo  uno  —  Dimm  bo- 
sardj  Tienmi  bugiardo.  Nelle 
frasi  condizionali,  è  modo  di 
accertare  che  la  cosa  sarà  co- 
me altri  dice,  per  es:  Se  non 
vado  quest'anno  a  Napoli,  tien- 
mi bugiardo. 

BOSARDÀ.  Bugiardare,  Mentire:  dir 
bugie. 

BOSARDARIA.  Bugia. 

BOSCA  Avviare,  Mandare  al  bo- 
sco ,  alla  frasca,  Infrascare  i 
bachi:  porre  la  frasca  ai  bachi 
(cavaler).  il  bosco. 

BOSCARffiU.  V.  Boschirceu. 

BOSCH  Bosco,  Selva,  Foresta  —  de 
tajà  o  tajada^  Bosco  ceduo: 
quel  bosco  le  cui  piante  si  so- 
gliono schiomare  e  scapitozza- 
re (gabba)  per  averne  fascine  e 
legna  da  ardere  —  de  piant  de 
scìmrna  o  d/alto  fvM  ^  Bosco  di 


alto  fusto:  cioè  di  piante  che  si 
lasciano  crescere  a  tutt'altezza 

—  dolz  j  fort _,  Bosco  di  piante 
dolci,  forti  —  mistj  Bosco  misto: 
cioè  di  piante  in  parte  dolci  e  in 
parte  forti  —  biottJ  deserto  —  Fai 
boschi  Tagliare  i  boschi  —  Ong 
cont  on  poo  de  sciongia  de 
boschi  fig.  Dar  l'asso  di  basto- 
ni: bastonare  —  Deventà  boschJ 
Imboschire  —  Scarpa  boschi  Di- 
boscare. 

BOSCH-  Bosco,  Frasca:  ramoscelli 
fronzuti,  ovvero  di  scopa  (bru- 
ga)  o  d'  alto  stipo  (sarnient),  e 
anche  trucioli  (buscaj),  con  cui 
tra  palco  e  palco  si  fanno  le 
capannucce  (casell),  affinchè  vi 
salgano  i  filugelli  (cavaler)  a 
lavorarvi  il  bozzolo  (gaietta). 
Parti:  Casella  ScnionJ  Sces  o 
Scesitt,  Manda  o  Fà  el  bosch.  v 
Boscà. 

BOSCHETT-  Boschetto. 

BOSCHI-  Tortire,  Sgomberare:  an- 
dar del  corpo. 

BOSCHIDA  (DAGH  OWA).  V.  Boschi  - 
Che  boschida  hoo  faa!^  Quanto 
ho  sgomberato  1 

BOSCHINNA.  Boschina,  Macchia  — 
Scondes  in  d'ona  boschinna. 
immacchiarsi  —  Vegnì  foeura 
d'ona  boschinnaj,  Smacchiarsi. 

BOSCHIRCEU.  Boscaiuolo,  Stipatore: 
chi  ha  in  custodia  i  boschi,  li  ta- 
glia e  governa— Boscaiuolo:  chi 
li  frequenta;  e  dicesi  anche  di 
bestia  — Chi  prende  in  appalto  le 
tagliate  de'  boschi,  o  Chi  traffica 
delle  legne  che  se  ne  trag- 
gono. 

BOSCIW.  V.  Buscin. 

BOSCION.  Turaccio,  Zaffo —Tappo: 
di  sughero  (legnazz)  per  lo  più 

—  Bocciuolo:  piccolo  strumento 
di  argilla,  simile  a  un  bicchie- 
rino ,  che  si  mette  sulla  bocca 
de'  fiaschi,  acciocché  i  topi  non 
succino  da  essi  l'olio,  come  so- 
gliono. 

BOSCIONÀ.  Turare,  Zaffare  —  Tap- 
pare. 

BOSCIONIN.  Tappino. 
BOSCIOR.Lo  stesso  che Spinbianch. 
BOSCON.  Frasconaia,  Uccellare: 
bosco  ad  arte  preparato  per  pi- 


BOS 


83 


BOT 


gliare  alla  pania  (vesch)  gli  uc- 
celli, massime  i  tordi  {dord). 

BOSIA.  Bugia  —  Catta  in  bosia  J 
Trovare  in  bugia. 

BOSIA.  Bugia:  piattellino  con  boc- 
ciuolo  {bocchell)  per  riporvi  una 
candela  e  servire  da  candelie- 
re —  Nome  d'ognuno  di  que'  punti 
bianchi  che  ci  compaiono  talo- 
ra sulle  unghie,  e  che  le  mamme 
danno  a  intendere  a'ioro  bimbi 
che  sono  le  bugie  ch'essi  fanno, 
onde  non  abbiano  a  farne  più 
—  Il  marchio  che  i  mercanti  ap- 
pongono alle  loro  merci  —  per 
Sambrucca.  V. 

BOSIETTA  per  Sambrucchinna..  V. 

BOSiJ  per  Buscaj.  V. 

BOSIN.  Bosino.  Cosi  chiamano  il 
contadino  dell'  alto  Milanese  — 
sul  Bosin^  Sul  Bosino  ,  cioè  ,  in 
su  quel  di  Saronno ,  di  Vare- 
se, ecc.  V.  BassìroeUj  Badin  ^ 
PontiroeUj,  ecc. 

BOSIN.  Bosino.  Cosi  chiamansi,  e 
oraquasipuò  dirsi  chiamavansi, 
quegli  uomini  che  andavano  per 
lacittà  cantando  o  recitando  del- 
le composizioni  dette  Bosinade  — 
Anche  ai  nostri  poeti  scrivendo 
in  dialetto  vernacolo  è  piaciuto 
assumere  il  titolo  di  Bosin  — 
Siccome  poi  di  spesso  i  Bosini 
che  cantavano  o  recitavano  pel- 
le vie,  erano  ciechi  mendicanti, 
come  appunto,  lasciatemi  dire 
«  Quel  sommo  D'occhi  cieco,  e 
divin  raggio  di  mente...  »;  così 
per  dire  cosa  visibilissima,  pa- 
tentissima,  invalse  tra  noi  il 
detto: 

El  le  vedarav  o  el  le  sa  anca 
Bosin  orb. 
BOSINADA-  Bosinata. Composizione 
in  versi  vernacoli  milanesi,  la 
quale  per  lo  più  veniva  gridata 
o  recitata  per  città  dai  cosi 
detti  Bosini  —  Ogni  altra  scrit- 
tura in  dialetto  milanese,  e  spe- 
cialmente ogni  poesia  verna- 
cola. 

BOSION.  Bugiardone  —  Bugiar- 
daccio. 

BOSORGNA  V.  Pisorgna. 

BOSORGNÀ.  Acciabattare  —per  Pi- 
sorgna. v. 


BOTOLA  CARERÀ.  Lo    stesso  che 
Bonza. 

BOTT-  Colpo  —  Bott       E  finisci  li 

—  Alto  là  —  Fa  bott  lij  Far  alto 

—  in  d'on  bottJ  A  un  colpo,  in 
un  botto,  In  quattro  e  quattro 
otto,  In  un  di  botto  —  L'è  on 
beli  bott  avess...  Fa  bello  esse- 
re... —  Stà  a  bott  j  Durare,  Reg- 
gere, Resistere,  Bastare  —  Tutt 
in  d'onbottj  Di  botto.  D'improv- 
viso. 

BOTT.  Volta,  Fiata  —  Ogni  tre  bott 
dò  el  venCj  Botto  botto  vince. 
BOTT.  Istante,  Momento,  Tratto  — 
Vóo  on  bott  a  la  Vedrà,,  Vo  un 
tratto  alla  Vetra. 
BOTT-  Staglio,  Taccio,  Stralcio  — 
Fà  on  bott j  Stagliare,  Fare  un 
taccio,  Stralciare:  contrattare, 
vendere  o  comperare  in  corpo, 
a  un  colpo,   senza  ponderare 
partitamente  il  valore  dei  varj 
oggetti  formanti    soggetti  del 
contratto.  —  Compra  a  bott 
Comperare  a  taccio.  V.  Blocch.. 
sig.  2,  e  Botta. 
BOTT.  L'una  dopo  mezzodì  —  Al 
bott  se  derv  el  Parlament ^  Al- 
l'una si  apre  il  Parlamento. 
BOTT.  Tocco,  Rintocco  —  sona  a 
bottJ  Rintoccare,  Suonar  la  rin- 
toccata: suonare  la  campana  a 
tocchi  separati. 
BOTT.  Scocco:  il  batter  delle  ore. 
BOTT  Cottimo  — Dà  o  Toeu  a  bott,. 
Dare  o  Tórre  a  cottimo,  Accot- 
timare un  lavoro.  V.  Cottimista. 
BOTT.  Coccio,  Cocciolo,  Bocco  : 
noce  più  grosso  per  tirar  nelle 
altre  noci  quando  con  esse  si 
fa  alle  noci  (se  giuga  ai  nós). 
BOTT-  Tocco,  Picchio:  colpo  dato 
ad  una  porta,  e  simile  —  per 
BottinnaJ  sig.  l.  V. 
BOTT  (I).  Botte,  Busse,  Picchiate, 
Pacche ,  Picchi  —  Catta  sto  di 
bott _,  Aver  delle  picchiate ,  Es- 
ser picchiato  —  Dà  via  di  bottu. 
Rifilar  delle  pacche,  Picchiare, 
Bussare. 

BOTTA.  Botta  —  in  terra,,  Cimbot- 
tolo  —  Dà  ona  botta  in  terra^ 
Cimbottolare  —  Ciappà  vun  de 
botta  saldaj  Pigliar  uno  di  pun- 
ta, di  filo,  Stringerlo  fra  l'uscio 


BOT  81 


BOT 


e  il  muro:  sorprenderlo  senza 
dargli  tempo  di  replicare  —  De 
ì)Olta  saldctj,  Di  colpo,  Disbalzo, 
Di  schianto,  Di  secco  in  secco, 
Di  scoppio:  in  un  subito  —  In 
Trotta J  Di  botto,  Di  presente  — 
Levà  la  botta J  Riparare  al  col- 
po —  Resta  in  dotta,,  Restar  at- 
tonito —  Stà  a  botta^  Tener  sal- 
do o  l'ermo:  prender  parte  a  una 
cosa  —  per  Bordon  ( regni).  V.  — 
Stà  a  botta  de  martella  Star  a 
martello, Star  forte  al  macchio- 
ne: non  si  scrollar  per  cosa  che 
avvenga  —  Stà  a  botta  a  <min- 
cionàJ  Tenere  o  Reggere  il  lazzo. 

BOTTA.  Corno:  bernoccolo  fattosi 
in  cadendo. 

BOTTA.  Danno,  Scapito,  Perdita  — 
Toeu  su  ona  botta^  Toccare  una 
buscata,  Avere  una  picchiata, 
Restar  di  sotto  in... 

BOTTA-  Botta.  Bottata:  molto  pun- 
gente —  Botta  e  risposta^  Botta 
risposta,  Botta  e  risposta:  si 
dice  quando  a  un  motto  si  ri- 
sponde subito  con  altro  di  pari 
acutezza. 

BOTTA.  Smania,  Mania,  Ticchio. 

BOTTA.  Uzzo,  Pancia,  Ventre  :  la 
gonfiezza  che  una  botte  riceve 
nel  mezzo  per  la  disposizione 
rotonda  delle  doghe  —  Dà  de  Za 
botta  sossenn  al  vassell^  ecc., 
Dar  l'uzzo,  Levare  a  uzzo:  far 
che  la  botte,  il  barile,  o  simili, 
resti  con  più  corpo  e  sia  assai 
più  stretto  da  capo  e  da  piedi 

BOTTA.  Uzzo  :  quella  parte  della 
rocca  sulla  quale  si  avvolge  il 
lucignolo  (elza)  della  materia 
che  si  vuol  filare  —  Ventre:  la 
parte  di  mezzo  del  fuso  ov'esso 
riesce  corpacciuto. 

BOTTA.  Bombo  :  rumore  di  sparo, 
di  cosa  che  scoppia  —  per  Bot- 
tinna.  V. 

BOTTA,  BOTTAGH  DENT-  Abbacchia- 
re, Fare  un  abbacchio,  Staglia- 
re, Fare  uno  staglio,  un  taccio. 
V.  Bott,  sig.  4,  e  Bancarotta. 

BOTTA,  BOTTAGH  DENT.  Spendere  - 
Coss' emm  de  bottagh  denti  in 
monte  quanto  s'ha  a  spendere? 

BOTTAGIN-  Lo  stesso  che  Busecca^ 
sig.  1  —  per  potasgin.  V. 


BOTTAI.  Bottale  :  specie  di  botte 
lunga. 

BOTTAR.  Lo  stesso  che  Bottasc^ 
sig.  1  —  Campana:  l'ultimo  pezzo 
di  che  è  composto  il  clarinetto 
fatto  a  canna  molto  allargata 
in  basso. 

BOTTARANNA.  Girino  ,  Cazzuola  : 
animaletto  nero  simile  alla  bot- 
te, che  è  tutto  pancia  e  coda,  e 
che  sta  alla  proda  dell'acqua. 
Essa  non  è  altro  che  l'embrione 
nato  dall'uovo  della  rana,  in- 
volto in  una  mucilaggine. 

BOTTARDA.  Pottarga,  Bottarga: 
sorta  di  caviale  (caviàa)  fatto 
di  uova  di  muggine  {zèvol),  sa- 
late, compresse  fra  due  tavole, 
e  seccate  al  sole  o  al  fumo  — 
Bottarica,Buttarga.  Gli  uovicini 
freschi  che  trovansi  in  vari  pe- 
sci, e  specialmente  nell'aringa 
(rengh)  femmina,  involti  in  una 
sottilissima  pellicola  che  serve 
loro  di  ovaja  (ovèra). 

BOTTASC  Buzzo:  il  ventre. 

BOTTASCELL.  Pancetta,  Trippetta. 

BOTTASCIffiO.  Buzzone  :  pancione. 

BOTTASCIffiU.  Catino  :  nelle  trombe 
prementi. 

BOTTASCltJU.  Panciuto. 

BOTTAVEGGIA.  Mal  vecchio  nelle 
spalle:  dolori  vecchi  nelle  spalle 
de'  cavalli.  V.  Dceuja  veggia. 

BOTTEGA.  Bottega  —  Garzon  de 
bottega^  Fattorino  —  Padron  de 
bottega Maestro  di  bottega  — 
Mett  a  bottega  ^  Acconciare  a 
bottega  —  Mett  su  bottega J  A- 
prire,  Rizzare  bottega  —  Tra 
fozura  ona  bottega  ^  Sdrucire 
una  bottega  —  Desgustà  i  aven- 
tor  de  bottega^,  Sviar  la  colom- 
baia. 

BOTTEGA.  Bottega:  per  celia  di- 
cesi lo  sparato  davanti,  nei  cal- 
zoni. 

BOTTEGAR-  Bottegaio,  Bottegaro. 

BOTTEGHIN.  Botteghetta  —  Stillo, 
Botteghino:  guadagno  illecito  — 
L'  è  on  botteghin  per  fà  danée^ 
È  uno  stillo  per  far  quattrini  — 
Fà  botteghina  fig.  Far  bottega 
o  mercato  sopra  una  cosa:  trar- 
ne utilità  propria  contro  il  do- 
vere. 


BOT  85 


BOT 


BOTTEGLIA.  Bottiglia  —  Boccia: 
bottiglia  dell'acqua  —  Trà  via 
el  prìmm  gott  de  la  botteglia^ 
Sboccare  la  bottiglia  —  Ninzà 
ona  botteglia,,  Incignare,  Mano- 
mettere una  bottiglia  —  Botte- 
glia  strencia  de  collJ  Bottiglia 
a  collo  strozzatojo  —  Andà  giò 
el  cuio  a  ona  botteglia J  Sfon- 
darsi —  Avegh  giò  on  bon  nu- 
mer  de  bottelli,,  Aver  in  cantina 
una  buona  bottigliera  —  Cava- 
gna di  bottelliJ  Portabottiglie  — 
Ninzà  per  el  prìmm  ona  botte- 
glia  Bere  una  sboccatura  di 
bottiglia  —  Quel  che  guarda  a 
drèe  ai  bottelli ,  Bottigliere  — 
Bocciteli  de  la  botteglia Cerci- 
ne —  V.  Scolabot telli^  Rasà 
Desboscionà^  somass.,  Imboscio- 
nàj,  Imbotteglià Panscia^  Bu- 
scionJ  cavabuscion  Macchina 
per  imbotteglià,. 

BOTTEGLIARIA.  Caffè. 

BOTTEGLIER.  Caffettiere  —  Botti- 
gliere —  Acquacedratajo  —  Diac- 
ciatine 

EOTTÉRA.  Rete  da  ghiozzi  {bottinn): 
mandasi  in  acqua  con  sassi  e 
piombi.  V.  Nettafond. 

BOTTIATT.  Bottegante. 

BOTTIGGIA  Bori  accia  :  specie  di 
fiasca  di  legno,  o  di  pelle,  o  di 
latta  (tolta),  schiacciata  in  for- 
ma da  portare  in  viaggio  vino 
o  acqua  —  Barilotto,  Barlotto  , 
Bottaccio:  quel  bariletto  di  vino 
che  si  dà  in  regalia  ai  vettu- 
rini —  de  l'asèe^  Botticino  del- 
l'aceto. 

BOTTIGKEU.  Baccello:  l'involucro 
in  cui  stanno  i  ceci  (sciser),  ecc. 

BOTTIGION-  Buzzone:  pancione. 

BOTTIN.  V.  Reciamm,,  sign.  3. 

BOTTINA.  Saccheggiare,  Far  bot- 
tino, Mettere  a  bottino. 

BOTTINA.  Rintoccare ,  Suonare  a 
rintocchi:  a  tocchi  separati. 

BOTTINNA  Ghiozzo  (Cottus  gobio)  : 
pesciolino  d'acqua  dolce,  lungo 
un  tre  o  quattro  pollici;  color 
biancastro  di  sopra,  più  o  men 
variegato  e  biancastro  di  sotto; 
capo  rotondo  e  a  forma  di  lan- 
cetta. V.  Bottera. 

BOTTINNA.   Fritto,  Frittura:  pe- 


sce minuto ,  fritto  o  da  frig- 
gersi. 

BOTTISC-  Buzzo:  ventre. 

BOTT-LI.  Alto  11!  Fermo  11!  Basta  ! 

BOTTOLA-  V.  Bottinn  a. 

BOTTOLA.  Fiore  capolino:  risul- 
tante dalla  riunione  iu  mazzoc- 
chietto  dei  fioretti  del  trifoglio. 
V.  BosaJ  sig.  2. 

BOTTON.  Bottone.  Parti:  Fondin 
Gambetta^  Asetta  —  bombèj,  con- 
vesso o  capoluto  —  a  zenzuin_, 
a  scisger  a  oliva  j,  ecc.  —  a 
giuggiola,  a  cece,  a  oliva,  ecc. 
—  del  Lapoft'j,  Bottone  grosso 
quanto  quelli  del  giubboncello 
del  Lapoff^  V.:  cioè  quant'un 
uovo  —  fondùuJ  Cappella  — 
gemejj Bottoni  gemelli:  due  bot- 
toni che  ne  formano  come  uno 
solo ,  fermati  a  ciascuna  estre- 
mità di  un  gambo  (gamba)  co- 
mune, e  destinati  ad  affibbiare 
due  opposti  occhielli  (oggioeic)  — 
Batt  o  Mett  i  botton  a  la  tur- 
ca, Tirare  giù  buffa:  por  da 
banda  i  rispetti  umani  —  Fàaa 
botton^  Bottonuto  —  Falla  el 
prim  botton^  —  fig.  Dar  male  i 
primi  passi.  V.  Basell.  —  Slon- 
gà  i  botton  a  la  gippaJ  Far  co- 
tenna, buona  cotenna:  ingras- 
sare —  Smolla  i  botton Sbot- 
tonarsi. 

BOTTON  DE  FIOR.  Bottone  :  il  calice 
dei  fiori  non  ancora  aperto. 

BOTTON  DE  FffiUGH.  Bottone  di  fuo- 
co: lo  strumento  col  quale  i 
chirurghi,  arroventitelo,  incen- 
dono una  parte  del  corpo,  per- 
che ha  in  cima  una  pallottola 
a  guisa  di  bottone. 

BOTTON  D'OR.  Lo  stesso  che  Pè  de 
nibbi,,  sign.  2,  v. 

BOTTONÀ,  Abbottonare  —  fig.  Far 
il  collo  :  tener  alti  i  prezzi  — 
per  BozzàJ  V. 

BOTTONÀA.  Cupo:  quegli,  nell'ani- 
mo del  quale  non  si  legge,  non 
si  sa  com'è'  peschi. 

BOTTONADURA.  Abbottonatura 

BOTTONATT-  Bottonaio, Bottoniere. 

BOTTONERA.  Bottonaia—  Bottona- 
tura:  l'ordine  dei  bottoni  in  un 
vestito. 

BOTTONIN-  Bottoncino. 


BOT  86  BRA 


BOTTORÌ.  Cominciar  i  bottoni ,  le 
gemme  dei  vegetabili. 

BOTTORBU  Convesso,  Copoluto:  di 
cosa  nè  piana  uè  concava  — 
Sgranato:  di  occhio  che  schizza 
di  testa  vivo  e  mobile. 

BOTTRISA.  Bottatrice  (Gadus  Iota): 
pesce  del  lago  di  Como;  somi- 
glia al  rospo  sciatt)  nelle  mac- 
chie e  strisce  del  corpo  }  nella 
grossezza  del  capo  e  larghezza 
della  bocca,  alla  quale  ha  due 
cirri  {corni) ;  vai  poco  —  per 
Bottaranna^  V. 

BOTTUMM  Cocci,  Rottami,  Ruderi: 
quantità  di  rimasugli  e  pezzuoli 
di  cose  rotte. 

BOTTUMM.  Bitume. 

BOVARINNA.  Cutrettola,  Ballerina, 
Cutrettola  piombina,  Cessaiuola, 
Codinzinzola,  Coditremola  bian- 
ca, Strisciattola,  Batticoda  bian- 
ca,  Cutrettola  bianca  o  grigia 
(Motacilla  alba):  uccello  silva- 
no; dorso  cenerino;  addome 
bianco  ;  fischia  —  Ballerina  gial- 
la, Codinzinzola  (Motacilla  boa- 
rula):  uccello  silvano;  dorso 
cenerino  o  cenerino  olivastro; 
addome  giallo;  timoniere  ester- 
ne bianche  nel  margine  interno. 

BOVARGEU.  Bovarello:  contadinello 
che  bada  ai  buoi. 

BOVAROTTA.  Batticoda,  Cutrettola 
gialla ,  strisciamola  (Motacilla 
flava):  uccello  silvano;  dorso  o- 
livastro  ;  addome  giallo  ;  timo- 
niere esterne  bianche  con  lunga 
macchia  nera  nel  margine  ester- 
no—de drugheraJ  Calandro  fore- 
stieYo(AntusRichardi):\icc.silv.', 
parti  superiori  lionato-oscure, 
macchiate  di  nero,  unghia  del 
dito  posteriore  più  lunga  del 
dito  stesso;  piedi  grigio-car- 
nicini; dorso  olivastro  ;  addome 
giallo;  timoniere  esterne  bian- 
che, con  lunga  macchia  nera 
sul  margine  esterno  —  Strisciamo- 
la (Motacilla  cinereo-capilla): 
uccello  silvano. 

BOVASCIA.  Bovina:  sterco  di  bue. 

BOVASCION.  Buaccio. 

BOVATT.  Buaccio. 

BOVATTELL.  Bovatello,  Bucciòlo. 

BOYATTON.  Babuaccio. 


BOVÉE-  Boaro  :  il  custode  dei  buoi. 

BOVIRffiU.  Boattiere,  Boaro. 

BOVIS.  V.  Bois. 

BOZZ.  V.  BoradorJ  sign.  2. 

BOZZ.  Spuntato ,  Ottuso  —  Tozzot- 
to:  di  grosse  membra,  spropor- 
zionate e  goffe. 

BOZZA.  Storta:  vaso  per  purgare 
le  calie,  ecc.  —  Vasca:  l'usano 
nei  giardini,  ecc.,  scavata  nel 
terreno. 

BOZZA.  Tentare,  Fare  ad  opporsi, 
Dare  un  colpettino  —  Truffare  — 
Negare  —  Contrastare  ,  Cozzare 
con  uno  —  Cavillare,  Sofisticare. 

BOZZADiWNA.  Bozza,  Colpettino. 

BOZZABOR.  Truffane  —  Cavilla- 
tore. 

SOZZERÀ,  ecc.  V.  Bòlgira*  ecc. 

BOZZCEULA  o  BOSSOEULA.  Bozzolo: 
fiasco  d1un  litro  circa. 

BRAD  IL.  Bardiglio  ,  Bardigliana: 
varietà  singolare  di  calce  sol- 
foricata;  di  colore  bigio  azzur- 
riccio o  azzurro;  ci  proviene 
dalla  provincia  di  Bergamo  ;  se 
ne  fanno  tavole  e  simili. 

BRAGA.  Braca  ,  Braghetta  ,  Bra- 
chetta :  lista  di  carta  che  si  ap- 
pasta su  quei  fogli  isolati  che 
non  si  potrebbero  ridurre  a  qua- 
dernetti e  cucire  a  correggiuoli 
(alemdr)  senza  tale  aiuto;  ta- 
lora non  è  appastata  e  fa  parte 
dello  stesso  foglietto  —  Braca, 
imbraca:  parte  dei  finimento 
dei  cavalli  da  tiro  che  pende 
sotto  la  groppiera  (groppera)  e 
investe  le  cosce  —  Braca:  spe- 
cie di  telaio  che  sottoponesi 
alla  pévera  {pidria)  quando  si 
imbotta  il  vino;  non  usasi  in 
Toscana  —  Geto:  legame  di  cuoio 
a  piè  degli  uccelli  allettajuoli 
(stelon),  per  attaccarvi  la  lunga 
(la  corda)  —  Staffa:  ferro  curvo 
quadrato  per  collegare  o  soste- 
nere che  che  sia  —  Cappellina: 
vaso  di  terracotta,  a  imbuto 
(pedriceu)i  che  serve  araccorre 
in  un  medesimo  doccione  {ca- 
nal) gli  scoli  di  più  altri  in  esso, 
influenti  —  Scarpa  da  carrozze 
V.  Scarpa^  sig.  3  —  Bracchetta: 
parte  delloscodellino  {frassineti) 
per  Staffa  de  la  nos^  V. 


BRA  87 


BRA 


BRAGA.  Il  colletto  della  corolla  del 
fiore. 

BRAGASCION.  Bracalone:  di  colui 
al  quale  cascan  le  braghe  fino 
alle  ginocchia. 

BRAGH.  Brache:  quella  parte  di 
vestimento  dell'uomo,  che  pren- 
de dall'anca  fin  sotto  al  ginoc- 
chio, s'affibbia  sul  davanti  alla 
vita,  e  veste  ciascuna  coscia 
separatamente.  Vestimento  or 
ora  uscito  d'uso,  e  rimasto  solo 
tra'preti  e  presso  qualche  ca- 
poccia {resgió  o  messèe). 

BRAGH-  Grappe:  le  armadure  che 
tengono  in  guida  la  mozzatura 
delle  campane. 

BRAGHÉE-  Brachiere  —  Allacciatu- 
ra —  Ascialone:  traverso  della 
abetella  {antenna)  —  per  An- 
deghée,  V.  sign.  2. 

BRAGKERISTA.  Brachierajo. 

BRAGHETTA  per  Balzetta  e  Bra- 
ga,, sign.  1,  V. 

BRAMA  Brama:  malattia  nella 
quale  incorrono  le  vacche  quan- 
do han  pasciuto  trifoglione  (tre- 
fojon)  in  erba  maturo,  e  però  di 
di  umori  sommamente  adden- 
sati. Ne  è  sintomo  il  vederle 
avidamente  appetire  tutto  che 
ha  in  sè  di  salsuggine  o  ni- 
tro; ne  è  rimedio  il  pascerle 
cosi  malate  con  foraggi  secchi. 

BRAMA.  Lo  stesso  che  Gremà. 

BRAMA  AD  RÈE.  Gridare. 

BRAMERÀ,  BRAMERON  (I).  Gromme: 
nome  di  quel  gelicidio  che  ve- 
desi  sulle  piante  in  tempo  degli 
stridori  invernali  —  Piant  coi 
braraeron^  Piante  grommate. 

BRAMINNA.  Nuvolaglia  grigiastra 
foriera  di  temporale  —  Acque- 
ruggiola  autunnale. 

BRANCA.  Brancata,  Manata. 

BRANCA-  Abbrancare:  prender  di 
forzae  stretto  — Aggiustare,  Sug- 
gellare: combaciare  appuntino. 
Branca  cont  i  sgriffj  coni  i 
zanchj  Ghermire  ,  Aggrancire, 
Aggavignare,  Avvinghiare  ,  Ag- 
grappare. 

BRANCADA.  Brancata  —  Manciata. 

BRANCADON.  Giumella:  quanto  ca- 
pe nel  concavo  di  ambedue  le 


mani  per  lo  lungo  accostate 
insieme. 

BRANCAL-  Brancale  :  calesse  da 
viaggio  con  cassa  (scocca)  retta 
da  due  lunghi  cignoni  (zenton) 
assai  molleggi anti,  assai  lunga, 
massiccia,  con  mantice  (boffet) 
di  legno  alla  grossa,  senza  spor- 
telli,  nè  fiancate  anteriori,  a 
due  luoghi  con  grembiule  [scos- 
sàa)  stabile  di  legno  e  col  carro 
(car)  a  due  ruote  e  due  stanghe. 

BRASJCH.  Sonagliera:  l'asta  di  me- 
tallo piantata  nella  collana 
delle  bestie  da  soma,  con  ap- 
piccati per  lo  lungo^dei  bubboli, 
cioè  sonaglietti  tondi,  con  una 
fessura,  che  hanno  in  corpo  una 
pallottolina  di  metallo,  la  quale 
fa  loro  render  suono  quando  si 
muovono. 

BRANCOSIN-  Stroscione  (Ranuncu- 
lus  repens,  dei  bot):  pianta  a 
fusti  angolosi:  fiori  gialli,  fa 
nelle  praterie,  e  pascoli  e  lungo 
le  vie:  nei  giardini  coltivasi 
una  varietà  a  fiore  doppio.  An- 
che dicesi  Pè  de  nibbi. 

BRANDINÀA-  Capifuoco:  arnese  di 
ferro,  con  fusto  alto  dinanzi, 
che  nel  focolare  tien  sollevate 
le  legna,  affinchè,  prendendo 
più  aria  .  meglio  ardano 

BRANZIN-  Nasello  (Labrus  macu- 
latasi: pesce  di  mare,  con  venti 
o  ventuna  spine  dorsali,  gene- 
ralmente picchiettato  di  color 
lionato  —  Lupo  (Labras  lupus): 
pesce  che  abbonda  nelMediter- 
raneo  :  carne  assai  squisita;  di 
sopra  azzurro  scuro,  di  sotto  e 
ai  lati  bianco  argenteo:  due 
pinne  dorsali  distinte  —  Ragno 
(Perca  labrax):  pesce  di  mare: 
testa  grossa,  goffa  e  quasi  af- 
fatto ottusa:  pinna  della  coda 
ben  distinta,  e  le  pinne  del  petto 
ampie  e  quasi  rotonde. 

BRASA.  Bragia  —  Tirass  la  brasa 
sui  pèe^  Darsi  la  zappa  sui  pie- 
di: nuocersi  da  sè  —  On  lett  de 
brasa;  Sbracio:  distesa  di  bra- 
ce accesa  —  Slarga  fcctcra  la 
brasa_,  sbraciare 

BRASA,  BRASCA.  Abbraciare  ,  Ab- 
bragiare. 


BRA  88  BRA 


BRASAL.  V.  Brazzal. 

BRASC-  Braccio  —  A  braso  a  brascJ 
Abbraccioni  —  Cìappàin  brascJ 
Recarsi,  Portarsi  in  braccio  o 
in  collo  —  Ciappà  sott  braso 
Prendere  a  braccio  —  Giugà  a 
braso  Fare  alle  braccia,  Far 
la  catena,  Far  alla  lotta,  Lot- 
tare con:  allacciare  insieme  le 
braccia  o  esercitarle  —  Guada- 
gnasi el  pan  cont  i  so  braso ^ 
Campare  dalle  sue  braccia  — 
Tra  braso  de  per  tutt  „  Armeg- 
giare, vagliar  tutta  la  persona 
—  Andà-giò  i  brasCjFiG.  Cascar 
il  fiato,  Cader  d'animo;  disani- 
marsi— Tegnì  inbrasc^Tener  in 
collo,  nelle  braccia  —  per  re- 
gni a  battesìm.  V.  in  Battesim. 

BRASO-  Segnavia:  palo  con  car- 
tello indicante  la  via  —  Brac- 
ciolo :  appoggiatolo. 

BRASCA.  Brace:  carbone  che  si  fa 
ne'  forni,  nelle  fornaci  e  in  altro 
modo,  bruciando  legna  sottili 
con  fiamma,  cessata  la  quale, 
si  spegne  soffocandola,  senza 
lasciarla  consumare  e  andar  in 
cenere  —  Bracione:  brace  di 
legna  un  po'  più  grosse  —  Quell 
de  la  brasca^  Bracino. 

BRASCA.  Peverone  (Agaricus  con- 
troversus): specie  di  fungo  che 
trae  al  sapore  del  pepe  ,  onde 
il  nome.  Anche,  Sottana. 

BRASCA,  BRASCA  SCIÀ.  Cavar  la 
brace  dalle  fornaci  col  rescio 
{brascon)  —  Fer  de  brasca.  V. 
Brascon. 

BRASCÀA  ,  BRASCHÉE.  Rastione  :  il 
ferro  col  quale  i  fornaciai  di 
calcina  rammassano  la  brace 
nella  fornace. 

BRASCIA  (FA  A  LA).  Far  alla  lotta 
o  alle  braccia. 

3RASCIADA.  Abbracciata,  Abbrac- 
ciamento: l'abbracciare  —  Ab- 
bracciata: tanta  materia  quan- 
ta se  ne  può  stringere  in  una 
volta  colle  braccia  —  Presa  : 
l'unione  di  tre  o  quattro  coppie 
[cobbi)  di  carta  quand'  è  in  la- 
voro. 

BRASCIÀ  SU.  Abbracciare. 
BRASCIN.  Bracciolino,  Braccetto. 
BRASCIN-  Monchino:  di  persona 


che  ha  un  solo  delle  braccia,  od 
ambedue  più  corte  del  dovere, 
o  quasi  ritratte. 

BRASCIGEU.  Puntoni,  Arcali:  le  due 
travi  che  forman  i  lati  del  ca- 
valletto {cavriada)  del  tetto  — 
Manichetto  :  nome  dei  due  re- 
goli che  formano  il  telajo  della 
sega  (rèsega)  —  Bracciatella: 
piccola  bracciata  di  legna,  o 
simile  —  Bracciuolo:  ogni  re- 
golo che  nell'  arti  ha  forma  di 
braccio  —  In  d'  on  brasciceUj, 
All'  imbracciata. 

BRASCIORÀ.  Portare  in  collo:  te- 
nere di  spesso  il  bambino  come 
seduto  sul  gomito. 

BRASCIORIN.  Bacinella',  Caldajuo- 
la:  vaso  ove  gli  orefici  tengono 
la  gruma  (croppa  de  vassell)  di 
botte  per  imbianchire  l'argento. 

BRASCIOTT.  Bracciotto. 

BRASCIOTTÀ.  Abbracciucchiare  : 
affoltar  abbracciamenti. 

BRASCIRCEU.  Scalino  :  piuolo  di  le- 
gno, o  incavatura  dove  si  ap- 
poggia il  remo.  v.  Trimìon. 

BRASCON.  V.  Fer  de  brasca. 

BRASERÀ.  Braciere  —  Cavezza  la 
braserà.,  Rassettare  il  braciere: 
accomodarlo  sì  che  duri  di 
molto  —  Slargà-foeura  el  fozugh 
de  la  braserà^  Sbraciare  il  cal- 
dano: onde  meglio  s'accenda  o 
mandi  più  calore  —  Cicciaron 
de  braserà 

BRASERINNA,  BRASERETTA.  Brace- 
retto. 

BRASI.  Polverino  :  la  polvere  di 
carbone  più  o  meno  grossa,  che 
alle  fucine  dei  fabbri  circonda, 
contorna  e  forma  il  fondo  del 
luogo  ove  brucia  il  carbone  a- 
nimato  dai  soffio  del  mantice. 
La  brasca  soppressa,  e  pillata., 
come  dicono  i  ferrazzuoli,  for- 
ma la  cavità  dei  fuochi  delle 
ferriere  ,  dette  anche  crogiuoli, 
ove  si  raffina  il  ferro  per  ri- 
durlo malleabile  —  Quell  del 
brasìj  Bracino. 

BRASIL-  Brasile,  Tabacco  di  foglia 
tonda  (Nicotiaua  rustica):  erba 
annua;  fusto  quasi  cilindrico; 
foglie  viscose  —  Brasile:  il  ta- 
bacco che  si  ha  dall'erba  detta 


BRA 


89 


BRE 


brasile  —  Verzino,  Fernambuco, 
Brasil  rosso  (cesalpinia  echi- 
nata): albero  indigeno  del  Bra- 
sile —  Brasiletto  (Cesalpinia 
bahamensis)  —  Verzino  di  Santa 
Marta  o  Brasiletto  delle  Indie 
(Cisalpina  Sappan)  :  alberetto 
alto  circa  16  piedi. 

BRASCEULA.  V.  Cotelletta. 

BRAVADA-  Bravata,  Palazzata. 

BRAZZ-  Braccio:  misura  lineare 
fra  noi  corrispondente;  a  metri 
0,595.  v.  Quadrett  —  de  ass  ,  da 
asse  —  de  fabrica,  da  fabbrica 

—  de  fuga  o  terra J  a  terra  —  de 
pann  o  de  tila_,  o  lunghe  da 
mercante  —  A  brazz  de  pann, 
A  braccia  quadre  :  largamente 

—  Fà  i  robb  a  ontantal  brazz, 
Far  le  cose  a  casaccio  ,  a  fan- 
fera:  senza  attenzione  —  Fà  sii 
a  brazz o  simile,  Abbindolare 

—  Ingannass  a  brazz  de  pann, 
Ingannarsi  a  gran  partito. 

BRAZZADURA.  Bracciatura  :  quan- 
tità delle  braccia  occorrenti  per 
che  che  sia. 

BRAZZAL.  Bracciale:  strumento  in 
cui  ponesi  il  braccio  per  far  al 
pallone  —  Vegnl  sul  brazzal, 
Pi g.  Balzar  la  palla  in  mano:  di 
quando  giunge  l'oppoi  tunità  per 
l'appunto  di  fare  la  cosa. 

BRAZZALETT.  Braccialetto,  Mani- 
glia: cerchietto  di  oro,  talora 
ingiojellato ,  con  cui  le  signore 
cingonsi  per  ornamento  le  brac- 
cia e  i  polsi  —  Braccialetto  : 
drappo  che  riveste  il  bracciuolo 
di  una  seggiola,  d'un  faldistoro 
e  simile. 

BRAZZER.  Braciere:  quegli  che  dà 
braccio  altrui  quando  cammina; 
e  si  dice  più  specialmente  di 
chi  dà  braccio  alle  signore. 
Mezzo  secolo  fa  i  grandi  usa- 
vano nodrire  un  famigliare  da 
ciò.  Vedi  il  Giorno  di  Parini. 

BRAZZETT.  Passetto:  sorta  di  brac- 
cio .  eh' è  la  metà  della  canna 
{canna)  —  Metro.  Ora  che  la 
legge  impose  il  sistema  metrico 
molti  artigiani,  ecc.,  chiamano 
Brazzett anche  il  metro  —  de 
saccoccia J  Passetto,  Braccio, 
Metro  da  tasca:  listerella  di  le- 


gno a  più  ripiegature,  su  cui  è 
rappresentato  il  braccio  o  il 
metro  colle  sue  divisioni  —  Gau- 
cioibra'cciuolo  di  ferro, ricurvo, 
ingessato  nei  lati  del  caminetto 
perriporvile  molle  (mceuja), la, 
paletta  (barnazz),  e  simile  —  vi- 
ticcio: sostegno  a  foggia  di  brac- 
ciuolo, che  fatto  uscir  da  mura- 
glia,© simile,  serve  per  soste- 
ner lumi,  cortina  od  altro  — 
Bracciuolo  :  ognuno  di  quei  so- 
stegni d'  una  poltrona  od  altro, 
dove  chi  siede  posale  braccia, 
o  è'  arresta  cosa  alcuna  —  No  - 
me di  quei  ferri,  uno  per  parte 
delle  finestre,  su  cui  si  rialzano 
le  tende  —  per  Sbagg,  sig.  2.  V. 

BRAZZETT.  Braccetto  —  A  braz- 
zett,  A  braccetto,  Inciambella- 
to:  condotto  a  braccio. 

BRAZZETT.  Braccetto  :  strumento 
d'ottone,  composto  di  due  aste, 
una  delle  quali  graduata  rien- 
tra nell'  altra  ,  accorciandosi  e 
allargandosi  al  bisogno.  Di  que- 
sta misura  servesi  il  cappellaio 
per  riconoscere  che  la  testa  di 
un  cappello  convenga  in  dia- 
metro con  quella  di  chi  ne  deve 
far  uso.  V.  Sbagg,  sig.  3. 

BRECCIA.  Breccia,  Macigno  da  ma- 
cine :  sasso  formato  da  infiniti 
sassolini  unitisi  insieme  per  for- 
za di  tempo  e  di  combinazioni 
atmosferiche  e  terrestri,  con  una 
materia  dura  quanto  il  sasso,  la 
cui  base  per  lo  più  è  quarzo. 

BRECCIA-  Breccia:  l'apertura  o  le 
rovine  dei  muri,  dei  terrapieni, 
delle  fortezze  e  d'altre  opere  di 
fortificazione,  prodotte  dal  can- 
none o  dalle  mine  —  Fà  breccia, 
fig.  Far  breccia:  persuadere, 
far  colpo  o  impressione. 

BREGA.  Rissa  —  Noja. 

BREGADA.  Brigata:  gente  adunata 
insieme. 

BREGADA.  Brigata:  una  parte  del- 
l'esercito; in  oggi  per  lo  più 
questa  parte  è  composta  di  due 
reggimenti,  e  di  un  certo  nu- 
mero di  bersaglieri  e  d'artiglieri 
co'loro  cannoni;  ed  è  coman- 
data da  un  generale  —  Brigata, 
Squadra:  una  parte  della  coni- 


BRE  90 


BRI 


pagnia  data  in  custodia  al  ca- 
porale [bregader)\  e  per  lo  più 
intendesi  di  carabinieri. 
BREGADIER.  Brigadiere  :  coman- 
dante di  una  brigata  di  carabi- 
nieri. 

BREGAMAN  D'ACQUA  Acquazzone. 
BREGAMINNA.  V.  Bergaminna. 
BERGAMINNA  DE  PUJ.  Gran  branco 
di  polli. 

BREGN.  Doccia:  quel  canale  di  le- 
gno aperto  superiormente  ,  per 
cui  dalla  bigoncia  (navascia) 
si  fa  colare  immediatamente 
nel  tino  l'uva  già  pigiata  in 
quella. 

BRELLA.  Cassetta:  arnese  a  uso 
d'inginocchiarsi,  o  d'appoggiare 
i  piedi  quando  si  sta  seduti. 

BRELLIN.  Panchettino  :  piccolissi- 
ma biga ,  a  così  dire  ,  in  cui  le 
lavandaie  s'inginocchiano  a  la- 
var i  panni  alla  fossa. 

BREMA.  Brillare,  Scorzare:  dare 
al  riso  una  prima  brillatura  per 
levarne  la  prima  veste. 

BRENN.  V.  Ridoi  —  per  Bregn.  V. 

BRENTA.  Brenta:  recipiente  di  le- 
gno che  i  Toscani  non  cono- 
scono, fatto  a  conoide  rovescia, 
per  trasportar  vino,  aceto,  ecc. 
Ora  le  è  sottentrato  l'ettolitro. 

BRENTA.  Versare  nella  brenta. 

BRENTÀA  Brentale  :  il  numero 
delle  brente. 

BRENTADOR.  Facchino  da  brenta. 

BRENTINNA.  Brentina. 

BRESSANELLA,  BRESSANA-  Bressa- 
nella  :  luogo  di  forma  per  lo 
più  quadra  con  liste  di  mac- 
chia (boscUinna) ,  attraverso 
delle  quali  tendonsi  le  ragne 
(antann)  per  uccellare.  Ha  ca- 
panna {gabanin)  da  uccellato- 
re, e  talora  bertesche  ai  quat- 
tro lati, 

BRETELL.  Bertella,  Stracca,  Cigna, 

Straccale. 
BRETELLER.  Bertellajo,  Stracca- 

lajo. 

BRETELLERA.  Bertellaja,  Stracca- 
la. 

BREVA-  Levante,  Breva:  vento 
che  apporta  nuvoli  e  pioggia, 
talora  serenità  —  Vento  perio- 
dico da  cui  è  dominato  il  lago 


di  Como  e  il  Verbano:  suol  muo- 
vere da  libeccio  verso  mezzodì 

—  Forse  e  senza  forse  la  voce 
Breva  deriva  da  breve  ,  perchè 
questo  vento  dura  breve  tempo 

BREVAGG.  Ventaggine,  Brevaggio: 
vento  fortissimo  di  levante  e 
piovoso 

BREVAGGERL  Levantiera,  Brevag- 
giero:  levante  impetuosissimo 
che  tragga  all'uragano. 

BREVETT.  Brevetto  :  lettera  o  re- 
scritto di  special  privilegio,  che 
sogliono  accordare  principi  o 
repubbliche  ad  artisti  o  scien- 
ziati—Nell'esercito,  il  Rescritto 
con  uno  ha  grado  di,uffìciale  — 
Scritto  alla  breve  e  senza  trop- 
pe formole  che  si  fa  stendere  al 
notajo  pei  contratti  di  non  gran- 
de importanza. 

BREVETTA-  Nominare  con  bre- 
vetto. 

BREVIA  (ALLA).  Alla  breve. 

BREVIARI  Breviario  —  Studia  el 
breviario  fig.  Tagliar  corto: 
andare  per  le  corte ,  per  le 
brevi. 

BRIA-  Briglia —Parti:  AnellJ  Bar- 
bozzàaJ  Bolg  o  Bosetti  Botton^ 
Bronchi  cadenella Cordonine 
Filetta  Frontàa.^  Forcella^  Fib- 
bij  Ganassino  Guinzàao  Sguin- 
zàa.,  SguinzalJ  MorsJ  Musiroeu- 
laJ  Oggiàa  o  Occiaj  J  Passant  o 
VerJ  PassettJ  Portamors  \,  Rese- 
ghetta Reden^  sottgola  Sona- 
jeraJSoratestaJ  Stricchj,  Testerà 

—  Cava  i  brijj  Sbrigliare  —  Mett 
la  bria^  imbrigliare  —  Molla  la 
bria^  Allentare  la  briglia  —  Sen- 
za la  briaJ  Sbrigliato  —  Strap- 
pon  de  briaJ  Tirata  di  briglia  — 
Tra  la  bria  siU  coli  a  vunJ  fig. 
Dar  la  briglia  in  sul  collo  a  uno: 
lasciarlo  operare  a  suo  modo, 
non  voler  più  correggerlo  — 
Briglia:per  est.,  significa  più  cose 
ch'hanno  qualche  analogia  con 
la  briglia  del  cavallo  —  Ognuno 
di  quei  correggiuoli  che  ten- 
gono il  trapano  (  trapen  )  io 
guida. 

BRIA  (THUGÀ  A  CAVALL  E).  Fare  a 
cavalli;  specie  di  giuoco  che  si 
fa  da  due  ragazzi,  uno  dei  quali 


BRI 


91 


BRI 


si  sottopone  a  far  da  cavallo,  e 
T  altro  imbrigliatolo  con  qual- 
che funicella  lo  va  stimolando 
al  corso. 

BRICCH  Bricco  :  specie  partico- 
lare di  pane. 

BRICCH  (NO  VORENN).  Non  ne  vo- 
ler punto. 

BRICCOL  Bricche  :  luoghi  di  monte 
dove  non  potendo  camminar 
francamente,  il  cadere  è  facile 
e  la  caduta  pericolosa  —  Andà 
sii  per  i  briccola  Abbriccarsi. 

BRICCOLL,  BRICCOLLA  (GIUGÀ  AI  o 
ALLA).  Fare  a  mattoncello.  Si  fa 
con  tre  mattoni  piantati  in  ter- 
ra, a  cui  si  tra  per  abbatterli 
e  ciascuno  ha  diverso  valore 
di  punti.  Il  vincitore  si  fa  por- 
tare dal  perdente  a  cavalluccio 
(in  giggìceura)  fino  a  quella  di- 
stanza a  cui  è  giunto  un  sasso 
tirato  a  forza. 

BRICCOLLA  (GIUGÀ  DE).  Far  matto- 
nella, Dar  di  calcio  —  de  'àrie- 
colla  d'ona  sponda  o  dedrèc 
Giuocare,  Prendere,  Battere  di 
calcio  —  de  do^  tre  sponda  di 
rinterzo,  di  rinquarto  —  Di  bri- 
colla,, fig.  Per  istorno,Di  balzo 
o  rimbalzo,  Per  fianco:  cioè  in- 
cidentalmente, indirettamente. 

BRICCOLISTA.  Chi  è  bravo  a  far 
mattonella  (giugà  de  briccona). 

BRICCON-  Briccone  —  Deventà  on 
briccon^  imbricconire. 

BRICÒLA.  Mazzacavallo  — Altaleno. 

BRICOLLADA.  Quel  lavoro  di  pane 
che  al  sabato  facevano  i  nostri 
fornaj  del  secolo  decorso. 

BRIDON.  V.  Filetton. 

BRIÉE-  Brigliajo  :  che  fa  o  vende 
briglie. 

BRIGHELLA-  Brighella.  Nome  d'una 
maschera  comica  del  teatro 
italiano,  di  ignota  origine.  In- 
sieme all'Arlecchino  ,  al  Zanni, 
al  Truffaldino  e  ad  altri  siffatti 
ci  rallegrò  per  alcun  tempo  co' 
suoi  lazzi;  poi  non  si  sfogò  che 
dal  castello  de' burattini  (ba- 
racca di  raagatej  ).  Brighella 
corrisponde  al  Romano  ;  «  non 
ischerza,  è  un  bravaccio sulse- 
rio,  e  ha  sotto  un  coltellaccio 
da  beccajo.  Pronto  come  un  ac- 


ciarino, ei  gitta  fuoco  spesso 
per  un  nonnulla,  e  sciupa  inu- 
tilmente il  suo  coraggio  un  po* 
troppo  rodomontesco.  » 

BRIGHELLIN.  Bimbo,  Mimmo:  per 
un  cotal  vezzo  a  un  bambino 
vispo  e  carino. 

BRILANT.  Brillante. 

BRILANTÀ.  Brillantare. 

BRILL.  Brillo:  pasta  artifiziale  ve- 
trosa, che  negli  anelli,  o  in  al- 
tri giojelli,  contraffa  una  gemma 
o  una  pietra  dura. 

BRINDES.  Brindisi  —  Fa  on  brin- 
des^  Brindare. 

BRIOZZ.  Briglione. 

BRISA.  Brezza:  venticello  freddo  — 
Siza:  vento  freddissimo  che  tira 
da  tramontana  —  Stomachino  : 
animella  attaccata  alla  rete 
(reg)  delle  bestie  bovine  —  Sa- 
lda come  la  brisaJ  Amaro  di  sa- 
le: eccessivamente  salato. 

BRISA  (FÀ  o  GIUGÀ  A).  Giuoco  che 
si  fa  cosi.  Un  ragazzo  ha  in 
mano  una  cosa, un  pezzo  di  pa- 
ne, una  mela,  ecc  ;  altri  ragaz- 
zi, cólto  il  bel  momento,  vi 
danno  su  una  manata.  Se  la 
cosa  casca  a  terra,  e  la  racco- 
glie colui  che  ve  la  gettò,  e'  se 
la  tiene  per  sè. 

BRISCA- Brisca:  specie  di  carrozza 
di  cassa  (scocca)  alquanto  bis- 
lunga, e  con  luoghi  di  pari  lar- 
ghezza in  ambo  i  lati  —  a  bar- 
chetta..Brisc8L  a  barchetta  :  car- 
rozza quasi  simile  all'  antece- 
dente. 

BRISCH.  V.  Triicanton. 

BRISCH.  Biodo,  Giunco  (Juncus  la- 
custris). 

BRISCOLA  (GIUGÀ  A)  Far  a  brisco- 
la: giuoco  che  si  fa  colle  carte 
da  tresette  a  due  a  due,  o  a 
quattro  a  quattro.  Secondo  i 
paesi  ha  regole.  Termini  di  que- 
sto giuoco  sono  poni  de  sott^ 
pont  de  soraj  briscola  e  caregh; 
e  briscole  si  chiamano  tutte  le 
carte  del  seme  di  quella  che  si 
mette  scoperta  in  tavola,  con  le 
quali  si  pigliano  le  carte  di  al- 
tri semi  {pali) ,  benché  le  sieno 
maggiori.  Dall'  essere  il  due  la 
carta  minore  a!  questo  giuoco, 


BRI 


92  BRO 


si  fa  la  frase  Contare  quattro 
il  due  di  briscola^  per  dire  che 
altri  non  ha  in  casa  propria,  o 
anche  in  un  pubblico  ufficio  ,  e 
anche  più  su,  autorità  veruna. 
In  toscano  si  dice  poi  briscola 
chiacchierina.,  quando  si  giuo- 
ca  in  quattro  e  si  può  chiac- 
chierare e  accennarsi  col  com- 
pagno ;  si  dice  briscola  rnutaj 
quando  si  patteggia  di  stare 
zitti  ;  briscola  matrimoniale  ^ 
quando  si  stabilisce  che  chi  ha 
il  re  eia  dama  del  seme  stesso 
(e  ciò  si  chiama  matrimonio) 
guadagna  dieci  punti,  e  venti  se 
il  matrimonio  è  del  seme  di  bri- 
scola. 

BRISCOLON  (GIUGÀ  A).  Fare  o  Giuo- 
care  a  briscolone.  È  simile  alla 
briscola,  tranne  che  si  tengono 
in  mano  cinque  carte ,  e  non 
ponesi  la  briscola  in  tavola. 

BBISETTINA.  Sizzolina:  aria  fina  e 
fredda. 

BRISIN  Cichino,Micolino,Pocolino. 

BRISON.  Lo  stesso  che  Brugh.  V. 

BRISSÀ.  V  Scarligà. 

BROBR'3.  Scroccone, Barocco,Man- 
giaguadagno:  che  fa  scrocchi. 

BROBRORADA.  Scrocchio,  Baroc- 
colo:  usura  nel  dare  o  tórre 
robe  per  grande  e  inconvene- 
volissimo prezzo  con  iscapito 
notabile  di  chi  le  riceve  dallo 
scroccone  o  di  chi  a  costui  le 
cede. 

BROCCA  (LA).  Il  Soprasuolo,  Il  So- 
praterra: il  complesso  degli  al- 
beri e  degli  arbusti  che  si  tro- 
vano sulla  superficie  di  una  data 
presa  di  terreno,  di  un  podere, 
di  un  campo,  e  simili. 

BROCCA.  Mesciroba,  Mesciacqua: 
vaso  di  metallo,  majolica  o  al- 
tro, più  alto  che  largo,  con  im- 
pugnatura per  manico  ;  collo 
brevissimo,  e  bocca  larghetta, 
ma  spasa,  da  cui  versano  acqua 
nella  catinella  {cadin)  del  lava- 
mani, o  in  altro  arnese  —  Broc- 
ca, Mezzina:  vaso  di  majolica 
a  ventre  rigonfio ,  con  manico 
curvo,  fermato  alla  bocca,  sotto 
al  cui  orlo  è  un  beccuccio  a 
bocciolo;  serve  a  capir  vino, 


acqua  e  simile  —  Secchio:  vaso 
in  che  raccogliesi  il  latte  nel 
mugnerlo.  V.  Latt  in  brocca  — 
Pernio  :  ferrino  rotondo  intorno 
a  cui  si  volgono  le  lamine  delle 
forbici  —  Cocomerino:  specie  di 
bulletta  {stacchetta)  con  capoc- 
chia (pomell)  di  ottone  —  Broc- 
co :  sterpo  (  broccaj  )  grosso  — 
Brozzola  :  arnesetto  di  legno  per 
tenere  l'oro  svoltato  dai  roc- 
chetti —  Rama:  piccolo  ramo  — 
Andà  in  brocca,  v.  Imbroccass 
—  Andà  su  per  i  brocchj.  fig. 
Andare  in  fumo  —  Ramaglia  : 
1'  aggregato  delle  nuove  messe 
delle  piante  —  compra  o  Vend 
a  brocca  secca  Comperare  o 
Vendere  nel  vendere  o  ai  primo 
germinare  dei  gelsi  la  foglia 
che  hanno  a  mettere  per  l'epoca 
della  bacatura,  pagandola  un 
dato  prezzo  qualunque  sia  per 
esserne  la  riuscita;  e  cosi  del 
frutto  d' altre  piante  —  Pelà 
brocchJFa,re  la  frasca  o  la  fron- 
da —  per  Cattafìgh.  V. 

BROCCÀA-  Ramaglia:  nelle  piante 
il  complesso  delle  rame  —  Broc- 
cato :  stoffa  di  seta  intessuta  a 
oro,  argento. 

BROCCÀA.  Ramoso  —  Ramuscoloso. 

BROCCADELL,  BROCCADIN.  Brocca- 
tello, Broccatino:  specie  distoffa 
imitante  il  broccato. 

BROCCAJ-  Sterpo  :  rimessiticcio 
stentato  che  sorge  da  ceppaia 
(sceppa)  d'  albero  secco  e  vec- 
chio, o  dal  tronco  (bicc)  d'albero 
già  tagliato.  Sterpacchio  n'  è  il 
peggiorativo  —  Ramo  —  Broc- 
cato, Allargatojo:  strumento  con 
che  s'  allargano  o  mettono  in 
tondo,  o  ripuliscono  i  fori  fatti 
in  un  pezzo  di  metallo  col  tra- 
pano, o  altrimenti,  specialmente 
in  lavori  di  ferro.  È  una  bac- 
chetta d'acciajo  benissimo  tem- 
perato, di  forma  triangolare  o 
quadrangolaje.  o  altrimenti  po- 
ligona ,  leggermente  conica;  è 
lunga  un  paimo  o  poco  più,  e 
piantata  sur  un  manico  come 
una  lima. 

BROCCAJCEU.  Ramoscello,  Sorco- 
letto.  V.  anche  Merza. 


BRO  93  "  BROS 


BROCCAMIN.  V.  Stacchettamm. 
BROCCAMM.  Ramatura. 
BROCCH.   Cavallaccio  ,    Bozzone  , 
Rozza. 

BROCCH  (  ANDÀ  SU  PER  I  )•  fig.  An- 
darsene in  fumo. 

BROCCHETT.  Barbina:  mazzettino 
bislungo  di  fiorellini  artefatti, 
che  le  donne  pongonsi  sotto  la 
tesa  (ala)  dei  cappello  da  una 
parte  del  volto. 

BROCCHETT.  Virgultino  —  Batt  i 
brocchettj  Battere  le  gazzette: 
tremar  dal  freddo.  Anche  dicia- 
mo Fintinna^  Beatinna. 

BROCCHETT.  Brocchetto  :  caman- 
giare  composto  di  ricotta  (ma- 
scarpa)  combinata  col  fior  di 
latte. 

BROCCHETTA-  Mescirobina,  Broc- 
chetto: piccola  mesciroba  — Pic- 
cola rama  —  Bullettina. 

BROCCOLCavolo  broccolo, Brocco- 
lo (Brassica  cauliflora):  sorta  di 
cavolofìore  a  più  nappe  di  fiori 
sulla  stessa  pianta,  ma  minori  e 
meno  bianchi,talorarosseggian- 
ti;  fusto  umile;  foglie  bislunghe 
azzurre;  capi  carnosi  alla  cima 
del  fusto;  maugiasi  in  insalata, 
o  in  salsa,  o  altrimenti  —  ro- 
man^  Broccolo  romano  (Bras- 
sica asparagoides)  :  fusto  più 
alto;  foglie  biancheggianti  più 
lunghe;  rami  sparpagliati  ;  fiori 
piccolissimi,  per  la  più  parte 
sterili. 

BROCCON.  Bullettone:  chiodo  gros- 
so col  capo  quadro  con  che  si 
congegnano  insieme  i  tacchi  del- 
le scarpe. 

EROCHÉN-  Tronchetti:  specie  di 
stivaletti. 

BRODAJA-  Broda.  V.  anche  Broeuda. 

BRODIN  per  Coli.  V. 

BR0D0L0TT.  V.  Garzella. 

BRODON.  Brodone  :  brodo  succo- 
lento,  corto,  grosso,  savoroso. 

BR0D0S-  Brodoso. 

BRGEU-  Brolo,  Verziere  —  Frutteto. 
Dal  latino  Brolum.  V  Fondi. 

BRCEUD-  Brodo:  l'acqua  in  che  cos- 
se il  lesso  —  Broda:  l'acqua  in 
che  cossero  fagiuoli, tutta  sorta 
di  civaje  (lemm),  maccheroni 
{lasagn  largh)  —  El  dessoravia 


del  broeud^  La  cima  del  brodo: 
la  parte  di  sopra  più  sostan- 
ziosa —  che' sa  de  nagotta^  Bro- 
do sciocco  —  in  taxolettinJ  Ta- 
volette di  brodo:  brodo  asso- 
dato si  per  arte  da  esser 3ecco 
e  friabile  —  longhJ  Brodo  an- 
nacquato o  lungo,  Acqua  pazza^ 
Brodo  di  carruccola  :  brodo 
lungo  e  con  poca  sostanza  di 
carne  —  fig.  Lungheria,  Lunga- 
gnola,  Lunghiera:  discorso  pro- 
lisso e  nojoso  —  ristretta  Brodo 
ristretto,  grosso:  fatto  col  cuo- 
cere molta  carne  in  poc'  acqua 
—  senza  sàa^  Brodo  insipido  — 
tiràa_,  Brodo  consumato,  Con- 
sumato :  fatto  con  carnaggio 
eccessivamente  cotto  ,  e  quasi 
consumatovi  dentro ,  e  perciò 
molto  sostanzioso  —  (Eucc  del 
orceud  ^  Occhi,  Scandelle  del 
brodo  —  Lassa  sta  coeus  vun  in 
del  so  brceudj  Lasciar  bollire 
uno  nel  suo  brodo:  lasciarlo 
star  da  sè  nella  sua  opinione, 
non  impacciarsi  di  lui  —  Sma- 
grì el  brosud.,  Digrassare, Dima- 
grare il  brodo  —Fond  del  brosud^ 
Bolliticelo  del  brodo  —  Viv  in 
del  so  broeud,,  Far  razza  da  sè, 
Non  ci  metter  nè  sai,  nè  olio, 
Bollir  o  Cuocersi  nel  suo  brodo: 
non  s'impicciar  con  altri  —  Tira 
su  el  brceuds  Succiare:  attrarre 
a  sè  il  fiato  per  freddo  o  per- 
cossa —  Vess  in  del  so  broeuda 
Essere  nella  sua  beva:  essere 
in  luogo  ,  o  trattare  negozj."  di 
suo  genio. 

BRffiUD-  Ossa  da  far  brodo  —  On 
chilo  de  broeuda  Un  chilo  di  ossa 
da  brodo. 

BRffiUD-  Brodo.  I  nostri  contacllnL 
e  specialmente  quelli  dell'Alto 
Milanese,  chiamano  così  il  pane 
turco  intriso  in  un  po'  d'acqua 
calda  concia  col  burro  e  col 
lardo. 

BRffiUDA-  Broda:  brodo  cattivo, 
cioè  acqua  insudiciata  e  non 
altro  —  fig.  Brodo:  dicesi  di 
uno  scritto  diffuso  e  scipito  — 
Mostarda:  in  gergo,  il  sangue 
che  cola  dal  naso  —  Me  ven  già 
brosudaJ  Mi  sanguina  il  naso  — 


BRCE  94 


BRO 


Andà  giò  la  brceudaj,  Sbrodola- 
re —  Andà  in  broeuda  J  Andare 
in  broda,  Spappolare,  Spapola- 
re  :  non  si  tener  bene  insieme, 
disfarsi,  e  dicesi  di  cosa  mor- 
bida, la  quale,  toccandola,  si 
disfà  tra  le  dita  —  fig.  Andar 
in  broda,  Andar  in  broda  di  suc- 
ciole: godere,  compiacersi  — 
Fràa  broeuda^  Frate  brodajo:  si 
dicono  nei  conventi  i  frati  lai- 
ci ,  deputati  al  servigio  della 
famiglia  —  Tra  broeuda  ^  Far 
sangue  per  le  narici. 

BRffiUDA.  Brodiglia,  Brodicchio, 
Fanghiglia:  acqua  fangosa  e 
pantanosa. 

BRffiUDEN.  V.  canastrej. 

BRONCÀ.  Gridare,  Schiamazzare  — 
per  Branca.  V. 

BRQNCON.  Schiamazzatore. 

BRONTOLA-  Brontolare  —  Dell'aria 
quando  tuona  senza  scoppio  — 
Baturlare:  romoreggiar  il  tuono 
da  lontano. 

BRONTOLAMENE  Brontolamento  — 
Brontolio. 

BRONTOLON.  Brontolone. 

BRONZ- Bronzo— Mortajo  dibronzo 
—  Vess  de  bronz ^  Essere  di 
bronzo:  dicesi  di  cosa  qualun- 
que assai  forte ,  e  anche  di 
persona  di  tempera  robustis- 
sima. 

BRONZA,  fig.  Viso  da  pallottola, 
Faccia  tosta. 

BRONZA.  Abbronzare:  dar  ad  un 
oggetto  l'apparenza  del  bronzo 
mediante  ottone  od  altro  a  ciò 
preparato. 

BRONZIN.  Mortajo:  vaso  cupo  di 
bronzo  ,  di  grossa  parete  a  uso 
di  ammaccarvi ,  infrangere  o 
polverizzare  che  che  sia  col  pe- 
stello (  pestell  ).  v.  Mortèe  e 
Pirotta  —  Romano,  Piombino: 
il  contrappeso  ch'è  infilato  nel- 
l'ago {aste)  della  stadera ,  il 
quale  scorre  di  qua  di  là  delle 
misure  e  per  cui  si  ragguagliano 
i  pesi  quando  sta  fermo. 

BRONZIN,  BRONZETT.  Botte  di  do- 
ghe (dov)  grosse,  e  perciò  sal- 
dissima. 

BRONZIN.  Tosto,  Abbronzato. 

BRONZIROSU.   Bronzista  :  artefice 


che  lavora  in  bronzo;  gettatore 
o  doratore  in  bronzo. 

BROSGIURA-  Infilzatura,  Puntata: 
dicesi  di  pochi  fogli  stampati, 
uniti  con  un  sol  punto  —  In  bro- 
sciura^  Alla  rustica  o  in  rusti- 
co: di  libro  legato  senza  affi- 
larlo nei  margini. 

BROSSA-  Spazzola:  arnese  con  che 
si  ripulisce  il  pelo  ne'  cappelli 
—  dura^  dura:  quella  adoperata 
dal  lavorante  (proprìGeur)  che 
dà  la  forma  al  cappello  per  av- 
viarne il  pelo,  uscito  che  sia 
dalla  liscivia  —  molla^  molle  : 
quella  fatta  con  setole  di  ci- 
gnale che  viene  adoperata  por 
dar  lustrore  al  cappello. 

BROSSA  per  Brossola.  V. 

BROSSAJCEU.  V-  Brossola. 

BROSSERA  per  Brossola.  V. 

BROSSOLA.  Cosso,  Bolla,  Pruzza: 
enfiatellino  cagionato  per  lo 
più  da  umori  acri  sulla  pelle 
degli  uomini  e  degli  animali  — 
Pien  de  brossola  Bolloso  —  Ber- 
noccolo: enfiatellino  che  alza 
nella  nostra  pelle  per  busse  o 
altro  —  Tutt  a  brossola  Bernoc- 
coluto —  Bitorzolo  :  bernoccolo 
alquanto  molle  —  Pien  de  bros- 
sola Bitorzoluto  —  per  Brocca 
signif.  7.  V.  —  per  Sbroscio- 
ra.  V 

BROVA.  V.  Sovenda. 

BRO  VA ,  BROA.  Quella  parte  della 
ripa  d'un  lago  dove  incomincia 
a  sprofondarsi.  A  me  però  un 
vecchio  barcaiuolo  a  Varenna 
mi  disse  Prona  e  più  volte.  Voce 
latina  da  pronusJ  a,  um. 

BROVÀ-  Accarezzare,  Piaggiare  — 
Pulire  — inumidire  —  Sbastarda- 
re,  Mondare.  Sbroccare,  Sbroc- 
colare: tor  via  ogni  seccume 
dalle  viti. 

BROVÀ.  Rifare  le  carni.  Lo  stesso 
che  Buj  (Fà  tra  on).  V. 

BROVADOR.  Moiniere  —  Giuntatore 
— Sbroccatoio:  ordigno  da  sbroc- 
care (brovà)  la  seta. 

BROVADURA.  Cassa  da  inumidirvi 
la  seta  col  vapore. 

BROVADURA-  Sbroccatura,  Brusca- 
tura:  il  seccume  levato  alle 
piante. 


BRO  95 


BRU 


BROVÀ  LA  SEDA-  Inumidire  la  seta 
coi  vapore. 

BROVAZZ-  Frutteto. 

BROVAZZCED-  Piccolo  frutteto. 

BROVETT.  Broletto.  Chiamavasi 
così  il  palazzo  comunale  di 
Milano;  che  ora  è  al  cosi  detto 
Palazzo  Marino. 

BROVETT.  fig.  Sobisso,  Diluvio, 
Nuvolo,  Mercato:  gran  quantità. 

BROVO,  BROF,  BROV  (ROBBA  DE).  Nei 
poggi  della  Brianza  dicono  di 
quella  merce  di  bella  appari- 
scenza, ma  di  poca  o  cattiva 
sostanza. 

BRUCC  Asino,  Ciuco  —  Cavallo , 
Ronzino  —  per  Quattrass.  V. 

BRUCCELL,  BRDCELL  Burchiello.  Il 
milanese  Barcon. 

BRUGARCEU.  V-  in  Fonsg. 

BRUGARCEULA  (ERBA).  V.  Sangui- 
nella. 

BRUGARffiU.  V.  in  Fonsg. 

BRUGGI,  BRDGGIÀ  Mugghiare,  Mug- 
gire —  Rugghiare  :  del  tuono. 

BRUGH-  Scopa,  Erica,  Brugo,  Sco- 
pereccia  (Erica  vulgaris):  pianta 
aita  da  due  a  tre  piedi;  fusto 
tortuoso  e  corteccia  rossiccia, 
a  rami  numerosissimi;  cresce 
negli  scopicci  (brugher). 

BRDGHERA.  Scopeto.  Scopiccio , 
Ericeto,  Brughiera:  terreno  ar- 
gilloso, siliceo  e  ferruginoso  ove 
fa  la  scopa {brug h)— Lassa  andà 
a  brug her a j'La.scia.r  che  diventi 
sodaglia,  scopeto  un  terreno 
—  Scarpa  una  brugìieraJ  Disso- 
dare uno  scopiccio  —  Pari  o 
Vess  ona  brughera  J  Esser  una 
grillaja:  di  terreni  trasandati. 
V.  Zeri)  —  Quanto  alla  voce  Bru- 
ghera  (cioè  Brugarium) ,  sta 
bene  sapere  che  trovasi  in  una 
carta  del  1185.  Dunque  origina, 
come  vuoisi,  dal  frane.  Bruyè- 
reì  E  non  abbiamo  il  milanese 
Brugh  che  n'è  il  padre? 

BRUGHERÀA-  Macchioso. 

BRUGNA-  Pruna,  Susino  (Prunus 
domestica):  albero  che  dà  la 
prugna;  foglie  a  lancetta  accar- 
tocciate ;  fiori  bianchi;  legno 
che  si  fa  sempre  più  rosso  quanto 
è  più  vicino  al  midollo  —  Pru- 
gna, Susina:  frutto  del  prugno, 


ovale  e  per  lo  più  turchiniccio, 
paonazzo,  violetto,  rossiccio; 
velato  da  una  polvere  glauca, 
che  chiamasi  fiore;  neir  interno 
un  nocciuolo  {gandolla)  bislun- 
go e  compresso,  con  guscio,  en- 
tro cui  una  mandorla  —  And", 
ibrugn  in  erbionj  Imbozzacchi- 
re :  intristire  —  Brugna  andada 
in  erbion  Bozzacchio  —  azer- 
ba  o  de  pret*  Susina  strozzatola. 

—  borlida  candida^,  gialda  o 
negra  o  tonda,,  tonda,  candida, 
gialla  o  nera  o  tonda  —  cassia. 
dolcigna  —  catalannaJ  simiana 
o  semiana  —  reginna  o  de  la 
reginnaJ  Claudia  —  gentil  per- 
nigonna^  gentile  pernicona  — 
gialla  giallina  —  gt  assinna  .. 
Amoscina  ghiotta  —  guggella^ 
Susina  campana  o  diacciola  — 
massinna^  Amoscina  nera  — 
Anche,  Amoscina,  Susina  amo- 
scina nxirabolanna,.  Susina  mi- 
rabolana  —  pernigonna^  Susina 
pernicona  —  salvadega^  Susina 
salvatica  —  sanclò^  Susina  della 
regina,  Claudia  tonda  —  sangio- 
vann  j  Susina  sangiovanni  — 
scanardaJ  spaccatola  —  sciresaJ 
ciliegia  —  spinna  J  agostina  — 
verdazza,,  verdesaJ  verdacchia 

—  zucchetta  gialda  o  negra 
Zucchetta  gialla  o  nera.  v. 
Cervelda  de  Monscia  —  Avegh 
ona  brugna  al  cùu^  fig.  Avere 
una  pollezzola  di  dietro  o  un 
porro  dietro  via:  avere  gran 
pregiudizio  —  Anche1,  Avere  o 
Stare  con  un  cocomero  in  cor- 
po :  essere  in  dubbio ,  in  pen- 
siero. 

BRUGNA.  Stanza  mortuaria,  Cam- 
posanto. Luogo  del  nostro  Spe- 
dai Maggiore  ove  già  seppelli- 
vansi  i  morti.  Questa  voce  Bru- 
gnaJ  origina  dall'esservi  stato 
piantato  un  prugno  [brugna) 
presso  alle  cameracce.  Stanza 
in  ogni  Spedale,  in  cui  seziona- 
no i  cadaveri,  e  se  occorre,  ve 
li  depongono  per  poi  sul  caret- 
tone  da  morti  trasportarli  al 
Camposanto  {foppon)  —  Faccia 
de  brugna^  Viso  di  moria. 

BRUGNOCCORA.  V.  aiaccoli. 


BRU  96  BRU 


BRUGNOCOLA.V.  Brossola  —  FiG.  Mo- 
lestia —  per  Boll.  V. 

BRUGNffiU.  Prugnuolo  ,  Susinello, 
Spino  nero  o  di  macchia  [bo- 
schinna)  o  salvatico,  Strigniculi, 
Vepro  ,  Prunello  (Prunus  spino- 
sa): arbusto  che  fa  spontaneo 
nelle  nostre  siepi  (sces),  fiori 
bianchicci,  rami  a  spine  —  per 
Brugnceula.  v. 

BRUGNIEULA-  Prugnuola:  frutto  del 
prugnolo  (spin  brugnoeu)  roton- 
detto  o  globoso;  color  turchino 
nericcio;  brevissimo  picciuolo 
(picoll);  sapore  sempre  acerbo. 

BRUGNON.  Susina  asinaccia:  spe- 
cie di  prugna  rossa,  grossa, 
bislunga,  atta  a  seccarsi  come 
la  provenzale. 

BRUGNON.  Musone:  di  persona  che 
fa  il  muso  grosso  e  serio  —Buz- 
zurro :  vinajuolo  —  per  Maro- 
nèe  „  Rustegon.  V.  Questa  voce 
milanese  Brugnon^  si  estende  a 
nominare  i  lattaj ,  i  marronaj , 
i  rosticcieri  (bois)\  per  lo  più 
del  lago  Maggiore,  Lugano,  ecc. 
Chiamansi  buzzurri  in  Toscana 
gli  Svizzeri  che  dalla  lor  patria 
calano  d'inverno  in  Italia  a 
vendere  la  polenda  e  le  bru- 
ciate^ che  verso  primavera 
tornano  a  casa.  L' autore  del 
Marco  Pacini,  V.  2S ,  scrisse: 
«  Co' soldi  in  tasca  e  la  bottega 
addosso  Sciamavano  i  buzzurri 
a  più  non  posso.  »  La  voce  ita- 
liana trae  da  buzzo  pancia;  la 
milanese  da  brugnon  musone; 
perchè  questi  cotali  guaj  che 
tu  li  veda  a  ridere!  Entri  in 
una  bottega  a  berne  un  bicchie- 
rino ?  «  Sii  belli  signori  che  re- 
sten servii.  »  È  la  sola  parola 
che  tu  senti  un  po'  graziosa,  ma 
egoistica  all'uscire  dalle  loro 
labbra  ;  essi  non  hanno  mai 
barba,  nè  barbigi.  Questo  è  uno 
dei  loro  segni  per  riconoscersi. 

BRUGOLOSA.  Lingua  di  bue,  Borra- 
na  salvatica  (Anchusa  officina- 
lis):  erba,  quasi  per  tutta  Italia 
ne' luoghi  incolti:,  fusto  a  peli 
ruidi  ;  foglie  a  lancia,  ispide: 
fiori  cerulei  a  pannocchia;  s'u- 
sa in  medicina. 


BRULLA  V.  Triicanton.  V. 

BRUMÉE,  BRUMISTA.  Fiaccherista  : 
padrone  o  conduttore  di  fiacre 
a  un  cavallo  (brumm). 

BRUMM.  Fiacre  a  un  cavallo:  car- 
rozza con  guscio  {corp)  piano, 
e  per  lo  più  a  due  posti  con 
mantice  (boff'ett)  per  lo  più  sta- 
bile, sportelli,  serpe  [scerpa)  an- 
nessa al  guscio,  senza  fiancate 
anteriori,  con  carro  a  quattro 
ruote  e  a  gran  volta  (sterna)  — 
Brumm  de  remiss  o  de  rimessa  ^ 
Fiacre  di  rimessa.  La  medesima 
carrozza;  ma  non  sta  sulle  piaz- 
ze o  sulle  vie,  sì  nelle  rimesse; 
è  più  elegante  e  vi,  si  paga  di 
più.  La  voce  viene  dal  lord 
Brougham. 

BRUNA.  Bruna:  specie  di  cuojo  di 
capra  ,  o  di  vitello  lavorato  in 
nero. 

BRUNELL.  Brunellino:  specie  di 
stoffa  a  mandorla  —  Carta  bigia. 

BRUNENCH-  Bruno  ,  Buiccio  :  cioè 
non  illuminato  da  luce  —  Aria 
brunenga^  Ora  brunenga_,  Aere 
bruno,  Aura  fosca,  Ora  bruna  o 
buiccia. 

BRUS  (SAVÈ  DE  o  CIAPPÀ  EL).  Puz- 
zare, Sentire  d'arsiccio,  di  lep- 
po, di  bruciaticcio:  di  vivanda 
disseccata,  e  quasi  bruciata  per 
troppa  arsitura  —  Di  sapore  e 
odore  di  cosa  riarsa  —  Ciappà 
el  brus^  fig.  V.  Incarognass. 

BRUS.  Bruso  :  nome  di  due  malat- 
tie del  riso  in  vegetazione  pro- 
cedenti da  troppa  grassezza  del 
terreno,  da  scilocchi  notturni, 
da  mancanza  di  pioggia  ai  tempi 
opportuni,  dagli  alidori  estivi. 

BRUS  (T(EU  SU  ON).  Aver  il  baco,  il 
brucio  di...:  aver  passione  per... 

BRUSA  (GIUGÀ  A  LA).  Fare  a  verga. 
Si  gettano  in  aria  delle  monete, 
e  vince  colui  del  quale  la  mo- 
neta è  più  lontana  dalle  com- 
messure dei  mattoni  —  Resta  in 
brusa^  fig  Rimaner  smaccato 
o  scaciato:  aver  danno  o  ver- 
gogna per  essere  stato  in  alcun 
che  sgarato  da  un  altro  — Giun- 
gere alla  sgocciolatura:  indu- 
giar all'ultimo  momento  —  Vess 
in  brusa  de...,  Esser  a  un  pelo, 


BRU  97  BRU 


a  un  dito,  a  bilico,  a  tocca  e 
non  tocca  di...,  Esser  vicino,  in 
pericolo  di ..  —  Pientà  in  brusa,, 
Piantar  in  perdita:  di  giuoco. 
BRUSÀ.  Abbruciare ,  Bruciare  — 
viaJ  Andar  via,  Spacciar  a  ruba: 
di  mercanzia  di  grande  spac- 
cio —  Portar  via  a  volo:  dei 
giuoco  delle  pallottole  {bogg)  — 
Arrabbiare.  Alidere:  di  frutta 
staccate  dall'albero,  e  di  grano, 
biada  o  erba,  che  per  mancan- 
za di  umore  divengono  rasciutte 
e  grinze  —  Frizzare.  Cuocere: 
di  quel  dolore  in  pelle  cagionato 
dalle  materie  corrosive  poste 
sugli  scalfiti,  ecc.  — Arder  o  Mo- 
rir di  voglia  di...  «  Brusi  anmì^ 
per  dì  el  coeur  giusta  De  vegnì 
a  la  conclusion.»  —  Cuocere,  Pu- 
tere,  Scottare  :  di  cosa  che  molto 
dispiaccia,  dolga  —  Oh  /  questa 
la  me  drusa ohi  questa  la  mi 
pute  —  Piantar  in  perdita:  di 
giuoco. 

BRUSÀA-  Inarsicciato:  margine  o 
segno  d' abbruciamento  o  d'ar- 
sione —  Calia:  quegli  scamuz- 
zoli  cioè  minutissime  particelle 
dell'  oro  e  dell'  argento  che  si 
spiccano  da  esso  nel  lavorarlo, 
dette  cosi  quasi  sia  il  calo  fatto 
da  quei  metalli. 

BRUSÀA.  Bruciato  —  Afato:  di  frutto 
rovinato  dalle  nebbie  o  dal  so- 
verchio caldo  —  Arrabbiato:  di 
vivanda  cotta  in  fretta  e  con 
troppo  fuoco  —Savè  de  brusàaJ 
Saper  d'arsiccio,  Sapere  o  Puz- 
zare d'abbruciaticcio  —  Brucio- 
lato,  fig.  Innamorato. 

BRUSABOCCA.  Cuocicnlo,Erba  pepe 
(Polygonum  hydropiper):  erba 
annua;  fa  al  margine  dei  fossi 
e  dei  luoghi  acquosi;  fusti  spes- 
so rossicci;  foglie  alquanto  on- 
dulate; sapore  bruciante,  ma 
principalmente  il  seme,  del  quale 
al  Giappone  si  servono  come 
del  pepe.  Pianta  buona  per  tin- 
gere di  giallo  le  lane. 

BRUSACANTON.  Tagliacantoni, 
Spaccamontagne,  Squarcione, 
Bravazzo. 

BRUSACÙU.  Lo  stesso  che  Lusi- 
roeula. 

Banfi  ,  Voc. 


BRUSACOA- Abbruciacoda,  Brucia- 
coda:  ferro  rovente  che  s'ap- 
plica alla  coda  de'cavalli  do- 
po che  fu  tagliata  per  ista- 
gnarne  il  sangue.  Rassomiglia 
ad  un  anello ,  il  cui  vuoto 
serve  a  ricevere  1'  osso  che 
sporta  dopo  il  taglio,  mentre  il 
metallo  infuocato,  applicato  so- 
vra le  carni,  brucia  e  chiude  i 
vasi  aperti. 

BRUSADA,  BRUSAVA. Bruciata:  pane 
di  formentone,  arrabbiato  (bru- 
sàa),  e  alle  volte  cotticcio  [mai- 
cott);  talora  intriso  nella  pasta, 
finocchio  {erbabonna) ,  uva,  ci- 
polle ,  e  simili  —  Brusada  con 
dent  i  fich^  Panficato.  V.  anche 
ChizzoeuJ  Fugasela  ^  Fugascin- 
na^  Carsenza. 

BRUSADELL,  -DELLA,  -DIN,  -ELL 
Bruciatela,  -ella,  -tina,  -elio.  : 
panellino  in  sul  fare  della  bru- 
ciata {brusada)  cotto  sotto  la 
cenere. 

BRUSADIZZ.  Lo  stesso  che  Imbra- 

scadura. 
BRUSADONNA.  Bruciatona. 
BRUSADURA.  Bruciatura. 
BRUSAJffiUJ.  Lo  stesso  che  Brusa- 

dell.  V. 

BRUSALASEN.  Astone,  Stoppione, 
Stroppione,  Scardiccione  (Ser- 
ratula  arvensis):  erba  perenne; 
ne'campi  si  moltiplica  per  seme 
e  per  radice;  si  svelle  per  dare 
alle  bestie  nel  segato  con  altre 
erbe;  il  suo  pappo,  che  è  deli- 
cato, si  adopera  per  cuscini  o 
guanciali.  Anche,  Garzon. 

BRUSAPAJON.  Gabbaloste  :  di  chi 
ci  inganna  e  burla.  V.  Mangia- 
capara. 

BRUSAPIGNATT-  Fregona:  chi  fa  le 
infime  faccende  della  cucina  — 
dicesi  per  ispregio  ai  Cuochi  di 
poca  abilità. 

BRUSAR'EULA.  Padella  dei  marroni. 

BRUSASCES.  Bruciasiepi:  caccia- 
toruzzo.  V.  in  parasciosula. 

BRDSATTÀ-  Abbrustiare ,  Abbru- 
ciacchiare: bruciar  le  estremità 
più  tenui,  per  esempio,  degli 
uccelli,  quando  pelati,  si  metton 
alla  fiamma,  per  tor  via  quella 
peluria  che  rimane;  cosi  delle 
7 


BRU 


98 


BRU 


ragne  di  seta  che  i  bachi  (bi- 
gatt)  lasciano  ne1  mannelletti 
(casell)  dov'han  fatto  il  bozzolo 
(gaietta)  —  Trinare:  l'abbruciac- 
chiare i  peli  sian  di  qualunque 
specie  —  Abbruscare  :  l'abbra- 
stiar  con  fuoco  di  paglia  i  peli 
vani  di  un  cappello  —  Arrab- 
biare: abbruciacchiare  una  pie- 
tanza ,  ma  non  lasciarla  cuo- 
cere. 

BRUSCÀ-SU.  Rampognare  ,  Ripren- 
dere. 

BRUSCH.  Brusco:  di  sapore  ch'ab- 
bia molto  del  piccante  —  Fa  la 
faccia  brusca^,  Far  pepe  :  di  chi 
contorce  la  bocca  per  cosa  aci- 
da mangiata  —  Acetoso:  rife- 
riscesi  alle  acidità  dello  sto- 
maco che  producono  i  fortori 
(bvuscon). 

BRUSCH  (I)  V  Bruscon  (1). 

BRUSCE  (I).  Brusche  (Le):  modi 
conti-ari  di  soavità  e  di  dolcezza. 

BRUS  CIA-  Vespajo  ,  Vespeto. 

BRUSCHETT.  Lo  stesso  che  Fon- 
sgin,  sig.  2.  v. 

BRUS'CIA  DI  AVI-  Lo  stesso  che 
Car  senza  J  sig.  1. 

BRUS  CIN.  V.  Zerbin. 

BRUSCITT  (I).  I  Bruschini:  quei  di 
Busto  chiamano  cosi  un  certo 
loro  intingolo  di  carne  vaccina 
minuzzata  e  condita  con  burro, 
aglio,  spezie,  finocchio  e  vino. 

BUUSCONÙ).  Fortori  (I):diconsi  quei 
fiati  acri  che  facciamo  dalla 
bocca,  quandolaroba  indigesta 
impedisce  lo  stomaco  e  dà  mal 
sapore  alla  bocca  —  Mett  i  bru- 
scoli sul  stomegh^  Far  lo  sto- 
maco acetoso. 

BRUSCON-  Cardo  mariano,  Cardo 
santa  Maria,  Cardo  latteo  (Car- 
thamus  maculatus)  —  per  Agher^ 
sig.  l.  V.  —  per  Spongiaratt.V.— 
per  Insalatta  del  boja.  V. 

BRUSECC  Ai  sura:  seccore  nei  campi 
prodotta  dalla  calda  stagione.  ì 

BRUSECC.  Biusecchio:  malattia  che 
attacca  le  viti  nei  grappoli  e 
nelle  foglie,  per  cui  divengo- 
no come  arsicciati  —  Anche. 
Manna. 

BRUSECC  per  Brusor  de  stome  gii. ~S . 
BRUSEGHIN.  Cociore  —  Fomite,  Fo- 


mento, Amoretto,  Amoruzzo,  Il 
brucior  dell'amore. 
BRUSÈLA.  Lo  stesso  che  Brusada. 
BRUSIÀ,  BRUSIASS.  Incuocersi,  Ri- 
cidersi. 

BRUSO  (  NANCA  ON).  Nè  anche  un 
picciolo  :  un  quattrino  —  Hóo 

nanch  ciappàa  on  bruso^  Non 
ne  cavai  nulla. 
BRUS3.  Brusuglio.  Villaggio  sulla 
destra  del  Seveso ,  vicino  alla 
strada  postale  da  Milano  a  Co- 
mo. Alessandro  Manzoni  vi  ha 
villeggiatura  —  Lassà  andà  a 
BrusóJ  Lasciar  bruciare,  anda- 
re a  fuoco  e  a  fiamme. 
BRUSffiULA.  V.  Cotelletta. 
BRUSON.  Brusone  :  malattia  che 
assale  il  riso.  Si  manifesta  dap- 
principio coll'arrossire  della  ci- 
ma delle  foglie,  che  poi  si  fan 
ferruginose,  e  più  non  abbando- 
nano la  spiga,  la  quale  se  è  già 
sbocciata,  appaiono  circoli  ros- 
sicci dilatantisi  nell'intera  ri- 
saia {risera);  che  fatta  poi  di 
colore  ferruginoso,  inaridisce 
talvolta  in  meno  di  otto  giorni. 
Il  poco  riso  che  se  ne  ricava 
logorasi  sotto  la  pila;  è  smunto 
e  insipido.  Il  miglior  rimedio  è 
la  pioggia;  mancando  questa, 
rasciugamento  della  risaia  sino 
al  ricolto  —  Anche ,  Cairceu. 
BRUSOR.  Bruciore,  Cociore  :  dolore 
che  si  risente  dalla  scottatura  — 
Cocimento:  quel  prudore,  pizzi- 
core ,  mordicamento  o  cociore 
che  si  risente  alla  cute  di  trop- 
po grattata  colle  ugne,  o  tal- 
volta in  contatto  con  materie 
acri  e  corrosive  —  Biuciaculo: 
riscaldamento  delle  parti  di  die- 
tro, che  viene  o  dal  troppo  sta- 
re a  cavallo  o  dal  troppo  cam- 
minare, ecc. 
BRUSOR  DE  STOMEGH.  Incéndito  di 
stomaco,  Bruciore  di  stomaco: 
|  ribollimento  dello  stomaco  ca- 
gionato da  indigestione. 
BRUSORENT.  Abbruciante  ,  Bru- 
ciante —  Brucente:  dicesi  di 
cosa  che,  toccandola,  scotta. 
BRUSTI-  Setola:  spazzolino  di  fili 
metallici  che  si  usa  per  ripulire 
i  lavori  d'oro,  d'argento,  ecc. 


BRU 


m 


BUD 


BRUSTIA.  Brusca.  Brussola:  specie 
di  spazzola  fatta  di  barbicine 
di  alcune  piante,  anche  di  setola 
di  cignale  o  di  porco,  per  ripu- 
lire i  cavalli  dopo  la  stregghia- 
tura  {striggiada)  —  di  pagnJ 
Spazzola:  inanella  di  saggina  o 
d'altro  simile,  con  che  si  ripu- 
liscon  dalla  polvere  i  panni  — 
Anche,  Scovetta^  Striggia. 

BRUSTIA-  Bussolare:  ripulire  colla 
bussola  i  cavalli  —  Setolare  . 
ripulir  Toro,  ecc.,  colla  se- 
tola. 

BRDSTIADA-  Colpo  o  Ripassata  di 
brusca  o  di  setola  —  fig.  Bato- 
sta: malanno,  calamità, sinistro 
qualunque  a  cui  alcuno  vada 
soggetto. 

BRUSTIATT.  Bruscajo:  che  fa  o  ven- 
de brusche  (brusii). 

BRDSTIIN.  Spazzolino. 

BRUSTOLA  Rapare:  tosare  o  ra- 
dere al  vivo.  V.  Melonà. 

BRUSTOLI.  Abbrostolire,  Abbrosti- 
re:  porre  le  cose  intorno  al  fuoco 
si  che  rasciughino  e  non  arda- 
no nè  si  cuocano,  ma  si  riscal- 
dino e  abbronzino. 

BRUST0L1DA  Abbrustolita. 

BRUSTOLIDURA.  Abbi  ostitui  a:  Tab- 
brostolire. 

BRUTT.  Brutto  —  Devenlà  brutta 
Imbruttire  .  Rimbruttire  —  Met- 
tela  brutta  ^  Mettere  nel  pensa- 
toio: cioè  in  pensiero  —  Ridurre 
a  mal  partito  —  Vegni  ai  brutta 
Venire  alla  peggio:  al  maggior 
segno  di  discordia  o  rottura. 

BRUTT.  Brutto,  Sudicio,  Insudi- 
ciato. 

BRUTTA.  Minuta:  il  primo  getto 
del  dovere  di  scuola,  ecc.  —  Fà 
la  brutta.,  Minutare,  Far  la  mi- 
nuta —  Fà  el  dover  in  brutta  ^ 
Far  la  minuta  del  compito  di 
scuola. 

BRUTTACOPIA-  Bozza.  Minuta  —  Vess 
la  bruttacopia  de  vunJ  Esser  la 
scimia  di:  di  chi  contraffa  i 
modi  altrui  —  Far  lo  scimiotto, 
Scimiottare:  contraffare. 

BRUTTIN,  -TINNA-  Bruttuccio,  Brut 
taccinolo,  -ola. 

BRUTTMÀA.  V.  Bruttura. 

BRUTT0N,-T0NNA.  Bruttacelo,- eia. 


BRUTI ONON,  -NONA.  Bruttaccione, 
-ona 

BRUTTURA.  Malcaduco,  Quel  Male, 
Quel  Benedetto:  convulsione  for- 
tissima che  si  ripete  a  vari  pe- 
riodi, e  mentre  dura,  priva  il 
paziente  dell'uso  de'sensi  —  Fa 
vegnì  la  bruttura^Y&v  sveglia- 
re i  vermini:  metter  grandissi- 
ma paura  —  El  patiss  la  brut- 
tura-, Se  gli  dà  quel  Male,  quel 
Benedetto  —  Benedetto, Male  del 
benedetto:  malore  convulsivo, 
cronico,  acuto,  colla  perdita  dei 
sensi  durante  il  parossismo, che 
attacca i bambini  siche  le  mem- 
brane del  cervello  sono  addo- 
lorate o  punte,  onde  loro  sem- 
bra di  vedere  brillar  agli  occhi 
una  luce  passaggiera,  il  che  dal 
popolo  dicesi  Veder  le  stelle, 
V.  Guald.  Le  balie  usano  pe- 
stare del  sopravvivolo  {erba  di 
copp)  e  dare  a  bere  il  sugo  ai 
piccoli  bambini  presi  dal  male 
del  benedetto  [bruttura) .  onde 
chiamano  quest'  erba  Erba  del 
rada  del  eòo. 

BUBA.  Bubbola,  Upupa.  Galletto  di 
marzo,  Galletto  di  maggio  o  di 
bosco  o  marziale,  Puppola  (Upo- 
pa  epops)r  uccello  silvano;  cre- 
sta fulva  e  nera;  ali  e  coda  bian- 
che e  nere;  vola  a  scatti;  sta 
nascosto  entro  gli  alberi,  di  dove 
ripete  il  grido  bu  bu^  bu  bu  bu; 
onde  il  suo  gridare  dicesi  Sub- 
billare. 

BUCOLEGA  Buccolica,  Boccolega: 
in  gergo,  dicesi  per  il  mangiare. 

BUDELL.  Budella,  Budelle:  parlan- 
dosi di  quelle  delle  bestie  da 
macello,  le  quali  budella  tra 
noi  si  vendono  a  misura  di  brac- 
ciate (Spazz)  —  Budell  drizz  o 
dritt  o  Salsizzon  o  (nelle  vi- 
telle) Budell  gentile  Budello  gen- 
tile ,  Intestino  retto,  Retto,  Bu- 
del  culai  e  —  stort  o  tort  _,  Bu- 
dello torto.  V.  BuellJ  Busecche 
Culatta  J  Bondiana  ,  Muletta^ 
Crespon^  So:tcresponJ  Scorzon^ 
Filzetto.j  Basgietta  —  Budell  de 
bè  o  Basgietta  Minugie,  Minuge  — 
del  bamborin.  V.  Imbr azzai  — 
gentil^  Lampredotto  :  l'intestino 


BUD  100  BUG 


delle  vitelle  e  d'altri  animali  ri- 
dotto in  vivanda  —  Ona  motta 
de  budella  Budellame. 
BUDELLOSA.  Lo  stesso  che  Brugo- 
losa. 

BUDGETT.  Bilancio:  il  quadro  dei 
bisogni,  dei  proventi  e  della  si- 
tuazione finanziaria  di  un  go- 
verno. Si  vuole  questa  parola 
dall' Inghilterra  per  la  Francia 
a  noi  venuta  in  questo  signifi- 
cato ,  derivata  dalla  italiana 
holgettaj  cioè  taschetta;  poiché 
il  camerlingo  d' Inghilterra  por- 
tava le  carte  dei  conti  pubblici 
in  una  bolgia,,  tasca;  onde  a 
poco  a  poco  siasi  preso  il  con- 
tenuto pel  contenente. 

BUELL.  Budello  ,  Intestino  —  Vess 
el  scisger  di  sozu  buej^  Essere  il 
cucco  di...:  essere  il  favorito. 
V.  Caroeu  —  Aver  tenero  il  bu- 
dello per  alcuno:  amarlo  assai. 

BUELL  II  retto,  Intestino  retto, 
Budello  gentile,  Budel  culare  — 
Avè  el  buell  invers^  fig.  Aver 
le  lune,  Aver  le  paturne :  esser 
di  mal  umore  —  Indrizzass  el 
buell  o  Indritturade  buell.  V.  In- 
drizzass e  Indrittura  — •  Vess 
scisger  e  buellJ  fig.  Esser  pane 
e  cacio,  o  tutto  pane  e  cacio 
con  alcuno,  Esser  carne  e  ugna 
con...,  o  come  passeri  e  colom- 
bi: esser  tutti  amici  e  d'accordo. 

BUELLIN.  Budellino. 

BUFF.  Buffo:  personaggio  che  sulle 
scene  fa  la  parte  buffa. 

BUFFÉ.  Buffe,  Credenza,  Riposto: 
tavola  dove  stanno  apparec- 
chiati i  vini,  i  liquori,  le  frutta 
da  porsi  in  tavola,  come  pure  i 
vari  strumenti  della  mensa.  I 
Siciliani  chiamano  Buffetta  la 
tavola. 

BUFFON.  Buffone  —Burlone  — Sgua- 
iato —  Sont  minga  el  to  buffon^ 
Non  sono  il  tuo  balocco. 

BUFFONADA.  Buffonata  —  Sguaja- 
taggine. 

BUFFONARIA.  Buffonata  —  Sguaja- 
taggine. 

BUFFONNA.  Buffonna  —  Sguajata. 
BUFFONON.  Buffonaccio  —  Sgua- 

jataccio. 
3UFUL.  Bufalo  (Bos  bubalus):  spe- 


cie di  mammifero  dell'  ordine 
dei  ruminanti  e  dei  genere  bue. 
Fu  introdotto  dall'Asia  in  Euro- 
pa nell'età  di  mezzo,  e  propa- 
gatosi specialmente  in  Grecia, 
Italia  ed  Ungheria.  Fronte  con- 
vessa e  più  lunga  che  larga; 
corna  rivolte  ai  lati;  muso  al- 
lungato, stiacciato  e  quasi  rin- 
cagnato. È  feroce  e  gagliardo 
e  per  tenerlo  alquanto  a  freno 
nell'usarlo  a  coltivare  i  campi, 
gli  si  inseriscono  degli  anelli  di 
ferro  nelle  narici.  Del  latte  di 
bufalo  si  ha  un  cacio  eccel- 
lente; la  carne  dei  giovani  man- 
giasi fino  ai  due  anni;  la  lingua 
un  boccone  assai  squisito;  il 
cuojo  pei  cignoni  delle  carrozze 
e  per  le  armature  ;  dalle  ossa 
pettini  onde  solo  noi  lo  cono- 
sciamo. Torme  di  bufali,  guidati 
da  pastori  selvaggi  del  pari,mon- 
tati  su  cavalli  e  armati  di  lancia, 
pascolansi  nelle  Paludi  Pontine, 
nelle  Maremme  sanesi  e  al  di  là 
del  golfo  di  Salerno  nei  paduli 
infetti  della  malaria,  che  son 
presso  le  magnifiche  rovine  di 
Pesto. 

BUGÀ.  Bubbolare  ,  Baturlare  :  il 
rumoreggiare  dei  tuoni.  Il  ruzar 
de'Veneziani,  e  il  truniari  cub- 
bu  cubbu  dei  Siciliani  sono 
quasi  il  tronà  sord  sord  di  noi 
Milanesi. 

BUGADA.  Bucato  —  Bagna  la  bu- 
gada^  Mettere  in  molle,  Ammol- 
lare i  panni  :  porli  e  tenerli  per 
più  ore  nell'acqua  pura,  per 
rammollirne  il  sucidume  —  De- 
stendi  pagn  de  la  bugada^Ten- 
dere  il  bucato  —  Fa  bugada^ 
Imbucatare  —  fig.  Risciacquare 
un  bucato  ad  uno:  fargli  una  gran 
riprensione  — Anche,  fig.  Far  il 
bucato  ,  Imbucatarsi ,  Spazzar 
1' orto  :  ripulirsi ,  lavarsi,  net- 
tarsi per  bene  —  L'è  fenida  la 
bugadal  È  fatto  il  pateracchio! 
—  Resentà  i  pagn  de  la  bugada^ 
Lavare, Sciabordare  ilbucato  — 
Bobba  de  bugada^  Roba  di  bu- 
cato —  Suga  ona  bugadaJ  fig. 
Ripescar  le  secchie  :  raccon- 
ciare con  fatica  gli  altrui  er- 


BUG  101 


BUI 


rori  —  Vess  mai  capitaci  la  pesg 
bugaga^  Non  aver  mai  avuto  sì 
mala  gatta  a  pelare  —  Fa  buj 
la  bugada ^  Bollire  il  buca- 
to —  Mett  in  del  seggion  i 
pagn  de  la  bugada^  Allogare, 
Pareggiare  i  panni  nel  mastello 
o  tinello  —  Inconcare:  se  è  una 
conca  —  Tirà  foeura  del  seggion 

0  de  la  conca  i  pagn  de  la  bu- 
gada^  Sconcare  —  Porta  ai  post 

1  pagn  de  la  bugadaJ  Riporta- 
re, ecc.  V.   Lessiva  ^  Rebuj 
Smceuj^  Battirceu^  Seggiun^  Bu- 
gavó  o  Cor. 

BUGADA  Pampanata  :  specie  di 
suffumigio  che  si  fa  con  pàm- 
pini (peuj  de  vit)  bollenti,  o  al- 
tro ,  alle  botti  {vassej)  che  san 
di  muffa,  per  liberarle  dal  mal 
odore. 

BUGADIN.  Bucatino:  di  una  piccola 
quantità  di  panni  che  s' imbu- 
catano  in  casa  in  una  volta 
senza  l'opera  del  lavandaio  — 
La  lavanda  del  cadavere  fatta 
dal  necroforo  che  precede  il 
suo  allogamento  nella  cassa 
mortuaria 

BUGADO,  BUGAVO.  V.  Cor. 

BUGIAZ.  Bugiaza:  rete  a  due  ali 
che  si  usa  con  gran  frutto  dai 
Lariensi  quando  è  torba  l'acqua. 
È  simile  alla  Bottera. 

BUGNA.  Bugna,  Bozza:  ognuna  di 
quelle  pietre  che  con  maggiore;o 
minore  aggetto  sportano  dalle 
fabbriche  con  varie  sorta  scom- 
partimenti per  lo  più  usate  nel- 
r  opera  rustica  —  A  bugn^  Bu- 
gnato. Tali  sono  i  torrioni  moz- 
zati del  nostro  Castello,  che 
guardano  la  città. 

BUGNÀA  Bugnato  ,  A  bugne  ,  Boz- 
zato, A  bozze. 

BUGN0N-  Bubbone  ,  Gavocciolo  : 
tumor  per  lo  più  maligno. 

BUGNONSCELL.  Bubboncino. 

BUI,  BUJ.  Bollire:  queir  agitarsi 
dell'acqua  o  altro  liquido ,  pel 
bollir  che  vi  fanno  le  bolle  va- 
porose prodotte  dal  fuoco  ap- 
plicato al  vaso  — Lo  spontaneo 
agitarsi  d'un  liquido  in  fermen- 
tazione ,  nella  quale  le  bolle 
sono  di  gasse  — Di  cosa  che  ri- 


sica voler  seguir  di  certo  —  La 
bui^  ma  sossenn^  La  bolle  forte: 
d'un  affare  che  si  sta  segreta- 
mente trattando  e  operando  — 
Quaj  cossa  bui^  Qualcosa  bolle 
in  pentola  —  Bollire:  esser  gran 
caldo  —  Se  buj  ^  Si  bolle  — 
Impazzare,  Impazzire,  Dar  la 
volta,  Andar  il  cervello  a  zon- 
zo, Ammattire  :  diventar  matto 
—  Lù  el  buj^  E'  ha  dato  la  vol- 
ta —  Pigliar  il  bollore,  Ribolli- 
re: di  quando  l'erbe  tagliate  e 
seccate  per  quel  po'  d' umido 
ch'hanno,  vengono  a  riscal- 
darsi e  fermentano —Del  grano 
che  si  corrompe  riscaldandosi  — 
Riscaldarsi ,  Corrompersi  —  Ri- 
bollire: del  vino  o  altro  liquore 
che  per  il  caldo  si  guasta  — Del 
cacio  quando  per  calore  va  a 
male  —  Di  cosa  il  cui  movimento 
non  è  propriamente  quel  bollore 
eh'  è  prodotto  per  V  avvicina- 
mento materiale  del  fuoco,  seb- 
bene in  tutti  i  casi,  la  causa 
d'esso  movimento,  sia  uno  svol- 
gersi di  calore  —  Di  chi  è  in 
isdegno  —  La  me  Zm,?_,La  mi  ri- 
bolle —  Scottare:  di  dolce  o  al- 
tro che  non  sappiamo  serbare  — 
Te  buien  quij  soldi,,  éh?  Ti  scot- 
tan  que' quattrini,  eh?  —  Bian- 
chire: toglier  ai  metalli,  e  in 
ispecie  all'oro  e  all'argento,  la 
superfìcie  non  metallica  che 
hanno  acquistato  nell'infocarli; 
il  che  si  fa  colla  grumata 
{bianclx)  —  Lampeggiare:  di  sag- 
gio d'oro  o  d'argento,  quando 
repentinamente  si  fa  veder  nella 
coppella  luccicante,  scintillan- 
te —  Massellare,  Bollire,  Dar  un 
caldo,  una  calda:  arroventar 
ferro  o  acciajo  a  segno  di  po- 
terlo martellare  e  adoperare 
come  si  vuole  —  Fà  bui^ Bollire, 
Dar  il  bollore  :  porre  e  tener  che 
che  sia  in  acqua  che  si  faccia 
bollire  —  Te  fàa  bui  la  malba? 
Hai  bollito  la  malva?  —  Quasi 
el  bui,,  Sboglienta  —  Bui  adasi^ 
Sobbollire  —  Bui  a  la  disperada^ 
Sbollire  a  scorsojo,  a  ricorsolo, 
a  sodo. 

BUÌDA.  Bollita:  pane  di  grano  turco 


BUI 


102  BUR 


sminuzzato  e  cotto  in  brodo,  o 
in  cagliata,  o  in  siero  di  vacca. 
BUIDA  (FER  DE)-Ferroracconciato: 
ferro  da  cavallo  lavorato  con 
due  sferre  [fer  vece  o  rott)  ri- 
bollite. 

BDIDA  ,BUIDURA.  Bollitura.  Bolli- 
zione,  Bollimento:  Tatto  del  bol- 
lire —  Stufa:  acqua  bollente  che 
mettesi  nella  botte  perchè  ri- 
venga —  Dà  ona  buida.  v.  BUI. 

BUIDURA.  V.  Buida. 

BUJ.  Bollore:  una  o  poche  di  quelle 
ondate  che  formansi  successi- 
vamente sulla  superfìcie  del  li- 
quido che  bolle  —  Bulicame,  Bu- 
lichilo :  è  il  ribollir  dell'  acque 
calde  naturalmente  e  lo  scatu- 
rir dell'acque  sorgenti  —  Fà  Irà 
on  buj^  Fermare:  cioè  dare  alle 
carni  una  prima  cottura  onde 
meglio  si  conservino.  Anche  di- 
ciamo Fa  Irasmortì  —  Tra  o 
Leva  ttl  buj  Alzare,  Levare, 
Staccare  il  bollore  —  Incerco- 
nire.  Rincerconire,  Divenir  cer- 
cone :  dicesi  del  vino  che  ha 
dato  volta,  che  ha  girato  per 
caldo,  o  altro  —  In  d'on  bui*  l'è 
cotta.;  fig.  in  un  bacchio  baleno 
è  finita. 

BUJENT.  Bollente. 

BUJMENT.  Bianchimento:  il  mescu- 
glio  della  gi  umata  (bianch), Tat- 
to o  l'effetto  di  bianchire  i  me- 
talli. 

3ULÀ-  Seminare  la  pula:  ossia  i 
semi  del  trifoglio  sopra  il  fru- 
mento; il  che  fassi  in  su  Tuscire 
dell'inverno  —  Buia  on  praa, 
Seminarvi  la  pula  per  appra- 
tirlo. 

BULADA-  Spargimento  di  pula  — 
Fàla  bulada.V.  cruscada{Fàla) 

BULADA.  Bravata:  Tatto  del  bra- 
vare —  Soperchieria  :  bravata 
con  oltraggio. 

BULARDÉE  ,  BULARDERI.  V.  Bordel- 
lerì. 

BULARIA.  Braveria:  di  atti  e  di 
parole  da  bravo  {buio). 

BULAZZO  Bravazzone.  «  Facea  col 
prete  a  picca  e  le  calcagna  Vo- 
lea  piantarci  un  bravazzon  te- 
desco..,. »  (Giusti,  Lo  Stivale). 

BULBERA,  BULBORA.  Burbera:  stru- 


mento di  legno  con  manichi  di 
ferro  imperniati  in  un  cilindro 
posto  orizzontalmente,  intorno 
a  cui  si  avvolge  un  canapo, per 
uso  di  tirar  in  alto  pesi  per  le 
fabbriche,  attinger  acqua  dai 
pozzi,  ecc. 
BULGHER.  Bulghero:  cuojo  che  pre- 
parasi in  Russia.  È  tinto  in  rosso 
col  sandalo  di  questo  colore; 
non  ammuffa  nei  luoghi  umidi  , 
|    e  allontana  col  proprio  odore 
|    gli  insetti  —  Fregagli  el  bulgher 
I    a  vutij  fig.  Picchiarlo  :  batterlo. 
BULIA  Bravura,  Suo  ce  i  a,  Superbia. 
BULIN.BULLIN.  Farinaccio  :  quella 
'    crusca  che  si  ottiene  nel  bian- 
j    chire  il  riso,  e  che  è  il  prodotto 
j    della  sua  seconda  veste  o  mem- 
j    brana;  serve  per  ingrassar  ma- 

jali  e  polli. 
'BULLA.  Lolla  ,  Loppa,  Pula:  chia- 
mansi  i  gusci  o  glume  che  co- 
|    prono  i  granelli  delle  biade,  al- 
;    lorchè  ne  sono  staccati  per  la 
|    battitura  —  Fiorume:  quel  tri- 
tume che  rimane  in  luogo  dove 
sia  stato  ammontato  del  fieno. 
Spulare  ^  Dilollare:  è  il  nettare 
|    le  biade  dalla  pula,  lolla. 
BULLA-  Per  lo  stesso  che  Trefoeuj 

e  Trefceuj  or  denari. 
BULLETT-  Trifoglino:  il  trifoglio  ve- 
geto di  pianta  esile  e  foglioline 
piccolissime  che  nel  primo  anno 
dà  di  molto  fieno. 
BULLON-  Loppa:  il  guscio  del  riso. 
BULLON-Trif  ■glione:  trifoglio  assai 
rigoglioso  che  nel  secondo  anno 
vegeta  in  pien  vigore. 
BULLOR.  Bollore. 

BULO-  Bravo:  chi  provoca  con  mi- 
nacce —  Fà  el  oulo_,  Far  del  ga- 
gliardo ,  Bravare  —  Cagnotto: 
uomo  prezzolato  e  facimale  — 
Bellimbusto  —  Bravo,  Valente 
in.... 

BURATT-  Stamigna  :  tessuto  al- 
quanto rado  che  si  stende  sul 
burattello,  ma  più  fina  al  canale 
{canal),  meno  al  mezzo  del  cas- 
sone {buratton) ,  più  grossa  al 
canaletto  {bocca)  —  Tombolo  : 
il  telajo  di  legno  di  forma  d'un 
tronco  di  piramide  su  cui  si 
stende  la  stamigna  e  in  cui  si 


BUR  103  BUS 


fa  discender  dalla  tramoggia  lo. 
farina  da  abburattarsi  —  Parti  : 
Ci  os_.  List^  Travers. 

BURATT.  Carpiccio,  Menata,  Man- 
ciata di  busse  —  Dà  via  o  Taiu 
su  on  buratt _,  Picchiare  o  Es- 
sere picchiato. 

BURATT  per  Buratlon.  V. 

BURATTA-  Abburattare,  cernere  la 
farina  dalla  crusca  col  frullone 
(buratton).  La  stanza  dove  si 
abburatta  chiamasi  bicralteria 
—  Abburattare:  ripulire  col  bu- 
ratto {buratt)  i  bozzoli  (gaietta)— 
fig.  Rimugginare —Ventilare  — 
Esaminar  con  rigore. 

BURATTADA-  Abburattamento  — 
Scossa. 

BURATTÀ-SU.  Abburattare,  Zomba- 
re: percuotere. 

BURATT  DE  LA  GALETTA-  Buratto, 
Frullone  de1  bozzoli.  È  uu  cilin- 
drone  fatto  di  regoletti,  gli  uni 
distanti  dagli  altri  quasi  un  dito 
mignolo.  Sta  su  di  un  telajo;  è 
lungo  un  due  metri;  lo  si  fa  ro- 
tolare con  un  manubrio.  Ripieno 
di  bozzoli  serve  a  ripulirli  dalla 
polvere  e  da  ogni  altra  immon- 
dezza abburattandoveli .  prima 
di  pesarli  colla  secchia  (seggia 
de  la  gaietta). 

BURATTISI.  Burattino,  Frulloncino: 
piccolo  buratto,  frullone  —  per 
Magateli.  V.  —  Fà  scusò  vun  per 
el  sò  burattili  ,  Far  alla  palla 
d' aitrui  :  sbertarlo,  prenderne 
giuoco  —  Fà  ona  figura  de  bu,- 
rattìnJo  simile,  Essere  una  fra- 
sca, un  voltafaccia. 

BURATTINADA  Burattinata,  Burat- 
tinata. 

BURATTO.  Cruschino,  Abburattajo, 
Abburattina  :  colui  che  abbu- 
ratta. 

BURATTON.  Frullone,  Buratto.  Par- 
ti: Battiroeu^  Bocca ^  Borlon  j 
Buratt  j  Buratton  ^  canale  cas- 
setta Tremceuggia. 

BURATTON.  Albaglo:  grosso  pan- 
nolano  che  suole  essere  bian- 
co, e  conserva  il  nome  anche 
negli  altri  colori. 

BURATTON  Cassone:  la  parte  del 
fullone  che  ha  chiuso  in  sè  il 
burattello  e  che  è  diviso  da 


tavole  in  piedi  in  tre  o  quat- 
tro parti  per  ricevervi  le  vario 
finezze  di  farina  che  dalla  sta- 
migna cala  giù  —  Pari  on  bu- 
ratt  j  Essere  un  campanaccio  : 
di  chi  non  rifina  mai  di  cicala- 
re —  per  Boti  (I).  V.  —  Bà-via 

0  Toeu-sù  on  buratton  ^  Dare  o 
Toccar  delle  busse:  percossa. 

BURATTON.  per  Bazzolon.  V. 

BURATTONÉE.  Frullonajo. 

BURBA,  BURBORA.  V.  Bulbera. 

BURBER.  V.  Carpen,  sig.  2. 

BURC  Burchio:  barca  da  vivajo  — 
per  VinèeJ  sig.  3.  V. 

BURETT-  Bure,  Stanga  :  quel  legno 
più  o  meno  lungo  che  dal  cep- 
po (sciocch) ,  o  dalla  stegola 
(stiva)  cui  è  annestato,  va  ad 
attaccarsi  al  giogo  de' bovi  per 
mezzo  del  chiovolo  {conch),  e 
serve  a  trasmettere  il  moto  al- 
l'aratro (sciloria). 

BURLA-  Burla  —  Celia. 

BURLETTA.  Burletta  —  Fann  ona 
burletta,,  Mettere  in  canzone, 
Beffarsene  —  Vess  la  burletta 
de...,  Essere  il  balocco  di... 

BURLETTÉE.  Burlone  —  Burattinaio. 

BURÒ-  Stipo,  Burò:  specie  d' ar- 
madmo  d'ebano,  di  maogani  o 
d'  altro  legno  e  con  molti  spor- 
tellini e  cassettine,  a  uso  di 
riparvi  scritture  o  altro  di  pre- 
zioso —  Scrittojo  :  il  banco  ove 
stanno  i  pubblici  impiegati  — 
per  cantava  o  Cuniò.  V. 

BUROCRATEGH.  Segretariesco, Can- 
celleresco: dicesi  di  stila,  ecc,. 
usato  negli  uffizi. 

BUROCRAZIA.  L'influenza  dei  com- 
messi d'ufficio  nell'amministra- 
zione. Pigliasi  in  mala  parte. 

BURSIGÀ-  Lo  stesso  che  Scarligà. 

BURSIGURA.  Lo  stesso  che  Scarti- 
ghetta. 

BUS.  Buco,  Foro  —  Cerca  per  tutl 

1  buSj,  Cercar  col  fuscello  —  Refà 
i  bus  j  Ribucare:  dei  fabbri  — 
Trova  el  bus  dove  ven  fceura  el 
rattJFlG.  Trovar  Ubandolo  della 
matassa:  donde  procede  la  cosa 
—  Vess  tutt  a  busJ  Esser  buche- 
rato, foracchiato  —  Focone:  il 
foro  per  cui  si  dà  fuoco  al  fu- 

.  cile  o  ad  altre  armi  da  fuoco  — 


BUS  104  BUS 


Ripostiglio  —  Apertura  —  Va- 
canza :  di  impiego  —  Feritoja: 
piccola  apertura  della  serratu- 
ra per  cui  entrala  chiave  —  Bus 
de  la  bacchetta  d'  on  s'cioppJ 
Sbacchettatura  —  de  la  ciav 
(per  antonomasia),  Buco  del- 
l'uscio —  de  V  acquirceit  „  Bu- 
co dell' acquajo  —  del  foghèe,, 
Buco  del  focolare  —  di  frut_, 
Bellico  —  di  contracc  d' ona 
ciav  j,  Fernette  —  del  fornelli 
Braciaiuola  —  del  gatt.  V.  Bu- 
siroeula  del  naSj,  —  Cavernetta  — 
del  nas  di  cavaj ,,  Froge  —  de 
passa  in  di  sceSj  Callaja,  Va- 
lico, Passo  —  di  pont  de  rnura- 
dor^  Covile  —  di  ratt  tappon,, 
e  simili,  Conicolo  —  di  struraent. 
V.  in  Roeusa  —  V.  Boeucc  e  So- 
rador. 

BUS.  Bucato,  Forato  —  Andà  busJ 
busa,,  Non  pigliare,  Non  pren- 
dere, Andar  tallito  o  vuoto,  A- 
verla  bianca:  di  quando  una 
cosa  cade  senza  effetto  —  La 
m'endada  busa,,  Ella  è  stata 
bianca  —  Vuoto  :  di  frutti  con 
gusci  vani  —  Intignato:  di  grano. 

BUSA-  Buca  —  Bilia:  ognuna  delle 
sei  buche  del  biliardo  contro  la 
battuta  della  mattonella  (V  im- 
bottidura  de  la  sponda),  una  per 
ciascun  angolo  del  biliardo  — 
Fà  busa,,  Far  bilia  —  Borro, 
Botro,  Burrone: luogo  scosceso 
dove,  nello  sciogliersi  delle  nevi 
enei  cadere  delle  pioggie,  scor- 
ron  acque  —  de  la  calcinna 
Calcinajo  —  de  fà  el  carbone 
Buca  —  per  Bozucc.  V. 

BUSAROTT.  Noce  malescia  (il  frutto 
dell'Jaglans  regiafructu  perduro 
dei  Bot.):  quella  in  cui  le  due 
valve  del  guscio  sono  forte- 
mente attaccate  runa  all'altra, 
e  ciascuna,  o  anche  una  sola 
di  esse ,  in  luogo  equidistante 
delle  due  suture,  ha  una  specie 
di  spigolo  che  dalla  punta  della 
noce  va  a  perdersi  verso  la 
metà  del  guscio:  questo  è  du- 
rissimo, da  non  potersi  acciac- 
care se  non  col  martello  :  e 
ciascun  pezzo  del  guscio  in- 
franto ritiene  fortemente  inca- 


strata la  corrispondente  por- 
zione del  gheriglio  (cucurucùu) 
—  fig.  Canchero:  di  persona  ca- 
gionosa —  Scamonea:  persona 
malsana,  brutta  ed  uggiosa. 

BUSATTER,  BUSASCIA.  Busaccio  — 
Toppaccia. 

BUSCA.  Bruscolo,  Fuscello  —  Avegh 
oTrà  i  busch  in  di  oeuccJ  Avere 
o  Far  venire  le  traveggole:  far 
travedere  —  Vess  fceura  di 
busche  Esser  uscito  della  ba- 
lia o  di  pupillo,  Aver  lasciato 
il  pappo  (panin)  o  il  dindi  (siss), 
Esser  andato  fuori  di  dentini: 
esser  oggimai  grandicello  —  Ti- 
ra sii  la  busca,  v.  Busche tt  (Tira 
su  i). 

BUSCA.  Pula  :  il  rimasuglio  della 
spica  del  riso  che  rimane  dopo 
la  ventilatura. 

BUSCA(ANDÀ  IN  CÀ).  Toccarne  delle 
buone:  busse  —  Manda  in  cà 
Busca Picchiare,  Chioccare: 
battere.  La  voce  Busca  qui  ha 
giuoco  con  un  antico  e  nobile 
casato  milanese  detto  Busca, 
oggi  oggi  spentasi  nel  marchese 
Antonio  Busca. 

BUSCA  (GIUGÀ  A  TIRA  LA).  Lo 
stesso  che  Buschett  (  Giugà 
ai),  v. 

BUSCA  (PORTA).  Andar  in  busca: 
degli  uccelli  che  vanno  in  cerca 
di  busche  per  far  il  nido. 

BUSCA.  Buscare  :  procacciare  e 
conseguire  —  Toccarne  ,  Esser 
crocchiato  :  battuto. 

BUSCÀA-  Buscate.  Borgo  a  ventun 
miglia  al  nord-ovest  da  Milano, 
che  ha  dato  origine  alla  frase, 
fig.  Andà  a  Buscàa,  Toccarne, 
Toccar  delle  busse,  Esser  chioc- 
cato. 

BUSCAJ.  Brucioli,  Tacchie  ,  Pial- 
lature ,  Bruscaglia  :  sottili  stri- 
scie  raccartocciate,  che  il  le- 
gnajuolo  cava  da  qualsivoglia 
legno  colla  pialla  —  Anche  di- 
cesi Rizz  —  per  Barbaj.  V. 

BUSCHETT  (GIUGÀ  o  simili  AI).  Fare 
alle  bruschette  o  buschette  o 
ai  bruscoli  o  ai  fuscelli,  Fare  a 
lunghe  e  corte  paglie.  Sorta  di 
giuoco  usato  dai  fanciulli,  che 
si  fa  con  pigliar  tanti  fuscelli  o 


BUS  105 


BUS 


fila  di  paglia  non  uguali,  quanti 
sono  i  concorrenti,  e  tengonsi 
accomodati  in  modo  che  non  si 
veda  se  non  una  delle  due  te- 
state, dalla  qual  parte  ognuno 
cava  fuori  il  suo,  e  vince  chi 
toglie  il  fuscello  maggiore  o 
minore,  secondo  che  da  prima 
si  è  stabilito. 

BUSCHETTA.  Bruscolino,  Brusco - 
luzzo. 

BUSCIÀ.  V.  Mossa. 

BUSCIN  Vitello,  Birracchio  —  Bu- 
scin  negherJ  Mucco. 

BUSCINATT.  Venditor  di  vitelli. 

BUSCINNA.  Vitella. 

BUSCION.  V.  Boscion. 

BUSCON.  Cespuglio  folto  e  spinoso, 
Macchia,  Macchione. 

BUSECCA.  Trippa  —  de  coradella^ 
Picchiante  —  rizzalo  simile, 
Budella  di  vitello:  il  centopelle 
ridotto  vivanda  —  Fa  busecca  J 
figur.  Far  gelatina  d'uomini: 
farne  strage,  macello  —  per 
celia,  Musica  —  per  Budell  e 
Buell.v.  —  Andà-giò  i  busecche 
Cascar  lo  stomaco  —  Andà-giò 
i  busecch  de  la  famm  o  Avegìi 
i  busecch  largii  assèe^  Veder  la 
fame  in  aria  —  Andà  i  busecch 
in  fonzion  o  Bar  botta  o  Cria  i 
busecch.,  Gorgogliare  le  budella, 
il  corpo  —  Fà  trà-sù  anca  i 
busecche  Far  venir  male  allo 
stomaco,  Far  sollevare  lo  sto- 
maco: di  persona  o  discorso  che 
uggisca  o  irriti  —  Perd  i  bu- 
secche Cascar  a  brani:  di  abito 
logoro  o  altro  —  Sentiss  a  re- 
scfjà-sù  i  busecche  Sentirsi  ag- 
ghiacciare il  cuore  —  Sgurà-giòe 
Slargàe  Smorba  i  busecche  Far 
buon  fianco,  Cavar  di  pan  duro 
—  Tira  la  carrozza  coi  busecche 
Esser  nobile  riarso  (  in  bol- 
letta). 

. . .  luce  quij  strenc-in-quartj, 
quìj  scanna-piceucCe 
Somenza  de  cocóe  razza  de 

becche 

Pien  de  marscia  e  deb  et  finn  a 
ai  oeucc 
Che  tiren  la  carrozza  coi 

busecche 


san  ciapàa  on'aria  de  baron 

fOttÙUj. 

Come  che  i  olter  fussen  fàa 
col  cuu... 
(Prineide) 

BUSECCA  MASTRA.  Il  retto,  Intestino 
retto ,  Budel  culare. 

BUSECCH.  Budellame. 

BUSECCHÉE.  Trippajuolo,  Ventra- 
juolo,  Peducciajo,  Trippajo. 

BUSECCHIN.  Sanguinaccio,  Biroldo 
—  Vess  un  busecchine  Parere 
un  budello:  di  vestito. 

BUSECCON.  Milanese.  Ne  gettano 
questa  parola  probabilmente  dal 
gusto  che  abbiamo  alla  trippa 
(busecca)  e  in  generale  al  man- 
giar grasso.  Ma  forse  perchè ^ 
meglio  che  in  qualunque  città 
del  bel  paesee  in  Milano  abbon- 
da ogni  ben  di  Dio.  È  parola  di 
scherno  bruttamente  insegnata 
fra  T  ire  delle  città  lombarde. 
V.  Basgià  .  Bortolì  e  Mangiafa- 
soeUe  Scartositte  Scigolatte  Bog- 
gianéne  Tolèee  ecc. 

BUSÉE  Tavemaj  o/Taverniere, Bet- 
toliere. 

BUSEGATTER.  Buggigatolo  —Stam- 
berga, Scarabattolo:  stanzuccia 
stretta  —  per  Busatler.  V. 

BUSILLES  (CHI  L'È  EL).  Qui  sta  il 
busillis  o  il  busilli,  Qui  è  dove 
giace  nocco:  cioè  qui  sta  il  dif- 
ficile, hoc  opuSe  hic  labor.  il 
Busillis  è  stretto  parente  di 
Donna  Bi  so  dia  e  la  quale  non 
capiva  cosa  volessero  dire  nel 
Pater  noster  quelle  parole  da 
da  nobis  hodiee  e  perciò  fu  essa 
chiamata  Donna  Bisodia.  Un 
chiericuccio  aveva  a  tradurre 
in  italiano  un  breve  vangelo, 
che  incominciava  In  diebus  il- 
lis.  Cominciò  per  ispiegare  Iti, 
die  e  dicendo  Nel  giorno;  ma 
quel  bus  illiSe  di  che  faceva  ei 
una  sola  parola,  non  seppe  in- 
tendere inai.  E  da  ciò  nacque 
il  riferito  dettato. 

BUSIN.  Bucolino  —  Foretto,  Stan- 
zibolo. 

BUSIRCEULA.  Bucherattolo ,  Fesso- 
lino  —  Lassa  in  busirozula e  Te- 
ner a  fessolino  —  Sarà  in  bu- 


BUS  106  BUS 


sìroeula^  Socchiudere,  Abbatte- 
re. Nel  Pisano,  Accanare  —  Con 
i  03UCC  in  busiroeula  J  A  occhi 
socchiusi  —  Gattaiuola:  buco 
da  basso  dell'imposta  (anta) 
d'alcuni  usci,  onde  il  gatto  vi 
passi  liberamente  per  ire  in 
caccia  di  topi  —  per  Gratiroeu- 
laJ  sig.  2.  V. 

BUS(EU.  V.  Bisoeu. 

BUSSERÀ-  Bussola:  costruzione  di 
legname  fatta  dalla  parte  in- 
terna attorno  alle  porte  delle 
chiese  o  a  quelle  d'  ingresso 
negli  appartamenti  —  Cassetta: 
piccolo  arnese  di  legno  o  di 
ferro  di  forma  quadrata  che 
serve  per  metter  la  limosina  — 
Tramoggia:  apertura  superiore 
del  macinino  (masnin),  nel  quale 
si  pone  una  macina  di  caffè 
tostato  che  poi  va  cadendo  nella 
sottoposta  campana  (tazzin)  — 
Bronzina:  quell'anima  intiera  di 
ferro  fuso  (ghisa)  o  di  bronzo, 
colla  quale  si  riveste  verso  le 
due  testate  dell'occhio  interno 
del  mozzo  {testa)  delle  ruote  per 
dargli  saldezza  e  scemar  l'at- 
trito fra  il  legno  del  mozzo  e  il 
ferro  del  fusolo  d'assile  (cossin 
de  la  sàa)\  ha  due  linguette 
(oregg),  e  talora  anche  pani 
(vermen)  —  de  la  posta  ^  Buca, 
Cassetta  —  de  la  sàa  ^  Bossolo 
del  sale  —  del  fen^  Botola  del 
fieno. 

BUSSERÉE.  Scaccino:  servo  di  chie- 
sa —  per  Bacchettèe^  sig.  2.  V. 
BUSSERELL.  Bocciuolo,  Cannello. 
BUSSERIN-  Bossolo:  vaso  tondo  per 

10  più  di  metallo,  di  che  si  ser- 
vono gli  accattoni  —  Scodelli- 
no: ciotolino  di  latta  (lolla)  o 
d'altro,  in  cui  è  una  spugnetta 
inzuppata  d'acqua  ove  la  donna 
immolla  la  punta  delle  dita  quan- 
do fila  —  Bossoletto:  arnesetto 
di  bossolo  (mar teli)  o  di  cuojo 
{coramm)  che  serve  per  estrarre 

11  capezzolo  cieco  (borin  scon- 
dùu).  Il  cappelletto  è  un  piccolo 
arnese,  di  legno  o  di  gomma 
elastica,  tondo,  in  forma  di  pic- 
colo segmento  di  grande  sfera, 
con  in  mezzo  una  prominenza 


vuota  perriceverviil capezzolo, 
cui  serve  di  riparo,  quando  per 
setole  fosse  dolente. 

BUSSERIN.  Bollo  :  stampo  in  cui  è 
intagliato  un  particolar  segno, 
che  il  burrajo  impronta  sui  pani 
di  burro  che  egli  fabbrica  — 
Anche  chiamasi,  Il  segno  im- 
prontato, che  consiste  in  lettere 
iniziali,  croci  variamente  or- 
nate, rabeschi,  o  altro, 

BUSSERIN.  Anelletto:  il  cannello  di 
buccia  (peli)  domestica  che  ha 
in  sò  V  occhio  (  ceucc)  di  nesto 
(insed). 

BUSSERINNA!  (ANIMA).  Capperi! 

Casi  ita  I 

BUSSEROTT.  Bossolo  :  quel  boc- 
ciuolo di  cuojo  in  cui  innasta 
la  croce  chi  la  porta. 

BUSSEROTT.  Dado:  piastra  di  ferro 
che  s1  invita  nel  verme  (vermen) 
dell' assile  (assàa)  che  sporta 
fuor  dell'occhio  del  mozzo  (testa) 
della  ruota ,  il  quale  gli  serve 
d'acciarino  (azzalin).  Parti:  Cal- 
lottaJ  Lobbia^  Plachetla  —  Tra- 
fusola:  piccolo  arnese  rotondo 
di  legno,  vuoto,  che  per  lo  più 
ha  merletti  (pizz)  superiormen- 
te, per  uso  di  lavori  di  maglia  — 
Bossolo:  arnese  che  si  adatta 
da  capo  al  palmone  (pienton), 
onde  in  quei  buchi  piantare  i 
vergelli  (bacchetton) ,  nelle  cui 
tacche  (segn)  si  fermano  le  pa- 
niuzze (bacchettimi)  per  invi- 
schiar nella  caccia  a  civetta- 
Schiaccia ,  Stiaccia ,  Strozzino, 
Trappola  a  schiaccia  o  a  stroz- 
zino :  maniera  di  trappola  con 
che  rimane  presa  sotto  e  schiac- 
ciata o  strozzata  o  altrimenti 
ritenuta  la  talpa  (ratt  tapon)  — 
v.  Trappola,,  Foinera  — -  Botola, 
Bodola:  quella  specie  di  bussola, 
di  legno  o  di  pietra,  a  foggia  di 
una  mezza  tramoggia  (tramoeug- 
gia) ,  cioè  a  tre  soli  lati,  solita 
apporsi  esternamente  alle  fine- 
stre dimonasteri,  di  prigioni,  ecc. 
—  Assito  che  si  fa  dinanzi  ad 
una  porta  rustica  e  la  quale  si 
tiene  il  più  del  tempo  chiusa  — 
Cannello,  Bocciuolo:  quello  che 
per  la  codetta  s' inuasta  nell'ago 


BUS  107  BUT 


(spinna)  dei  candelieri  da  chie- 
sa, e  nel  quale  si  pianta  la  can- 
dela —  Bussolotto  :  vasetto  di 
legno  o  latta  (tolta)  o  altro  per 
far  a  bussolotti  (giicgà  ai  bus- 
solotti— Quell  di  bussolottiTva.-. 
gittatore  o  Giuocator  di  busso- 
lotti o  di  mano,  Bagattelliere. 

BUSSOLA.  Boccaglia:  la  parte  più 
grossa  delle  corna ,  toltane  la 
punta  —  Portapunzoni  :  arnese 
di  bronzo  per  incidere  i  conj  — 
Bussola:  strumento  che  serve  di 
guida  nei  mari  ,  mostrando  il 
polo,  quando  l'atmosfera  ingom- 
bra di  nuvole  o  di  nebbia  in- 
vola ai  nostri  sguardi  il  sole  e 
le  stelle  —  Perd  la  bussola.,  fig. 
Perdere  la  bussola:  non  sapere 
che  cosa  fare  —  per  Busserà.  V. 

BUSSOLOTT.  Stagnata,  Stagnuola: 
il  cartoccio  preparato  ad  es- 
sere nelle  fabbriche  riempiuto 
di  tabacco  —  Fà-sù  i  bussolotti 
Accartocciare  le  stagnate  —  per 
Busserà^  Busserott.  V. 

B0SS0L0TT  (GIUGÀ  AI).  Giuocar  di 
bussolotti.  Giuoco  detto  cosi  dai 
bussolotti  o  bossoli,  vasi  coi 
quali  i  giuocatori  scuotono  i 
dadi,  che  servono  per  fare  varj 

•   giuochi  di  mano. 

BDST.  Busto  Arsizio:  città  di  vivo 
traffico  e  di  moltiplice  industria. 
Trae  il  nome  da  spenti  vulcani 
o  dal  suolo  aridissimo  ?  Non  si 
sa  come,  nè  perchè,  siano  i  Bu- 
stesi  proverbiati  di  grosso  in- 
gegno, onde  quel  detto:  Andà  a 
tozu  vun  di  Busti  quando  è  di- 
scorso di  allargare  una  stanza, 
o  simile,  troppo  angusta. 

BBST  Busto:  arnese  che  le  conta- 
dine portano  stretto  alla  vita 
sulla  camicia  —Ritratto  di  santi 
con  aureola  o  mitra  scolpiti  in 
metallo  che  mettousi  sugli  al- 
tari —  Ritratto  di  qualsiasi. 

BUSTA-  Busta:  astuccio  di  libro,  ec. 
—  Custodia:  quella  cassetta  dove 
si  custodiscono  reliquie,  giojelli, 
e  simili.  V.  stucc. 

BUST  DE  FER.  Usbergo. 

BUSTINNA,  Bustino. 

BUTT.  Germe  :  la  parte  interiore 
dei  fiore   che   contiene   in  sè 


l'embrione  del  frutto  —  Occhio, 
Gemma  :  la  prima  messe  delle 
piante  —  Andà-via  i  butt  j  Am- 
mutolire, Accecare: delle  piante 

—  Tirà-via  i  butt J  Accecare  — 
dA  vidi  Cacchio  —  di  oliv Mi- 
gnolo —  di  radiSj  Turione  —  di 
HoTi  Bottone. 

BUTT  per  Bìscpuj  sig.  1.  V. 

BUTT  (DASS  DE).  Ajutarsi,  Arrab- 
battarsi, Ingegnarsi,  Adoperar- 
si a.... 

BUTTA  (VA  IN  SU  LA).  Va  alla  ma- 
lora. 

BUTTA-  Essere  —  Germogliare  — 
Buttare  —  Butta  giò^  Allettare: 
dei  grani  —  anche  ,  Buttar  giù, 
Gettar  giù  —  Buttass  giòj  Sdra- 
iarsi —  Coricarsi  —  giò  indrèe ^ 
Rechinarsi  —  Accadere,  Succe- 
dere —  per  Butti.  V. 

BU7TÀA-GIÒ  (STA).  Starsdrajone  — 

—  Mett  buttàa-gio Metter  a 
sdrajo,  giaccioni. 

BUTT  AD  A  per  Butti  sig.  1  e  2.  V.  — 
per  Bordelli  sig.  2.  V.  —  per  But- 
tida.  V.  —  A  bultadi  A  riprese, 
A  sbalzi  —  Bonna  buttadai  Buo- 
na detta:  buona  occasione. 

BUTTAFCEURA.  Buttafuora  :  colui 
che  avverte  gli  attori  di  quando 
hanno  ad  uscir  sul  palco. 

BUTTALÀ.  Uomo  a  casaccio:  chi 
dice  e  fa  da  spensierato  —  Fa 
i  robb  de  buttalà  J  Fare  a  ca- 
saccio. 

BUTTALÀ  (ON).  Uno  sgovernato, 
Un  avventurato. 

BUTTASS-VIA.  V.  Trass-via. 

BUTTAVAW.  Cacciabotte:  ferro  on- 
de si  fanno  gli  sfondi  d'intaglio 
nelle  botti,  e  simili.  Anche,  Fer 
stori. 

BUTTER.  Butirro,  Burro  —  gittàa 
fuso,  cotto  —  stantiii  vieto  — 
pan  de  butter.  Pane  di  burro. 

BUTTERÉE.  Burrajo. 

BUTTEROS-  Burroso. 

BUTTI  (AVEGH  o  SENTISS  1).  Aver 
una  fame  che  la  si  vede  —  Scoeu- 
des  i  buttii  Torsi,  Prendersi  una 
satolla  di... 

BUTTI.  Sciamare,  Far  sciame. 

BUTTIDA  Sciame  —  Covata,  Fola- 
ta: quantità  di  animali. 

BUTTON-  Urto,  Spinta. 


BOT  108 


BUTTONÀ  Dar  spintoni,  Urtare. 
BUTTONASS.  Fare  agli  urtoni ,  Pie- 

cheggiarsi. 
BUTTONADA.  Urtone,  Spintone. 
BUZA,  BUZA  DE  CASCIADA.  Sulle  co 

stiere  dei  nostri  laghi  e  nelle 


CA 

valli  adjacenti  chiamansi  così 
quei  torrenti  gonfi  dalle  pioggie, 
pei  quali  i  pedoni  d'alberi,  en- 
trati nella  via,  detta  traccia „ 
se  ne  vengono  a  rotta  ai  laghi. 


c 


CÀ  Casa  —  Famiglia,  Fuoco,  Fo- 
colare —  A  cà  miaj,  A  casa  mia: 
cioè  secondo  me,  a  mio  pa- 
rere —  Andà  a  stà  de  cà  in..., 
Prender  casa  in...  —  Andà-fceura 
de  cà^  Fuoruscir  di  casa:  spar- 
tirsi dal  ceppo  della  famiglia.  E 
fuoruscito  è  chi  così  si  è  divi- 
so —  Uscire,  Andar  fuori  —  fig. 
Stuonare,  Uscir  di  tuono,  Dar 
una  stonata:  uscir  di  tema  o  di 
proposito  —  Andà  in  cà  Mojan- 
na  o  a  mceuj.  V.  Moeuj  —  in  cà 
MendozzaJ  Far  un  frinzello:  ri- 
mendare  —  in  càPezzonna^zX- 
toppare:  rappezzare  —  Avegh  la 
cà  in  eòo,,  Non  aver  nulla  al 
sole  —  Cà  de  rnatt  Una  mano 
di  pazzi  —  de  pison  J  Casa  da 
pigione  —  PuresellaJ  Pulciajo: 
luogo  sucido,  povero  ;  nido  di 
pulci  —  senza  numer _,  così 
chiamavano  la  Casa  delboja, 
la  quale  non  aveva  numero  ed 
era  in  via  San  Zeno,  alato  alle 
carceri  dette  del  Criminale  — 
che  va  inrovinna*  casolare, 
Casalone  —  di  pover  mort 
Casipola  Casupola  —  di  sett 
vent  Spazzavento  —  cà  Litta., 
figur.  Macca:  abbondanza  di 
cose  comprabili,  di  cose  per 
lo  più  da  mangiare.  Macca  di 
polli,  di  frutte,  e  simili.  Questo 
dettato  ci  viene  dalla  casaLitta, 
doviziosa  già  d'ogni  ben  di  Dio  — 
Cà  Zitta  incosu!  Macca  oggi  !  — 
Cà  Litta  in  Borghi  È  l'opposto 
del  primo,  alludendo  al  nostro 


sobborgo  fuori  Porta  Tenaglia, 
abitato  d'assai  poveri.  Ora  però 
povera  casa  Litta!  —  senza  só^, 
a  bacìo,  al  rezzo,  all'uggia  — 
Cà  soa  e  poeu  pu^ 
casa  mia^  casa  mia,, 
Per  piccina  che  tu  sia 
Tu  sei  sempre  casa  mia. 
Oppure  : 
Casa  mia^  donna  miaJ 
pane  ed  aglio  vita  mia. 
Oppure  : 
casa  miaJ  per  piccina  che  tu 
siaj 

Tu  mi  pari  una  badia. 
Bella  cosa  abitare  in  casa  pro- 
pria— voeuja^  spigionata  —  Dinn 
ona  càJ  Scuotere  i  pellicini  (pe- 
derin)  del  sacco  :  dir  tutto  che 
si  sa,  — Mett  a  vun  la  càin  eòo^ 
Dargli  il  cuore,  Spararsi  per 
lui  —  Fà  andà  in  cà  ona  vigna^ 
ona  possessionj  Metter  o  Colti- 
vare una  vigna, una  possessione 
a  mano:  a  opere  giornaliere 
o  annue  —  Fà  càJ  Aprir,  o  Met- 
ter su  casa  —  Fà  stà  lì  de  cà^ 
fig.  Far  stare,  Tener  in  tuono  — 
Povera  cà!  o  Povera  cà_,  senza 
tecc  !  Sogliamo  dire  a  chi  ne 
conta  delle  fandonie,  a  chi  dà 
segno  di  poco  giudizio,  ecc.  — 
Vess  de  cà  stor  tig  nanna  ^  Esser 
un  nanerottolo  —  Fass  de  cà^ 
Intrinsicarsi  —  La  cà  granda^ 
Lo  Spedai  maggiore:  tra  noi  — 
La  Casa  grande:  dei  trovatelli 
—  La  Casa  dei  ceppi:  la  prigio- 


CA 


109 


CAC 


ne  —  La  va  la  va^  la  tira  adrèe 
la  cà^  E  va  e  va,  la  porta  la 
casa  appresso  :  della  chioccio- 
la. I  Latini  dicevano  domlporta— 
Cà  del  Bentivoglìo *  Casa  della 
baldoria  —  del  Mancatutt ,  del 
Nonnulla  —  Mangiass  anca  i 
ciod  de  la  càJ  Ridursi  in  sul  la- 
strico o  mattonato  —  Mett-su 
cà  a  vurij  Allestirgli  casa  — 
Omm  j,  Donna  de  càj,  Uomo  ca- 
salingo ,  Donna  casalinga  —  Cà 
che  cria  fozugh^  Casaccia,  Ca- 
succia  —  Ona  miseria  d'ona  cà., 
Casuzza,  Casucciaccia  —  Oh  de 
la  cà!  Oh  di  casa!  —  Pientà  cà^ 
Far  casa  —  Rose  de  cà ^  Ceppo 
di  case  —  Ona  cà  de  robba^  Un 
monte,  un  nugolo  di  roba  — 
Savè  nanca  dove  sta  de  cà  . . . , 
Non  saper  dove  sta  di  casa...: 
esserne  al  tutto  ignorante.  Ve- 
di? Quel  coso  fa  il  medico;  ma, 
accidenti ,  se  sa  neanche  dove 
sta  di  sta  di  casa  la  medicina  — 
Tceu-sù  la  cà  in  spallaJ  Tramu- 
tare: sloggiare  —  Sta  de  càin..., 
Star  a  casa  in...  —  Stà  lì  de  cà„ 
fig.  Cagliare,  Star  in  tuono  — 
Tozu  càj  Prendere  un  quartiere 

—  Vess  lontan  de  c>'<  ,  fig.  Ap- 
porsi,  Ingannarsi  —  Tirà  a  càJ 
Riprendere,  Ripigliare  —  Rifarsi: 
di  giuoco  —  Tceu  càJ  Prendere, 
Torre  a  pigione  o  fìtto  una  casa 

—  Toeu  la  cà  a  vun  J  Scasare 
uno  —  M'han  tolt  la  càJ  Ho  do- 
vuto scasare,  Mi  trovo  scasato 

—  Tremà  la  cà  di  pitt  ^  Far  le 
cosce  lappe  lappe:  aver  gran 
paura  —  Vess  a  cà„  fig.  Esser 
a  cavallo ,  Aver  rinvergato  il 
filo  di...  —  Essersi  rifatto  :  di 
giuoco  —  Vess  foeura  de  cà^  Es- 
ser fuori  di ..  —  fig.  Esser  in  due 
paesi:  fuor  di  senno  —  Esser 
fuori  di  strada  —  S' è  settàa-giò 
el  Signor  in  cà„  il  signore  ha 
visitato  la  casa:  sogliam  dire 
di  quando  siamo  colpiti  da  una 
e  poi  un'altra  disgrazia  e  via  — 
Vegh  nanca  un  tocchell  de  cà^ 
Non  aver  sotto  i  piedi  quattro 
mattoni  di  suo. 

CÀ.  La  Casa:  la  cucina  —  Casa 
di  commercio,  Casato,  Stirpe, 


Schiatta  ,  Legnaggio  ,  Prosapia 

—  De  Cà  BassignannaJ  Un  pic- 
cinaco  —  Cà  Busca,  v.  Busca 
(Andà  in  cà)  —  Cà  Gambaran- 
na^  Rozza:  cavallaccio  —  cà 
Legnanna^  Messer  Batacchio  — 
Andà  in  cà  LegnannaJ  Andar  a 
Legnaja:  esser  bastonato —An- 
dà a  dormì  in  cà  Painna_,  ire  a 
dormir  sulla  paglia  —  Ave  a  che 
fa  in  cà  Tègna^  Esser  tignami- 
ca,  Aver  il  granchio:  avaraccio 

—  Vess  de  bonna  cà^  Esser  di 
legnaggio  gentile  o  benestante. 

CABBI.  V.  Asa^  sig.  2. 

CABBIÀ.  Accappiare:  fare  il  cap- 
pio {l'asa)  —  Incappiare. 

GABBIA  SU.  Menar  su:  prigione. 

CABLOTT.  V.  Fonsg  ferree. 

CABRA,  CABRETT.  Capra:  quel  trian- 
golo d'assi  che,  infisso  nell'alto 
d' un' abetella,  serve  ad  appen- 
dervi carrucola  o  taglia. 

CABRETT,  CAVRETT.  Capretto:  ar- 
nese di  legno  ad  angoli  quadri, 
che, soprapposto  alla  botte,  sos- 
tiene la  pevera  {pidria)  quando 
s'imbotta  il  vino.  V.  Braga. 

CABRIOLÈ.  Cesta,  Cabriolè:  specie 
di  calesse  a  due  ruote. 

CABROSSEL.  Ligustro,  Ligustico 
Luistico,  Levistico,  Ruistico  , 
Ruvistico,  Ruischio  (Ligustrum 
vulgare):  cespuglio  da  5  a  12 
piedi;  foglie  d'un  bel  verde; 
coccole  (borlin)  più  grosse  d'un 
pisello  {erbion),  e  le  più  turchi- 
ne nericce;  legno  bianco  duris- 
simo adoperato  con  la  scorza 
per  tigner  le  lane  in  giallo. 

CACAO.  Cacao  (Theobroma  cacao): 
albero  nell'aspetto  somigliante 
ad  un  ciliegio  {scires)\  corteccia 
rossiccia  più  o  meno  cupa;  fo- 
glie alterne,  appuntate;  fiori  a 
mazzetto,  giallastri  e  carnicci; 
alligna  nell'  America  meridio- 
nale —  Cacao:  il  frutto  dell'al- 
bero cacao;  è  un  baccello  co- 
riaceo ,  legnoso  ,  bernoccoluto  , 
talvolta  di  color  rosso  vivo  , 
screziato  di  punti  gialli,  con  en- 
trovi  da  25  a  40  mandorle  dette 
cacao. 

CACC,  ecc.  V.  Cagg^  ecc. 

CACCA.  Cacca. 


CAC  110  CAD 


CACCA!  (EH).  Modo  con  cui  voglia- 
mo distogliere  i  bimbi  dal  toc- 
care che  che  sia.  In  questo  è 
voce  greca. 

CACCHIN,  CACCHI3HNA.  Cacchina. 

CACCIA.  Caccia,  V.  Archctt .  Bres- 
sanella^  Lazz^  Tes^  spirmgonJ 
Roccoli  ecc.  —  Caccia  a  restellJ 
Tela,  Cacciarella.  Si  la  strin- 
gendo il  branco  degli  uccelli 
con  la  catena  di  barche  ,  se  in 
acqua,  o  con  schiamazzi  se  per 
terra,  in  un  punto  solo,  e  ucci- 
dendoli a  colpi  di  fucile  —  ai 
fossittj,  all'acqua  o  all'abbeve- 
ratojo.  In  essa  rimangono  gli 
uccelli  o  accalappiati  dalla  re- 
te ,  o  invischiati  ai  paniuzzi 
{bacchettili  de  vesch)  tesi  su 
stagni,  fossi,  ruscelli  asciut- 
ti, ecc.,  ove  essi  gettansi  per 
trovar  acqua  —  cont  la  palet- 
ta., a  frugnuolo  {crosceu).  S'  ac- 
cende in  tempo  di  notte  la  lu- 
cerna, e  con  essa  s'abbagliano 
uccelli  e  pesci  —  cont  la  sci- 
guetta^  a  civetta  —  del  speg- 
gettj,  dello  specchietto.  È  per 
prender  specialmente  le  lodole. 
Si  usa  uno  specchietto  che  ri- 
flettendo i  raggi  d'  un  qualche 
lume  sugli  uccelli,  gli  abbaglia 
e  fa  radunare  a  stormi  in  qual- 
che punto  ove  il  cacciatore 
vuol  prenderli  —  de  ciappà  i 
lodolj,  Caccia  delle  reti  aperte 

—  riservada^  Bandita,  Caccia 
bandita  —  Andà  a  cacciaJ  Cac- 
ciare, ire  a  caccia  —  Fà  la 
caccia  a  una  cossaJ  Uccellare, 
Abboccare  a  una  cosa:  tirarci, 
volerla. 

CACCIA.  Cacciagione:  il  prodotto 
o  gli  animali  presi  alla  caccia 

—  Caccia:  pezzo  di  musica  e- 
sprimente  ciò  che  indica  il  no- 
me —  Il  luogo  dove  finisce  il 
primo  balzo  del  pallone. 

CACCIADOR.  Cacciatore  —  Specie 
di  servidore  ,  con  paloscio  ad 
armacollo,  piume  nel  cappello 
a  tre  punte,  abito  verde  a  trine 
{pizz)  d'oro  o  d'argento  e  molto 
sfarzoso.  Ora  è  uscito  d'uso, 
tranne  che  nelle  mascherate 
solenni  delle    magistrature  — 


Soldato  vestito,  armato  e  disci- 
plinato per  le  fazioni  della  mi- 
lizia leggera. 

CACCIADORA  Cacciatrice. 

CACCIADORA  (A  LA).  Alla  caccia- 
tora —  Mangia  a  la  cacciadora^ 
Mangiare  in  pugno:  poco  e  in 
fretta. 

CACCIA  REAL  (GIUGÀ  A  LA).  Far 

alla  caccia  reale.  Specie  di  ta- 
voliere a  cassetta  con  cerchj 
rispondenti  per  disotto  a  casel- 
line di  testata  noverate  dall'  1 
al  5,  e  con  un  campanellino  nel 
cerchio  di  mezzo.  Il  giuocatore 
scocca  per  un  fuciletto  di  legno 
ad  arco  una  pallottola,  e  vince 
punti  secondo  la  casellina  in 
cui  quella  si  muove. 

CACCIA  SALVADEGA-  Lo  stesso  che 
Cagnolitt. 

CACCIRGEU.  Segnatore:  chi  segna 
le  cacce  nel  giuoco  del  pallone, 

CACHETTICI!.  Cachettico,  Stitico, 
cacapensieri,  Dubitoso,  Canche- 
roso. 

CADAVER.  Cadavero  —  Morticino: 
di  persona  morta  o  quasi  morta 

—  El  par  on  cadaver  ^  Pare  un 
morticino. 

CÀ  DEL  MAJ  Cartiera:  la  stanza 
ove  sono  i  magli  (rnaj)  da  pe- 
star gli  sti  acci  da  farne  carta. 

CÀ  DE  MELGASC  Grosso  mucchio 
di  saginale  o  melegajo  o  meli- 
cale  disposti  in  giro  e  in  piedi 
inclinati  l'uno  all'altro. 

CADEWAL.  Spranga:  legno  o  ferro 
che  attraversa  in  alto  la  gola 
(canna)  del  camino  della  cuci- 
na, per  agganciarvi  la  catena 
da  fuoco  {cadenna  del  camin). 

CADENAZZ  Catenaccio,  Chiavi- 
stello. Parti;  Bolzon^  Cadenazz^ 
Maggetta^  ManeggiaJ  Oggioeu  — 
a  bolzon^  a  boncinello  —  a  ca- 
rillon _.  a  cariglione  —  a  la  ge- 
novesaJ  Paletto  —  a  la  spa- 
gnoetilaJ  Spagnoletta  —  de  rnag- 
getta^  Catenaccio  a  nasello  — 
sempì^  alla  piana  —  Parti  :  A- 
setts  Lastra,,  Balin^  Bocchetta 

—  Dà  su  el  cadenazz  Mettere, 
Cacciare  il  chiavistello  —  Dà 
già  el  cadenazz^  Tirare  il  chia- 
vistello —  Ong  i  cadenazz ^FiG. 


CAD  111  CAF 


Ugner  le  mani  o  le  carrucole, 
Dar  l'unguento  di  zecca,  Ugner 
la  ruota,  Dar  il  boccone,  lo 
sbruffo  :  corromper  con  denari 

—  A  vegh  pussée  bolzon  che  cade- 
nazzJ  fig.  Aver  più  apparenza 
che  sostanza. 

CADENAZZ.  Bastone  :  quel  ferro 
tondo  o  quadro  che  si  fa  correr 
negli  anelli  per  chiuder  uscio, 
finestra  o  altro  —  Un  canchero: 
di  cesi  di  orologio  o  di  fucile 
rugginoso  e  guasto. 

CADENAZZ  ,  CADENAZZADURA  D'  0R- 
GHEN.  Catenacciatura. 

CADENAZZ  (EU.  Stanghetta:  ferretto 
lungo  ch'è  nella  toppa  (saradu- 
ra)ì  il  quale  mosso  da  molla 
serve  per  chiuderla  —  Parti: 
AsettaJ  cavci^  CovaJ  Mandatici., 
Taech.  < 

CADET<!AZZ(EU  per  Scighezzoeu.  V. 

CADENELLA.  Catenina ,  Catenella 

—  de  Venezia  J  Catenina  di  Ve- 
nezia. È  lunga  a  maglie  picco- 
lissime, che  fascia  con  più  giri 
il  collo. 

CADENIN.  Cadenuzza. 

CADENIN.  Catenino:  trinella  lavo- 
rata a  più  fogge,  di  seta,  di  la- 
na, di  filo  o  d'altra  fatta,  che 
serve  per  orlettare  gli  addobbi 
interni  delle  cai  rozze. 

CADENN.  Setoloni  delle  fragole: 
cioè  quelle  produzioni  striscianti 
sopra  terra,  che  ad  ogni  nodo 
gettano  radici  e  nuove  piante. 

CADENNA.  Catena  —  del  camin^ 
da  fuoco  —  Mangia  cadenn^ 
Rodere  i  chiavistelli:  aver  ira 
eccessiva  —  Catena,  Sbarra: 
negli  strumenti  da  tasto ,  quel 
legnetto  incollato  dietro  il  co- 
perchio sotto  il  ponticello  (sca- 
gnell)  dalla  banda  delle  corde 
ramate  ,  per  reggere  alla  loro 
pressione  —  Ognuno  di  quei  re- 
goletti che  si  mettono  per  rin- 
forzo nel  fondo  d'una  chitarra, 
d'un  violino,  ecc 

CADENNA.  Quello  strato  di  matto- 
ni crudi  che  nella  fornace  sta 
di  mezzo  fra  il  cavallo  e  lo  strato 
a  spinapesce  {el  scannapess), 
ordinato  si  che  dia  modo  al 
fuoco  di  venirvisi  aggirando. 


CADENNA.  Catena  :  il  catenone 
che  chiude  alla  notte  il  passag- 
gio alle  barche  nei  nostri  ca- 
nali, come  quello  che  è  con 
cancello  di  ferro  tra  il  bastione 
di  porta  Ticinese,  via  Giocati 
e  via  Vallone. 

CA-DIFOLL-  Marcitolo:  luogo  dove- 
si  tengono  i  cenci  a  macerare 
marcire. 

CÀDILEGN.  Magazzino  di  legnami 
d'opera. 

CADIN.  Catinella  —  Bacino:  la 
parte  più  bassa  della  cavità 
dell'addome  —  per  Lavabo.  V. 

CÀ-DI-TINN.  Tinaia  :  nelle  car- 
tiere. 

CADO.  Dono,  Regalo. 

CADffiU.  Veggio:  vaso  di  terra 
cotta  senza  manico  per  uso  di 
tenervi  il  fuoco. V.  Marìj  sig.  2. 

CADRÈGA.  Seggiola.  Parti:  Basf-on^ 
CuUj  Pientàa  o  Pèj,  Se  fienale 
Sbarett^  Telar ^  Gamba,,  Biroeio 

—  armada  o  d'appogg^  a  brac- 
ciuoli  —  cont  sotta  i  roeud^  a 
ruote  —  d,e  comoda.  V.  Comoda 

—  de  legn  ^  di  legno  —  de  paja^. 
di  paglia  —  desbirolada  sper- 
niata, sfilata  —  imbirola da^  im- 
perniata — imbottida^  de  stoffa^, 
imbottita,  di  stoffa.  La  cadrèra 
dei  Cagliaritani.  La  nostra  vo- 
ce vuoisi  d'origine  greca. 

CADRÉGA-  Culaccio:  la  parte  de- 
retana delle  bestie  che  si  ma- 
cellano, separata  dai  tagli  della 
coscia.  ■ 

CADREGHÉE.  Seggiolajo  :  che  fab- 
brica e  vende  seggiole  o  sedie 

—  Sediario  :  colui  che  nelle 
chiese  dà  le  seggiole  a  prezzo  — 
per  Andeghèe.  V. 

CADREGHETTA.  Seggiolina. 

CADREGH1N-  Seggiolino— de  bccuccJ 
Seggiolina,  Seggettina  —  Mett- 
giò  o  Fà  cadreghini  Prender 
quartiere  d'inverno:  di  più  per- 
sone, ch'entrate  in  discorsi  non 
la  sanno  finir  più  —  Porta  a  ca- 
dreghini. V.  Porta  porta  sca- 
gneìlins  ecc.  Anche,  Ghinghm. 

CADREGOTT  Seggiolone. 

CAFFÈ-  Caffé:  semi  dell'arbuscello 
caffè  (Coffea  arabica)  originario 
dell'Arabia  — Bevanda  fatta  con 


CAF  112  CAG 


semi  del  caffè,  tostati  e  maci- 
nati, ed  acqua  bollente  —  Caffè 
e  latt^  caffè  con  latte  —  e  pa- 
nerà diviSj  diviso  dalla  panna 
a  mitàcij  con  latte  e  panna  — 
caregh,,  carico  —  brulé  J  con 
zucchero  abbrostito  —  ciocola- 
tàa^  con  cioccolata  — e  panerà., 
con  panna  —  die  V  ha  dàa-giòj 
posato  —  Color  caffè ^  Colore  di 
caffè  —  Bottega  dove  altri  va  a 
bere  il  caffè  —  fig.  per  Ba- 
jada.  V. 

CAFFEAUS.  Chiosco:  padiglione  po- 
sto sovra  alcuni  poggetti  o  ter- 
razzi nei  giardini,  ove  dopo  il 
pranzo  salesi  asorsare  il  caffè, 
a  far  ciarle,  ecc. 

■CAFFÈ  DELL'  ONGIA  (EL).  Diciamo, 
per  celia,  quando  un  bambino  va 
a  prendere  il  sorbetto  a  una 
carretta  vagante,  perchè  il  sor- 
bettajo  fa  dal  cucchiaio  scivo- 
lare nel  bicchiere  o  piattello  il 
sorbetto  con  1'  unghia  del  pol- 
lice (didon). 

CAFFETTÉE.  Caffettiere. 

CAFFETISTA.  Caffeista, 

tlAFFETTERA.  Bricco  :  vasetto  di 
rame,  tirato  a  martello  stagna- 
to, panciuto  e  rigonfio  in  basso, 
con  coperchio  mastiettato;  vi 
si  bolle  il  caffè  —  Caffettiera: 
vaso  di  latta  (tolla)  o  d'altro 
metallo,  e  anche  di  terra,  più 
alto  che  largo,  cilindrico,  o  leg- 
germente conico  ,  talora  pan- 
ciuto ,  a  uso  specialmente  di 
bollirvi  l'acqua  per  far  il  caffè  — 
Specie  di  bricco  d'argento,  di 
porcellana  o  d'altro,  nella  quale 
sul  vassojo  (gabarè)  in  un  colle 
tazze  {chiccher)  si  porta  in  ta- 
vola il  caffè. 

«AFFETTERÀ.  Caffettiera:  la  mo- 
glie del  caffettiere  o  la  donna 
ch'ha  bottega  da  caffè. 

tlAFFIN.  V.  Micchin^  sig.  2. 

■CAGA-  Cacare  —  a  brasc ..  cocco- 
lone, accosciato.  Il  latino  cos- 
sim  cacare  —  de  menuderJ  fig. 
Fare  a  miccino,  Andare  stretto 
di  mano,  Essere  un  cacastecchi 
—dur^ Cacar  sodo  —giòj  Cacare, 
Sciorinare  —  giò  liber_,  Aver  la 
«acajuola  nei  libri  —  Caga  in 


del  seggion  o  in  del  mastella 
Essere  in  gattabuia,  Essere  in 
luogo  che  il  sole  faccia  lo  scac- 
chiere, Vedere  il  sole  a  scacchi: 
essere  in  prigione,  dove  i  car- 
cerati hanno  (se  lo  hanno  an- 
cora veramente  non  lo  so)  per 
cesso  il  secchione  o  il  mastello 

—  Caga  e  pissà  di  bestia  Stallare 

—  Cagass  adoss.,  Sconciarsi:  ca- 
carsi sotto  —  fig.  Pisciarsi 
sotto,  Dare  in  cenci  :  non  riu- 
scire nella  impresa  —  Cagass 
adoss  de  la  pauraJ  Scacazzarsi 
di  paura,  Cacarsi  sotto  o  ad- 
dosso —  Lassass  caga  adoss  o 
sul  muso  ^  Lasciarsi  cacare  in 
capo  o  addosso  :  lasciarsi  so- 
praffare o  far  onta  —  Te  caghi 
adoss  o  sul  musOj,  varda!  T'ho 
in  cupola,  T'ho  nel  bossolo  delle 
spezie  .,  T'  ho  a  carte  quaran- 
totto. 

CAGA.  Svertare.  Y.  Canta,  fig. 

CAGABICCER.  Spilungona  :  donna 
lunga  lunga. 

CAGADA  Cacata  —  fig.  Impresa 
mal  riuscita,  e  specialmente 
per  soverchia  paura  —  Anche, 
Cacheria,  Smorfia  —  Caccabal- 
dole: carezze,  vezzi  e  parole 
lusinghevoli  —  Pien  de  cagad  J 
Cacheroso. 

CAGADA.  Freddura,  Inezia,  Giog- 
giata. 

UAGADINNA.  Cacatina. 

CAGADOR.  Cacatojo.  V.  Camer  — 
Culattario,  Cesso  —  Vess  alt  de 
cagadorJ  Dicesi  delle  persone  di 
statura  alta. 

CAGADDBBI.  Cacapensieri,  Caca- 
dubbi: di  persona  pensierosa© 
stitica  e  che  in  ogni  cosa  pone 
difficoltà. 

CAGARATT.  Cacatojo  —  Fogna  — 
Topajo:  casaccia  —  Andà  al 
cagaratt.,  Dar  le  barbe  al  sole: 
morire. 

CAGARELLA.  Cacajuoia. 

CAGARIN  V.  Cacher^  sig.  4  e  5. 

CAGAROTT  (VESS  EL).  Avere  il  mel- 
lone: esser  l'ultimo,  il  più  dap- 
poco in  che  che  sia.  V.  crott. 

CAGAZECCHIN  V.  Spantegapezzett. 

CAGETT,  CAGCEU.  V.  Cisquitt  e  Ca- 
ghetta. 


CAG  1]3  CAG 


CAGETT.  Borsotto  pieno  di  denaro. 

CAGG  Caglio,  Coagulo:  la  materia 
che  si  mette  in  un  liquido  per 
rappigliarlo— Presame:  special- 
mente la  materia  che  si  mette 
in  un  liquido  animale  per  rap- 
pigliarlo —  in  acqua,,  Caglio  in 
acqua  —  in  pan.  Caglio  in  pane. 

CAGG.  Lo  stesso  che  Budell  gentil 
(Lampredotto). 

CAGGIÀ.  Cagliare,  Coagularsi,  Rap- 
pigliarsi —  Rassodarsi  —  Strin- 
gersi: del  farsi  sodo  un  corpo 
liquido,  come  latte,  sangue,  ecc. 

—  Quagliarsi  il  latte:  della  ma- 
lattia nelle  poppe  delle  donne 
che  si  chiama  cacità  —  Fare  mi- 
gliaccio: del  freddare  e  rappi- 
gliarsi del  metallo  già  fuso. 

CAGGIÀA-  Cagliato,  Coagulato  — 
Quagliato  —  Aggrumato:  di  san- 
gue —  Calcato  —  RoMoeula  Vien- 
na de  caggiada  de  cagnoeu,  Ca- 
ciuola  calcata  di  vermi. 

CAGGIADA-  Quagliatura  :  il  qua- 
gliare —  Vess  in  caggiada,,  Es- 
ser in  cera:  dei  grani  maturati 

—  Latte  quagliato  o  dei  pento- 
lini: il  latte  che  mangiasi,  la- 
sciatolo prima  cagliar  da  sè  e 
sfioratolo  per  farne  burro  —  Ca- 
gliata :  il  latte  quagliato  che  si 
fanno  gli  stracchini  —  Latte  che 
si  quaglia:  quello  che  incomin- 
cia a  quagliarsi. 

CAGGIADURA.  V.  Caggiada,  sig.  1. 

CAGIASS.  Asssevare  ,  Rassegare: 
del  rappigliarsi  il  burro,  il  bro- 
do grasso,  il  sego,  e  simile  —  el 
sangu,  Cagliare,  Mancar  d'ani- 
mo: avere  una  paura  sganghe- 
rata. 

CAGIOTT.  Grumo  :  sangue  rappre- 
so, quagliamento  del  latte  nelle 
poppe  —  Andà  in  cagiott,  Ag- 
grumarsi —  V.  Cagiottass. 

CAGIOTT.  fig.  Baggeo,  Pincone. 

CAGIOTTASS.  Cagliarsi:  di  latte 
che  si  coagula  quando  bolle  per 
cosa  acida. 

CAGHER.  Cacola:  lo  sterco  che  ri- 
mane attaccato,  neir  uscire,  ai 
peli  delle  capre ,  e  alla  lana 
delle  pecore  —  de  moscon  e  avi. 
Cacchione  —  de  ratt,  legor,  co- 
nili   Cacherello  —  d' usell ,  Ca- 

Banfi  ,  Voc. 


cherellino  —  de  bigatti  Cacolini 

—  de  usej  de  padù,  e  simili,  v. 
Schigasc  e  Caper. 

CAGHETTA.  Cacajuola  —  per  Pomrn- 
pomm.  v. 

CAGHETTA.  Domenichino:  ometto 
che  sdottoreggia  e  spettegola  — 
Favetta  :  di  un  saccentuzzo  ,  di 
un  impertinentello. 

CAGAI.  Madieri.  Anche,  Borr,  Tra- 
vitt. 

CAGNA-  Cagna:  la  femmina  delcane 

—  Di  donna  crudele. 

CAGNA-  Cane:  strumento  per  a- 
dattare  i  cerchioni  alle  ruote  — 
Strumento  per  imboccare  i  cer- 
chi sulle  botti. 

CAGNA.  Morsa  a  coscie:  strumento 
di  legno  a  due  cosce  con  che  il 
sellajo  stringe  il  cuojo  da  cu- 
cire —  Sergente  :  strumento  per 
tener  fermo  certi  lavori  che  il 
legnaiuolo  sta  facendo  —  Mo- 
nachetto: ferro  nel  quale  entra 
il  saliscendo  (alzapè)  e  r  acca- 
valca, per  serrar  uscio,  fine- 
stra, o  simile  —  Costola:  nome 
delle  traverse  che  formano  co- 
me il  costato  dello  scaffo  delle 
barche  —  Piana:  il  fondo  di  tutta 
la  costola  della  barca  —Torci- 
tojo:  quell'ordigno  con  che  si 
spremono,  di  su  le  caldaje,  le 
robe  tinte  in  esse. 

CAGNA-  Mordere. 

CAGNADA  Morsicatura. 

CAGNADA,  CAGNARIA.  Gingillo, 
Chiappo:  cosa  da  nulla. 

CAGNASC  Canaccio. 

CAGNETTA.  Cagnina,  Cagnolina, 
Cagnuola, Cuccia  — Cagna:  dente 
che  impedisce  al  subbiellotszbfcz) 
del  telajo  da  tessitore  di  smuo- 
versi da  sè  —  Fermo:  quel  ferro 
presso  al  quarticino  posteriore 
{sterzin  dedrèe)  nelle  carrozze 
con  due  uncini,  i  quali  fermano 
la  volticella  {sterza)  indipen- 
dentemente col  maschio  [mas'c). 

CAGNETTERA  Canile:  letto  dei  cani 

—  Canetteria:  luogo  della  casa 
o  di  quella  parte  del  cortile  dove 
si  tengono  i  cani. 

CAGN(EU-  Cagnuolo,  Canino  —  per 
Cagna,  sig.  7.  V.  —  Costola:  no- 
me delle  traverse  ritte  dai  fian- 

8 


GAG  114  GAL 


chi  delle  barche  —  fig.  Crude- 
lotto  :  di  persone. 

CAGNffiU  o  CAGNOLIN-  Nelle  cave 
di  Vigano  si  chiamano  così  i 
fessi  trasversali  naturali  nel- 
l'arenaria, purché  siano  nel- 
l'altezza del  filare. 

CAGNGEU  per  BarbelJ  sig.  2.  V. 

CAGNGEURA  (ERBA).  V.  Erba  ca~ 
gnceura. 

CAGNOLIN-  Cagnolino,  Cucciolino, 
Cuccioletto  —  Cucciolotto:  cuc- 
ciolo grossotto  e  ben  tarchiato. 

CAGNOLITT-  In  campagna  sono  al- 
cuni bivii  o  trivii  o  quadrivii 
di  valle  o  di  bosco  dove,  se  tu 
avventuri  un  passo  di  notte,  ti 
danno  tra  piedi  certi  batuffolet- 
ti,  come  chi  dicesse  pennecchi 
di  stoppa,  i  quali  ora  diventano 
piccini  piccini  ed  ora  si  fanno 
grandi  grandi  e  mandano  con- 
tinui guaiti  canini  {bep  bep). 
Guardi  il  cielo  a  toccarli!  ne 
avresti  graffiature  e  morsi'  in 
mal  dato  ;  i  cagnolitt  vanno  ri- 
spettati. Anche  dicono ,  caccia 
salvadega.  Che  ne  dici  eh  !  di 
questa  ubbia?  Ma  non  meravi- 
gliarti se  c'è  a' nostri  di  questa 
caccia  salvadega,  da  che  c'è  an- 
che la  caccia  riservada.  Ubbia 
e  prepotenza  sono  due  sorelle 
che  bisogna  accoppare. 

CAGNON.  Canone:  grosso  cane  — 
Costola  :  nome  delle  traverse 
della  barea  aventi  orecchi  u- 
scenti  dal  bordo  —  Baco  ,  Ca- 
chione:  la  larva  che  rode  inter- 
namente le  frutte  —  Andà  a  ca- 
gnon  la  frutta,  v.  SbusasSj  sig.  2 

—  Andà  in  cagnon  Essere  ca- 
chionoso,  bacato,  tutto  cachioni 

—  Pien  de  cagnon ^  Cachionoso 

—  Tonchio  :  la  larva  che  rode 
internamente  i  legumi  {lernm)  — 
Andà  a  cagnon  i  lemm.  V.  Sbu- 
sasSj  sig.  3  —  Cagnon  di  per* 
Fucignoue. 

CAGNON.  Cancro:  malattia  che  si 

introduce  nelle  radici  del  gelso 

e  tosto  1'  uccide. 
CAGNON ,  CAGNOTT  DE  TERRA,  DE 

RAD1S.  La  larva  delle  mosche 

more  {vacchett). 
SAGOLA,  cacola,  Cacherello:  di 


topo,  di  uccello,  di  bachi  da  seta, 
e  simili  —  Pillacela  di  capra  e 
pecora. 

CAGON.  Merdellone  —  Cacainbra- 
che,  Cacacciano:  d'uomo  timi- 
do e  da  niente,  che  si  caca  o  si 
piscia  sotto  per  la  paura. 

CAIJN.  Guajo,  Guaito:  lo  stridere 
che  fa  il  cane  con  certa  voce 
acutissima ,  quando  ha  tocco 
qualche  percossa  —  Fà  caijn 
caìjn^  Gualre,  Far  aita  aita  — 
Cane:  di  persona  crudele  — Cruc- 
cioso —  Faccia  de  caijn  *  Fac- 
cia stizzosa  —  Faccia  da  cane. 

CAJENASC  Catenaccio. 

CAJENNA.  Catena. 

CAJENNON.  Catenone. 

CAJRGEU.  Tarlo  :  la  larva  che  rode 
internamente  il  legno  —  Andà  a 
cagnceu.  V.  SbusassJ  sig.  4  —  Pol- 
ver  de  cajroeUj. Tarlatura  —  Pol- 
vere del  cacio  :  tarlatura  pro- 
dotta dalla  larva  del  cacio  { Aca- 
rus  siro),  la  quale  se  gli  genera 
nella  crosta,  e  rodendo,  lo  ri- 
duce in  polvere  —  Tarlo:  specie 
di  malore  che  viene  ai  cavalli 
sotto  ai  piedi  —  per  Màa  de  la 
formiga.  v.  —  per  Bruson.  V. 

CAIJROLÀA.  Tarlato. 

CAL.  Calo. 

CALA-  Calare  —  Mancare  —  Sce- 
mare —  Tarare  —  Rientrare:  di 
tela,  panno,  e  simile,  nel  lavo- 
rarlo —  Cessare,  calmarsi  di 
vento  —  Calare:  di  sole,  di  luna 
—  In  del  calà  de  la  lurina^  A 
luna  scema  —  Scadere,  Esser 
scarsa:  di  moneta  —  Stringere, 
Scemare  :  diminuire  il  numero 
delle  maglie  {scorler)  in  quei 
giri  della  calza,  dove  essa  ha 
da  rimaner  più  stretta. 

CALÀA-  Stretto  :  lo  stringer  (cala) 
la  calza;  e  anche  la  parte  do- 
v'essa è  ristretta  —  Fà  i  calàa 
V.  Calà. 

CALABRAGH  (GIUGÀ  A).  Giuocare  a 
calabrache.  Giuoco  di  carte  da 
tresette  che  si  fa  in  più  persone. 
Messe  in  tavola  quattro  carte 
del  mazzo ,  e  distribuite  le  re- 
stanti ai  giuocatori ,  ciascuno 
piglia  dal  tavolino  queiie  carte 
a  cui  ne  ha  di  simili,  come  chi 


CAL  115  CAL 


ha  un  sette ,  piglia  un  sette,  se 
è  in  tavola,  o  un  cinque  e  un 
due  se  vi  siano,  e  più  n'ha, 
quello  riesce  vincitore.  Cuba 
(dal  francese  Cu-bas)  presso  noi  ( 
è  il  calabrache  in  cui  ognuno 
cerca  di  fare  il  meno  che  può,  ( 
ma  è  obbligato  mettendo  una 
carta  sul  tavoliere  a  prendere 
con  essa  quante  più  carte  com- 
binate corrispondano  al  numero 
di  quella.  Appartiene  a  questa 
specie  di  giuoco  la  Balocca  e 
in  qualche  modo  la  Briscola  e 
il  Briscolon.  V. 

CAL  AB  RESELLA  (GIUGÀ  A).  Fare  alla  < 
calabreselia   Giuoco   di  carte 
che  si  fa  in  tre.  Forse  di  origine 
calabrese. 

CALADA.Spalata,Rotta:il  passo  che 
sita  nella  neve  caduta  di  fresco 
—  Fà  la  calada^  Far  la  spalata, 
Spalare:  colla  pala  di  legno  {pa- 
lott)  tor  via  la  neve  per  farsi 
strada  —  Far  la  pesta  nella  ne- 
ve: calcarla  pei  primi  appena 
fioccata  —  Scalo:  via  per  giun- 
gere al  piano  dell'argine  d'un 
fiume  —  Calata:  il  pendio  per  ar- 
rivar all'acqua  —  del  sd.  Il  ca- 
lar dei  raggi  del  sole. 

CALAM.  Erba  cannella  (Acorus  ca- 
lamus):  pianta  esotica  che  fa 
nelle  due  Indie  ed  in  alcune  con- 
trade d'Europa  ne' luoghi  umidi 
e  paludosi;  radice  grossa  come 
un  dito,  tortuosa,  spongiosa, 
sparsa  di  punti  lucenti;  sapore 
piccante,  caldo  ed  amaro;  odo- 
re aromatico;  stomachica. 

CALAM  AND  RIA  Durante:  specie  di 
panno  lano  lustrato  da  una  parte 
come  il  raso  —  a  brocchett  ^  a 
fiorellini  —  fioradaJa.  fiorami  — 
giardinadaJ  screziato. 

CALAMINNA.  Giallamina,  Calamina: 
sostanza  minerale  composta  di 
ossido  di  zinco  ,  di  silice  e  di 
acqua. 

CALAMITÀ*  Calamitare:  stopicciar 
un  ferro  sulla  calamita  per  ma- 
gnetizzarlo—Far passar  la  ca- 
lamita sopra  un  corpo. 

CALAMITTA.  Calamita  —  per  Bus- 
sola,  sig.  3. 

CALAMO  CURRENTI.  A  penna  cor- 


rente. È  ancora  un  avanzo  della 
lingua  madre  di  quella  che  par- 
liamo, cosi:  Semper,  Cumquì- 
bus^  Sidellaj  Vidè^  ecc. 
CALANCÀ.  Calancà:  tela  di  cotone 

stampata  a  fiorami  e  figure. 
CALANDRA.  Lodola  cappelluta, 
Cappellaccia,  Allodula  cappel- 
lata ,  Gracchiellaccia  (Alauda 
cristata):  uccello  silvano;  becco 
poco  più  corto  della  testa;  coda 
più  lunga  delle  ali;  remiganti 
secondarie  di  colore  scuro  e 
tutte  più  corte  delle  primarie; 
canta. 

CALANDRINNA.  Calandrino,  Calan- 
drella (Alauda  calandrella):  uc- 
cello silvano  ;  becco  subeguale 
alla  metà  della  testa,  piuttosto 
grosso;  coda  più  lunga  delle  ali; 
alcune  delle  remiganti  seconda- 
rie eguali  alle  remiganti  prima- 
rie. Anche  diciamo,  Lodìn. 
CALANDRON-Calandra(Alauda  ca- 
landra): uccello  silvano;  becco 
corto,  grosso;  due  grandi  mac- 
chie nere  sui  lati  del  gozzo;  co- 
da eguale  alle  ali  ;  remiganti 
secondarie  scure,  più  corte  delle 
primarie. 
CALANT.  Scarso. 

CALASTER.  Calastra,  Calastre  (Le), 
Sedili:  nome  di  quelle  due  travi 
orizzontali  paralelle,  sulle  quali 
son  coricate  le  botti  {vasseij) 
nelle  cantine  —  de  rnedoris  mu- 
rata, murate,  murati  —  Mett  in 
calaster^  Mettere  a  giacere  co- 
lonne o  lastre  di  pietra  o  di 
marmo  su  due  travicelli  o  su 
[     due  fascetti  di  vimini  o  simili, 
i     equilibrati  per  modo  che  i  pesi 
estremi  che  avanzano  per  di 
qua  o  per  di  là  dai  due  travi- 
celli,  corrispondano  al  medio, 
:     affinchè  il  marmo  ola  pietra  non 
i     s'abbiano  a  spezzare  nel  mezzo- 
i  CALASTER.  Ceppi,  Toppi  :  quei  tra- 
vicelli che  nello  strettojo  avite 
(torc  de  bottiggia)  da  vino  s'u- 
san  per  premer  più  e  più  le  vi- 
nacce (tegasc). 
CALCA.  Calca:  moltitudine  di  po- 
polo stretto  insieme. 
CALCÀA.  Calcato,  Fitto:  di  persona 
in  sull'  età. 


CAL 


116 


CAL 


CALCACÙU.  V.  Pe-in-del-eùu. 

CALCADA-  Calcatura.  Calcaraento  — 
Bagh  ona  calcada  j,  calcare  — 
Premere  —  Acciaccare. 

CALCADELL  (VESS).  Aver  i  suoi  an- 
netti o  annucci,  Esser  attempa- 
tetto. 

CALCAGN.  Calcagno  —  Andà  at- 
torno, cont  i  calcagna  Camminar 
in  calcagnini  —  Settass  sui  cai 
cagtij  Accoccolarsi,  Star  o  Es- 
ser coccoloni  o  Seder  sulle  cal- 
cagna —  Calcagno:  nelle  calze 
e  nei  peduli  la  parte  che  debbe 
coprire  il  calcagno  del  piede  — 
per  Talon.  V. 

GALCAGNCEU  per Retenuda, s\g.  l.v. 

CALC  ATRAPPOLA,  ecc.  V.  Tresent,  ec. 

CALCESTER.  Tei  reno  duro  ,  com- 
patto, biancastro,  sterile.  I  Bri  an- 
zuoli  lo  chiamano  Gesson;  i  Pa- 
vesi oltrepadani  il  Tóff. 

CALCESTER.  Calcetruzzo  :  sorta  di 
cemento,  o  smalto  ,  in  cui  alla 
rena  (sabbia)  si  sostituisce  ghia- 
ja  (gera)  o  mattone  pesto  e 
frantumi  di  marmo  —  Macerie. 

CALCHERÀ.  Pressa. 

CALCHERÀ-  Calcara ,  Fornace  da 
calcina. 

CALCHERATT.  V.  Calcinata 

CALCHIN.  Calchino  :  ferro  appun- 
tato con  che  si  calcano  le  car- 
te, ecc. 

8ALCHIN.  Succiacapre,  Nottolone, 
Calcobotto,  Stiaccione ,  Fotti 
vento,  Nottolo  ,  Piattajone  (ca- 
primulgus  europseus):  uccello 
silvano;  pilco,  cervice  e  dorso 
ugualmente  coloriti  di  cenerino 
e  di  nero;  coda  sbarrata;  becco 
ed  iride  di  un  bruno  scuro.  An- 
che è  ùettoScarcasciatt,Piacq  ua- 
ran„  SpiatterlanJ  Tettavacch  — 
Schiribilla,  Gallinella  palustre 
piccola,  Forapaglie  (Rallus  pu- 
sillus)  :  uccello  di  ripa;  penne 
del  sottocoda  nere,  striate  di 
bianco;  parti  superiori  oliva- 
stre macchiate  di  nero,  con  po- 
che macchie  bianche  non  ben 
decise  —  Schiribilla  grigiata 
(Rallus  Baillonii):  uccello  di  ri- 
pa; penne  del  sottocoda  nere, 
striate  di  bianco  ;  parti  supe- 
riori olivastre  e  macchiate  di 


nero,  e  con  molte  macchie  bian- 
che minute  decise. 
CALCIDONIA.  Caìcedonia  —  Bruni- 
toio di  caìcedonia:  strumento 
con  capocchia  (pomell)  di  cal- 
cedonio ad  uso  di  brunire  — 
Strumento  con  capocchia  di 
agata,  di  caìcedonia,  o  simile 
pietra  augnata  anche  di  coral- 
lo, dente,  corno  ,  ecc.,  con  che 
i  librai  bruniscono  a  freddo  le 
legature  dei  libri  ed  altri  la- 
vori. 

CALCINARCEU,  CALCINIRGEU.  Sbullet- 

tatura;  il  getto  che  fanno  gli  in- 
tonachi (stabilidur)  di  porzion- 
cella  della  loro  superficie,  per 

10  più  di  figura  tonda  —  Tra 
fceura  i  calcinirceu^  Sbullettare. 
Anche,  S'cioppir  celila  —  calci- 
nello ;  nome  di  certe  pietruzze 
che  son  dentro  alla  calcina  o 
nei  mattoni  o  nella  creta,  le 
quali,  macerandosi  poi,  fan  cre- 
par la  calcina  ed  il  muro,  e 
gonfiare  e  sbullettare  i  mattoni. 

CALCINATA  Calcinatolo:  fornaciaio 
da  calce. 

CALCINAZZ.  Calcinaccio:  pezzo  di 
calcina  stata  in  opera  nelle  mu- 
raglie e  risecchita  dal  tempo  — 
Sterco  rassodato  d'alcuni  uc- 
celli che  cagiona  loro  malattie 
—  Tartaro, Calcinaccio  dei  denti: 
malattia  a  cui  soggiace  chi  si 
lascia  fra  denti  quel  pattume 
che  vi  si  aggruma  dopo  il  man- 
giare —  Calcino,  Calcinamento, 

11  diventar  di  gesso,  Mal  del 
calcino:  malattia  che  uccide  i 
bachi  da  seta,  per  cui  essi  ven- 
gon  ricoperti  di  un  certo  muf- 
fore  bianchiccio  —  Avegh  elmda 
del  calrinazZj  Aver  il  male  dei 
calcinaccio:  di  chi  va  matto  per 

'  fabbricare. 
;CALCINÉE.  Calcinajo. 

CALCINETT.  V.  CalcinazzJ  sig.2e4. 

CALCINIRffiU  V.  Calcinarceli. 

CALCINNA-  Calcina,  Calce  V'ha  la 
calcina  magra,  la  grassa,  la 
viva,  la  spenta,  la  slattata  o  il 
grassello,  la  colata  o  il  fior  di 
calcina  —  de  Geradadda  o  for- 
taj  forte  —  dolza^  dolce  —  Busa 
de  la  calcinnaj  calcinajo  —  Fà 


CAL  117  CAL 


la  calcinna*  intriderla  calcina 

—  cosus  la  calcinna  calcinare 

—  Fiorì  la  calcinnaJ  Sbullettare 

—  Smorza  la  calcinna*  Spegner 
la  calcina—  Tocch  de  calcinna 
tropp  cott.  Pezzo  di  calcina 
sferruzzato. 

CALCON.  Stoppaccio:  stoppa  o  si- 
mile che  si  mette  nella  canna 
del  fucile,  o  simile,  acciò  la  pol- 
vere e  la  munizione  ci  stia  den- 
tro calcata  —  Boccone:  lo  stop- 
paccio pei  cannoni ,  mortai,  e 
simili.  Ma  se  di  stoppa,  dicesi 
stoppaccio*  di  cordame  rotto, 
sfilar  za,  di  fieno,  boccone  di 
fieno  —  Zaffo:  il  turacciuolo  dei 
mortaletti  (mortèe)  —  cai con  di 
tegasc.  V.  Folador. 

CÀLCON-  Tenesmo.  V.  Pontur. 

CALCOR,  CALCOL,  CALCORA  Calcole: 
regoli  appiccati  con  funicelli  ai 
licci  (lise)  del  pettine  pel  quale 
passa  la  tela,  in  sui  quali  il  tes- 
serandolo tiene  i  piedi,  e  ora 
abbassando  l1  uno,  ora  alzando 
l'altro,  apre  e  serra  le  fila  della 
tela  e  forma  il  panno— I  regoli 
medesimi  del  calzettajo  ,  del 
torniajo,  ecc. 

CALCORITT.  Calcolini. 

CALD-  Caldo  —  Chi  se  pò  pù  del 
caldJ  Ci  si  abbuja,  ci  si  rinserra. 

CALD.  Caldo  —  Tceussela  calda,, 
Pigliarsela,  Prendersela:  darsi 
pensiero  —  Tosussela  minga 
calda,,  Prendersela  a  sei  quat- 
trini il  braccio  —  El  se  le  tceu 
minga  calda*  Non  se  ne  piglia 

—  Sciupinarsi:  darsi  da  fare  di 
molto  —  Ohe  minga  pericol  che 
el  se  le  tceuja  calda*  E'  non  c'è 
pericolo  che  si  sciupino  —  Met- 
tela  calda*  Metterla  calda  a 
uno:  spronarlo,  aizzarlo  a  far 
che  che  sia. 

CALDANNA.  Smalto,  Battuto  :  suol 
di  cemento  che  si  stende  sui 
palchi  delle  soffitta  —  Smalto  : 
il  cemento  onde  ricopresi  la 
vòlta  dei  forni  —  Tepidario: 
quel  cavo  d'acqua  che  si  lascia 
stagnare  perchè  perda  la  rigi- 
dezza e  si  renda  più  atta  a  fer- 
tilizzare i  campi  —  per  Scalma- 
nazz.  V. 


CALDAR.  Pentola.  Parti  :  Manegh* 
as  (occhi),  Orlo*  cùu  o  Fond  . 
spond. 

CALDARIN.  Pentolino. 

CALDARINNA-  Pentolina  —  Lat- 
tiera: vaso  di  metallo  con  co- 
perchio ,  nel  quale  si  pone  il 
latte  per  portarlo  alle  poste. 

CALDARON-  Pentolone  —  Mett  in 
del  caldarone  Far  un  combru- 
gliume  —  pig.  Mett  tutt  in  d'on 
caldarone  Mandar  tutti  alla  pari 

—  per  Calder onna  V. 
CALDERA.  Caldaja  —  Caccavo:  la 

caldaja  a  campana  rovesciata 
in  cui  si  versa  il  latte  da  farne 
cacio  nella  cascina  {cason)  — 
Caldaja,  Caldajata:  quanto  cape 
in  una  caldaja. 

CALDERONNA.  Caldajone. 

CALDIN-  Calduccio. 

CALDIN.  Caldetto. 

CALEND.  Calende.  Il  primo  giorno 
del  mese:  o  anche  il  giorno  in 
cui  si  apre  il  mercato  men- 
suale.  Anche,  caren. 

CALENDARI.  Calendario —  per  Bie- 
ciolan.  V.  —  Sta  li  in  pèe  drizz 
come  on  calendari.  Starsi  im- 
palato come  un  cero  —  L'è  an- 
dàa  foeura  di  ceucc  quel  calen- 
dari* Se  n'è  ito  quel  cero. 

CALESS.  Calesso:  sorta  di  sedia 
coperta,  a  due  ruote  e  ad  un 
solo  cavallo  —  Calessante:  chi 
guida  il  calesso. 

CALESSIN.  Calessina. 

CALIBER.  Calibratoio  :  strumento 
per  conoscere  di  quale  finezza 
un  telajo  lavori  le  calze  —  Mo- 
dello per  riconoscere  la  giu- 
stezza del  diametro  dei  piastri- 
ni {tondin)  da  coniarsi  monete 

—  Piastretta  d'  ottone  o  di  car- 
tone sulla  quale  è  segnata  la 
grandezza  delle  ruote  degli  ori- 
voli  —  caliber  a  pignon*  Calibra- 
toio da  rocchetti. 

CALICC  casale,  Casalone,  Casalo- 
naccio:  casetta  rovinata  e  dis- 
abitata che  sorga  nei  boschi  o 
nei  prati  o  nei  vigneti  monta- 
nini o  colligiani  a  tenervi  luo- 
go di  capanna  per  rifugio  mo- 
mentaneo ai  contadini. 

CALICCÒ.  Calicò:  specie  di  tela  di 


CAL  118  GAL 


cotone  finissima  vergata  e  co- 
lorata in  più  guise ,  cosi  detto 
da  Calicut,  donde  venne  la  pri- 
ma volta  in  Europa. 

CALIGO- Ghiado:  eccessivo  freddo, 
freddo  repente. 

CALIMON,  CALMON-  V.  Birlo  —  In- 
via el  calimon*  Dar  l'andata  al 
fattore. 

CALISS  (Aferesi  di  Apocaliss).  El 
par  on  caliss  e  minga  on  ca- 
vali ^  Pare  il  cavallo  dell'Apo- 
calisse: si  dice  di  cavallo  gros- 
so e  magro.  "L'Apocalisse  è  uno 
dei  libri  della  Sacra  Scrittura, 
dove  è  discorso  di  un  cavallo 
grosso  appunto  e  magro. 

CALISSOAR.  V.  Brocca j  ,  sig.  1  — 
Stampo  :  quello  degli  oriuolai. 
Dal  francese  Equarrissoir. 

CALISSON.  Colascione:  strumento 
musicale  in  forma  di  liuto,  a 
collo  lungo,  tastiera  a  due  sole 
corde,  intonato  in  quinta  per- 
fetta, che  pizzicansi  colle  dita 
o  con  un  pezzettino  di  legno  — 
Pari  on  calisson^  fig.  Parer  os- 
sacela senza  polpa,  Esser  al- 
lampanato :  di  persona  assai 
magra. 

CALIZ.  Calice.  Parti  :  Coppa,  Cop- 
pettino,  Nodo,  Pianta. 

CALL.  Callo.  —  Fagh  dent  el  calh 
fig.  Farci  il  callo  —  Ugnello: 
escrescenza  carnosa  al  piede 
del  cavallo. 

CALLISTA.  Callista. 

CALMÉE,  CALMER,  CALMERI.  Calco- 
lo —  Fà  i  calmèe^  Far  i  gazzet- 
tini: censurare  —  V.  Metta. 

CALMUCCH.  Calmucco  :  specie  di 
pannolano  con  largo  pelo,  ma 
fine. 

CALONEGH.  Calonaco  :  canonico. 

CALOR.  Calore  —  Sobbollito:  quel 
caiore  che  sobbolle  a'  bambini 
e  dà  fuori  alla  pelle,  o  sobbolle 
sotto  la  gola  dal  sudore. 

CALORENT.  Caloroso  :  che  ha  ca- 
lore. 

CALOTTA-  Calotta  :  specie  di  cap- 
pello che  serve  di  custodia  al 
movimento  dell'  orivolo  —  Spe- 
cie di  berrettino  —  Cupolino  : 
berrettino  di  pelle  o  di  seta  di 
un  quarto  di  diametro  o  poco 


più  con  cui  i  preti  coprono  la 

chierica. 
CALISCEN.  V.  carisna. 
CALVARI  (MOSTRA  EL).  Mostrare  la 

calvaria":  essere  calvo. 
CALZ.  Calcio:  il  piè  di  fucile,  ecc. 
CALZA.  Calzare. 

CALZADOR  Calzatoja,  Calzatojo: 
striscia  di  pelle  o  pezzo  di  cuo- 
jo,  concavo  o  ricurvo  per  tirar 
su  il  calcagno  abbattuto,  o  a 
cianta  o  a  calcagnino,  e  così 
calzar  agevolmente  la  scarpa. 

CALZADDRA.  Calzatura  —  Calzo:  il 
calzare,  il  mio  calzolaio  ha  un 
del  calzo:  cioè  fa  bene  le  scar- 
pe —  La  pelle  di  vitello  è  il  me- 
glio calzo  del  mondo:  cioè  con 
esso  si  fanno  le  meglio  scarpe 
del  mondo. 

CALZETTA.  Calza ,  Calzetta  —  col 
pèj  solata  o  con  pedule  —  Mez- 
za calzetta  ^  Mezza  calza  :  che 
arriva  solo  a  mezza  gamba  — 
Parti  :  Armandoleita .,  Calda  o 
ristrett ,  cala  o  Ristreng^  Cal- 
cagn  J  comenzin  ^  chignoeu  ^ 
CresSjCusidur ^pontinvers^ior '., 
Inter  z^  Inter  zda^  Inter zàJ  In- 
guggià  „  Pè  o  Pedù^  Scimin  ^ 
staffa  — calzetta  senza  pè  o  con 
soletta  o  scalfln^  calzetta  a 
staffa  o  a  staffetta. Parti:  Scal- 
fiti o  Soletta^  staffon  —  V.  ca- 
nettaj,  canett  (i),  corlera^  Car- 
pogn^carpognda^Fodrass^Gion- 
ta*  Gugg  de  calzetta  Maggia^ 
Torna^  Pont.,  Pantofola  sottcal- 
zetta*  Ligamm^  Ligamm  ela- 
stegh^,  Orlaj,  sottpè^  Indrilt  (L'), 
Invers  (L'),  Menda ^  Mendozzà^ 
MenderaJ  Lis^  Slisass^  Sperlà^ 
Traccia^  scava „  Insedi J  Fatta ^ 
Invia  —  Calzett  incomincida  o 
appenna  miss  ^  Calzette  princi- 
piate —  sforda^  traforate  —  in- 
versda,  rovesciate  —  che  va  giò 
per  i  gami)  ^  a  cacaiuola,  a 
cianta  —  Senza  calzett  J  Sgam- 
bucciato,  Scalzo,  Scalzato  — 
Calzett  fda  a  guggia^  Calzette 
fatte  coi  ferri  —  fda  a  telar,, 
tessute  —  Andà  giò  i  calzetta 
fig.  Cascar  le  braccia,  Far  ve- 
nire l'accidia  —  Avegh  la  co- 
scienza fada  a  calzetta^  Aver 


CAL  119  CAM 


la  coscienza  camoscina  o  come 
il  sacco  del  mugnajo  —  Mett-sù 
i  calzetta  Calzarsi  —  Tra  foeura 
i  calzettj  Scalzarsi  —  Tira  i 
calzetta  fig.  Dar  i  tratti,- Tirar 
le  calze  o  il  calzino:  morire.  Ci 
è  poi  il  Calzerone  o  il  calze- 
rotto —  per  Balzella.  V. 

CALZETTERIA  Calzetteria  :  nome 
collettivo  delle  varie  specie  di 
calze. 

CALZETTÉE  Calzettaio. 

CALZETTERA.  Calzettaja. 

CALZOLAR.  Calzolajo. 

CALZOLARIA-  Calzoleria. 

CALZON.  Calzoni.  Parti:  AlzadJ 
Boft'ett^  Culatta,  Botton^Bralejj 
Cavalla  ChignozUj  contrapaltaJ 
FalzettaJ  Fessa.,  Fibbia  Lazzi- 
roeu  ^  Oggioeu ,  Oradell  ^  Partici 
denanz  Partid  dedrèe  ^  Patta,, 
Saccoccitt^  Staffa  zenturin^  Zen- 
turon  —  V.  Pantalon  —  Andà  a 
cavatoti  de  la  cusidura  dì  cal- 
zonì  Spronare  le  scarpe,  Pedo- 
nare —  Andà  in  fond  di  calzon^ 
fig.  Avere  una  fame  che  la  si 
vede  —  Calzon  tutt  a  boeucc  e 
strasciàa^  Calzoni  tutti  toppe  e 
strappati  —  Cont  giò  i  calzotis 
A  bracaloni,  Bracalone  —  Falla 
in  di  calzon  ^  Cacarsi  o  Pi- 
sciarsi sotto  —  fig.  Cagliare  : 
mancar  d1  animo  —  Mett  sii  i 
calzon  ^  Infilare,  Vestir  i  cal- 
zoni —  Porta  i  calzon  ^  Met- 
tersi i  calzoni  o  Portare  i  cal- 
zoni, fig.  dicesi  di  quelle  donne 
che  prendono  il  sopravvento  al 
marito  o  al  padrone,  e  spadro- 
neggiano esse  —  Lassa  giò  i 
calzon Calar  i  calzoni,  Sbra- 
carsi —  fig.  Calar  le  brache  : 
aver  paura  —  Quand  tiraven  su 
i  calzon  cont  la  ruzella^  Quan- 
do tiravan  su  i  calzoni  con  le 
carrucole  —  Scurtà  i  calzon^ 
fìg.  Cader  del  capisteo,  Cascar 
di  collo:  del  nascerci  un  fra- 
tello, o  una  sorella,  per  indica- 
re che  ci  è  assottigliata  la  so- 
stanza —  Brachesse:  per  ce- 
lia, le  brache  che  portan  le 
donne. 

CALZONITT.  Calzoncini,  Calzonetti. 
CARIAI JN.  Cammeo':  pietra  inta- 


gliata in  rilievo,  a  due  o  più 
falde  o  strati  di  colore  diverso, 
sì  che  il  fondo  sia  di  tinta  di- 
versa da  quella  della  figura,  e 
questa  talora  abbia  varietà  di 
colori,  nelle  varie  sue  parti,  od 
ornamenti,  rannosi  cammei  an- 
che con  pezzi  bianco-gialli  di 
grossi  nicchi  (arzell)  marini. 

CAMAJA.  Bavera  :  parte  di  abbi- 
gliamento donnesco,  la  quale  fa 
il  giro  del  collo,  e  pende  libera, 
scendendo  a  copi  ire  intera- 
mente le  spalle  e  il  petto  sopra 
il  vestito. 

CAMAMELLA.  Camomilla  (Matrica- 
ria  chamomilla):  pianta  annua- 
le a  fiori  uniti,  amarissimi  e  a- 
romatici,  l'infusione  dei  quali  è 
usatissima  in  medicina.  Anche 
è  detta  Erba  matrical  —  Deco- 
zion  de  camamellaJ  Scottatura 
di  camomilla. 

CAMARA. Camera:  stanza  da  letto. 

CAMARADA.  Camerata  :  compagjo 
militare  —  Camerata,  Camero- 
ne:  quello  dei  collegi,  e  simili  — 
Compagnone  —  Collega ,  Com- 
pare: di  persona  colla  quale  vi- 
vasi in  famigliare  eguaglianza. 

CAMARETTA.  Cameretta  —  Fà  ca- 
marettaj  Far  crocchio  :  seduta 
—  Tener  consiglio,  consulta  — 
Fascinotto  :  di  rami  d'  alberi  o 
di  sermenti,  legato  con  ritorta 
(stroppa) ,  unitavi  una  stecca 
(s'cenna)  \  preparasi  nelle  oste- 
rie agli  avventori  per  far  loro 
un  fuoco  fiammante. 

CAMARIGLIA-  Camarilla:  in  gene- 
rale, la  forza  occulta  che  nei 
governi  arresta  od  impaccia  il 
corso  regolare  dell'amministra- 
zione.  È  parola  spagnuola  che 
si  pronunzia  come  appunto  da 
noi  Milanesi;  e  in  questo  signi- 
ficato fu  introdotta  sotto  Ferdi- 
nando vii  tornato  in  Ispagna 
nel  1804. 

CAMARIN-  Camerino:  piccola  ca- 
mera —  Quello  de'teatri  ove  gli 
attori  si  vestono  —  de  desvetiss^ 
Spogliatojo  —  di  puvion^Avya- 
jatojo  —  di  usej^  Serbatojo  —  de 
la  frutta^  Fruttajo  — de?  fà  secca 
la  frutta  ^  Seccatojo  —  di  nav_> 


CAM 

Capanna—  di  barche  Copertine», 
Camera,  Cameretta  — ci''  ughett^ 
V.  Carner  —  di  bastimenti  Ran- 
cio —  di  galer^  Escandola  —  de 
studia  Scrittojo,  Studio  —  per 
Gaserà  del  latt  e  casiroeula  V. 

CAMATTA.  Casamatta:  luogo  chiu- 
so all'intorno  e  coperto  al  di 
sopra  a  botta  di  bomba  ,  con 
cannoniere  per  battere  il  ne- 
mico, senza  scoprir  i  difensori 
—  Luogo  coperto  a  volta  nei  ba- 
stioni e  nei  cavalieri,  che  serve 
d'alloggiamento  alla  guarnigio- 
,  ne  e  di  magazzino  per  le  munì 
zioni  e  le  vettovaglie.  Chiamasi 
però  quella  casamatta  a  fuoco 
questa  d' abitazione  —  Stam- 
berga: stanza  ridotta  in  pessi- 
mo stato. 

CAMBI.  Cambio  —  Scambio  :  del 
passar  due  carrozze  che  vanno 
in  senso  inverso  lungo  una  me- 
desima via  —  Cambio:  chi  per 
prezzo  fa  il  soldato  in  luogo  di 
un  altro  —  Baratto  —  Dà  in 
cambi J  Fà  cambia  Dare  a  ba- 
ratto, Far  baratto. 

CAMBIA.  Cambiare  —  Barattare. 

CAMBIAI.  Cambiale,  Lettera  di 
cambio.  La  prima  cambiale  che 
si  conosca  fu  tratta  a  Milano 
nel  1325,  pagabile  sopra  Lucca 
a  cinque  mesi  —  Porta  in  ca- 
mera i  cambiai  Protestare  le 
cambiali. 

CAMBISTA,  CAMBIAVALUTT.  Cam 
biavalute,  Cambiovalute. 

CAMBRA.  Camera,  Scassa:  ferra- 
mento di  forma  quadra  o  ton- 
da, e  talora  inginocchiato,  che 
si  mette  nei  lavori  a  saldezza, 
a  ritegno,  a  guida  di  alcuna 
loro  parte  —  per  Gamber  de  la 
sciloria.  V. 

CAMBRA  (I  OEDF)  Volger  le  uova  al 
fuoco:  le  si  pongon  ritte  sulla 
cenere  calda,  in  vicinanza  della 
bragia,  e  volgendole  sovente, 
onde  la  cottura  sia  uniforme  e 
non  troppa,  chè  esse  diverreb- 
bero sode  (in  ciappa). 

CAMBRAJON.  Cambraja,  Cambra- 
gio  :  sorta  di  tela  cosi  detta 
dalla  città  di  Cambray,  dove  si 
fabbricava. 


120  CAM 

C  AMBRA  JÉE.  Venditore  di  cam- 
braja. 

CAMBRETT.  Uncino:  nome  di  que- 
gli strumenti  adunchi  che  po- 
sano sugli  staggi  (stagett)  dei 
filatoi  a  reggere  il  filo  torto. 
CAMBRETTA.  Staffa,  Spranghetta: 
ferro  confitto  nelle  imposte  del- 
l'uscio per  reggere  il  saliscendo 
(alzapè). 
CAMBRÌ,  CAMBRICCH.  Cambrì:  spe- 
cie di  tela  di  cotone  rada  come 
velo  ,  venutaci  le  prime  volte 
da  Cambridge. 
CAMBROSSEN,  CAMBROSTEN,  V.  Ca- 
bròssel. 

CAMELL.  Camelo  (Camelusbaetria- 
nus)  —  Dromedario  (  Camelus 
dromedarius)  :  camelo  a  gobba 
unica,  situata  alla  metà  del 
dorso;  pelo  d'un  bruno  slavato. 
Il  verso  del  camelo  dicesi:  blat- 
terare  —  Vegh  sott  el  camelli 
pig.  Aver  gran  fame. 
CAMELIA.  Aver  gran  fame. 
CAMELLIA.  Camelia  ,  Rosa  del 
Giappone  (Camelia  japonica): 
arboscello  alto  da  due  a  sette 
o  nove  piedi,  rami  eretti,  ve- 
stiti sempre  di  foglie  più  o  me- 
no ovali:  fiori  di  color  rosso 
vivo.  Nel  mezzodì  d'Italia  vive 
in  piena  terra  a  cielo  scoperto; 
altrove  all'inverno  nell'aran- 
ciera. Le  camelie  trassero  il 
nome  da  Kamel  che  primo  dal- 
l'Asia orientale  le  introdusse  in 
Europa  nel  1739. 
CAMELOTT.  Cammelotto ,  Cambel- 
lotto,  Ciambellotto  :  tessuto  di 
pel  di  capra  d'Angola.  Antica- 
mente era  fatta  di  pelo  di  ca- 
melo donde  trasse  il  nome. 
CAMELOTT.  Occhio  di  bue.  Grande 
margherita  (Leucanthemumfc  er- 
ba perenne:  fusto  sino  a  tre 
piedi;  foglie  alquanto  carnose, 
di  color  verde  carico;  sapore 
alquanto  acre  ed  amaro.  An- 
che è  chiamata  Margheritin 
btanch. 

CAMELOTTIN.  Camelottino,  Camo- 
jardo:  stoffetta  mista  di  pelo  e 
seta,  fatta  a  foggia  di  carne- 
lotto. 

CAMER-  Agiamento,  Bottino,  Caca- 


CAM  121  CAM 


toio,  Cameretta,  Camerino,  Ces- 
so, Destro,  Luogo  comodo  o  co- 
mune, Latrina,  Necessario,  Pri- 
vato, Ritirata,  Stanzino,  ecc.  — 
Strasc  del  carrier  ,  Pezza  d' a- 
giamento ,  Cencio  del  luogo  — 
Tegnì  vun  per  V  assa  del  ca- 
rrier., Tener  uno  come  il  cencio 
del  luogo:  sprezzarlo  affatto  — 
Carrier  all' ing 'lesa ,  Agiamento 
all'inglese. 
CAMERA.  Camera  —  In  camera  ca- 
ritatis,  A  quattr'  occhi  —  Per 
bene. 

CAMERER.  Cameriere  —  de  cori  , 
Camerazzo 

CAMERER  A  Cameriera  —  de  cort. 
Camerista. 

CAMERON.  Camerone  —  Arida  o 
Mett  in  cameron,  Ire  o  mandar 
in  cameraccia,  gattabuia:  pri- 
gione. 

CAMES.  Camice. 

CAMIN.  Camino  —  Caminetto:  il 
camino  da  stanza  —  V.  Bornis, 
Scendra,  Brasa,  Brasca,  Brasi,, 
Carbon,  Fozugh,  Romentà  o  In- 
romentà  o  Indormentà-su,  Bu- 
scai ,  Legna,  S'cenna,  cama- 
rettaJ  Carbonella ,  Tizon  ,  Rob- 
biceula,  Carisna,  Fumm,  Sbirr, 
Lughera,  Canna  ,  Cappa,  Fo- 
goràa,  Preja  o  Postfceugh  ,  Se- 
randa,  Moneghinn,  Torba,  Tor- 
rin,  Franclin  —  Caminetto:  ter- 
mine collettivo  di  tutti  quei 
pezzi  che  ne  ornano  il  focola- 
re. Parti:  Architrav ,  Sojelta, 
SHpit  — •  Mett  in  opera  on  ca- 
mini Murar  un  camino  —  For- 
nitù  d' 011  camin.  Fornimento 
del  camino,  cioè:  Assa  del  pè  , 
Pedana.,  Bernazz,  Ramadinna, 
MceujJ  Fer  del  camin  ,  Fer  del 
fozugh  o  del  Fogoràa,  cadenal, 
Cunin,  Brandinàa  ,  Cadenna 
del  fozugh,  Boffett,  Ecran,  Pa- 
ra foeugh.,  Paracamin,  caminie- 
ra, Campanna,  Pendola ,  Tri- 
pèe,  Ventala,  Sorador  ,  Bande- 
roeula,  Fornellin  ,  Gira  fumm  , 
Zesta  o  Cassa  de  la  legna  o  Tir- 
netta,  Brazzett,  Seranda ,  ecc. 

CAMINERA.  Spera  da  caminetto, 
Specchiera,  Caminettiera. 

CAMISA  Camicia  —  Camisa  d'omm, 


Camicia  da  uomo.  Parti:  coli. 
Coli  postiz  z, Par  a  funga, spalla  o 
Spallin  ,Manega,Tassell,Manez- 
zin  .Manscion,  LUlin,  Fessa,  co- 
rin,Co  <  p  o  vitta,Marca,Oggiceu, 
Botton,  Ricamm,  Oradell,  Por- 
tinna,  Denanz,  Pedagn,  ecc.  — 
Camisa  de  donna.  Camicia  da 
donna.  Parti:  Scalf,  Gheda  , 
Guadinna,  Oradell  largii,  Ma- 
nega,  Corin,  Corp,  Vitta—  ca- 
misa de  nott,  Camicia  da  notte 

—  A  costo  de  impegnà  la  carni' 
sa.  Bisognasse  impegnar  la  ca- 
micia —  Avegh  nanca  la  camisa 
adoss.  Non  aver  panni  per  in- 
dosso —  Avegh  ona  camisa 
adoss  e  l'altra  al  /"oss,  Aver  due 
sole  camicie  —  fig.  Non  aver 
uno  che  dica  due:  essere  senza 
roba,  senza  un  quattrino  —  Ba- 
gna do,  tre,  ecc.  camis  de  su- 
dor,  Sudar  due,  tre,  ecc.  cami- 
cie —  Cava  anca  la  camisa  a 
vun,  fig.  Trarre  il  filo  della 
camicia  ad  uno  —  Donna  che 
fa  camis,  Camiciara  —  In  ma- 
ne g  a  de  camisa,  in  maniche  di 
camicia  —  La  camisa  no  la  ghe 
tocca  el  cuu,  fig.  La  camicia, 
non  gli  tocca  il  culo  :  di  chi  per 
troppa  allegrezza,  dandone  so- 
verchia dimostrazione,  si  rende 
altrui  ridicolo  —  Fass  su  ì  ma- 
negh  o  Voltass  su>  o  indrèe  i 
manegh  de  la  camisa,  Rimboc- 
carsi le  maniche  della  cami- 
cia —  fig.  Lavorar  di  schiena 

—  Levò,  su  con  la  camisa  in- 
versa, o  Ave  miss  su  ta  camisa 
inversa.  Fare  una  levataccia, 
Aver  messa  la  rete  torta:  al- 
zarsi di  mal  umore,  di  mal  au- 
gurio— Restà  in  camisa.  Rima- 
ner in  camicia:  povero  —  Mett 
su  la  camisa,  infilare  la  cami- 
cia —  Sta,  Vess  in  camisa,  Sta- 
re, Essere  in  camicia:  colla  ca- 
micia sola  —  Trass  in  camisa  . 
Scamiciarsi,  Spogliarsi  in  ca- 
micia, fig.  Fare  ogni  sforzo  — 
Dà  via  anca  la  camisa.  Dar  via 
la  camicia:  dicesi  d'uomo  libé- 
ralissimo —  Vegh  la  camisa  de 
torg.  Aver  fatto  una  camiciata: 
aver  affaticato  per  modo  da 


CAM  122  CAM 


inzuppar  la  camicia  di  sudore 

—  Tra  in  camisa  vun^  fig.  La- 
sciar sul  lastrico  uno:  senza 
casa  nè  campamento. 

CAMISA.  Cuffia.  Nome  d'una  por- 
zione delle  membrane  del  feto 
che  esso  spinge  talvolta  innanzi 
a  sè,  e  che  rimane  applicata 
sopra  la  sua  testa ,  quando  nel 
nascere  si  presenta  la  prima. 
Le  donnicciuole  e  non  donnic- 
ciuole  credono  ciò  indizio  di 
buon  augurio,  onde  Nass  con  la 
camisa  in  cóo^  Nascer  vestito  : 
esser  avventurato. 

CAMISA  Sopravesta:  quel  foglio 
che  sovrapponesi  ad  atti  di  uf- 
ficio ,  con  cenno  di  che  conten- 
gono. 

CAMISADA.  v.  Incamisada. 

CAMISGEU  Carnicina:  quella  dei 
bambini  quando  comincia  ad 
esser  formata  come  quella  de- 
gli adulti  —  Avegh  anmò  bruti 
de  cacca  el  camisoeuJ  fig.  Aver 
il  latte  alla  bocca,  o  sulle  lab- 
bra: essere  tuttora  giovanissi- 
mo, e  non  avere  pratica  di  che 
che  sia.  V.  in  Bolletta,  sig.  2  — 
On  strasc  d'on  camisozu  ^  Un 
brandellaccio  di  carnicina. 

CAMISOEURA-  Camicetta 

CAMISON.  Camicione. 

CAMISORINNA.  Carnicina:  panni- 
cello di  lino,  con  cui  si  cuopre 
T  imbusto  dei  teneri  bambini,  e 
allacciasi  di  dietro. 

CAMISOTT,  CAMISOTTA,  Camiciotto: 
quel  che  su  altre  vestimenta 
portano  gli  stalloni  neir  atto  di 
governare  i  cavalli,  ecc. 

CAMOLA.  Bruco  ,  Bruciolo  ,  Tarma 
(Tinea):  nome  generico  di  vari 
insetti  —  Tignuola  (Tinea  pel- 
lionella):  la  larva  che  rode  le 
pelli,  pelliccie  —  (Tinea  gra- 
nella): quella  dei  grani  —  (Ti- 
nea sarcitella):  dei  panni,  libri 

—  (Tinea  crinella)  :  che  distrug- 
ge i  mobili  in  crino  —  Andà  a 
camola v.  Sbusass  —  Baco 
della  farina  o  di  crusca  (  Te- 
nebrio  molitor)  :  larva  che  vive 
nella  farina  e  mangiasi  dagli 
usignuoli  —  Baco  della  cera 
(Phalsena tinea cerella):  la  larva 


che  perseguita  le  api  —  Baco  6 
Zecca  del  cacio  (Acarus  syro): 
la  larva  che  guasta  il  cacio  — 
Fucignone:  il  baco  che  rode  le 
pere.  —  v.  Cagnon. 

CAMOLA  per  camolon.  V.  camola 
è  voce  latina. 

CAMOLASS.  Intonchiare:  dell'essere 
i  legumi  (lemm)  rosi  interna- 
mente dal  tonchio  [cagnon)  — 
Bacare:  roso  dal  baco  (  ca- 
gnon)  —  Intarlare:  dal  tarlo 
(cairceu)  —  Intignare  :  dalla  ti- 
gnola (camola). 

CAMOLON,  CAMOLOTT.  Dormiglione  : 
larva  d'insetto  che,  rodendo, 
fa  dei  gran  buchi  nell'interno 
dei  peri  e  dei  meli  (pomm)  gio- 
vani —  per  Cagnon  V. 

CAMORRA  Maltoita  che  riscuotesi 
dai  giuocatori. 

CAMORRISTA.  Colui  che  toglie  ai 
giuocatori  forzatamente  tanto 
sul  guadagno.  Così  nel  voc.  Si- 
ciliano del  Pasqualino  a  Ca- 
murra„  camurrista.  Da  noi  ha 
pure  il  senso  di  accordare  fa- 
vori o  posti  pubblici  a  chi  paga. 

CAMOZZ.  Camoscio, -scia  (Capra 
rupicapra). 

CAMP.  Campo:  tra  noi,  piano  col- 
tivato a  grani  e  gelsi  {moron), 
V.  Losugh  de  biada,,  imbiadato 
—  de  fav^  Favule,  Baccellaio  — 
De  campJ  Campìo  —  Camperec- 
cio, Campestre  —  Semm  chinun 
al  camp  di  5  pertegh^Qm  giace 
nocco:  qui  sta  il  punto.  V.  Bu- 
sillis —  Campo,  Tempo  —  Avegh 
camp  de  fa^  ecc.  Arer  modo 
a  fare  —  Campo  :  il  luogo  sui 
quale  un  esercito  si  stabilisce 
per  dimorarvi  uno  o  più  giorni 
in  qualsivoglia  modo  si  ponga 
con  tende  o  trabacche ,  sulla 
nuda  terra,  difesa  o  no  da  trin- 
ceramenti. 

CAMP  ADA-  Campo,  Fondo:  quello 
spazio  che  circoscrive  tutte  le 
estremità  d'un  soggetto  dipinto, 
inciso  o  scolpito  —  Campata:  lo 
spazio  compreso,  per  esempio, 
tra  paracarro  e  paracarro,  tra 
un  palchetto  e  un  altro,  ecc.  — 
Campata,  Passina  :  lo  spazio 
compreso  fra  pila  e  pila  nei 


CAM  123  CAM 


ponti,  e  tra  colonna  e  colonna 
o  pilastro  nei  portici  —  Inter- 
colonio:lo  spazio  tra  colonna 
e  colonna  o  pilastro  e  pilastro. 

CAMPADA  Campata.  Quella  stanza 
sfondata  che  è  serbatoio  del  sale 
presso  le  gabelle  del  pubblico. 

CAMPAGNA.  Contado,  Campagna: 
tutta  quella  parte  di  territorio 
che  è  fuori  della  città,  e  nella 
quale  sono  le  possessioni,  le 
ville,  i  villaggi  —  Campagna:  il 
complesso  dei  campi  —  Il  luogo, 
il  paese  nel  quale  si  fa  guerra 
campale,  ed  anche  la  stagione, 
il  corso  del  tempo  nel  quale  si 
sta  in  campagna  guerreggiando 
durante  l'anno  militare  —  Stan- 
zone —  Villa  —  Villeggiatura  — 
Scarrozzatina  —  Vess  in  cam- 
pagna *  fig.  Essere  rizzato  a 
panca':  cioè  essere  fuori  di  pe- 
ricolo da  una  malattia. 

CAMPAGNADA.  V.  Scampagnada. 

CAMPAGNffiU.  Villico  —  Zaffo:  birro. 

CAMPAGNffiU.Campagnuolo  —  Cam- 
pio:  di  pollo  che  vaga  pei  campi. 

CAMPAGNCEULA.  Minuta  di  campa- 
gna: la  pianta,  la  bozza  del  ri- 
levato in  campagna,  presso  gli 
ingegneri. 

CAMPAGNON.  Capoperante:  che  so- 
praveglia i  lavori  campestri  — 
Omaccione. 

CAMPAMENT.  Pascolo  per  le  api. 

CAMPANA-  Scampanare.  E  per  i- 
scherzo,  Far  campatilo:  suonar 
molto  le  campane  —  fig.  Suo- 
nare il  corno,  Sonare:  di  carne 
stracca  (patida). 

CAMPANADA.  Scampanata. 

CAMPANATT.  Campanaro,  Campa- 
najo.  «  Quando  un  Cappon  gelo- 
so del  pollajo,  Gli  minacciò  di 
far  il  campanajo  »  —  Gettatore 
o  Fonditore  di  campane. 

CAMPANELL.  Rotella:  tondo  che 
serve  a  tener  accosto  il  filo  dei 
rocchetti  ai  quali  è  sovrappo- 
sto sui  fusi  de'fllatoj.  consta  di 
Cassa  e  FU  de  fer. 

GAMPANELL.  V.  CampaninJ  par.  2. 

CAMPANELLA.  Campanella,  Cam- 
panetta  —  Campanella:  specie 
di  gocciola  che  si  pone  nei 
fregi  o  in  altri  lavori  d'intaglio. 


CAMPANELLADA/Scampanellata.V, 

Scampanellada. 

CAMPANIN.  Campanile,  e  campa- 
nile a  velaj  si  chiama  quel  pic- 
colo arco  che  s'innalza  sul  muro 
d'una  chiesetta  ove  sono  impic- 
cate perla  gola  una  o  due  cam- 
panette  —  Andàsùa  campanin. 
V.  Campis  —  Fà  campanin^  Far 
querciuolo,  querciula  o  quercia: 
giuoco  che  fanno  i  fanciulli  pun- 
tando il  capo  in  terra  e  tragit- 
tando all'aria  le  gambe  allar- 
gate —  Bar  come  i  campanin  in 
di  sceSj  Esser  più  raro  che  i 
campanili  in  contado  o  nelle 
selve.  Dicesi  per  significare 
scarsità  grandissima  o  vanità 
di  che  che  sia.  Appiè  del  rovi- 
nato castello  di  Cernusco  Lora- 
bardone  (  da  Lombardorum  ) 
prima  dei  1839  si  vedeva  sorge- 
re isolato  dal  mezzo  di  folta  e 
larga  siepe  un  antico  e  rozzo 
ma  ben  conservato  campanile, 
protetto  da  due  gran  noci.  È 
stato  con  poco  savio  consiglio 
abbattuto  per  far  materiale;  e 
non  se  n'è  cavato  altro  se  non 
che  s'è  distrutta  una  cara  anti- 
caglia che  faceva  beli'  effetto 
con  tutto  il  dintorno  ,  veduto  a 
qualche  distanza,  ed  era  perciò 
dai  paesisti  frequentemente  vi- 
sitato e  disegnato. 

CAMPANIN.  Campanello.  Nel  cam- 
panello da  tenersi  sul  tavolino 
osservi  Manico  J  Fondo j  Culat- 
ta^ Battaglio,,  Pallaj  Bordo;  per 
quello  delle  stanze  occorre  la 
Corda  o  il  Cordone  o  la  catena^ 
la  Girella  colla  gola\,  la  Mani- 
glia o  Nappa  o  il  Pallino.,  la 
Molla  di  ritiro  s  la  Lieva  da  ti- 
rare. V.  Scampanellada  —  Tiròt 
el  campanin  ^  Tirare  il  campa- 
nello— Da  ona  bonna  tirada  de 
campanin  ^  Dare  una  buona  ti- 
rata di  campanello  —  Dovè 
manda  a  cerca  coni  el  campa- 
nin.  Volerci  un  almanacco  per 
trovar  uno  :  essere  difficile.  Il 
nostro  dettato  viene  dalla  co- 
stumanza ch'era  tra  noi  di  man- 
dare a  suon  di  campanello  in 
traccia  dei  fanciulli  smarriti  col 


CAM  124  CAM 


pubblicarne  ad  alta  voce  i  con-! 
notati, 

CAMPANIN.  Giacinto  ,  Diacinto  ,1 
Granbrettagna  (Hyacinthus  o- 
rientalis  )  :  pianta  a  fiori  odo- 
rosi di  colore  vario,  a  forma  di 
imbuto  {pedyiceu).  globosi  verso 
la  metà,  da  sei  a  diciotto  in  un 
grappolo  —  Convolvolo  dei  cam- 
pi, Vilucchio.,  Filucchio,  Vilupplo 
(Convolvulus  arvensis):  pianta 
perenne;  foglie  a  foggia  di  aste; 
corolla  a  forma  di  campanello, 
odorosa,  bianca  o  rossa  o  por- 
porina, e  più  sovente  screziata; 
fa  nei  campi  e  negli  orti  —  sai- 
vadegh  o  de  pvàcij  Giacinto  stel- 
lare ceruleo,  Scilla  a  due  foglie 
(Scilla  bifolia):  bellissima  pianta 
a  fiori  d'un  bel  turchino  ,  ino- 
dori ,  piccoli,  a  grappoli,  foglie 
solo  due,  ma  alle  volte  tre:  fio- 
risce per  tempissimo  in  prima- 
vera, se  ne  ornano  il  margine 
delle  ajuole  (prceus)  dei  giardini 
e  se  ne  formano  cesti  assai  folti 
e  di  vaghissimo  aspetto  —  per 
Yiceul  doppi.  V.  —  per  candi- 
rò n.  V. 

CAMPANIN.  Viola  a  ciocche,  vio- 
lacciocca, Violacciocco  ( Leu- 
cojum):  sorta  di  viola  di  color 
giallo,  che  fa  i  fiori  a  ciocche. 

CAMPANIN  per  candiron,  fig.  V. 

CAMPANI H ADA.  Scampanellata. 

CAMPANIN  DE  LA  GOLA  per  L'gola.Y. 

CAMPANINGEU.  Campaniluzzo. 

CAMPANITT.  Ferri:  quei  ferri  nelle 
macine  sulle  quali,  suonando, 
danno  indizio  al  mugnajo  (mor- 
nèe)  che  non  v'è  più  grano. 

CAMPANITT.  Bucaneve  (Galanthus 
nivalis):  pianta  a  fiore  pendulo, 
simile  al  giglio;  macchiuzza  ver- 
de alla  parte  esterna  dei  petali 
(fceuj). 

CAMPANITT.  Padiglione  o  Cappello 
chinese:  queir  istrumento  d'ot- 
tone a  più  campauelluzzi ,  che 
fatto  roteare  intorno  a  sè ,  e 
scosso  a  scadenza ,  serve  ad 
accompagnar  il  suono  di  una 
banda  o  d'un'orchestra.  Esso  ci 
è  pervenuto  dalla  Cina. 

CAMPANITT  IN  DEL  CÓO  o  IN  DI 
ORECC  zufolamenti  negli  orec- 


chi o  nel  cervello:  dicesi  cosi 
il  ronzio  degli  orecchi. 
CAMPANNA.  Campana.  Parti  :  Aneli. 
AsmJ  BatiaccJBattudaJ  castella 
Coronna^  PèJ  Sciocch  o  Sceppa 

0  Scepp  —  ca mpan  n a  de  fce  ughj 
La  campana  che  dà  segno  d'in- 
cendj  —  E  daj  con  sta  cam- 
panna  j,  E  picchi  a  !  e  zomba!  ec- 
coci al  quaresimale  —  Che  ìm- 
balordiment  de  campann  !  Che 
brusio  di  campane!  —  Faori- 
cator  de  campannj,  Gettatore  o 
Fonditore  di  campane  —  Fà.  cam- 
pann. v.  campanili  (Fà)  —  Fà 
sona  la  carnpanna J  Correre  ri- 
schio di  morire.  Allude  a  quan- 
do a  un  moribondo  si  fa  suo- 
nare ad  agonia  —  Ligà  o  Desligà 

1  campann  J  Legare  le  campa- 
ne: dicesi  nella  settimana  santa 
il  non  suonarle,  perchè  si  lega- 
no tra  loro  le  funi  di  esse  — 
Scioglier  le  campane  :  il  rico- 
minciar a  suonarle  il  sabato 
santo.  Digiuno  delle  campane 
chiamano  quello  che  tuttora 
fanno  alcuni  di  star  digiuno  da 
quando  si  legano  le  campane,, 
il  giovedì  santo,  a  quando  si 
sciolgono^  il  sabato  santo—  Ma  li- 
gia no  fin  che  sonna  i  campann,. 
Far  il  digiuno  delle  campane  o 
del  trapasso,  Far  lungo  digiuno. 
Locuzione  tratta  da  ciò  che  al- 
cuni sogliono  starsi  digiuni  il 
sabato  santo,  finché  non  si  sente 
scampanare  il  resurressi  —  So- 
nà  a  campami  doppiJ  ftg.  Suo- 
nar le  campane  a  doppio:  pic- 
chiare a  replicati  colpi  —  Sonèe 
i  campann Suonate  un  doppio 
—  Tirà-giò  a  campann  doppi,. 
Suonar  dietro  a  uno  le  tabelle  , 
Bandirgli  la  croce  :  sparlarne  — 
Abboracciare ,  Lavorar  a  ca- 
saccio —  Tira  inpèe  %  campann,. 
Suonar  a  distesa  —  Sentì  di 
oonn  o  cativ  campann^  Dar 
buon  o  Render  mal  suono—  Sent't 
tutt  e  dò  i  campann  j  Sentir  le 
due  campane:  ascoltar  le  ragio- 
ni di  ambedue  le  parti  —  Pa- 
diglione, Campana:  ne'  clari- 
netti il  pezzo  ultimo  da  piede- 
Campana:  negli  oriuoli,  quella 


CAM  125  CAM 


su  cui  batton  le  ore  e  i  quarti 

—  Negli  ostensorj  la  scatola  di 
vetro  che  cape  in  sè  l'ostia  — 
Vaso  di  cristallo,  o  simile,  le  più 
volte  accampanato,  per  coprii 
quegli  oggetti  che  voglionsi  ri- 
parare dall'aria  e  dalla  polvere 

—  Quel  consimile  vaso  che  si 
usa  negli  esperimenti  fisici  e 
chimici  —  Vaso  di  vetro  sottile 
di  gran  diametro  con  un  bottone 
alla  cima  che  serve  a  concen- 
trar il  calore  od  accelerare  la 
vegetazione  delle  piante  che 
pongonsi  nei  letti  caldi  —  Quella 
parte  dell'  argano  ,  accampa- 
nata e  di  bronzo,  nella  quale  si 
pone  la  pasta  da  lavorare  ver- 
micelli (fìdelitt)  e  simile  —  Co- 
perchio d1  alabastro  che  si  so- 
vrappone alle  lucerne  ,  onde  il 
lume  si  spanda  dolce  ed  equa- 
bile —  campanna  de  la  piazza 
(Sona  la),  Suonar  la  rintoccata 
Tra  noi  è  il  suonar  ogni  sera 
dalle9e  mezzo  alle  10  la  campana 
del  Comune,  eh' è  nella  Piazza 
de' Mercanti,  sulla  torre,  eretta 
nel  1272,  da  Napoleone  Della  Tor- 
re ,  per  dar  i  tocchi  a  mezzodì, 
alle  due  di  sera  e  quando  alcu- 
no veniva  condotto  all'ultimo 
castigo.  Nel  nostro  Museo  civi- 
co si  conserva  una  campana 
che  nel  1848  fu  crepata  su  quella 
torre  per  l' incessante  tempel- 
laiia  che  fecero  i  nostri  nelle 
famose  cinque  Giornate  a  sgo- 
mento e  confusione  dello  stra- 
niero. 

CAMPANNA  A  B0LZ0N  o  A  SBALZ. 

Campana  che  si  suona  per  una 
fune  attaccata  immediato  alla 
cicogna  (scepp)  in  cui  stanno 
fitte  le  trecce  (ason)  di  essa; 
non  ha  armatura  (armadura)  di 
ruota. 

CAMPANNA  E|  MARTELL  (GIUGÀ  A). 

Fare  o  Giuocare  a  campana  e 
martello.  Specie  di  giuoco  fan- 
ciullesco, il  quale  si  eseguisce 
con  atti  imitanti  il  fare ,  chi 
suona  a  martello  in  sulle  cam- 
pane. 

CAMPANON.  Campanone  —  Giugà 
a  campanon s  Far  a  scaricaba- 


rili. Si  fa  in  due  col  porsi  schiena 
contro  schiena,  ed,  intrecciate 
le  braccia,  alzarsi  scambievol- 
mente da  terra  —  sona  el  cam- 
panon.  Lo  stesso  che  campano., 
sig.  2. 

CAMPARLA.  Spesa  di  guardia. 

CAMPASSELA-  Darsi  tempone,  Go- 
dersela, Camparsela. 

CAMPI.  Campire,  campeggiare. 
Fare  il  campo:  dar  la  tinta  alle 
campate  delle  pareti,  lasciati 
gli  zoccoli,  i  fregi,  ecc. 

CAMPÉE  Campajo,  Guardia  dei 
campi  —  Sopromo:  per  esempio, 
a  cui  si  affidano  molte  funzioni 
del  fattore  -  Fondo  di  bottega. 
Fondigliuolo:  di  persona  dap- 
poco o  di  femmina  che  arrabbia 
di  marito  invano  —  Spilungone: 
di  persona  alta  e  sottile. 

CAMPEE-  Lucietta  (cantharis  ac- 
quatica): insetto  che  va  saltel- 
lando sulla  superfìcie  di  certe 
acque  e  che  abita  tra  le  con- 
ferve e  simili  piante  acquati- 
che. Lo  chiamiamo  anche  Cu- 
rapess. 

CAMPÉE  DI  ACQU.  Acquajuolo,  Cam- 
paro  d'  acqua  —  Caterattaio  :  il 
guardia  delle  cateratte  di  un 
canale  —  de  bottega^  Fondo  di 
bottega:  di  un  panno  ,  un  drap- 
po, una  mercanzia  qualunque  di 
poco  pregio  per  lo  più,  non  po- 
tuta spacciar  da  un  pezzo. 

CAMPION.  Campione  —  Mostra  di 
mercanzie,  Campione  —  Saggio. 

CAMPIS.  Colonnata:  il  getto  o  il 
volo  verticalmente  verso'  il 
cielo  —  Andà-sù  a  campiSj  Far 
colonnata:  innalzarsi  a  vertice 
verso  il  cielo  di  volo  o  di  getto 
—  Fà  camp'Sj  Far  colonnata, 
Far  cadere  a  colombella:  sca- 
gliar la  palla  o  il  volante  (vo- 
lin)  o  altro,  si  che  venga  a  ri- 
cadere nel  punto  medesimo  don- 
de fu  scagliata  —  Fà  carnpis^ 
Cader  a  colombella:  di  qualsiasi 
cosa  che,  scagliata  in  alto,  ri- 
cada nel  medesimo  luogo  donde 
sia  stata  scagliata 

CAMPSANT.  V.  Capsant. 

CAMPUCC,  CAMPISC-  Campeggio, Le- 
gno campeggio  (  Hsematoxylum 


CAM  126  CAN 


campechianumì  :  albero  a  stelo 
dritto;  rami  spinosi;  foglie  al- 
terne {disper)\  fiori  piccoli,  gial- 
lastri ;  alligna  nell'America  set- 
tentrionale ;  il  legno  serve  alla 
tintura. 

CAMUFF.  Abbacchiato:  mortificato 

—  Faccia  camuffa,,  Viso  avvi- 
lito —  Resta  camuffa  Rimaner 
abbacchiato  o  scaciato  o  smac- 
cato. 

CAMUSCION.  Cameraccia,  Segreta: 
prigione  appartata  —  Vess  in 
camuse ion  ,  Essere  segretante, 
Essere  in  domo  Petri  :  in  pri- 
gione —  per  Camatta,  sig.  3.  V. 

CAN.  Cane  (Canis  familiaris):  ani- 
male domestico:  il  solo  fra  essi 
che  affezionasi  con  tanta  fe- 
deltà all'uomo  —  barMn ,  Bar- 
bone (Canis  acquaticus  )  —  bol- 
docch,  Dogo,  Cane  molosso  o  da 
toro  —  bolognin,  Canino  di  Bo- 
logna, Moffolino,  Arlecchino,  Ma- 
scherin  da  Bergamo,  Cane  do- 
ghino —  bracchi  Cane  da  pen- 
na, Bracco,  Cane  bracco  —  con 
la  musirosula.  Cane  ammuso- 
lato  —  cors,  corso  —  danes,  da- 
nese —  de  borida jCane  o  Brac- 
co da  leva  (Canis  excitans  )  — 
da  caccia,  da  caccia,  da  seguito, 

—  de  guardia,  di  guardia  —  de 
lóff  o  de  pastor,  da  pecorajo  o 
di  pastore  —  de  pajèe,  dell' aja 
{era)  o  da  pagliajo  (Canis  villa- 
ticus)  —  de  posta  o  de  red  o  de 
ferma,  cane  da  giugnere  o  da 
fermo,  da  punta  o  da  impuntare 

—  de  presa,  da  presa  —  de  quaj. 
Cane  o  Bracco  da  quaglie  —  de 
tor.  Mastino  (Lanienus)  —  in- 
gles.  Cane  inglese  o  di  pelo  lun- 
go —  livrèe  o  de  legor,  da  giun- 
gere, Veltro,  Levriere  (Canis  le- 
porarius)  —  maltes,  Mignone, 
cagnoletto  maltese  (Canis  mseli- 
teus)  —  pine,  Cane  pincio  —  po- 
wer, Cane  pomerano,  volpino, 
lioncino  (  Canis  lupiformis  )  — 
saùs,  da  correre,  corridore,  da 
corsa,  segugio  (Canis  sagax  o 
venaticus)  —  tanin,  bassotto 
(Canis  vertayus)  —  de  trifol,  da 
•cerca  —  de  volp,  per  la  caccia 
della  volpe  —  Can  che  cerca. 


Cane  da  ripolita,  v.  casott,  Mu- 
sirosula, collett,  Cadenna,  Om- 
nibus di  can,  Ciappacan,  Maz- 
zacan,  Cobbia,  Sonaj  ,  Cagnel- 
tera,  Caijn,  Bó  bó,  Bep  bep  (Fa), 
coscia,  Canatter,  Dent  (Mostra 
i) ,  Rogna,  Bojà,  Sussi,  cova 
(Mena  la),  cobbia,  Sguagn,  Sgua- 
gnì,Versdelamort  (Fàel),  Scob- 
bià  —  A  la  cà  di  can  ,  A  tutti  i 
casacci.,  Ai  peggio  dei  peggi,  Al 
peggior  partito  ,  Alla  più  fraci- 
da.  Pare  questa  frase  originata 
dalle  crudeltà  di  Bernabò  Vi- 
sconti che  nutriva  degli  alani 
per  farci  da  loro  isbranare,  nel 
suo  palazzo  privato  a  San  Gio- 
vanni in  Conca,  il  quale,  per  un 
corridojo  sopra  i  tetti,  comuni- 
cava col  palazzo  di  corte.  Quel 
palazzo  ora  fu  rifabbricato  e 
nei  serragli  degli  archi  delle 
porte  son  messi  dei  mascheroni 
{mascheron)  che  figurano  i  Vi- 
sconti, e  dal  capo  alle  mensole 
(mesol)  sportano  ceffi  di  cagnac- 
ci. Noi  lo  chiamiamo  tuttora  la 
cà  di  can  —  A  man  a  man  co- 
fà  i  can.  Pesa  e  paga,  To'  qua 
e  dà  qua  :  dicesi  del  farsi  pa- 
gare sul  tamburo ,  cioè  su- 
bito —  Andà  de  can,  Andar 
alla  peggio  le  cose  —  Sentirsi 
malissimo  —  Avegh  nanca  un 
can  che  sia  per  lor.  Non  aver 
cane  che  abbai  per  sè:  non  es- 
serci chi  si  dà  cura  di  sè  —  In 
man  a  can  e  borian,  in  bocca 
a,  o  In  man  di  cani  —  can  gross, 
fig.  Pesce  grosso:  di  persona  — 
Drizz  come  la  gamba  d'on  can. 
Bitorzoluto  —  Drizza  i  gamb  ai 
can.  Raddrizzar  le  gambe  ai 
cani  :  mettersi  a  riordinare  co- 
se imbrogliate ,  a  racconciare 
negozi  intricati  —  Fà  face  , 
robb,  vitt ,  ona  fadiga  de  can. 
Far  viso  di  cane,  vita  dura,  Ac- 
ciabattare o  Arrocchiare  o  Ab- 
borracciare, Durar  una  fatica 
da  cani  —  Faccia  de  can  o  de 
can  bolognin,  o  simile,  Faccia 
di  cane,  Viso  rincagnato  —  For- 
tunàa  come  %  can  in  gesa,  For- 
tunato come  i  cani  in  chiesa: 
sfortunatissimo.  E  quando  un 


CAN  127  CAN 


cane  gualsce  (el  fa  caìn)  perchè 
gli  viene  pigiato  un  piede,  noi 
sogliamo  dirgli:  E  ti  mett  su  i 
scarp  o  Digh  alto  padron  ch'el 
te  metta  su  i  scarp  —  Inrabiss 
come  on  can  *  Incagnire  —  Lù 
de  per  lù  come  on  can^,  Nè  cane 
nè  gatto:  cioè  solo  solo,  tutto 
solo  —  La  saria  de  can^  La  sa- 
rebbe agra  —  Lett  di  canJ  Ca- 
nile —  Non  ave  on  can  che  ne 
guarda,,  Non  trovarsi  un  cane 
che  abbaj  per  uno:  non  esservi 
chi  ne  prenda  cura  —  Quel  che 
fa  òallà  i  can*  Aggiratore  di 
cani  —  Senza  nanca  dì  :  davo 
can  j  Senza  dirci:  a  Dio  nè  al 
diavolo  —  Tegnì  sald  el  can  per 
la  coa^  fig.  Tener  il  lupo  per  gli 
orecchi,  Aver  alle  mani  una 
mala  gatta  a  pelare:  aver  alle 
mani  impresa  scabrosa  —  Cane: 
di  persona  crudele  —  Fà  el  can* 
Cagneggiare,  Esser  cane.V.  ca- 
gnon^  camola  —  Andà  a  can^ 
Bacare. 

CAN  (LA  CÀ  DI).  La  casa  dei  cani. 
Di  fianco  al  nostro  macello  chiu- 
dono i  cani  che  l'accalappiacani 
raccoglie  vaganti  senza  muse- 
ruola; i  quali  sono  poi,  o  resti- 
tuiti, pagata  una  multa,  ai  pa- 
droni, o  affogati,  cioè,  ven- 
duti. 

CAN.  Cane:  per  una  certa  rasso- 
miglianza di  forma,  quell'ordi- 
gno nel  quale  viene  stretta  la 
pietra  focaja  (preja  d' azzalin) 
di  tutte  le  armi  portatili,  che 
scattando  al  tocco  del  grilletto 
(passarin),  urta  con  la  pietra 
nella  martellina  lgwar?)e  ne  spic- 
cano scintille  di  fuoco  per  l'ac- 
censione della  polvere  dell' ine- 
scatura.  Parti;  Barbozz  de  sottj 
Barbozz  de  sora,  Ganassa,,  cùu^ 
Quaderj  Preja^  Spinna  sponda; 
vidon  ^  vid  de  la  nos  —  Cane  : 
lo  strumento  per  imboccar  i 
cerchi  nelle  botti  —  Specie  di 
tanaglia  per  cavar  i  denti  — 
Grilletto:  specie  di  leva  da  so- 
nerie. 

CAN  per  Barbeh  sig.  2.  V. 
CAN.  fig.  Avaro  —  vess  can.  Es- 
ser cane  del  suo. 


CANÀ  o  CANAL.  Canale  del  bottac- 
cio {gorga)  nei  mulini. 

CANÀ  A.  Lingua:  ordigno  di  ferro 
riquadrato,  e  con  una  codetta 
per  la  quale  si  fìcea  nel  foro 
dell'incudine,  che  ha  in  sè  una 
scanalatura  entro  cui  si  va  as- 
sottigliando la  verga  (tondinel- 
la)  di  ferro. 

CANAJ.  Figliuoli  —  Ragazzi.  In 
senso  buono;  l'usano  da  Gavi- 
rate  a  Laveno.  In  sulle  prime 
credevo  malintendere  o  essere 
bubbolato;  ma  persone  autore- 
voli me  ne  fecero  sicuro. 

CANAJ  A.  Canaglia,  Bordaglia,  Bruz- 
zaglia— canaja  barettinna^  ca- 
naglia berrettina. 

CANAJA  m.  e  f.  Ribaldo, Briccone  — 
Ribalda,  Briccona  —  Le  voci 
vernacole  talvolta  si  usan  an- 
che in  senso  vezzeggiativo. 

CANAJ  AD  A  i  CANAJ  ARI  A-  Ribalde- 
ria —  Schiuma  di  ribaldi. 

CANAJON.  Ribaldone  —  Malva- 
gione. 

CANAL.  Verguccio,  Forma:  specie 
di  canaletto  in  cui  si  fonde  oro, 
argento ,  e  simili,  per  gettarlo 
in  verghe  o  in  pretelle. 

CANAL.  Canale  —  fig.  Via,  Modo, 
Mezzo  —  Portavento ,  Conduttor 
d'aria:  il  tubo  che  porta  l'aria 
nel  somiere  (somèe)  d'un  orga- 
no, e  da  questo  nelle  canne  — 
Doccia:  canale  per  lo  più  di  latta 
(lolla),  tinto  a  olio ,  che  si  pone 
lungo  1-  estremo  lembo  della 
gronda  per  ricevere  l' acqua 
piovana  che  vien  dal  tetto  — 
Abetella  {albera)  risegata  per  lo 
lungo  e  incavata  angolarmente 
con  iscalpello,  la  qual  si  fa  ser- 
vire di  doccia  in  alcune  case 
rustiche  o  vecchie  —  Cannon- 
cino: tubo  di  latta  o  d'altro  me- 
tallo, il  quale,  fermato  contro  il 
muro,  comunica  colla  doccia,  e 
ne  mena  l'acqua  fin  presso  al 
suolo  e  anche  sotto  di  esso  ,  in 
un  condotto  sotterraneo. 

CANALA.  Canala(La):  grosso  abete 
(abiezz)  o  altro  risegato  per  lo 
lungo  e  incavato,  il  quale  s'ap- 
plica ad  un  fosso  per  far  pas- 
sar l'acqua  da  un  campo  ad  un 


CAN  128  CAN 


altro  —  Cariala  (La):  acquedotto 
minore  che  riceve  le  acque  da 
un  cavo  o  condotto  principale, 
e  le  trasporta  altrove  passando 
sopra  altri  cavi  e  sopra  luoghi 
bassi  e  avvallati. 

CANAL  DE  LA  MENESTRA,  per  celia, 
Canal  delle  pappardelle,  Canal 
dei  tozzi  :  il  gorgozzale  —  de  l'a- 
ria^  Canale  dell'aria:  la  laringe. 

CANALE TT  Conduttore:  quel  cana- 
letto di  legno  che  ricorre  sotto 
al  biliardo  per  ricevervi  le  palle 
che  vi  cadono. 

CANALIN.  Canaletto  —  de  laghitt 
o  padùJ  viaggiolo  —  Glifo:  nome 
di  ognuno  di  due  canaletti  mag 
giori  che  corrono  fra  tre  bastoni 
dall'alto  in  basso  in  quella  sorta 
di  modanatura  propria  dell'or- 
dine dorico  chiamata  triglifo  — 
Beccuccio:  quello  dei  vasi,  e 
simili. 

CANALIN-  Canarino  (Fringilla  ca- 
naria): uccelletto  dalle  penne 
rance  ,  becco  puntuto  e  tirante 
al  bianco;  ali  piegate  che  co 
prono  alquanto  più  che  la  metà 
della  coda;  ci  proviene  dalle 
isole  Canarie;  canta  —  verd  o 
de  montagna Venturone  (Frin- 
gilla citrinella ,  Lin.):  uccello 
silvano,  dorso  piombato  verda- 
stro; gola  verde  gialla,  remi- 
ganti marginate  esternamente 
di  cenericcio  verdognolo;  fian- 
chi senza  macchie  longitudinali; 
timoniere  nerastre.  Anche  è 
chiamato  Ver  doliti  —  Fà  fà 
razza  ai  canalini  Appaiare  i 
canarini. 

CANALINNA.  Passera  canaria,  o 
di  Canaria:  la  femmina  del  ca- 
narino ,  in  generale  essa  è  di 
color  meno  lucente,  più  piccola 
intorno  al  capo,  più  breve  di 
collo  e  di  corpo,  non  cosi  alta 
di  piedi,  e  meno  elegante  — per 
peverascia^  V. 

CANAPÈ.  Canapè:  specie  di  panca 
per  lo  più  imbottita,  a  spalliera 
e  bracciuoli ,  su  cui  possono 
star  sedute  tre  o  più  persone,  e 
uno  può  anche  adagiarvisi  di- 
steso. Talora  i  bracciuoli  sono 
rappresentati   da   due  testate 


piene  e  imbottite  ;  e  per  mag- 
gior agio  si  aggiungono  due 
guanciali  rizzati  tra  le  testate 
e  la  spalliera. 

CANAPERIN-  Piccolo  canapè  — 
Predellino:  quel  piccolo  arnese 
imbottito  su  cui  ie  signore  po- 
san  i  piedi. 

CANARELLA.  Canale  diversivo,  Ca- 
nale irrigatorio,  Gora,  Condotto, 
Fosso:  quel  canale  che  riceve 
l'acqua  dalla  presa ,  e  la  porta 
sulle  terre  da  irrigare  —  Con- 
dotto :  nome  di  quelle  grandi 
doccie  di  legno  per  le  macchine 
mosse  dall'acqua. 

CANARELLA-  Trincarello:  specie 
di  telajetto  su  cui  è  tesa  una 
tela  di  fil  d'ottone,  coperta  an- 
che di  un  pannolino.  Pel  trinca- 
rello passa  colata  e  chiara  l'ac- 
qua che  continuamente  entra 
nella  pila  a  cenci  (folla  che  la- 
va), mentre  l'acqua  sucida  esce 
liberamente  da  altra  parte  della 
pila  medesima. 

CANARCEU.  Canaletto. 

CANARUZZ.  Gorgozzule:  la  canna 
della  gola  degli  uomini  e  delle 
bestie  —  Avegh  el  canaruzz 
fodrda  de  tolla^  Esser  una  gola 
lastricata  —  del  cceur^  de  la  co- 
radella^  canna  del  cuore,  del 
polmone  :  nelle  bestie. 

CANASTREL  Bagole:  il  frutto  del 
pero  cervino  (  Pirus  Amelan- 
chier).  Anche  Peretta  Brceuàen. 

CANATTÉR.  Canattiere:  che  go- 
verna i  cani. 

CAN  AVRÀ.  Collare  di  ferro:  quello 
che  mettesi  al  collo  delle  vac- 
che per  tenerle  ferme  alle  man- 
giatoie nelle  stalle,  v.  GamMsa. 

CANAVUSC  V.  canevusc. 

CANCANIN.  Gangherino  —  Arpion- 
ano, Arpioncello. 

CAN C ARI N.  -NETT.Sconcajatura  — 
Tristanzuolo. 

CANCHEN.  Cardine,  Ganghero:  ar- 
nese di  ferro  che  regge  le  im- 
poste (ant)  e  gli  sportelli  (an- 
tin).  Il  ganghero  è  composto  di 
dandella  e  arpione  —  Arpione: 
ferro  sul  quale  le  imposte  o  gli 
sportelli  si  volgono  Pai  ti:  Gam- 
ba ^  spinna  —  de  ingessà*  ìm° 


CAN  129 


CAN 


piomba*  cascia  dent  a  parpaj* 
a  rizzJ  da  ingessare,  da  im- 
piombare, da  conficcare  ad  ala, 
con  cartoccio  —  Mett  sul  can- 
chen*  Gangherare,  Inganghera- 
re —  Trà-giò  de  cancheri .  Sgan  - 
gherare  —  vess  giò  de  cancheri^ 
Essere  fuori  di  ganghero, sgan- 
gherato —  fig.  Esser  malazza- 
to, malaticcio,  cagionoso,  Croc- 
chiare —  Erre:  ferro  ricurvo, 
affisso  accanto  al  pozzo,  per 
raccogliervi  in  più  giri  la  fune 

—  Canchero,  Cancherino  ,  Can- 
cherone,  Cancheraccio,  fig.i  di 
persona  fastidiosa,  o,  come  che 
sia,  incomoda,  o  malsana ,  di 
poca  fede  o  di  poca  abilità,  o 
arnese  o  strumento  qualsiasi 
sconquassato  e  che  non  faccia 
al  bisogno. 

CANCHEN-  Pippa  :  per  celia. 

CANCHENIN.  Gangherino  —  Pippi- 
no  :  per  celia. 

CANCKER  D'UN  ROBB  (ON).  Un  can- 
chero: arnese  o  strumento  dis- 
adatto o  guasto  affatto. 

CANCRENNA-  Cancrena  —  Andà 
in  cancrenno.j  Cancrenarsi. 

CANDELABRO-  Candelabro  —  Dop- 
piero:  candeliere  a  due  boc- 
ciuoli  (busserò tt). 

CANDELIDEST.  Lo  stesso  che  can- 
tarides.  v. 

CANDIDA-  Candire:  dicesi  del  con- 
ciare frutte,  o  simili,  facendole 
bollire  nello  zucchero  mesco- 
lato con  chiaro  d'uovo. 

CANDIDATI-  Stronzi  conlettati. 

CANDILA,  CANDIRÀ.  Candela.  I  me- 
todi di  gettar  le  candele  di  sevo 
sono  due  :  collo  stampo  o  alla 
forma  J  colla  bacchetta  o  per 
immersione  —  a  uso  de  Fran- 
cia J  ad  uso  di  Francia  —  de 
calzolari  V.  Mezzcandir  o  Moc- 
colott  —  de  forma  „  alla  forma 

—  de  ìa  Zerioeura  ^  Candelara. 
V.  Zerioeura  —  de  zila_,  Candela 
•li  cera  —  frusta*  arsa,  arsic- 
cia —  de  stearinna stearica  o 
d'i  stearina  —  de  tavola J  Car- 
delotto  da  tavola,  da  conver- 
sazione —  nostrann  J  Candele 
nostrali  —  de  spermaceti „  dice- 
tina  o  spermaceti  —  Banch  di 

Banfi,  Voc. 


candii  Desco  delle  candele 
quello  ch'è  in  chiesa  —  Deslenguà 
come  ona  candita  J  Andarsene 
pel  buco  delTacquajo  (acqui- 
roeu):  smagrire  e  struggersi  in- 
sensibilmente —  Fà  el  cùu  ai 
candii J  Acculare  le  candele  — 
Sta*  Fà  sta  in  candita fig. 
Stare  o  Far  stare  a  segno  — 
Vess  in  eòo  la  candita  Essere 
agli  sgoccioli  la  candela.  V.  La- 
der,  Fonsg,  Mocusc,  Rizz,  Sbro- 
dola ,  stoppin  ,  Mocchirc&ula , 
Smorzirceula,  Bosia,  ecc. 
CANDILA.  Candela,  Candeio;  quel 
trave  lungo  che  si  mette  per 
ritto  a  puntello  di  solaj ,  tetti,  ec. 
che  minacciano  affondare  o  ro- 
vinare —  Bracciuolo:  canaletto 
che  irriga  le  praterie  —  in  pée^ 
a  traverSj  verticale,  orizzon- 
tale. 

CANDILA.  Candila,  Moccio  —  Avè 
giò  la  candila Moccicare.  V.  Na- 
rice —  candila  per  cornaggia^. 
sign.  2,  V. 

CANDILÉE,  CANDIRLE  Candeliere: 
ai  nese  da  piantarvi  la  candela. 
Parti:  Pedestall^  Vas  „  Canna ^ 
Busserottj,  Tollin*  in  quei  grandi 
di  chiesa:  Pè  de  leon  o  Pescitt^ 
PedestallJ  Foeuja  ^  Fusella*  Pa- 
dellinola *  spinna  .,  rolla  —  de 
la  setlimanna  santa J  Saetta. 

CANDIRATT.  <  andelaro, Candelajo: 
colui  che  fa  o  vende  candele. 

CANDIRATTA-  Candelara,  Candela- 
ia: colei  che  fa  o  vende  candele 
—  La  moglie  del  fabbricatore 
di  candele. 

CANDIRETT.  Spazzole:  sottilissimi 
sparagi  (sparg).  Anche  Sparg 
candirett,  spargiti. 

CANDIRON  Candelone  —  Spara- 
gione:  di  uomo  lungo. 

CANDIRON.  Corno  :  quello  dei  tao- 
chini  (pollin).  Anche,  campa- 
nin. 

CANDIRONNA.  Candelona  —  Rifìco- 
lona:  di  donna  brutta,  lunga. 

CANDIROTT.  Candelotto  —  Cande- 
lotto da  carrozza. 

CANEF,  CANEV,  CANOV.  Canapa 
(Cannabis  sativa):  erba  a  ra- 
dice legnosa,  fibrosa  e  biancat 
fusto  alto  da  quattro  fino  aci 

9 


CAN  130  CAN 


otto  piedi  —  Il  tiglio  Ull)  che  si 
trae  da  quell'erba.  V.  Canevèe^ 
Canevin^  canevosa  canevusc 
Canovett^  canova.  La  canapa 
più  fina  dai  mercanti  è  detta 
Garzuoli;  e  la  più  grossa  ca 
napone.  Il  luogo  in  cui  è  semi- 
nata la  canape  dicesi  canapa- 
ia; e  colui  che  assetta  la  ca- 
napa, canapaio.  La  semente  è 
detta  canapuccio.  La  canapa 
si  raccoglie  a  Steja  {  Manato  o 
Mannello),  Peja (Fastello).  Dicesi 
poi,  Arì)orare  il  seme  della  ca- 
napa coll'ar&òZoo  arboriOj,  ch'è 
un  arnese  dilegnoquasi  a  forma 
di  un  vaglio,  che  si  ripara  al 
petto  e  si  sventola  colle  mani 
per  spulare  il  seme. 

CANELL.  Cannello:  di  varie  cose 
che  hanno  forma  di  bocciuolo 
di  canna  od  anche  diverso  — 
Quel  pezzuolo  di  vera  canna 
che,  tagliata  tra  l' un  nodo  o 
l'altro,  serve  a  diversi  usi  nei 
lavori  di  drappi  e  di  panni. 

GAMELLA.  Cannella  (  Cinnamo- 
mum):  la  corteccia  interna  dei 
giovani  rami  dell'alloro  can 
nella  (Laurus  cinnamomum):  è 
accartocciata  e  di  color  come 
lionato  per  essere  stata  distesa 
e  seccata  al  soie.  Scorticatore 
di  cannella^,  si  chiama  r  ope- 
raio che  ne  fa  la  raccolta—  de 
la  reginna^  Cannella  regina  o 
di  Ceilan  (Laurus  cinnamomum) 
È  la  più  stimata  e  si  divide  in 
fina  j,  semi- fina  „  comune  —  in 
spolett  j  Minuzzoli,  Rottami  di 
cannella.  V.  Scavezzon  —  color 
canella^  Color  di  cannella,  cioè 
come  lionato. 

GAMELLA-  Ruotolo:  cilindro  di 
granito  con  cui  si  passa  alla 
pietra  il  cioccolatte  — ■  Matte- 
rello, Spianatoio:  cilindro  con 
cui  si  spiana  e  assottiglia  la 
pasta  —  Rasiera  :  bastone  ro- 
tondo per  uso  di  levar  via  dallo 
stajo  {stée)  il  colmo  che  sopra- 
vanza alla  misura  —  Dà  la  ca- 
nella  ^  Rasare:  levar  colla  ra- 
siera il  colmo  dello  stajo  che 
sopravanza  alla  misura  —  Me- 
stone: quel  cilindro  che  s' usa 


per  tramestare  la  polenta  — 
Tceussen  onacanella*  Mangiare 
a  crepapelle. 

CANELLÀ.  V.  Rasà,  sig.  1. 

CANELLON-  Anella:  capelli  rac- 
colti in  forma  di  anello. 

CANETT.  Cannuccio ,  Cannellino. 

CANETT  (I).  Intrecciatura:  lavoro 
di  maglie  (magg)  scavalcate 
{interzàa),  che  forma  l'estremo 
orlo  della  staffa,  quando  la 
calza  si  fa  senza  pedule  —  Pie- 
ghette V.  caneltà. 

CANETTA-  Mestolo:  nel  bove,  quel 
prolungamento  dell'osso  della 
gamba  dalla  parte  del  ventre. 

CANETTA.  Canna  di  padule  o  a 
spazzole  (Arundo  phragmites): 
pianta  acquatica  con  che  si 
fanno  stuojati  (pi a  fon) ,  e  colle 
piumose  cime  di  essa  non  af- 
fatto mature  si  fanno  granatini 
(scovin  de  piuma). 

CANETTA.  Stecca,  Bacchetta, Fat- 
torino :  sottile  mazza  di  legno  o 
d'avorio  con  foro  nella  direzione 
dell'asse,  per  introdurvi  la  po- 
steriore estremità  di  uno  dei  ferri 
dacalze  V.  Fodrazz  Oggidifan- 
no  senza,  e  dicono  Fà  i  calzett 
a  la  francesa  —  Cannello;  tu- 
betto di  legno  d'avorio  che  si 
innesta  alla  cima  della  canna 
del  serviziale  —  storta,  Can- 
nello toito:  è  di  stagno,  termi- 
nante in  becco  ricurvo,  perchè 
uno  possa  darsi  da  sè  il  cli- 
stere —  de  zita  de  spagna^C&n- 
nello  di  cera  lacca  —  de  saldà^ 
da  saldare  —  Canetta  per  Pen- 
nirceu.  V. 

CANETTA  Toccalapis,  Matitatoio 
—  Cannetta. 

CANETTA.  Nella  cava  d'  arenaria 
di  Vigano  è  detta  cosi  ogni 
stenditura  longitudinale  che  si 
fa  per  cavar  dal  monte  quella 
saldezza  che  vuoisi;  sfenditura 
di  cui  si  vede  la  fine  in  una  se- 
ghettatura  che  rimane  nel  pez- 
zo cavato.  V.  in  Testa. 

CANETTA.  Pieghettare:  stirar  la 
biancheria  a  pieghette  minutis- 
sime. 

CANETTADA.  Tocco  di  lapis,  di 
matita. 


CAN 


131  CAN 


CANETTADORA.  Donna  che  pie- 
ghetta. 

C1NETTÉ-  Vergola  a  cappuccio  o 
a  filo,  Regolino:  specie  di  tela 
di  cotone  o  di  lino  —  Specie  di 
storta  di  seta  a  rigoline  bianche 
e  turchinicce. 

CANETTÉE.  Canneto:  luogo  pian- 
tato a  canne. 

CANETTÉE.  Fiaschettone   (  Parus 
pendulinus,  Lin.):  uccello  sii 
vano,  pileo  bianco-periato;  una 
Jarga   fascia  nera   ricopre  lai 
fronte,  gli  occhi  e  le  orecchie.! 
I  nostri   contadini  dicono  che 
questo  uccello  col  suo  modular 
di  voce  va  gridando: 
Chi  l'è  che  fa  la  voltai 
J  poveri  tt. 

Chi  l'è  che  god  la  robbaì 
I  ricche  i  ricch. 

CANETTÉE  per  passera  canèra^W. 

CANETTÉRA  V.  Canetlèe,  sig.  1 

CANEV.  V.  canef. 

CANEVA  FEMENA.  Canapa  femmi- 
na: il  fiore  della  canapa  più 
alta,  col  solo  fiore  senza  seme 
—  maschia  Canapa  maschia: 
il  seme  o  la  seme,  cioè  quella 
che  rimane  bassa,  di  seme  ba- 
lor  io,  e  si  chiama  il  viglio. 

CANEVÀ,  CANEVASC,  CANEVAZZ 
Canavaccio,  Canovaccio:  spe 
eie  di  panno,  per  lo  più  di  ca- 
napa, grosso  e  ruvido  per  farvi 
modelli  di  puntiscritti  (march), 
guanciali,  tappeti  e  simili  —  de 
seda,,  di  seta:  stofTa  di  seta  per 
uso  di  ricami  e  simile. 

CANEVARCEULA-  Beccafico  cana- 
pino, Cannevarola,  Canaparola 
(Motacilla  Hippolais):  uccello 
silvano;  al  disopra  olivastro, 
al  disotto  giallo-sulfureo;  piedi 
cenerino  giallastri;  terza,  quar- 
ta e  quinta  remigante  sube- 
guali, e  le  più  lunghe.  Anche, 
ruinolt. 

CANEVÉE.  Canapajo:  luogo  semi- 
nato di  canapa  —  per  Cane 
vin,  v. 

CANEVÉRA  Barba,  Radichetta: 
nome  delle  ultime  fila  o  barbo 
line  delle  piante. 

CANE  VETTA.    Cantimplora  :  can 


nello  di  latta  (lolla)  che  verso 
la  estremità  inferiore  ha  un  in- 
grossamento in  forma  di  mela 
(pomra) ,  o  di  doppio  cono  che 
dicesi  palla  j  capace  d'un  bic- 
chier d1  acqua  o  poco  più.  Te- 
nuto in  acqua  freddato  col 
ghiaccio,  cavasi  pieno  di  essa, 
che  vi  rimane  sospesa  col  solo 
tenerne  1'  estremità  superiore 
chiusa  col  polpastrello  del  pol- 
lice (grassell  del  didon),  rialzato 
il  quale,  l1  acqua  cade  ,  e  se  ne 
raccoglie  nel  sottoposto  bic- 
chiere, per  inacquare  e  rinfre- 
scare il  vino.  V.  Seggell ,  sig.  2. 

CANEVIN.  Canapajo:  l'uomo  che 
assetta  la  canapa. 

CANEVOSA.  Canapuccia:  Seme  di 
canapa. 

CANEVOSA  (AVE  MANGIA  LA).  Es- 
sere in  caldo:  andar  in  amore, 
o  aver  voglia  di  ruzzar  con 
donne.  Vuoisi  (Villa)  che  la  ca- 
napuccia riscaldi  i  cardellini  e 
altri  siffatti  uccelletti,  e  facciali 
cantare  alla  distesa. 

CANEV  SALVADEGH.  V.  Erba  china. 

CANEVUSC  Canàpuli:  fusti  aridi  e 
dipelati  della  canapa;  si  usano 
ad  avviar  il  fuoco. 

CANEZ)  V.  Mezzacanezó. 

CANFIN-  Canfino:  specie  d'olio  da 
ardere. 

CANIMEL.  Caramell a  :  piccolo  con- 
fetto di  zucchero  giulebbato  e 
rappreso,  liscio,  trasparente , 
piano,  tondo  o  quadrangolare, 
incartato  o  no. 

CANIN.  Cannello,  Cannella  :  il  tu- 
bo della  pipa,  pel  quale  il  fumo 
passa  dal  caminetto  al  boc- 
chino —  Castrino:  coltellino  a- 
dunco  per  castrar  le  castagne. 

CANIN.  Pagliato,  Canarino:  color 
di  paglia,  giallino. 

CANIPPA,  CANIPPIA.  V.  Nason. 

CANNA.  Canna:  pianta  di  fusto  di- 
ritto ,  lungo,  vuoto  e  nodoso  — 
Canna  comune  o  da  conocchie 
(rócch)  o  domestica  (  Arundo 
donax)  —  Parti:  canon,  Gropp., 
Pellesinna  —  Mazza:  bastone 
cilindrico,  di  legno  duro,  lungo 
poco  più  della  canna  da  servi- 
ziale,  che  da  l'un  dei  capi  ter- 


CAN 


132 


CAN 


mina  nel  manico  ;  r  altro  capo 
è  munito  del  rocchetto  (vidon) 
Cannello:  il  bocciuolo  di  canna 
sul  quale  si  formano  i  gomito 
letti  di  filo.  V.  canon ^  sig.  9  — 
de  cresp'n^  Stecca.  V.  Canon J 
sig.  4  —  Canna  de  levutiv^  Can- 
na da  serviziale.  Patti:  cannaJ 
cannetta^  CapellettJ  Stopporon^ 
Maneghj  VidonJ  cannetta  stor 
ta  —  canna  de  fusi^  canna  da 
fucile.  Parti:  Bassinett  ^  Fond  ^ 
Vidon^  Scud  de  culatta^  TacchJ 
Vosujj  —  a  torcion^  Canna  di  o 
a  tortiglione  ,  o  a  chiocciola  o 
a  spira:  fatta  d'una  striscia  di 
ferro  avvolta  a  spire  intorno 
ad  una  incamiciatura  o  tubo 
che  serve  di  forma  —  rigada  _, 
rigata:  in  cui  la  carica  vi  è 
spinta  con  forza  da  una  bac- 
chetta di  ferro  battuta  da  un 
mazzuolo  —  canna  de  tintor 
Canna:  se  ne  servono  i  tintori 
per  istendervi  le  loro  robe  tinte 
o  altro  — -  de  veschJ  Fodero  da 
panione:  bocciuolo   di  canna 
nel  quale  si  custodiscono  i  pa 
moni  {bacchett)  e  le  paniuzze 
(bacchettin) .  quando  son  infitte 
sul  vergello  (bacchetton)  —  de 
la  cassia  ^  Bocciuolo  —  del  ca 
■mer^  Doccione  —  del  pozz  e  del 
camìn^  Gola  —  del  lavandin  ^ 
Smaltitoio,  Gola  —  del  bo fletta 
Canna   —  d'apis     Matitatoio , 
Toccalapis  —  de  la  pennaJ  Can 
noncino  —  de  l'orghenj,  Canna 
Parti:   canna ^  Anema^  Ani- 
mella., Pèj  Scud^  Sofì'egh—  Can 
na  a  anema^  a  ancia ^  a  stop- 
pa^  Canna  d'anima,  a  lingua 
chiusa  —  Corpo:  una  delle  due 
principali  parti  delle  canne  da 
organo  —  Canna  del  foeugh  J 
Soffione  o  Trombone  a  bocca  — 
de  ritornell     Canna  di  ritor- 
nello —  de  strinali  j.  Gambale 
Tromba. 
CANNA-  Canna  :  nell'  arte  deli'  a 
grimensore.  dell'ingegnere,  ecc. 
è  appunto  un  fusto  di  canna , 
diritto  ,  suddiviso  in  più  parti 
minori,  e  serve  a  misurare  lun- 
ghezze sul  terreno,  muro  o  al- 
tro.  Canneggiare   è  misurare 


colla  canna;  canneggiatore  chi 
misura  colla  canna. 
CANNA  CANNA  (FA).  Lo  stesso  che 

Igna  o  inda  (Fà).  V. 
CANNADA.    Cannata:    colpo  di 
canna. 

L'ANNA  DE  PESCA.  V.   Sedagna.  1 

Siciliani  la  dicono  Cimedda. 
CANNA  D'INDIA.   Canna  d'india 
(Calamus  scipionum):  piauta  a 
foglie  a  lancia  ovali  ed  appun- 
tate  alle    due  estremità  —  de 
zuccher^  Canna  da  zucchero 
(Saccharum  officinale)   —  del 
naSj  Ossatura  del  naso. 
CANNA  STORTA   Sifone,  Tromba: 
tubo  ricurvo  ai  due  capi,  col 
quale  si  fa  passar  un  liquido 
da  un  vaso  ad  un  altro.  V.  Si- 
ghignoeula  —  de  prscà  Canna 
da  pescare  —  V.  Sion. 
CANNÉE.  V.  canettèe^  sig.  l. 
CANOCIAL.  Cannocchiale  —  de  tea- 
ter^  Occhialetto  da  pugno,  o  da 
teatro. 

CANOCIALÉE.  Fabbricatore  e  Ven- 
ditore di  cannocchiali. 
CÀNOLA.  Doccia,  Scarpello  a  doc- 
cia, Sgorbia:  ferro  con  che  il 
bottajo  (seggionèe)  fa  nei  tini  e 
nelle  botti  quei  fori  nei  quali  si 
ha  da  in  intromettere  le  can- 
nelle (spinn). 
CANON.  Cannone:  grossa  canna. 
CANON.  Cannone.  Pezzo  d'artiglie- 
ria gettato  in  bronzo  o  in  ghisa 
per  lanciar  palle  calibrate  al 
suo  diametro  intorno,  cannone 
in  questo  senso  è  voce  venuta- 
ci alla  calata  di  Carlo  Vili.  Pri- 
ma si  disse  bombarda,  o  in  ge- 
nerale ,  artiglieria;  poi  gli  si 
diedero  nomi  di  animali  o  d'al- 
tro che  uscirono  d'uso.  Vi  ha  il 
cannone  da  breccia^  da  campo 

0  da  campagna^  da  muro  o  da 
assedio^  da  montagna^  da  piaz- 
za J  da  costa  e  da  marinajecc. 
Quei  di  marina  chiamansi  can- 
noni a  camera^  obici^  gunnadi. 

1  nomi  delle  parti  principali  del 
cannone  sono:  anima,  fondo, 
bocca,  vivo  della  bocca,  culat- 
ta, bottone,  plinto,  foro,  gola  di 
culatta,  culo  di  lampada,  cor- 
po, volata,  gioja  a  tulipano, 


CAN  133  CAN 


vento,  focone,  gola,  corona,  co- 
done, fascia,  guscio,  piattaban- 
da,  listello,  ovoletto,  asti  agaio, 
collare,  sofiione,  maniglie,  orec- 
chioni, zoccoli,  alzo,  o  traguar- 
do, ecc.  Gli  armamenti  sono  il 
calcatojo,  lo  scovolo,  il  ditale, 
il  cavastracci,  la  cucchiaja,  lo 
sfondatojo,  ilbuttafuoco.il  por- 
tasorfìone,  la  tasca  da  cannelli 
e  da  munizioni,  il  cartoccio,  la 
miccia,  la  palla,  la  bomba,  la 
polvere,  la  mitraglia,  la  car- 
retta, l'affusto,  ecc.  «  Noi  Mila- 
nesi,  Cherubini  ,  che  potemmo 
già  gloriosamente  nominare  con 
voci  vernacole  ogni  minima 
parte  della  picca,  della  spada, 
e  di  simili  altre  armadure,  non 
possiamo  oggidì  parlar  di  can- 
noni che  per  le  bocche  d'altri, 
e  perciò  non  abbiamo  nomi 
volgari  vernacoli  per  denotare 
nè  le  specie,  nè  le  parti  di  que- 
sto padrone  delle  genti.  »  Spe- 
riamo però  che  L' indipendenza 
e  libertà  d'Italia  ci  forniranno 
tali  nomi  vernacoli ,  e  alcuni 
già  ne  sentiamo  dire. 
CANON.  Cialdone:  sottilissima  fal- 
da di  pasta  cotta  come  le  ostie 
(obbiàa)  in  forme  appropriate 
e  rattorte  a  guisa  di  barca  o 
di  cartoccio  ;  suole  mangiarsi 
colla  panna  montata  (latimel) 
—  Cannone:  il  maggiore  fra  i 
nostri  caratteri  da  stampa,  u- 
sato  solo  per  messali,  cartelli 
di  cortesia,  ecc.  —  Bastoncello, 
Stecca  maestra:  nome  della 
prima  e  dell'  ultima  delle  stec- 
che (cann)  del  ventaglio  (ere 
spin)  —  Cannello:  piccolo  doc- 
cione dei  condotti  di  piombo  o 
di  terra  —  Trappola  a  stroz- 
zino, Strozzino:  trappola  da 
talpe  —  Gambo,  Stelo:  nelle 
viole  garofanate  {garofol)  — 
Bocciuolo  :  la  parte  delle  canne 
e  simile  che  è  tra  r  un  nodo  e 
l'altro.  BubbolOe  se  ha  un  nodo 
da  un  lato  solo  —  Cannone:  boc- 
ciuolo di  canna  su  cui  s'in- 
canna seta,  lana,  ecc.  da  dipa 
narle  —  Cannoncino:  gonfietto 
alle  cuffie  e  alle  vesti.  V.  Bor- 


lon  —  Fà  el  canon ^  Spingare: 
del  grano  —  canon  de  formen- 
tone Stocco,  Cannocchio,  Ca- 
nocchio  —  de  nxantes  ^  Bucola- 
ro  —  di  penn.  V  Pennirceu  — 

—  per  Imboccadura ^  sign.  l,  V. 

—  de  la  frusta Cannoncino:  è 
al  serpe  delle  carrozze,  ove  im- 
pianta la  frusta  il  cocchiere. 

CANON  per  Fer  de  Borlon,  V. 

CANON  (FA).  Accartocciarsi:  di- 
cesi delle  foglie  del  grano  tur- 
co, quando,  per  alidore  appas- 
sendo, si  ravvolgono  su  a  modo 
del  cannone. 

CANONÀ-  Cannoneggiare  —  Sbom- 
bardare: spetezzare. 

CANONADA.  Cannonata  —  Sbom- 
bardata —  Sparata. 

CANONAMENT.  Cannoneggiamento 

CANONEGA.  Canonica. 

CANONEGA  (ANDÀ  IN).  Sfiorire:  del 
perder  il  fiore  le  piante. 

CANONEGH.  Canonico  —  Lettore: 
porta  pelliccia,  istituzione  tra 
noi  di  S.  Simpliciano. 

CANONEGH.  V.  Mazzaconegh. 

CANONEGH:  per  BisyióJ  sign.  4,  V. 

CANONÉR.  Cannoniere. 

CANONEHA.  Cannoniera. 

CANONZIN.  Cannoncino. 

CANOTT.  Canotto. 

CANOV.  V.  canef. 

CANOVETT,  CANOV-MATT.  Cana- 
pone. 

CANSÀ-  V.  scansa. 

CANT.  Luogo,  Stallo,  Stalla  —  Ca- 
sale, Ceppo  di  case. 

CANTA.  Cantare  —  Andà  d'ac- 
corda o  simile,  in  del  cantò.. 
Star  in  tuono  —  a  la  distesa  . 
Cantar  alla  ricisa  ,  Spippolare 

—  a  oreggia..  a  orecchia  —  de 
sopran^  o  simile  ,  Cantar  in  so- 
prano, o  simile  —  ona  canzon 
de  indormentà  i  ficeu Cantare 
o  Far  la  ninna  nanna-roma??, 
fig.  Cantare  da  ciechi:  di  fac- 
cenda o  cantaféra  lunga  lunga 
senza  nè  sugo  nè  sapore  — 
senza  ton^  a  secco  —  El  canta 
tant  bench'el  tra  locch^  E'cauta 
cosi  bene  da  ringrullire. 

CANTA.  Grillare ,  Stridere ,  Far 
cri  cri:  di  grillo  —  Gracidare: 
della  rana  —  Stridere,  Cantare: 


CAN  134  CAN 


di  cicale  —  Cantare:  degli  uc- 
cellini —  Cantare,  Gorgheggia- 
re: dell'usignuolo  —  Bubbolare: 
dell'allocco  (lorocch)  —  Ana- 
trare, Tetrinare,  Tetrinnire, 
Schiamazzare:  dell'anitra  (ane- 
da)  —  Stridere:  del  pipistrello 
(tegnoeura)  —  Trombettare:  del- 
l'aquila —  Pululare,  Trombetta- 
re, Pupillare  del  pavone  — 
Chiurlare:  dell'  assiuolo  (sci- 
sciceu)  e  di  simili  altri  uccelli 
notturni  —  Gloterare:  della  ci- 
cogna {scigogna)  —  Squittire, 
Coccuveggiare  :  della  civetta 
(sguiguetta)  —  Gemere,  Mormo 
rare,  Tubare:  della  colomba 
(puvionna)  —  Tronfiare:  del  co- 
lombo (puvion)  —  Gracchiare, 
Crocidare,Crocitare,Far  ero  ero, 
Corbare,  Cinguettare:  del  corvo 
(scorbatt)  —  Cuculiare  :  del  cuco 
(cócó)  —  Par  cirice  :  la  capinera 

—  Sfringuellare:  del  fringuello 
(frangiteli)  —  Spincionare:  dello 
spincione  {frangiceli  minga  in- 
orbii)  Gracillare  ,  Gracidare, 
Schiamazzare  :  della  gallina  — 
Chiocciare,  Crocciare:  della 
chioccia  {pitta)  ~  Cantare,  Far 
cuccurucù  o  chicchirichì,  Cuc- 
curire,  Rignare,  Far  delle  chic- 
chiriate :  del  gallo  —  Gurgu- 
gliare,  Cantare:  del  tacchino 
(pollin)  —  Squittire,  Cinquetta- 
re:  della  gazza  e  del  pappa- 
gallo —  Pigolare  e  Cinguettare . 
della  ghiandaja  (berta)  —  Grac- 
chiare, Scornacchiare,  Cornac- 
chiare:  della  cornacchia  (cor- 
naggia)  —  Gufeggiare:  del  gufo 
(povera  donna)  —  Stridere  della 
pernice,  e  della  quaglia  —  Stri 
dere,  Fischiare  ,  Far  mio  ,  mio: 
del  nibbio  —  Gracidare  e  Stri- 
dere :  dell'  oca  —  Pigolare:  dei 
pulcini  (  poresitt  )  —  Gruare: 
della  grù  —  Tinnital  e,  Chiocco- 
lare: del  merlo  —  Butire  :  della 
paona  —  Pipilare,  Pigolare,  Far 
pissì  pissl:  delle  passere  —  Pis- 
pissare:  del  rondinino  —  Cin- 
guettare: della  putta  (berta) 

—  Chiocciare,  pipare:  dello 
sparviere  (sparavèe)  —  Zirlare, 
Trutilare ,    Schiamazzare:  del 


tordo  (dord)  e  della  cesena 
(dress)  —  Gemere,  Tubare:  della 
tortora  (tortorella)  —  Garrire: 
degli  uccelli  di  rapina  —  Metter 
zilli:  del  rampichino  —  Trissa- 
re ,  Trincare,  zinzilulare,  Zin- 
ziculare:  della  rondine  —  Zin- 
zilulare :  dell'  apiastro  —  Cigo- 
lare: dell'arzavola  (arzagola)  — 
Pulpare:  dell' avvoltojo  —  Miti- 
lare:  della  calandra  {re  de  lo- 
der  o  loderon)  —  Zinzilulare: 
dello  scriciolo  (rìoltinì  —  Pu- 
sitare  :  dello  stornello  —  Frinire  : 
della  cicala.  Dicesi  svernare., 
il  cantar  degli  uccelli  al  co- 
minciar di  primavera;  piare  * 
del  lor  cantare  di  quando  en- 
trano in  amore  ;  garrire  ^  del- 
lo stridere  al  veder  un  uccello 
di  rapina.  V.  VerSj,  sig.  3. 

CANTA,  CANTÀ-SU.  Cantare?  dire, 
confessare  —  Far  come  la  vec- 
chia di  Verona,  che  le  si  dava 
un  quattrino  perchè  cantasse  , 
e  due  perché  tacesse:  di  chi 
non  rifìna  mai  di  dir  su  —  Fà 
canta  vun*  Scalzarlo:  cavargli 
il  segreto. 

CANTA.  Crocchiare:  dei  ferri  dei 
cavalli  quando  dimenano  e  ro- 
moreggiano  cigolando  —  Sgre- 
tolace  ,  Scrosciare,  Sgricchio- 
lare,  Sgrigiolare  :  di  quel  mo- 
lesto cigolio  che  fanno  talora 
fra  i  denti  il  pane  ,  le  paste  o 
altro  per  terra  o  rena  (sabbia) 
rimasta  nel  grano  ,  ov  vero  per 
rosura  delle  macine  (  moeul  ) 
passata  nella  far  ina. 

CANTACUCDU.  V.  Grtoeu. 

CANTADA.  Cantata— a  la  distesa _„ 
Sgolata. 

CANTADOR.  Cantajuolo:  di  uccello 
che  si  alleva  per  allettaiuolo 
(stelon). 

CANTANT-  Cantante  —  Canta- 
tore. 

CANTANTA.  Cantante:  cantati  ice. 

CANTARÀ  Cantarano:  mobile  con- 
sistente in  due  ,  tre  o  quattro 
cassette  (cassetton)  che  si  ti- 
rano fuori  per  dinanzi  dal  gu- 
scio in  cui  sono  incastrate  l'una 
sovra  l'altra,  ad  uso  di  riporvi 
biancheria,  vestimenti  e  simili, 


CAN 


135 


CAN 


che  si  vogliono  tenere  custoditi, 
v.  cumò. 

CANTARANNA-  Voce  storica  mila- 
nese, cantaranna  chiamavasi 
da  noi  parte  del  Nirone;  di  poi 
si  chiamarono  così  tutte  le 
cloache  e  anche  alcune  aper- 
ture, che  di  tratto  in  tratto  per 
la  nostra  città  s' incontravano, 
fatte  anch' esse  affine  d'intro- 
durre in  queste  chiariche  l'ac- 
que piovane.  Ora  queste  canta- 
vanne  sono  tutte  scomparse. 
Chi  poi  la  vuole  una  tal  voce 
tratta  dal  canto  delle  rane*  che 
si  annidavano  in  esse,  e  noi, 
bambini  ancora,  che  ne  vedem- 
mo varie  ,  possiamo  dire  che 
rane  e  rospi  non  ve  ne  manca- 
vano. —  Da  questa  voce  tutta 
nostra,  deriviamo  il  dettato: 
Spuzzà  come  una  cantaranna_, 
Putire  come  una  fogna. 

CAN7ARANNA.  Canterino,  Cante- 
rina: p^r  celia  e  in  parte  per 
vezzo,  di  chi  ama  cantare,  per 
lo  più  senz'arte,  e  come  la  na- 
tura e  l'affetto  dell'animo  detta  : 
per  ispregio,  di  chi  è  cantante 
di  professione. 

CANTAREJ.  Sònici,  Sorognoni: 
glandolette  sotto  la  cute  in 
farcite,  alle  quali  si  fanno  fre- 
ghe fortissime  per  torre  il  male 

—  Romp  ì  cantar  e j  Schiacciare 
le  senici  —  fig.  Tagliare  i  ca- 
pricci, Scapricciare  ,  Levare  il 
ruzzo  dal  capo.  Col  fargli  di 
sode  freghe  in  su  le  spalle  e 
ragguagliargli  le  costure. 

CANTARELL.  Pernice  fìstierella: 
allettatola  (stelon)  da  pernici 

—  Quaglia  canterella:  se  è  una 
quaglia  —  Schiamazzo:  se  è  un 
dordo. 

CANTARELL  CANTARELLA-  Cante- 
rella (Cantharis  vescicatoria): 
insetto  le  cui  ali  sono  chiuse 
in  un  astuccio;  lungo  circa  tre 
quarti  di  pollice  (dìdon)\  di  un 
verde  lucente,  gambe  e  antenne 
{corni)  di  un  nero  azzurrogno- 
lo; sta  sui  frassini  delle  cui  fo- 
glie si  pasce;  odore  acutissimo 
analogo  a  quello  proprio  dei 
ratti  o  dei  fiori  di  cicuta  {erbo- 


rinn  spuzzolent);  notissimo  pei 
suoi  usi  medicinali. 

CANTARI.  Doppieri:  quei  due  can- 
delieri i  quali  con  su  accese  le 
candele  portansi  da  banda  alia 
croce  nelle  funzioni. 

CANTARIDESSA-  V.  cantaress. 

CANTARINNA.  Cantatrice. 

CANTASCIÀ.  Cantazzare  —  Cantac- 
chiare. 

CANTÉGORA  (ANDÀ  o  YESS  IN).  An- 
dar per  la  bocca  degli  uo- 
mini. 

CÀNTEN.  Càntero:  vaso  assai  cu- 
po, cilindrico,  o  leggermente 
conico  ,  a  fondo  alquanto  mi- 
nore della  bocca,  e  tiensi  nella 
seggetta  pei  bisogni  corporali. 

CANTENIN.  Canterinto,  Canterello: 
piccolo  cantero  {cànten), 

CANTILENNA-  Cantilena  —  Nenia. 

CANTTN-  cantino  :la  corda  minore 
del  violino  o  degli  altri  stru- 
menti posta  in  ultimo  luogo,  di 
suono  acutissimo  —  Tocca  on 
cantinJ  fig.  Toccar  un  cantino: 
in  un  discorso,  del  far  cenno  di 
un  fatto ,  di  un  oggetto  qualun- 
que ,  più  o  meno  bene,  più  o 
meno  a  proposito. 

CANTINÀA.  A  vòlta:  dicesi  di  lo- 
cali a  pian  terreno,  i  quali  han- 
no sotto  cantine. 

CANTINÉE.  Cantiniere  —  Canovajo 

—  vinajo. 

CANTINELLA.  Cantinella:  nome  di 
ciascuna  di  quelle  lunghe  stan- 
ghe,  le  quali  hanno  confitti  in 
sè  vari  lumini,  e  le  quali  s'ap- 
piccano alle  quinte  {quint)  per 
illuminarle. 

CANTINERA.  Cantinata  —  Canova- 
ja  —  Vinaja. 

CANTINETTA.  Cantinetta  —  Porta- 
bottiglie: paniere  a  più  scom- 
partimenti per  porvi  e  traspor- 
tar bottiglie. 

CANTININ.  Cantinetto  ,  Cantinina^ 
Cantinuccia. 

CANTINNA.  Cantina,  Cella,  Volta 

—  Anco  di  qualunque  luogo  sot- 
terraneo, cosi  per  similitudine; 
e  di  luogo  umido,  che  pare  una 
cantina  —  Andà  la  vos  in  can- 
tinaJ  fig.  Affiocare,  Affiochire, 
Arrocare  —  Omm  de  cantinna^. 


CAN 


136 


CAN 


Vinajo  —  de  la  legna,  Legnaja 

—  del  viri,  Canova:  la  vòlta  del 
vino  nelle  case  private  —  Luo- 
go dove  si  vende  il  vino  a  mi- 
nuto —  Gii' è  sott  cantinna,  fig. 
Mucina  o  Gatta  ci  cova,  Trama 
c'è  sotto  ,  Io  dubito  che  non  ci 
sia  altro  sotto,  E' ci  cova  sotto 
altro  che  favole,  Trama  c'è,  C'è 
sotto  magagna,  c'è  sotto  cacca, 
Ce  mistero  sotto,  Qui  c'è  del 
bujo,  Qualche  imbroglio  c'è  sot- 
to, C'è  sotto  materia,  C'è  sotto 
ragia:  la  cosa  non  è  chiara. 

CANTINON,  -NONNA.  Cantinone. 

CANTIR.  Steccone:  nelle  pergole 
da  viti  è  il  nome  delle  pertiche 
maggiori  che  le  sostentano  nelle 
testate,  perchè  le  minori  e  di 
corpo  diconsi  Scarion. 

SANTIR.  Tondone:  quel  ramo  d'al- 
bero che  per  la  sua  grossezza 
sta  fra  il  palone  e  il  travetto 
e  lo  nominiamo  cosi  rozzo  o 
asciato  o  albero  anco  in  piedi 

—  Corrente,  Piana:  nome  d'ogni 
legno  riquadrato  a  foggia  di 
travicello  che  si  inchioda  in 
buon  numero  sui  pontoni  {bra- 
scioeu)  tra  cavalletto  e  caval- 
ietto (cavrìada)  parallelamente 
al  comignolo  {colma)  del  tetto 

—  per  Antenna,  V.  sig.  l. 
CANTIRADA,  CANTIRERA.  Bosco  a 

tondoni  {cantir), 

CANTIRELL.  Corrcntino  :  quel  ramo 
d'albero  ch'è  grosso  un  po' più 
del  palone  {palon)  e  un  po'  me- 
no del  tondone  (cantir). 

CANTON.  Cantone  —  Mett  in  del 
canton ,  Mettere  al  cantone  : 
mettervi  a  castigo  i  fanciulli 
troppo  vivi  —  canto  —  Angolo 

—  cà,  Fenestrade  canton,  Casa, 
Finestra  di  cantonata  —  Fà 
canton,  Far  cantonata  —  Giugà 
ai  quatter  canton,  V.  Bavetta 
(Giugà  a  foresetta  —  Lassa  in 
del  canton  del  ruff,  Esser  mes- 
so in  un  cantone:  trascurato, 
posposto,  disprezzato,  come  av- 
viene d'  ordinario  ai  poveri 
vecchi,  alla  suocera  {madonna) 

—  Mett  fozura  sui  canton,  Ap- 
piccare ai  canti  —  Mett  in  can- 
ton, Rmcantonare  —  Stà  sem- 


per  in  canton  del  foeugh,  Esser 
confinato  al  canto  del  fuoco , 
Starsi  a  far  cenere  intorno  a 
buone  legne  secche  —  Stà-sù 
per  i  cantori  a  vend,  e  simile, 
Star  su  pe' canti  a  vendere,  e 
simile  —  Trass  in  d'  on  canton. 
Rincantucciarsi  —  Tutt  a  can- 
ton ,  Angoloso  —  Tra  in  d'  on 
canton,  Metter  da  banda—  Vess 
in  del  canton  di  noeuf  nxes,  Star 
nel  cantuccio  della  casa  —  Volta 
el  canton,  Scantonare  —  No  ve- 
deva V  ora  de  sghimbiamela  al 
primm  canton, Agognavo  di  sgat- 
tajolarmela  al  primo  canto  — 
Cocca:  l'angolo  che  fanno  i  panni 
piegati  —  1  fold  della  toa  mar- 
sinna  fan  canton,  Le  falde  della 
tua  giubba  fanno  cocca  —  per 
Pederìn.  V.  —  Dà  on  canton  in 
pegn,  Dar  un  canto  in  paga- 
mento: battersela,  fumarsela, 
fuggire  nascostamente.  La  frase 
italiana  viene  dal  costume  dei 
volatili  di  sciogliere  il  canto 
allorché  fuggono  dalla  casa  o 
dalla  gabbia  dov'erano  tenuti 
prigionieri,  o  per  ricompensa 
dell'ospitalità  ricevuta  fino  al- 
lora in  pegno  dal  loro  padrone, 
o  piuttosto  per  indizio  della  loro 
gio.ia  nel  ricuperare  la  libertà. 

CANTON.  Lieva  da  tirare  i  cam- 
panelli. V.  Gamba,  sig.  2. 

CANTON  ,  CANTONIN.  Cantonata  : 
nome  di  quelle  lastrine  metal- 
liche onde  armano  gli  angoli 
acuti  degli  stipetti,  degli  scri- 
gni, ecc. 

CANTON.  Rinterzo:  dicesi  di  quan- 
do la  palla  dell'  avversario  è 
battuta  alla  mattonella  corta  e 
descrive  un  angolo  {canton)  toc- 
cando due  o  tre  mattonelle 
{spond)  del  bigliardo. 

CANTONADA.  Cantonata:  l'angolo 
esteriore  d'un  edifìzio  qualun- 
que, specialmente  nella  città. 

CANTONAL.  Cantoniera:  sorta  di 
armadino  il  cui  fondo  di  dietro 
è  unicamente  rappresentato  dal- 
le due  fiancate  riunite  ad  an- 
golo retto,  onde  poterlo  adat- 
tare agli  angoli  delle  stanze,  e 
riporvi,  su  parecchi  palchetti, 


CAN 


137 


CAN 


le  minute  masserizie  che  si  vo- 
gliono avere  a  mano. 

CANTON  CHE  DÀ.  Striscio  :  dicesi 
di  quando  la  palla  dell'  avver- 
sario parte  dalla  mattonella 
lunga,  batte  poscia  la  corta,  e 
descrive  un  angolo  {cantori), 
toccando  due  o  tre  sponde  del 
bigliardo. 

CANTONIN,  CAN70NSCELL.  Cautino 
—  Cantuccio. 

CANTONSCELLIN.  Cantucchio. 

CANTOR.  Cantore:  chi  canta  in 
coro. 

CANZON-  Canzone  —  Avè  J  Dà  per 
ona  canzon  de  carnevàa^,  Com- 
perare,  Vendere  per  un  tozzo 
di  pane;  per  un  nonnulla  —  vari 
ona,  canzon  de  carnevàa^  Valer 
un'  acca. 

CANZON.  Randello,  Bastone,  Bilia: 
bastone  arcuato  che  attraversa 
il  verricello  (curlett)dei  carri,  e 
serve  a  farlo  volger  per  istrigner 
le  funi  che  tengon  e  legano  i  ca- 
richi sulle  carra  —  Randello  , 
Tortore:  quel  bastone  di  cui  si 
servono  i  facchini  per  avvol- 
gere e  stringere  le  funi  con  cui 
legano  le  balle.  V.  Reson  (I)  — 
Streng  cont  el  canzon ^  Arran- 
dellare,  Attortal  e. 

CANZONA.  Canzonare,  Metter  in 
canzone. 

CAPALLA,  CAPALLINNA.  Bica:  mas- 
sa di  covoni  {cceuv). 

CAPASCÉE.  V.  Spazzacà. 

CAP-DE-CÀ-  Capocasa,  Capoccia. 

CAPELL  Cappello.  Parti:  AlaJ  ca- 
pellett  cordonsin  ^  Bindelli 
FondJ  cùuJFassaJ  Galton^  Fceu- 
dra  —  Cappello,  Cappellino: 
quello  della  donna,  fatto  di  fel- 
tro o  di  paglia,  di  stoffa  varia- 
mente colorata,  ornato  di  fioc- 
chi {as  doppi),  di  galoni  {gali), 
di  fiori,  di  penne  — «  la  correrà^ 
alla  corriera,«  la  GzZms.,Cappello 
alla  Gibus.  V.  Gibus  — cilìnder  o 
a  cilìnder.  V.  capellina  —  cont 
el  pel  longhj  Cappello  orsone  o 
peloso  —  cont  i  pium piumato 
o  con  piuma  —  de  castór*  di 
pelo  di  castoro  —  de  lana,,,  di 
lana  —  de  felpa  J  di  felpa  —  de 
felterJ  di  feltro  —  de  mezz  ca- 


stori di  pelo  di  lepre  e  castoro 

—  de  strazza  peloso  o  orsone 
di  seta  —  de  paja  bianca  ^  di 
stuoino  —  a  la  pastorello cap- 
pellino di  paglia  —  de  felter^  di 
peli  di  castoro  o  di  lepre  —  de 
paja  de  ris>  di  paglia  di  riso  — 
d.e  sares.,  di  trucioli  di  salcio  — 
de  spaltrij  di  cartoncino  —  rnon- 
tàa,,  appuntato,  arricciato  —  a 
trii  angola  a  tre  acque,  a  tre 
venti,  col  pippio  —  de  pret  o  de 
trii  canton,,  a  tre  punte,  da  pre- 
te, a  tre  pieghe.  V.  in  Lumm  — 
Cont  el  capell  su  on'oreggia^Col 
cappello  alla  scrocca  —  inver- 
nisela di  pelle  o  di  cuojo  —  de 
paja,,  di  treccia;  se  delle  si- 
gnore —  di  paglia;  se  dei  con- 
tadini, de'  carrettieri  e  di  altri. 
E  Trecciajo  dicesi  chi  fa  il  com- 
mercio delle  trecce  di  paglia  da 
farne  cappelli;  Trecciaja  la 
donna  che  lavora  a  far  simile 
treccia  —  impernxeabil  di  fel- 
tro impermeabile:  di  peli,  di  ri- 
tagli di  pelle  e  di  lana  impre- 
gnati e  incollati  di  catrame  — 
tond.  V.  Capellinna  —  v.  Capella, 
Capellèe  J  Capellera  J  capellin  a 
Capottinna ...  Lobbia,,  Lobbiatt 
Magiostrinna  ,  Fortacapell ,Rob- 
biceulaJ  Robbiorin Robbioratt„ 
Tegnceura  Tegnon  „  Tegnv.  u  „ 
Sbagg  J  BrazzettJ  Schiscetta — 
Cava  el  capellJ  Far  di  cappello, 
Scappellarsi  —  Ciappà  capell  . 
fig.  Pigliare  il  cappello,  Pren- 
der l'ambulo:  andarsene  incol- 
lerito. Frase  venuta  dal  pigliar 
davvero  il  cappello  in  una  con- 
versazione in  casa  e  indispet- 
tito o  altro  andarsene  —  Mett-sù 
el  capell Coprire  col  cappello, 
Mettere  in  capo  il  cappello  — 
Scatola  del  capell.  V.  capellera 

—  Vess  senza  capell  in  coOj  Es- 
sere in  zucca  —  Taccà-sù  el  ca- 
pellJ  fig.  Attaccare  il  cappello: 
di  chi  povero  s'accasa  per  ric- 
che nozze  —  Tegnì  el  capell 
fozura  di  ceucc^  o  simile,  Andare 
a  faccia  o  a  fronte  scoperta,  o 
col  viso  scoperto:  di  chi  ha  co- 
scienza pura  —  Ti  te  podet  min- 
ga andà  con  t  el  capell  fceura  di 


CAP 


138  CAP 


osucc,,  Tu  vai  con  la  berretta  in 
su  gli  occhi  —  Tegrìi  in  eoo  el 
capelli  Tenere  il  cappello  in 
zucca:  di  villania  involontaria 

0  no  —  Tirasti  un  capelli  Ri- 
saldare, Informare  un  cappello 
—  Toeu-giò  el  capelli  Scappel 
lare,  Cavar  il  cappello  —  Rasa 

1  cavej.  V.  Rasàj,  sig.  3. 
CAPELL.  Intestazione  —  Introdu- 
zione —  Titolo  —  Proemio  — Esor- 
dio —  Cappello:  la  crosta  che  le 
vinacce  (tegasc)  fanno  al  mosto 
mandate  che  sian  alla  superfi- 
cie per  forza  del  suo  bollire  nel 
tino  —  Alzàj  Fa  sii  ^  Fà  el  ca- 
pelli Levare  in  capo  la  vinac- 
cia —  Sbassass  giò  el  capelli  An- 
dar giù  la  vinaccia  —  Cencio  : 
quello  su  cui  seggono  gli  stuc- 
catori di  pavimenti  e  i  lastri- 
cajuoli.  V.  Scagnellj,  Piuma 
sciceu  —  Cappelletto:  pezzo  ro- 
tondo ,  della  stessa  stoffa  della 
spoglia  dell'ombrello,  il  quale, 
sotto  la  ghiera  {aneli),  ma  più 
grande  di  essa,  cuopre  la  riu- 
nione centrale  di  tutti  gli  spic- 
chj  (fes)  e  concorre  colla  ghiera 
ad  impedire  il  passaggio  della 
luce  e  dell'acqua  —  Cappello: 
lamiera  che  sta  fra  il  mozzo 
(scepp)  della  campana  e  il  suo 
contrappeso  —  Gambina:  ilcuojo 
con  cui  si  congiunge  la  vetta 
{voltura)  del  coreggiato  {verga) 
al  manfanile  {manegh)  —  Cappa, 
Cappello:  la  parte  superiore  del 
torchio  da  stampa  e  che  gli  fa 
da  cappello,  fig.  V.  Beschizi  — 
capell  del  pozz  ^  Tettuccio  del 
pozzo  —  Capell  del  pajèe..  Cap- 
pa del  pagliajo  —  de  la  fornasJ 
Volta  della  fornace  —  de  mur 
de  cinta  j  Cresta  di  muro  di  ri- 
cinto. 

CAPELL.  Cappello  di  monte:  dicesi 
di  quelle  nuvole  che  alle  volte 
coprono  come  un  cappello  la 
cima  di  un  monte. 

CAPELLA-  Cappella,  Cappello:  la 
parte  di  che  è  sormontato  il 
gambo  {gamba)  del  fungo  —  Cap- 
pelletto: il  piccolo  cappello  di 
un  aguto  {ciod)  —  de  ciod„  fig. 
cappel  d'  aguto  :  monetacela  — 


Cappellino:  cappello  non  gran- 
de, di  roba  gentile. 

CAPELLA-  Capella:  quel  luogo  nei 
templi  o  nelle  case  ov'è  l'altare 
per  celebrarvi  il  sacrificio,  ov- 
vero un  oratorio  ad  un  solo  al- 
tare —  La  riunione  de' musici 
deputati  a  cantare  in  una  chie- 
sa —  Majester  de  capella.,  Mae- 
stro di  cappella. 

CAPELLA.  Porre  la  cappa:  del  pa- 
gliajo  {pajee). 

CAPELLADA-  Scappellata,  Levata 
di  cappello:  saluto  fatto  col 
trarsi  il  cappello  —  Fà  ona 
capellada,  Scappellare  —Quan- 
to cape  in  un  cappello  —  Colpo 
dato  con  cappello  —  Fà  corr  a 
capelladJ  Rincorrer  uno  a  colpi 
di  cappello. 

CAPELLASC.  Cappellaccio:  di  cap- 
pello che  può  non  esser  grande, 
ma  goffo,  sudicio  o  trito. 

CAPELLASS  Fare  il  cappello  —  Sta 
tinna  la  s'  è  capellada  prest  ^ 
Questa  tina  ha  fatto  il  cappello 
presto. 

CAPELL  DE  FITTAVOL.  Cappello  di 
littabile.  Ha  testa  bassa  e  tesa 
assai  larga  e  piana  —  de  mezz 
fittavoli  cioè  che  ha  tesa  men 
larga  e  testa  men  bassa  di 
quello  di  sopra. 

CAPELLEE-  Cappellajo.  V.  Lavo- 
rant  bianche  negher^  de  pel „ 
ProprìozWj,  Arson„  ArsonàJ  Ra- 
sosura^  RasàJ  Pinsa^  Pinsàj  Pin- 
soeura^  cardine  Guarnisazura^ 
Apretts  Aprettador^  Aprettà^ 
Secreta  Imbastà  ^  Imbiastidu- 
ra  Folda  o  Falda.  Informa  J 
BrusattàJ  Folà*  Folador^  Fola- 
duraJ  Teng^  Tengidura—  Scon- 
troso: di  persona  facile  a  mon- 
tar sulle  biche  {a  ciappà  capell). 

CAPELLERA-  Cappellata:  moglie  di 
cappellajo  o  venditrice  o  lavo- 
ratrice di  cappelli  —  Cappelliera, 
Portacappello  :  la  custod.a  di 
truciolo,  di  cartone  o  pelle  nella 
quale  si  ripone  il  cappello  — 
Cappellinajo:  asse  fissa  orizzon- 
talmente nel  muro  con  pianta- 
tevi più  caviglie,  a  uso  di  ap- 
pendervi cappelli  ed  altri  abiti. 

CAPELLETT.  Testa  del  cappello  — 


CAP 


1S9 


CAP 


cappelletto:  la  terza  vocale, 
cioè  V  i  con  su  l' accento  cir- 
conflesso i  —  Specie  di  ghiera 
(aneli)  di  stagno,  la  quale,  infi- 
lata nel  cannello  (canetla)  va 
ad  invitarsi  alla  cima  della 
canna  del  clistere  (levativ)  per 
tenerlo  più  saldo  —  Coperchio, 
Cassetta:  la  piastra  co'suoi  lati 
rilevati  in  cui  sono  compresi  gli 
ingegni  (rontracc)  di  una  toppa 
o  serratura  —  Cappelletto  :  tu- 
more rotondo,  di  varia  grossez- 
za, e  di  una  cura  sempre  diffi- 
cile, che  dà  in  fuora  alla  punta 
del  garetto  (giarett)  del  cavallo 
—  Nicchio:  specie  di  pastello 
con  ripieno  —  Cupola:  il  coper- 
chio de' lampioni  (fanal)  da  car- 
rozza —  capelli  sig.  7.  V.  —  Giu- 
gà  a  capellett^  Giuocare  a  santi 
e  cappelletto  :  lar  a  indovinare 
se  i  danari  agitati  in  un  cap- 
pello o  in  mano  e  rivoltati  e 
coperti  siano  volti  per  palle  o 
santi  {eros  o  lettera). 

CAPELLETT  per  Abasgìor.  V. 

CAPELLETTA.  Capeiletta  —  Orato- 
rio —  Puitasanti:  custodia  di 
carta  che  si  fa  ai  sant;ni  (mai- 
stà.a)  o  simili.  V.  Portamaistàa — 
Tabernacolo,  Cappelletta:  cap- 
pellettina  nella  quale  si  dipin- 
gono o  conservano  imagini  sa- 
cre. Come  quella  vicino  alla 
quale  poco  lungi  dal  paesello 
di  Renzo  e  Lucia,  cioòAcquate, 
su  quel  di  Lecco,  don  Abbondio 
si  incontrò  nei  due  bravi. 

CAPELLIN.  Cappellino  (Agaricus 
vaginatus  di  Bulliard  ):  specie 
di  fungo. 

CAPELLIN.  Cappellino  —  per  ca- 
pelli sig.  2.  V. 

CAPELLINNA.  Cappello  tondo:  quel 
lo,  la  cui  tesa  (ala),  è  allargata 
e  distesa  quasi  orizzontalmente 
Cappetta:  il  letto  del  pagliajo 
(pajèe),  di  un  mucchio  di  fieno 
e  simili  —  per  Maragnoeu  o  ca- 
stellinna.  v.  —  per  Fonsg  de 
colzetta.  v.  in  Fonsg  —  per  Roo- 
Metta.  V. 

GAPELL1TT.  Cappellini:  paste  ton- 
de, lunghe,  sottilissime,  quasi 
capelli. 


CAPELLITT  DE  PRET.  V.  Roncasgen. 

CAPELLON.  Guardia  della  città.  E 
non  bai  bai  amente  Sorveglianti 
municipali.  Quel  sorvegliare  non 
è  di  lingua.  Eppure  i  padri  mu- 
nicipali raccomandano  tanto  la 
lingua.  Che  bel  giuoco,  eh!  Quel 
Catellon  cosi  detto  per  beffa  e 
continuati  a  esser  detti  cosi, 
poco  mancò  non  fossero  stati 
detti,  stigmatizzati  per  Frusta- 
scarp.  il  polisman  degli  inglesi, 

CAPELLON  per  Tajèe.  V. 

CAPER.  Cappero,  Cappero  dei  muri 
(Capparis  spinosa):  erba  a  foglie 
rotonde,  alquanto  carnose,  coi 
picciuolo  munito  di  due  spine 
alla  base;  fiori  bianchi,  fa  pres- 
so di  noi  nelle  fessure  dei  muri, 
trovasi  con  ispine  e  senza  — 
Cappero:  il  frutto  e  il  bottone 
dei  fiori  dell'erba  cappero,  i 
quali,  prima  che  si  spiegano,  si 
acconciano  nell'aceto,  e  si  man- 
giano per  condimento  —  per  C«- 
gìier.  v. 

CAPER  CAPUSCINN.  Bottoni  del  na- 
sturzio indiano  (caputimi).  Ap- 
passiti nell'ombra  e  acconciati 
nell'aceto  s' usan  in  insalata  o 
in  salse. 

CAPESTER.  Capestro  —  Pedale:  co- 
reggia che  parte  dal  ginocchio 
e  passando  di  sotto  alla  pianta 
del  piede  manco  dei  calzolaio, 
tiene  saldo  il  lavoro  come  in 
una  morsa  per  ricucire  i  tra- 
mezzati isottpè)  col  calcetto  (pò}. 
Anche,  Tirapèe. 

CAPETT.  Capetto,  Mala  lanuzza. 
V.  Bisgiò. 

CAPETTA.  cappina:  piccola  cappa 
—  Ferrajolino  :  mantelletta  di 
seta  ripiegata  per  lo  lungo  die- 
tro all'abito  corto  da  prete,  or 
ora  ito  in  disuso  —  Ciappa:  ad- 
doppiature  fatte  a  cigne  o  si- 
mili parti  di  finimenti,  valige,ec, 
che  viene  a  formar  come  una 
campanella  (aneli)  per  passarvi 
e  stabilirvi  una  fibbia  o  simile. 

CAPEZZAL.  V  Piumasc. 

CAPI-  Capire,  Intendere  —  Capì  a 
la  raej  j  intendacchiare  —  capì 
al  volj  Capire  di  volo,  per  a- 
ria  —  El  le  capiss  ogni  fedel 


CAP 


140  CAP 


mincìon^  La  vedrebbe  un  cieco 
—  Noi  capiss  011  corno  „  Non 
annoda. 

CAPIA  Gabbia.  Parti:  Assa  a  Bac- 
chetta,, BevirceuJ  Bìccer^  cas- 
settaJ  casottin^  capicele  ^  cupo 
Un  J  Nid^  stasgett  J  Legnett  J 
Uss*  cìceu  —  Mett  in  capia  j  in- 
cappiare —  Suefàa  a  la  capia J 
Appanicato  —  Tceu-fceura  de 
capia  J  Sgabbiare  —  Gabbia: 
specie  di  gerla  a  fondo  strettis- 
simo con  bocca  e  ventre  lar 
ghissimi  —  de  gaijnn_,  cavagno. 
cesta  fatta  di  vimini  (sares  go- 
rìn),  con  altri  vimini  disposti 
sotto  a  guisa  di  raggi  e  si  strin- 
ge di  sopra,  ov'è  un  coperchio 
per  impedir  ai  polli  l'uscita 
Un  cavagno  di  polli:  tanti  quanti 
ve  ne  stanno  —  fig.  Gabbia:  pri 
gione. 

CAPILE-  Gabbiaio. 

CAPIETTA.  Gabbiola,  Gabbiolina 
Gabbiuzza  —  Scotitoio:  arnese 
da  mettervi  dentro  l'insalata 
sciaguattata  e  grondante,  per 
farne  colar  1'  acqua  scotendo. 
Gli  è  ora  un  pezzo  di  stamigna 
(veli),  ora  un  reticino  di  filo, 
talvolta  un  paniere  a  vimini 
(sares gorin),  più  frequentemente 
a  fili  metallici,  radi  a  modo  di 
gabbia. 

CAPILER.  Capelvenere  ,  Capelve- 
nere (Adianthum  capillus  Vene- 
risi :  pianta  perenne  che  fa  nei 
luoghi  ombrosi  ed  umidi;  fiondi 
a  cespuglio;  fiorisce  da  maggio 
ad  agosto  —  On  capiler.,  Un'ac- 
qua di  capelvenere  —  Sciloppo 
di  capelvenere. 

CAPILVENER  per  capiler.  V. 

CAPIN.  Cappuccio  :  quella  parte 
dei  piviale  che  a  mo1  di  semi- 
cerchio sta  pendente  dietro 
alle  spalle  —  capperuccio  :  spe- 
cie di  cappuccio  grossolano  con 
cui  gli  spazzacamini  si  difen 
don  il  capo  nel  lavorar  in  su  la 
gola  del  camino. 

CAPIOSU.  Stanzino,  Appajatojo:  gab 
bioia  in  un  gabbione  ove  ridu- 
consi  le  singole  coppie  d'uccel 
lini  posteviinrazza  — Rocchetto: 
quella  ruota  cilindrica,  vuota, 


a  più  fusi  o  tondini  ritti  ed  equi- 
distanti fra  loro ,  nei  quali  in- 
granano i  denti  delle  ruote  den- 
tate o  a  corona  —  V.  cariota  — 
per  capietta,  sig.  1  e  Musirceu.Y. 
CAPKEU.  Gratella  del  fornello. 
CAPION.  Gabbione  —  Cestone:  per 

mettervi  l'erbaggio. 
CAPI0TT-.  Gabbione  —  Gabbia:  spe- 
cie di  cesta  a  ritroso  (borsetta) 
da  pigliar  pesci. 
CAPITA  Succedere  —  Capitare. 
CAPITAL.  Capitale  —  per  Bisgió.  V. 
sign.  4. 

CAPITELI..  Capitello  —  Capitello:  il 
correggiuolo  che  sta  cucito  su 
le  teste  dei  libri  —  Mett  el  ca- 
piteli ai  liber,  Accapitolare,  Ac- 
capitellare  i  libri. 
CAPMASTER.  Capomastro ,  Capo- 
maestro. 
CAPNEGHER.  Capinere  Capinera, 
Bigiola  (Motacilla  atricapilla  )  : 
uccello  silvano;  di  sopra  oliva- 
stro; coda  troncata,  cenerina- 
olivastra;  remigante  seconda 
subeguale  alla  sesta;  pilco  nero 
(maschio)  o  castagno  (femmina 
e  giovani):  fa  cirici  —  de  bru- 
ghera,  Occhicotto,  Capinera  ne- 
ra, Occhiorosso  (Motacilla  me- 
lanocephala  )  :  uccello  silvano; 
di  sopra  cenerino  nero  (maschio) 
o  cenerino  rossiccio  (femmina): 
pilco  nero  (maschio)  o  del  color 
del  dorso  (femmina);  gola  bian- 
ca, coda  lunga,  graduata,  bian- 
ca esternamente, 
CAPON.  Cappone:  gallo  acconciato 
perchè  meglio  ingrassi  —  fig. 
Un  poco  di  buono  —  Fà  vegnì 
sic  la  peli  de  cap  n_.  Far  fare  la 
pelle  accapponata:  metter  su- 
bito spavento  e  freddo  —  Sen- 
tiss  a  vegnì  su  la  peli  de  capon. 
Sentirsi  accapponar  la  vita,  ar- 
ricciar tutti  i  peli  addosso,  ve- 
nire i  bordoni:  dicesi  di  quei 
tremore  che  scorre  per  le  car- 
ni, o  per  orrore  di  che  che  sia 
che  fa  arricciare  i  peli  ,  o  per 
febbre  sopravvenuta  —  Capon 
ben  caponàa^  Cappone  diritto  — 
mal  caponda.  V.  Galasc  —  per 
Carpogn.  V. 
CAPON.  Scarabeo  solstiziale,  Sca- 


CAP 


141 


CAP 


rabeo  di  aprile  o  di  giugno 
(Mellonta  aprilina):  scarafag- 
getto  di  estate  che  i  contadi- 
nelli  trovano  saporito  mangia- 
re ;  e  perchè  esso  si  lascia  ve- 
dere al  maturar  del  grano,  per 
entro  il  quale  svolazza  in  sulla 
sera  specialmente, lo  chiamano 
anche  Madarant  o  Marudant. 
A  Cassano  d'Adda  Pacciacùu^ 
ad  Abbiategrasso  vacchetta  o 
Vacchetta  de  la  sira;  altri  lo 
chiamano  Maduranza  del  for- 
ment. 

CAFONA-  Capponare,Cuccare,  Gab- 
bare —  No  te  me  caponet  d' ol- 
ter^  Non  mi  gabbi  più. 

CAPONASSELA-  Battersela,  Fumar- 
sela: andarsene  —  per  carpo- 
gnà.  V. 

CAPONEGRIN  Capinerino:  il  pulci- 
no del  capinero  {capneylier). 

CAPONEGRO-  V.  Capnegher. 

CAPONERA-  Capponaia,  Stia  — Gab  -  : 
bia  :  prigione  —  Cancellata: 
quella  di  legno  ,  entro  la  quale 
aspettano  d'  esser  chiamati  al- 
l'ufficio coloro  che  impegnano 
o  dispegnano. 

GAPONERA(GiUGÀ  A)  Fare  alla  stia: 
specie  di  giuoco  fanciullesco 
che  si  fa  con  sassolini. 

CAPONNA  (ERBA).  V.  Erba  ca- 
ponna. 

CAPORAL.  Caporale  —  Bargello:  di 
persona  ardita  —  Fà  el  caporale 
Far  il  gallo:  procedere  con  certa 
alterezza  e  superiorità  dispet- 
tosa, senza  curare  altrui  —  Di 
giovani  o  di  donnette  che  ricusi- 
no di  star  soggetti,  come  chesia. 

CAPORAL-DE-CUSINNA-  Lavapiatti, 
Lavascodelle ,  Bardotto  di  cu- 
cina. 

CAPORAL  DI  POVERITT.  Così  chia- 
mavasi  la  guida  e  il  soprinten- 
dente dei  poveri  quando  questi 
potevano  nelle  città  lombarde 
andare  di  porta  in  porta  men- 
dicando la  vita  a  frusto  a  fru- 
sto. Tale  vergognoso  accatto- 
naggio non  si  è  ancora  potuto 
togliere  del  tutto  a  dispetto  dei 
nostri  guardia  della  città. 

CAPOTT.  Cappotto  —  per  capot- 
ti una.  V. 


CAPOTT  (DÀ).  Dare  cappotto!:  fare 
tutte  le  date,  cioè  vincer  di  più 
che  se  si  vincesse  persolo  aver 
fatto  più  punti  —  Vess  capotta 
Essere  cappotto  —  Tocu  sù  ca- 
pottj  Toccar  cappotto. 

CAPOTTINNA.  Cappottinna  :  cap- 
pello di  stoffa  sottile  ,  la  cui 
tesa  {ala),  a  guaine  (guadinn), 
è  sostenuta  da  stecchini  di  ba- 
lena, o  da  ferro  fasciato  (ra- 
metti. 

CAPOTTON.  Cappotta  :  mantello  . 
per  lo  più  di  pannolano,  di  va- 
rie fogge  secondo  la  moda,  che 
le  donne  portano  l'inverno. 

CAPP.  Capo  —  Derrata,  Grascia  — 
Capitolo  —  Suppellettile  ,  Arne- 
se ,  Cosa  —  Il  Cappa:  la  lettera 
K  —  Torna  de  capp .  Rifarsi  da 
capo  —  Bon  capp.  v.  BisgióJ  sig.  4. 

CAPP.  Capo  di  roba  —  Quest  l'èon 
beli  capp  de  mettes  intorna , 
Questo  è  un  bel  capo  di  roba  da 
mettersi  d'intorno. 

CAPPA  DI  PRET.  Ferraj olino.  V. 
capetta  —  del  camin Cappa  o 
Gola  del  camino  —  fig.  Nappa, 
Nappone  ,  Nasorre.  V.  Nappi  — 
che  dà  in  fijeura  J  Gola  a  padi- 
glione —  Robb  de  dì  sott  a  la 
cappa  del  camin,,  Cose  da  dira 
veglia:  fole  —  per  Nappi,  v. 

CAPPAMAGNA.  Cappamagna:quella 
con  cappuccio  (capin)  e  stra- 
scico {cova)  che  portan  certi 
prelati. 

CAPPAZZA.  Gran  cappa. 

CAPPBANDA-  Capobanda. 

CAPPBOLCH.  Capoboaro. 

CAPPCACCIA.  Capocaccia. 

CAPPCASON.  Capocascinajo  :  pro- 
prietario di  una  cascina  for- 
male {casón)  e  che  fabbrica  ca- 
cio lodigiano  {de  granna)  col 
suo  e  col  latte  comperato. 

CAPPCIEL.  Sopraccielo  :  specie  di 
baldacchino  che  pende  al  di  so- 
pra di  molti  altari. 

CAPPCOMICH-  Capocommediante. 

CAPPCOMPOSITOR.  Proto  di  stam- 
peria. 

CAPPCOR.  Capocoro. 

CAPP  DE  CÀ-  Capo  di  casa,  ca- 
pocca. 

CAFP-DE-FAMIGLIÀ.  Capofamiglia. 


CAP  142  CAR 


GAPP-D'OMEN.  Capoprante:  capo  di  i 
una  banda  di  contadini  lavora- 
tori. 

CAPP  FACHIN.  Capo  dei  facchini, 
dei  carnali  di  Genova  e  altre 
città  d'Italia. 

CAPPIÀ  Fare  il  cappio:  alle  ma- 
tassine {fìlzceu)  di  seta  racco- 
stando l'una  all'altra. 

GAPPINFERMÉE.  Il  capo  degli  in- 
fermieri. 

CAPPL'EUGH.  Capoluogo:  terra  pri- 
maria. 

CAPPMASTER-  Capofornactajo  :  chi 
dirige  il  lavoro  della  fornace. 

CAPP  POST.  Capoposto. 

CAPPSANT.  Camposanto  —  Te  pò- 
de t  fall  fabricà  in  cappsanteTu 
lo  puoi  far  fabbricare  in  Cam- 
posanto: dicesi  agli  indiscreti, 
e  a  chi  non  sa  contentarsi  del 
compagno  quando  gli  è  capitato 
di  buona  ventura.  Noi  alludia- 
mo alle  officine  di  scoltura  che 
erano  dietro  al  nostro  Duomo 
nel  luogo  detto  Cappsant :  una 
delle  parole  storiche  che  insie- 
me a  tante  altre  furono  cancel- 
late dalle  vie  della  nostra  città. 

CAPPSQUADRA.  Caposquadra 

CAPPTAMBOR.  Tamburo  o  Tambu- 
rino maggiore. 

CAPPTESSERA.  Capotessera. 

CAPRIZZL  Capriccio  —  Scceudes 
tutt  i  caprizzie  Cavarsi  le  vo- 
glie, Scapriccii  si  —  Romp  i  ca- 
pri zzi  J  Scapricciare  —  Faccia 
de  caprizzie  Viso  simpatico: 
che  dà  nel  genio. 

CAPS^ORNA-  Capogiro  ,  Vertigine. 
V.  BalordonJ  sig.  1. 

CAPSTORNA  Pazzia  stupida  — Paz- 
zia: nomi  di  due  malattie  del 
cavallo. 

CAPSULL-  Cappelletto  fulminante, 
Cappellotto  :  quella  cassettina 
cilindrica  di  sottil  lamina  di 
rame  ,  il  cui  fondo  è  spalmato 
di  una  chimica  composizione 
capace  di  infiammarsi,  ed  esplo- 
dere per  effetto  dil  percussione 
—  Fusilla  capsulle  Fucile  a  per- 
cussione. V.  Fusill. 

CAPTAST  Capotaste  listello  in  ca- 
po al  manico  degli  strumenti 
musicali  da  arco. 


CAPTURA  Cattura  —  vess  semper 
in  cattura.,  fig.  Aver  sempre 
uova  a  pulcini:  esser  sempre  o 
incinta,  o  coi  bimbi  alla  poppa. 
CAPUSC- Cappuccio  —  Tirà-sùe  Ti- 
rà-giò  elcapuscJ  incappucciar- 
si, Scappucciarsi  —  de  vetturina 
Capperone. 
CAPUSCIN.  Cappuccino  —  Vess  ca- 
puscine  fig.  Non  aver  paura  di 
un  cappuccino,  Non  ne  aver  uno 
che  dia  due:  non  aver  un  quat- 
trino in  tasca. 
CAPUSCIftN.  Astuzie, Gemmini,  Fra- 
tini, Cappuccina,  Nasturzio  in- 
diano, Cardamindo  (Tropceolum 
majus);  pianta  che  fiorisce  in 
estate  e  nel!'  autunno;  i  fiori  o- 
dorosi   variano   dal   giallo  al 
giallo  ranciato.  e  quasi  rosso, 
i  bottoni  dei  fiori  caper  capu- 
cinn)  si  acconciano  in  aceto. |V. 
caper  capuscinn. 
CAPUSCINWA  Ponticello,Sottoscat- 
to:  piastretta  di  ferro  a  squa- 
dra, imperniata  a  modo  di  leva 
curva ,  la  cui  pai-te  anteriore 
preme  contro  il  gambetto  {gam- 
betta) dello  scatto  {stanghetta), 
quando  la  posteriore,  cioè  il 
grilletto  {passarin),'è  compres- 
sa dal  dito.  Parti:  Curvatura, 
Nodo  davanti  ,  Nodo  di  dietro, 
Pallina  o  Dente  o  Bottone  — per 
coridora. 
CAPUZZOLA.  Lo  stesso  che  Buba.V. 
CAR-  Caro.  Costoso—  car  come  el 
diavola  Caro  come  il  sangue, 
Caro  assaettato,  Caro  appesta- 
to: di  cosa  che  si  venda  a  prez- 
zo alto  ,  che  costi,  come  suol 
dirsi,  un  occhio  —  Vend  la  rob- 
ba  carissima  Assassinare. 
CAR.  Caro  ,  Prezioso  —  Oh  carata 
,     Oh  garbato!  Oh  delizia!  —  Falla 
paga  caraJ  Farla  pagar  cai  o. 
CAR.  Cario.  Parti:  Assàa ,  Ass  di 
i     parte  Assa  de  mezz ,  ass  de  tra- 
\     vers,  contrafforte  canzone  cova 
o   covine   Cunetta   cossonitt e 
i     perseli ,  Lece  e  Mas' e,,  Ridoj ,  Sca- 
lin     Scarin^  Rangon  e  Rosude 
scagnej  e  Pignett  e  Paradega 
Fassa  ,  Timone  Sterza  —  Andà 
i    per  la  strada  del  care  Andar 
colla  corrente ,  per  la  pesta  — 


CAR  143  CAR 


Ghe  vceur  alter  car  a  menamm 
vìa^  Questa  carota  non  m'entra 
—  Tirà-là  el  car Ajutare  la 
barca  —  Anche,  Campacchiare, 
Vivacchiare  —  Tceu  la  volta  o 
Fà  la  voltada  del  car_,  Volgere 
lesto  o  largo  ai  canti,  Far  la  gi- 
rata del  car  grande,  fig.  starsi 
avveduti  —  Vess  on  car  roti 
Essere  una  conca  fessa  :  dicesi 
di  persona  gracile  e  non  molto 
sana,  che  ha  bisogno  di  star 
sempre  come  un  bicchiere  ri 
sciacquato  —  Carrata:  quanto 
di  roba  è  in  una  volta  portato 
da  un  carro  —  Carro,  Carrata  : 
la  misura  di  quantità  di  roba 
che  cape  in  un  carro. 

CAR  DE  MACELLAR ,  DE  CERVE LEE  , 
DE  BUSECCHÉE,  ecc.  Carri  da 
macellaio,  da  salumajo,  da  trip- 
paio ,  ecc.  Carri  tra  noi  di  re- 
cente costruzione  pel  trasporto 
delle  carni  dal  pubblico  macello 
alle  botteghe. 

CAR.  Carro:  quella  parte  della 
carrozza  che  serve  a  sostener- 
ne la  cassa  {scocca).  Parti:  Assa 
de  coccer^  Lece  del  dedree J  For- 
cella:, Cassetta  ScerpaJ  Rompi- 
coli  o  cadenazz  ^  RuzellonJ  Ti- 
mone Sajett  de  pedanna,  ecc. 

CAR.  Carro  del  torchio:  nell'aite 
tipografica,  quella  parte  del 
torchio  su  cui  si  pongono  le 
forme  quando  se  ne  vuol  ese- 
guire la  stampa. 

CAR  per  Cannati.  V. 

CAR-  Argano  orizzontale,  v.  Argen. 

CAPA-  Carezzina  —  Fà  cara  caraJ 
Fate  pa  pa:  carezzare.  Dicesi 
dei  bambini. 

CAPABINADA-  Colpo  di  carabina. 

C  ARABIA  E  R  Carabiniere. 

CARABINNA.  Carabina:  sorta  d'ar- 
chibuso,  di  grandezza  tra  la  pi- 
stola e  il  moschetto. 

CARACCO  (NO  VARI  ON).  Non  valer 
un  cece  coi  buco,  un  fico: 
niente. 

CARACOLL.  Caracollo. 

CARACOLLA-  Caracollare. 

CARADÀ.  Caradà:  specie  di  tabac- 
co —  fior  j  flore  —  fojetta  ^  fo- 
glietta, Foglia  di  caradà. 

CAR  DE  PREJ  o  DE  TRAV.  Carruco- 


la :  specie  di  carretta  bassissi- 
ma,  pesante,  a  un  asse  a  due 
ruote. 

CARADOR  Carrajo,  Carradore:  chi 

guida  il  carro. 
CARADURA.  Carreggio  :  il  viaggio 

che  si  fa  con  una  carrata  di  che 

che  sia. 

CARAFFA.  Ciotola  :  vaso  da  bere  , 
di  varie  fogge  —  per  Tazza  t 
sig  2.  V. 

CARAFFA.  Sbevazzare. 

CARAGNÀ.  Belare,  Piangolare  pia- 
gnucolare, Sbietolare 

CARAGNADA.  Belìo,  Piagnisteo. 

CARAGNENT.  Piagnoloso. 

CARAGNON.  Piagnistone  ,  Pecoro- 
ne, Belone. 

CARAMBOLA.  Caràmbola  italiana: 
giuoco  del  trucco  a  tavola  {bi- 
nar d)  che  si  fa  fra  due,  e  con 
due  palle,  una  per  ciascuno,  ed 
evvi  inoltre  un  pallino.  Lo  si  fa 
anche  con  cinque,  o  con  tre 
palle  di  vari  colori,  secondo  che 
è  caràmbola  rossa  o  caràmbola 
francese. 

CARAMELLA.  Caramella:  pastiglia 
di  zucchero  cotto. 

CARAMPANNA-  V.  Garampana. 

CARASC  Palanca:  palo  fesso  per 
lo  lungo  in  due  a  sostener  le 
viti. 

CARASCIA  (OH)  !  Oh  bene! 

CARATANT.  Caratante:  chi  ha  parte 
di  capitale  in  un'  impresa  di 
commercio  —  Partecipante:  se 
nelle  cose  di  mare. 

CARATER-  Carattere:  il  complesso 
di  tutte  le  qualità  per  cui  l'uo- 
mo si  distingue  dagli  altri  es- 
seri, e  un  individuo  da  un  altro: 
ed  in  particolare  esso  si  divide 
in  fisico  ,  morale  e  psicologico 
—  Nella  stampa,  nome  di  piccoli 
parallelepipedi  fatti  di  una  lega 
di  piombo  e  d'  antimonio ,  tal- 
volta di  un  po'  di  stagno  e  di 
bismuto  o  di  rame,  con  un'e- 
stremità intagliata  a  rilievo  che 
rappresenta,  nel  senso  contra- 
rio dell'impressione,  lettere,  ci- 
fre od  altro  segno  qualunque 
adoperato  nella  esposizione  del- 
le scienze  e  delle  arti.  V.  ca- 
noto*  canonziìij,  cicero  o  Lettu- 


CAR  144  CAR 


ra*  Diamante  Filosofia*  Ga- 
gliarda o  Garamonzin  *  Gara- 
mon*  Mignonna  J  Milaninna  * 
Nompariglia  *  CEucc  de  mosca, 
Palest ifina *  parangon*  Paran- 
gonin,  Santagustin  o  Silvi.,  Test* 
Testili  *  Trismegist  *  ecc.  —  Le 
lettere  d'ogni  carattere  hanno 
corp ,  (Eucc  ,  Pè ,  spalla*  Tacca 

—  On  caraterà  Un  corpo:  l'ag- 
gregato di  tutte  le  lettere  d'una 
sola  specie  di  carattere  sì  cor- 
sivo che  tondo  —  Nome  dei  di- 
versi segni  adoperati  a  rappre- 
sentare tutti  i  suoni  della  melo- 
dia e  tutti  i  valori  dei  tempi  e 
della  misura;  cosicché  coir  a- 
juto  di  essi  si  può  leggere  ed 
eseguire  la  musica  esattamente 
come  venne  composta  —  Scrit- 
tura: l'arte  di  formare  i  carat- 
teri dell'  alfabeto  ,  metterli  in- 
sieme,comporne  paroie,traccia- 
te  sulla  carta  d'  ordinario  con 
penna  ed  inchiostro.  V.  Batard* 
corsiv*  Rond  —  calcàa*  fitta  — 
Capi  el  caraterà  Raccapezzare 

10  scritto  —  carater  d,e  cari * 
Scrittura  secca:  confusa  —  for- 
maci* formatella  —  ingles*  in- 
glese. 

CARATERASC-  Naturacela. 

CARATERIN.  Caratteruzzo. 

GARATERISTA.  Caratterista:  co- 
mico che  rappresenta  le  parti 
di  carattere  spiegato. 

CARAVÉE-  Macereta,  Macìa,  Sas- 
seto: mucchio  di  sassi  o  muro 
diroccato.  V  Murachèe. 

CARBON-  Carbone—  intocch*  Bra- 
cione.  Trippa  —  canellin  ,  Car- 
bone in  cannelli,  cannelletti,  o 
in  cannelle  —  de  ferèe  *  da  fab- 
bri —  de  sass  o  fossile  fossile  — 
cocch.Y.  cocch  —  dolz*  dolce:  di 
abete  (abìezz),  di  salcio  {sares), 
di  ontano  (onisc),   e  simile  — 

—  fort *  forte:  di  leccio  (luz- 
zin) ,  di  quercia  (rogora) ,  di 
cerro  [scerr),  e  simile  —  Stanza 
del  carbon,  carbonile  —  Andà 
tutt  in  carbon,  Incarbonire  — 
Fa  brasà  el  carbon*  Abbragiare 

11  carbone  —  Robba  de  nota  cont 
el  carbon  bianch,  Cosa  da  fare 
un  segno  col  carbone  bianco. 


CARBON  per  Negron,  sig  l.  V. 

CARBCNÉE,  -RA.  Carbonado,  -ja. 

CARBONELLA,  CARBON  iNNA  DE  PRE- 
STINÉE.  Carbonella:  brace  di 
forno  spenta  nel  braciajo  {stua 
de  la  carboninna)  e  crivellata. 
È  di  legne  dolci  —  cassetta  de 
la  carboninna,  Braciajo. 

CARBONERA.  Carbonaja:  la  moglie 
del  carbon&jo  —  Donna  che  ha 
fabbrica  di  carbone ,  o  che  lo 
vende. 

CARBONERA.  Carbonajo:  quello 
spianato  nei  boschi,  o  nelle 
macchie  (boschinn),  dove  i  car- 
bonaj  fanno  il  carbone.  V.  Piazza 
(Piazza),  imboccadura  (Bocca), 
Tenda  (Pai evento),  Spazza  fceu 
(Scommodare),  Mantegni  (Rab- 
boccare), carbonin  (Fossa), 
Scispit  (Pelliccia),  Piazza  o 
Spiazz  (Piazza  o  Spiazzo  o  Spiaz- 
zata), Pojatt  (Carbonara  o  Ca- 
tasta di  legno),  Spiazzceu  (Piaz- 
zetta o  Spiazzetto).  Dicono  scar- 
bonatura*  levar  il  carbone  dalla 
carbonaja;  la  cavalla*  specie 
di  forcone  di  legno  a  due  rebbj 
(rampon)  in  cui  allogati  i  quer- 
ciuoli  (rogorett)  da  far  carbone 
trasportansi  a  spalle  di  uomo 
alla  carbonaja;  cavallare  *  il 
trasportar  sulla  cavalla;  for- 
mar un  fornello*  far  il  muc- 
chio {pojatt)  del  legno  che  si 
vuole  carbonizzare;  formar  U 
pavimento  *  ricoprire  la  piazza 
(spiazz)  con  uno  strato  di  pezzi 
di  madreselva  pelosa  (legn 
bianch)  diritti  e  vicini  l'un  al- 
l'altro, che  si  stendono  sul  ter- 
reno e  partono  dal  centro  a 
guisa  di  raggi;  rinfrescare*  to- 
glier giro  gire  quanta  terra  si 
può,  raschiando  d'alto  in  basso 
colla  pialla*  quindi  aggiungerne 
della  nuova  sulla  superficie  del 
fornello;  apparizione  del  gran 
fuoco*  il  momento  in  cui  l'inca- 
miciatura, divenuta  affatto  ro- 
vente, indica  che  il  carbone  è 
fatto;  pala*  l'arnese  da  gettar 
la  terra  sulla  superficie  del 
mucchio;  pialla*  rastello  senza, 
denti,  formato  d'una  tavola  di 
legno ,  tagliato  a  guisa  di  se- 


CAR  14 

gmento  di  circolo.  V'ha  poi  le 
carrette j  le  caviglie i  paletti 
gli  uncini  di  ferro la  roccMna,, 
le  ritortole  J  i  cagnoli  ^  ecc.  V. 
J?tt£>0ccó  Za  cartonerà. 
GARBONIN.  carboncello ,  Carbon- 
cino. 

iARBONIN.  Fossa  della  carbonaia: 
nel  quale  si  fa  il  carbone.  V.  car- 
tonerà. 

CARBONINNA-  Carbonigia,  Carbo- 
nina:  minuto  e  leggiero  carbone 
spento,  provegnente  da  legne 
arse  nei  camini,  nelle  fornaci 
e  simili,  crivellato  colla  padella 
bucherata  per  separarlo  dalla 
cenere  —  Quell  de  la  cardonin- 
naj,  Braciajuolo  —  per  carbo- 
nella e  cassetta  de  la  caroo- 
•ninna.  v. 

GARBOKSGSLL.  Carboncello  :  pu- 
stola maligna. 

CARBONSCIM-  V.  Negron^  par.  1. 

CARCASS-  Carcame  :  tutte  l'ossa  di 
un  animale  morto ,  tenuto  in- 
sieme da  nervi  —  Catriosso:  os- 
satura del  cassero  dei  polli  o 
uccelli. 

CARCER.  Casellini,  Carceri:  luoghi 
nella  nostra  Arena  (Arenna)  da 
dove  i  cavalli  piglian  le  mosse 
per  correr  il  pallio  (fà  la  scorsa). 

€ÀRCER!BUS  (IN).  In  gabbia,  In  do- 
mo  Petri,  (Nella  casa  di  Pietro, 
cioè  di  San  Pietro):  in  prigione. 

CARDEGA,  ecc.  V.  cadrega^  ecc. 

GARDEJA-  Seggiola. 

CARDENZA.  Credenza:  stanza,  ar- 
madio o  tavola,  dove  stanno 
apparecchiati  i  vini,  i  liquori,  le 
frutta,  le  paste  dolci,  le  diac- 
ciatine (acqu  in  giazz),  i  con- 
fetti, e  simile,  da  porsi  in  tavola, 
non  che  i  vari  strumenti  della 
mensa  —  fig.  Cercàj,  Andà  a  la 
cardenza ^  Cercare  la  poppa: 
dei  bambini  —  Fà  la  cardenza^ 
Pare  la  credenza. Questastorica 
espressione  significa  l'assag- 
giare i  cibi  e  le  bevande  prima 
di  servirne  il  signore,  il  che  so- 
levano fare  gli  scalchi  e  i  cop- 
pieri. Fu  costume  antichissimo 
importato  dall'Oriente  in  Europa. 
Per  esso  le  bevande  e  i  cibi 
erano  creduti  innocui.  Di  qui  il 

Banfi  ,  Voc. 


5  CAR 

nome  all'  atto  in  sè ,  al  luogo  e 
agli  oggetti  inservienti  al  me- 
desimo. 

CARDENZA  Credenza  :  quella  che 
si  apparecchia  da  lato  dell'al- 
tare nelle  solenni  celebrazioni 
degli  uffici  divini  co' vasellami 
e  paramenti  vari  che  vi  occor- 
rono. 

CARDENZA.  Credenza:  armario  su 
cui  s'apparecchia  da  lato  dei 
battisteri  il  vasellame  idi  ne- 
cessità e  d'apparato  pei  batte- 
simi. Se  un  tale  armario  è  rie- 
chissimamente  addobbato,  di- 
ciamo cardenza  intrega;  semen 
ricco  di  vasellami  d'apparato, 
diciamo  Mez za  cardenza ,  e  si 
paga  meno. 

CARDE3IZER.  Credenziere. 

CARBENZIN  TIRÀ-FffiURA  (FÀ  Et). 
Far  caselle  per  apporsi:  per  in- 
dovinare. V.  Tirafce-ura. 

CARDIN.  Cardo:  quello  strumento 
a  guisa  di  spazzola  con  punte 
di  sottile  fìl  di  ferro  col  quale 
si  lustrano  le  tese  (al)  dei  cap- 
pelli. 

CARDINAL,  ecc.  V.  Gardinal  „  ecc. 

CARDINALETT.  Farfalla  dell'ontano 
(Stenocorus  alni):  insetto  dan- 
noso agli  ontani  (onisc);  bocca 
fornita  di  mandibole  e  mascelle; 
ali  piegate  in  longo ,  rossicce. 
onde  il  nome.  Anche,  Scibignceu 
e  Gardinalett. 

CARBi&ALIN.  V.  Gardinalett. 

CARDINALI^  CÈ  CÈ.  Sizerino  (Frin- 
gilla  linaria,  Lin.):  uccello  sil- 
vano. 

CARDìNALITT.  V.  Gardinalitt. 

CAR  DI  STELL.  V.  Carmatt. 

CARBONI-  Cardo  ( Cynara  cardua- 
culus  )  :  pianta  che  fa  una  pan- 
nocchia (  loeuva }  spinosa  colla 
quale  si  cava  fuori  il  pelo  ai 
panni  lani  —  El  sit  dove  nass  6 
cardjonj,  Cardeto  —  El  germoeuj 
di  cardonJ  Carduccio  —  On'  in- 
filerà de  cardon  ^  fig.  Una  fila- 
tera di  fucili  inastati  —  Cardo- 
ne  :  la  pianta  del  cardo  che  si 
riseppellisce  nel  terreno  perchè 
diventi  bianca  e  tenera ,  e  si 
usa  per  cibo. 

CARECC  Giuncaia.  Giuncheto:  luo- 

10 


CAR  146  CAR 


go  seminato  a  piante  di  giun- 
chi. 

CflREGA  Carico  —  Carica:  quella 
quantità  di  polvere  che  si  mette 
nell'armi  da  tiro,  nelle  mine,  nei 
petardi  ,  ecc.  —  La  munizione 
che  si  introduce  in  un'arma  da 
fuoco  per  fare  il  colpo  —  L'urto 
o  1'arTrontata  di  un  corpo  di  sol- 
dati di  fanteria  o  di  cavalleria 
che  si  scaglia  addosso  ad  un 
altro —Carica:  un'aria  per  ban- 
da militare  in  due  tempi,  che  si 
eseguisce  quando  l' esercito  è 
pronto  a  dar  lacarica  al  nemico. 

CAREGÀ.  Caricare  —  Allestire  :  di 
grano,  ecc. 

GAREGÀ.  Disporre  la  fornace.  I 
fornaciaj  dicono  cosi  rassesta- 
re nella  fornace  i  materiali  che 
vogliono  cuocere  —  a  bancono 
in  bancìi  o  in  cass  o  a  cassonJ 
Disporre  a  pancone  :  assestare 
nella  fornace  i  quadrucci  da 
cuocersi  ponendoli  per  ritto 
ì'un  sovra  l'altro  —  a  pilastrini 
o  a  pilastrej  J  Disporre  a  pila- 
strino :  assestare  i  quadrucci 
nella  fornace  a  quattro  a  quat- 
tro, ma  sempre  alterni ,  cioè 
quattro  ritti  e  sopravi  quattro 
a  giacere,  e  così  via  via  —  a 
scajon  o  a  gambetta  ^  Disporre 
a  scaglione:  allogare  nella  for- 
nace i  quadrucci  da  cuocersi 
per  ritto  e  per  iscacchiere. 

CAREG ADURA.  Smorfia  —  Smorfioso 

—  Attilato  —  Schizzinoso  —  Pre- 
ziosa: di  donna  —  Mezza  care- 
ga&ura^  Un  cacaspezie  —  Dise- 
gno di  caricatura  —  Caricatura: 
immagine  satirica  ed  esagerata 
di  persona  ,  di  cose  che  si  vo- 
gliano mettere  in  ridicolo  — per 
Gnogn.  v. 

GAREGGIA,  CARENSGIA.  Rotaj a, Sol- 
catura, Ruotaggio:  segno  che 
lascia  in  terra  la  ruota  —  Car- 
reggiata: la  larghezza  d'una 
vettura  tra  ruota  e  ruota  —  An- 
dà-fceura  de  cai  eggiaj  Uscir  di 
carreggiata  — fig.  Uscir  del  se- 
minato, della  pesta:  di  tema 

—  Sta  in  careggia.,  Tenersi  nella 
carreggia  —  fig.  ir  per  la  pesta, 
Arar  diritto. 


I  CAREGH.  Carico,  n. 

CAREGH  (I).  Nel  giuoco  detto  di 
Briscola  co^i  si  nominano  quelle 
carte  che  fanno  le  pi  ime  bazze 
dei  mattadori,  per  cosi  dire, del 
giuoco;  e  sono  asso  e  tre  di 
qualunque  palo  ,  tranne  quello 
che  è  trionfo  del  giuoco  o  bri- 
scola. 

CAREGH.  Carico,  ag. 

CARELL.  Carretto  —  Carruccio  da 
bambini  —  Carretta:  congegno 
mobile  nel  telajo  da  tessere  al 
quale  sono  raccomandati  i  licci 
{lise)  —  rie  fà-giò)^  Carro:  stru- 
mento di  legno  per  dipanare 
{fà-giò)\  sostiene  i  rocchetti  di 
un  filatojo  ed  ha  una  ruota  colla 
quale,  girandola,  si  torce  e  tira 
il  filo  —  de  cava  seda..  Caviglia- 
toj  o. 

CARELL  per  Capiceli.  V. 

CARELL  DEL  CÙU.  Codione,  Groppo- 
ne :  V  estremità  delle  reni  ap- 
punto sovra  l'ano,  più  apparente 
negli  uccelli  che  negli  uomini. 

CARELL  DE  TORG-  V.  Torció  e  ca- 
rtola. 

CAREN.  V.  calend. 

CARENSG.  Spade:  liste  di  ferro  sca- 
nalate su  cui  scorre  il  carro 
(car)  del  torchio  da  stampa. 

CARENSGICEU.  Fossatello  —  Scolo. 

CARESC-  V.  caradura. 

CARESTIA-  Carestia  —  Regna  ca- 
restiaJ  Cantar  il  misererò. 

CARETT-  Caniccio:  alquanto  caro. 

CARETTA.  Carretta,  Carretto:  pic- 
col  carro  a  due  ruote  che  si 
traina  dagli  uomini  o  da  un  ca- 
vallo per  trasportar  che  che  sia 
—  Carriola,  Carriuola:  specie  di 
biroccio,  ma  assai  più  piccolo 
e  più  basso,  che  si  conduce  a 
mano.  Ha  una  sola  ruota  in  fon- 
do, posta  in  mezzo  alla  traversa 
che  tiene  unite  le  stanghe ,  di 
sotto  alle  quali,  dalla  parte  op- 
posta, scendono  fino  a  terra  due 
legnetti,  perchè  possa  soste- 
nersi nel  fermarla  —  Quella  di 
che  si  servono  i  contadini  per 
trasportare  erbaggi,  e  simile  — 
Una  carriola  di...:  cioè  piena  di... 

CARETTADA  Carrettata. 

CARETTA  DEL  MOLETTA.  Castello  a 


CAR  147  CAR 


earriuola.  Parti:  Ruota,  Bruni- 
tojo  .  Fuso  ,  Guancialetti  o  Piu- 
macciuoli..  Girelletto,  Corda  sen- 
za capi.  Frullone,  Stanga,  Nervo, 
Botticello,  Parapetto,  Truogolo, 
Loeroratura  o  Terra  d'arrotino 

CÀRETTÉE*  Carrettiere. 

CARETTELLA-  Carrettella:  specie  di 
carretto  a  quattro  ruote  e  due 
stanghe  assai  bislungo,  con 
isponde  a  cancello  e  due  luo- 
ghi ;  l'usa  chi  frequenta  i  mer- 
cati —  Carrettella  :  vettura  non 
inelegante;  a  due  luoghi;  spor- 
tellino; carro  a  coda  e  a  quattro 
ruote  —  per  cariagginna.  V. 

CARETTIN-  Carrettino  —  per  Bir- 
bin_,  Birbinett.  V. 

CARETTINAT3A.  Carrettata:  quanto 
cape  un  carretto. 

CARET7Ò  Carrettaio,  Carreggia- 
tore,  Carrettona.io:  chi  nelle  car- 
rette conduce  calcinacci,  rena, 
e  simili. 

CARE^TON  Carrettone:  grande  car 
retta  che  serve  per  portar  via 
le  immondizie  della  strada  —  co- 
rettori de  morti  Carro  da  moti, 
Carro  funebre.  Or  ora  succes- 
ser  le  carrozze  per  ricchi  e  per 
poveri;  sicché  possiamo  ben 
dire  con  maggior  verità  quella 
strofa  del  G -ossi,  mentre  prima 
i  poveri,  che  morivano  a  casa, 
erano  come  i  ricchi  portati  a 
spalle  al  cimitero  : 

Quand  l'è  morti  gii' è  nissun 

che  le  sforai 
Nanch  allora  —  vorrendegh 

fa  dar; 
I  scolar  —  no  ghe  canten 

dessora  — 
Fóra  fóra  —  el  ved  nanca 

l'aitar: 
Già  del  lece  el  và  in  ciel  in 
carretta 

In  virtù  de  la  santa  bolletta. 

CAREZZA  Carezza  —  Caro  :  sover- 
chio prezzo. 

CAREZZA.  Accarezzare. 

CAREZZOS.  Carezzevole. 

CARGA,  CARGÀ.  V.  carega^  care- 
gài  ecc. 

CARGABISCH-  Carichissimo. 

CARGO-  Caricatore. 


CARGOS.  V.  cabr ossei. 

CARIADA-  Doccia  da  molino,  Go- 
rello: il  fossato  che  dalla  gora 
riceve  l'acqua  per  mover  il  mo- 
lino. 

CARIAGG.  Carriaggio  dei  militari 
Ona  trincera  de  cariagg^  Un  car- 
ri no. 

CARIAGGINNA-  Carrettone  :  specie 
di  carro  a  quattro  ruote  con  so- 
pravi un  cassone  lungo  a  ra- 
strelliera o  a  corba,  su  del  quale 
posa  la  cassa  (scocca)  o  sia  il 
guscio  a  più  luoghi,  e  senza 
mantice  {boffett). 

CaRKEU  V.  cajrceu. 

GARIffiU.  Trebbia:  carro  da  treb- 
biare {tribbia)  il  grano,  invece 
di  batterlo  col  coreggiato  {ver- 
ga) —  per  cajrceu.  V. 

CARILION  o  CADENAZZ  o  CADENAS- 
Z(EU  A  CARILION.  Carigliene:  ve- 
ro saliscendo  a  cui  si  dà  moto 
per  una  rotella  centrale  che  ag- 
girata dalla  chiave  fa  smuovere 
in  senso  inverso  le  du«  lamine 
inferiore  e  superiore  del  chia- 
vistello o  paletto  che  dicasi. 

CARIIfÀA.  Calamajo.  Parti:  Boc- 
chelli PennirceUj,  Incioster^  Sab- 
biai Sabbijn^  Strazza  o  Stoppin., 
Bacchett  —  carimàa  senza  el 
stoppini  a  guazzo  —  conte'  stop- 
pini a  stoppaccio  —  de  saccoc- 
cia., da  tasca  —  Pesca:  agli  oc- 
chi, il  nero  sotto  —  Calamajo: 
quella  tavoletta  a  parte  di  un 
torchio  da  stampa  sulla  quale 
si  mesta  l'inchiostro  da  tigner 
le  forme. 

CARIMARADA.  Colpo  di  calamajo 
—  Un  calamajo:  quanto  cape  un 
calamajo. 

CARIMARÈRA.  Scrivania,  Calamajo 
a  scrivania:  specie  di  calamajo 
fermato  sur  un  vassoino  {gaba- 
rerin),  di  legno,  o  di  metallo,  o 
di  maiolica,  giuntovi  il  polveri- 
no (sabbijn),  il  pennajuolo  {pen- 
nirceu),\e  ostie  (obbiaditt)  e  al- 
tro relativo  allo  scrivere. 

CARIN-  Carrino  :  la  parte  meno 
grande  del  carro  {car)  da  car- 
rozze ,  cioè  quella  che  si  regge 
suir  assile  (assàa)  anteriore,  e 
sui  due  ruotini  {rodin) ,  e  che 


CAB  148  CAR 


per  effetto  della  volticella  [ster- 
za) si  aggira  al  bisogno  più  o 
meno  sotto  la  carreggiata  [el 
car)  per  dar  di  volta  a  piacer 
del  guidatore.  Parti:  Sàa*  o  as- 
sàa*  corp  d'  assàa*  Bodin*  cos- 
son*  Fer  de  cavali,,  Sterziti  Alz 
o  Aizziti  Balanz*  Timon*  Timo- 
nella* Carlos.  V.  Cariolàa. 

CARICEU.  Carie,  Tarlo,  Tignuola  — 
per  Bruson.  V. 

CARIOS,  GARIOLÀA.  Carioso  ,  Tar- 
lato, Tignolato. 

CARI0L1I-  Roso,  Guasto  da  bruchi. 

CARIOTA-  Rocchetto  vacuo.  V.  Ca- 
piceli *  Bocchett  —  Tentennella: 
rotella  verticale  che  move  im- 
mediatamente le  macine  nel  mo- 
lino —  Rocchetto:  negli  oriuoli. 

CARISMA.  Fuliggine.  La  chialim 
dei  Friulani. 

CARITÀA.  Carità  —  pelosa.,  pelosa: 
interessata  —  Limosina  —  cerca 
la  caritàa^  Limosinare. 

CARLÉE.  Carnajo  —  Cataletto,  Bara 
—  Fa  dùu  nxort  o  duu  corp  in 
d' on  carlèe*  Far  una  via  o  Far 
un  viaggio  e  due  servigi,  Pigliar 
due  colombi  a  una  fava:  cioè 
colla  stessa  operazione  condur 
a  fine  due  servigi. 

CARLINNA  (ERBA).  V.  Ero  a  car- 
linna. 

CARL1TT  o  SAN  CARLITT  o  FIOR  DE 
SAN  CARLO.  V  in  Fior  e  San- 
carlin, 

CARLO  (EL  SUR).  La  grazia  di  quel 
Santo  :  i  quattrini. 

CARLOMNA  (A  LA)-  Alla  carlona. 

CARMATT.  Carromatto,  Carroleva: 
specie  di  carretta  ferrata  da 
trasportare  gravissimi  pesi. 

CAR  KATT  o  CAR  DI  STELL  o  CAR. 
Il  Carro  di  Davide,  11  gran  Carro, 
Il  Carro  di  Boote  :  nome  di  una 
costellazione  cospicua  presso  il 
polo  boreale  del  cielo.  Compo- 
nesi  di  sette  bellissime  stelle, 
quattro  delle  quali  figurano  le 
ruote  e  tre  il  timone.  V.  Polsi- 
nera*  aiongiorin  o  Giongrin. 

CARMELI.  Bigio,  Carmelitano:  spe- 
cie di  colore  detto  Carmelite 
anche  dai  Francesi. 

CARNA.  Carne  —  Assa  de  la  cama* 
V.  Tajèe  —  cama  che  dà  al  dent* 


verdemezza  —  Tocch  de  cama 
cattiva  *  Lacchezzaccio  —  che 
deslengua  in  cocca  o  de  mett  la 
pacciughinna  *  carne  frolla  — 
cìie  letiga*  tirante,  vinca,  vin- 
chiosa,  viscida  —  mattaJ  morta, 
falsa  —  El  magher  de  la  cama* 
Ilmagrino  —  patida*  stantia  — de1 
porch*  da  porco:  secca, salata 

—  mastra *  vecchia,  grossa:  di 
bue,  di  manzo  —  di  vitello  o  vi- 
tella: di  giovane  animale  ma- 
schio o  femmina  della  specie 
bovina,  il  quale,  già  divezzato, 
abbia  cominciato  a  pascersi  di 
erba  —  slegneda*  tigliosa  —  sbat- 
tuda*  battuta  —  tarlucca*  so- 
rianna*  Mala  carne,  vaccina  — 
V.  Sorianna  —  floscia.,  Mollame 

—  sobbatuda*ca.rue  livida  —  van- 
zada*  frusta *  giostrata  —  gre- 
megnosa*  panicata  —  de  bestia 
w?orla  tèe  de  per  lèe*  morticina 

—  succia*  àlida  —  che  spuzza  * 
mùcida,  stracca  —  Color  de  c ar- 
no.* Color  carnicino  —  Fà  dà  on 
buj  a  la  cama*  Fermare  la  car- 
ne —  Tra  cama  e  peli*  In  pelle, 
Pelle  pelle  —  La  gìonta  de  la 
carna*lì  tarantello  —  costà  cor- 
na salada*  Costar  salato,  Saper 
di  sale  —  Doprà  cama  salada 
per  scceud  la  set*  cavarsi  la 
sete  col  prosciutto:  scapriccirsi 
con  danno  —  Me  l'han  fàa  paga 
cama  salada*  Esso  mi  è  stato 
insalato  —  Mettes  in  cama*  Ri- 
mettersi in  carne  —  Vess  minga 
cama  per  i  so  dent  *  Non  esser 
osso  da  suoi  denti  —  cama  de 
coli*  fig.  carne  cattiva,  Cattivo 
pezzo  di  carne  :  di  uomo  per- 
verso —  Vess  on  tocch  de  cama 
de  coli*  Esser  una  carne  catti- 
va: perverso  —  Trovà  cama  per 
i  so  dent*  Essere  proprio  pasta 
da'  suoi  denti  :  cioè  quel  che  sta 
bene. 

CARNA,  CARNAGION.  Carnagione  — 
Che  bella  carnagioni  Che  bel- 
l'incarnato ! 

CARNÉE,  CARNER.  Carniera,  Cac- 
ciatora: sorta  di  giacchetta  co» 
parecchie  tasche  nel  dinanzi,  ed 
un  tascone  che  ricorre  orizzon- 
talmente tutta  la  parte  di  dietro. 


CAR  149  CAR 


CARRELLA,  CARSI  ISELLA,  CARRETTA. 
Cicciola  (Peziza  auricula,  Lin): 
specie  di  fango  ,  cosi  detto  dal 
colore  della  ciccia  o  carne  la- 
vata; cresce  sopra  un'erba  par- 
ticolare. Anche,  lo  chiamiamo 
Codezellcij  Oregginna  —  per  0- 
reggia  de  Sant'Ambroeus.  V. 

CARNEVÀA.  Carnevale  —  Fenì  el 
camevàa^  Seppellire  il  carne- 
vale, d'ogni  festeggiar  che  si 
faccia  l'ultimo  suo  dì  —  Góo  in 
doss  settanta  carnevàa^  fig.  Mi 
pesan  sulle  spalle  settanta  car- 
nevali: anni— Bastaccone:  d'uo- 
mo goffo  —  Gonfione:  un  gras- 
saccio  sformato  o  schifoso  — 
Beffanaccia:  di  donna  brutta  — 
Bécera  ,  Becerona  :  di  donna 
goffa. 

CARNEVALO^.  Carnevalone.  Costu- 
me nostro  ambrosiano  ,  per  cui 
prolunghiamo  il  tempo  allegro 
fino  alla  domenica  di  quadra- 
gesima. L'origine  vattela  pesca. 

CARNINNA.  V.  Oreggia  de  Sant'Am- 
brazus. 

CAR1JUZZ.  Carniccio:  proprio  la 
parte  di  dentro  della  pelle  degli 
animali  —  Carniccio,  Limbello, 
Limbelluccio  :  quella  smozzica- 
tura  che  si  leva  dal  carniccio 
quando  se  ne  fa  cartapecora. 

CAROBA.  Carrubio,  Carrubo,  Carru- 
bio  (Ceratonia  siliqua):  alb.  sem- 
pre verde;  legno  duro  e  pesante 
—  Carrubo,  Guainella,  Baccelli 
dolci:  il  frutto  del  carrubio,  si- 
mile a  baccelli  delle  fave  (sgausc 
di  basgiann)\  polpa  dolce,  me- 
lata, gradita  a'  fanciulli,  quan- 
tunque si  dica  cagione  di  coli- 
che e  diarree  —  matta  o  falsa, 
V.  Legn  de  Giuda. 

CAROBI.  Trivellone:  la  maggior  tri- 
vella di  che  servesi  il  bottajo. 

CAROCCÉE.  Cocchiere. 

CAROCCETTA.  Carrozzino. 

GAROCCIA  o  CAROZZA.  Carrozza, 
Cocchio  —  caroccia  a  quatter, 
a  ses,  a  vott,  ecc.,  a  quattro,  a 
sei,  a  otto:  cioè  tirata  da  quat- 
tro, sei,  otto  cavalli  —  de  cortj, 
Carrozza  di  corte,  di  gala,  di 
cerimonia  —  di  pover  tnort.,  car- 
rozza dell'Apocalisse  —  Fa  ca- 


roccia fig.  Crocchiare,  Esser 
crocchio:  malaticcio— Fabbrica- 
tor  de  carocc^  carrozziere,  Car- 
rozzajo  —  Mett  mala  caroccia,. 
Rimetter  la  carrozza  nella  ri- 
messa —  Andà  sott  a  ona  ca- 
ro zza^  Rimaner  sotto  a  una  car- 
rozza —  Mett  caroccia  Metter 
su  carrozza  —  Tira  la'  carozza 
coi  busecche  fig.  Stentare. 

CAROCGIA-  Carrettone  da  morti, 
Così  lo  chiamano  i  nostri  poveri, 
e  massimamente  quelli  che  si 
muojono  allo  Spedale  Maggiore, 
onde  la  frase  Fass  porta  via  in 
caroccia.  Farsi  portare  al  cimi- 
tero nel  carrettone  da  morto.  E 
tante  volte ,  per  non  so  quale 
consolazione,  van  dicendo  al 
vedere  un  pomposo  funerale: 
Ecco  i  sdori  se  fan  porla  là  in 
spalla  ^  e  nun  poveritt  in  ca- 
roccia. v.  Caretton. 

CAROCCIA.  Crocchiare,  Esser  croc- 
chio: malito  di  salute. 

CAROCCIADA.  Carrozzata  —  Coc- 
chiata. 

GAROCCIN-  Carrozzino  —  per  Cop- 
pe. V. 

CAROCCIOM.  Cocchione  ,  Carroz- 
zone. 

CAROCCION'DELìPEGCÀA  ODE  LAMA- 
LACARNA-  Chiamiamo  per  celia 
quel  carrozzone  in  cui  l' impre- 
sario manda  a  levare  dalla  casa 
alcune  parti  teatrali. 

CAROEU.  Cucco  —  L'è  el  caroeu  de 
la  /ma/rnmaJ  Gii  è  il  cucco  della 
mamma. 

CAROGNA.  Carogna  —  Rozza  — 
Conca  fessa:  di  persona  male- 
scia. 

CAROGNETTA.  Carognina,  Caro- 
gnuola:  di  persona  scontrosa  — 
Giovereccia:  di  donna  piacente 
in  senso  un  po'materiale  —  per 
Bisgió,  V.  sign.  4 

CAROLINNA  (GIUGÀ  A  LA).  Giuocar 
alla  carolina  o  alla  russa.  Fassi 
con  cinque  palle,  due  bianche, 
una  per  ciascuno  dei  giuocato- 
ri:  una  gialla  che  ponesi  nel 
centro  del  prato  {tappèe)  :  una 
rossa  e  una  turchina,  che  in 
principio  del  giuoco  vengono 
collocate  ,  nell'  asse  longitudi- 


CAR  150  CAXt 


naie  dei  prato,  uguale  distanza 
della  gialla,  e  da  ciascuno  dei 
due  lati  di  battuta 

CAROTOLA-  Carota  (Daucus  caro- 
ta): pianta  a  foglie  due  o  tre 
volte  alate,  frastagliate  :  fusto 
alto  due  o  tre  piedi,  ispido,  poco 
ramoso,  te>  minato  da  un  om- 
brello di  piccoli  fiori  bianchi  o 
rossastri  —  Radice  della  pianta: 
carota;  di  forma  conica,  assai 
lunga,  bianca,  gialla  o  rossa 
nelle  diverse  varietà  —  ros- 
sa., V.  Bledrava  —  salvadega  ^ 
v.  Remigol  —  Quell  di  carotol^ 
Carotiere. 

CAROTOLA.  Forma:  specie  di  bos- 
solo alto  otto  centimetri  e  largo 
dieci,  assai  cupo  in  cui  i  ca- 
scinai mettono  il  fior  di  latte 
{pannerà)  per  farne  caciuole 
(formaggilt)  quadre.  V.  FassèraJ 
QuacHoeu. 

CAR0T0LIN-  Formetta:  specie  di 
piccolo  bossolo  circolare,  poco 
diverso  da  un  quartuccio  (quar- 
tini \  cne  s'  usa  Per  *are  i  ma~ 
scherponi 

CARO^T.  V.  Garott. 

CAROZZA,  ecc.  V.  caroccìa.  ecc. 

CAROZZABIL-  Calessabile,  Carroz- 
zabile. 

CAR0ZZ1NNA  per  Gugella^imv .  2.  V. 

CARPANSLL,  CARPA2JESSA  Carpi- 
nelle (Carpiuus  orientalis):  al- 
bero a  foglie  quasi  simili  aquile 
del  carpine  (carpen)\  legno  bian 
co  al  par  del  nocciuolo  (nìsciozu- 
la),  sodo  e  buono  per  impiallac- 
ciatura 

CARPEN.  Carpine  (  Carpinus  betu- 
lus,  Lin.):  albero  che  allignane! 
terreni  pingui  e  paludosi;  va 
a  50  piedi  ;  corteccia  bianca- 
stra, chiazzata  di  piccole  mac- 
chie grigie;  foglie  picchiolate, 
ovali;  del  legno  si  fanno  spal- 
liere ,  cerchiate  (bersò),  ed 
altro. 

CARPEN.  Carpione  (Ciprinus  car- 
pio): pesce  di  forma  allungata  e 
alquanto  massiccia;  dorso  di 
molto  eie  vato  ;capo  grosso  ;  agli 
angoli  della  bocca  due  barbet- 
te; superiormente  d'un  bel  bruno 
ulivigno,  assai  cupo  sulla  testa; 


inferiormente  d'un  bianco  gial- 
lognolo. 

CARPERADA.  Siepe  o  Viale  di  car- 
pini. 

GARPIÀ.  Velarsi  :  il  primissimo 
grado  del  rassegare  (caggiass) 
o  rappigliare  de' liquidi  —  Ve- 
lare :  dell'acqua. 

C  ARPIA  A  (VESS).  Essere  infreddato. 

CARPIADURA.  Velo:  il  superficiale 
agghiacciamento  dell'  acqua  e 
degli  altri  liquidi  —  Infredda- 
tura, Raffreddore. 

CARPI JA.  Ragna,  Ragnatela,  Ra- 
gnatelo. 

GARPIONÀ  Carpionare.  Accagio- 
nare :  coprire  d' aceto  i  pesci 
fritti,  aggiuntivi  spicchj  (fes) 
d'aglio,  buccia  (peli)  di  limone, 
cime  di  salvia,  pezzetti  di  ac- 
ciughe (inciod),  e  simili. 

CARPIONADA  (T(EU  SU  ONAÌ.  Pigliar 
un  brezzolone:  un'infreddatura, 
un  raffreddore. 

CARPIONERÀ-  Navicella  da  pesce. 

CARPQGN.  CARPOGNADA,  CARPOGNA- 
DURA.  Pottiniccio  :  qualsiasi  la- 
voro donnesco  mal  fatto  —  Frin- 
zello: raccomodatura  grossola- 
na coll'ago  —  de  calzetta,  Fichi 
secchi  :  i  frinzelli  delle  calze 
male  rabberciate. 

CARPOGN  Stopposo,  Passo:  di  ra- 
molaccio, rapa  e  simili,  che  sia 
internamente  asciutto,  caver- 
noso e  insipido,  o  per  cattiva 
vegetazione  o  per  maturazione 
troppo  avanzata  —  Butterato, 
Butteroso:  di  persona  che  ha  i) 
viso  a  bùtteri  (doli), 

CARPGGNÀ.  R'mfrinzellare  :  far  un 
frinzello  ,  accomodar  male  un 
buco  di  calze  ,  o  simili  —  per 
Poncìgnà.  V. 

CARRÉ.  Quadrato:  di  camicie,  ecc. 

CARSENT.  V.  Levàa. 

CARSENZA.  Favo,  Fiala:  pezzo  di 
cera  lavorata  a  cellette,  dove 
le  api  (avi)  ripongono  il  miele. 

CARSENZA.  Stiacciata,  Schiacciata 
—  Focaccia,  Cofaccia  —  con  £ 
gratton  d'  animala  Schiacciata 
unta  —  de'  bombon^  dolce  —  La 
pizza  dei  Romani,  cressenza  dei 
Bolognesi,  placenta  de'Latini  — 
de  pasta  dura*  dolce  di  pasta 


CAR  151  CAR 


soda  —  de  pasta  frolla,  di  pasta; 
frolla  —  de  pasta  levada^  di  pa- 
sta lievitata  —  de  mezza  pasta* 
di  pasta  mezz'alta  alla  coma- 
sca —  de  marzapan  *  di  pasta 
di  marzapane.  V.  Majstaa  del 
primm  dì  de  l'ann. 
CARSENZA.  Raveggiolo  fresco:  spe- 
cie di  cacio,  in  foggia  di  schiac- 
ciata. 

CARSENZIN,  CARSE5JZETTA.  Stiac- 
ciatala —  Focaccitia  —  Fà  in 
d'on  carsenzin  *  Sco  tacciare  — 
Andò,  in  d'on  carsenzin  *  Far 
del  suo  corpo  una  stiacciatala 

—  per  celia,  cosi  chiamiamo  la 
Tonsura. 

CART.  Ca^te:  quelle  da  giuoco  — 
Dà-foeura  i  cart*  Dar  le  carte  — 
coperta  basse  —  scopert *  sco- 
perte —  Fà  i  cart^  Far  le  carte 
Giugà  ai  cart*  Far  alle  carte  — 
Giugà  ona  bella  carta*  fig.  Ti- 
rare una  grandissima  posta: 
aver  gran  sorte  o  campar  da! 
un  gran  pericolo  —  Mes'cià  i 
cart  *  Scozzar  le  catte  —  Mett- 
iti semnxa  i  cart*  Accozzar  le 
carte  —  Ris'  cià  tuttcoss  in  ona 
carta*  Metter  tutto  il  suo  in  una 
posta  —  Batt  et  tavol  giugand 
ai  cart*  Batter  le  nocca  sulla 
tavola  in  facendo  alle  carte  — 
sping  ona  carta*  Succhiellare 
una  carta  —  Mett  de  part  ona 
carta.,  Succhiellarla:  serbarla 
per  far  giuoco  —  Caregà  i  cart* 
Caricar  le  carte  :  rischiar  di 
molto  —  Tra  a  mont  i  cart*  Ri- 
far le  carte  .  Far  monte  —  Ma- 
scherà  i  cart*  Rivoltar  le  carte 

—  MUdà  i  cart*  Scambiar  le 
carte  v.  Picca*  Bontà*  ecc. 

CARTA-  Carta:  da  scrivere,  da  di- 
segnare ,  da  stampat  e ,  da  in 
voltare  —  azura  o  morella* 
turchina  —  argentinna  „  argen- 
tina ;  e  dividesi  in  levigata 
{battuda)  e  in  dilegine  [minga 
battuda)—argentada*  argentata 

—  a  varj  color*,  scherzosa  —  a 
■vergell*  a  filato  o  a  trecciuola  — 
a  la  machina  o  tutta  d'onpezz 
o  fada  con  la  machina*  carta 
alla  macchina ,  catta  continua 
©  senza  fine  —  bianca  ^  Carta 


;  bianca  —  brunell*  orunclca^. 
bigia  —  anche,  Fioretto  da  in- 
voltare; cioè  cat  ta  da  involget- 
ene che  sia  —  bislonga  ^  Carta 
bislunga  —  bastarda  *  bastarda 

—  brunellott  *  Fioretto  —  bolla- 
da*  Carta  bollata  —  bombonna 
o  bescotta*  da  chicche,  da  biscot- 
tini —  con  filagrann  a  ^  in  fila- 
grana  —  che  canta  o  incarta- 
ciacche  suona,  che  è  stagionata 

—  che  suga  o  che  passa*  che 
succhia  o  che  beve  —  con  colla^ 
incollata  —  con  mezza  colla^ 
in  colla  dilavata  —  crespa  o 
Cresp*  orlata  —  comunna*  comu- 
ne —  coloradao  de  cover t*  colo- 
rita —  anche,  dipinta  —  destesa^, 
distesa  —  de  bonna  pasta*  buo- 
na o  di  buon  tiglio  —  de  disegn^ 
da  disegno  —  de  musega  o  Mu- 
sega*  di  musica  —  de  lucida*  da 
lucidare,  trasparente,  da  lucidi 

—  de  stemegn  o  Stemegna  *  da 
|    impannate  o  da  finestre  —  de 

tapezzarij*  da  tappezzerie  —  de 
plafon*  da  stuojate  —  de  involta 
da  invogli  —  de  collo,  de  pess,, 
di  colla  di  pesce  —  de  lira^  o 
simile,  da  involger  lo  zucchero 

—  de  fà  sù  la  seda*  da  involtar 
la  seta  —  de  papigliott scura 
da  ricci,  da  cartucce  —  de 
eoe  ics  *  Carta  grossolana  —  da- 
mascada*Csiria.  a,  opera,  opera- 
ta —  dora*  dorata  —  de  battilo?^ 
di  buccio  —  de  birlà  *  da  arro- 
tolarvi i  fiori  finti  —  de  bigatti 
da  bachi  —  de  filtra*  da  feltra- 
re —  de  gìttdes*  legale  —  de  ira- 
borni*  da  brunire  —  de  lettera 
da  lettere  —  de  letter  col  fi.1  o 
cont  el  filett  d'or*  dorata  nella 
tondatura  —  de  paja*  di  paglia 

—  de  red*r\eva  —  de  memoriale 
da  memoriali  o  da  suppliche  — 
de  minutt*  da  minute  oda  bos- 
ze  —  de  pes  o  de  stadera*  da 
peso  o  da  acciughe  —  de  strasc 
de  coton*  bambagina  —  rigadofJ, 
rigata  —  sgresgia*  rozza  —  so- 
lia* liscia  —  frusta*  strascia  o 
usada*  straccia,  di  straccio... 
Carta  straccia  o  della  bamba- 
gia —  tajadaj  tondata  —  de 
rostj  da  arrosti   -  veUnna  u 


CAR 


152 


CAR 


vergella  velina  a  filato  —  senza 
colla,,  non  incollata  —  piegatici 
ripiegata  —  fioretta Fioretto 
perfine  —  soprafìnnai  Carta  so- 
praffine —  fìnna^  fine  —  terza  i 
terzotta  scadente,  Cantino  — 
mezzapasta  i  di  mezzo  tiglio  — 
sostegnuda ,  robusta  —  mal  la- 
vorada  o  scimesadUi  magagna- 
la —  segnada  de  la  corda  ^  col 
segno  della  corda  —  senza  corp 
o  f  ossa  i  dilegine  —  zerna^aJ 
Zernaja,  Mezzetta  —  ì)egoraJ 
cartapecora  —  pegora  oliadai 
di  capretto  unta  con  olio  —  olia- 
da,  unta  con  olio  —  raminna  o 
sedagna  o  sed,arinnaJ  setina  — 
sugai  succhiante,  sugante  o  suc- 
chia —  papaia,,  papalon  o  aran- 
d'aquila^  Grand'aquila  o  papale 

—  elefant  imperiai  elefant  o 
romani  marchigiana  imperiale 

—  imperiai  j  imperiale  —  sot- 
timperiali sotto  imperi  ale— qua- 
dronna  da  tavoletta  ^  da  dise- 
gnatori —  ir  e  al  reale  —  real 
Brambilla  i  reale  Brambilla  — 
real  trelunn^  reale  pel  Levante 

—  mezzan  o  Realin  grandi  reale  j 
mezzane  —  realin  o  realin  pic-  \ 
coli  reale  piccola  —  spera  o 
spiera  o  spiera  veneta^  da  stam- 
pe —  dolza  ^  y>oq,o  incollata  — 
leon  o  leon  spartii  o  de  colla  J 
leone  incollata  —  leon  Pavia  i 
feone  di  Pavia  —  leon  doppi 
Jeone  doppio  —  leonnaJ  leone  — 
leonna,  doppia^  leone  doppia  — 
leonna  ooetta  ^  leone  da  boete 

—  h'-onzin  de  colla  o  spartii  o 
feonzinna^  leonina,  leoncina  — 
pellegrini  pellegrinna.  mez zan- 
na o  protocolli  pellegrina  —  pel- 
legrin  d.oppij,  pellegrina  doppia 

—  olandes    olandesa  i  olandese 

—  trij  capejj,  dei  tre  cappelli  — 
notarile  notarile  —  olandinna^ 
olandina  —  quadrotta  i  da  let- 
tere mercantili  —  del  ton da 
involger  il  tonno  —  quartini  da 
biglietti  —  vacchetta  ;  da  vac- 
chette —  tajadinna^  rastremata 

—  pista,  pista  o  pesta  —  pesta, 
Cartapesta  —  timbrada  o  col 
fimber.  timbrata  o  colla  stam- 
piglia   (  timber  )  —  palpelar , 


nera  —  per  zita,  reale  da  invol- 
ger la  cera  —  sacchetton,  da 
sacchetti  —  stemegnon,  da  lina- 
iuoli —  stemegnonin ,  da  lina- 
juoli  mezzana  —  marocchinada, 
imitante  la  grana  del  maroc- 
chino —  rasada,  rasata  —  velu- 
tada,  vellutata  —  tinta  in  folla, 
colorita  —  fìorada  a  color  o 
scherzosa,  indianata  —  marmo- 
rada,  marezzata  —  moghen,  imi- 
tante il  maogani  —  ond.ada,  on- 
data —  radica,  imitante  il  cuojo 
a  marezzo  —  spruzzada,  spruz- 
zata —  stellada^  stellata  —  ta- 
jada^  tagliata  —  de  biglietti  da 
biglietti  —  Mett  in  carta,  Sten- 
dere in  carta  —  Là  carta  bian- 
ca,  fig.  Dare  carta  bianca: 
dar  ogni  facoltà,  rimettersi 
nell1  arbitrio  di .  .  .  —  Fa  cart 
fals  per  vun,  Fare  carte  false 
per  uno  :  fare  in  prò  suo  o  per 
amor  suo  qualunque  cosa  — 
Gira  doma  carta ,  corre  sola 
carta  monetata  —  carta  del 
crespin,  Foglio  —  ciappà  la  car- 
ta. V.  Incartass  —  Giugà  ona 
gran  cartai  fig.  Giuocare  una 
gran  carta:  arrischiare,  tentare 
un  gran  colpo,  o  come  dicesi 
oggidì.  Fare  un  due  di  dicem- 
bre. E  chi  non  sa  che  vuol  dire? 
CARTABIANCA.  Carta  bianca,  Bian- 
ca; quella  parte  di  un  foglio  di 
stampa  ehe  si  tira  per  la  prima 
e  chiamasi  cosi  perchè  il  foglio 
resta  bianco  nella  parte  poste- 
riore finché  non  siasi  stampato 
anco  la  volta  {volta).  Anche, 
Bianc. 

CARTAEON.  Quartabuono:  squadra 
che  serve  per  lavorar  di  qua- 
dro —  a  angalett,  ad  angolo 
retto  —  a  cova  de  ronden ,  a 
coda  di  rondine. 

CARTA  DE  GUGGITT  (ONA).  Carta  di 
spilli:  chiamano  un  foglio  ripie- 
gato più  volte  su  di  sè,  in  cui 
si  vendono  impiantati  paralle- 
lamente più  filari  di  spilli,  in  nu- 
mero variamente  determinato. 

CARTASCIA-  Cartaccia. 

CARTATUGGIA.  Cartuccia:  la  cari- 
ca del  fucile  —  Cartoccio:  quella 
del  cannone. 


CAR 


153  CAR 


CARTAVOLTA.  Cartavolta:  la  faccia 
di  tergo  di  un  foglio  di  stampa. 

CARTÉE.  Cartajo:  che  fa  carta  — 
Cartolaio:  che  vende  carta  al 
minuto  e  più  altre  cose  a  uso 
dello  scrivere  —  Bottega  de  car- 
ice, Cartoleria. 

CARTEGG  Carteggio. 

CARTEGGIA-  Carteggiare. 

CARTELAMM.  Cartilagine  :  una  del- 
le parti  similari  del  corpo  del- 
l'animale ,  dopo  l'ossa  la  più 
dura  —  Panno  ,  Pannume  ,  Pel- 
licina:  membrana  sottile  e  robu- 
sta, della  quale  è  ricoperta  im- 
mediatamente T  interna  parte 
del  guscio  dell'uovo,  cui  rimane 
aderente  quand'esso  si  schiac- 
cia, e  si  divide  in  due  —  (Euv  cont 
doma  el  cartelamm ,  Uovo  col 
panno  —  Tenerume:  sostanza 
bianca  e  pieghevole,  la  quale 
spesso  è  unita  all'estremità  del- 
l'ossa. 

CARTELL.  Cartello:  pezzo  di  carta 
o  d'altra  materia,  non  grande, 
dove  qualcosa  si  scriva  per  av- 
viso altrui  —  Scritta  a  grosse 
lettere,  al  di  fuori  della  botte- 
ga, per  indicar  l'arte  che  vi  si 
esercita  o  il  genere  di  merce  che 
vi  si  tiene,  giuntovi  per  lo  più 
il  nome  del  bottegaio  —  Cartel- 
lo: delle  indulgenze,  benedizioni, 
e  simili  —  Tavoluccia:  quella 
che  tiensi  dinanzi  agli  occhi  ai 
condannati  nel  capo  —  Cartell 
de  sfida,  Cartello  di  disfida  —  de 
fìtta,  L'appigionasi:  cartello  o 
polizza,  in  cui  l'anzidetta  pa- 
rola è  scritta  o  stampata  sola 
o  con  altro,  e  che  si  appicca  a 
quei  luoghi  per  lo  più  che  si 
vogliono  appigionare  —  De  car- 
tell, di  cartello:  dicesi  di  per- 
sona di  molta  considerazione. 

CARTELLA.  Cartella  :  quella  del 
Monte  di  Pietà  o  dei  prestiti  — 
Foglio  di  cartone  ripiegato  in 
due  in  forma  di  coperta  di  iibro, 
dove  si  ripongono  schede,  scrit- 
ture ,  disegni,  o  simili  —  Quella 
del  lotto  o  della  tombola  — 
Quella  dote  che  si  trae  a  sorte 
per  le  fanciulle  povere —Quella 
che  dalla  Curia  si  rilascia  a  un 


prete  perchè  nominato  coadju- 
tore  o  per  altro —  Quella  lamina 
di  ferro  in  cui  posano  i  pezzi 
dell'acciarino  delle  armi  da  fuo- 
co portatili,  parti:  Bàa  „  eoa* 
Incassadura  j  Ponta  —  Ognuna 
delle  divisioni  della  così  detta 
Stampa  delle  carte  da  giuoco  — 
Nome  collettivo  di  quelle  parti 
di  ferro  che  son  nel  vano  del- 
l' anello  della  fibbia ,  cioè  la 
staffa  {stanghetta),  oppure  la 
gruccia  {gambetta),  e  l'ardiglio- 
ne (ardion),  girevoli  nel  per- 
metto {ferett)  —  Quella  custodia 
di  cartone  o  di  pelle  in  che  i 
fanciulli  ripongono  i  libri  per 
alla  scuola  —  Piastra:  ferro  o 
altro  metallo  ridotto  a  sotti- 
gliezza —  Quella  lastra  di  ferro 
sopra  di  cui  sono  incastrati  gli 
altri  pezzi  d'una  serratura  — 
Grosso  pezzo  di  ferro  che  riceve 
i  diversi  pezzi  componenti  la 
forma  dei  caratteri  —  Nel  tor- 
coletto da  tonder  carte  e  libri  r 
quel  ferro  liscio  di  cui  è  foderato 
il  primo  ceppo  di  quello  —  Coc- 
cia: guardia  della  mano,  posta 
sotto  l'impugnatura  della  spada 
—  Stampa:  quell'asse  di  bossolo 
{martell)  in  cui  sono  intagliate 
delle  carte  da  giuoco  divise  in 
varie  cartelle  —  Paletta:  ferro 
che  entra  nei  denti  del  rotello- 
ne  {ruzellon)  delle  carrozze  per 
impedire  che  non  dia  indietro  — 
Carta,  Cartella:  ogni  carta  delio 
scritto  di  un  autore ,  da  com- 
porsi per  la  stampa,  che  consta 
di  pagina  retto  e  verso  —  Car- 
tagloria :  nome  di  quelle  tavo- 
lette poste  sugli  altari  e  conte- 
nenti il  vangelo  di  San  Giovan- 
ni ,  il  gloria  e  il  lavabo.  Anche 
dicesi  Tavoletta  —  Linguetta: 
di  quelle  piastrole  che  sono  al 
sederino  {sgabellili  )  delle  car- 
rozze. 

CARTELL  DE  S'GIOPP.  Controcar- 
tella: laminetta  metallica,  fog- 
giata per  lo  più  come  la  lettera 
S,  incastrata  nella  parte  sini- 
stra della  cassa  del  fucile,  e  ia 
ciascuna  delle  due  estremità  è 
ritenuta  la  capocchia  delle  due. 


CAR  154  CAS 


Ariti  che  vanno  a  invitarsi  nella 
cartella  dell'  acciarino ,  che  è 
dalla  banda  opposta. 
CARTELLISI.  Capellino:  piccolo 
caiteilo  —  Pezzo  di  piastra  di 
metallo,  o  un  piccolo  e  sottil 
disco  di  legno  legato  con  ispago 
o  catenella  all'  anello  di  una 
chiave,  e  sul  quale  è  l'indica- 
zione del  luogo  dove  essa  apre  — 
La  cartuccia  che  s'appicca  sul 
dorso  dei  libu  per  iscrivervi  il 
titolo. 

CARTELLINNA-  Cartellina:  assicel- 
la bucherata  e  manicata,  tenuta 
in  mano  dal  pallajo  [biliardèe), 
il  quale,  con  un  bischerello, 
[Òir otiti) ,  eh' ei  pianta  nei  vat  i 
Duchi  presso  a  corrispondenti 
numeri  progressivi,  segna  i 
punti  che  van  facendo  i  giuo- 
catoii.  V.  Marcadora 

XARTELON.  Cartellone:  quello  dei 
teatri,  dei  librai,  e  simili. 

CARTERA.  Cartaja  —  Cartolala. 

CARTERA  Cartiera:  edilizio  dove 
si  fabbrica  la  carta.  V.  Cd  del 
maj  Cd  di  foli,,  cà  di  tinn  * 
Tendavó  J  Foladin  \,  Folador 
Pia  foeuj a  Pan avó  _,  Tra vaijn^ 
Lavorant  de  tinna  de  sala  _, 
Donna  de  tend  J  Levadin  Ma- 
yazzin  di  strasc^  Caldera  de  la 
folla,  Slrasciroeu,  ecc. 

CARTIìMETTA,  CARTINNA,  CARTINNA 
DE  FRANCIA.  Una  coltrice:  di- 
cesi di  chi  studia  di  imitare  il 
figurino  delle  mode  e  se  ne  com- 
piace. 

CARTINNA.  Cartina  —  Stampa  in- 
cisa —  cartinna  de  guggitt^ 
V.  Carta  de  guggitt. 

CARTIR(EU.  Cartolajno:  cartolaio 
di  poche  faccende. 

CARTOCCIO-  Cartoccio:  certo  colpo 
di  spada  dal  sottinsù  che  si  fa 
col  piegare  il  ginocchio  a  terra. 

CARTON.  Scatola  di  cartone,  Car- 
tone :  quello  scatolone  che  le 
sarte  ,  le  crestaje  si  fanno  por- 
tar dalle  fattorine  con  entro  gli 
abiti,  ecc.,  per  le  avventore. 

CARTON  Cartone  —  battùu^  pas- 
sato al  maglio  {maj)  —  de  cilin- 
dra^ da  cilindrare  —  de  colla  ^ 
con  colla  —  de  corda ^  forte  — 


de  piega,,  senza  colla  — de  pizz^ 
da  trine  —  impastàa  o  Carton- 
zin^  incollato  —  rnetallich  J  li- 
scio —  per  disegni  da  disegno 
—  per  Cartella^  sig.  7.  V. 
CARTON  DE  SOMENZA-  Cartone  dì 

seme  dei  bachi  da  seta. 
CARTQNENT.  Iatorsato. 
CARTONERÀ.  V.  Capellera^  sig.  2. 
j  CARUBEI.  Carruba;  frutto  del  Car- 
rubo o  Guainella.  È  albero  che 
fa  nel  mezzo  dell'Europa  e  nel 
Levante,  e  se  ne  mangiano  i 
baccelli  che  rinchiudono  una 
polpa  zuccherina  di  consistenza 
siroposa. 
CARUGA,  CARUGOLA.  Eruca  (Melo- 
lontha  vitis):  specie  di  insetto 
lungo  e  grosso  come  un  dito;  è 
dannosissimo  alle  uve.  E  tra 
noi  alcuni  lo  chiamano  anche 
Balores^  altri  G-aj  netta  de  la 
Madonna  —  per  Garzella  ^  si- 
gnif.  l.  V.  Ci  ha  "chi  la  nostra 
voce  vuol  trarre  da  carniccio.. 
piccolo  carro;  perchè  si  vuole 
che  un  tempo  di  questi  insetti 
sia  stato  un  si  gran  numero , 
che  avevano  un  premio  que'ra- 
gazzi  che  ne  portavano,  a  chi 
si  doveva,  un  carruccio  pieno. 
CARUGOL-  Tamburo  per  trebbiare: 
specie  di  rullo  (borlon)  scana- 
lato con  un  manico  a  stella  dal- 
l'un  dei  capi,  dei  quali  si  ser- 
vono in  luogo  di  coreggiato 
(verga)  per  batter  i  grani,  e  ciò 
facendovelo  strascinare  sopra 
a  furia  di  cavalli  —  Trebbia: 
specie  di  carro  a  quattro  ruote 
col  quale  si  batte  il  grano.  V. 
carioeu. 

CARUGOLA.  V.  Caruga  e  cantarella. 
CARUSGEN,  CARUSGENA.  Lo  stesso 

che  Carìsna.  V. 
CARUSPL  Torso,  Torsolo:  specie 
di  nodo  o  gruppo  cartilagineo, 
diviso  in  più  cellule,  disposte  a 
raggi  e  contenenti  ciascuna  un 
seme  o  due  della  mela  [pormm)% 
o  simile  frutto  —  pig.  Scricciolo, 
Scricciolino:  di  persona  piccola 
o  meschina. 
CARUSPI  DE   LA  GOLA.  V.  Pomm 

d'Adamm. 
CAS.  Caso  —  No  ghe  n'ha  nè  in  ne 


CAS  155  CAS 


•ncs^  nè  in  dùu  casJ  E  un  pezzo 
di  carne  con  gli  occhi,  È  un 
Tia  là  via  loro:  di  uno  scimu- 
nito. Quel  nostro  dettato  trae 
dalle  voci  latine  dell'orazione 
domenicale  et  ne  nos  inducas. 
A  chi  poi  ne  regala  quel  dettato, 
sogliamo  spesso  rispondere: 
Boria  giò^  rorapet  el  nas—Vess 
roo~ba  dt  cas  ^  Essere  cosa  da 
strabiliare. 

CASA  (STA  IN).  Stare  alla  corda  : 
nel  giuoco  del  bigliardo. 

CASACCA.  Casacca  —  Ave  voltàa 
casacca,,  fig.  Essere  in  là  cogii 
anni  —  Volta  casacca,  fig.  Vol- 
tar casacca  :  cambiar  partito. 

CASACCKIN  Vestito  a  bustino,  Sac- 
chmo,  Casacchina:  quello  la  cui 
vita,  sul  davanti  in  basso,  ter- 
mina in  punta  libera;  cioè  non 
è  cucita  alla  sottana  (pedagn) 
—  per  Vacchetta  pelosa.  V. 

CASALINA.  Gran  casato. 

CASARENGK.  Casalingo  —  Case- 
reccio. 

CASARERGO^J,  CASARENGOTT.  Uomo 
alla  buona. 

CASASS-  Accasarsi,  Aprire  o  Met- 
ter casa.  % 

CASCA  V.  cascainpett. 

CASCADA.  Caduta  —  Balza:  panno 
di  che  si  ricopre  la  cassetta 
del  cocchiere  nelle  carrozze  di 
parata  —  Cascata,  Pendaglio, 
Drappellone:  quei  pezzi  di  drap- 
po che  s'appiccano  pendenti  in 
torno  al  cielo  de' baldacchini, 
de' cortinaggi,  e  simili. 

CASCAINPETT.  Picchiapetto  ,  Pen- 
zolo d'oro  o  d'argento:  ogni  or- 
namento,  che  appeso  alla  ca- 
tena, ricade  sul  petto,  e  che  non 
sia  nè  croce,  nè  oriuolo. 

CASCAMM  Cascami  :  denominazio- 
ne collettiva  di  sinighella  {stru- 
sa), bozzolacci  [recott),  e  simile, 
che  non  sono  vera  seta  —  An- 
che, I  ritagli  o  gli  avanzi  di  che 
che  sia  come  del  falegname  , 
calzolaio,  ecc.  ;  i  quali  non  sono 
più  servibili  quasi  a  nulla.  V. 
Strusa. 

CASCIA.  Raggiro:  in  materia  d'a- 
more, d'ordinario. 
CASCIA.  Cacciare ,  Ficcare  —  Sti- 


molare, Pungolare  —  Ardere:  ài 
giuoco  —  Pullulare,  Mettere, 
Germogliare,  Scoppiare,  Nasce 
re:  di  vegetabile  —  Somare:  di 
vento  —  Ardere:  di  fuoco  che 
manda  molto  calore—  Casca giò^ 
Ingollare,  Ingojare  —  Cascià  sù., 
fig.  Rampognare,  Rimbrottare, 
Garrire,  Sgridare  —  Cascià-via^ 
Sfrattare,  Rincacciare  da... 

CASCIA.  Scannellare,  Gittar  forte, 
Versare  con  forza,  Schizzare. 
Spicciare,  Spillare  con  impeto: 
parlandosi  di  botti  e  simili. 

CASCIABALL.  Sballone. 

CASCIAGiOD.  Cacciatoja:  strumen- 
to di  ferro  a  guisa  di  scarpello 
della  grossezza  d'un  dito  d'uo- 
mo, e  più  grosso  da  capo  che 
da  piede,  il  quale  serve  per  cac- 
ciar ben  addentro  i  chiodi  spe- 
cialmente nel  legno,  ed  anche 
a  cacciar  fuori  dal  loro  luogo 
chiodi,  perni,  chiavarde,  copi- 
glie, ecc.,  ond'è  che  dicesi  an- 
che Cacciacopiglie  —  caccia- 
chiodi:  ferro  da  rinettar  i  buchi, 
dei  chiodi  ne'  piè  del  cavallo  e 
da  cacciarne  quei  chiodi  che 
fossero  mal  fitti. 

CASCIACUNI-  Cacciatojo:  nelle  ti- 
pografie, pezzo  di  ferro  di  cin- 
que a  sei  pollici  di  lunghezza  , 
tagliato  a  conio  il  quale  serve 
d'intermezzo  al  martello  per 
istringer  od  allentar  le  forme  — 
Spina:  presso  i  mugnai,  specie 
di  scarpello  che  serve  all'uso 
della  cacciatoja  (casciaciod). 

CASCIADA.  Gettata  ,  Germoglia- 
mento. 

CASCIAFOND-  Caccianfuori  :  ferro 
lungo  circa  mezzo  metro,  tondo 
per  una  metà  e  quadrato  per 
l'altra,  col  quale  si  caccia  fuor 
della  forma  la  lastra  da  tondini 
ivi  fusa  battendo  con  esso  su 
quel  tondello  mobile  ch'è  in  essa 
forma,  ovvero  si  ricaccia  asuo 
luogo  lo  stesso  fondello  qnan- 
do.  accompagnata  com'ei  fa  la 
lastra  all'uscir  della  forma,  non 
siasi, raddrizzata  questa,  ridotto 
a  luogo  di  per  sè. 

CASCIAFOND  per  BalanzaJ  signifi- 
cato 2.  V. 


CAS  156  CAS 


CASCIAME1IT.  Accoramento  ,  Affli- 
zione, Passione. 

CASCIASS.  Ficcarsi:  di  chi  s'intro- 
duce non  chiesto  —  Accorarsi, 
Crucciarsi,  Accasciarsi:  darsi 
passione  o  pena  di  checche  sia — 
Casciass  mingaJ'Non  farsi  nè  in 
qua,  nè  in  là,  Non  si  scrollare  : 
non  turbarsi  —  El  prirnm  che 
s'è  casciàa  l'è  mort_,  Dicesi  per 
rincorare  altri  a  non  darsi  trop- 
po pensiero  dei  dispiaceri. 

CASCIASTACCHETT.  Cacciatoja:  ca- 
viglia di  ferro  per  profondar  le 
bullette  nei  lavori. 

&ASCIAVIT.  Cacciavite:  piccolo  ar- 
nese di  ferro,  fatto  a  scalpello, 
il  cui  taglio  a  smusso  si  intro- 
duce nello  spacco  che  è  nella 
capocchia  (pomell)  delle  viti, 
per  istringerle  o  allontanarle, 
rigirandole. 

CASCIN-  Bracchiere:  chi  guida  i 
bracchi  ad  appostar  le  fiere  — 
Badatore  :  chi  nella  caccia  si 
lascia  in  luogo  più  elevato  ad 
osservare  i  siti  ove  si  fermano 
gli  uccelli  per  avvertirne  il  cac- 
ciatore —  Paratore,  Cascione, 
Scascione:  colui  che  nella  cac- 
cia in  pianura  para,  spinge  al 
cacciatore  la  preda. 

CASCIO.  Stimolatore,  Pungolatore 
—  Cannucciaro:  che  vigila  nelle 
fabbriche  ai  manuali,  e  li  cac- 
cia {cascia)  al  lavoro  se  pigri  o 
scioperoni. 

CASCICEU.  Tenerume:  la  vettarella 
dei  poiloncelli  nelle  piante. 

CASCIOTTA-  Caciuola  :  formetta  di 
cacio.  Anche,  casceu. 

CASÉS.  Cascinaio:  il  contadino 
che  attende  alla  fabbricazione 
del  cacio  lodigiano  [formai  de 
gratina)  e  dell1  altro  cacio  — 
Burrajo:  chi  attende  alla  fab- 
bricazione del  burro  —  de  l'as- 
sa,  Custode  del  cacio. 

CASEGGIÀA-  Caseggiato,  Casime, 
Casamento,  Casaggio. 

fiASELL-  Ammazzatoio  ,  Macello  : 
la  stanza  o  il  luogo  in  una  ma- 
celleria dove  si  ammazzano  i 
buoi  —  Bottino:  per  lo  più  stec- 
cato a  sereno  dov' è  il  fornello, 
in  cui  allogasi  la  caldaja  da, 


bollirvi  il  latte  per  farne  cacio 
lodigiano. 

CASELL-  Casotto:  quello  che  serve 
di  ripostiglio  e  di  ricovero  alle 
guardie  (casellant)  delle  strade 
ferrate.  Anche,  Castn. 

CASELLA.  Casellino  :  scomparti- 
mento —  Casella  :  quadrateli© 
aritmetico  —  Celletta:  ogni  buco 
de1  fiali  (carsenz)  delle  pecchie 
(avi).  Anche,  Tirella  —  inanelli- 
no :  ogni  fascetto  della  frasca 
{bosch)  dei  bachi  da  seta  —  IL 
covone  {cov)  che  si  fa  del  lino 
al  primo  raccoglierlo. 

CASELLA  (AVEGH).  Essere  appal- 
tato alla  posta  delle  lettere:  a- 
vere  casellino  a  una  volta. 

CASELLA  (FA).  Cosi  dicono  i  bimbi 
quando  si  mettono  a  sedere  in 
due  o  più  contornandosi  di  se- 
die, ecc.,  di  modo  che  pare  a 
loro  di  avere  una  sicurezza  e 
una  quiete  maggiore. 

CASELLANT.  Guardia:  r  uomo  che 
ha  la  custodia  delle  strade  fer- 
rate. 

GASERÀ,  o  CASE  HA  DEL  FORMAJ. 

Formaggeria  :  vasto  stanzone  , 
asciutto  e  fresco  ove  in  ordine 
di  età  si  dispongono  su  diversi 
piani  di  panconi  le  forme  di  ca- 
cio per  venderle  —  Caciaja: 
luogo  dove  lo  si  conserva  tosto 
fabbricato  onde  poscia  allo- 
garlo nelle  formaggerie  —  Ca- 
scinajaila  moglie  del  cascinajo 

—  Caciaja:  donnapratica  del  far 
cacio  —  del  sàa^  Salatojo:  la 
stanza  d'  una  cascina  formale 
(cason)  in  cui  si  insala  il  cacio 

—  del  latt.  V.  Casirozula. 
CASERMA.  Caserma.  Voce  compo- 
sta da  casa  e  arme. 

CASERMER.  Custode  di  caserma. 

CASETT-  Smiracolone:  di  chi  fa  le 
meraviglie  fuor  di  luogo—  Ve  ss 
on  casett  ^  Smiracolare:  guar- 
dare o  voler  ch'altri  guardi  co- 
me miracoli  le  piccole  cose. 
Anche,  Sparavèe. 

CASIMIR.  Casimiro  :  stoffa  incro- 
cicchiata di  pura  lana,  fabbri- 
cata d'ordinario  col  vello  degli 
agnelli  di  Spagna,  di  Sassonia 
e  di  Francia. 


CAS  157  CAS 


CASIN.  Casino:  casa  di  piacere  in 
campagna,  o  casa  di  sociali  a- 
dunanze  in  città  —  per  Ca- 
sella par.  2.  V.  —  per  Balin 
sig.  1.  v.  —  Giugà  a  casin^  Giuo- 
care  al  pallino.  Si  fa  con  tre 
palle  ,  una  minore  delle  altre 
due. 

CASIRffiULA  DEL  LATT.  Camera  o 
Stanza  del  latte:  quella  ove  si 
depone  il  latte  munto  la  sera  e 
la  susseguente  mattina.  Anche, 
casera  —  del  scia.  V.  in  casera. 

CASLCEU.  V.  GaslceUj,  Gaslett. 

CASGEU.  V.  Casciotta. 

CASOSI-  Cascina  formale,  Burraja: 
1'  aggregato  di  quelle  stanze 
nelle  quali  il  cascinaio  (casèe) 
fa  il  cacio,  e  il  burrajo  la  il 
burro. 

CASON.  V-  Bottinna  (pesce). 

CASONERA.  V.  Selvarosula. 

CASOTT  o  CASSOU.  Casotto.  Parti: 
Cologn^  Culonett  o  Pienton*  Te- 
naja^  spalla  CiaVu,  ColmegnaJ 
Cappin  ^  PertegoUj,  codegliett j, 
Codegìiettin  J  Stropp  ^  Paja  de 
segna^  sces_,  Al.,  cossinell^  mu- 
rell  —  Capanno:  quello  di  cotto 
—  de  Romanin.  V.  Baracca  di 
magattej. 

CASOTTELL.  Capannuccia  —  dì  pujJ 
Casotto  dei  polli. 

CASPI-  Stretta,  Stretto:  quanto  vi- 
no il  torchio  spreme  in  una 
volta  —  per  Torciadegh.  V. 

CASPIA  V.  Torcia. 

CASPIADÀ-  V.  Torciada. 

CASPITA!  Cappio  I 

CASS  (I).  V.  Form  (1). 

CASS-  Capannone:  luogo  delle  fat- 
torie dove  si  raccoglie  gran 
fieno  dai  prati.  Cass  nella  lingua 
zingaresca  significa  Fieno. 

CASS-  Lecco  :  sasso  o  altro  che 
serve  di  scopo  allo  slancio  della 
lippa  (rella)  —  Fa  cass^  córre 
nel  segno.  V.  Matrigin „  Rella 
Passar ella J  polenta^  Polenton. 
La  voce  vernacola  cass  sembra 
un  guasto  di  Sass,  perchè  il  più 
delle  volte,  specialmente  in  con- 
tado, usano  per  lecco  un  sasso, 
un  mattone,  ecc. 

CASS  per  Fenil.  V. 

GASS.  Castelli:  i  mucchi  di  mattoni 


o  tegoli  cotti  accatastati  senza 
interstizi  al  sereno.  V,  Pign. 

CASS.  Sacca  delle  reti—  cass  rar^ 
Sacca  di  maglia  rada  —  spess^ 
di  maglia  fitta. 

CASSA,  cassa  —  Andà  in  d'on  ~baull 
e  torna  in  d' ona  cassa J  Andar 
vitello  e  tornar  bue.  Andar  mes- 
sere e  tornar  sere,  viaggiar  co- 
me i  bauli.  Y.  in  Bauli  —  Ave 
nanch  per  la  cassa  ^  Aver  in 
quel  servizio  —  Romp  la  cassa^ 
Romper  la  tasca  ,  Infracidare: 
annodare  — Quella  in  cui  stanno 
le  varie  lettere  dei  caratteri  da 
stampa  —  Specie  di  custodia  o 
scatoletta  metallica,  per  lo  più 
d'oro  o  d'argento,  di  forma  ton- 
da, più  o  meno  stiacciata,  la 
quale  racchiude  il  castello  e  le 
altre  parti  dell'  oriuolo.  Parti: 
Battuda_,  Borlin^  CùuJ  spajazz^ 
Molla^  Passetta  Sercett^  Veder ^ 
Zainera^  Cover e,  Mane gii  A- 
nell  —  Quell'ingrossamento  della 
cannella  (  bocchell  )  di  certe 
trombe  da  tirar  acqua  (trom- 
ba), dove  è  un  ampio  foro  tras- 
versale ,  in  cui  entra  e  gira  la 
chiave  (rubine  té) ,  onde  lasciar 
uscire  1'  acqua  o  rattenerla  — 
Nei  gravicembali ,  r  ossatura 
contenente  la  tavola  armonica, 
le  minuge,  ecc.  —  Intelajatura 
mobile  che  serve  a  colpeggiare 
o  a  battere  il  ripieno  attraver- 
so all'  apertura  delle  fila  del- 
l'ordito  per  far  la  tela.  Parti: 
Cassaj  cassetta  Portacassa^  Por- 
taliss^  Staggj  Stagett  —  il  legno 
in  cui  posano  le  canne  e  gli  ac- 
ciarini delle  armi  da  fuoco  por- 
tatili —  Cascio  :  il  coperchio 
della  forma  da  far  la  carta  — 
Stagnata:  cassetta  di  latta  (tol- 
ta) nel  cui  piano  posa  la  cote 
dei  rasoj  —  Cassa  da  morto  — 
Cassetta:  r intelajatura  o  base 
del  torcoletto  da  tondar  carte 
e  libri,  nel  cui  fondo  cadono  le 
tondature  (remondur)  —  casci- 
notto :  nome  di  que' truogoli  in 
cui  si  fiorisce  il  pesto  delle  pri- 
me pile  con  fior  di  calcina  per- 
chè si  consumi  il  sudiciume  dei 
cenci—  Cassettamome  di  ciascu- 


CAS  158  CAS 


no  scompartimento  dello  span- 
ditojo  (sena!)  formato  dai  pila- 
strini (tendon)  e  dalle  pertiche 
{tendirceu)  —  Armadio  :  quella 
specie  di  scaffale  a  sportello 
che  difende  le  canne  e  il  con- 
gegno fonico  dell'organo  —  Tra- 
vone  :  quella  parte  della  cassa 
del  telajo  da  tessere  che  serve 
a  tener  fermo  il  pettine  —  Te- 
lajo: quello  del  falcione  da  fare 
il  segato  (triapaja)  —  cassa  di 
ferro  ,  Forziero  ,  Cassa:  specie 
di  scrigno,  ma  più  stabile,  più 
forte  ,  e  meglio  serrato  ,  cioè  a 
più  chiavi  a  secreto.  E  Cassa  è 
il  danaio  ch'altri  ha  a  disposi- 
zione in  cassa;  più  ,  la  stanza 
in  cui  il  cassiere  riscuote  e 
paga  —  Deficit  de  cassa.  Vedi 
Deficit  —  Fà  cassa  s  Far  cas- 
sa: mettere  insieme  nel  giuo- 
co, ecc.  —  Mett  a  cassa  Re- 
gistrare nel  quaderno  di  cassa 

—  Gir  de  cassa  J  conto  morto  a 
cassa  -  L'omm  de  cassa,,  Il 
Facchino  —  Batt  cassa  Dare 
una  bussata:  chieder  danaro  — 
Yiv  su  la  cassa  di  pover  -mort^ 
Campare  a  ufo  —  cassa  d'aria^ 
Cassetta  dell'aria:  quel  conge- 
gno in  alcune  stufe  e  in  alcuni 
caminetti  per  cui  si  serba  del- 
l' aria  calda  da  distribuirsi  a 
piacere  —  del  Cavell.  V.  capel- 
leva  —  de  V  ceucc  J  Coppo  ,  Oc- 
chiaja  —  del  pastizz^,  Crostata 

—  tarmborJ,  Cassa—  de  ordidora. 
V.  Ordiceula  —  per  Cavell  de- fà- 
giò.  V.  in  Cavell  —  de  vespavmiJ 
Cassa  di  risparmio  —  de  tajà  i 
cornisJ  Ceppo  da  ugnare  a  cas- 
setta. 

CASSA  (FOHD  DE). Fondo  di  bottega. 

CASSA-  Lasciar  addietro,  Non  met- 
tere in  opera  uno,  ecc. 

C&SSABANCH.  Cassapanca  :  panca 
per  lo  più  con  spalliera  (sclie- 
7\al)  e  il  cui  piano  mastiettato 
serve  per  coperchio. 

CASSA  DE  LA  LEGNA.  Cassa  da  ca- 
minetto o  della  legna.  V.  zesta 
de  la  legna. 

GASSÉE  Scaffalino:  quello  che  sta 
appeso  a  lungo  il  banco  degli 
osti  e  simili. 


CASSELL.  Erba  raperina,  Sacco 
montagnuolo,  Borsa  di  pastore, 
Borsa  pastore  (Thlaspi  borsa 
pastoris):  pianta  umile,  di  niuna 
apparenza,  comunissima;  frutto 
quasi  triangolare  ed  attaccato 
ad  un  peduncolo  alquanto  lun- 
go, onde  prende  aspetto  di  una 
borsa.  Anche ,  Erba  che  ram- 
pega. 

CASSER.  Cassiere. 

CASSEBA.  Cassiera. 

CASSETT.  Cassetta:  parte  della 
carrozza  dove  siede  il  cocchie- 
re. Parti  :  Cascada^  Assa  de 
cocceVj,  Pienton  de  pigna  —  Il 
cassettino  in  cui  cade  il  caffè 
macinato  col  macinino  (masnìn) 

—  Cassettino:  ripostiglio  nelle 
tavole  ,  scrivanie  ,  negli  arma- 
di, che  si  tira  fuori  per  dinanzi 

—  On  cassett  de.danèe  o  simile, 
Una  cassetta  di  danaro  o  si- 
mile—Coperchio: quella  tra- 
vetta orizzontale  della  cassa 
del  telajo  da  tessere,  che  in- 
sieme col  travone  {cassa)  tien 
fermo  il  pettine  —  per  Cas- 
seri, v. 

CASSETTA-  Cassetta  —  Cassetta  da 
sputare:  di  sottili  assicelle,  con- 
tenente segatura(r£<7%sc)di  legno 
o  rena  (sabbia)  ,  e  tiensi  nelle 
stanze  a  uso  di  sputare  dentro, 
per  non  lordare  altrove  —  La 
soa  cassetta^  II  danaro  dello 
stipo  —  Spillatico:  quel  danaro 
che  non  è  parte  della  cassa  ge- 
nerale d'una  società  o  simile  — 
Ceppo:  la  cassetta  delle  mance 

—  Botteghino:  armadino  che  i 
piccoli  merciajuoli  (borometta) 
portano  appeso  dietro  la  schie- 
na andando  di  paese  in  paese, 
o  vendendo  per  le  strade  —  de 
la  capia^  de  la  caponeva  *  Bec- 
catojo  —  de  decroteenv^  casset- 
ta —  del  fceugìi  Cassettina  da 
fuoco,  da  piedi  —  di  letter.  Bos- 
solo ,  Cassetta  delle  lettere  : 
quella  appesa  al  di  fuori  delle 
botteghe  dei  tabacchini  {tabac- 
chée)  nei  vari  quartieri  della 
nostra  città,  dove  impostar  let- 
tere ,  senza  recarsi  all'  uffìzio. 
Tra  noi  questa  piccola  posta  fu 


CAS  159  CAS 


messo  nel  1807,  e  tolta  nel  1814. 
rimessa  nel  1850. 

CASSETTERA.  Scannello  :  specie  di 
tipo  o  d'armadio  da  riporvi 
scritture  o  altro. 

CASSETTON.  Cassetta  :  ognuno  di 
quei  recipienti  quadrangolari  di 
legno,  in  numero  di  tre  o  quat- 
tro ,  in  dimensioni  appropriate 
a  quella  dei  cassettone  (cumò), 
entro  il  quale  scorrono;  vi  si 
ripongono  vestimenta, bianche- 
ria o  altro.  Parti:  Bocchetta 
Manetta  ^  Pomm  —  Nome  degli 
sfondi  dei  rosoni  nei  palchi  a 
soffitto  o  simile. 

CASSINATT-  Abitatore  di  cascina, 
cascinaio. 

CASSINELL-  Cascinello.  Nei  capan- 
ni camperecci  di  legno  e  paglia 
chiamasi  cosi  tutta  quella  Sof- 
fitta che  li  tramezza  per  dare 
posto  al  fieno  e  agli  strami  che 
vi  si  allogano  come  sopra  una 
cascina  (cassinna). 

CASSINNA-  Cascina,  Cassina:  luogo 
dove  si  tengono  le  vacche  e  dove 
si  faanche  il  burro  e  il  caci  — 
Casale:  mucchio  di  piccole  case 
in  contado  —  Capanna,  Paglia- 
no: specie  di  tettoja,  le  più  volte 
sopra  la  stalla  —  Podere,  Pos- 
sessione. 

CASSINNA.  Nome  particolare  del- 
l'arsenale in  cui  si  conservano 
gli  infiniti  attrezzi  che  occorro- 
no in  servigio  della  fabbrica 
del  nostro  Duomo. 

CASSINOTI.  Capannotto  —  Tettoja: 
ricovero  aperto  da  ogni  lato. 

GASSINOTI  DE  L'  OSPEDÀA  Era  un 
capannotto  proprio  all'Ospitale 
Maggiore;  cioè  una  gran  tettoja 
sostenuta  da  informi  pilastri  di 
cotto.  Sotto  di  esso  tennesi  il 
mercato  del  burro,  ecc.,  fino  al 
18  marzo  del  48.  Perchè  in  que- 
sto giorno  cominciò  ad  essere 
atterrato  dai  Milanesi ,  e  delle 
macerie  si  fecero  barricate.  Ora 
il  mercato  n' è  alla  Vetra;  e 
quella  piazza  venne  alberata 
simmetricamente.  V.  in  Balla^ 
par.  3. 

CASS0N-  Frullone:  quella  specie 
di  cassa  in  cui  sta  il  burattello 


—  fig.  Cassa:  la  cavità  dei  petto 
a  cui  difesa  è  il  costolato  —  del 
VozZj.  Tino  da  pozzo. 

CASSOU.  Pagliuolo:  ripostiglio  a 
poppa  nelle  barche  —  Capanno; 
quello  di  fiasche  o  di  paglia 
dove  si  nasconde  1'  uccellatore 
per  pigliare  gii  uccelli  al  pare- 
tajo  (tesa)  o  alle  rete  aperte  (ai 
red  de  ciappà  ì  lodol). 

CASTAN.  Castagno  (Castanea  vul- 
garis):  grosso  albero  che  prova 
bene  ne' luoghi  alpestri,  e  a  ba- 
cio (a  l'invers)\  fusto  dai  40  pie- 
di fino  ai  75;  foglie  bislunghe, 
appuntate  —  Intend  ona  rogora 
per  un  castan  ^  Dicesi  cosi  di 
chi  è  sordissimo. 

CASTAN.  Castagno:  di  colore  cupo- 
oscuro  non  vivace;  quello  della 
peluj a  (gèa)  di  castagna. 

CASTAN  AMAR  o  D"1  INDIA  Castano 
d'India  LEsculus  hippocasta- 
num):  bellissimo  albero;  cresce 
presto  ed  ama  i  piani  e  le  rive 
dei  fiumi  e  dei  fossi  ;  legno  te- 
nero ,  fragile,  adattato  per  gli 
intagliatori;  scorza  capace  per- 
le conce  delie  pelli.  V.  Castegna 
d'India. 

CASTANELL.  Castagnolo  ,  Casta- 
gnuolo. 

CASTANIL.  Luogo  selvato  a  ca- 
stagneto ,  Castagnoleta  per  la 
palina,  castagneto  per  la  pali- 
na, Bosco  da  palina,  Boscaglia 
a  palina,  Palaja  o  Vernacchiaja 

0  Polloneto  di  castagni:  casta- 
gneto di  pon  ine  o  di  virgulti  di 
castagno  che  si  coltiva  per  a- 
verne  pali  da  palar  le  viti. 

CASTÈGNA. Castagna:  frutto  del  ca- 
stagno; diricciato  (contfàa  fceu- 
ra  el  risc)\  è  prossimamente  o- 
vale,  schiacciato  da  due  parti, 
ovvero  da  una  sola,  farinaceo, 
asciutto  ,  dolcigno,  e  mangiasi 
lessato  o  arrosto,  o  anche  can- 
dito (candidàa).  È  primamente 
velata  della  peluja  (gèa),  poi 
coperta  della  sua  buccia  (dova) 
di  color  bruno  rossiccio  eccetto 
che  nel  bellico  (cùu)  per  cui  sta 
attaccata  al  riccio  (rise)  —  Pelà 

1  castegn^  Sbucciar  le  castagne 

—  pan  de  castegn*  Castagnac- 


CAS  160  CAS 


ciò,  Pattona,  Nicci  —  Quell  del 
pan  de  castegn  ^  Castagnaio  — 
Castegn  arost.V.  Mar on  —  Quell 
di  castegn  a  rostj  Caldarrosta.) o, 
Bruciataio  —  Padella  de  fa  To- 
sti i  castegn,  Padella  delle  bru- 
ciate ,  Bruciamola  —  castegn 
~bianch  o  pestj  Castagne  secche 
o  bianche  ,  le  Tallone  (i  Luc- 
chesi) —  a  less.  V.  Belegott  — 
urodeli  o  I  crodell  J  di  casco  o 
di  fogliajole  o  cascaticce  o  ca- 
scarecce  —  gemella  doppie  — 
amar.  v.  castegna  d' india  — 
Ona  pansciada  de  castegn  a 
less  ^  Una  succiolata  —  Quell 
di  castegn  a  less.  V.  Castegnatt 

—  Castegn  a  less  d' on  cattiv 
savorperl'umed^,  Succiole  diac- 
ciuole  —  El  sit  dove  se  lassa  i 
castegn  in  di  rise  ^  Ricciaja  — 
castegna  varisella^  Giuggiolana 
pastinese  —  ostanna^  castagna 
agostina  —  r ossero-  „  dossola  o 
rossola  o  grossola  —  setlem- 
ì)rinnaJ  primaticcia  —  salvade- 
ga ,  salvatica  —  garavinna  „ 
carrarese  o  carpinese  —  spe- 
ronila _,  frombola  o  fronzola  — 
che  s'eioppa  in  acqua  J  colatìa 

—  FU  de  castegn  Resta  di  ca- 
stagne —  Castegn  appenna  cat- 
taa,,  Castagne  fresche,  verdi.  E 
Castagnaio  è  colui  che  coltiva, 
raccoglie,  vende  le  castagne.  V. 
Antegià,  Borceul,  cuni,  Maron, 
Pela  de j  ,  Farti,  Veronesi,  Bele- 
gott ^  Salvarceli ,  Selva  —  Far  la 
castagnatura  :  dicono  il  racco- 
gliere le  castagne.  V.  anche  in 
spigorà  e  Antegià. 

CASTEGNA  D'INDIA  o  AMARA.  Ca- 
stagna dei  cavalli  o  d:  Iudia.  È 
ottima  pastura  per  le  pecore,  i 
bovi  e  le  vacche;  la  farina  di- 
battuta in  acqua,  presta  il  ser- 
vizio del  sapone,  e  ne  rimane 
una  fecola  che  può  convertirsi 
in  amido.  V.  Castan  amar. 

CASTEGNA  ,  CASTEGN (EURA.  Casta- 
gnuola: cartoccio  lungo  un  pal- 
mo e  mezzo ,  ripiegato  tre  o 
quattro  volte,  ripieno  di  polvere 
da  fucile,  e  di  carbon  pesto,  e 
eon  nodo  in  mezzo  ;  piglia  fuoco 
schiaffandola  per  terra .  scop- 


pia e  saltella.  Anche,  Rasgiaj, 
sig.  1. 

CASTEGNATT.  Succiolaio:  che  ven- 
de le  succiole  (belegott)  —  Ca- 
stagnaio: che  vende  le  castagne. 

CASTEGNCEURA.  Castagnuzza:  pic- 
cola castagna  —  Peretta:  nome 
delle  pallottole  a  punta  che, 
poste  sulle  groppe  ai  cavalli,  li 
stimolano  al  corso  —  Casta- 
gnetta: strumento  di  percussio- 
ne composto  di  due  piccoli  pezzi 
di  legno  o  d'avorio  concavi 
che  si  fanno  aderire  alla  mano 
per  mezzo  di  un  filo  che  si  lega 
intorno  alle  dita  e  si  fanno  suo- 
nare in  cadenza  battendo  le 
due  cavità  una  contro  r  altra 
—  Batt  i  castegnceur j,  Andando 
toccar  l'uno  con  r  altro  piede: 
quel  tagliarsi  che  fanno  talora 
alcuni  cavalli  urtando  co'piedi 
posteriori  negli  anteriori  —  Fà 

■  i  castegnceur^  Far  le  castagne: 
di  queir  atto  che  colle  mani  si 
fa  in  dispregio  altrui,  messo  il 
dito  grosso  tra  l'indice  e  il  me- 
dio —  per  Castegna^  par.  3,  V. 

CASTEGNCEURA  per  Pradirceu  si- 
gnif.  2.  V. 

CASTELAN  (I).  Le  Castella:  gli  abi- 
tanti dei  castellani  dipendenti 
da  alcun  paese  grosso. 

CASTELETT.  Castelletto:  piccolo 
castello  —  Castelletto:  quel  con- 
gegno che  tiene  in  guida  le 
stanghe  dei  mazzi  da  pila. 
V.  Tremezz  —  Quella  parte  del 
torchietto  dei  cartolai  che  ha 
in  sè  il  ferro  che  s'impugna  dal 
legatore  per  tondare.  Parti: 
Cartella j  Fer_,  Guid^  Sciocchiti^ 
vit  —  Castellina,  Cappa:  muc- 
chio di  tre  nocciuoli  con  uno 
sopra  —  Giugà  a  castelett^  Giuo- 
care  alle  noci  disposte  a  cappe, 
Far  alle  noci  o  ai  nocciuoli  di 
cappe.  V.  in  Nós. 

CASTELINNA.  V.  Maragnosu. 

CASTELL.  Castello  —  Fà  i  castell 
in  aria.,  Far  castelli,  castellet- 
ti, castellucci  in  aria:  figurarsi 
nella  mente  cose  che  non  pos- 
sono avvenire  —  Castelli  :  l'inte- 
lajatura  della  frasca  (bosch) 
dei  bachi  da  seta  —  Castello: 


cas  m  CAT 


le  due  cartelle  d'un  oriuolo  che, 
fermate  coi  colonnini ,  ne  con- 
tengono tutto  il  meccanismo  — 
Midollone:  il  midollo  intimo  dei 
cocomeri  (auguri),  v.  MoUasc 
—  Mozzatura:  il  complesso  delle 
particomponenti  il  mozzo  (scepp) 
delle  campane  —  Palco,  Ossa- 
tura delle  rame  :  negli  alberi,  la 
ben  ordinata  diramazione  di 
quei  tre  o  quattro  rami  nei 
quali  si  divide  il  tronco  alla 
sua  inforcatura  —  Tra  in  Ca- 
stells Mettere  in  castello  :  man- 
giare. 

CASTIGAMATT  Gastigamatti ,  Con- 
ciateste,  Castigapazzi. 

CASTON.  Castone  :  quella  coppetta 
o  cassettina  metallica,  saldata 
sul  gambo  (gamba)  dell'anello, 
e  nella  quale  è  legata  la  pietra 
Consta  del  fondo  della  fascia  , 
della  foglia  —  cassetta:  quella 
coppetta  metallica,  in  cui  è  le- 
gata una  pietra  che  non  sia 
anello. 

CATAFALCH.  Catafalco  -  per  celia, 
Cerimonie. 

CÀTAL0GHt  Catalogo  —  di  avocatt^ 
di  procurador,,  e  simili ,  Ruolo 
degli  avvocati,  dei  procurato- 
ri,ecc.  —  Fa  el  cataloghi  Tesser 
il  catalogo  —  Mett  a  cataloghi 
Catalogare. 

CATALPA.  Catalpa  di  foglie  cuo- 
riformi, Bignonia  (Bignonia  ca- 
talpa): albero  a  foglie  grandi  e 
fresche;  fiori  copiosi  ed  ele- 
ganti, bianchi  screziati  di  por- 
pora, di  odor  soave,  disposti  a 
pannocchia  (Iceuva)  alla  som- 
mità dei  rami;  regge  al  freddo 
più  gagliardo  dei  nostri  invei- 
ni:  orna  parchi  e  giardini  — 
Bignonia  della  Virginia  ,  Bigno- 
nia americana  (Bignonia  radi- 
cans) :  alberetto  che  s'attacca 
agli  alberi  o  ai  muri  per  mezzo 
di  radichioni  o  succhiatoj  ed  in 
breve  vi  forma  sopra  un  tap- 
peto di  amena  verzura:  si  mol- 
tiplica dividendo  il  cespo  dei 
suoi  fusti  e  delle  sue  radici  per 
margotte  o  per  barbatelle  tratte 
dai  rami  di  due  rami.  Anche, 
Big  non  a. 

Banfi,  Foc 


CATAPUZZA.  Erba  da  pesci,  Cata- 
puzia ,  Cacapuzza ,  Gomitaria 
(EuphorbiaLathyris):  erba  bien- 
ne, alta  da  due  a  quattro  piedi: 
foglie  opposte  in  croce,  om- 
brello con  due  a  cinque  raggi; 
semi  grossi,  bruni,  obovali; 
scabra. 

CATARATTA.  Cateratta:  cecità  di- 
pendente da  opacità  della  lente 
cristallina  dell'occhio  o  della 
di  lei  membrana. 

CATASTER.  Catasto:  libro  in  cui 
sono  descritti  i  fondi  stabili  del 
paese  coir  indicazione  d'estimo, 
i  confini,  il  nome  del  possesso- 
re, ecc. 

CATASTRIM.  Catastino:  l'estratto 
del  catasto  che  1'  estimato  ot- 
tiene dal  pubblico  uffizio  per 
quella  parte  per  cui  vi  è  in- 
scritto. 

CATATOMBA. Catapecchia:  cattiva 
casa,  in  brutto  luogo. 

GATATOPPIA  o  CATOPPIA.  Trabic- 
colo :  di  cattiva  stanza  o  casale 
—  Trabacca  di  frondi,  Frasca- 
to: capanno  di  frondi  verdi  di 
vite,  carpine  (carpen),  ecc. 

CATELINA-  V.  PicozZj  par.  l. 

CATERINETT.  Pappi  :  lanugine  del 
seme  di  alcune  piante,  la  quale 
al  minimo  soffio  si  spicca  e  svo- 
lazza per  l'aere  e  impela  i  vi- 
cini. 

CATERINETTA.  Vaccuccia:  magra 
vacca  da  macello. 

CATERININ  DI  C0STAJG5UR.  La  Sec- 
ca, La  Morte  secca:  la  morte. 

CATIV.  Cattivo  —  Deventà  cativ 
incattivire  ,  Rincattivire  —  Fa 
el  cativ    Buttarsi  al  cattivo  — 
Minga  cativ '_,  Belloccio:  di  cosa 
bella  anzi  che  no. 

CATIV  (I).  V.  Br  uscii  (I). 

CATIVERIA.  Cattività,  Cattivezza. 

CATOI.  Gattabuia:  prigione  —  Vest 
in  catóìj  Esser  al  bujo,  in  car- 
bonaia. 

CATTI  Oh  catta!  Mesci!  —  Avegh 
nanca  temp  de  dì:  catt ^  Nol 
aver  tempo  di  dire:  mesci! 

.  .  .  palpirozu  a  Natala 
Sicché  se  corenj  catti  rè  naturai. 

(Porta  ). 
41 


CAT  162  CAT 


CATTA,  G  ATT  AD  A.  Cólta  -  Rac- 
colta. 

CATTA  (VÀTTEL  A).  Vallo  cerca! 
Indovinalo  grillo!  indovinalo! 
Bosco  !  vattel'  a  catta. 

CATTA.  Cogliere:  staccare  dal- 
l'albero pesche  (persegli),  mele 
(pomm),  susine  (brugn),  e  si- 
mili —  Raccogliere  :  pigliare  al- 
cuna cosa  di  terra;  fragole 
(magioster)  e  simili  —  Sopra- 
prendere —  Trovare,  Ritrovare, 
Rinvenire  —  catta  adoss^  giò„ 
Cogliere  —  foeura.,  Scegliere, 
Scerre  —  Ricapare:  sceglier  il 
bello  e  il  buono  —  sù^  Toccar 
delle  picchiate  ,  Toccarne  ,  Es- 
ser zombato—  Ricogliere,  Ri- 
corre —  per  Bàttelaj,  sign.  1,  V. 

CATTABRÉGA ,  CATTABUJ ,  CATTA- 
BOLDA-  Bolli  bolli.  Parapiglia. 

CATTABBJGH.  Accattabrighe. 

CATTABUSA.  Catrafosso  :  preci- 
pizio. 

CATTADINNA.  Un  po' di  cólta  o 
raccolta. 

CATTADOR.  Coglitore  :  chi  coglie 
o  raccoglie  frutti  —  Cogliluva: 
chi  coglie  l'uva. 

CATTAFiGH.  Ladra,  Brocca:  lunga 
canna  rifessa  in  cima  in  più  par- 
ti, tenute  allargate,  per  lo  più  in- 
tessuto di  vimini  (sares  gorin) 
fin  quasi  all'estremità  :  serve  a 
cogliere  i  fichi  —  per  Giova  ^ 
V.  sig.  2. 

CATTAFIRA  (A).  In  fila. 

C ATT AME JANNA.  Strumento  agra- 
rio, assai  somigliante  a  quelle 
reti  che  diconsi  vangaiuole  (gua- 
da), col  quale  radendo  la  cima 
della  panicastrella  (mejanna) 
se  ne  raccolgono  iseminel  sac- 
chetto conico  pendente  dall'  a- 
sta  cerchiaja  che  impugna  il 
contadino. 

CATTANAJ.  Canchero  :  di  arnese  e 
strumento  qualsiasi  sconquas- 
sato e  che  non  faccia  al  bi- 
sogno. 

CATTAPABBI.  Lo  stesso  che  il  Cat- 
tamejanna,  tranne  che  racco- 
glie i  semi  del  panico  peloso 
(paddi). 

CATTAR(ED.  Corbellino  :  panierino 
(zestin)  di  vimini  (de  sares  gorin) 


a  bocca  dentata,  fermato  in  ci- 
ma d'una  sottile  asta:  serve  a 
cogliere  diverse  frutte,  special- 
mente in  vetta,  e  da  non  do- 
versi abbacchiare  (pertegà). 
CATTARQSU.  Cavagnola,  Burgogno- 
la:  specie  di  brocca  (cattafigh) 
della  quale  servonsi  i  contadini 
per  cogliere  pere,  mele,  pesche 
e  simili.  È  una  paletta  di  legno, 
inastata  sur  una  lunga  pertica, 
nel  cui  piano  è  infìssa  una  spe- 
cie di  cestellino  di  vinchi  o  ro- 
tondo, o  ellittico,  da  cui  orli  e- 
scono  ,  a  guisa  di  denti,  varj 
sprocchi  aguzzi ,  tra'  quali  ri- 
mane prigioniero  il  frutto  ca- 
dendo nel  cestello. 
CATTAStj  (DA  VIA  DI).  Andare  per 
darne  e  toccarne,  Far  come  i 
pifferi  di  mgntagna,  che  anda- 
rono per  suonare  (per  dà  via)  e 
furono  suonati  (han  cattàa  sii). 
CATTÒLEGA  (BATT  LÀ).  Andare  al- 
l' accatolega.  «  Questo  è  un 
giuoco  di  parole,  dice  il  Fan- 
fani  nel  suo  Vocabolario  del- 
l'uso toscano;  la  cattolica  è  un 
luogo  tra  Rimini  e  Pesaro:  e  il 
popolo ,  profittando  del  suono 
quasi  uguale  che  rende  con 
l'articolo  innanzi,  scambiò  di 
La  cattolica  ne  fa  V  accatolica^ 
riducendola  al  proposito  suo.  > 
Fiabe,  dico  io,  fiabe,  fiabe.  Que- 
sta parola  con  desinenza  di  su 
di  giù  uguale  è  vivissima  in 
tutti  i  cento  dialetti  d' Italia,  il 
cui  popolo,  è  vergogna  il  dirlo, 
ma  bisogna,  non  sa  neanche 
esservi  quel  luogo  detto  Catto- 
lica^  meno  chi  vi  abita  o  vive 
in  quei  paraggi.  La  voce  Cat- 
tolega  o  altrimenti  pronunciata 
e  scritta  trae  certo  da  catto- 
lico o  da  cattare^  accattare  ; 
andà  a  catta  sù. 
CAUSA.  Causa  —  Domà  causa  de 
fà,  de  dì,  ecc.,  In  punto  di  fare, 
di  dire,  ecc.  —  Andà  a  cercò, 
tante  caus  pers,  Chi  la  guarda 
in  ogni  nugolo  non  fa  viaggio. 
CADT.  Cauzione  —  Cauto  —  per 

Caved,  V. 
CAUTA.  Far  cauto,  Cautare:  assi- 
curar di  non  iscapitare. 


CAU  163  CAV 


CAUTASS-  Rifarsi,  Riscattarsi,  Re- 
staurarsi di.... 

CAV. Conche, Fossette:  quelle  con- 
cavità che  ha  il  cavai  vecchio 
sopra  le  sopracciglia  {zij). 

€AV.  Cavo:  cavità  naturale  o  ar- 
tefatta— Cava:  qualunque  luogo 
un  po' incavato  nella  terra  — 
Miniera  già  incominciata  a  ca 
vare  —  Fosso  —  Gran  gora  — 
de  sabbia,  Cava  di  sabbione  — 
del  fer,  Ferriera  —  del  marmor, 
Lapidicina  —  del  soffregh ,  Sol- 
fanaria  ,  Solfatara  —  de  V  ar 
gent,  Argentiera  —  del  lumm 
de  rocca,,  Allumiera  —  de  l'or  J 
del  raram  ^  Cava  deir  oro ,  del 
rame. 

SAVA.  Fiosso:  la  maggiore  inca- 
vatura del  iato  interno,  onde 
risulta  un  calzare  destro  ,  e  un 
calzare  sinistro,  da  non  doversi 
scambiare  l'uno  coli' altro  — 
Incavo  per  Molerà,,  V. 

CAVA.  Cavare  —  Accavigliare  :  tor- 
cer la  seta  sul  cavigliatojo,  ac- 
ciocché prenda  maggior  lucen- 
tezza (su  la  caviggia). 

CAVABALL.  Tirapalle:  strumento 
per  estrarre  le  palle  fermate 
entro  le  carni.  Anche,  Tira- 
ball. 

CAVABALL-  Tirapalle  :  strumento 
che  serve  a  cavar  le  palle  dal 
fucile.  Anche,  Tiraball. 

CAVABUSCION-  Cavaturaccioli,  Ca- 
vatappi, Cavastopacciolo  —  a 
macchina^  composto  —  a  rubi- 
nett  J  a  cannella.  Anche,  Tira- 
busciorij,  Tiraboscion. 

CAVADA-  Ricavo,  Rendita,  Frutto, 
Fruttato. 

CAVADENT.  Cavadenti. 

6AVADIN.  cavalno  :  specie  di  ta- 
naglia con  cui  si  tengono  saldi 
i  ferri  nei  fabbricarli  — -  V.  Ca- 
vallina. 

6AVADINNA.  Cavatina  —  Scappa- 
tella, uno  Scappavia:  di  di- 
scorso. 

CAVADOR.  Cavatore:  colui  che 
cava  la  seta 

6AV ADORA.  Palancola  :  quella  ta- 
vola sulla  quale  sta  il  renajuo- 
lo  (bajron)  a  cavar  la  ghiaja 
{gera)  e  la  sabbia  nelle  cave  di 


rena  (cav)  —  Ferro  da  cavar  le 
forme:  ferro  ricurvo  e  fermo  ia 
unmanico  orizzontale,  del  quale 
si  servono  i  calzolai  per  levare 
le  forme  dalle  scarpe  e  dagli 
stivali. 

CAVAGN.  Paniere  :  vaso  il  più 
delle  volte  rotondo,  tessuto  di 
strisele  di  leguo,  col  tondo  {cùu) 
piano  —  del  disnà,  Panierone 
da  pranzi  —  de  semenza  „  Pa- 
niere da  semente.  Dante  dal  no- 
stro Cawzgw  trasse  il  verbo  Rin- 
cavagnare. 

CAVAGNA-  Paniere:  arnese  fatto 
di  vinchi,  con  manichi,  da  te- 
nervi e  portar  entro  robe  — 
zana:  cesta  ovata,  intessuta  di 
vinchi,  per  tenervi  dentro  più 
cose,  o  quantità  di  cose  —  del 
pan^  Panattiera  —  del  ciel^  Ce- 
sta: quella  che  ponsi  sovra  il 
cielo  delle  carrozze  per  collo- 
carvi checchessia  —di  bottelli^ 
Portabottiglie  —  di  fiasca  Por- 
tafiaschi. 

CAVAGNADA.  Un  paniere  di   — 

Colpo  di  paniere  —  Zanata: 
quanto  cape  in  una  zana. 

CAVAGNÉE,  CAVAGNIN.  Cestaruolo 
—  Panieraio  —  Canestraio. 

CAVAG3KEU.  Panierino  —  Canestri- 
no  —  Fà  cavagnceUj  Far  masse- 
rizie, Metter  da  banda  —  Fa  on 
cavagnceu  a  vun  ^  Far  una  ca- 
valletta a  uno,  Accoccarlo. 

CAVAGUJCEULA.  Canestrina. 

CAVAGNCEDLA  (GIUGA  A).  Fare  a 
cavagnola  :  specie  di  biribisso. 
Ha  gran  diversità  da  paese  a 
paese,  anzi  da  conversazione  a 
conversazione.  Per  lo  più  è  co- 
si: S' un  cartellone  son  70  nu- 
meri, spartiti  in  9  colonne  tra- 
sversali di  8  numeri  ciascuna, 
e  6  quella  di  mezzo,  in  un'  urna 
o  bisaccia  altrettante  palle  fo- 
rate., con  insertavi  una  carto- 
lina su  cui  sono  un  numero  e 
una  figura.  Invece  dell'urna,  i 
Genovesi,  donde  questo  giuoco, 
adoperavano  un  tovagliuolo 
{mantin),  che  in  loro  vernacolo 
dicesi  cavajola;  onde  la  nostra 
voce.  I  giuocatori  hanno  da- 
vanti a  bò  una  cartella,  su  cui 


CAV  164 


CAV 


stanno  alquanti  numeri  colle 
figure  corrispondenti.  Il  gioca- 
tore mette  una  somma  sovra 
un  numero,  e  se  il  numero  pun- 
tato esce,  vince  64  Volte  la  sua 
messa,  o  può  metterla  sulla  li- 
nea che  separa  i  due  numeri,  e  se 
esce  uno  dei  due,  riceve  32  volte 
il  valore  che  ha  arrischiato.  O 
può  metterla  sulla  croce  che 
divide  4  numeri,  o  se  vien  sor- 
tito uno  di  questi ,  guadagna 
16  volte  la  posta.  Comunemente 
non  v'è  il  banchiere  (bancher) 
ma  i  numeri  sono  estratti  per 
turno  dai  giuocatori,  e  pagansi 
le  vincite  dalla  cassa  comune 
a  seconda  del  valore  stabilito 
per  ciascuna  delle  figure,  le 
quali  sono  bestie  o  caricature, 
come  il  Pantalone,  il  Pulcinella, 
l'Arlecchino,  il  Brighella.  Parini 
lo  descrive  nella  Notte  j,  verso 
655,  ecc.  V.  anche  Biribiss. 

CAVAGNORIN.  Canestrettino  —  Pa- 
nieruzzolo. 

CAVAGNOTT.  Cavagne 

CAVALANT.  Cavallaro,  Barocciajo. 

CAVALANTIN.  Cavalantino. 

CAV  AL  ASC  Cavallaccio  —  Sciatta: 
di  donna  mal  messa  della  per- 
sona —  Nabisso:  di  ragazzo  o 
ragazza,  quasi  che  spiritati. 

CAVALCA.  Cavalcare,  Accaval- 
ciare. 

CAVALCADA.  Cavalcada. 

CAVALLE,  CAVALER.  Bigatto  ,  Filu- 
gello, Baco  da  seta:  quel  bruco 
che,  appena  schiuso  dall'uovo, 
si  nutre  della  foglia  del  gelso 
(moron) ,  e  dal  cui  bozzolo  (ga- 
ietta) si  trae  la  seta  (Bombix 
mori)  —  caino zz  o  camozzin 
Pestellini  —  moscardin  ^  Gelsi , 
Calcinacci  —  quartin  o  indiarla 
Bachi  svegliati  dalla  grossa  o 
di  quattro  volte  —  fxoron*  Bachi 
avanzaticci  —  che  lavoren  o 
tacchen  ben  al  boschj  che  ra- 
gnano  bene  —  bianche  bianchi 
—  de  la  chinila ,  della  Cina  — 
del  Giappon ,  del  Giappone  — 
terzolàa  o  terzoràa  o  zopp  J 
squagliati  —  Ospedàadi  bigattJ 
Bachi  da  seta  raccogliticci: 
racc^oi  da  terra  o  perchè  ca  | 


duti,  o  altrimenti  intristiti  —  che 
ciappen  color  d'  or  che  s'  av- 
viano a  pigliare  un  color  d'oro 
—  gialdon  o  grass,  Vacche,  Gial- 
doni:  che  malati  d'idrope  non 
fanno  bozzolo  —  marscion^  Ba- 
chi marci  o  neri  —  orbon.,  orbi: 
cioè  privi  delle  granella  ,  dure, 
lucide  e  a  corona  —  rescion  o 
rescìott  Jinfra.titiì Frati,  dei  quali 
sono  uua  specie  i  bachi  costo- 
loni —  che  hin  inanz  in  del  sò 
lavorerà  Bachi  avanzati  —  Man- 
da ^  Avech  ì  cavalée  al  boschi 
Avviare,  Avere  i  bachi  al  bo- 
sco, alla  frasca  —  Peli  di  cava- 
lée ^  Pelle,  Buccia  —  Leva  i  ca- 
valée ^  Allevare  i  bachi,  Averla 
bacatura  —  Vuj  tegnì  dò  par- 
tid  de  cavalée  J  vo'  tener  due 
messe  ,  due  cavate  di  bachi  — 
Ona  mettuda  de  cavalée  Una 
posta  di  bigatti  —  Andà  giò  de 
la  primrnaJ  de  la  segonda^  ecc  , 
Andar  della  prima,  della  se- 
conda muta,  ecc.  —  Mett  o  Te- 
gnì cavalèeU  Porre  o  Fare  i 
bachi  —  Tegnì  i  cavalée  ^  Cu- 
stodire i  bachi  —  Scumà  i  ca- 
valée j  Scegliere  i  bachi  —  Ca- 
valée lusirceu  Chiarelle,  Chia- 
relli, Luccioli:  que' bachi  da 
seta  che  si  fan  trasparenti,  in 
ispecie  sopra  la  testa  ,  e  |non 
mangiano  ,  restando  torpidi  e 
infingardi  —  Anche ,  Bachi  pri- 
maticci —  terzin  o  terzirceu^ 
Bachi  di  tre  mude  o  di  tre  volte 
o  indiani  o  Terzini  —  trevoltin^ 
Trevoltini  —  che  dormen  de  la 
primma  o  hin  andàa  giò  de  la 
primmaj  de  la  segonda,,  de  la 
terza^  de  la  quarta,,  Bachi  che 
dormono  della  prima,  o  la  bian- 
ca o  la  bianchina,  cioè  il  primo 
sonno,  della  seconda  o  la  cene- 
rina, cioè  la  seconda  dormita, 
la  terza,  cioè  la  terza  dormita, 
la  quarta  o  la  grossa  o  della 
grossa  o  della  quarta,  cioè  la 
quarta  dormita  —  Didda  de  so- 
wnenza  de  cavalée  J  Anello  di 
semi  di  bachi:  cioè  quella  quan- 
tità di  uova  da  bachi  che  entra 
in  un  anello  da  cucire  di  mezza 
I   grandezza,  e  che  in  paro  si  rag- 


CA.V 


165 


CAV 


guaglia  a  un  dodicesimo  d'  on- 
cia. I  bachi  nati  da  quel  seme 
si  chiamano  pure  Un  anello  di 
bachi.  V.  Gattelli  GattinnJ  Fa- 
loppJRecotlJ  GaltozzJBordocch, 
parpaj;  S'cioppitt;  Segn  bianche 
Segn  negher^  Segn  ross,  Màa  del 
segn  calcinazz  „  Schiscetta  J 
Strusa,;  strusin.,  Dobbion^  ecc. 
CAVALETT-  Cavalletto:  panca  ca- 
valcioni alla  quale  il  bottajo 
lavora  le  doghe  (dóvi  e  simile 

—  Quello  che  serve  a  reggere 
da  terra  una  botte  di  poca  te- 
nuta —  Quella  specie  di  capra 
di  cui  fan  uso  i  venditori  di  le- 
gna, per  pesarle  —  Ne'carrettini, 
specie  di  bilico  a  V,  posto 
sotto  al  letto  presso  alle  stan- 
ghe dei  barocci  (volantin) ,  per 
reggere  in  bilico  il  carro  senza 
cavalli  —  Quello  su  cui  si  spia- 
ntano i  mattoni  —  Capra,  ca- 
valletto: aggregamento  di  più 
travi  e  legni,  ordinati  a  trian- 
goli per  sostener  pesi  —  Caval- 
letto o  Leggio  da  pittori:  stru- 
mento fatto  di  tre  pezzi  di  legno 
fra  loro  ad  angolo,  e  su  di  essi 
i  pittori  posano  le  loro  tele  per 
dipingervi  —  Panca:  arnese  su 
cui  si  lavorano  i  pettini  —  Ar- 
cione: la  parto  arcata  del  fusto 
di  una  sella  o  di  un  basto  —  de 
denanz^  de  dedrèe  anteriore, 
posteriore  —  Forcella:  nelle 
nostre  barche,  quella  specie  di 
cavalletto  colle  punte  in  su,  in 
cui  si  fa  punta  di  leva  al  timo- 
ne (guarnagg)  —  Capra:  stru- 
mento sul  quale  si  ragguagliano 
le  pelli  —  ingles],  all'inglese  — 
ala  r  o  manna  ;  Piedica;  stru- 
mento di  legnamesimile  a  un  par 
di  seste  {compass)  spalancate, 
il  quale  serve  a  tener  salde  e 
sollevate  le  travi  o  i  pauconi, 
mentre  si  segano  ed  anco  ad 
altri  usi  —  de  fe^rà.  Cavalletto 
a  ferrare:  i  cavalli,  ecc.  —  de 
caV;  da  incavi:  per  stringervi 
le  tavole  in  cui  s' hanno  a  far 
gli  incavi  —  de  pèner  *  da  pè- 
nere  —  a  staffa^  V.  Cavaletton 

—  Giugà  al  cavalett;  Far  a  ca- 
valcioni o  a  cavalcione.  Giuo- 


co che  consiste  nel  saltar  che 
fanno  più  fanciulli  un  dopo  l'al- 
tro a  cavalcioni  sulla  schiena 
d'un  compagno,  il  quale  se  ne 
sta  incurvato  come  fosse  ca- 
vallo ad  aspettarli  —  per  im- 
pugnadura  ^  V.  e  per  Cavra , 
sign.  5  e  6  V. 

CAVALLET-  Gàmbina  :  coreggia  o 
striscia  di  cuojo  che  connette 
la  vetta  (scossura)  del  coreg- 
giate (verga)  al  manfanile  (vol- 
tura). Anche,  Cavali ^  Capelli 
Treposta. 

CAVALLETT.  Banco:  tavola  bis- 
lunga, sulla  quale  il  fornaciajo 
riduce  colla  forma  la  mota  in 
materiale.  Consta  di  Piana;  Ta- 
volino BeviroeU;  Truogoletto4 

CAV  ALETTA.  Cavalletta:  doppiezza, 
inganno  —  Fàuna  cavaletta^  Far 
una  cavalletta:  ingannar  con 
doppiezza  e  con  astuzia  — Muc- 
chio dai  30  ai  40  covoni  (cceuv) 
di  grano  accavallati  1' un  l'al- 
tro a  foggia  di  tenda  campale. 
Anche,  cavali  de  cosuv ;  staf- 
fetta —  Botta  o  Rospetto.  I  no- 
stri contadini  chiamano  cosi 
quelle  due  bestioline,  allorachè 
le  vedono  negli  stagni,  cioè  il 
rospetto  (sciattili)  esser  portato 
a  nuoto  sulla  schiena  dalla 
botta  (sciatt)  —  per  Saltamar- 
tini V.  —  Giugà  a  salta  cava- 
letta;  V.  Saltacavaletta. 

CAVALETTON. Pietiche  (Le):  ordigno 
di  che  si  servono  i  venditori  di 
legna  per  segare  pedali,  top- 
pi, ecc. 

CAVALIER  DEL  DENT.  Cavaliere  del 
dente  :  dicesi  per  ischerzo  di  chi 
fa  Io  scroccone,  di  chi  uccella 
a  cena  o  a  desinare  —  Fà  el 
mestèe  del  cavalier  del  dent 
Scroccare. 

CAVALLIN.  (GIUGÀ  A  PIMPIN).  Fare 
a  pimpino  cavallino.  Fare  a 
Mona  luna.  Un  fanciullo  di  ce- 
lato mette  in  una  mano  un  quat- 
trino, un  confetto  (benis),  ecc., 
e  quindi  presenta  le  due  mani 
serrate  all'altro  giuocatore  ,  e 
gli  domanda  che  indovini  ia 
qual  pugno  si  trovi  la  cosa  na- 
scosta. Questi  allora  dice  toc- 


CAV 


166  CAV 


cando  col  dito  indice  ora  runj 
pugno  or  F altro. 
pimpin  cavalin^ 

Acqua  calda acqua  treggia  \ 

Ten  ti  quest 

E  damm  a  mi  quest. 

Oppure  : 

Pimpin  cavalin^ 

Con  tré  stera  de  molin^ 

Pan  caldi  pan  freschi 

Ten  ti  questa 

E  damm  a  mi  quest. 

Pimpin  cavalin^ 

Va  a  toiu  l'acqua  al  fontanin; 

Va  a  lozu  l'acqua  a  la  fonianna^ 

Pimpin  Marianna. 
Se  queste  ultime  parole  s'  ab- 
battono sulla  mano  ov'è  il  con- 
fetto, ecc.,  costui  vince  quel 
eh' è  dentro:  se  sulla  vuota, 
perde  e  talora  dà  una  peni- 
tenza. Questo  giuoco  non  usano 
i  Toscani. 

CAV  ALINEA.  Cavallina  —  Ronzina 
—  Giugà  a  la  cavalinna Fare 
a  portaragazzo. 

CAVALITT  DEL  LETT.  Cavalletti, 
Tréspoli,  Caprette:  pezzi  di  tra- 
vetta, o  di  piano,  lunghi  quanto 
è  largo  il  letto  ,  retti  su  due 
gambe,  con  piede  a  gruccia. 

CAVALL  Cavallo  (Equus  caballus). 
Il  cavallo  nitrisce,  corvetta, 
sbuffa,  galoppa,  trotta,  rincula, 
▼a  di  portante  ,  di  trapasso,  di 
scappata,  a  briglia  sciolta,  gua- 
dagna la  mano  del  cavaliere, 
spranga,  raspa,  vibra  le  orec- 
chie, vola,  sbizzarrisce,  casca, 
brava,  braveggia,  stramazza, 
s'abbindola,  s'incarognisce,  si 
inguidalesca,  s'innalbera,  s'at- 
tinge, s'impenna,  ambieggia  , 
stalla,  scalpita,  si  sbocca,  si 
accoscia,  aquatta,  si  aquatta, 
fa  il  salto  del  montone,  fa  croc- 
chiare i  ferri,  s'intaglia,  si  co- 
pre, si  sbalordisce,  s'ammatti- 
sce ,  vettureggia ,  ricalcia  o 
scalcia,  andando  tocca  l'un  con 
l'altro  piede,  caracolla,  fa  ca- 
racolli, carosselli,  corre  il  pa- 
lio, ecc.  —  V.  Baslett  j,  calli 
cav  (1)^  Ce  (El)_,  ciomma„  cor- 
nOj,  coronna^  codon^  CroSi  Dent 


denanz  de  mezz  Fiocchi  Fa- 
digli Gr-nga^  Dentin ^  FasceUj, 
FettonJ  FoppellJ  Ganasson_,Ga- 
ron^  Grasselli  Giarett  *  Ganas- 
sal^,  Gnucca,,  lncolladuraJ  Muso, 
MusellaJ  Peli  di  naris^  Pastu- 
rai Pasturell^  Quart ,  Schejonj, 
Schinca^  Soe,ula  Scagnej  j  Spe- 
rona Stomegh  in  foeura^  Zij  * 
zuffs  Vocuj  j  Mantell.  Baj  Do- 
olàaJ  FalpJ  GrisJ  RottinJ  Savori 
Tigràa  zaina  Contrapass  * 
Traina  *  Travarga ..  Mascarizz* 
Frontal  bianche  MorocoJTi  Bai- 
zanna  j  Roeusa  *  Stellàa^  Bols  , 
Botta-veggia  ^  Barbon  Acqu , 
Paladinnaj  cairceu,  capstorna^ 
Borsini  Ciumor  crepazz  Ca- 
pellett  J  Doeuja  veggiaJ  Folett  ^ 
Ciappon  o  Formella,,  Forlunna 
del  cavali  j  Idoli  Mar use  „  Mo- 
sear in  „  Mascella  ..  Mastegador^ 
Galli  Galettonì  Giavard.,  Incio- 
dadura„  Lunna^  Mal  del  tir<, 
Pontinnctj  Por  .  Povizz  stran- 
gojonj  Rozzj  Vertigeni  vivol  o> 
Idoli  Arta„  Brus  ia^  Brustià, 
Basti  Bastinna^  cavezza^  Bria* 
Brusacoa  Fer  a  botton  i  Mors^ 
Pariceula  J  Mangia  (El),  Foett* 
Scuriadaj  Rognetta  Striggia^ 
CasciaciodJ  Fornimenti  Speron* 
RedinjSella.  ecc.  —Cavali  bon  de 
dà  al  ciocchine  Cavallo  da  man- 
darsi alla  Sardigna,  o  che  ha 
più  mali  che  il  cavallo  della 
carretta.  Ciocchin  chiamavasi 
tra  noi  un  uomo  che  s'era  as- 
sunto di  ammazzare  i  cavalli 
oramai  inabili  al  lavoro  —  Ca- 
vali che  marsciss  in  stalla^ stal- 
lìo  —  cavali  che  se  drizza  sui 
pèe  dedrèe^  che  s'impenna  — 
che  s' ingenceuggia^  o  simile,  che 
casca  —  che  irà  *  che  calcitra, 
calcia  —  che  bev  in  bianchi  che 
ha  un  labbro  bianco  o  che  ha 
le  labbra  bianche,  o  segnato  di 
cometa  (cont  el  frontal  bianch) 
—  cont  la  rceusa  sul  colli  colla 
rosa  sul  collo  —  del  basini  dalla 
macchia  bianca  sul  labbro  — 
che  gh'  ha  la  piaga  del  speron., 
travagliato  dalla  spronaja  — 
che  va  ben  de  contrapass am- 
bi ante  —  che  va  ben  de  traina,, 


CAV  167  CAV 


o  simile,  che  va  di  traino  —  de 
balanzinJ  di  bilancino.  E  Bi- 
lancino Jsi  chiama  chi  lo  guida 

—  de  bara  o  stanga ^  da  stan- 
ghe —  de  barca  o  barchiroeu  j, 
di  rimorchio  —  de  caroccia^  da 
carrozza  —  de  scorsa^  Barbero, 
Corridore  —  de  fittavol  o  de  mon- 
tagna o  de  tirj,  Cavallo  da  trai- 
no, da  basto,  da  soma,  da  tiro 

—  de  paratia  j,  di  rispetto  o  da 
comparsa  —  de  posta.,  di  posta, 
Cambiatura  — razza^  Cavallo 
da  razza  o  di  guadagno  —  de 
noli  d'affitto  —  de  ritorno  *  di 
rimeno  —  de  sella  ^  da  sella  — 
de  truppa^  da  guerra  —  de  vet- 
tura,, vetturino  —  de  vitta,,  quar- 
tato, Ronzone  —  insellda^  Ca- 
vallo sellato  —  ligàa  in  di  spallJ 
attrappato  —  moccJ  mozzo  della 
coda  —  cortaldo:  se  mozzo  della 
codao  delle  orecchie  —  bertone: 
se  delle  sole  orecchie  —  mor- 
duu  del  loff,,  allupato  —  ombriosJ 
che  aombra  —  pajsan^&dL  cam- 
pagna —  perteghin  o  rampe- 
gìiin  j,  Pertichino ,  Trapelo/,  de- 
nominazione del  terzo  cavallo 
da  tiro  che  qualche  volta  si  ag- 
giunge agli  altri  due  per  rinforzo 

—  restin^  Cavallo  restio  —  sboc- 
càaj,  sboccato  —  senza  cùu, 
sgroppato  —  de  saltador,  salta- 
rizzo  —  senza  fìanch,  sfiancato 

—  sutt  de  fìanch,  scarso  di  fian- 
chi —  sutlil  de  coli  o  fin  de  gam- 
ba, scarico  di  collo  o  di  gamba 

—  stalladizz che  marcisce  in 
istalla  —  tiràa  sù  in  di  fiancìi 

0  senza  fond,  scarico  di  ventre 

—  Razza  de  cavali,  Puledraja  — 

—  Andà  a  cavali,  Cavalcare  — 
Fà  el  cavali  matt,  Scavallare  — 
Sensal  de  cavaj,  Cavallivendolo 

—  Cozzone  —  zifolà  per  fa  bev 

1  cavaj ,  Far  il  zuffolino  ai  ca- 
valli —  Pari  on  cavali  marin , 
Parer  lo  smisurato:  di  persona 
di  collo  assai  lungo,  ecc.  —  Gi- 
ra el  cavali,  Volger  il  cavallo  — 
Matt  per  i  cavaj ,  cavallaio  — 
Moccià  on  cavali,  Scodare  un 
cavallo  —  Vess  minga  el  cavali 
de  Ghinella,  Non  esser  l'asino 
Marrone,  chiamano  i  cavallaj  il 


Cavallo  bene  ammaestrato,  che 
si  accoppia  al  tiro  con  quello 
da  avvezzarsi. 

CAVALI.  Inforcatura:  quella  parte 
del  corpo  umano  dove  finisce 
il  busto  e  cominciano  le  coste 
—  Cavallo  :  quel  ciocco  fitto 
su  tre  piedi,  dal  quale  esce 
un  grosso  legno  quadrato  e 
biforcato  angustamente ,  nella 
cui  biforcatura  si  fa  passare  la 
canapa  per  divettarla  (baitela) 
col  mazzuolo  {mazzosu)  e  dili- 
scarla prima  di  passarla  alla 
maciulla  {frantola)  —  Quello  del 
cocó,  dei  fanciulli  per  trastullo, 
degli  scacchi  —  Trespolo:  ar- 
nese forato  pei  lungo  ed  inte- 
laiato su  quattro  piedi  per  col- 
locarvi entro  le  ruote  onde  sian 
ferme  allorché  se  ne  serrono  i 
quarti  {gavej)  —  Reggia:  quella 
alla  quale  sostiene  la  forma 
delle  paste  nella  campana  del 
torchio  —  Fondo:  la  parte  dei 
calzoni  che  dall' inforcatura  va 
verso  il  dietro  {partida  d^edrèe) 
e  che  fa  sacca  {borsa)  quando 
essi  hanno  in  questa  parte  una 
grande  ampiezza  —  Cavallo,  Ca- 
valletto: quel  legno  a  cui  il  com- 
positore accomoda  lo  scritto  da 
comporsi  a  stampare  per  po- 
poterlo  leggere  comodamente  — 
per  celia,  Bastone  —  Cavalletto: 
congegno  piramidale  di  tre  travi 
che  si  fa  ne'  fiumi  per  difesa  ad 
opere  idrauliche  —  de  la  pesa, 
Cavalletto  della  stadera  —  de 
la  noSj  Anima:  laminetta  legnosa 
e  pieghevole,  liberamente  inca- 
strata e  frapposta  fra  i  lobi  della 
noce,  eccetto  che  nel  centro  del 
gheriglio  (  cucurucuu  ) ,  dove  è 
l'attaccatura  comune  dei  quat- 
tro spicchj  (  fes  )  —  Cavalletto  : 
quello  a  cui  il  contadino  ap- 
poggia la  gerla  in  cui  carica  il 
letame,  ecc.  —  del  seggion,  quello 
a  cui  le  donne  di  campagna 
posano  il  mastellone  del  bu- 
cato —  de  coeuv.  V.  cavaletta, 
sig.  2  —  per  cavalett,  sig.  5. 

CAVALL  per  carcass.  V. 

CAVALL  (A).  A  cavallo  —  Vess  a 
cavali ,  FiG.  Esser  a  cavallo  , 


CAV  163  CAV 


avere  il  vantaggio,  aver  vinto 

—  per  cavallon  (A).  V. 

CAVALLA.  Cavalla. 

CAVALLINNA  (ERBA).  V.  Erba  ca- 
vallinlla. 

CAVALLITT.  Così  chiamano  i  Brian- 
zuoli  quelle  strisce  di  terra,  che, 
smossa  e  voltata  all'  insù  dal- 
l'aratro,  rileva  su  quella  che 
P  aratro  non  ha  ancora  rotto. 
Somigliano  a  piccoli  dossetti 
dossetti  longitudinali;  e  Virgilio 
(Georgica  I,  r.97)  pur  li  chiama 

—  proscisso  quce  (arator)  susci- 
tai cequore  terga  —  Quando  la 
terra  è  profondamente  smossa 
e  tutta  ben  rovesciata,  siffatte 
strisce  son  dette  cavallitt  grass; 
e  quando  o  per  imperizia  o  per 
malizia  del  bifolco  si  lasciano 
tra  l'un  solco  e  l'altro  dei  tratti 
sodi,  coperti  dallaterra smossa 
lateralmente  ,  questi  sono  detti 
dai  nostri  Brianzuoli  cavallitt 
magher^  Scanna  dai  Rustici  la- 
tini— nee  ubi  crudtim  solum  et 
immotus  (bibulens)  relinquatJ 
quod  agricolce  scamnumvocant 
(Colum.  Il,  2,  e  25). 

CAVALON  (A).  A  cavalcioni  —  A 
cavaliere  —  Giugà  a  cawalon, 
Fare  a  andar  cavalcioni  alla 
mazza:  cioè  ad  un  bastone. 

CAYAMACC  Cavamacchie. 

CAVANELLA.  V.  cavadinna. 

GAVAOR.  Lavorator  d'oro  vecchio. 

CAVAPOLVER.  Lamina:  quella  non 
dentata  della  stregghia  (strìg- 
lia). 

©AVARA  Funerale.  —  Cataletto. 

CAVASSELA.  Battersela,  Coglierse- 
la, Pigliar  le  gambe,  Sgabellar- 
sela —  Uscirne:  dello  sbrigarsi 
di  che  che  sia  —  Cont  pocch  me 
la  cavi,  Ne  esco  a  poco. 

CAVASTACCHETT.  Cavabullette : 
strumento  rifesso  in  una  parte 
a  uso  di  cavar  bullette  (stac- 
ehett). 

CAVASTOPPA.  Cavastoppa:  arnese 
di  ferro ,  a  vite  in  cima ,  col 
quale  si  estrae  la  stoppa  dalla 
cannella  di  una  botte. 

CAVASTRASC  Cavastracci:  picco- 
Io  arnese  di  ferro  a  due  branche 
appuntate  e  spiralmente  ritorte 


in  contrario  verso ,  e  cosi  fatte 
acconce  adaggrappare  lo  stop- 
pacciolo  e  cavarlo  fuori  della 
canna  senza  sparare  il  fucile  — 
Garagolo:  il  cavastracci  da  can- 
none. 

CAVASTRIVAJ.  Cavastivali. 

CAVASUDOR.  Stregghia:  arnese  di 
ferro  a  lamine  non  dentate  a 
uso  di  stregghiare  (siriggià). 

CAVAVERDDRA.  Cucchiaino  della 
verzura. 

CAVAVIDON.  Cacciavitone:  ferrd 
di  cui  si  fa  uso  per  estrarre  il 
vitone  dalle  canne  delle  armi 
da  fuoco  portatili. 

CAVE  (DÀ).  Trucciare  nel  palla- 
maglio. 

CAVED.  Tralcio  guardiano,  Guar- 
dia'.tralcio  (tros)  novello  o  del- 
l'anno  nella  vite  che  si  vuol  ta- 
gliare a  due  oèchi. 

CÀVEDAGNA-  Testata,  Capezzagna. 
Capitagna ,  Capezzaggine  :  quel 
pezzo  di  terreno  che  in  capo  ai 
campi  si  lascia  incolto,  perchè 
il  carreggio  (la  caradura)  giuo- 
chi senza  danneggiare  r  arata 

—  Lembo  :  ne'  prati  marcitoj  , 
quello  spazio  largo  un  due  me- 
tri che  si  lascia  tra  le  fosse  mi- 
nori e  la  maggiore  per  darvi 
pasco  ai  buoi,  ecc. 

CAVEDANI.  V.  cave  zzai. 

CAVEDELL.  V.  Borin. 

CAVEDEN.  V.  cavezzal. 

CAVEDIN.  Stoppa  di  filaticcio. 

C  A  VELERÀ  Capelliera:  la  foltezza 
della  capigliatura  —  Capiglia- 
tura: la  qualità  della  capelliera 

—  Chioma:  l'insieme  de' capelli 
tutti. 

CAVELL.  Capello  :  propriamente 
pelo  del  capo  umano  —  In  ca- 
vej  ,  In  capelli:  a  capo  nudo, 
cioè  senza  cappello,  o  simile, 
delie  donne  —  cavej  de  denanz\ 
de  drèe ,  de  la  coppa,  Capelli 
della  fronte  ,  della  nuca  ,  della 
collottola  —  Cavej  drizz  in  pée, 
Capelli  irti  —  giò  per  i  spali, 
sparsi  per  le  spalle  —  ciappass 
per  i  cavej  j,  Accapigliarsi,  Far 
a  capegli  —  cavej  remiss,  Ca- 
pelli posticci  —  Ave  el  sangu  in 
di  cave;, Bollire  il  sangue  —  Fa 


CAV  169  CAV 


vegnì  biond  i  cavej,  Rimbiondir 
i  capelli  —  Perd  i  cavej ,  Incal- 
vire,  Incalvare  —  Cavell  tiràa, 
Capello  che  piove  —  chefà  for- 
cella, forchettuto  —  anelàa,  ina- 
nellato —  canelàa.  V.  canellon 

—  Portalla  foeura  per  i  cinqu 
cavej,  Salvarsi  per  una  gretola, 
Scapparla  bella  o  pel  buco  della 
cuffia  —  Robba  che  fà  drizza  in 
eòo  i  cavej  ,  Cosa  che  fa  arric- 
ciare i  capelli  —  Sta  in  pèe  per 
i  cinqu  cavej ,  Reggersi  a  mala 
pena  —  spartì  i  cavej,  Scrinare 
i  capelli  —  Cavezza  i  cavej,  Rav- 
viare i  capelli  —  Vegnì-gìò  i  ca- 
vej a  mazz ,  o  simile,  Cascare 
i  capelli  a  cespo  a  cespo  — 
Ve  ss  lì  per  i  cinqu  cavej  de...,  o 
simile,  Essere  a  un  pelo  di....  — 
Scotta  i  cavej  ,  Riprendere  i 
capelli  coi  ferro  —  Cavej  destes, 
Capelli  spresi  —  Ona  massa  de 
cavej,  Un  batuffolo  di  capelli  — 
On  jllzceu  de  cavej  ^  Una  cioc- 
chetta  di  capelli. 

CAVEZZ-  Ruotolo  :  volume  di  tela 

che  s'avvolge  egualmente  da 

due  capi. 
CAVEZZ.  Ravviato 
CAVEZZA.  Cavezza. 
CAVEZZA.  Ravviare,  Rassettare, 

Assettare. 
CAVEZZADA.  Ravviamento  —  Dagh 

ona  cavezzadinna_,  Ripicchiarsi 

—  Cavezzata:  colpo  di  cavezza. 
CAVEZZAL,  CAVEDEN.  Cavedine,  Ca- 
vedano, Cavezzino  (Cypri.nus  ca- 
pito): pesce  d'acqua  dolce;  si- 
mile al  muggine,  ma  con  isqua- 
ma  più  larga  ed  inferiore  an- 
co in  bontà.  La  rete  da  muggini 
dicono  :  Saltatoja. 

CAVEZZIN,  CAVEZZINNA.  Raviatti 
no,  Raviattina. 

CAVEZZCEU.  Scampolo:  l'ultimo  ta- 
glio che  resta  d'una  pezza  già 
tutta  venduta. 

CAVIÀA.  Caviale:  uova  di  storione, 
salate,  compresse,  e  ridotte  in 
pani  nericci,  di  forma  cubica. 

CAVIADA.  Accapigliamento:  il  pi- 
gliarsi a'  capelli. 

CAVIASS  SU  Accapigliarsi. 

CAVICC  Cavicchio,  Cavigliuolo  : 
la  caviglia  per  sospendervi  ve- 


stiti o  altro  —  Piuolo  —  ingessaci 
in  del  mur_,  Zingoncello  —  fig. 
Detta:  fortuna  —  Avegh  el  ca- 
vicCj,  Aver  la  fortuna  nel  ciuf- 
fetto,  Essere  nato  a  buona  luna, 
Aver  la  lucertola  da  due  code 

—  Spillo:  pernietto  di  legno  con 
cui  si  tura  il  forellino  che  si  fà 
in  qualsiasi  luogo  della  botte  o 
del  tino,  per  assaggiare  il  vino. 

CAVICC  Cruccia,  Gruccia:  stru- 
mento rustico ,  fatto  a  guisa  di 
gruccia  (scanscia)  per  ficcare  i 
magliuoli  (molett  o  guggell)  nel 
divelto. 

CAVICC  DI  MAZZ.  Caviglie  dei  maz- 
zi {mazz):  ne'torchj  da  stampa. 
CAVIERA.  Capelliera.  V.  Cavelera 

—  fig.  Barbata,  Barbatico:  cioè 
tutte  insieme  le  barbe  d' una 
pianta.  Anche  è  detta  Barbicaja: 
la  quai  voce  però  usasi  da  ta- 
luni a  significare  quel  gruppo 
di  radici  che  alcuni  alberi  han- 
no a  fior  di  terra  intorno  al 
colletto ,  chiamato  coronna  di 
radis. 

CAVIGGÉE.  Cavigliatojo:  nome  di 
quelle  travi  a  più  caviglie  (ca- 
vicc)  a  cui  i  macellaj,  i  salsic- 
ciai, e  simili,  appiccano  i  pezzi 
delle  carni  macellate  —Mettin 
caviggiaJ  Appiccare  al  caviglia- 
tojo :  incavigliare  pei  garetti 
(giarett)  posteriori  le  bestie  ma- 
cellate. 

CAVIGGIA.  Caviglia:  specie  di  ca- 
vicchio —  La  parte  sotto  il  mal- 
leolo o  la  noce  del  piede  — Cavi- 
gliatojo: strumento  di  legno  di 
forma  cilindrica',  incastrato  da 
un  capo  nel  muro,  o  a  dente  in 
terzo  in  un  palo,  e  terminato 
dall'altro  da  una  testata  di  le- 
gno tonda  sopra  di  cui  si  torce 
la  seta.  V.  cava.  Lo  adoperano 
pure  i  merciaj  per  avvolgere  il 
refe,  i  tintori  per  avvolgervi  il 
filo.  Anche,  Caviggiott  —  Par- 
rucello:  nome  di  quei  bastoni 
sui  quali  si  ligia  la  seta  —  Ca- 
tello :  quella  parte  che  serve  a 
tener  incatenate  le  stanghe  dei 
mazzi  nelle  pile  da  cenci  —  de 
manegg  j  Torno  :  legno  lungo  e 
rotondo  che  nello  avvolgervi  e 


CAV  170  CAV 


svolgere  i  panni  dai  tintori, 
gira. 

CAVIGGIABA.  Colpo  tocco  nella  ca- 
viglia: del  piede. 

CAVIGGIM.  V.  Fortunin. 

CA\IGGI(EULA.  Mastiuolo  tondo. 
Nome  di  quelle  vitine  colle  quali 
si  usa  fermare  i  cerchioni  sui 
quatti  {gavci)  delle  ruote  da 
carrozze,  ed  anche  assodar  al- 
tre parti. 

CAVIGGION.  Cavicchiotto  —  Un  nato 
vestito:  di  uomo  fortunatissimo 
—  Assortito:  uomo  fortunato 
(Fag.  Rime,  II,  152): 

Ma  al  gatto  riesce  e  poi  si  vede 
In  piè  restare;  onde  d'un  as- 
sortito 

Si  dice:  come  i  gatti  ei  salta 
in  piede. 

CAVIGGIOTT.  Cavigliatojo.  V.  \Ca- 
viggia,  sig.  3. 

CAVIGGIORATT.  Colui  che  fa  i  ma- 
stiuoli  (caviggioeul). 

CAVIJ  DSL  FORMENTON.  Barba,  Ca- 
pelliera del  grano  turco:  quella 
nappa  o  ciuffo  di  fili  rossicci, 
capelliformi,  che  escono  dalle 
glume  della  pannocchia  (losuva) 
e  pendono  dalla  cima  della  me- 
desima; sono  essi  i  pistilli  del 
fiore  femmina,  cui  rende  fecondi 
il  pulviscolo  (polverinna)  che 
cade  dal  fiore  maschio  posto  in 
cima  alla  pianta.  Anche,  BarMs. 

CAVION  Zazzerone  —  Capelluto  — 
Soldato  con  elmo  a  criniere  — 
On  azident  d'on  cavion  franzes. 

CAVOL  (VARI  ON).  Valer  uno  strac- 
cio, una  boccicata:  nulla. 

CAVOL- FIOR.  Cavolo  fiore  (Brassica 
caulifioi  a):  sorta  di  cavolo(,y<?r^) 
i  cui  numerosi  e  fitti  fiorellini 
formano  una  bianca  nappa  ton- 
deggiante, o  palla,  cioè  l'unione 
de' rametti  e  dei  rudimenti  dei 
fiori,  la  quale,  cotta,  mangiasi 
in  insalata,  o  in  salsa,  o  altri- 
menti. 

CAVOLLATT.  Crema,  Cavo  di  latte: 
vivanda  fatta  di  panna  {pan- 
nera),  mista  a  tuorli  d'  uova 
(ross  d'  oeuv),  anche  con  cioc- 
colata o  caffè,  zucchero  e  aro- 
mi, il  tutto  rimestato  per  farlo 


i  incorporare  e  rappigliare  al 
fuoco. 

CAVORIN.  Cosi  chiamiamo  un  bi- 
glietto di  lire  due,  sul  quale  è  il 
ritratto  di  quel  valent'  uomo  di 
Cavour. 

CAVRA.  Capra  (Capra  hircus).  essa 
bela,  specora  — sataactef,'^  stam- 
becco (Capra  ibex).  v.  Pentellin. 

CAVEA-  Capra:  macchina  per  sol- 
levare verticalmente  pesi  assai 
grevi  —  Grue,  Gru:  macchina 
per  sollevar  grossi  pesi  e  tras- 
portarli alquanto  orizzontal- 
mente dopo  di  averli  elevati. 
Anche,  Grua  —  Capra:  legno 
su  cui  si  fìssa  V  osso  che  si 
vuole  spianare  col  parone  (fer 
de  raspa)  —  Strumento  per  ac- 
conciar le  ruote  —  Cavalletto  : 
T  ordigno  che  sostiene  i  torni 
{tornej)  che  si.  usano  per  far 
ben  intignere  le  pezze  nelle 
caldaje,e  nome  degli  ordigni 
su  cui  prosciugano  le  robe  tinta 

0  le  si  posano  per  tignere. 

CAVRA  (ERBA).  V.  Erba  cavra. 

CAVRÉE.  Caprajo,  Capraro. 

CAVRETT-  Capretto,  Cavretto,  Pe- 
corino. I  verbi  vagire  j  miccire 
ne  esprimono  la  voce  —  mon- 
tagnin  montanino  —  pastor  ^ 
allevato  dai  pastori  —  Ligà  per 

1  quatter  gami)  i  cavretto  Acca- 
prettare. 

CAVRETTA.  Maniglia,  Manico: quel- 
la del  segone  {resegon). 

CAVRIADA.  Cavalletto:  congegna- 
tura  di  tre  travi  e  altri  legni, 
ordinati  in  triangolo  verticale; 
è  parte  principalissima  della 
travatura,  ed  è  posto  a  inter- 
valli nella  lunghezza  del  tetto. 
Parti:  Fond  o  RadiSj,  BrasciceUj, 

.  Ometl  J  Sajett  ^  Terzer^  Travers 
de  gronda.,  cantirJ  Codeghett  — 
Cavriada  a  fond  doppi  o  a  trii 
omitt^  Cavalletto  a  doppia  ca- 
tena o  a  doppia  asticciola. 

CAVRIffiU.  Viticcio:  il  riccio  che  è 
sulla  cima  e  lungo  il  tralcio 
delle  viti,  che  inanellandosi,  si 
avvoltiglia  attorno  al  sostegno 
—  Andà  in  cavriceu^  Andarsene 
in  pampini. 

CAVRIffiU-  Capriolo  (Cervus  ca- 


CAV 


171 


CE 


preolus):  mammifero  ruminante; 
corna  diritte,  rotonde,  divise  in 
tre  rami,  e  profondamente  se- 
gnate di  solchi  longitudinali 
nella  parte  inferiore. 

CAVBIOEULA.  Vitalba  (Clematis  vi- 
talba): erba  perenne;  fiorisce 
d'estate  nelle  siepi;  matura  il 
frutto  in  autunno  ;  ci  è  chi  man- 
gia in  primavera  le  tenere  pian- 
te, ma  quando  è  adulta,  è  cau- 
stica, e  messa  sulla  carne,  la 
svescica  e  produce  una  piaga 
superficiale.  La  chiamiamo  an- 
che Ligabosch  ^  V'ineritola.  V. 
Erba  de  pitocch. 

CAVRON.  Caprone  —  Pari  un  ca- 
vron^  Sembrare  un  caprone  : 
avere  folta  e  lunga  barba. 

CAZZA.  V.  Tazza  de  tenció. 

CAZZA  VE  LLA.  Averla  maggiore  o 
grossa,  Castorchia  grossa,  Verla 
grossa  (Lanius  excubitor):  uc- 
cello silvano;  parti  superiori 
cenerine  chiare;  petto  bianco; 
base  delle  remiganti  secondarie 
bianca. 

«AZZIRffiULA,  CAZZARCEULA-  Casse- 
rola:  vaso  non  molto  cupo;  fon- 
do uguale  alla  bocca  senz'orlo; 
manico  laterale;  ponesi  sul  for- 
nello per  cuocervi  le  vivande  — 
de  terra^  Terrina. 

CAZZffiULA.  Cibreo,  Creste,  Fega- 
tini: manicaretto,  composto  di 
coratella  (polmon)  o  fegatini  (/£- 
degh),  colli,  ali  e  creste  (scest) 
di  polli  —  per  Lumnij,  sig.  I  V. 

CAZZffiURA,  CAZZffiULA.  Mestola, 
Cazzuola  :  str  umento  che  serve 
per  maneggiare  la  calcina  nel 
murare,  intonacare  (stabilì)  ed 
arricciare  (reboccà). 

CAZZOTT-  Cosotto:  colpo  dato  al- 
trui col  pugno  chiuso  e  sotto- 
mano —  Fa  sott  «  cazzotta  Fare 
a'  cosotti:  darsi  a  vicenda  dei 
cosotti  —  El  m'  ha  refllàa  dicu 
cazzotta  Mi  ha  accoccato  due 
cosotti. 

CAZZOTTÀ-SÙ.  Dar  cosotti ,  Cosot- 
tare. 

CAZZURADA.  Mestolata. 

CAZZDRERA.  Mestola:  quella  di  ra- 
me quadrata,  sforacchiata,  con 
cui  si  schiuma  la  ricotta  (ma- 


scarpa)  bollente  e  la  si  tragge 
dal  siero. 

CAZZURETT,  CAZZURIN  Mestolino. 

CAZZURON,  GAZZUROTT.  Mestolone, 
Palettone,  Anatra  salvatica,  Fi- 
stione  (Anas  clypeata):  uccello 
acquatico  ;becco  più  lungo  della 
testa,  molto  dilatato  in  cima , 
scuro  o  nero;  cuopritici  delle 
ali  celeste  cenerognole;  spec- 
chio verde  marginato  anterior- 
mente di  bianco,  piedi  arancio- 
ni. Anche,  Colverd. 

CAZZÙU.  Mestolo  :  specie  di  cuc- 
chiaio di  legno,  pochissimo  in- 
cavato e  a  lungo  manico;  serve 
per  rimestar  roba  nelle  casse- 
role  e  in  altri  vasi  e  simili  — 
Ave  mangiàa  el  giudizi  cont  el 
cazzùu.,  Aver  il  cervello  sopra 
la  berretta  ,  o  nelle  calcagna  o 
nelle  gomita:  avere  poco  sen- 
no —  Fà  cazzùu^  Far  ciuffo:  dì 
vestito  eh'  alza  in  un  luogo 
—  El  fà  cazzùu  al  coll^  E' 
gonfia  da  collo  —  Fà  el  caz~ 
zuu^  Far  greppo  o  la  bocca  bir- 
cia o  sgringia,Far  bocchi:  di 
certo  contorcimento  di  labbra 
che  fanno  i  bambini,  quando  vo- 
gliono cominciare  a  piangere. 
Il  fa  o  sappin  dei  Genovesi.  — 
Mena  el  cazzùu Tenere  o  Avere 
\\v2im^\xo\o\(cuggiarón)  in  mano 
o  il  mestolo,  Ammestare,  Spadro- 
neggiare :  comandare. 

CAZZHU.  Guscioni:  quelle  castagne 
che  alle  volte  son  nel  riccio 
(rise)  insieme  alle  piene.  An- 
che, Basloeu. 

CE-  Ci—  ce  coettao  con  la  eoa.  Codet- 
ta :  quel  C  che  ha  sotto  di  sè  una 
specie  di  virgola  arrovesciata, 
come  il  seguente  C,  e  che  si  usa 
soltanto  nelle  stampe  spagnuole 
e  francesi  nelle  quali  è  denotato 
col  nome  di  e  cedille  —  Fa  ce  o 
on  ce ^  Fare,  Descrivere  una 
curva  —  Farla  per  ce  o  in  per 
cèj  Parlare  per  quinci  e  quindi, 
Favellare  in  sul  quamquam,  Par- 
lare per  filo  o  per  punta  di  for- 
chetta: ricercato,  affetato.  Il 
cultiparlar  (parlar  colto)  degli 
Spagnuoli;  il  Parlare  sull'a  dei 
Genovesi. 


CE  172  CEN 


CE  (EL).  Gomito:  la  piegatura  delle 
gambe  dinanzi  del  cavallo. 

CECÈ.  Sizerino  (Fringilla  linaria): 
uccello  silvano;  dorso  lionato 
pallido ,  macchiato  di  scuro,  a 
timoniere  unicolori ,  con  sotti- 
lissimo margine  lionato  sudicio; 
due  fasce  biancastre  attraverso 
le  cuopitrici;  gola  nera.  Anche, 
Cicè. 

CECCHETT  DEL  CAROBBI  Nome  d'un 
oliandolo  abitante  già  al  ca- 
robbio,  passato  a  dinotare  ogni 
uomo  pinguissimo,  com'egli  era. 

CED.  Cedere. 

CED  Far  avvallamento  o  cedi- 
mento: di  fabbricati. 

CEDOLA.  Cedola  —  V.  Placarti. 

CEDOV.  Bosco  ceduo  —  Vend  on 
cedoVj,  Vendere  il  diritto  di  ta- 
gliarlo una  volta.  La  voce  è  la- 
tina ccedere,  tagliare. 

CEDRÀA;  CEDRON-  ecc.  V.  Zedràa^ 
Zedrorij  ecc. 

CEDRONERA.  Cedrara,  Aranciera, 

CEMBOL-  Cembalo.  Chi  lo  suona 
chiamasi  cembolante. 

CEMBOL-  Cembalo,  Pianoforte  —  a 
coa^  a  coda  —  a  tavoliti ^  a  ta- 
volino —  a  orgherij  a  organo  — 
de  quatter^  cìnqu^  ses  ottav  ^  a 
quattro,  a  cinque,  a  sei  ottave. 
Parti:  Gami),  cassa J  Tavola  ar- 
monica JPontesejJ  Somèe,  Tasta- 
duraJ  Register^  MartelettJ  Tast 
bianch  J  Tast  negher  Banda  J 
PedalJPedaleraJcordJBiroeuJec. 

CEMBOLIN-  Armonica  a  lastre. 

CENSI.  Censuare. 

CENSUARL  Censuale. 

CENT.  Cento  —  Avegh  el  novanta 
per  cent  de  sicur  d'ona  cossa^ 
Credere  a  novanta  per  cento  — 
Fest  che  se  fu  ogni  cent  ann„ 
Feste  centenarie,  secolari,  Un 
centenario. 

GENTE NÉE-  Ceutinajo. 

CENTENNA.  Centinajo,  Un  cento. 

CENTFffiUJ.  Millefoglie,  Millefoglio 
(Achilloea  millefolium  )  :  pianta 
erbacea  perenne  :  fiori  bianchi 
o  gialli ,  talora  porporini;  fra- 
granza aromatica;  foglie  sotti- 
lissimamente divise.  Anche,  Er- 
ba del  taj  —  per  Fojceu.  V. 

CENTINBOCCA.  Avannotti,  Unguan- 


notti,  Uguannotti:  nome  collet- 
tivo d'ognisorta  di  pesci  d'acqua 
dolce  di  quest'anno  —  Latterini  : 
pesce  minutissimo,  il  quale,  pe- 
scato, non  sembra  altro  che 
carnume  o  gelatina, ma  lessato, 
è  bianchissimo  e  molto  delicato 
a  mangiare.  Anche,  Gianchett. 

CENTPÉE-  Centogambe,  Millepiedi: 
insetto  nero,  compost  >  come  di 
tanti  anelli,  a  ciascuno  dei  quali 
sono  due  piccolissime  e  sottili 
gambe  —  per  Vinde  forbesett.V. 

CENTRALIZZA.  Far  centro,  Ridurre 
al  centro. 

CENTRUP.  V.  Riottin. 

CE-O-CO  (ON).  Un  codone:  un  min- 
chione —  Rapa:  uomo  da  poco. 

CEPP,  CEPPERÀ ,  ecc.  V.  Scepp  , 
ScepperaJ  ecc. 

CEPP,  CEPPIN.  Laschettino,  Chep- 
pia, Laca:  nome  di  un  pescio- 
lino (Clupe  Aiosa  o  Tryssa). 

CEPPÉE.  V.  Sceppèe. 

CEPPITT.  rn.pl.  Ceppetti:  nella  ca- 
va di  Vigano  è  il  nome  di  una 
arenaria  rossigna  schistosa,  che 
si  trova  a  un  terzo  di  cava, 
frangibile  e  a  pezzetti  o  a  fila- 
retti  interrotti  —  master,,  ma- 
stri: le  arenarie,  di  cui  sopra, 
che  coperchiano,  a  cosi  dire, 
la  cava. 

CERA.  Cera:  apparenza  —  averta J 
lieta,  ilare  —  de  pancott  o  de 
pett  o  de  pomm  cott  o  &'  ospe- 
dàaJ  da  malato,  da  interriato  — 
sbattudaJ  sparuta  —  scura^  cu- 
pa, fosca  —  Fa  cera  brusca J  Ag- 
grottare le  ciglia,  Accigliarsi, 
Far  ceffo  —  Ghe  sarà  on  piati 
de  bonna  cera^  Vi  sarà  un  rin- 
fesco  da  povera  gente,  ma  con- 
dito dal  buon  cuore  —  Vess  già 
de  cera^  Aver  mala  cera  —  In- 
versa la  cera  o  Volta  sott  la 
cera^  Accigliarsi,  Aggrottarsi, 
Rannuvolarsi. 

CERA  per  Scira.  V. 

CERCA.  Cerca ,  Accatto  —  Andà 
a  la  cerca j  Andar  all'accatto, 
all'accattolica.  V.  Cattolega. 

CERCA'.  Busca!:  dicesi  al  cane 
che  va  a  cercare. 

CERCA.  Cerca  —  Chiassatola , 
Chiassajuolo  :  canale   fatto  a 


CER  173  CHI 


traverso  a'  campi,  per  raccorre 
e  cavarne  l'acqua  piovana,  mu- 
rato dalle  bande  e  ciottolato 
nel  fondo. 

CERCA.  Cercare  —  cerca  e  che  te 
cerca.,  Frusta  e  rifrusta. 

CERCARIA*  Salamandra  terrestre 
(Lucertola  salamandra):  rettile 
di  color  nero  ,  chiazzato  di 
giallo  che  trae  mezzo  al  rospo 
e  mezzo  alla  lucertola,  il  cui 
apparire  è  tenuto  presagio  di 
pioggia.  Da  altri  è  chiamata  ta- 
rantola bissarceusa  rceusa 
marinna^  marinila,,  corrizzola, 
lusascia^  rosasela  coruzola  j 
luserton^  ecc.  In  Piemonte  la 
udii  chiamare  piovana;  essa  fa 
schifo;  alcuni  la  credono  vele- 
nosa. Sotto  questo  nome  mede- 
simo corre  anche  la  Salaman- 
dra acquajuola  simile  a  quel- 
l'altra, ma  tutta  nera  per  di  so- 
pra, con  poco  giallume  sotto 
pancia,  con  coda  squamosa  e 
retta  e  piedi  più  alti. 

CERCÀ-sb.  Accattare  —  Pitoccare. 

CERCOTT.  Cercante ,  Cercatore  — 
Fa  el  fràa  cercott.  v.  in  Fràa. 

CERCOTTÀ.  Accattare ,  Andare  al- 
l'accatto. 

CERIFORARL  V.  Zerif oraria  ziffo- 
lari. 

CEREGA,  CEREGADA-  Chierica  — 
Capo. 

CEREGAJA.  Chiericheria  :  per  celia, 
il  complesso  dei  chierici. 

CEREGH,  CEREGHETT,  CEREGOTT- 
Chierico,  Chierichetto,  Chieri- 
cotto  —  Vestii  de  ceregh^  Mette- 
re la  tonaca. 

CEREGHITT  (I).  Le  Zinne,  Le  zizze: 
poppelline  —  per  (Euv  in  cere- 
ghett.  V.  in  (Euv. 

CERIN.  Cerozza:  cera  allegra,  gio- 
viale. 

CER  IN  per  Zirin. 

CERNIERA.  V.  Zainera. 

CEROS.  Piacevole,  Ilare,  Gioviale. 

CEROTTA.  Cerona:  sembianza  pie- 
na e  gioviale. 

CEROTTON.  Ariona,  Cera  giovia- 
lona. 

CERDSEGH.  Chirurgo,  Cerusico. 
CERUSIA.  Chirurgia,  Cerusia. 
CERUSISCA.  Spianuccio:  quadrato 


da  spianar  la  terra  dopo  la  co- 
steggiatura. 

CERV.  Cervo,  Cervio  —  clocitare  è 
il  verbo  che  esprime  la  voce  di 
questo  animale. 

CERVELÀA.  Cervellato,  Cervellata: 
grascia  di  orco  e  di  manzo 
imbudellata  con  ispezie,  sale 
e  cacio  che  serve  di  condi- 
mento —  Cervelàa  de  Aron- 
scia,,  Susina  {brugna)  giallogno- 
la: specie  di  susina  grossa, 
bislunga,  assai  carnosa  e  di 
dolcissimo  sapore.  Noi  la  chia- 
miamo così  dal  colore  del  bu- 
dello del  cervellato  eh' è  tinto 
in  giallo  col  zafferano  —Mostrà 
ziff  e  zaff  e  cervelàa  _,  Far  che 
che  sia  a  scesa  di  testa:  per 
bene  e  di  forza  —  per  Maj  ^  si- 
gnif.  9.  V. 

CERVELL-  Cervello  —  Porta  fozwa 
de  cervell,  Trarne,  Cavar  di  cer- 
vello. 

CERVE LLARIA.  Pizzicheria. 
CERVELLÉE.  Pizzicagnolo,  Salsic- 
ciaio. 

CERVELLERA-  Pizzicagnola. 
CERVELLIN.  Testolina  amena,  Cer- 
vellino: di  poco  senno  leggiero 

—  Stravagante,  Incostante,  ecc. 
CERVELLOTECH.    Fantastico ,  ca- 
priccioso. 

CERVELLOTEGAMENT  All'  impazza- 
ta, Alla  sbadata  —A  capriccio, 
Di  fantasia,  Di  proprio  capo. 

CERVIS.  V.  Paletta  busa. 

CESADA.  V.  Assada,  sig.  l. 

CESSIT  (EL).  V.  Access  —  per  ca- 
rrier, V. 

CHECCIN.  Scacciata:  specie  di  car- 
tapecora, in  cui  si  mette  l'oro 
per  batterlo.  V.  Recheccia. 

CHE  TE  (E).  —  E  rid  che  te  rid, 
E  ridi  e  ridi  — De  che.  Da  che  — 
De  clie  n'è,  Che  ne  è  —  eh' el 
scriva,  eh' el  dorma,  Scriva, 
Dorma. 

CHEPL  Kepi,  casco:  il  cappello 
militare. 

CHI.  Qui  —  Di'  chi,  Ve'  qua,  To'  — 
De  chi,  Quaggiù  —  chi  insci, 
Quici  —  Chi  sù^  Quassù  —  De 
chi  fin  chi,  Per  filo  e  per  segno 

—  Tira  in  chi,  Accostare. 
CHICCHERA.  Tazza ,  Chicchera  — 


CHI  174  CIA 


fig.  Cogliata:  affettata  elegan- 
2a  —  Andà  in  chicchera,  An- 
dar o  Esser  in  ghingheri:  vestir 
attillato  —  L'è  tutt  in  chicchera, 
È  tutto  in  coglia:  vestito  bene 
e  affettato  uq  po\ 

CHICCHERA  per  SchiscetiaJs\%.%.V. 

CHICHINGER.  Alcachengi,  Alche- 
chengi  (Physalis  alckekengi)  : 
pianta  erbacea;  fusto  alto  da 
uno  fino  a  sei  piedi;  fa  nelle 
siepi,  nei  vigneti,  ne' boschi  ; 
fiorisce  in  maggio  e  giugno.  An- 
che ,  Erba  del  nxàa  d'  orinna  — 
Frutto  delTalcachengi:  coccola 
{borlin)  globosa,  grossa  quasi 
come  una  ciliegio,  lucida,  con 
semi  piccoli,  di  colore  giallo 
pallido,  sapore  acidetto. 

CHIFFEN-  Chifello  :  panino  lungo 
circa  un  palmo,  rattorto  a  spi- 
re su  di  sè,  e  ripiegato  a  foggia 
di  mezza  luna. 

CHIGÀ.  V.  caga. 

CHIGNffiU.  Zeppa,  Conio:  strumen- 
to di  ferro,  tagliente  da  una  e- 
stremità  ,  per  fendere  e  pene- 
trare. E  coniera  dicesi  quel  la- 
voro che  gli  scarpellini  fanno  in 
un  marmo  per  ficcarvi  la  zeppa 
e  spezzarlo  —  Cogno  ,  Quader- 
letto:  specie  di  gheroncino  tra 
le  due  staffe  a  ciascun  lato  della 
calza,  ed  è  lavorato  d'un  pezzo 
con  essa  —  Taglio:  pezzo  di  ca- 
cio o  di  qualsiasi  roba,  di  figura 
piramidale,  cioè  di  cuneo  o 
bietta  —  Bietta  :  quel  pezzo  di 
legno  che  ferma  il  ferro  nelfa 
pialla  —  Profime:  il  legno  che  si 
caccia  in  un  foro  della  bure 
(burett)  dell'aratro  per  assicu- 
rar l'orecchio  e  la  stiva  col  re- 
sto dello  strumento  —  Bietta  , 
Conio,  Zeppa:  mazzetta  a  cuneo 
per  tener  aperto  lo  spacco  ne- 
gli innesti  a'spacco  —  per  Staf- 
fa^  sig.  2.  V. 

CHIGNCEU  DI  CALZON-  Chiavi,  Fon- 
di: le  pezze  che  si  mettono  al 
fondo  {cavali)  de'  calzoni  quan- 
d'esso  è  rotto  —  de  la  fassetta^ 
Chiavi  della  fascetta:  quasi  ghe- 
roni o  pezzi  triangolari,  coi 
quali  essa  è  allargata  in  alto 
sul  davanti  e  in  basso  lateral- 


mente —  di  camis.  V.  Tassella 
sig.  2. 

CHIGNOGA,  CHILO,  CHILOGA.  Quici. 
CHILO  Chilo:  voce  che  si  premette 

al  metro,  ecc. 
CHILO  (FA  EL).  Far  il  chilo,  Chilifl- 

care  —  Sonnecchiare,  Velare 

l'occhio',  dopo  aver  mangiato. 
CHI  LO  CHIGNOGNA,  CHILOGA,  CHI- 

GNOENGA.  Quivi.  I  Sardi  dicono 

Scioghe. 

CHIMM.  Cornino  ,  Cumino  ,  Cornino 
da  piccioni ,  Cornino  domestico 
(Cyminum  cominum  :  erba  ra- 
mosissima; radice  a  fittone  {ma- 
dron)  fusto  striato,  foglioso;  fo- 
glie celesti;  ombrelle  piccole, 
pochi  fiori. 

CHINCAGLIER-  Minutiere ,  Chinca- 
gliere. 

CHINCAGLIERIA.  Minuteria,  Chinca- 
glieria. 

CHINCOSTA.  V.  Scocca  J  par.  1. 

CHININ.  Chinina,  Chinino,  China. 

CHIRI.  Carrick:  specie  di  pastrano 
assai  quadrato,  non  molto  lun- 
go e  con  maniche  attillate.  Oggi 
fuori  d'uso. 

CHISCKEURA  per  Brusada.  V. 

CHISSESSIA.  Chi  che  sia. 

CHITTEN-  Giulecco:  specie  di  spol- 
verina di  tela  che  il  soldato  o 
altri  porta  d'estate,  in  cambio 
della  tunica  di  panno  d'inverno. 

CHIVIV!  Chi  viva!  —  Stàin  sul  chi- 
viv,  Star  all'erta. 

CHIZZCEU.  Lo  stesso  che  Brusada.v. 

CIA.  Dà  qui ,  Dammi  —  A  me  — 
Qua. 

CIABACCÀ.  V.  Sciavatlà. 

CIACCER.  Quistioni  —  Ciance  —  Se 
la  và  a  ciaccer...  A  grosseggiar 
con  parole—  Fà  onapartida  de 
ciaccer  ^  Far  una  partita  da 
chiacchiere  —  Fà  ona  partida 
de  ciaccer  dopo  avè  disnaa^Ta.- 
voleggiare. 

CIACCER  !  Frottole  ! 

CIACCERA.  Chiacchiera  —  che  ciac- 
cera  el  gh'a!  Che  parlantina  e- 
gli  ha!  —  Voce  sparsa,  ma 
falsa. 

CIACHETA!  Ciacche! 

CIAFF  (ANDÀ  DENT  A  CIFF  E).  Sfan- 
gare :  andar  nel  fango  —  Par 
pesciolini:  di  chi  sguazza  nel- 


CIA 


175 


CIA 


l'acqua  con  mano  o  con  parte 
altra  del  corpo  o  con  tutto. 

CIAFFOLETT.  Vispo.  V.  ciappin. 

CIALADA.  Gingillo:  cosa  minuta  che 
faccia  perder  il  tempo  —  Fà  di 
eialad,  Gingillare,  Gingillarsi  — 
zacchera:  cosa  da  nulla  —  Che 
cialad  hin  quist?  Che  geateson 
queste  ? 

CIALARIJ.  Bricche:  cose  da  poco 
—  Fà  di  dalarij  Briccicare  — 
Vanesia  :  azione  smorfiosa. 

CIALARIJ  (QUANTE)  !  Quante  grul- 
lerie ! 

CIALL-  Gingillone  —  Sciocco—  Ven 
cKij  dalla!  Vien  qua,  grulla! 

CIAMÀ.  Chiamare  —  Andà  o  Man- 
da a  ciamà  vun^  JLnd&ve  o  Man- 
dar per  uno  —  Gh'óo  dama  de 
ti,  Lo  richiesi  di  te  —  Citare, 
Chiamar  in  giudizio. 

CIAMAD.  V.  Zanforgnitt. 

CIAMADA.  Chiamata  —per  zanfor- 
gnitt. V. 

CIANFER.  Voce  dinotante  imperfe- 
zione neir  oggetto  a  cui  si  ap- 
plica —  On  danfer  d'on  danéeJ 
Una  chiosa  di  denaro  —  On  dan- 
fer  d'on  omm^  Un  caso  d'uomo, 
e  via. 

CIANFER.  Straccio  :  di  oggetto  di 
nessun  valore  —  Canchero  :  ar- 
nese e  strumento  qualsiasi  scon- 
quassato e  che  non  faccia  al 
bisogno. 

GIAPOTT.  Bazzecola:  coserella  di 
poco  pregio  —  per  Badan.  V. 

CIAPOTT  (I).  Piaccicotti:  medicine 
fuor  del  bisogno  —  Toeu  doma 
dapott,  Rimpiaccicottare. 

CIAPOTTÀ.  Aver  il  bambinone:  di 
persona  adulta  che.  fa  lezj  di 
bambina  —  Sciacquare: lo  sguaz- 
zare e  tramestar  nell'acqua  che 
fanno  i  bambini  —  per  Mastinà 
e  Vessigà,  V. 

6IAP0TTADA.  Bambinata,  Bamboc- 
ciata. 

C1AP0TTARIA.  Bambinaggine —  per 
Ciapott.  V. 

CIAPOTTIN.  Mimmo:  di  fanciullo  — 
Bambinone:  per  celia,  d'uomo. 

5IAP0TT0N-  Sciacquino. 

GIAP0TT0N2IA.  Bambinona:  di  don- 
na fatta  e  grossa  che  vuol  far 
la  bambina. 


CIAPP  (I).  Quartieri(l):  la  parte  late- 
rale e  posteriore  del  tomajo  (to- 
rnerà), delle  scarpe. 

CIAPP.  Chiappo:  metà  dell' uove 
sodo  {in  ciappa). 

CIAPPi  (BON).  Buona  Pasqua!  Buo- 
na Pasqua  d'uovo  ! 

CIAPPA.  Chiappa,  Mela  ,  Natica  — 
Palco:  nome  delle  due  assicelle 
che  formano  in  un  colla  pelle 
una  specie  di  cassetta  al  man- 
tice e  ai  soffietto  (boffett)  — 
Coccio,  Greppo:  piatto,  tegame 
{biella),  o  altro  vaso  di  terra, 
ferro,  sdruscito,  o  in  parte  rot- 
to ,  che  pur  si  faccia  servire  a 
uso  di  porvi  il  mangiare  e  il 
bere  ai  pulcini,  ai  gatti,  e  simile 
—  Battes  i  dapp ,  fig.  Battersi 
l'anca:  dolersi  —  Mena  %  dapp, 
Uscir  del  manico,  Menar  la  lon- 
za: lavorare  molto  —  Menar  le 
seste:  correr  assai  —  Podè  bat- 
tes i  dapp,  Poter  appiccar  la 
voglia  alla  campanella  —  per 
croppa  e  Tazzinna.  V.  —  (Em 
in  dappa.  v.  in  CEuv 

CIAPPA!  Sette  tuo!,  Tal  sia  di  te!: 
tuo  danno. 

CIAPPA.  Cucchiara:  ferro,  della  fi- 
gura d' un  cappello  di  fungo  , 
inastato  in  un  tappo  piombato, 
sul  quale  la  stiratora  {soppres- 
sadora)  dà  la  salda  alle  cuffie. 

CIAPPÀ  Chiappare,  Pigliare,  Pren- 
dere —  Guadagnare  —  Far  pri- 
gione, Menar  su,  Catturare  — 
Cogliere,  Investire,  Colpire  — 
Imbroccare  ,  Dar  nel  brocco  — 
Raggiungere,  Arrivare,  Soprag- 
giungere —  Tenere,  Occupare  — 
Contrarre.  Dal  latino  captare. 

CIAPPÀ.  Prendere  —  De  quij  liber 
te  podevet  dappà  de  pù,  Di  quei 
libri  potevi  prendere  di  più. 

CIAPPÀA ,  CIAPPÀA  IN  DI  QUAR7  DE 
DRÉE,  per  celia,  Lavorante  di 
sarto. 

CIAPPÀA  (VESS).  Esser  accanito  al 
lavoro,  Aver  da  lavorare. 

CIAPPÀA  ,  CIAPPADELL.  Strozzato  : 
di  vestito  che  stringa ,  e  di  cui 
lo  porta. 

CIAPPACAN.  Accalappiacani. 

CIAPPA  CE'EL  GHÈ!  Buco  tò!  Quan- 
do alcuno  vorrebbe  persuader- 


CIA  176 


CIA 


ci,  o  indurci  a  cosa  che  non  ci 
piace,  o  che  ci  sarebbe  di  dan- 
no o  di  vergogna,  per  significare 
che  non  la  vogliamo  fare,  e  che 
abbiamo  conosciuto  la  sua  ar- 
te, sogliamo  dirgli  Buco  tò! 

CIAPPA-CIAPPA  (ON).  Un  piglia  pi- 
glia— Fà  el  ciappa-ciappaJFa.re 
il  piglia,  il  capiatur:  catturare. 

CIAPPA  CIAPPA  (FÀ  A).  Fare  alla 
ruffa  rafia,  o  alla  ruffola  raffo- 
la  ,  o  alla  grappiglia:  di  molti 
che  sian  attorno  alla  medesima 
cosa.  V.  zaffa. 

CIAPPADA.  Guadagno,  Chiappo  — 
Fà  ona  iella  ciappada,  Fare  un 
bel  chiappo  :  guadagnarsi  di 
molto  — Presa,  Presura,  Funata. 
V.  Ligada  —  Preda,  Retata,  Pe- 
scata, Cacciagione,  Uccellagio- 
ne —  Scorpacciata  d'uova  sode 
{d'oeuv  in  ciappa). 

CIAPPAMOSCH.  Apocino  chiappa- 
mosche  (Apocynum  androssemi- 
folium):  pianta  a  fiori  a  campa- 
nello e  strisciati  di  rosso;  ha 
la  proprietà  di  ritenere  per  la 
proboscide  lemosche  che  vanno 
a  succiare  il  nettare  nel  fondo 
de'  suoi  fiori. 

CIAPPASS  (GIUGÀ  A).  Fare  a  chi 
prima  si  chiappa. 

CIAPPÀ-SÙ.  V.  cattà-siV 

CIAPP  D'ffiUV.  Spiechi  d'uova. 

CIAPPÉE.  Cocciajo. 

CIAPPELL.  V.  Ciappa^  sig.  3—  Giù- 
gà  ai  ciappej^  Far  a  ripiglino  o 
a  sbrescia.  Giuoco  così  detto 
dal  ripigliare  col  dosso  della 
mano  e  poi  colla  palma  de'cocci 
(ciappej)  di  terra,  o  simili,  che 
si  siano  tirati  in  aria.  v.  Ba- 
gnetta^  Pedinna. 

C1APPIN.  Berlicche  —  Frugnolo , 
Demonietto:  di  bambino  che  non 
sa  star  fermo  —  Ciappìn  de 
V  ozux)  ^  Culetto,  culacino  del- 
l' uovo. 

CIAPPON.  V.  Formella. 

CIAPDSCIÀ.  Diguazzare. 

CIAR.  Lume,  Luce  —  Pizzà  el  ciar^ 
Accender  il  lume  —  Fà  ciarJ  Far 
lume  —  dar  de  la  lunna.  Lume 
di  luna  —  de  só^  Luce  di  sole  — 
Portà  el  dar.  v.  Mocchett  (Por- 
tà  el). 


CIAR.  Chiaro  —  Ciar  ciarent ^  Di 
là  da  chiaro. 

CIAR-DE-CIAR.  Lume  di  lume,  Luce 
accattata. 

CIAR  DE  LUNNA.  Lume  di  luna. 

CIAR  D'CEUV.  Chiara  d'uovo  (se 
crudo),  chiaro  d'uovo  (se  cotto) 
—  Chiarata:  chiara  d'  uova  ap- 
plicata a  ferita  o  a  percosse,  e 
nella  quale  s'intinge  per  lo  più 
stoppa  od  altro. 

CIARELLA.  Sputacchio. 

CIAR-FALS.  Contralume. 

CI  ARI.  Bombare:  bere. 

CIARIDA.  V.  Bevuda^  sig.  l  —  per 
Bajada.  V. 

CIARITT.  V.  Lusiroeu. 

CIARLATANÀ.  Far  il  ciarlatano. 

CIARLATANADA.  Cantamb ancata. 

CIAROR.  Chiarore. 

CIASMA.  Bagliore. 

CIASS.  Chiasso  :  rumore  festivo  — 
Fà  ciass^  Chiassare. 

CIAV.  Chiave  —  Parti:  BottonJ  con- 
tracCj,  canna ^  Anelli  Porin  — 
mas'cia^  maschia  —  falsaJ  con- 
tracchiave  —  femmina,.  Chiave 
femmina  —  Bà-giò  su  la  ciav^ 
Dar  di  volta  alla  chiave ,  Chia- 
vare, Dar  di  chiave,  Girar  la 
chiave  —  Sarà-sù  soft  ciav^  Chiu- 
der a  chiave  — V.  Cartelline  Ga- 
riooldinj,  Manganell  —  Ferro  da 
volger  i  bischeri (birceu)  e  i  pi- 
roni (ciavett)  degli  strumenti 
musicali  da  corde  —  Carattere 
musicale  che  si  pone  al  comin- 
ciamento  d'un  rigo  per  fissare 
il  nome  delle  note  e  determinar 
il  grado  dell'elevazione  —  Quella 
parte  movibile  di  metallo  negli 
strumenti  da  fiato,  per  la  quale 
si  apre  o  chiude  il  buco  a  pia- 
cimento —  L'ultima  pietra  di 
un  arco  o  di  una  volta  piana  od 
arcuata  che,  essendo  più  stretta 
al  di  sotto  che  al  di  sopra,  preme 
e  rafferma  gli  altri  cunei  {chi- 
gnoeu)  ch'entrano  in  tale  costru- 
zione— Culaccio:taglio  delle  be- 
stie bovine  macellate —Chiave, 
Chiavetta,  Mastio:  ordignetto 
che  dà  la  via  all'acqua  nei  tu- 
betti delle  fontane,  delle  trombe, 
e  simili  —  Chiavarda:  chiave 
grande  col  cappello  bislungo, 


CIA 


177 


CIC 


con  cui  si  ferma  saldamente  che 
che  sia  —  Licciaiuola:  chiave 
da  allicciare  la  sega,  t'erro  del 
quale  si  servono  i  segatori  (re- 
segott)  per  torcere  i  denti  della 
sega  (resega)  —  Piastra:  disco 
di  lamina  di  ferro,  girevole  en- 
tro il  tubo  {canon)  della  stufa, 
per  dare  o  togliere  la  comuni- 
cazione della  parte  inferiore  di 
essa  colla  superiore  e  coll'aria 
esterna  —  Traversa  :  nome  di 
quelle  assi  che  attraversano  e 
collegano  i  ritti  (pienlon)  del 
telajo  da  tessere  —  vite:  quella 
che  nel  tondatojo  da  libri ,  gui- 
da, ferma,  stringe  il  ferro  da 
tondere  —  inglesa.,  Chiave  ingle- 
se: strum.  per  levare  i  denti  che 
presenta  una  leva  laterale  for- 
mata da  un  uncino  che  prende 
il  dente  e  lo  serra,  e  da  un  gam- 
bo lungo  quattro  pollici  soste- 
nuto da  un  manico. 

CIAVÀ.  Chiavare,  Chiuder  o  Serrar 
a  chiave. 

CIAVELL-  Chiavetta:  mastiuzzo  di 
t'erro  del  torchio  da  stampa. 

CIAVELLA.  Arpese  :  pezzo  di  ferro 
con  che  si  tengon  unite  pietre 
con  pietre  —  Caviglia:  piccola 
lingua  o  bietta  di  ferro  che  s'in- 
troduce nell'occhio  delle  chia 
varde  (ciac)  perchè  non  escano 
dal  loro  posto  —  a  mceuja^  mol- 
leggiante. 

CIAVETTA.  Chiavetta,  Chiavettina, 
Chiavicina,  Pirone;  nelle  arpe, 
e  simili,  nome  di  quei  ferruzzi 
che  vi  si  conficcano  per  avvol 
tolarvi  intorno  le  corde. 

CIAVO.  Addio,  Schiavo.  La  nostra 
è  parola  celtica  —  davo  suo,. 
È  fritta:  non  ne  facciam  nulla 
—  Fà  davo  .Far  santa,  Far  ser- 
vo: modo  d'insinuazione  ai  bim- 
bi, perchè  salutino  qualcuno. 

CIBER.  V.  Ziber. 

CIBERIBt  (GIUGA  A).  Far  bazza  a 
chi  tocca,  o  Far  a  chi  primo  la 
piglia,  è  suo,  Fare  a  chicchi- 
rillò,  Fare  a  chicchiriò.  Chicca 
(bombon)yo  altro,  appeso  a  una 
canna  o  ad  altro  per  un  filo,  con 
che  si  allettano  i  ragazzi  a  tra- 
stullarsi cercando  essi  di  chiap- 

Banfi,  Voc. 


parla  a  forza  dì  salti.  Più  di 
spesso  però  la  chicca  o  altro 

10  teniamo  alto  tra  i  polpastrelli 
(grassej)  delle  dita  facendo  pe- 
pe (pìgnceu);  e  cosi  allettiamo  i 
ragazzi  a  chiapparla.  I  Siciliani 
dicono  Ciuciuleo. 

CICC  Un  cocolino,  Un  cichino,  Un 
micino,  Un  micoiino,  Un  pochi- 
no, Un  tantino. 

CICC  Altetto,  Alticcio,  Coticcio, 
Albiccio:  di  chi  è  un  po'  alterato 
per  soverchio  bere. 

CICCA.  Cicca:  tabacco  da  masti- 
care. 

CICCA  (GIUGÀ  A  LA).  Lo  stesso  Che 
Foppej  (Gìugà  ai),  v. 

CICCA  Ciccare:  masticare  tabacco 
—  per  Bisca.  V. 

CICCH.  per  celia,  Mistrà. 

CICCHETT-  Un  bicchierino  di  mi- 
strà, ecc. 

CICCIA-  Ciccia,  Ciccione,  Carnac- 
cia:  di  persona  grassa. 

CICCIA.  Succiate. 

CICCIACCH.  V.  Laganna. 

CICCIADA.  Tirata,  Succiata:  be- 
vuta. 

CICCIARÀ  Chiacchierare,  Ciancia- 
re, Ciaccolare,  Cicalare,  Ciam- 
bolare. 

CICCIARADA.  Chiacchierata,  Chiac- 
chiericcio :  atto  dei  chiacchie- 
rare; e  discorsi  chiacchierati  — 
Chiacchierio. 

CICCIARETTA.  Chiacchierino,  Cica- 
lino. 

CICCIARON.  Chiassone:  di  ragazzo 
che  non  sa  mai  star  zitto  —  Sve- 
scione  :  che  butta  fuori  ogni 
cosa  —  Ciarlone:  che  parla  di- 
cendo dei  male  —  Battolone  , 
Tabellone  ,  Tabella:  di  persona 

11  cui  parlare  risuona  sempre 
all'orecchio  —  Campanaccio,  C»- 
calone:  chi  non  finisce  mai  di 
dire  —  cicciaron  de  braserà  . 
Ciambolone  —  cicciaron  del  lu- 
sterJ  V.  Bagolon  del  luster. 

CICCIARON  DE  BOE.MffilA.  Garrulo  di 
Boemia:  uccello. 

CICCIARONON.  Cicaìcnaccio. 

CICCION.  V.  cara:u. 

CICCIORÀ-  Fare  il  cil  ici  :  bisbiglia- 
re in  due  o  più  persone  —  Pi- 
golare: il  mandar  fuori  che  fan- 
32 


CIG 


m 


CIL 


no  le  passere  ed  i  pulcini  {pu- 
resiti)  la  lor  voce  —  canticchia- 
re, Cinguettare  :  dicesi  del  bisbi- 
gliare de' merli  e  simili. 

G2CCI0RITT.  Bucinlo,  Cilici,  Bisbi- 
glio, Pissipissi:  discorsi  segreti. 

CICCIORLANDA  (GIUGÀ  A).  Giocare 
alla  ciciilanda.  Giuoco  in  cui 
ad  uno  si  dà  la  facoltà  di  co 
mandare,  e,  collocato  in  luogo 
eminente ,  chiama  quelli  che 
stanno  in  giro  dicendo  ciccior- 
landa  ^  a  cui  venendo  risposto 
da  tutto  il  cerchio  chi  me  di 
manda?  egli  ordina  quello  che 
intende  che  s'abbia  a  fare,  e 
tutti  obbediscono.  Talora  si  fa 
in  due  soli;  il  primo  comanda, 
l'altro  obbedisce: 

L.°  eie cior landa? 

2.°  chi  me  dimanda? 

\.°  Quel  bruti  o  Quell'asen  ch'è  lì. 

t.°  com'hal  de  vegnì? 

Dir  Ut  o  Stori? 
i.°  com'el  voeur  lù. 

E  il  secondo  viene  o  al  modo 
ordinato  o  diverso  a  suo  ca- 
priccio. 

GICÈ.  Codilungo,  Paglianculo,  Cin- 
cia codona,  Codibugnolo,  Lan- 
ciabue  (Parus  caudatus):  uc- 
cello silvano;  fianchi  rossi  ame- 
tistini  —  per  Cecè.  V. 

CICERO  Lettura:  carattere  di  stam- 
peria, che  sta  tra  la  filosofia  e 
il  testo. 

CICERON.  Servitore  di  piazza,  Ci- 
cerone. 

C1CHIN  DE  FRATE.  V.  Baciocchin 

de  fràa. 
C1CI.  Uccellino. 

GIGI*  Ciccia:  dicono  i  bambini 
qualsiasi  mangiare  che  sia  di 
carne. 

SICIN.  Cecino  :  di  bambino  ama- 
bile. 

CICIN  (ON).  Un  zinzino:  un  tantino. 

GIOCOLATI.  Cioccolata  —  ala  san- 
Cè^  senza  droghe  —  Fà  el  cico- 
latt  j  Cuocere  la  cioccolata  — 
Sbatt  el  ciccolattj,  Frullare  la 
cioccolata  —  Tocu  la  cicolattaJ 
Sorsare  ,  Bere  a  sorsi  la  cioc- 
colata —  Tavolett  de  oicolait  * 
Pani  di  ciccolata. 


CIOCOLATT  (ON).  Una  cioccolata: 
una  tazza  di  cioccolata  —  Mojà 
i  fett  de  pan  in  del  cicolaltj  la- 
tignere  i  crostini  nella  ciocco- 
lata —  fig.  Cosucciaccio  :  di 
persona  dappoco  —  per  Baja- 
da.  V. 

CIOCOLATTÀ.  Sorsare  la  cioccolata: 

.  .  .  Hai  giamo  ciocolatàa?  — 
NOj  signor \,  hòo  bevùu  on 

agher  de  zeder 
con  dent  on  para  de  bescott 

del  gerlo  — 
Ma  bravo  lù!  la  colazion  del 
merlo  f 

CICOLATTÉE.  Cioccolatiere  —  fig. 
Giucco:  tra  lo  sciocco  e  lo  stor- 
dito. 

CICQLATTERA- Cioccolatiera  :  ven- 
ditrice di  cioccolata  o  la  mo- 
glie del  cioccolatiere  —  Cioc- 
colatiera: vaso  in  cui  si  bolle 
in  acqua  la  cioccolata  per  far- 
ne bevanda. 

CICOLATTIN-  Chicca,  Pastiglia  di 
cioccolata,  Cioccolatino  —  Pa- 
nellino  da  bachi:  coserellina 
mangereccia  e  medicata  che  si 
dà  ai  bambini  per  guarirli  dai 
bachi  {vermen)  —  per  Polsin*  V. 

CIERLIN.  V.  Mollitt. 

CIF  DE  BAVA.I  monelli  chiamano  co- 
si il  fazzoletto  da  naso  di  seta.Non 
son  voci  che  traggon  dall'  ingle- 
se Kerchieff.  Essa  è  tra  noi  voce 
formata  dal  verso  che  si  fa  colla 
bocca  allorché  si  vuole,  per  ce- 
lia, imitare  il  verso  che  si  fa  nel 
soffiare  il  naso.  I  nostri  baron- 
celli  da  chi  hanno  imparato  V  in- 
glese? Per  carità  ci  bastarono 
al  collo  gli  Spagnuoli,  i  Fran- 
cesi ,  i  Tedeschi  per  tanti  anni. 

CIFFON.  Tavolino  da  notte,  Como- 
dino da  notte. 

CIFFONERA.  V.  Scift 'onera. 

CIGALER  V.  saler,  Roccol. 

CILAN.  Tondone  —  per  candiron.  V. 

CILAPP.  Bacchinone. 

CILAPPÀ.  Gingillare,  Gingillarsi, 
Far  il  gingillone;  perder  il  tei*- 
po  in  bazzecole. 

CILAPPADA.  Bazzecola. 

CILAPPIN.  Gingillino. 

CILAPPINNA.  Gingillina. 

CILINDER,  Cilindro.  V.  Rotò  -  per 


CIL  179  CIO 


cappellinna  e  Orelogg  a  cilin- 
der.  V. 

CILINDRA.  Cilindrare  —  perROlà.  V. 
CILINDRÉE-  Cilindratore.  V.  Boia- 
dor. 

CIMBALIS  (ANDÀ  IN).  Andar  in  cim- 
berli,  in  cotta,  in  bernesche: 
ubbriacarsi. 

CIMBARDA.  V.  Gimbarda. 

CINADA.  V.  cilappada. 

CINCIAPETTA.  Ciammengola  :  di 
donna  pettegola. 

CINCIN  (I).  V.  Piatt  (I). 

CINCINASS.  Cincinnarsi,  Ricincin- 
narsi :  acconciarsi  il  capo  con 
molt'arte  —  Soverchio  raffazzo- 
narsi, abbellirsi  ricercatamen- 
te, mettersi  di  molti  fronzoli 
(berlinghitt). 

CINQD.  Cinque  —  Fà  la  regola  del 
cinqu.  Far  leva  ejus,  Porre  cin- 
que e  levar  sei:  cioè  rubare; 
perchè  si  pongono  nel  rubare 
cinque  dita  e  si  levano  sei  cose, 
con  la  roba  rubata.  Noi,  nel 
dire  il  nostro  dettato,  alziamo 
aperta  la  mano,  e  poi  la  chiu- 
diamo rotando  giù  le  dita  dal 
mignolo  ali1  indice. 

CINQUANTA.  Baloccare,  Badare  — 
Quistionare. 

CINQUENNA.  Cinquina:  di  cinque 
oggetti. 

CINQUENNA-  Specie  di  forcone  con 
cinque  rebbj  (rampon)  piatti  e 
spuntati  che  molti  usano  per 
ammostatojo  (folador).  I  Napo- 
letani lo  chiamano  cincorenza. 
V.  Trienza,  Forcon. 

CINTA-  Far  una  cinta  di  muro , 
Cingere  di  muro. 

CIO  V.  Balabiott*  sig.  1. 

CIOÀ.  Manfanile,  Manfano:  il  ba- 
stone del  coreggiato  {verga)  che 
è  tenuto  in  mano  del  battitore 
Anche,  Oltu  ^  Ottura  ^  JdaneghJ 
Voltura. 

CIOCIBIO  (FÀ).  Spincionare  :  dicesi 
del  verso  dello  spincione  (fran- 
giteli minga  orò). 

CIOCCA.  Cotta,  Balla  —  Ciappà  la 
ciocca,  Andar  in  bernesche,  Pi- 
gliar la  monna:  ubbriacarsi  — 
Fà  passa  la  ciocca.  Smaltire  la 
balla  —  Frullo,  Inezia  —  Dà  via 
per  ona  ciocca,  Abbacchiar©, 


Fare  un  abbacchio  —  No  vari 
ona  ciocca ,  Non  valer  cica  o 
una  buccia. 

CIOCCA.  Crocchiare,  Croccare:  quel 
suono  che  rendon  le  cose  fesse 
(crepp),  quando  son  percosse  — 
Chioccolare,  Tinnitare  :  il  verso 
che  mette  il  merlo  —  chiocco- 
lare: fischiare  col  chioccolo 
(ciocch)  —  Crochiare  :  esser  ma- 
laticcio —  per  Bagatt  (scarta).  V. 
sig.  l  —  Gridare  ,  Strepitare  — - 
Dolersi  —  Guizzare:  queir  agi- 
tarsi e  romoreggiare  che  fa  il 
vino  in  una  bottiglia  sbocciata 
o  l'interna  sostanza  dell'uovo 
scemo,  o  simile  —  per  Batteggià 
e  Dondà.  V. 

CIOCCA  (GIUGÀ  A).  Lo  stesso  che 
Aria  (Butta  in).  V, 

CIOCCATTÉE.  Briacone  ,  Beone  , 
Trinca. 

CIOCCH.  Briaco,  Ubriaco,  Ebrio, 
Ebro—  Ciocch  masaràa  degrap- 
jpa^Cotto  come  una  monna  (sci-m- 
oia) —  ciocch  del  sogn^  Abbar- 
bagliato dal  sonno. 

CIOCCH-  Chioccolo:  specie  di  fischio 
di  latta  (lolla)  con  cui  imi- 
tasi il  chioccolare  (ciocca)  del 
merlo. 

CIOCCH  (PIANTA  o  METT  GIÒ  ON). 

V.  Bagatt  (Scarta)  —  Anche,  Dar 
una  bottata  ,  un  raffaccio  ,  una 
parrucca:  un  rimprovero. 

CIOCCHÉE.  V.  Cioccattèe. 

CIOCCHETTA.  Campanuccia  —  Ua 
po'  di  balla,  di  cotta  —  ciappà 
ona  ciocchetta.  Divenir  brillo. 

CIOCCHIN  DE  FRÀA.  V.  BaciocchiP. 
de  frànti 

CIOCCHITT.  V.  Sonaj. 

CIOCCON  DE  GRAPPA.  Trincone. 

CIOD  Chiodo,  Aguto  —  ciod  bozz . 
quadro  —  fals  scapocchiato  e 
smontato  —  roman  j,  Dorone  — 
svelta  Chiodo  piano  —  de  barca 
con  capella  Tozzetto  da  navi- 
cello —  de  barca  a  rampin  , 
Chiodo  a  barbone  —  de  grappa 
o  rceuda^  da  ruota  —  de  cantir , 
o  simile,  da  incorrentare  —  de 
quaranta  bozz.  Tozzo  —  vot- 
tantin  ^  Ottantino  —  de  giazz. 
Rampone  acciajato  —  de  mur, 
Tozzetto  da  muro  —  Tutt  a  ciod. 


CIO  180  CIT 


Ballettato  —  Dà-sù  el  ciod^  Met- 
ter il  chiavistello:  chiudere. 

CIODARIA.  Chiodame,  Chioderia, 
Agutame:  assortimento  di  chiodi 
—  Chiodagione  :  l'aggregato  di 
tutti  i  chiodi  per  qualche  lavoro. 

CIOD  DE  LA-VERGA.  Capitino  :  bor- 
chia dove  il  manfano  (  cioà  )  si 
congiunge  alla  vetta  (voltura) 
nel  coreggiato  (verga). 

CIODERA-  Chiovaja:  strumento  per 
far  la  capocchia  (capella)  agli 
aguti  (ciod). 

CIODIN.  Chiovello,  Agutino:  pic- 
colo chiodo  —  cur£  e  gross  ^ 
Tozzetto. 

CIODIN  per  Spadin.  V. 

CIODIN  per  Fonsg  ciovirceu.  V.  in 
Fonsg. 

CIODIRCEU.  Chiodaiuolo  :  facitore 
di  chiodi. 

CIODIRCEULA.  Distendino:  la  fucina 
d'onde  esce  la  chiodagione  (Cio- 
ciaria). 

CIOI.  V.  Piccozza  sig.  2. 

CIOLA.  V.  Ciall. 

CI0LL-  Coso  perso:  d'uomo  che 
non  sa  far  nulla. 

CIOMMA.  Chioma,  Criniera:  il  crine 
del  cavallo  —  Tajà  la  ciò  ruma J 
Scrinare. 

CIORLINNA.  Sciacquatura, Risciac- 
quatura: vino  scipito  o  inacqua- 
tissimo. 

CIOSS-  Agghiaccio,  Ghiaccio:  luo- 
go dove  i  pecoraj  rinchiudono 
il  gregge  con  una  rete  che  lo 
circonda,  per  passarvi  la  notte. 

CI0VIR(EU  (FONSG).  V.  in  Fonsg. 

GIOVITT-  Sonajoli  :  quattrini  —  Fà 
ciocca  i  ciovitt  J  Acciottolare  i 
sonajoli:  dimenarli,  farli  sona- 
re, armeggiare  con  essi,  come 
se  fossero  ciottoli  (cceuden)  — 
Fà  salta  i  ciovitt J  Far  alla  palla 
de'  quattrini:  spender  senza  ri- 
guardi. 

CIPELL.  Scassa  :  pezzo  di  legno 
che  mettesi  a  piè  dell'  albero 
(arbusell)  della  barca. 

CIPP  CIPP.  Il  verso  degli  uccellini. 

CIPFCIPP-Pissipissi  :  il  pigolar  (eie- 
ciorà)  delle  passere  unite  in- 
sieme. 

CIPPA,  GIPÌ.  V.  cicciorà^  sig.  2  — 
Sbizzarrire.  Scapriccire:  far  mo- 


stra di  vivezza  e  di  brio  —  Ri- 
saltare, Brillare. 

CIPPELI  MERLI  !  Cocoja  ! 

CIPPETT.  V.  Par  asciceli  la. 

CIPRESS.  Cipresso  (Cypressus  sem- 
pervirens):  albero  assai  vasto, 
a  tronco  grosso,  diritto,  coperto 
di  corteccia  bruna ,  ramoso  a 
poca  distanza  dalla  sua  base. 
I  Buiauzuoli  dicono  Arcipress. 
Un  cipresso  annosissimo  della 
specie  dei  piramidali  si  eleva, 
a  Somma,  a  43  metri,  il  cui  tron- 
co n'ha  più  di  4  di  circonferen- 
za, e  le  cui  radici  si  estendono 
sotto  gran  parte  dell'  abitato 
sino  alla  profondità  di  65  metri. 
Per  Erba  cipressinna.  v. 

CIRCOLAR-  Lettera  circolare. 

CIRCUÌ.  Circonvenire: stare  attor- 
no a  uno  con  tante  arti  da  ot- 
tenere l'intentò. 

CIRCUMCIRCA.  A  un  dipresso  ,  A 
presso  a  poco. 

CIRIBIBI.  V.  Ciberibì. 

CIRIB1RA-  V.  mieter   sig.  2. 

CIRIBIRADA.  Burattinata;  atto  di 
burattino ,  di  uomo  senza  di- 
gnità. 

CIROSSA.  V.  Scirossa. 

CISPA.  Caca,  Cispa:  Tumore  pitui- 
toso  che  cola  dagli  occhi,  e  im- 
pedisce il  veder  chiaro.  Risec- 
chito questo  umore,  dicesi  cac- 
cola. 

CISPOS.  Cisposo,  Cisposo. 

CISQUITT.  Civettino:  dicesi  di  chi 
della  galanteria  non  ha  che  l'i- 
nezia e  il  ridicolo  —  Accattamo- 
ri,  Bucacori,  cascamorto  :  di  chi 
pori  l'assedio  alle  finestre,  arde 
le  gelosie  col  fiato. 

CISQUITTÀ.  Civettare. 

CITTADELLA.  Cittadella.  Cosi  chia- 
mavasi  tra  noi  quella  strada 
che  corre  dal  ponte  di  Porta 
Ticinese  alla  Porta  di  questo 
nome ,  perchè  altre  volte  e  fin 
verso  il  1400  era  fortificata  a 
modo  di  una  cittadella.  Ma  ora 
i  gran  savj  e  storici  del  nostro 
Comune  cancellarono  un  tal  no- 
me storico  e  chiamarono  quei 
nome  di  strada  Corso  di  Porta 
Ticinese  dal  Carrobbio  alla  Por- 
ta da  dove  si  esce  di  città.  Se- 


CIT 


181  COB 


tu  fossi  al  mondo  oggi,  gran  pa- 
dre della  nostra  storia,  Lodo- 
vico Muratori,  che  diresti  ? 
CITTO  !  Zitto  !  Sta  !  Silenzio  !  Buci  ! 

—  Andà-via  citto  cillo  *  Andar- 
sene cheto  cheto. 

CIUCCIO-  Ciuco:  di  scioccone. 

43IUMOR.  Cimurro  :  infermità  del 
cavallo  e  d'altri  animali,  onde, 
infreddati  assai  nel  capo,  di- 
scende per  le  nari  un  flusso  a 
mo'  d'  acqua  continuamente  — 
Ciappà  el  ciumorJ  incimurrire. 

CIURMAJA-  Ciurmaglia. 

CIUS.  Chiuso,  da  chiudere. 

tlIUSA.  Steccaja,  Tura,  Pescaja: 
lavoro  che  si  fa  ne' fiumi  per 
mandar  P  acqua  a  molini,  o  si- 
mile —  Chiusa:  d'un  teatro  ,  o 
simile  —  Conclusione,  Chiusa. 

CIUSÀ  Chiudere  ermeticamente. 

C1US0N-  Lastrone,  Chiusino!  quella 
lastra  di  ferro,  o  pietra,  che 
chiude  la  bocca  del  forno  — 
Gran  pescaia  (ciusa),  Pignone. 

«IVETT,  CIVÈTTON.  V.  Sciguett  J 
Sciguelton. 

■CLACH.  Caloscia:  specie  di  sopra- 
scarpa, o  calzatura,  che  va  so- 
pra le  scarpe  per  conservarle 
asciutte  e  nette  dal  fango. 

CLARINETT.  Clarinetto.  Parti:  An- 
cia *  Bocchini  Bariletti  Pompa, 
Pezzett  o  Pezz  de  rnazz .  Primm 
pezZj,  Botton  o  Tromba  o  Trom- 
biti o  campanna*  ciav. 

CLO.  V.  Clacch. 

€0A.  Coda:  la  parte  finale  della 
spina  dorsale  nei  bruti  —  Avegh 
la  eoa  bianca.,  fig.  Aver  la  ca- 
micia sucida:  esser  intaccato 
nella  riputazione  per  brutta 
azione  qualunque  —  Lassagh 
denl  la  eoa*  Esser  preso  al  lac- 
cio —  Mena  la  coaJ  Scodinzo- 
lare: del  cane  —  Menagli  denl 
la  coaJ  Ficcar  il  naso  in...  — 
Schiscià  la  eoa  a  vun*  Toccar 
il  pelo  o  il  naso  a...  —  Regolzà 
la  eoa  *  Arroncigliar  la  coda  — 
Coda,  Strascico:  la  parte  di  die 
tro  della  veste  che  si  strascina 
per  terra  —  Fà  coaJ  Strascinare 

—  Coda,  Chioma:  quella  striscia 
di  luce  che  lasciano  dietro  di 
sè  le  comete  in  cielo  —  Naso: 


quella  parte  della  corona  da  ro- 
sario a  cui  s'appicca  la  meda- 
glia —  Codolo:  la  parte  inferiore 
e  sottile  della  lamina  del  col- 
tello, e  simile,  e  che  è  piantata 
nel  manico  —  delcadenazz  d'ona 
saradura*  Codetta  —  de  la  vit* 
Puntone  —  spessa*  Codazza:  spe- 
cie di  rete  avente  la  parte  di 
dietro  ultima  a  coda'che  si  sten- 
de con  cerchietti  aperti  e  dove 
si  spingono  gli  uccelli. 
COA  A  COLL  D1  OCGA.  Coda  a  colli 
d'oca.  V  Coli  d'occa.  Parti:  Coa 
con  intaj  o  Rizz  cosson*  coli 
d'occa J  eosson*  Ver  de  coaJBra- 
glieli 'j,  Avell  de  catelamm*  Ram- 
pin  de  scarpa  —  eoa  drizza  che 
ha  stanga*  cosson*  Intaj— eoa 
storta  in  cui  v' è  la  Beccavo- 
versa. 

COA  DEL  DIAVOL.  Manubrio.  Per 
celia,  il  manubrio  del  torchio 
de'  tipografi. 

COA  DE  RATI.  Coda  di  topo  (Phleum 
nodosum):  pianta  a  spiga  quasi 
cilindrica;  foglie  oblique;  radice 
bulbosa;  fa  sui  colli  —  coda  di 
lepre,  Piumino  (  Alopecurus  )  : 
pianta  avente  spiga  a  somi- 
glianza di  coda  di  volpe. 

COA  DE  RATT-  Coda  di  ratto:  di- 
cesi quella  coda  ne' cavalli  che 
riesce  per  difetto  naturale  sot- 
tile ,  brevissima  e  pochissimo 
crinita  —  Lima  da  straforo:  li- 
ma cilindrica  appuntata,  che 
serve  ad  allargare  fori  rotondi 
nel  legno,  nel  ferro,  ecc.  —  pei* 
Coetta  de  pràa.  V. 

COAIJELL.  Codino. 

CO  AROSSA.  V.  Mornirceu*  sig.  2  — 
Bossignosu  de  montagna. 

COAZZ.  Crocchia,  Trecce:  nome 
delle  trecce  che  le  contadine 
si  arrotolano  sulla  nuca  {coppa) 
e  fermano  colla  t»ecciera  (spe- 
ronada)  o  cogli  spilloni  (gug- 
gion)  disposti  a  raggi  —  per 
spadinn.  V. 

COAZZA.  Nervo. 

GOBBI  Covile,  Cuccia:  letto—  An- 
dà  al  cobbi*  Cucciare  —  per  En- 
cobbi.  V. 

COBBIA-  Pariglia:  di  cavalli  ac- 
coppiati —  Mett  in  cobbia.  v. 


COB 


182  COC 


Coò'bià  —  Coppia:  di  sette  od 
otto  fogli  posti  a  rasciugare  uni- 
tamente nello  spanditojo  {sten- 
didor)  —  Guinzaglio,  Accoppia- 
tolo: lunga  striscia  di  sovattoìo 
o  altra  simile  legaccia  che  s'in- 
fila in  un  anello  del  collare  del 
cane,  per  condurlo  o  tenerlo  le- 
gato —  Convoglio:  cinque  fin  a 
dodici  navi  legate  insieme  per 
salire,  rimorchiate  da  cavalli , 
il  nostro  Naviglio  Grande,  per 
toccar  il  Lago  Maggiore .  in 
cinque  giorni. 

COBBIÀ.  Accoppiare,  Appajare  — 
Apparigliare:  dei  cavalli  —  Ad- 
doppiare :  del  filo  —  Dormire  — 
Guinzagliare:  legare  il  cane  col 
guinzaglio  (cobbia)  —  Accodare: 
legar  le  bestie  da  soma  cosi 
che  la  testa  d'una,  sia  vicina 
alla  coda  dell'altra. 

COBBIÀA.  Accoppiato,  Appajato, 
Addoppiato:  aggiunto  di  filo  se- 
rico non  toi  to;  il  che  avviene 
quando,  perdutasi  la  tòrta,  la 
seta  corre  doppia  sul  naspo, 
senza  essere  torta. 

COBBIS  (GIUGÀ  AL).  Fare  alla  ser- 
pe: giuoco  ai  noccioli  (gandoll) 
disposti  in  figura  di  serpe,  o  al- 
trimenti, in  terra. 

COCA.  Biocca:  la  gallina. 

COCA  COCA-  V.  Cora  céra. 

COCC  Mezzo:  soverchio  maturo, 
vicino  all'  infracidare  per  la 
troppa  mollezza  —  Contento,  Al- 
legro —  per  Colt.  V. 

COCCÀ.  Dormicchiare. 

COCCARDA  Coccarda ,  Nappa.  La 
nostra  è  tricolore  : 

II  verde  la  speme  tant'anni 

pasciuta; 
Il  rosso  la  gioja  d'averla 

compiuta; 
Il  bianco  la  fede  fraterna 

d'amor. 
Berciiet. 

COCCARCEULA.  V.  cocchìroeula  — 
per  Blicter^  sig.  2.  V. 

COCCER.  Cocchiere  —  Assa  de  eoe- 
eer^  Pedana:  quei  pezzo  di  le- 
gno su  cui  posano  i  piedi  del 
cocchiere.  Le  parti  che  lo  so- 
stengono ai  chiamano  Braccetti. 


COCCETTA.  Letto  a  carriuola:  pic- 
colo e  basso  letto  a  ruote,  che 
di  giorno  sta  sotto  altro  letto 
per  lasciar  libero  lo  spazio  della 
camere,  e  di  notte  si  tira  fuori 
—  Lettiera:  intelajatura  di  bel 
legname,  o  anche  di  ferro  gen- 
tilmente lavorato, entro  la  quale 
sono  collocati  per  traverso  gli 
assereni  (ass  del  lett),  e  sopra 
questi  è  posato  il  saccone  (pa- 
jon). 

COCCH.  Cocco  :  il  nucleo  del  cocco 
dell'  India  (  Cocos  nucifera  ),  il 
quale  è  adoperato  in  lavori  di 
tornio  — Galla  di  Levante:  frutto 
del  coccolo  menispermo  (Meni- 
spermum  cocculus).  Lo  si  usa 
specialmente  per  distruggere  il 
fastidio  {biss)  del  capo  —  Dà  el 
cocche  Dar  l'esca:  ai  pesci  per 
farne  caccia  —  Ciappà  el  coccà, 
Addormentarsi  —  anche,  Pigliar 
la  pasta:  lasciarsi  ingannare  — 
Dà  el  cocch  a  vun^,  fig.  Affatap- 
piare  o  Aopiare  uno:  renderlo 
smemoriato  e  stupido  quasi  per 
incantamento  o  per  beveraggio 
opiato  —  anche,  Dar  la  pasta: 
ingannare  —  Avegh  di  cocch  per 
el  cóOj.  Aver  de'  capricci. 

COCCH.  Rigonfi:  piccoli  cilindri  di 
materia  rigida  chele  donne  so- 
gliono o  solevano  porre  entro 
ai  capelli  delle  tempia,  avvol- 
tolaceli e  così  tenerli  gonfi  e 
cilindrici  per  fare  spoccia. 

COCCH.  Coke  :  il  carbone  fossile 
che  già  ha  servito  alla  forma- 
zione del  gas.  Voce  inglese  che 
suona  arso. 

COCCHETTA.  Cocchetta  :  quel  boz- 
zolo {galletta)  di  baco  da  seta 
(cavaler)  che  tramenato  suona 
come  se  avesse  in  sè  qual- 
che osserello  —  Nome  di  quelle 
piccole  stecche  di  legno,  an- 
nesse alla  volta  superiore  dei 
valichi,  le  quali  rattengono  i 
fusi  nella  situazione  verticale. 

COCCIA-  V.  cobM  —  Andà  a  eoe- 
cia^  Accucciarsi:  porsi  a  letto. 

COCCIA'  Cucciare,  Accucciarsi, 
Accucciolarsi:  andare  alla  cuc- 
cia {cóbbi)  —  coccia  11^  Cuccia 
11:  per  dire  al  cane  che  si  pon- 


eoe  m  eoe 


ga  a  giacere.  È  notevole  che  i 
Rumeni  chiamano  Ciocol  i  cani 
accovacciati. 

COCCHIRCEULA.  Straccocca,  Cocca- 
rola,  Muscola,  Muscolo:  cono 
vuoto,  molto  allungato,  di  sottil 
lamina  di  ferro  o  d'  ottone  o 
d'altro,  in  cui  si  pianta  a  forza 
la  punta  superiore  del  fuso; 
nell'estremità  del  cono  è  un'in- 
taccatura a  spira,  nella  quale 
si  fa  passare  il  filo ,  che  vi  sta 
rattenuto  per  isfregamento ,  e 
ciò  serve  come  di  cocca.  Talo- 
ra la  punta  della  muscola  ter- 
mina in  gancetto,  e  allora  si  dà 
ai  fuso  la  torta  non  colle  dita, 
ma  con  la  palma  della  mano, 

C0CCH1TT.  V.  Mollitt  de  formen- 
toni. 

COCCI  COCCI  Popone  mezzo  —  Vess 
cocci  c  cc\J  Esser  zucca,  popo- 
nella,  mellone:  di  popone  {me- 
ìon)  sciocco. 

eÓCCORA-  Cocca  del  fuso:  quel 
bottoncino  eh' è  all'uno  e  al- 
l'altro capo  del  fuso  ,  e  dove  si 
incocca  il  filo  sia  nel  filare,  sia 
nel  torcere  —  cocca  del  filo  chia- 
mano quella  specie  d'  annoda- 
mento, o  maglia  del  filo  attorno 
alla  pianta  ,  o  cocca  del  fuso, 
acciò  l'asse  di  questo  stia  nella 
stessa  direzione  del  filo. 

COCCORÀ.  V.  Poporà. 

C0CO.  Cucco,  cuculo,  Cuculo  co- 
mune o  rugginoso  o  francesca- 
no (Cuculus  canorus  ):  uccello 
silvano;  addome  biancastro, 
striato  in  traverso  di  nerastro; 
canta  cucù ,  cuculia  —  ciuc- 
colo  fig.:  d'uomo  da  poco. 

GOGÒ  (GIUGÀ  AL).  Fare  al  cucù, 
Fare  a  stoppa.  Specie  di  giuoco 
che  tra  noi  si  fa  comunemente 
colle  carte  da  tresette,  e  in  più 
persone.  In  esso,  data  una  carta 
sola  a  ciascun  giuocatore,  e 
questa  con  opportune  leggi  cam- 
biata reciprocamente  e  in  giro 
tra  i  giuocatori  stessi,  viene  a 
scoprirsi  il  giuoco  da  chi  ha  Re 
<Cocd),  che  ferma  la  giuocata 
gridando  cocó^  e  resta  perdente 
quegli  che  si  trova  di  avere  in 
mano  la  carta  di  minor  valore 


fra  tutte  ie  altre  de'  compagni, 
come  sarebbe  un  Asso  che  è  la 
peggior  carta,  un  Due,,  ecc.;  e 
si  continua  cosi  finché  perduta 
tutta  la  posta  dei  giuocatori  ri- 
mane vincitore  quel  di  loro  che 
unico  alla  fin  del  giuoco  ha  con- 
servato o  in  tutto  o  in  parte  la 
propria  carta.  Questo  giuoco  si 
fa  anche  con  carte  speciali  det- 
te cari  de  giugà  a  cocój,  le  quali 
variano  secondo  i  paesi;  fra 
noi  consistono  in  19  carte,  vale 
a  dire  quattro  di  nessun  conto 
dette  2  Matt^  2  Mascaron^  2  SeggJ 
2  Moli;  dieci  numerate  dair  I 
al  10;  e  cinque  di  conto  dette 
2  Ostarijj  2  Gnao^  2  cavaj^  2  Brà- 
gon  e  2  cocó.  In  allora  ha  com- 
binazioni alquanto  più  compli- 
cate,  ma  si  governa  a  un  di 
presso  colle  medesime  leggi. 
Notisi  però  che  il  Coro  figurato 
in  queste  carte  è  il  Chuchu  dei 
Francesi  o  V Allocco  della  lingua 
italiana  da  noi  detto  Loro  ceti. 
Coucou  dicono  anche  i  Proven- 
zali e  i  Francesi,  e  Stop  gl'In- 
glesi. Sono  termini  di  questo» 
giuoco:  Vess  a  gotta *  Fermà^. 
Stagnài  cor^  Andà  inans^  Vess 
andàa-sù  o  MortJ incocorass,  ec- 
Forse  corrisponde  a  queste  il 
giuoco  cosidetto  di  Lumaggrè 
dai  Fiorentini,  Numagrè  dai  Sa- 
nesi ,  Nonmagrè  dai  Lucchesi, 
Piavitella  dagli  Aretini  (cioè  a 
dire  Non  m' aggrada..  ,  Ti  pia- 
c'ella?))  ecc. 

COCÒ.  Cucù.  Nome  di  quelle  due 
carte  del  giuoco  dei  cucù  figu- 
rato nelle  quali  è  dipinto  F  al- 
locco [lorocch)  o  il  cucù. 

COCÒ.  Cucù.  Altra  specie  di  giuo- 
co la  quale  fassi  con  piastrelle 
tonde  di  legno  figurate  e  distinte 
per  numeri. 

C0C0.  Cucù,  Trottola  rombante. 
Trottola  ronzante.  Giuoco  che  si 
fa  con  una  pallottola  di  legno  vo- 
ta e  avente  un  piccol  foro  da  una 
parte,  la  quale,  slanciata  per 
mezzo  di  una  cordicella  avvolta 
intorno  a  un  perno ,  che  sta  in 
fondo  alla  stessa  palla,  gira  in 
terra  come  un  fattore  [pirici  e 


eoe 


184  COD 


fa  uri  rumore  quasi  simile  al 
verso  dell'allocco  (lorócch). 

COCO  per  cuccur ucùu  de  nos.  V. 

G0C5  MI  GOGÒ  TI  (GIUGÀ  A).  Fare  a 
cocù  io  cocù  tu.  Giuoco  che  si  fa 
cosi.  Uno  siede  a  gambe  aperte,  e 
tiene  le  mani  in  quel  vano;  un  al- 
tro ,  inginocchiato  dinanzi ,  fa 
passare  o  finge  di  far  passare  il 
suo  capo  in  quel  vano,  e  se  il 
seduto  può  serrarglielo  tra  le 
mani,  vince;  se  no,  perde. 

COCO  (GIUC-A  A).  Fare  a  cu  cu.  È 
un  giuoco  che  fanno  i  ragazzi, 
alcuni  rimpiattandosi,  altri  cer- 
candoli, e  aìle  volte  i  rimpiat- 
tati metton  fuori  il  capo,  quan- 
do i  cercatori  son  lontani  da 
loro,  facendo  cu  cu,,  e  lo  1  inflet- 
tono subito  dentro,  quasi  allet- 
tandoli e  dileggiandoli  ad  un'o- 
ra.Il  Poliziano  in  una  Ealiata  ha: 

Tanto  abhiam  fatto  a  cu  cu* 
Che  qualcun  già  ci  dileggia^ 
E  se  'l  gioco  dura  pia 
Vedrai  j  beila  coccumeggia. 

CC'CO  (GIUGÀ  A).  Fare  a  cu  cu.  Giuo- 
co che  fanno  le  mamme  e  le  ba- 
lie a1  bambini,  Nascondendosi 
dietro  a  qualche  cosa,  e  met- 
tendo fuori  il  capo,  e  rianascon- 
dendosi,  affine  di  svagarlo,  fa- 
cendo cu  cu. 

GOGÒ-  Cucco,  Cocco:  i  bambini 
chiamano  l'uovo,  crudo  o  cotto, 
e  col  guscio. 

COCOCCIA.  Ceppicone,  Coccuzza, 
Coccio  :  il  capo  —  Fà  salta  la 
cococcia^  Far  la  cipolla:  tagliar 
via  la  testa. 

COCONETT.  Cocconetto:  giuoco  che 
si  fa  con  le  carte  di  Tre  sette. 
Era  assai  in  voga  al  secolo  XVII. 

COGORADA.  Partita  al  cucù  —  Fà 
CQCorado.j,  Far  cucù. 

CBCU!  Quando  noi  vogliamo  per 
modo  d' interiezione  negar  che 
che  sia  e  ad  un  tempo  cuculiare 
appuntando  il  polpastrello  (gras- 
sell)  del  pollice  (didon)  della 
man  destra  alla  punta  del  naso 
e  sventolando  per  taglio  il  resto 
della  mano  diciamo  cocò,  ed 
equivale  a  No,  non  ne  faremo 


nulla,  Non  ne  sarà  nulla,  ecc. 
Un  poeta  pisano  cantò  : 

/  Numi  a  scompartii'  perchè 
non  vaiì . 
Ch'io glidivida? Eh  via!  mostra 
qui  su!  — 
Ed  alzò  un  pugno j  e  poi  canto 
cucù  ! 

E  il  Guadagnoli  nella  Lingua 

d'  una  donna  alla  prova  : 

La  Mea  lasciarsi  sopraffar? 

Cucù  ! 

Al  fin  del  salmo  te  n'andrai  tu. 

COCUMEB.  Cetriuolo  —  fig.  Citrul- 
lo: d'uomo  dappoco. 

COD.  Cote  —  per  Preja  de  fina.  V. 

CODA.  Affilare. 

CODADA.  Raffilata. 

GODAROSSA.  V.  Mornirceu  —  per 
Rossignoeu  de  montagna.  V. 

CODAZZ-  V.  auidazz. 

CODAZZA.  V.  Guidazza. 

CODÉE.  Bossolo  della  pietra:  quello 
in  cui  ripongon  i  contadini  la 
pietra  {cod)  —  Corno  dell'acqua: 
lo  portano  a  cintola  i  falciatori 
per  bagnare  la  pietra  (cod) 
quando  vogliono  affilare  la  falce 
frullana  {messora)—  a  cassetta. 
Bossolo  a  mo'  di  cassetta  —  de 
la  sclonsgia^  Bossolo  della  su- 
gna —  de  vìt^  Bossolo  del  pota- 
juolo  [podirceu),  ecc. 

CODEGA.  Cotenna,  Cuticagna,  Co- 
tica, Cute  del  capo:  la  pelle 
della  testa  dell'uomo  —  Cotica, 
Cotenna  :  la  cote  del  majale 
dalla  quale  il  lardo  è  ricoperto 
—  Cotenna,  Cotica,  Maggiatica, 
Salda,  Feltro,  Seccia,  Carta  del- 
l'erba, Pellicce  del  terreno: 
quell'intreccio  d'erbe  minute  e 
fitte  e  di  barboline,  che  veste 
un  campo,  un  prato,  ecc.,  come 
a  guisa  di  peli  —  Lassà  a  codc- 
ga^  Tenere  o  Mantenere  a  sec- 
cia —  Manda  fceura  la  vacca 
in  la  codega^  Mandare  la  vacca 
nella  salda  —  Maggese:  campo 
a  grano  lasciato  sodo  per  se- 
minarvi l'anno  vegnente  — ■  per 
Lotta,,  sig.  2.  V.  —  Sciavero, 
Scorza:  una  delle  quattro  parti 
di  cerchio  che  si  ha  dell'albera 


COD  185 


CCE 


in  riquadrarlo  coli'  accetta  [sé- 
gurin)  o  colla  sega  (resega)  — 
Roccia:  quella  corteccia  più  o 
meno  dura  che  ricuopre  le  fac- 
ce piane  delle  forme  di  cacio 
(formagg)  lodigiano  —  Tarpano: 
di  uomo  rozzo. 

CODEGÀ.  Far  fare  cotenna  o  col- 
lottola: ingrassare  le  bestie  pa- 
scendole di  buon'erba  —  Piota- 
re ,  Inerbare:  coprir  di  zolle 
[loti)  d'erba  un  prato. 

CODEGÀA.  Infiltrato  dalle  radici 
dell'erba. 

CODEGASS  Inerbarsi:  di  prato  di 
cui  le  zolle  (i  lott)  cominciano 
a  produrre  bell'erba  e  ben  ra- 

CODEGH  CONT  EL  FCEUGH  (REFÀ  I). 

Lo  dicono  i  caciajuoli  per  Far 
liquefare  le  croste  d'  ambe  le 
facce  d'una  forma  di  cacio  lo- 
digiano (granon)  per  mezzo  del 
calor  delle  brage  sottoposte  a 
poca  distanza. 

CODEGHETTA-  Palanca:  palo  diviso 
per  lo  lungo  ,  che  serve  a  più 
usi  —  Piallaccio:  quelle  sotti- 
lissime assicelle  di  cui  copronsi 
i  legni  più  vili  —  Corrcntino  : 
nome  di  quei  regoletti  riqua- 
drati che  ricorrono  spessi  e  pa- 
ralleli, nel  verso  del  pendio  del 
tetto  a  sostegno  immediato  dei 
tegoli  (di  copp)  —  Broncone  :  re- 
golo con  cui  sostengonsi  le  viti 
nel  mezzo  dei  campi. 

CODEGHETTAMM.  Regolarne:  quan- 
tità di  regoli  (de  codegtiett). 

CODEGHIN.  Codighino,  Coteghino  , 
Cotighino  :  salame  fatto  di  scelta 
cotenna  (codega). 

CODESELLA.  Anguinaja:  la  parte 
del  nostro  corpo  che  è  tra  la 
coscia  e  il  basso  ventre  —  per 
camelia.  V. 

CODILI-  Codiglio:  nel  giuoco  delle 
ombre,  la  perdita  di  colui  che 
fa  il  giuoco  con  vincita  di  uno 
de'due  av versarj.V.  in  Ombretta 
Pan  di  angiol  (Mangia  el). 

CODITJISTA  Codino  :  chi  in  politica 
si  mostra  avverso  alle  intem- 
peranze liberalesche. 

CODOGNADA.  Cotognato:  conserva 
o  confettura  di  mele  (pomm)  o 


pere  cotogne,  con  miele  e  zuc- 
chero. 

CODON.  Tronco  della  coda  ne' ca- 
valli. 

COETTA.  Codetta:  segnetto  in  for- 
ma di  picciuolo  e  che  si  appic- 
ca sotto  alla  \Tocale  delle  voci 
latine  per  indicare  ch'elle  sono 
dittongate  —  Rigagnoletto  :  ca- 
naletto ne'  prati  marcitoj  che 
si  sperde  per  mettere  capo  in 
alcun  altro  rivo  —  Striscia:  pelle 
su  cui  si  strisciano  i  rasoj  ,  e 
simile,  per  affilarli  o  asciugarli. 
Anche,  coramella  —  Traccia: 
quella  porzione  di  polvere  che 
dal  luogo  donde  s'  appicca  il 
fuoco,  si  distende  fin  presso  agli 
strumenti  da  fuoco  per  iscari- 
carli. 

COETTA.  Coda  di  volpe,  Ventola- 
na  (Cynosurus  echinatus):  pianta 
a  stelo  ramoso;  fiori  rossicci, 
picohiettati  di  giallo;  fiorisce 
in  giugno  tra  le  biade;  spiga 
paragonata  ad  una  coda  di  vol- 
pe -  per  corderà j  sig.  1.  v.  — 
per  Erba  brugaroeulaJ  V. 

COETTA  DE  PRÀA-  Ventolana  (Cy- 
nosurus cristatus):  pianta  aven- 
te le  spighe  piane  da  una  part* 
e  convesse  dall'  altra ,  che  so- 
migliano ad  una  coda  di  cane. 

CffiUDEN-  Cappellaccio  ,  Crostone. 
Specie  di  arenaria  che  trovasi 
le  più  volte  a  metà  cava,  duris- 
sima, male  atta  ad  essere  lavo- 
rata, e  come  tale  posta  da  ban- 
da. Suol  essere  isolata  ed  a 
strati  alti  non  più  d'un  metro. 
Spesso  è  disposta  a  Stampi- 
rozu.  V.  —  Leit  de  coeuden^^z.- 
mezzuolo. 

CCEUDEN.  Ciottolo,  Ciotto  :  sasso. 

CCEUGA.  Cuoca. 

CCEUGH-  Cuoco  —  del  perscimm  * 
Cuoco  che  sa  far  l'acqua  lessa. 

CCEUR.  Cuore  —  Andà  giò  el  cceur* 
Ustolare,  Morire  o  struggersi  di 
voglia  di...  —  El  gha  tanto  cceur 
de...,  Ha  tanto  fegato  da...  — 
Cavà  el  coeur.,  fig.  Strappare , 
Spezzare,  Passare,  Strignere  il 
cuore,  Scorare  —  Quattass  el 
cceur  ^  Spezzarsi  il  cuore  —  Bruti 
de  cosur^  Brutto  da  maladetta 


C(E  186  COL 


senno,  Brutto  assaettato  —  Toeu 
el  cceur^  Importunare,  Infasti- 
dire —  Commuovere  —  Avegh 
strengiùu-sù  el  coeur*  Aver  il 
cuore  come  una  susina  amosci- 
na  (brugna  massina):  ristretto 
dalla  passione. 

CGSUS.  Cuocere  —  in  bianch  o  a 
lesSj  Lessare  —  Trotare,  Mari- 
nare: di  pesci  —  pocch j  incuo- 
cere —  Fà  coeus*  Cuocere  —  a 
rostj,  Arrostire  —  Farti  de  fa 
cceus*  Cottojo  —  Fà  coeus  in 
pressa,,  Arrabbiare  —  Cuocere 
una  fornace,  Far  cotta;  di  cal- 
cina, di  mattoni,  ecc. 

CCEUS  per  Magolcià.  V. 

CGLUSES-  Rodersi, Consumarsi  dalla 
rabbia  e  simile. 

CGEUVA.  Covone,  Balzo,  Manna: 
quel  fascio  di  paglia  legata  che 
fanno  i  mietitori  {segò)  nei  mie- 

-  tere.  culaccino  *  dicesi  la  por- 
zione di  paglia  che  rimane  al 
di  sotto  della  legatura  de'  co- 
voni. 

COFEN.  Corbello:  cesto  di  forma 
elittica,  di  fattura  gentile  e  con 
coperchio  a  cerniera  —  Cassa 
o  Cofano  da  morto. 

COGITOR.  Coadiutore. 

COGNIT.  Esperto,  Pratico,  cono- 
scente. 

COGOMA.  Cuccuma:  piccolo  vaso 
di  rame  o  d'  altro  metallo  nel 
quale  si  fa  bollire  l'acqua. 

COIN.  Stretto  :  nei  tegolini  è  la 
parte  più  angusta  della  pianta 
—  per  covin.  V. 

COINITT.  Cojacci,  Cuojazzoli,  Cuo- 
jattoli ,  Limbelli,  Limbellucci, 
Carniccio,  Mozzatura  di  cuoja: 
ritagli  membranosi  che  si  le- 
vano dalle  pelli  col  ferro  da 
scarnare,  che  si  adoperano  per 
far  colla  o  per  letame. 

COL  V.  Colaroeu. 

COLÀ,  ecc.  v.  Incolla*  ecc. 

COLABRGEUD  Colabrodo,  Passabro- 
do: vaso  di  latta  (lolla)  o  di  ra- 
me, a  fondo  bucherato,  per  uso 
di  colar  brodi,  sughi,  ecc.  —  V. 
passabrowd*  Sedazz  del  brceud. 

UOLADA.  Colatura. 

COLAROSU,  COLIN,  C3L.  Colatojo. 

CQLDERA.  V.  caldera. 


jCOLBERATT.  V.  Magnan. 

Soldinella  (a  la),  a  solatìo. 

COLDUSC-  Afa,  Afaccia. 

COLE.  Corsivo:  quella  specie  di 
carattere  che  ha  la  forma  del 
corsivo  dei  Francesi. 

COLERSNNA.  Coierina:  malattia  non 
così  pericolosa  come  il  colera. 

COLETT.  V.  Bagnozu*  sig.  1. 

COLEZION.  Colazione,  Asciolvere. 

COLI.  Coli,  Sugo  spremuto. 

COLIBITT.  Derisioni  —  Fagli  adrèe 
a  pun  i  colibitt*  Metterlo  in  can- 
zone. 

COLIN.  V.  Colaroeu. 

COLISS  (A).  A  scanalatura,  A  in- 
castro. 

COLL  Collo  —  A  rotta  de  coli*  A 
fiacca  collo,  A  rotta  di  collo,  A 
rompicollo  —  Ciappà  vun  per  el 
coli*  Aggavignarlo,  Prenderlo 
alle  gavigne  (crovattin)  —  coni 
el  coli  biotta  Scollato  —  Romp 
el  coli  a  la  robba,  Abbacchiare 

—  Senza  eoli*  Sgolato  :  con  collo 
o  gola  corta  —  Se  cressen  mal 
V  oss  del  coli*  dicono  quando 
rincarisce  le  cose  di  prima  ne- 
cessità. E  riferisce  all'esser  ap- 
pesi, nel  qual  atto  il  collo  si  al- 
lunga. 

COLL-  Collo,  Canna,  Bocciuolo  : 
quello  delle  bottiglie  e  simile  — 
Collo  :  fardello  o  pacco  di  mer- 
canzie, ciurlo  ,  è  detto  il  collo 
d'indaco —Scollatura  :  la  estre- 
mità superiore  del  vestimento 
scollato  —  Passino  :  tanta  lun- 
ghezza di  tela,  quanta  tiene  !a 
lunghezza  dell'  orditojo  —  Colli- 
no, Collo,  Goletta:  la  parte  della 
camicia,  o  altro,  che  fascia  il 
collo  della  persona  —  Colletto: 
il  collo  della  camicia  posticcio 

—  Filo,  Filza:  serie  scempia  di 
gemme,  o  di  altre  materie  pre- 
ziose, con  che  la  donna  si  orna 
il  collo. 

COLLA.  Colla  —  a  bocca^  Gomma 
labiale  —  de  carnuzz *  Colla  di 
carniccio  o  di  carnicci  o  di  lim- 
bellucci —  de  formagin  o  de  le- 
gnamèe*  Mastice  di  cacio,  colla 
di  formaggio  —  de  pess.,  Colla  di 
pesce  —  de  pitor*  Colla  da  pit- 
tori —  de  invedrièe  ,  Mestura  , 


COL  187  COL 


Stucco,  Mastice  —  colletta  te- 
desca J  Colla  caravella,  o  di 
spicchi. 

COLLA.  Lonza  :  la  coda  e  l'estre- 
mità carnosa  che  dalla  testa  e 
dalle  gambe  rimane  attaccata 
alla  pelle  degli  animali  grassi, 
che  si  macellano  nello  scorti- 
carli. 

COLLA.  Colla,  Attaccata  —  Palla 
attaccata:  cioè  vicina  cosi  alla 
mattonella  {sponda)  del  bigliar- 
do,  che  malamente  si  può  tirare 

—  Batt  ona  colla  ^  Battere  una 
palla  a  colla:  mandar  lungi 
dalla  mattonella  del  bigliardo 
una  biglia  che  vi  sia  attaccata 

—  Dà  ona  colla  o  Mett  o  Manda 
a  colla  j  Mettere  a  mattonella: 
spingere  o  mettere  una  biglia  in 
modo  che  sia  attaccata  alla 
mattonella  del  bigliardo.  Vedi 
Colleg. 

COLLA  (BATT  ONA).  Staccarsi  :  re- 
spinger dalla  mattonella  {spon- 
da) del  bigliardo  una  palla  {di- 
lla) —  Dà  ona  colla  o  Mett  a 
colla  Mettere  a  mattonella  — 
Vess  a  colla ^  Essere  attac- 
cato. 

COLLANNA.  Collana:  guarnizione 
larghetta  del  collo,  composta 
d'oro  o  di  gioje,  ovvero  di  più 
fila  di  gemme  —  Collare:  quel- 
l'arnese di  paglia  e  altro  fitto 
in  una  tela  ricoperta  di  bazzana 
( b a sgiann a)  che  ponesi  al  collo 
delle  bestie  da  tiro  per  attac- 
carvi gli  altri  finimenti.  Vi  si 
notano:  il  cappuccio  ^  i  corpi  J 
rimboccatura le  stecche^,  la  te- 
sta,, il  tiratojo  il  ventre  la 
verga  —  Pappatola,  Soggiogala, 
Paglioloja,  Pappagorgia:  quella 
ciccia  che  pende  altrui  sotto  del 
mento  {barbozz).  Anche  Pettèra. 
V.  in  Barbozz. 

COLLARIN.  Collare,  Collarino:  da 
prete  —  Mett  el  collarina  Metter 
la  tonaca,  il  collare,  Pigliar 
l'abito  di  chierico  —  Trà-via  el 
collarina  Gabbare  o  Lasciare 
san  Pietro:  schericarsi  —  Fà  tra 
via  el  collarina  Cavar  l'abito  a.  . 

—  Anello,  Ghiera:  zona  o  ar- 
milla3  da  cui  è  cinta  nella  sua 


parte  snperiore  il  gambe  (gàfa- 
ba)  di  alcuni  funghi  mangerecci, 
ed  è  il  residuo  delia  volva  {cal- 
zetta) che  dal  gambo  si  proten- 
deva al  margine  del  cappello 
{capella).  Si  distingue  in  mobile, 
fugace^  persistente J  a  rag  nate- 
lo. E  cortina  è  l'anello  che  allo 
svilupparsi  dai  fungo  si  lacera, 
si  stacca  dal  gambo  e  aderisce 
all'orlo  del  cappello. 

COLLARINATT-  Collarettajo. 

COLLARINNA.  Corvatta,  Cravatta, 
Croatta  :  pezzuola  di  roba  fine 
che  si  porta  intorno  al  collo, 
allacciata  sul  davanti,  i  dut» 
canti  opposti  pendenti  sul  pet- 
to, ovvero  rannodati  in  cappio 
{asa) ,  oppure  in  fiocco  (asa 
doppia)  —  de  fer Camaglio:  la 
parte  del  giaco  o  d'altra  arma- 
dura  dintorno  al  collo. 

COLLÀRON  DE  LA  DOTTRINNA.  Ani- 
ma di  messer  Domenedio,  Uomo 
d'anima. 

COLL  D'OCCA  (I  COLL).  Colli  d'oca, 
Colli,  Stanghe  a  colli  d1  oca. 
Quei  due  ferri  lunghi,  massicci, 
ed  in  parte  arcuati  che  servono 
a  collegare  il  carro  delle  car- 
rozze fermati,  com'  e'  sono,  per 
le  scarpe  (  oreggion  )  nelle  due 
partite  anteriore  e  posteriore 
del  medesimo.  Parti:  Oreggion* 
Tocch  o  Manegh^  Becca  ^  coll^ 
eoa  —  V.  eoa  a  coli  d'occa. 

COLLEG.  Collegio  —  per  Colla  {Batt 
ona).  V.  —  per  Preson.  V. 

COLLEGIANT.  Collegiale. 

COLLER-  Languore  o  Ribollimento 
di  stomaco. 

COLLERA.   Còllera  —  A   la  larga 
quand  l'è  in  collera!  Guardati 
dall'orso  quando  gli  fuma  il  na- 
so !  Andà  in  collera ^  Entrar  iti 
collera  —  In  alt  de  collera^  Nei 
colmo  della  collera  —  Andaróo 
minga  in  collera  con  JijNon  ini 
guasterò  con  te  —  Lassà  andà 
o  Mett-giù  la  collera  _.  Por  giù 
la  collera  —  Tegnì  collera,,  Du- 
rar nella  collera,  Portar  collera, 
Far  sacco  o  saccaja. 
iCOLETT.  Collicino:  piccolo  collo 
I    da   camicia,  ecc.  —  Collare  r 
I    striscia  di  pelle  o  altro  che  si 


COL  188  COL 


affibbia  intorno  al  collo  ai 
cani. 

COLETTA.  Colla  dolce:  quella  che 
s'applica  agli  oggetti  da  dorarsi 
prima  d'  ingessarli  —  Colletta. 

COLINNA.  Collina  —  Braso  de  col- 
linna*  Branca  di  collina  —  che 
dà  in  foeura^  Risalto  o  Sporto 
di  collina  —  Costa  de  la  collin- 
na*  Declive  di  collina  —  I  col- 
linn_,  Giogaja  di  collina  —  In  fi- 
lerà de  collinna*  Propaggine  di 
collina  —  Pian  in  collinna*  Ri- 
piano di  collina  —  Stimma  o 
sciumm  de  la  collinna,,  Ciglio 
di  collina. 

COLLIMA-  Concorrere.  Accordarsi 
—  Collimare. 

COLL-LUNGH.  Codone,  German  ma- 
rino, Anatra  di  coda  lunga,  Co- 
dolannea,  Campigiana  (Anas  a- 
cuta):  uccello  acquatico:  becco 
lungo,  turchino  nero;  piedi  ce- 
nerini; coda  acuminata;  spec- 
chio verdone. 

COLL-ROSS  Moriglione,  Bosco  (A- 
nas  ferina):  uccello  acquatico  ; 
becco  lungo,  celestognolo,  con 
cima  e  base  nera;  ali  senza 
specchio,  cenerine;  piedi  cele- 
stognoli. 

COLL-STORT-  V.  Baso.mur. 

COLL-VERD.  V.  Cazzurott. 

COLMA,  COLMEGNA.  Comignolo,  Spi- 
na: quello  spigolo  o  linea  nella 
più  alta  parte  del  tetto,  dove  si 
uniscono  due  opposti  pendenti. 
fig.  Coccola:  il  capo.  Dal  latino 
culmen. 

COLMA  (FÀ  LA).  Fare  la  colma. 
Quel  giorno  in  cui  i  contadini  fi- 
niscono di  condarre  sull1  aja  i 
covoni  del  riso,  quasi  a  ricono- 
scerli di  quel  pesantissimo  la- 
voro, costumano  i  fìttabili  dar 
loro  a  merenda  alcun  che  più 
del  solito,  massime  il  risotto  di 
cui  sono  ghiottissimi  ;  e  questo 
si  chiama  fare  la  colma  —  fig. 
Finire  un  lavoro. 

COLMA.  Colma:  ogni  pasto  dato  ai 
lavoratori  di  campagna  del  Bas- 
so Milanese,  e  nel  Pavese  dopo 
finito  un  lavoro  campestre. 

COLMEGNON.  Scamozzo:  dicesi  di 
persona  sciatta,  zotica. 


COLOGÀ.  Collocare  —  Maritare,  Al- 
logare al  mondo. 

COLOGNA.  Colonna  —  Colonna:  di 
gamba  grossa. 

COLOGNETT  DEL  PETTEN.  Crestelle 
del  pettine  dei  pettinagoli  (pet- 
tenèe):  due  pezzi  di  canna  ri- 
fessi  longitudinalmente,  e  fra  le 
due  parti  riaccoppiate  son  fer- 
mati con  un  giro  di  spago  im- 
peciato i  due  capi  di  ciascun 
dente,  i  quali  per  ciò  sono  un 
po'  più  larghi.  Anche.  Asseti  del 
petten. 

COLOMB.  V.  Puvion. 

COLOMB  DE  BANCA.  V.  in  Puvion. 

COLOMBERA.  Colombaia  :  stanza  o 
ricetto  dove  si  tengono  i  colombi 
{puvion)  a  nidificare  —  perZ,o&- 
bion.  V. 

COLOMB  FAVÉE  o  SALVADEGH.  Vedi 

Tuon. 

COLOMBIRffiU.  V.  Puvion  colombi- 
T02U  —  per  Pradirazu^  sig  2.  V. 

COLOMBITT  (I).  Trovatelli  (I).  I 
bimbi  esposti,  ai  quali  per  lo 
addietro  s'imponeva  nel  nostro 
Ospedale  il  nome  di  Colombo* 
dalla  colomba,,  insegna  di  quella 
casa  pia,  che  sorvola  alla  por- 
tantina {portanlinna),  in  cui  ì 
portantini  {portantini)  traspor- 
tano dalla  casa  i  miserabili 
malati.  I  portantini  stessi  erano 
pure  chiamati  Colombilt  Creb- 
bero poi  tanto  le  famiglie  Co- 
lombo che  da  poco  si  penso  di 
porre  agli  innocentini  altri  no- 
mi. E  siccome  se  si  è  lasciata 
facoltà  a  certi  cacherelli  di 
chiamare  Omiomi  il  tale,  Air  ci- 
gno la  tale  bambina,  ecc.  Quanto 
eroismo,  eh!  — Nelle  nostre  Gride 
milanesi  però  i  Colombilt  er ano 
propriamente  i  seppellitori  {sot- 
terrò): voce  or  ora  voltata  dalla 
schifiltosa  società  progressiva 
nella  greca  Necroforo  (Necro 
morto,  foro  porto). 

COLONNETT-  Colonnini:  que' pila- 
strini per  mezzo  de' quali  son© 
congegnate  insieme  le  due  car- 
telle (platinn)  d'un  oriuolo. 

COLONNETT.  Paracarri.  Quei  co- 
lonnini che  erano  a'bei  tempi 
degli  Spagnuoli  davanti  a  case 


COL  189  COM 


di  ricchi  prepotenti,  e  ove  i  bravi 
portatisi  potevano  ,  commesso 
un  delitto  «ridersi  di  tutto  quel 
fracasso  delle  gride.  »  Oggi  non 
ce  n'è  che  un  avanzo,  e  che  certi 
prezzolati  bociano  per  farlo 
scomparire. 

COLP  GCEUB8-  Colpo  di  sbieco  :  nel 
giuoco  del  bigliardo. 

COLOR-  Colore  —  bronz  Colore 
bronzino  —  celadon^  verdemare 
—  di  pover  mort  J  interriato  — 
d'Isabella^  Color  isabella:  color 
•giallo  lionato,  misto  con  carni- 
cino —  piomba  cenerino  piom- 
bato —  testa  de  morOj,  cappa  di 
frate  —  verd  dot teglia verde 
bruno  —  viceula,,  violaceo  — 
Andà  giò  el  celor^  Non  reggere 
il  colore  —  Ciappà  color ^  Pi- 
gliar il  colore  —  Smart  el  color 
Morire  il  colore. 

COLP.  Colpo  —  Credeva  eh' el  fuss 
restaa  sul  colp  ^  Credevo  eh'  e! 
fosse  rimasto  sul  tiro  —  Resta 
lì  sul  colp  _,  Rimaner  sul  tiro  — 
colp  goeubbj  Colpo  di  sbieco: 
nel  bigliardo  —  per  Accident.V. 

COLPETT.  Colpetto,  Colpicino:  pic- 
colo colpo  —  Buon  affare,  Buon 
negozio  —  Fa  on  bel  colpettJFa.\ 
un  negozio  vantaggiato. 

COLTER.  Coltro,  Coltello:  coltellac- 
cio che  l'aratro  ha  nel  dinanzi, 
il  quale  fende  verticalmenie  la 
fetta  del  terren  sodo. 

COLTIV.  Coltura  —  Mett  a  coltìv 
on  boschi  ona  brughera  ^  on 
marischs  on  zerb  ^  on  padù  J 
Dissodare,  Lavorare,  Ingrassa- 
re e  seminar  un  bosco,  uno  sco- 
peto, una  sodaglia,  un  geibajo, 
un  padule. 

COLTRÀA.  Coltrato:  terreno  lavo- 
rato col  coltro. 

COLTURA  per  Fond,  sig.  2.  V. 

COLTURÀA.  Lavorato:  terreno  col- 
tivato —  Ara  de  coltura^  Ter- 
zare,  Rifendere:  arar  per  la 
terza  volta  —  Zappare:  il  zap- 
pare —  Coltivazione:  terreno  a 
grano  turco  e  che,  vangato  a 
primavera  e  zappato  fra  l'anno, 
è  ottimo  al  grano  —  Coltura 
maggenga  J  Coltura  maggese: 
Uicesi  quel!'  arare  che  si  fa  più 


volte  d'agosto  il  terreno  da  se- 
mentarsi comunemente  in  otto- 
bre —  a  trii  o  qnatter  soldi 
Coltura  a  tre  o  quattro  solchi  : 
cioè  arare  tre  o  quattro  volto 
pel  lungo  e  pel  largo. 

COLTURA.  Zappare:  lavorar  a  zap- 
pa i  gelsi  (nioron),  le  viti  e  si- 
mili —  Maggesare:  arare  di 
maggio  le  terre. 

COLZÉE-  Calzettoni  :  le  sopracalze 
d'inverno  de'  contadini ,  pastori 
e  simili  —  Stivaloni  :  special- 
mente di  quei  grossi  stivali 
calzati  dai  postiglioni,  e  che  van, 
sopra  le  scarpe,  o  anco  sopra 
gli  stivali  ordinarj. 

COLZETTA.  Volva  :  invoglio  mem- 
branoso, bianco,  che  nella  pri- 
ma loro  età  cuopre  interamente 
alcuni  funghi,  pei  successivo 
ingrossamento  dei  quali  la  vol- 
va si  distende,  si  assottiglia,  si 
rompe  ,  il  cappello  (capella)  ne 
sboccia  fuori  —  per  Calzetta  e 
Balzetta.  V. 

COLZON.  V.  Calzon. 

COMÀA.  Mammana,  Levatrice,  Co- 
mare —  La  comàa  Ranzonna. 
V.  Catterinin  di  costajoeur. 

COMAND.  Comando  —  Comandolo, 
Riannodo:  nome  di  quei  fili  d'or- 
dito che  il  tesserandolo  tien 
pronti  per  supplire  ai  fili  che  si 
rompon  nel  tessere. 

COMANDA.  Comandare  —  Acco- 
mandare: ordinare  alcun  lavoro 
a  un  artiere  —  chiudere  prezzo 

—  L'ha  comandàa  lù  el  maros- 
sèe  vint  lira.,  Egli  il  cozzone  ha 
chiuso  prezzo  venti  lire  —  Ordi- 
nare alla  taverna  è  il  doman- 
dare bevande  e  cibi. 

COMANDA  EL  COC  Accomandolare: 
rannodare  o  rimetter  le  fila  rotte 
dell'ordito. 

COMARIWMA.  Matrina,  Comare,San~ 
tula:  denominazione  che  dà  il 
battezzato  o  il  cresimato  a  co- 
lei che  lo  ha  tenuto  a  battesimo 
o  a  cresima  —  Denominazione 
reciproca  tra  la  matrina  di  un 
battezzato  e  la  madre  di  esso 

—  Denominazione  che  dà  alla 
matrina  il  padre  dei  battezzato 

—  Appellazione  che  dà  alla  ma- 


COM  190  COM 


trina  l'uomo  che  con  lei  ha  te- 
nuto una  creatura  al  battesimo. 

GOMAZZ.  V.  Bottaranna. 

COMBALL. Barcone  —  Battello,  Bur- 
chiello. 

COMBINA.  Concertare  —  Conveni- 
re —  Darsi  il  caso. 

COMBINAZION.  Caso  fortuito,  Com- 
binazione. 

COMBUSTION  (IN).  A  soqquadro,  In 
confusione. 

eOMBUTT  (FA  A)  Fare  a,  o  Metter 
in  combutta:  accomunare  che 
che  sia,  da  ripartirsi  poscia  se- 
condo il  convenuto  —  per  Bott^ 
sig.  6.  V. 

COME.  Come,  Siccome —Molto,  Di- 
molto. 

COMEDI  fi).  Burle,  Baje,  Celie. 

COMEBIA.  Commedia  —  Fa  do  part 
in  co  me  dia  „  Far  tutte  le  parti 
in  commedia:  si  dice  di  chi  fa- 
cilmente muta  opinione  e  cam- 
bia parte  secondo  rutile. 

COMEDIÀ.  Far  baje,  Ruzzare,  Ce- 
liare. 

COMEDIATT,  COMEDIANT.  Comme- 
diante —  Bajone,  Bidone,  Ruz- 
zante. 

COMENZÀ.  Cominciare ,  Incomin- 
ciare. 

COMENZIN.  Giri  rovesci,  Giri  a  ro- 
vescio: certo  numero  di  giri  a 
maglie  alternatamente  dirette  e 
rovesce  nel  lembo  superiore 
della  calza,  affinchè  e^sso  non 
s'  arrovesci  —  Avviatura  :  il 
principio  della  calza,  della  so- 
letta o  di  altro  lavoro  di  maglia. 

jCOMETTA.  Cometa  —  Aquilone  :  quel 
balocco  che  si  fa  con  carta 
stesa  sopra  cannucce  e  stec- 
che, e  con  tre  code  fatte  di 
anelli  di  carta  L'  uno  intrec- 
ciante  l'altro,  come  ad  imitare 
una  cometa,  e  il  quale  viene 
mandato  in  aria  quando  spira 
un  poco  di  vento,  allentando  lo 
spago  a  cui  è  raccomandato,  e 
che  si  tiene  in  mano  per  ria- 
verlo a  piacere  —  Giugà  alla 
cornetta.,  Fare  all'aquilone. 

COMETTÙU.  Commesso,  da  Commet- 
tere. 

COMIFÒ.  Di  santa  ragione,  A  buon 
diritto,  A  modo,  A  verso,  Bene, 


A  dovere,  Appuntino,  Come  va, 
Perbene  —  L'è  un  omm  comifò* 
È  uomo  ammodo:  savio,  onesto 
e  prudente. 

COMMISSION  (FÀ  DE).  Fare  a  posta. 

COMOD-  Matta:  carta  di  giuoco  la 
quale  si  fa  contar  quanto  uno 
vuole,  onde  meglio  accomodarsi 
per  la  vincita.  Per  lo  più  ella  è 
o  un  sette  o  un  sei  o  la  donna 
di  cuori  —  Luogo  comodo:  il 
cesso. 

COMODA.  Predella,  Seggetta,  Sella: 
specie  di  sedia  a  bracciuoli, 
per  uso  di  andar  del  corpo  — 
Assa  de  la  comoda t*  Asse  della 
seggetta. 

COMODA.  Calzare,  Quadrare,  An- 
dar a  verso,  a  sangue,  Acco- 
modare, Accostare  :  piacere,  far 
comodo  —  El  me  comoda  min- 
ga., Codesto  non  m'accomoda 
punto  —  a  la  mej Riaccomo- 
dare —  per  carezza,  v.  —  co- 
modass  j,  Accomodarsi,  Sedersi 
—  Abbellirsi:  scegliere  la  roba 
in  una  bottega  come  un  vuole  — 
Ch'el  resta  servii ,  ch'el  troverà 
de  comodass  j  La  passi ,  che  la 
troverà  da  abbellirsi  :  dicono  i 
venditori  al  compratore. 

COMODIN.  Santagio  ,  Ser  Comodo, 
Don  Agiato,  Ser  Accomoda,  Co- 
modone, Signore  de'  suoi  co- 
modi :  persona  che  ama  i  suoi 
comodi  —  Ripieno:  la  carta  del 
sette  di  cuore  —  Comodino:  nei 
teatri  ,  quel  secondo  sipario  , 
collocato  alquanto  più  addentro 
del  primo  nel  palco  scenico  — 
stoppaboeucc.  V. 

C0M0L.  Colmo,  Traboccante. 

C0M0R  DE  LA  SGOLTA  (EL).  Il  po- 
mello della  guancia,  della  gota. 

C0M0R.  Incolmato:  di  campo  che 
sia  colmetto  nel  mezzo  onde 
scolino  le  filtrazioni.  E  colma- 
tura *  Colmo  dicesi  ii  declive 
che  si  dà  al  campo  nel  vangare, 
onde  sanarlo  dall'  umido  —  Mi- 
surà  corner  cómor  J  Fare  alla 
misura  il  colmo  —  Pien  cómor^ 
Pieno  col  colmo,  Pieno  colmo, 
A  misura  colma. 

COMORÀ.  Colmare,  Fare  colmo, 
Aggiugnere  colmo. 


COM 


191 


CON 


COMPÀA.  Padrino,  pati-ino,  Com- 
pare: chiitiene  un  bambino  a 
battesimo,  e  risponde  per  lui  — 
Chi  assiste  per  lui  nella  cresi- 
ma —  Fass  compàa*  Incontrar 
comparatico:  tra  il  patrino  e  il 
battezzato  o  il  cresimato  strin- 
ger una  certa  cognazione  spiri- 
tuale— Restà  compact*  Rimaner 
compare:  dicesi  quando  si  pre- 
stano denari  a  uno  .  e  quei  non 
gli  rende  —  Compare.  Usasi  co- 
me per  denominazione  affettuo- 
sa, che  dinota  familiarità  e  in- 
trinsechezza. 

COMPÀA.  Compare  alla  romanesca. 
Modo  di  dire  che  indica  la  di- 
mestichezza che  ha  con  la  co- 
mare colui  che  tiene  a  battesi- 
mo un  fanciullo. 

COMPAGN.  Compagno. 

COMPAGN-  Compagno,  Eguale  :  che 
ha  le  medesime  qualità—  Un'ac- 
qua compagna  l'ho  mai  vedudaJ 
Un  riverso  d'  acqua  compagno 
non  vidi  mai. 

COMPAGNA.  Rivincita:  nel  giuoco 

—  Te  voeu  minga  fa  la  compa- 
gna? Non  vuoi  far  la  rivincita? 

COMPAGNA.  Accompagnare  —  per 
Cobbià.  V. 

COMPANADEGH.  Companatico,  Ca- 
mangiare:  ogni  cosa  da  man- 
giare oltre  il  pane,  e  insieme 
con  esso 

COMPARSA.  Citazione:  al  tribunale 

—  Comparsa:  nelle  rappresenta- 
zioui  teatrali,  dicesi  dei  perso- 
naggi del  seguito  che  non  par- 
lano. 

COMPASS.  Compasso,  Sesta:  stru- 
mento con  cui  si  misurano  lun- 
ghezze e  si  descrivono  circoli  — 
Parti:  Botton  o  Brocca*  Gamb* 
Pont  —  a  botton*  a  testa  —  a 
muda*  doppio.  Parti:  Gamba 
tajenta*  Ruzellin*  Stanghetta* 
Tiralini  —  a  pont  slori*  colle 
punte  storte,  o  torte  air  indie- 
tro —  a  vit  *  a  vite  —  de  gros- 
sezza o  a  spessor  o  a  vott  o  el 
Vott  *  a  imboccatura  —  de  ver- 
ga* scorritojo  o  a  verga  —  stort* 
torto  da  legnaiuoli,  curvo  —  a 
pont  flss*  a  gambe  fìsse  —  de 
proporzion*  di  proporzione  — 


de  saccoccia*  da  tasca  —  fe&et, 
fedele  —  ovai*  ovale. 
COMPESÀ-  Mangiare  a  miccino  — 
Spendere  a  miccino.  La  lingua 
non  ha,  cred'  io,  una  parola  da 
contrapporre  alla  nostra  Com- 
pesd. 

COMPETI".  Competere. 
GOMPEZZ  Compenso,  Rimedio,  Ri- 
piego, Mezzo. 
COMPI.  Compire. 
COMPLEAMUS.  Anniversario. 
GOMPLOTT-  Combriccola  —  Accor- 
dellato :  trattato  e  pratiche  più 
che  segrete,  di  negozio  da  con- 
chiudere. 
COMPLOTTA.  Far  combriccola  o 

intelligenze. 
COMPONN.  Comporre,  Tessere,  Di- 
stendere —  a  stent*  Componic- 
chiare. 

COMPONN-  Comporre:  accozzare  i 
caratteri  corrispondenti  al  ma- 
noscritto da  stamparsi  —  a  la 
longa*  Comporre  a  dilungo. 
COMPOSITOI  Compositore:  chi  trae 
i  caratteri  della  cassetta  e  ne 
forma  il  disteso  dell' opera  da 
stamparsi  —  Arnese  del  regi- 
stro (copo  >r)  pel  pulimento  delle 
lettere,  presso  i  fonditori  di  ca- 
ratteri —  Compositoio:  arnese 
di  ferro  con  cui  il  compositore 
compone   le   linee   ad  una  ad 
una  —  Strumento  per  tener  fer- 
me le  iscrizioni  che  si  voglioa 
stampare  sul  dorso  dei  libri. 
COMPOSTERA-  Ciotola  da  guazzi, 
Guazziera,  Compostiera:  specie 
di  ciotola  coperchiata,  a  più 
fogge,  per  lo  più  di  metallo  ;  iu 
essa  si  servono  in  tavola  i  guaz- 
zi o  conserve. 
COMPRENSORI-   Tutti  i   fondi  che 
godono  del  benefìcio  d'uno  sco- 
lo, formano  un  Comprensorio. 
Tutti  i  possessori  de'  fondi  si- 
tuati in  un  comprensorio  for- 
mano una  Società. 
COMPRO.  Compratore  —  Spesatore. 
COMPÙ-  Quanto  più  —  Tanto  più. 
COMDNION.  Comunione   —  Fé  la 
primma  comunioni  *  Passare  a 
comunione. 
CON.  Con  —  con  fón^Per  quanto. 
CONCA. Conca,  Sostegno  :  quel  eoa- 


CON  192  CON 


tjegno  attraverso  di  un  canale 
per  tener  in  collo  ì' acquatili 
«love  occorre  onde  passarla 
agevolmente.  Consta  di:  came- 
ra (fond),  callone  {conca),  por- 
toni (anton),  caterata  {ìncaster). 
scaricatore  (scare gador).  Vi  so- 
no poi:  i  salti  a  gradinata  ^le 
cateratte  a  ventola,,  i  canali  di- 
versivi a  fianco*  i  ponti*  le  por- 
tine, ecc. 
CONCA  (FÀ).  Imbiecare,  imbarcare, 
Far  barca:  de' legnami  che  pie- 
gansi  —  Fà  conca  *  Passare  la 
conca ,  il  sostegno.  È  quel  fer- 
marsi che  fanno  le  barche  nei 
nostri  canali  nello  spazio  che 
corre  fra  i  sostegni  binati ,  per 
lasciar  che  1'  acqua  del  canale 
venga  a  pareggiare  come  il 
primo  anche  il  secondo  soste- 
gno. 

CONCA  DI  PIATT.  Conca:  largo 
vaso  di  legno  a  doghe  (dov)  o 
tutto  d'un  pezzo,  a  uso  di  ver- 
sarvi il  ranno  (l'acqua  di  pialt) 
per  rigovernare  le  stoviglie  — 
Vassojo:  catinozza  di  legno  en- 
tro cui  si  ripuliscono  il  cacao, 
il  caffè  e  altro. 

CONCA  FALADA.  Conca  fallata.  Il 
nostro  Meda  divisò  nel  1595  il 
canale  da  Milano  a  Pavia  e  di 
là  in  Po  ;  vi  si  mise  mano  ,  ma 
tra  le  opposizioni  di  chi  attra 
versa  un'opera  col  pretenderne 
una  perfetta,  tra  il  governatore 
spagnuolo  che  stillava  sottile  i 
pagamenti,  si  cessò  dal  lavo- 
rare, dopo  spesi  111,650  scudi,  e 
per  giustificar  l'inerzia  s'inva- 
lidò nel  volgo,  il  nome  di  conca 
falada  —  Portinar  di  conc*  ca- 
terattaio. 

CONCE.  Gogno,  Cernice,  Chiovolo, 
Govone:  campanella  (aneli)  che 
tien  fermo  al  timone  la  gombi- 
na (giongìiera)  del  carro  o  del- 
l'aratro. 

CONCHÉS.  Caterattaio:  custode  dei 
sostegni  (conchj  dei  canali  na- 
vigabili. 

CONCHETTA  Sostegno.  È  il  primo 
sul  canale  da  Milano  a  Pavia. 
V.  conca*  par.  2. 

COMCHIN.  Conchino,  Concola  :  vaso 


di  legno  quadrangolare  che  sot- 
toponesi  allo  zipolo  (spinin)  della 
botte,  perchè  nello  spillare  non 
gocci  vino  in  terra. 

CONCORA.  Bozzello  :  specie  di  pu- 
leggia per  issare  e  abbassare 
il  pennone  delle  barche. 

CONDEMANCH,  CONDEMEN-  A  meno. 

C0NDIZI0N.  Condizione  —  Lutto, 
Bruuo,  Gramaglia:  vestimento  o 
segno  nero  che  si  porta  alcun 
temijo  per  onoranza  e  corrotto 
di  prossimo  parente,  morto  di 
poco  o  di  nazionale  calamità  — 
Porla  condizione  Vestire  il  bru- 
no di. .  o  a  bruno,  o  in  gramaglie, 
Abbrunarsi  —  Ferii  deporta  con- 
dizione Passar  il  tempo  del 
bruno. 

CONDUTGBUR.  Conduttore. 

CONFESS.  Confessione,  Ricevuta, 
Quitanza. 

CONFESSIONARI.  Confessionale  — 
Parti .  Antin,  Gratirceula,  Scagn, 
Brellin*  Spali*  Schenal*  Ten~ 
dinna. 

CONFICIÀ.  Conciare,  Dar  la  concia 
alla  pelle  —  Scamosciare:  con- 
ciare le  pelli  in  olio. 

CONFICIARIA.  Concia:  luogo  dove 
lavorano  i  conciatori  le  pelli. 

GONFICI-).  Conciatore  —  Scamo- 
sciatole :  colui  che  concia  le 
pelli  in  olio. 

CONFIBENT.  Confidente,  Angiolino, 
Soffione,  Delatore,  Spia. 

CONFIDENZA.  Confidenza  —  Dà 
troppa  confidenza  *  Dar  troppo 
braccio  —  T<euss  confidenza 
con  vun  *  Prendersi  confidenza 
con  uno  —  A  dà  on  6At  de  con- 
fidenza ne  ciappa  on  orazza* 
A  dare  il  dito,  pigliano  il  dito  e 
la  mano. 

CONFINA-  Confinare  a...,  con...:  es- 
ser contiguo  —  Crogiolare:  la- 
sciar molto  tempo  al  fuoco  le 
vivande  onde  sian  bene  pene- 
trate dall'unto. 

CONGRATULASS.  Congratularsi  con, 
Dar  il  mi  rallegro  a... 

CONILI.  Coniglio  (Lepus  cunicu- 
lus )  :  specie  di  quadrupede  ro- 
sicante della  famiglia  delle  le- 
pri; orecchie  bigie  senza  nero, 
alquanto  più  corte  della  testa; 


CON  193  CON 


coda  sparsa  di  bruno  minore 
della  coscia;  pelame  bigiogial- 
lognolo,  con  rosso  alla  nuca 
[coppa)\  gola  e  ventre  bianchic- 
ci ;  la  pelle  forma  un  ramo  di 
commercio  assai  ragguardevole 

—  Nid  di  conili  ^  Conigliera  — 
V.  Tovist^  Furett. 

CONOSS.  Conoscere  —  M'  han  co- 
nossùu^  M'  hanno  annusato:  tro- 
vato troppo  buono. 

CONOTÀA(I).  Segnali, Contrassegni: 
descrizione  d'ivia  persona. 

CONQUIBUS  (I).  Conquibus,  Cumqui- 
bus(l).  Usansi  comunemente  per 
Quattrini,  Danari;  ma  in  ischer- 
zo.  Venuto  senza  fallo  dalle 
carte  latine  del  medio  evo  dove 
si  ricordino  denari,  cumquibus 
fieri  possit  in  tale  e  tal'  altra 
cosa. 

CONQUALMENT.  Qualmente  che. 
CONSC(ANDÀ).  Andar  a  rilento, 
adagio. 

CQNSCENZA.  Coscienza  —  Guarda- 
petto  :  quel  legno  che  si  applica 
al  petto,  quando  s'adopera  il 
trapano  \trapen). 

CONSCIA.  Concio,  Concime  :  letame 
per  l' ingrasso  delle  terre  —  Con- 
ditura ,  Condimento  :  denomina- 
zione generica  di  certi  ingre- 
dienti, co' quali  si  dà  o  si  mi- 
gliora il  buon  sapore  alle  vi- 
vande, e  altre  cose  da  mangia- 
re —  Concia:  medicamento  di 
vini  o  di  frutta  con  ingredienti 
spiritosi. 

CONSCIÀ-  Conciare,  Acconciare  — 
Condire,  Condizionare. 

CONSCIÀA.  Concio,  Conciato ,  Rac- 
conciato, Racconcio,  Rassettato 

—  come  te  set  consciàa  !  Come  tu 
sei  acchiappato  !:  malconcio  o 
malandato. 

CONSCIACALZETT.  Conciacalzette. 

CONSCIACÓO.  Parrucchiere  —  fig. 
Conciateste:  dicesi  di  chi  crede 
poter  mettere  altrui  il  cervello 
a  partito. 

CONSCIALAVESG.  Acconcialaveggi 

—  Acconciascodelle,  Picchiapa- 
delle,  Battirame,  Conciabrocche. 

CONSCIAOSS-  Raccontatore  di 
ossa. 

CONSCIATECC  Conciateti. 
Banfi  ,  Voc. 


CONSCIN.  Rattoppatore  —  Raccon- 
ciatore  —  Paciere  —  Concia- 
scarpe. 

CONSENS  (AND A  A  TffiU  SU  EL).  An- 
dare a  togliere  il  si. 
CONSERVÉE  Bustajo,  Stucciajo. 
CONSOL.  Console. 

CONSOL.  Messo  del  Comune  —  Sa- 

vell  doma  tre  personn  :  el  con- 
sola la  comande  la  comunìtaa. 
Nella  lingua  si  legge:  Essere  il 
segreto  delle  sette  Comuni,  Sa- 
perla il  Popolo  e  il  Comune  : 
noto  a  tutti,  il  notum  ìippis 
atque  tonsoribus  dei  Latini. 

CONSOLÀA.  Buzzo,  Ventre  —  re- 
gni i  man  sul  consolàa^  Grat- 
tarsi la  pancia  ,  Stare  a  mani 
giunte,  Tenersi  le  mani  in  pan- 
ciolle, a  cintola,  Star  colle  mani 
a  cintola:  consumar  il  tempo 
senza  far  nulla. 

CONSOLINNA.  Acqua  dolce  —  Quell 
de  la  consolinna JAcqua.t'resc3L.jo, 

CONSONTIV.  Rendiconto. 

C0NS0NZI0N.  Consunzione  —  Anda 
per  consonzionj  Dar  in  consun- 
zione. 

CONSUMA-  Consumare  —  Ustolare: 
stare  chiedendo  amorosamente 
con  atti  cose  per  lo  più  mate- 
riali come  cibo:  atti  e  d'uomini 
e  di  animali.  Anche  Sussi.,  Sussi 
adrèe  —  consumagli  adrèe 
Struggersi ,  Spasimare  di....  — 
L'ha  consumàa  tutt  el  sò^  Egli 
ha  abbacchiato  tutto  il  suo. 

CONSUMM-  Consumo  —  Calo  —  Lo- 
goro. 

CONT.  V.  conch. 

CONTEGNISS.  Governarsi, Dirigersi, 
Regolarsi. 

CONTENTA.  Assenso,  Fede  di  sposa. 

CONTENTIN.  Vantaggino:  quel  di 
più  che  si  dà  ad  una  tazza  di 
cioccolata,  caffè,  ecc. 

CONTINENZA.  Umerale  :  velo  da 
spalle  ricamato,  che  serve  ai 
sacerdote  qnando  dà  la  bene- 
dizione, ecc. 

CONTffiUR.  Misuratore  del  gas; 
strumento  con  cui  il  volume  dei 
gas  è  misurato  di  mano  in  mano 
che  passa  ad  arrendersi  nei 
becchi  {becch).  L'ha  ogni  botte- 
ga e  luogo  illuminato  a  gas.  É 

13 


CON  194  CON 


una  cassetta  metallica  che  fa 
interruzione  al  tubo  distributo- 
re J  e  nella  quale  il  gas,  nell'at- 
traversarla  per  andare  ai  bec- 
chi, imprime  a  un  interno  roti- 
smo un  movimento  che  vien  se- 
gnato da  più  lancette  o  indici 
su  altrettanti  mostrini  o  qua- 
drati, visibili  al  di  fuori,  si  che 
il  primo  di  questi  indica  i  metri 
cubi;  il  secondo,  i  decametri; 
un  terzo,  gli  ettometri  cubi,  ecc., 
del  gas  che  vi  passò  e  che  vi 
fu  consumato  nei  becchi.  Parti: 
il  tamburo  *  l'asse.,  i  rocchetti., 
le  ruote,,  l'acqua*  il  galleggian- 
te* Yasticciuola*  il  disco*  il  bat- 
tente V  animella  o  la  valvola. 
V.  G-azometro. 

CONTORNA.  Assediare,  Circondare 
uno,  Andar  alla  volta  di... 

CONTORNATOJ.  V.  Trancia*  sig.  1 

CONTORNO.  Contorno,  Dintorno:  lo 
spazio  circonvicino  alla  cosa 
di  cui  si  parla  —  Cordone,  Con- 
torno: il  giro  d'una  moneta  ri- 
cinta come  da  un  cordone —Co- 
nio a  vite. 

CONTRA.  Contra  ,  Contro  —  A  la 
contra*  Incontro  —  Andà  a  la 
contra*  Andare  a  riscontrare, 
Rintoppare  uno. 

CONTRA.  Presa,  Ripiano,  Tramite: 
il  piano  di  ciascuno  degli  sca- 
glioni di  poggio  coltivato  a  ri- 
piano. V.  Ronch*  contrajoeura* 
Sièe. 

CONTRÀA,  CONTRADA.  Contrada, 
Via  —  contrada  de  veder*  Così 
quei  di  fu  or  a  chiamano  le  no- 
stre Gallerie.  V.  —  Andà  in  la 
contrada  di  matarazzèe*  fig. 
Andare  a  consigliarsi  col  piu- 
maccio :  andar  in  letto  a  dor- 
mire —  No  savè  dì  nanch  la 
contrada  d'ona  cossa  o  Savenn 
nanch  la  contrada,  fig.  Non  ne 
saper  acca  o  boccicata  —  Da 
contrata,  cum  stratum*  i  nostri 
notaj  dal  200  in  poi  usano  Con- 
trada per  vicinato. 

CONTRAGO  (I).  ingegni  (Gli):  la 
parte  della  chiave  che  apre  le 
serrature.  Mulinella ,  si  dice 
quella  specie  diTch'è  nella  te- 
stata degli  ingegni;  e  denti  o 


tacche  i  loro  risalti,  e  fernetta, 
è  il  nome  dei  trafori  degli  inge- 
gni della  chiave  ,  più  dilatati, 
che  non  i  tagli  ordinarj. 

CONTRADOTA.  Dar  contraddote. 

C0NTRAF0ND.  Contraffondo —Con- 
trasse. 

CONTRAFORT.  Fodera,  Soppanno: 
pano  lino,  lanot  serico  o  altro, 
che  si  cuce  contro  il  rovescio 
delle  vestimenta ,  delle  scarpe, 
per  fortezza  o  per  ornamento  — 
Fortezza:  di  ciò  che  serve  di 
rinforzo  a  certi  lavori  di  legno, 
di  metallo,  di  marmo  —  Melt  el 
contra  for  t  *  Foderare,  Soppan- 
nare —  Vess  de  contrafort*  Stai- 
pronto  alle  riscosse, ad  ajuto  — 
Soppanno:  pelle  sottile  che  fa 
foderatura  alla  parte  interna 
della  scarpa.  E  cappelletto  di- 
cesi quel  pezzo  di  cuojo  grosso 
che  si  pone  interiormente  in 
fondo  della  scarpa  per  soste- 
nere il  tomajo  (tornerà)  —  con- 
trajoeura. v.  contra*  sig.  2. 

CONTRAJOEURA,  Presella ,  Tramiti- 
no:  piccola  presa  (banchetta). 

CONTR'AL-  V.  Aletta*  par.  3. 

CONTRALTAR.  Copravvento  :  af- 
fronto improvviso  fatto  con  van- 
taggio e  soperchieria  —  Con- 
trammina:  ogni  mezzo  coperto 
per  guastare  gli  altrui  disegni 
—  Cavalletta:  inganno  fatto  al- 
trui con  doppiezza  e  astuzia  — 
Fà  on  contrattar  *  Far  un  con- 
traltare o  un  ridosso:  attraver- 
sare a  uno  una  impresa  qua- 
lunque,© dandosijallamedesima 
industria  alia  quale  si  è  dato 
egli,  o  scrivendo  un'opera  di 
simile  argomento  alla  sua ,  o 
simile  —  Fà  de  contrattar*  Far 
il  contrabbasso:  di  chi  f a  o  dice 
cosa  opposta  a  quella  che  fac- 
cia o  dica  un  altro. 

C0NTRAM0STACC.  Contraserratura: 
lastrina  di  ferro  incassata  nelle 
imposte  e  simile,  che  serve  di 
battente  (battuda)  alla  piastra 
a  cassetta  (mostacc)  della  top- 
pa (saradura) ,  e  che  ha  in  sè 
un  traforo  (bus),  in  cui  entra  la 
stanghetta  (  caden azzoeu  )  per 
serrare. 


CON  195 


CON 


CONTRAMUR.  Contramuro,  Muro  di 
rinforzo  —  Ripresa  di  muro. 

CONTRANTIPORT.  Contrauscio. 
Quell'usciale,  per  lo  più  rive- 
stito di  bajetta,  che  si  mette 
d'inverno  agli  usci  delle  stanze, 
a  maggior  difesa  del  vento  in 
luogo  di  un  secondo  usciale  o 
paravento. 

CONTRAPAGINA.  Contropagina:  la 
pagina  retta  che  riesce  a  con- 
tatto della  pagina  verso  —  Ta- 
lora, La  pagina  verso. 

CONTRAPASS.  Contrapasso,  Ambio, 
Ambiadura,  Portante:  andatura 
di  cavallo,  asino  o  raulo,  a  passi 
corti  e  veloci  —  Andà  de  con- 
trapass, ^  Ambieggiare,  Andar  di 
portante. 

CONTRAPATTA.  Pistagnino  :  quelle 
strisce  ,  della  stessa  stoffa  ,  le 
quali  son  cucite  a  ciascun  lem- 
bo laterale  della  toppa  {patta) 
dei  pantaloni,  e  a  quella  dei  ta- 
schini del  panciotto  (gilè)  e  del- 
l'oriuolo. 

CONTRAPEL-  Contrappelo  :  pelo  al 
contrario  ;  il  verso  e  la  piega- 
tura contraria  del  pelo  —  Dà  el 
contrapel  ^  Dare  o  Fare  o  Ra- 
dere il  contrappelo:  si  dice  del 
barbiere  che ,  dopo  aver  raso 
il  pelo  ,  rade  il  residuo  a  ro- 
vescio. 

CONTRAPES.  Contrappeso:  sasso, 
legno,  piombo  o  altro  che  serve 
a  tener  che  che  sia  in  bilico  o 
simile 

CONTRAPES  (  I  )•  Contrappesi  :  i 
piombi  degli  orivoli  da  torre  o 
cassetta. 

CONTRAPONZON.  Contrappunzone  : 
nome  di  quei  pezzetti  di  acciajo 
sui  quali  si  incidono  le  figure 
de' vani  interni  delle  lettere  del- 
l'alfabeto per  potere,  temperati 
che  siano ,  batterli  in  altri  pez- 
zuolini  d' acciajo  e  farne  risul- 
tare i  punzoni.  Il  contrappun- 
zone presenta  in  rilievo  il  iva- 
no della  lettera,  il  punzone  la 
figura  di  essa  in  rilievo:  la  ma- 
dre la  figura  medesima  in  in- 
cavo. 

CONTRAPONZONÀ.  Contrappunzo- 
nare:  conficcar  il  contrappun- 


zone nel  pezzuolo  d'acciajo  che 
debbe  risultar  punzone  di  ca- 
rattere da  stampa. 
CONTRARI.  Lo  stesso  che  Taj  in 

foeura. 

CONTRAVEDER.  Impannata  di  ve- 
tri, Contrimpannata:  la  seconda 
invetriata  aggiunta  per  di  fuori 
alle  finestre  nell'inverno  a  mag- 
gior riparo  dell'aria  e  del  fred- 
do. Quasi  quasi  la  contrafene- 
stro  dei  Provenzali. 

CONTROLÀ.  Riscontrare  —  Biasi- 
mare, Riprendere,  Censurare. 

CONTROLARIA.  Riscontro,  Registro 
—  Censura. 

CONTROLL.  Riscontro. 

CONTROLCEUR.  Riscontratore  — 
Censore  —  Criticastro.Voce  fran- 
cese da  Contróleur. 

CONTROMBRA.  Banchiere:  di  colui 
che  sostiene  il  giuoco  contro  gli 
altri  giuocatori  nell'ombre  spe- 
cialmente. 

CONTROSPIZZ.  Timpano, Frontone. 

CONVEGNI.  Convenire  —  Affarsi, 
Addirsi. 

CONVEGNÙU-  Convenuto. 

CONVERSA.  Gorna:  quella  parte  e- 
sterna  d' un  tetto  ,  ove  conflui- 
scono le  acque  di  due  pioventi. 

CONVERSAZION.  Conversazione  — 
veglia. 

CONVOJ.  Convoglio  :  vettovaglie, 
armi  ed  altro  per  soldati  o  città 
assediate,  che  si  mandano  sotto 
buona  scorta  di  truppe  —  De- 
nominazione collettiva  di  tutti 
i  carri  [vagon)  di  varia  foggia, 
attaccati  gli  uni  dietro  agli  al- 
tri, e  tutti  trascinati  dal  loco- 
motore sulle  strade  ferrate. 

COO.  Capo  —  A  eòo  a  còoJ  A  tu  per 
tu  —  Rasente  —  A  eòo  biott  ^  in 
zucca  — A  eòo  e  pée^  capopiede, 
A  eòo  in  giòj  A  capo  di  sotto,  A 
capo  fìtto  —  Andà  o  Dà  al  cóo^ 
Dare  al  o  nel  capo  —  Andà  fceura 
del  cóOj  Uscir  di  mente  —  Andà- 
via  coni  el  eòo  *  Farneticare  — 
Vagellare  —  Esser  sopra  pen- 
siero ,  Vagare  colla  mente  — 
Andà  attorna  el  eòo.  Aver  il 
capogiro  —  Ave  el  eòo  a  càJ 
Aver  il  cervello  seco,  Esser  in 
senno  —  Ave  el  eòo  a  fa  conscià  . 


COO  196  COO 


Aver  dato  il  cervello  o  gli  orec- 
chi a  rimpedulare  o  al  cimato- 
re: esser  pazzo— Porre  o  Pian- 
tar una  vigna:  non  attendere  o 
badar  a  quel  che  altri  dica  — 
Ave  el  eòo  alarla  Essere  sviato, 
Sdarsi,  Svagarsi  —  Ave  l'argent 
in  eòo  j,  Esser  fidanzata  o  pro- 
messa sposa  —  Avegh  de  fà  fin 
dessoravia  del  eòo  Aver  che 
fare  fin  sopra  i  capelli  —  Avegh 
el  eòo  come  ona  pasta  Aver  il 
capo  indolenzito  —  Avegh  el  eòo 
ligàa  ligàa  o  come  ona  zucca, 
o  grev*  Avere  accapacciamen- 
to,  Essere  accapacciato:  affati- 
cato —Avegh  imbindàa  su  el  eoo., 
fig.  Esser  in  parto  —  Avegh  la 
ed  in  cóOj  o  Avegh  minga  cà  in 
eòo*  Aver  niente  che  sia  al  sole 
o  aver  del  suo  al  sole  —  Avegh 
quajcossa  per  elcòoJ  Aver  il  ci- 
murro: di  chi  ha  alcun  umore  o 
fantasia,  o  di  chi  sia  sdegnoso 
o  imbizzarrito  —  Avegh-via  el 
eòo  o  Gira  el  eòo*  Aver  meno  il 
capo  —  Avegh  el  eòo  a  sfonde- 
rà^ Volar  il  cervello  —  Borlà- 
già  cont  el  eòo  in  giòJ  cadere  a 
capofitto,  Capitombolare,  Far  un 
capitombolo  —  Bassà  el  eòo  * 
Arrendersi  —  cercagh  o  Guar- 
dagh  in  eòo  J  Levar  il  fastidio 

—  ciappà  el  eòo  in  man*  Dar  le 
spese  al  suo  cervello:  star  so- 
pra di  sè  raccolto  in  un  solo 
pensiero  —  cont  el  eòo  bass*  A 
capo  chino  o  chiuso  —  cont  el 
eòo  via,,  A  capo  sventato  —  eòo 
bass^FiG.  Pepino:  di  persona  che 
sa  far  il  male  a  suo  tempo  — 
Gattone  ,  Mozzina  :  di  scaltro  — 
Acqua  cheta  :  di  persona  dop- 
pia, simulata  —  bisoeu  o  de  ca- 
vij*  Bravo  ,  Bravazzo,  Sgherro 

—  Capo  rotto  :  di  persona  che 
mette  in  pensiero  altrui  —  de 
ìtrucc  o  bus_,  Zucca,  Poponella: 
di  baggeo  —  curiosa  Capo  ame- 
no —  de  ciati*  Testa  di  rapa, 
Cervel  trapanato  —  de  legn  o 
dWjCapo  quadro,  Capo  da  sas- 
sate, Capassone,  capaccio,  Ca- 
potacelo di  tinca  —  de  matt* 
Capo  scarico,  a  cantoni,  di  pazzo 

—  costà  i  ceucc  del  eòo  J  Costar 


un  occhio ,  Valere  il  cuor  del 
corpo  —  eòo  de  romp  gandoll* 
Capo  d'asino  o  di  bestia,  Testa 
bajarda  —  quader  *  Testa  ben 
assestata  —  Dà  el  eòo  *  Dar  del 
o  di  capo  —  Dolor  de  eòo,,  Grat- 
tacapo :  tribolazione  —  Dormì 
bass  de  eoo, Giacere  a  capo  steso 

—  Alt  de  eòo*  A  capo  elevato— Fà 
andà  via  o  girà  o  S'eeppà  el 
eòo,  Tórre,  Rompere,  Spezzarla 
testa  —  Fà  vegnì  tanto  de  còOj, 
Intronare  —  Gòo  tant  de  eòo*. 
Sono  stordito  —  Fà  i  robb  cont 
el  eòo  in  del  sacche  Far  a  van- 
vora,  a  bambera,  al  bacchio  — 
Girà  el  eòo*  Aver  le  traveggole: 
per  ubbriachezza  —  Girar  la 
coccola  o  la  coccia:  dirne  o 
farne  di  strane  —  Giugagh  el  eòo, 
Rimetterci  la  testa  —  Giuslagh 
el  eòo  a  vun *  fig.  Quadrar  la 
testa  a  uno:  abituargliela  a  ra- 
gionar sodo  —  Lassass  minga 
mangia  i  fasoeu  in  eòo  *  Non  si 
lasciare  mangiar  la  torta  in  ca- 
po, o  metter  sotto,  Non  portar 
basto  —  Lavada  de  eòo,  Un  la- 
vacapo —  Lavorà  de  o  Tosu- 
foeura  del  eòo*  Cavarsi,  Lavo- 
rare, Fare  di  sua  testa,  di  suo 
capo  —  Metl-giò  o  simile  el  eòo* 
Metter  il  cervello  a  bottega  — 
Menà  via  el  eòo,  Abbagliare, 
Confondere  —  On  gran  eòo,  Te- 
sta di  ferro  :  forte  —  Pestà  ona 
robba  in  del  eòo*  Ribadir  che 
che  sia  in  capo—  Podèpù  dagli 
del  dolor  de  eòo*  Aver  la  testa 
tutto  un  ceppo  o  il  capo  incep- 
pito  dal  dolore:  intormentito 
quasi  come  un  ceppo  —  Scaldass 
el  eòo,  fig.  Prender  una  scesa  di 
testa  —  Scorti  adrèe  el  eòo *  Spe- 
dire uno:  di  malato  —  Scorti  el 
eòo*  Dir  di  no  —  Senza  eòo*  Sca- 
pato —  Sentiss  quasi  pù  altac- 
càa  el  eòo*  Incatorzolirsi  la  te- 
sta, Aver  il  capo  vuoto:  dal 
gran  dolore  non  se  lo  sentir  più 
quasi,  a  chi  il  capo  non  dice  il 
vero  —  Tajà  via  el  eòo  ai 
rann*  ecc.,  Scapar  le  rane,  ecc* 

—  Tegnì  el  eòo  a  cà  *  Star  in 
senno,  Tener  il  cervello  o  il 
giudizio  a  bottega  —  Tira  la 


COO  197  COP 


peli  in  eòo  Voler  la  pelle  d'  li- 
no :  pretender  troppo  da  lui  — 
Tirass  in  del  eòo  ^  Ridursi  alla 
memoria  o  mente  —  Vess  pìen 
de  de~bet  fìnna  al  còOj,  Aver  de- 
bito il  cuor  del  corpo,  o  più  de- 
biti che  la  lepre  —  Vorè  andà 
in  duu  el  eoo,,  Andar  la  testa  in 
pezzi:  dal  dolore  —  Vess  robba 
de  tra  via  el  cdo^Esser  cosa  da 
ammattire,  impazzirne,  da  bat- 
ter il  capo  nelle  mura  —  Vess 
senza  còoJ  fig.  Aver  dato  il  cer- 
vello al  cimatore  —  Vorè  tra- 
via el  eòo  Sfasciarsi  la  testa, 
Scaparsi:  darsi  pensiero  o  pena. 

£0*0.  Intelletto  —  Giudizio  —  A  rnè 
pocch  eoo,,  A  mio  scarso  giudi- 
zio —  Ato  cóOj  Di  tuo  capo—  Bon 
cóOj  Buona  testa  —  Donna  de 
eòo*  Donna  di  garbo  —  Omm  de 
cóoJ  Uomo  aggiustato. 

COO-  Capo,  Principio  —  d£  con- 
trada, capostrada  —  Andà  in 
eòo*  Scadere  —  De  eòo  del  lett, 
A  capo  del  o  al  letto  —  Descor 
a  eòo  pu  bellJ Metter  il  becco  in 
molle  :di  chi  comincia  a  cica- 
lare e  non  rifina  —  In  eòo,  In 
capo:  in  fine  —  Vegninn  a  còoJ 
Venirne  a  capo  —  Vess  in  cóo^ 
Esser  a  termine. 

CDO.  Capo,  Suppurazione  —  Vegnì 
a  cóoJ  Maturare  ,  Infradiciare, 
Suppurare,  Far  capo:  di  suppu- 
razione al  dito  o  altrove  —  Ca- 
po :  della  matassa  {ascia)  —  V. 
Bander^  cornanti,  —  Cerro,  Fran- 
gia: il  vivagno  della  tela  -  Ca- 
po: di  viti,  zucche,  ecc.  —  de 
vin  o  de  uga_,  da  frutto  —  Di 
seta,  filo,  cotone,  ecc.  —  Fà-giò 
i  eòo,  Sbroccare  la  setn. 

CDO  D'ARGENT.  V.  Speronada. 

CÓO  DE  MONTURA.  Zucca:  sciocco 
di  legno  foggiato  a  capo  d'uo- 
mo, senza  però  alcuna  forma  di 
viso  ,  sul  quale  i  parrucchieri 
vengono  costruendo  le  parruc- 
che. 

COO  DE  PERUCCH.  Testiera,  Testa: 
ciocco  simile  alla  zucca  {eòo  de 
montura),  che  però  talvolta  ha 
anche  la  forma  del  viso ,  sul 
quale  si  posano  le  parrucche  di 
uso  giornaliero  per  pettinarle. 


CÓO  DE  PETTENÀ.  Testiera,  Testa: 
ciocco  foggiato  a  capo  d'uomo, 
con  viso  anche  colorato,  di  cui 
i  parrucchieri  si  servono  per 
montarvi  ogni  specie  di  capel- 
latura posticcia. 

CÓO  DE  RGSUDA.  V.  in  Testa. 

CÓO  DE  ROMP  GANDOLL.  Capo  di 
stipito  o  da  sassate:  capo  duro, 
di  dura  apprensione  —  fig.  Te- 
sta di  pazzo ,  Capo  a  cantoni. 

CÓO  DE  SCUFFI  o  DE  MADAMM.  Te- 
stiera: le  modiste  e  le  crestaje 
chiamano  cosi  quel  bustetto  di 
cartone  sul  cui  capo  montano 
cuffie,  cappellini  e  simili. 

CÓO  D'OR.  Martinello  ,  Piviere,  Pi- 
viere dorato  (Charadrius  plu- 
vialis):  uccello  di  ripa;  pileo  e 
la  parte  superiore  del  corpo  di 
color  nero,  macchiato  di  giallo 
vivace;  becco  nerastro;  pitìdi 
neri  ;  fischia. 

CCOTESSERA.  V.  captessera. 

COPÈ  V.  Coppe. 

COPELLA.  Coppella  --  de  fina,  Af- 
finatolo —  Mett  in  copellaJ  Cop- 
pellare —  Fàa  a  copella,  Fatto 
per  bene  —  Stà  a  copella  ,  Reg- 
gere al  paragone,  Star  dal  pari. 

COPIA.  Copiare  —  in  bella,,  Copiar 
in  pulito. 

COPIADURA.  Copiatura. 

C0P1ALETTER-  Copialettere  :  tor- 
chio con  cui  si  copiano  le  let- 
tere scritte  coli' inchiostro  di 
Watt.  Esso  d'ordinario  è  di  fer- 
ro; le  lastre  di  ferro  fuso  {ghi- 
sa); i  ritti,  la  traversa  a  chioc- 
ciola {lumaga).  la  vite  e  il  bi- 
lanciere di  ferro  battuto.  Tutta 
la  macchina  è  fìssa  ad  una  forte 
tavola  con  madreviti  che  in- 
granano T  estremità  inferiore 
dei  ritti  e  ne  serrano  il  piede, 
più  largo  del  diametro  della  vite 
contro  la  tavola  orizzontale. 

COPIASCIÀ.  Esercitare  la  menan- 
te ri  a. 

COPISTARIA.  Copisteria ,  Menan- 
teria. 

COPOAR.  V.  SciocchJ  par.  2. 

COPON.  Stacco,  Tagliando:  poliz- 
zina  aggiunta  alle  carte  di  de- 
bito dello  Stato,  per  dar  facoltà 
al  creditore  di   riscuotere  il 


COP  198  COP 


frutto  del  denaro  investitovi.  La 
nostra  voce  è  dal  francese  cou- 
pon. 

COPP.  Tegolo,  Tegola:  lavoro  cur- 
vo di  terra  cotta,  lungo  tre  o 
quattro  spanne ,  arcato  per  lo 
lungo  a  modo  di  doccia  (canal), 
aperto  forse  una  spanna  al 
Largo  {testa),  alquanto  meno 
alio  Stretto  (coin)\  servono  a 
coprir  il  tetto  —  Tegolino  :  te- 
golo di  minore  grandezza  con 
che  copronsi  le  congiunture  de- 
gli orli  di  due  file  contigue  di 
tegoli ,  perchè  1'  acqua  non  vi 
passi  —  Copp  rornan  j  Embrice, 
Embrice  romano:  lavoro  piano 
di  terra  cotta  ,  in  figura  di  tra- 
pezio, con  Orlo  rilevato  a  squa- 
dra in  ciascuno  dei  due  lati  non 
paralleli;  la  parte  piana  dicesi 
Pianta:  poco  usato  da  noi  —  de 
marmor^  Tegolo  di  marmo  —  a 
uso  d'usejj  Frate  da  stanze  a 
tetto  —  a  ess^  Tegolo  fiammingo 
o  ad  esse  —  de  torr*  da  torri  — 
de  colmegna..  Colmegnolo  —  de 
fornas,  Comignolo  da  fornaci  — 
de  gronda^  le  Gronde  —  de  cri- 
stalli Tegoli  di  cristallo  —  de 
ghisa  di  ferro  fuso  —  de  con- 
versa.,  da  gorna  —  Band  come 
on  copp  _.  Popparsi  di  rabbia  — 
Fà  i  copp j,  Spianar  i  tegoli,  gli 
embrici  —  Ciappà  quaj  copp  ^ 
Sghembarsi  i  tegoli,  gli  embrici: 
di  quando  posti  sull'  aja  a  sec- 
carsi s1  acquattano  e  perdono 
V  arcatura  —  Primm  pian  sott 
ai  copPì  Soffitta,  Stanza  a  tetto 
—  Giugà  a  copp.  V.  Pizz  (Giugà 
a)  —  Fabbrica  de  copp Tego- 
laja  —  Quatta  de  copp  on  tecd 
Embricare  un  tetto  —  Quell  di 
coppi  Tegolajo  —  Banda  come 
on  copp„  Arrovellato  —  Bi  copp 
in  giò  o  in  sù^  fig.  Dal  tetto  o  dai 
coppi  in  giù  o  in  su—  Tirà-via  i 
copp  d'on  tecc  Distegolare  un 
tetto  —  Banch  di  copp,,  Banco  da 
fabbricar  tegoli  —  Copp  piovat- 
tàa  o  sbagorda ^  Tegoli  scre- 
ziati. 

COPP-  Coppe  :  uno  dei  quattro  se- 
mi (pai)  delle  minchiate  (ta- 
roccò) —  Bà  el  dùu  de  copp  ^ 


fig.  Dare  lo  sfratto,  il  puleggio: 
licenziare  —  Tceu  su  el  dùu  de 
copp*  Pigliar  il  cencio,  Spulez- 
zare,  Pigliar  le  gambe,  Girardi 
bordo  :  andarsene. 

COPP.  Braciere:  cassetta  di  ferro 
che  piena  di  bragia  sottoponesi 
alla  pietra  per  tener  liquida  la 
pasta  da  cioccolata,  intanto 
che  la  si  vien  menando  col 
rullo  (cannella). 

COPP.  Coppo:  misura  di  liquidi 
equivalente  alla  metadella (mi- 
tàa)  —  Randello  :  quel  legno  ar- 
cato ch'è  nei  basti. 

COPP-  Tegolo,  Tempella:  arnese 
che  i  cappuccini  suonano  o 
suonavano  per  chiamare  a  men- 
sa —  Sona  el  copp  >  Battere  la 
tempella.  Lodovico  Muratori, 
Annali  d' Italia  a  pagina  269, 
tomo  IV.  Storia  dell'anno  699. 

COPPA.  Nuca  —  Fà  coppa ,  Far 
collottola:  ingrassare  —  capo- 
collo: taglio  di  bestia  che  con- 
fina coir  aletta,  colle  costole 
dello  spigolo  (crosera)  e  coi 
collo  —  Giogo:  la  carne  dei 
collo  che  nel  bue  vivo  è  bat- 
tuta dal  giogo  —  per  Tazza  del 
caliZi  V. 

COPPA-  Specie  di  rastrello  senza 
denti.  Anche,  Redabol^  Redibol. 

COPPA  Accoppare  —  Integamare: 
far  cuocere  le  uova  nel  tegame 
(biella),  V.  in  (Euv  —  Alzare: 
delle  carte  da  giuoco. 

COPPATT.  Lavorante  di  tegoli,  Te- 
golajo. 

COPPE.  Cuppè:  specie  di  carrozza 
avente  il  cassino  con  coperto 
stabile  e  sportelli:  carro  a 
quattro  ruote;  non  fiancate  an- 
teriori; retta  sulle  molle. 

COPPELOTT.  Scappellotto,  Scapez- 
zone,  Scapaccione  —  Bà  o  tozu 
sù  on  coppelott,,  Appiccicare  o 
Toccare  uno  scappellotto,  Scap- 
pellottare, Scapezzare. 

COPPÉRA.  Tegamino  da  uova  — 
per  Mceud,  sign.  2,  V. 

COPPETTA.  Ventosa  ,  Coppetta  — 
secche  a  vento  —  tajàa^  a  ta- 
glio —  Mett  i  coppetl  j  Vento- 
sare. 

COPPETTA.  Coilottoletta:  piccola 


COP  199 


COR 


collotta  —  per  sciavattin*  para- 
grafo 2,  V. 

COPPIN-  Coppino ,  dim.  di  coppa 
—  per  Quartin,  sign.  1,V.  —  per 
Mesurin,  V.  —  per  diletta  V. 

COPPIRGSU-  Portatore:  l'uomo  che 
alloga  suir  aja  i  tegoli  appena 
fatti. 

COPPON.  Scappellotto,  V.  coppe- 
lott. 

COPPON.  Embricione  —  de  con- 
versa J  Embricione  da  gorna  — 
rornan^  Embricione  romano. 

COPPONA  Su'.  Dare  scappellotti. 
V.  Coppelott. 

COPRAPIATT.  V.  Quattapiatt. 

COPRIÈRBA.  Rete  da  quaglie. 

COR-  Coro  —  El  dedrèe  del  cor;  Il 
Poscoro. 

COR.  Correre  —  Fà  a  chi  córpus- 
sèeJ  Fare  alla  corsa  —  Giugà  a 
cores  adrèe^  Far  le  corse. 

CORA  CORA.  Curra,  Curra  curra , 
Curre  curre ,  Billi  billi ,  Bilie 
bilie:  voci  colie  quali  si  chiama 
una  gallina  o  più ,  quando  si 
vuol  dare  a  beccare. 

CORADELLA,  CORÀDEGA.  Polmone: 
viscere  nella  parte  interiore 
del  petto,  eh' è  l'organo  princi- 
pale della  respirazione  —  Parti: 
Ala;  Aletta,;  canaruzz  —  Pasto, 
Polmone  :  quelli  degli  animali 
che  si  macellano,  per  mangia- 
re, come  di  bovi,  porci,  e  si- 
mili. 

CORAJ.  Coralli:  quelle  pallottoline 
rosse  che  hanno  i  tacchini  (pol- 
lin)  sotto  ai  bargigli  (bardell) 
e  giù  lungo  il  collo  —  Rid  che 
passa  minga  i  coraj  *  Riso  di- 
spettoso, Ridere  che  non  passa 
dal  gozzo  in  giù. 

CORAJTT,  CORAIJN.  V.  Marg a ritin; 
par.  1. 

CORALL.  Corallo  (Madrepora  ru- 
bra). Filotto  è  il  filo  di  coralli 
di  circa  sei  once  di  peso:  cor- 
poj,  più  fili  di  coralli  men  grosso 
del  filato  di  cui  si  compongono 
i  massi;  cavatore  o  pescatore 
di  coralli,,  chi  lo  pesca;  coral- 
liferi si  dicono  i  fondi  fertili  di 
coralli,  corallina,  la  barca  da 
pescarlo;  cor  allume  ^  quantità  di 
coralli;  corallino,  ciò  ch'è  ros- 


so come  il  corallo;  coralloide 
ciò  eh1  è  com' esso  diramato  — 
Corali  bianch;  Corallo  bianco 
(Medrepora  oculata)  —  carbo- 
nett;  carbonetto  —  eoo  de  fila; 
capofilo  —  me zz ernia  o  smez- 
zàaj  Mezzania  —  molàa  co- 
rallo arrotato  —  sfaccettato 
negher^  nero  (Gorgonia  antipa- 
thes)—  sgresg^  greggio  —  smorta 
Corallese  —  Mazz  de  coralli 
Rappa  di  corallo  —  Ramm  de 
corali  j  Branca  di  corallo  — 
Scorza  de  coralli  Corteccia  dì 
corallo. 

CORALLÉE.  Corallaj.o. 

CORALINNA  Corallina  di  Corsica, 
Musco  di  mare:  miscuglio  di 
piante  e  altro  che  colla  loro 
decozione  e  infusione ,  danno 
una  bevanda  buona  ad  uccidere 
i  bachi. 

CORAMELLA.  V.  Coetta,  sign.  3. 

CORAMN.  Cuojo. 

CORAVu.  Colatojo:  telajo  intrec- 
ciato di  corde,  sovra  cui  si  di- 
stende un  panno  per  colare  la 
colla  prima  di  farne  uso  —  Co- 
lino :  telajetto  di  legno  fatto  a 
rete  con  funicelle  sul  quale  si 
pone  la  colatoja. 

CORDA.  Corda. —  Noi  mediterranei 
non  conosciamo  le  ansiere  le 
boline  j  la  corda  conlinova^  la 
corda  di  filo  di  ferro  le  corde 
di  Cairo  ;  le  draglie  J  le  drizze ; 
i  fornelli;  i  gerii;  i  gherlini,  le 
gomonette;  il  le  zzino  Aq  mano- 
vre,, che  si  distinguono  in  dor- 
mienti o  stabili  e  in  volanti  o 
correnti;  il  menale^iì  merlino 
le  mure;  le  pitte  ;  le  sartie  ;  le 
antarie;  gli  stragli; e  via.  V.  Ga- 
mir  ;  Legnceu  —  Ballarin  de 
corda;  Funambolo  —  FU  de  cor- 
da, Tréfolo  —  Corda  del  man- 
tes ,  Menatojo  —  de  Monscìa 
V.  Lugànega  —  di  barch;  cavo 
—  de  sacch;  Cornandole  —  de 
saltà;  Cordicella  da  saltare  — 
d'erba;  Breino  o  Cavo  d'erba: 
fatto  di  falasco  o  pattume  — 
Stramba:  cavo  d'erba  intrec- 
ciato —  Libano  :  fatto  di  sparto 
de  canov,  Canape  —  grossa  de 
canov ;  Canape  —  de  caregU  ; 


COR 


200 


COR 


Susta  —  Gir  de  corda*  Duglia  — 
Fà-sù  la  corda  in  gir ,  Addu- 
gliare la  corda  —  Lassass  giò 
cont  ona  corda*  Coliarsi  —  re- 
gni corda*  fig.  V.  Bordon  {re- 
gni) —  Fà  corr  la  corda,,  Scor- 
rere la  corda  —  Tira  la  barca 
con  la  corda*  Alare  la  barca  — 
s/ìlozzass  la  corda*  Strefolarsi 
la  corda. 
CORDA.  Corda  armonica:  fili  at- 
torcigliati, composti  di  metallo 
o  d' altro  che  si  usano  negli 
strumenti  musicali  —  de  budell, 
Minugia  —  Chi  je  fà,  Minugiajo 

—  rawiàa  *  Corda  ramata,  fa- 
sciata —  Andà-giò  de  cordaJ 
Scordarsi:  di  strumento  —  Uscir 
di  tempra:  d'uomo  —  Mett  i 
cord  a*  Metter  in  corde,  Incor- 
dare —  Tom-aghi  a  mett  *  Ri- 
cordare— Vessgiò  de  corda*  fig. 
Non  essere  in  lena  —  Non  es 
sere  in  buon  giuoco:  in  ordine 
di  far  giuoco  —  Briglia:  la  mi- 
nugia con  che  si  fa  girar  il  tra- 
pano (trapen). 

CORDA.  Corda:  la  voce  o  il  suono 
componente  la  scala  e  i  vari 
registri  della  nostra  voce,  onde 
corda  di  petto*  di  testa*  grave* 
media*  acuta. 

CORDA-  Accordare,  Far  accordo 

—  Noleggiare. 

CORDADA.  Funata:  colpo  di  fune. 

CORD  ARI  A-  Cordame,  Cordaggio  — 
Funame:  assortimento  di  corde, 
di  funi  —  Corderia:  luogo  dove 
si  fanno  cordami,  funami  —  Sar- 
tiame. 

CORDÉE.  Cordajo,  Cordajuolo  — 
Funajo,  Funajuolo. 

CORDERÀ.  Codetta:  l'assereno  fer- 
mato sul  coperchio  d'un  violino 
in  cui  s'infilano  da  1' uu  capo 
le  corde. 

GORDSTTA  Cordicella —  Funicella. 

CORDIN,  C0RD0N.  Guida  :  specie  di 
redine  con  che  si  guidano  i  ca- 
valli da  tiro. 

CORDISI-  Mezzo:  ciascuno  dei  giuo- 
catori  che  stanno  verso  la  linea 
mediana  del  giuoco  per  ribat- 
tere il  pallone. 

GORDON-  Cordone: corda  alquanto 
grossa  per  aprire,  chiudere  o 


tirar  le  tende,  i  campanelli  e 
per  altri  diversi  usi  —  Nastro  o 
cordcllino  di  seta  o  d'altro  av- 
volto alla  mazza  [baston)  che 
finisce  in  due  nappette  [fioc- 
chiti)— Truppe  collocate  a  po- 
ca distanza  le  une  dalle  altre, 
in  modo  da  poter  impedire  il 
passaggio  agli  abitanti  dei  paesi 
infestati  da  una  malattia  con- 
tagiosa—Truppe che  si  fermano 
su  frontiere  con  intenzioni  ostili 
siano  offensive  o  difensive  — 
Cordiglio  :  quello  dei  frati  —  Co- 
stola :  la  parte  più  grossa  e  ri- 
levata del  pettine  —  Cordone  : 
quelli  a  modo  di  funicoli  di  fi- 
laticcio o  di  corda  o  d'altro 
dietro  le  carrozze  per  ritegno 
dei  servitori  —  Guida ,  Rotaja: 
nome  di  due,  o  anche  quattro 
strisce  parallele  di  lastre  in 
alcune  strade  acciottolate  ,  pel 
più  comodo  carreggiare  —  Ton- 
dino, Bastoncino.  Bottaccino: 
cilindro  di  piccol  diametro  che 
nell'architettura  serve  d'  orna- 
mento all'estremità  delle  co- 
lonne, alle  cornici  e  simili  — 
Bastone:  sorta  di  palla  col  ta- 
glio a  mezzo  cerchio ,  per  uso 
di  fare  scorniciamenti  tondi  e 
massime  il  bastoncino  —  Tèn- 
dine: parte  del  muscolo  che 
biancheggia  e  che  ne  forma  la 
estremità  —  per  Cordin*  V.  pa- 
ragr.  l. 

C0RD0N.  Corde  del  collo:  i  due 
nervi  del  collo. 

CORDONITI-  Cordoncino. 

C0RD0VAN.  Cordovano:  cuoio  di 
pelle  di  capra,  di  castrato  odi 
altri  animali  la  cui  concia  fu 
ritrovata  in  Cordova  —  Ceppa- 
tello: ogni  limbelluccio  di  carne 
che  i  conciatori  staccano  dalle 
pelli  dei  vitelli  e  dei  manzi  e 
che  vendono  ai  poveri. 

COREGO-  Correggere. 

COREGGGIBD.  Corretto. 

GÓREGH.  Cestino  da  bimbi:  araese 
di  vètrice  {sares  gora),&  foggia 
di  cono  tronco,  dentro  cui  si 
pone  in  piedi  il  bambino  ,  per- 
chè s'avvezzi  a  reggersi  e  ira- 
pari  a  camminare  —  Trabicco- 


COR  201  COR 


io,  Tamburo,  Tamburlano:  ar- 
nese composto  di  sottile  assi- 
cella piegata  in  tondo  a  modo 
di  cassa  senza  fondo;  coper- 
chio libero;  una  rete  di  spago 
tesa  internamente  per  porvi 
panilini  da  rasciugare  o  da 
scaldare  al  fuoco  d'un  veggio 
o  d'  un  caldano  sovra  il  quale 
il  trabiccolo  vien  collocato  — 
Cestino,  Cestello  :  arnese  di  vi- 
mini (sares  gorin)  fatto  a  cam- 
pana, aperto  anche  nella  parte 
superiore,  e  sotto  il  quale  si 
pone  il  becchime  ai  pulcini 
(poresitt)  e  ai  grossi  polli  —  Cri- 
nolino:  quel  particolar  tessuto, 
il  cui  ordito  è  di  mille  robe,  a 
nso  di  farne  un  corto  sotta- 
nello, il  quale,  perchè  boffice  ed 
elastico ,  impedisce  che  il  so- 
prapposto vestito  non  istia  mu- 
cido e  cascante  ma  gonfio  e  ri- 
levato. Pare  ch'esca  di  moda. 
Anche,  Ballon^  vapor. 

COREL  ATIV(ANDÀ)- Accordar  si(  ver- 
bo che  trae  da  coreJ  cuore). 

CORENSGIA.  Coreggia:  cintura  di 
cuojo  (coramm)  —  Queli  di  co- 
rensgj  Coreggiamo. 

CORENSGIN.  Coreggiuolo:  striscia 
di  cuojo,  a  guisa  di  nastro  che 
si  usa  aile  scarpe,  agli  stiva- 
li, ecc.  —  Soggolo:  strisciolina 
di  pelle,  che  all'uomo  si  fa  pas- 
sare sotto  alla  gola,  perchè  il 
caschetto  o  il  berretto  stia  più 
fermo  in  capo. 

CORENT  (STA  OGNI  DÌ  IN).  Far  ogni 
di  capo  d'anno. 

CORESPONSION.  Ricompensa, Rico- 
gnizione. 

CQRIN-  Cuoricino:  picciol  cuore 
—  Cuoricino:  pezzuolo  di  tela, 
tagliato  per  lo  più  a  foggia  di 
cuore,  e  cucito  per  fortezza  in- 
ternamente all'angolo  dello  spa- 
rato del  petto  —  Cuoricino,  A- 
mor  mio:  di  persona  cara. 

CORISPOND-  Corrispondere  —  Ri- 
spondere, Dare:  di  finestre,  ecc. 
che  sono  vòlte  in  verso  un  tal 
luogo,  o  vi  riescano. 

CORISTA.  Cantore  di  coro,  Co- 
rista. 

FORIERA.  Maglia  scappata:  quella 


maglia  che  per  rottura  di  fìl» 
trovasi  lente  e  allargata,  o  non 
più  concatenata  colle  maglie 
vicine  —  Tozu  sii  una  corlèra^ 
Riprendere,  Ripigliare  una  ma- 
glia —  Tante  corler ,  Smaglia- 
tura. 

CORNA.  Corno  —  Dà  i  corna  in 
vun,  Rintoppare  in  uno  —  Rornp 
i  corna  avuno  simile,  V.  Crost 
(Romp  i)  —  Ave  in  sui  corna ^ 
v.  crost  {Ave  in  sui)  —  Fà  i 
corna j  Metter  le  corna  —  Far 
le  castagne:  dispregio  che  si  fa 
altrui  alzandogli  contro  il  dito 
mignolo  e  l'  indice  a  pugno 
chiuso  —  Far  pepe:  beffarsi  di 
—  Pestass  i  coma,,  Fiaccarsi  le 
corna,  Zombarsele  sode,  Me- 
narsi botte  da  orbo  —  Vegnì  i 
corna^  venir  la  muffa,  l'uggia, 
la  mosca  al  naso:  adirarsi. 

CORNA,  per  BarbisJ  sig.  3.  V. 

CORNÀA.  Corniolo,  Cornio  (Cornus 
mascula):  alberetto  a  tronco 
tortuoso,  nodoso,  a  corteccia 
verde  cenericcia,  molto  ramo- 
so, foglie  ovali:  fiori  che  appa- 
riscon  prima  delle  foglie  e  di- 
sposti a  ombrella  —  Corniola, 
Cornia:  frutto  del  corniolo  ;  for- 
ma di  piccole  ulive  di  un  bel 
colore  rosso;  carne  da  prima 
acerbissima  diventa  poi  molle 
e  di  sapore  dolce  acidetto  — 
conserva  de  cornàa^  Conserva 
di  corniole. 

CORNABÒ.  Bucapere,  Mangiapere, 
Mangiapera ,  Diavolaccio  ,  Sal- 
tabecca, Cervo  volante  (Lu- 
canus  cervus):  insetto  a  co- 
lor nero;  mascelle  prominenti 
che  terminano  in  estremità  bi- 
forcate; sulla  testa  certe,  a 
cosi  dir  ,  tenagliuzze  rassomi- 
glianti nella  forma  alle  eorna 
del  cervo, se  maschio;  due  sem- 
plici corna  a  guisa  di  tenaglie 
se  femina.  il  Diavol  dei  Luga- 
nesi. 

CORNABOESSA.  Bucapere ,  Cervo 
volante  non  cornuto ,  Scarabeo. 
Rinoceronte  femmina.  È  diverso 
dal  cervo  volante  [cornabò)  sol» 
nell1  esserne  men  grosso  e  nel- 
l'avere le  antenne  (barbis)  bre- 


COR  202  COR 


vissime  e  non  racemose.  Anche 
lo  chiamiamo  Triapaja. 

CORNACC,  CORNUCC  Costole:  quelle 
del  naspo  (aspa). 

CORNADA.  Cornata  —  Dà  ona  cor- 
nadaJ  Menar  una  cornata. 

CORNAGGIA-  Mulacchia,  Cornac- 
chia bigia,  Cornacchia  (Corvus 
cornix):  uccello  silvano;  dosso 
e  addome  cenerino;  testa,  da- 
vanti del  collo,  ali  e  coda  nero- 
cangiante;  becco  con  apice  su- 
badunco ;  seconda  remigante 
più  corta  della  sesta;  esso  grac- 
chia, scornacchia,  cornacchia 

CORNAGGIA.  Ghiaccinolo ,  Diac- 
ciuolo,  Gocciolotto  :  striscia  ag- 
ghiacciata dell'umore  che  stava 
per  grondare  da'  tetti ,  dalle 
doccie  {canal)  e  simile  —  Gelò, 
i  cornagg^  Tirar  brezzone,  brez- 
zolone,  Essere  un  freddo  che 
pela,  che  fende. 

CORNAGGITT-  Bubbolini  (Behen  al- 
bum): pianta  campìa  (de  camp), 
le  cui  foglie  tenerine  si  man- 
giano la  primavera  nella  mine- 
stra de'  contadini. 

CORNAJffiULA.  Gramigna (Panicum 
dactylon):  erba  perenne,  molto 
strisciante;  foglie  alquanto  lar- 
ghe; comune  nei  pascoli  e  nei 
campi. 

CORNAJffiULA  Canna  da  serviziali  : 
pei  cavalli  —  Mastice  veneziano: 
specie  di  colla. 

CORNAJffiULA.  Cornajola:  specie 
di  agata,  semitrasparente,  ros- 
seggiante ;  adoperata  massime 
per  le  incisioni  e  per  le  scoltu- 
re; le  più  belle  vengon  dal  golfo 
di  Cambaja. 

CORNARE-  Cornaredo.  Nome  di  un 
villaggio  un  otto  miglia  lungi 
da  Milano,  il  quale  dà  luogo 
alle  locuzioni  —  Alida  a  corna- 
rè,,  fig.  Andar  podestà  a  Corna- 
redo  —  Manda  a  cornare  fig. 
Mandar  a  Cornaredo:  cioè  rom- 
per la  fede  al  marito  ,  o  questi 
alla  moglie.  I  Vocabolari  hanno 
Corneto;  e  perchè  non  possiamo 
noi  dire  cornaredo? 

CORNETTON.  Cote  arenaria,  Pietra 
arenaria ,  Cornettone.  Pietra 
nella  quale  predomina  il  calca- 


rio,  e  che  ha  scarse  e  piccole 
parti  micacee  e  sabbiose.  Traesi 
dalle  cave  di  Vigano,  distretto 
di  Missaglia.  Dicono  anche  cor- 
nett  —  cornetton  bianch  Cor- 
nettone bianco.  Nelle  cave  di 
Vigano  è  nome  dell'arenaria 
di  colore  fra  1'  argentino  e  il 
rossigno.  V.  Argentili  ^  sig.  2  — 
cornetton  ross^  Cornettone  ros- 
so —  salvadegh  o  bastarda  sal- 
vatico  o  bastardo  —  v.  Molerà. 

CORNI  per  Barbis,  sig.  2.  V.  —  Cor- 
nocchj  :  punte  estreme  di  monti. 

CORNIGGIÀ  V.  Scomìggià. 

CORNIN-  Cornicino,  Cornetto,  Can- 
tuccio :  l'estremità  o  culatta  di 
un  pane  bislungo. 

CORNIS.  Cornice  :  ornamento  e 
quasi  cintura  di  edilìzio ,  la 
quale  sporge  in  fuori  —  Orna- 
mento de' quadri  —  a  cordon^  a 
gussonj  a  s' cenna  de  muli,, 
mezztond^  piatta  tond^  a  filoni, 
a  guscio  ,  a  arcate  ,  bistonde  , 
piatte,  tonde  —  Canaletto  smal- 
titoio :  piccolo  canale  murato 
che  mette  nella  palude  del  le- 
tame (foppa  del  gius)  o  nella 
buca  (foppa  del  letamm)  di  esso, 
le  orine  della  stalla. 

CORNISÉE.  Fabbricatore  di  cornici, 
Corniciajo. 

CORNITT.Fagiotetti  verdi,  Fagiuoli 
in  erba:  i  bacelli  stessi  ancor 
teneri  da  potersi  mangiare  in- 
sieme cogli  interni  fagiuoli  non 
perfettamente  maturi.  Anche , 
Erba  comnnna  —  de  l'oggin^ 
Fagioletti  in  vainiglia,  Fagio- 
letti  in  baca. 

CORNITT(FÀI)  o  ON  PIATI  DE  COR- 
NITI, fig.  Far  le  fusa  torte: 
disonorare  il  marito  o  la  mo- 
glie —  Mangia  i  cornitt  d'estàa 
e  d'inverno J  fig.  Portar  le  corna 
in  capo. 

CORNO-  Calzatoja,  Corno  da  cal- 
zare :  pezzo  di  corno  concavo 
e  ricurvo,  con  che  ci  ajutiamo 
a  calzar  le  scarpe  —  per  Cal- 
zador.  V.  —  Muraglia,  Parete, 
Corno:  parte  dell'unghia  del  ca- 
vallo che  ne  circonda  il  piede 
e  gli  dà  la  forma  —  Corno:  estre- 
mità  dell'altare  —  Specie  ditrom- 


COR  203  COR 


ba,  il  cui  corpo  è  rivoltato  su 
di  sè  in  due  o  tre  larghi  giri 
circolari  compresi  tra  il  boc- 
chino e  l'ampia  campana,  Parti  : 
Ritorte  d'accordo,  Fori  laterali, 
Tasti  o  Chiavi  —  Cornetto:  quel 
piccol  corno  che  portano  a  tra- 
colla i  postiglioni. 

CORNO  !  (ON).  Un  fischio! 

CORNUCC.  Costole. 

C0R0BBIA.  Rigovernatura  :  lava- 
tura di  piatti,  cioè  il  ranno  con 
cui  furono  lavati  i  panni  —  Im- 
bratto: quel  cibo  che  si  dà  al 
porco  nel  truogolo  {marna)  — 
Pastone,  Mescolo:  quello  che  si 
dà  alle  vacche.  Dal  latino  col- 
luvies. 

CORCEU.  Otre:  pelle  d'olio. 

CORONATI.  Coronajo  —  per  Basa- 
mur.  v.  t 

C0R0NATTÀ.  Scorouciare. 

C0R0NNA.  Corona  —  Rosario,  Co- 
rona. Parti:  Avemarij  ^  Pater  ^ 
Gloria,,  coa^  Argentin  o  ftl  de 
Bologna^  Recalclùn  Maggetta^ 
Reliquia  o  Croselta  o  Medaja  — 
Dì  adrèe  la  coronna  di  ratt^  Dir 
l'orazione  o  il  paternoster  della 
bertuccia:  brontolarci  alle  spal- 
le; anche,  bestemmiare  ,  impre- 
care. Bottonelle  si  chiamano 
quei  bottoni  d'  argento  di  fila- 
grana  posti  a  tutti  i  così  detti 
paternostri,  cioè  ogni  dieci  pal- 
lottole della  corona  del  rosar  io. 

CORONNA-  Bordo  :  l'orlo  sul  quale 
dà  il  battaglio  delle  campane  — 
Ghirlanda:  quella  di  fiori  che 
ponsi  sulla  cassa  dei  bambini 
morti. 

CORONNA.  Lagrime  di  Giobbe,  La- 
grime (Coix  lacryma):  sorta  d'er- 
ba delle  cui  coccole  {borlin)  si 
fanno  avemarie,  paternostri  e 
gloria  per  le  corone. 

CORONNA  FERREA  o  DE  FER.  Coro- 
na ferrea.  Dono  ,  vuoisi ,  di  san 
Gregorio  Magno  alla  reginaTeo- 
dolinda.  Essa  consiste  in  una 
fascia  di  lamina  d'oro  con  gem- 
me, fiori  e  smalti  esternamente, 
e  nell'interno  un  cerchietto  di 
ferro  formato  con  parte  d'un 
chiodo  che  si  crede  aver  servito 
alla  crocifissione  di  Cristo. 


CORONNA  IMPERIAI*.  Corona  impe- 
riale (Fitillaria  imperialis):  col- 
tivasi in  alcuni  giardini  per  i 
suoi  bellissimi  fiori;  la  sua  ra- 
dice solida  bulbosa  ritiene  qua- 
lità venefiche  ed  è  assai  fetida; 
i  fiori  sono  pendenti,  i  frutti  poi 
dirizzano. 

C0R0SS.  Caporosso,  Bibbo,  Bibbio^ 
Anatra,  Morigiana,  Fistione,  Fi- 
sohione  (Anas  Penelope):  uccello 
acquatico  ;  becco  mediocre  ce- 
leste ;  specchio  marginato  di 
bianco  anteriormente  e  supe- 
riormente; piedi  cenerini  (ma- 
schio e  femmina);  vertice  ce- 
ciato ;  rimanente  della  testa  e 
collo  bajo  chiaro  (maschio);  te- 
sta e  collo  gialla  lionato  mac- 
chiettato di  nero  (femmina).  Es- 
so fischia. 

C0R0SS0L0N.  Codirosso  sassatile  , 
Codirossone,  Codirosso  maggio- 
re, Tordo  o  Merlo  sassatile,  Co» 
dirossolone,  Tordo  marino  (Tur- 
dus  saxatilis):  uccello  silvano; 
coda  di  color  fulvo  ;  addome 
giallo  fulvo,  immaculato  (  ma- 
schio), o  trasversalmente  striato 
di  nero  (femmina  e  giovane). 

CORP.  Corpo  —  Mettegh  tutt  e 
cinqu  i  senliment  del  corp  ^ 
Aguzzare  tutti  i  suoi  ferruzzi, 
Arar  col  bue  e  coli' asino,  Met- 
tervisi  di  casa  e  di  bottega  o 
coll'arco  dell'osso  o  della  schie- 
na —  Andà  a  corp,,  Andar  al 
morto:  assister  a  un  funerale  — 
Tegniss  in  corp  una  volontàa^ 
Patirsi  una  voglia  —  Corp  d'on 
liberJ  Costola  —  Morì  cont  la 
voeuja  in  corp^  Attaccar  i  pen- 
sieri alla  campanella  dell'uscio, 
Baciar  la  campanella  —  Tetta 
in  corpJ  Accoccarla  ,  Calarla  , 
Appiccarla  —  Resta  in  corpJ  Ri- 
maner a  carico  —  tosuss  in 
corp^  Succiarsi  :  un  uomo  tedio- 
so, una  lettura  mortifera,  un' in- 
giuria, un  rimprovero,  ecc. 

CORP  (D' ON  LIBER).  Schiena  d'uà 
libro:  la  parto  di  dietro  del  libro, 

CORPASCIHU.  Corpaciuto. 

CORP-SANT.  Corpi  Santi  (I).  È  tra 
noi  quella  zona  di  terra  irrego- 
lare circuente  la  città ,  che  & 


COR  204  COS 


mezzodì  allargasi  fino  a  6900  me- 
tri, e  appena  900  a  nord-est  fuor 
porta  Venezia.  S'  intitolò  cosi 
tra  noi,  perchè,  ai  tempi  feudali, 
quando  l'arcivescovo  era  anche 
conte  della  città,  la  sua  giuri- 
sdizione si  estendeva  pure  nel 
circondario,  che  ,  come  appar- 
tenente alla  Chiesa,  era  consi- 
derata alloratutt'una  cosa  collo 
Stato.  Corrispondono  i  Corpi 
Santi  alle  Camperie  dei  Toscani, 
alle  Furie  dei  Palermitani,  ecc 

CORPIJU.  Corputo. 

C0RPUSD0MEN-  Corpusdomini ,  Il 
Corpo  del  Signore.  Urbano  IV, 
il  1264  ,  ordinò  che  cadesse  nel 
giovedì  dopo  l'ottava  di  Pasqua 
di  rose.  Fra  noi  fu  attuata  da 
Azone  Visconte  fin  dal  1335. 

C0RRAMAN.  Maniglia,  Bracciuolo: 
quella  foderatura  di  legno  alle 
ringhiere  da  porvi  la  mano. 

CORREGHADRÉE  V.  corraman. 

COUPELL  per  Tomell  del  pozz. 

C0RRID0RA,  C0RID0R.  Corridojo, 
Corridore. 

C0RRKEU,  C0RKEU.  Raggina  :  no- 
me di  quelle  quattro  o  sei  gi- 
relline che  stanno  infisse  sur  un 
asse  ,  in  capo  delle  quali  s'  at- 
tacca il  filo  datorcere  per  farne 
spago  o  fune,  e  nel  cui  vano  sta 
la  cordella  che  ,  mossa  dalla 
ruota,  aggira  la  girella  e  con 
essa  il  filo  che  si  va  attorcen- 
do --  Assa  de  corioiUj,  Croce  delle 
raggine. 

C0RS.  Corso  —  Filare. 

CORSETI1.  Corsetto  ,  Giubboncino  , 
Camiciuola,  Casacchino. 

€0RT.  Corte  ,  Cortile  —  Corte:  pa- 
lazzo del  principe,  cosi  detto 
perchè  una  volta  i  querelanti 
vi  portavano  a  trattarsi  le  loro 
cause. 

CORTASCIA-  Cortaccia,  cortilaccio. 

CORTELL-  Coltello.  Parti:  cupola  J 
LammaJ  Manegh^  Sbiess^  Vera 
—  che  taja  quell  ch'el  ved^  che 
taglia  com'  è  luce  —  del  lardJ 
Coltella,  Coltellaccio  —  de  pesSj 
Tagliapesce,  Mestola  da  pesce  — 
de  saccocciaJ  Coltello  da  tasca, 
da  serrare  —  de  tavola^  in  asta, 
da  tavola  —  de  scanna  i  castegn^ 


Castrino  —  de  banche  Coltello 
da  banco,  Mannaja  a  lunetta: 
è  come  una  mezza  luna  e  l'u- 
sano i  calzolaj  —  de  beccarla.. 
Coltellaccio  da  beccajo  —  de 
pellatèe  J  Scannatoio  ,  coltello 
sordo  —  de  mezzenna  Squar- 
ciatolo —  de  s'  ciumni,  Spac- 
chino,  Spaccherello:  ferro  per 
ispaccare  i  virgulti  e  le  mazze 
da  far  panieri  (cavagn)  e  simile 
—  de  scortegà.  V.  Scorteghin  — 
ingleSj  Coltello  da  scarnire  — 
de  insedi  Innestatojo  —  Mangia 
pan  e  cortellj  Mangiar  pane  ra- 
sciutto  o  pane  e  cipolla  —  Avegh 
in  man  el  cortell  per  el  ma- 
neghj  Aver  forza. 
CORTELLA.  Coltella,  Coltello  dabat- 
tere  :  grosso  e  largo  coltello , 
spuntato  (mocch)  a  uso  di  ta- 
gliar roba  a  colpi  sul  tagliere 
(assa  de  la  cama)  \  V  usan  pure 
i  macellai,  i  bottegaj,  i  fornaj 
[i  prestinèe)  —  Coltella:  è  curva 
al  collo  e  n1  usano  i  calzolaj 
per  tagliare  da  una  groppa  di 
cuojo  le  strisce  da  cavarne  le 
suola,  le  mezze  pianelle  [mezz- 
sceul)  e  i  sopratacchi  (mezz-ta- 
lon). 

CORTELLA  (ERBA).  V.  Erba  cortella. 
CORTELLADA.  Coltellata. 
C0RTELLANNA.  Lo  stesso  che  Erba 

cortella.  v.  in  Erba. 
CORTELLÀ-StJ.  Accoltellare. 
CORTELLASS-SU.  Fare  o  Venir  alle 

coltella.  Accoltellarsi. 
CORTELLERA-  Coltelliera:  astuccio 

di  più  coltelli. 
CORTESCIA.  V.  Pè  de  nibbio  sig.  6. 
CORTESIA  (STRUPPIÀ.  o  simile,  DE). 

Confettare. 
CORUZZOLA.  Lo  stesso  che  Cercaria. 
CORVÉE.  Comandata:  il  di  più  dei 

lavorare  pel  comune. 
C0SC  (A  LA).  Alla  cuccia,  Al  canile: 

voce  con  che  si  manda  il  cane 

a  giacere  —  Accucciar.  v.  Fanf. 
C0SCRIZI0N.  Leva  —  Tozu  el  cambi 

de  la  coscrizion ,  Riscattarsi 

dalla  leva. 
COSPETTÀ.  Fare  il  cospettonaccio. 
COSS  (FA  I  SÒ)    Acconciarsi  del- 
l'anima, Far  le  sue  devozioni. 
COSSIN-  Cuscino.  Parti  :  Fodretta* 


cos 


205 


COT 


JFceudra  —  Guanciale  :  specie  di 
materassina  scantonata,  su  cui 
si  pone  a  giacere  il  bambino,  e 
che  gli  tien  luogo  di  culla,  o 
anche  serve  per  portarlo  attor- 
no, quand' è  affatto  piccinino  — 
capezzale:  sorta  di  guanciale 
stretto  e  lungo  quanto  è  largo 
il  letto,  e  poiiesi  in  capo  di  essa 
sulla  materassa,  involto  per  lo 
più  nel  lembo  superiore  del  len 
zuolo  di  sotto —  Piumaccio  :  ca- 
pezzale o  anche  guanciale  di 
piuma  —  Ciambella:  disco  anu- 
lare di  sala  {lisca)  intessuta  o 
di  pelle  imbottita  che  serve  per 
sedere  con  più  agio. 

C0SS1N.  Guancialetto  :  parte  d'  un 
lavoro  destinato  a  scemare  at- 
trito o  alar  letto  a  che  che  sia. 

COSSIN  DE  CUSI.  Guancialetto,  Cu- 
scino —  de  pizz  o  simile,  V. 
Borione  sig.  10. 

COSSINETT.  Guardastinco:  piumac- 
ciuolo  posto  nell'  interno  degli 
stivali  per  guardia  dello  stinco 
(schinca)  —  di  gucc^  Buzzo,  Tor- 
sello, Guancialino  da  spilli  — 
d'odor^  Polviglio. 

COSSINITT  (I).  Cuscinetti,  Guancia- 
lini, Traversine:  pezzi  di  legno 
o  di  ferro  sui  quali  posano  le 
guide  d1  una  strada  l'errata  — 
Ralline:  nel  tornio. 

C0SS0N.  Cosciali:  quei  due  pezzi 
dello  sterzo  (sterza)  che  metto- 
no in  mezzo  il  timone  —Quei  due 
pezzi  di  legno  che  rinfrancano 
la  coda  del  carro  delle  carroz- 
ze —  Quei  due  grossi  traversi 
di  legno  che  trapassau  pel  gu- 
scio della  sala  (assàa)  del  car- 
rino  (carin). 

COST.  Costo  —  A  cosi  de...%  Ancor- 
ché, Se  anche  —  A  tò  mal  cóstJ 
A  tuo  danno,  A  tuo  mal  costo  — 
A  tutt  l  cost.,  A  ogni  costo,  Dà 
al  cost^  Dar  pel  capitale. 

COST (I). Costole,/*,  pi.  :  erbucce  che 
si  mangiano  acconciate  con  bur- 
ro e  cacio.  V.  Sieda  e  Eri). 

COSTA  (IN).  Per  coltello  :  di  mat- 
toni,  e  simile,  quando  posano 
sulla  costola. 

€0STAJ(EUR  (I).  Costerecci  :  costo- 
line  del  porco. 


C0ST0S.  Dispendioso,  caro. 

COSTRENG-  Costringere. 

COSTRUZION  (  CATTA  LA  ).  V.  Ascia 
(Cattagli  V). 

COSTUMA.  Educare  ne'  buoni  co- 
stumi,Insegnare  la  buona  crean- 
za —  Picchiare  i  ragazzi,  Presso 
i  contadini,  facendo  essi  consi- 
stere il  miglior  metodo  di  edu- 
care i  fanciulli  in  dar  loro  di 
buone  picchiate, 

COTELETTA-  Costoletta:  pezzo  pia- 
no di  carne,  aderente  a  una 
parte  della  costola  dell'animale, 
e  arrostito  sulla  gratella  (gra- 
ticola) o  in  padella. 

COTIZZÀ.  Tassare  —  Far  perdere  : 
al  giuoco. 

COTONA.  Accotonare  :  aggrovi- 
gliare col  pettine  i  capegli  già 
prima  avviati  e  spianati,  per 
amplificarne  il  volume. 

C0T0NNA.  Cotonina:  tela  grossa 
di  cotone. 

COTT.  Cotto,  Testaccio:  lavoro  di 
frammenti  di  terra. 

COTT.  Cotto,  Da  cuocere  —  Mezz 
cott..  Guascotto  —  Mal  c<9^_,  cot- 
ticelo —  in  padella j  fritto,  af- 
frittellato —  tropp  in  pressa^ 
arrabbiato  —  Colt  collise  Stra- 
cotto —  L'è  cotta!  Abbiam  frit- 
to! Addio  fave!  —  fracido,  cot- 
to, guasto,  spolpo,  innamorato 
—  Vess  cott  per  ona  voooaJ  An- 
dar pazzo  di...,  Bacare  per..., 
Aver  il  baco,  di...,  con...  —  Vess 
cott  adrèe  a...,  Incapriccciarsi 
di:  innamorarsi  di  buono  —  cott 
a  la  carta.  V.  Papigliott  (Cott 
a  la)  —  Cott  per  ciócch.  V. 
par.  L 

COTTA-  Cocitura:  e  del  tempo  ne- 
cessario al  cuocere  e  dell'atto 
del  cuocere  o  del  cuocersi  —  A 
mezza  cotta Verdemezzo  ,  A 
mezza  cocitura  —  Cotta,  Cottura: 
il  grado,  la  qualità  della  coci- 
tura —  cottoja:  1'  attitudine  al 
cuocersi  —  Fornata,  infornata: 
quanto  pane  si  cuoce  nel  forno 
in  una  sola  volta  —  Cotta:  quan- 
tità di  roba  che  si  cuoce  in  una 
sola  volta  —  Breve  sopravvesta 
di  pannolino  bianco  che  porta- 
no i  chierici  e  i  preti  —  rizza» 


COT  206  COV 


arroccettata  —  Amorazzo  —  per 
Ciocca,  v. 

GOTTARIA.  Brigata  —  Compagnia. 

COTTCODESCH  (FA).  Schiamazzare: 
quel  mandar  fuori  che  fa  la  gai- 
lina,  che  ha  fatto  l'uovo,  quel 
grido,  quasi  di  cacchinno,  lun- 
gamente ripetuto  —  Il  gridar 
de'  polli  e  altri  uccelli  quando 
spauiiti  o  scacciati  o  presi  — 
per  Scrottà.  V. 

C0TT1M.  Cottimo.  V.  in  Bott  —  Fa 
a  cotlirrij,  Accottimare. 

COTTIMISTA.  Accomittante.  V.  in 
Bott. 

COTTOLA.  Lo  stesso  che  Brosso- 
la.  V. 

COTTURA.  V.  Cotta. 

GOTTURNIS-  V.  coturno  *  sig.  2. 

COTURNO.  Coturno:  stivale  che  ar- 
riva a  mezza  gamba. 

COTURNO.  Coturnice  (Perdix  grse- 
ca):  uccello  razzolatore  ;  gola 
bianca,  marginata  di  nero;  petto 
cenerino  ametistino  —  Pernice, 
Pernice  rossa  o  comune  (Perdix 
rubra):uccello  razzolatore;  gola 
bianca  marginata  di  nero;  petto 
cenerino  ametistino,  macchiato 
di  nero;  strida.  Anche,  coturnis 
—  Starna  (Perdix  cinerea):  uc- 
cello razzolatore;  gola  lionata; 
petto  cenerino,  minutamente 
striato  in  traverso  di  nero;  can- 
ta. Anche,  Pernis. 

COV.  cova,  covatura  —  Mett  a  cov 
la  semenza  de  bigatt.,  Mettere  a 
cova  o  al  caldo  le  uova  de'ba- 
chi  da  seta. 

COV(I).  Balze  (Le)  :  le  parti  di  cor- 
tinaggio, o  simile,  che  per  or- 
namento pendono  da  quel  che 
chiamasi  cielo. 

COVA.  V.  eoa. 

COVA.  Covare:  lo  star  della  galli- 
na sulle  uova  diuturnamente  per 
riscaldarle,  sì  che  in  tre  setti- 
mane circa  ne  nascono  i  pul- 
cini (poresitt)  —  Fà  covà  ^  o  si- 
mile, i  gajnn  o  i  poli  Por  le 
galline  o  le  chioccie  in  cova,  o 
in  covo  —  Nicchiare:  dei  ram- 
maricarsi delle  donne  vicino  al 
parto  —  Far  roba,  Esser  buzzo: 
di  tempo  non  beilo,  che  minac- 
cia pioggia  —  Avegh  lì  o  Vess 


lì  o  chi  che  la  cova,.  Avere  o 
Esservi  una  cosa  covata  o  co- 
vaticcia :  vale  essere  essa  lì. 
come  a  covo,  ma  dicesi  ironi- 
camente per  Non  l'avere  o  Non 
essere. 

COVADA.  Covo,  Cova:  l'azione  del 
covare  —  Covata,  Nidiata. 

COVADURA.  Cova. 

COVANELL.  Codino,  Codinello. 

COVERÀ.  Tempo  chiuso,  Buzzo: 
nuvoloso  assai. 

COVERC-  Coperchio  —  del  tecc  Co- 
pertura o  Coperto  del  tetto:  de- 
nominazione generale  delle  la- 
stre ,  tegoli ,  embrici ,  paglia  o 
altro,  che  si  ponga  sopra  la  tra- 
vatura a  compimento  del  tetto 

—  Piano,  Coperchio:  la  parte 
superiore  orizzontale  di  una  ta- 
vola, d'un  cassettone  (cwmò), 
e  simile,  la  quale  è  per  lo  più 
di  legno,  talora  di  marmo— per 
Quarta  sig.  2.  V. 

COVERC  DI  FIGIN.  Coperto  de'  Fi- 
gini.  Fino  al  62  esistette  sulla 
piazza  del  nostro  Duomo;  non  si 
sa  chi  fu  quel  Figino  che  V  ha 
innalzato;  almeno  gli  si  attri- 
buisce, e  perchè.  L'architettura 
sembra  dell'epoca  sforzesca.  Or 
ora  scomparve  per  farvi  una 
piazza  degna  veramente  del  no- 
stro Duomo. 

COVERCELL  Pergamena:  quel  car- 
toncino formato  a  guisa  di  cono 
mozzo  nella  punta  che  copre  il 
pennecchio  (  paniseli  )  in  sulla 
conocchia  {rocca)  e  lo  tien  saldo. 

COVERT  (I).  Quarti  (I):  quelle  parti  di 
una  sella  su  cui  posano  le  co- 
sce del  cavaliere. 

COVERTA.  Copertina,  Copertoio: 
persona  onde  altri  si  vale  per 
coprire  le  sue  azioni  men  che 
oneste  —  Servì  de  coverta,,  Ser- 
vire per  copertina  ad  uno:  di- 
cesi di  persona  onde  altri  si 
vale  per  coprire  le  sue  azioni 
men  che  oneste. 

COVERTA.  Coperta:  ampio  pezzo 
di  stoffe  di  varie  materie,  il 
quale  si  soprappone  alle  len- 
zuola, e  le  ricopre  largamente 

—  Fà  solt  la  coverta,,  Rincal- 
zare la  coperta  —  Copertine  : 


COV  207  GRE 


tela  o  stuojache  s'adatta  sopra 
alcuni  cerchi  piegati  ad  arco, 
e  forman  una  specie  di  capanna 
nel  navicello  {barchett). 

COVERTINNA.  Copertina:  quell'ab- 
bigliamento che  si  attacca  alla 
sella  delle  bestie  da  cavalcare 
e  loro  copre  il  dosso. 

COVERTIRffiU.  Mautellino:  drappo 
di  seta,  o  altro  ricco  panno 
con  cui  si  cuopre  la  creaturina 
nel  portarla  a  battesimo  o  al- 
trove. 

C0VERT0N.  Copertone:  panno  col 
quale  si  cuopre  la  cassetta  del 
cocchiere  nelle  carrozze  —  Co- 
vertolo: specie  di  rete  con  che 
si  cuopre  una  brigata  di  starne 
{cottemi)  o  simile.  V.  Soraerba. 

COVETTA.  Bertovellino:  rete  a  ma- 
glia stretta  per  la  pesca  dei 
pesciolini  —  per  Erba  bruga- 
roeula^  V. 

COVETTON-  V.  Bertavell. 

COVIN.  V.  Straforzin  —  Coderinzo, 
Codetta:  picciola  coda  —  Codi- 
no —  per  codinistcìj  V. 

COVINATT-  V.  Codinista. 

COZZADA-  Capata,  Testata. 

COZZIN.  Zucchino ,  Capino:  capo 
piccolo  —  Capino:  di  donna  che 
si  sfoga  in  leggerezze  —  Ca- 
petto: di  ragazzo  insolente  e 
discolo  un  poco  —  Cappuccio: 
d'un  uomo  o  brusco  ounpo'ca- 
pone  —  Uomo  di  genio  —  Cica- 
tricola, Cicatricetta,  Punto  sal- 
tante: macchietta  cospicua  in 
un  punto  della  superfìcie  del 
tuorlo  dell'uovo  (ross  de  Voeuv) 
e  contiene  V  embrione  dei  pul- 
cino (poresin)  —  per  comand.v. 

C0ZZ0N-  Zuccone,  Capone:  capo 
grande  e  l'uomo  che  l'ha  —  Uo- 
mo testardo  —  Testone:  uomo 
di  gran  genio. 

C0ZZ0TT.  V.  Cozzon,  sig.  1,  2  e  3. 

CRA  CRA  Cro  ero:  voce  dei  corvo 
(scorbatt),  e  simile  —  Fà  era 
era.,  Gracchiare,  Crocidare. 

CRACO  (NO  GH'È  NÈ  CRICO,  NÈ).  Di- 
scorsi o  Repliche  a  monte,  Non 
c'è  che  ripetere. 

CRAPPA-  Cranio ,  Teschio  —  pera- 
da*  zucca  monda.) 

GRAPPETTA  o  CRAPPA-  Bottone: 


picciol  disco  d' osso  o  altro, 
con  quattro  o  cinque  fori  nel 
corpo,  senza  gambo  {gambetta) 
metallico,  che  gii  si  fa  con 
punti  di  cucito  nell'atto  di  at- 
taccarli al  vestito. 

CRAVATTA.  Corvatta:  fascinola  di 
varia  stoffa  e  colore  che  po- 
nesi  a  un  solo  giro  al  collo,  e 
affibbiasi  di  dietro:  talora  ha 
sul  davanti  un  fiocco  {asa  dop- 
pia) per  somigliarla  ad  una 
crovatta. 

CRAVATTE^-  Fabbricatore  di  cra- 
vatte. 

CUECCH  Vecciuola  salvatica  (Vi- 
da cracca):  erba  che  infesta 
i  grani,  e,  avvolticchiandosi 
loro  attorno,  li  tira  giù  a  terra. 

CREDENZA  V.  Oretta. 

CREDENZON.  Credulo  ,  Corrivo:  di 
persona  facile  a  credere,  a 
bere. 

CREDITÀA.  Accreditato. 

CREJA.  V.  Medegozz^  sign.  2. 

CRÈMES.  Chermisino  :  color  rosso 
nobile  che  si  ha  colla  grana  di 
chermes. 

CREMM  (LATT  A  LA).  V.  Cavol-latt . 

CREMORTARTER.  Cremor  di  tar- 
taro. 

CREN.  Crenno,  Ràfano,  Ràfano  ru- 
sticano, Cren  (Cochlearia  Ar- 
raoracia):  radice  a  fittone  (ma- 
rron) assai  grossa,  lunga,  car- 
nosa, bianchicchia,  di  sapore 
molto  acre,  la  quale,  grattug- 
giata  e  concia  con  aceto ,  si 
mangia  per  salsa. 

CRENNA.  Fessura. 

CRENNÀ-  Gonfiare  :  avere  stizza 
e  corruccio  dentro. 

CREPASCIÀ  DEL  RID.  Schiantarsi, 
Scoppiare  dalle  risa. 

CREPÀZZ.  Crepacce,  Rappe  :  ulce- 
razioni della  faccia  posteriore 
delle  ginocchia  nei  cavalli, 
{garett)  e  della  faccia  poste- 
riore dei  pasturali  {pastur). 

CREPE.  Gramolata:  sorbetto  al- 
quanto acquoso,  perchè  poco 
congelato. 

CREPP,  CREPPADURA.  Screpolatu- 
ra, Screpolo:  lo  screpolare 
(creppà)  —  Crepatura  :  il  crepa- 
re —  Pelo,  Crepa:  il  far  pelo 


CRE  208  CRI 


{creppà)  —  Spaccatura: larga  e 
violenta  disgiunzione  delle  parti 
esterne  del  corpo  —  Crinatura: 
l'incrinare  (creppà)  —  Sona  de 
creppj  Sonar  a  fesso  :  di  cosa 
fessa  o  incrinata  —  fig.  Starvi 
a  pigione,  Balenare:  non  esser 
ben  fermo  in  istato. 

CREPP-  Pieno  pinzo  —  Vess  mai 
crepp,  Non  saziare  mai  —  In- 
crinato, da  incrinare  (creppà). 

CREPPÀ-  Crepare:  l'aprirsi  di  un 
corpo  per  dilatazione  interiore 

—  Scoppare,  Schiattare:  morire 

—  Screpolare  :  il  dividersi  della 
superficie  d'un  corpo  —  Fen- 
dersi: delle  parti  che  perdono 
d'ordinario  la  loro  unione  — 

—  Incrinare,  Far  pelo:  degli  og- 
getti di  cristallo  che  mostrano 
certe  crepature  —  Far  pelo: 
degli  edilizi  che  s' aprono  in 
qualche  parte. 

CREPPADA,  CREPPADINNA  (  DAGH 

ONA).  V.  Creppà,  sign.  2. 
CRESP,  CRESPÀA.  Grinzo,  Grinzoso 

—  Deventà  crespàa_,  Increspare: 
per  vecchiezza  o  macilenza. 

CRESPA-  Grinza  :  brutta  piega  nelle 
vestimenta,  o  in  altri  panni  — 
Grinza,  Ruga:  increspatura  o 
ripiegatura  della  pelle,  special- 
mente della  faccia  —  Crespa: 
nome  di  certe  pieghe  fatte  a 
posta  nelle  vestimenta,  e  cucite 
all'un  dei  capi  —  Fà  i  cresp, 
Increspare. 

CRESPIN.  Ventaglio:  Parti:  CannJ 
CartaJ  Canon,,  Brocca  —  Piè  di 
uccellino:  le  grinze  che  ven- 
gono negli  angoli  esterni  degli 
occhi  di  chi  invecchia  —  Ro- 
sta, Lieva:  il  giuoco  del  soffietto 
(ìtoffett)  delle  carrozze. 

CRESPIWÉE.  Ventagliajo,  Ventaro. 

CRESPOLA,  CRESPORA,  CRESPERÀ. 
Amareggiola,  Amarella  (Matri- 
caria  parthenium):  erba  peren- 
ne; fusto  striato,  foglie  picciuo- 
late  ;  pappo  (Caterine  tt)  breve, 
dentato,  trovasi  nei  ruderi  (bot- 
tumm).  Anche.  Erba  crespa. 

CRESS.  Crescere,  Accrescere,  Au- 
mentare —  Rincarare  —  Cre- 
scere :  far  un  maggior  numero 
di  maglie  in  quei  giri  (torna) 


della  calza,  dove  essa  ha  da 
venir  più  larga,  come  nel  pol- 
paccio. 

CRESSUU.  Cresciuti:  l'aumento  del 
numero  delle  maglie,  nel  cre- 
scere e  la  parte  stessa  della 
calza  che  così  risulta  allargata. 

CRETTA.  Credenza:  fidare  che  che 
sia  altrui  sul  credito—  Tceu  sù^, 
Man  già  a  eretta.,  Comprar,  Man- 
giar a  debiti,  a  credenza. 

CRIA.  Gridare  —  Sgridare,  Garrire. 

GRIADA-  Gridata  —  Sgridata. 

CRIRBI-  Cribro,  Crivello,  Vaglio  — 
Garba:  crivello  di  pelle  a^forel- 
lini  di  varie  grandezze. 

CRIBBIÀ.  Crivellare,  Vagliare  — 
Tribbiare:  del  rovinio  che  fa  la 
gragnuola  (  tempesta  )  nelle 
piante. 

CRIBBIADA.  Vagliatura. 

CRIBBIÉE.  Crivellajo,  Vagliajo  — 
Vagliatore:  chi  vaglia  il  grano 
o  altro. 

CRIBBIDSC  ,  CRIBBIADURA.  Vaglia- 
tura: mondiglia  che  si  ricava  in 
vagliando  e  che  serve  di  bec- 
chime (el  mangia)  alle  galline. 
Anche.  Mondala. 

CRICCA.  Gruccia  :  serrarne  alle 
bussole,  ai  paraventi  (antiporl) 
a  colpo  — Dà  sùla,  cricca^  chiu- 
der la  gruccia  —  Cricca:  quel 
pezzuolo  di  legno,  su  cui  va  a 
posar  la  mazza  dopo  dato  il 
colpo  al  pirrone. 

CRICCA-  Schiamazzare:  il  mandar 
fuori  lo  schiamazzo  (criccador) 
che  fa  la  sua  voce. 

CRICCADOR.  Schiamazzo:  l'uccello 
in  gabbia  che  veduta  la  civetta 
(sciguetta)  fatta  giuocare  dal- 
l'uccellatore schiamazza  (cric- 
ca), attirando  con  ciò  gli  altri 
uccelli  a  calar  nelle  reti  —  in 
generale,  Uccello  allettajuolo  — 
v.  Stelon^  cantarella  zipon^  U- 
selh  Levagiceugh,  ecc. 

CRICCH-  Cricch,  Cri  cri:  voce  imi- 
tante il  suono  di  cosa  che  stri- 
toli, scoppietti  o  si  fenda  — - 
Stiantettino  :  il  suono  ch'esce 
dalla  nocca  (nozud)  delle  dita 
pigiate  con  mano  contro  la  pal- 
ma —  Crico:  leva  con  asta  di 
ferro  per  sollevar  pesi  gravi, 


CRI 


209  CRO 


come  per  sorreggere  carro  e 
cesta  d'una  carrozza  allorché 
se  ne  vogliano  levare  le  ruote 
©  vi  si  voglia  lavorare  di  sotto 
in  su,  ecc.  —  Fà  cricch,,  Scattar  a 
vuoto,  Fare  criceti,  Far  cecca: 
delle  armi  da  fuoco  portatili  che 
non  levan,  non  piglian  fuoco  — 
Zittire,  Fare  buoi. 
CRICCH  !  Taci  lì!  Zitto  !  Buci  ! 
CRICCH  (PAN  DE)  o  DI  SETT  COLP 
o  CRICCH-  Cosi  chiamiamo  il  pan 
di  miglio  (pan  de  niej),  perchè 
sotto  ai  denti  fa  proprio  criceti. 

 che  se  Tabernicch 

Vi  fosse  su  cadutOj,  o 

PietrapanaJ 
Non  avria  pur^  dall'orlo., 

fatto  cricch. 
(Dante,  Iuf.  XXXII.) 

CRICCHCRACCH.  Cri  cri,  Cricch, 
Cricche:  voci  imitanti  il  suono 
di  cosa  che  stritoli,  che  scop- 
pietti o  che  si  fenda. 

CRICO  NE  CRACO  (NO  GH'È  NE).  Di- 
scorsi a  monte.  Non  c'è  che  ri- 
petere, Repliche  a  monte. 

CRISTALLÉE.  Cristallaio,  Cristal- 
laro. 

CRISTÉE  (CANTA  EL).  Cantare  il  Cri- 
sto. In  varie  parti  dell'Alto  Mi- 
lanese usano  i  ragazzi  nella  set- 
timana santa  andare  di  brigata, 
vestiti  a  festa,  ai  casolari  dei 
contadini  con  un  palmizio  in 
mano  a  cantare  diverse  ora- 
zioni relative  alla  passione  di 
Gesù  Cristo, traendone  da  quella 
buona  gente  uova  o  seccumi  o 
denari  coi  quali  poter  bene  pa- 
square.  La  sapienza  d'  oggidì 
però  scema  quel  cantare  e  quel 
donare,  perchè  altamente  pro- 
testa contro  quelle  superstizio- 
ni, nate  nella  tenebrosa  età  di 
mezzo.  Cosi  essa. 

CRISTOFORIA-  Cristoforia.  Il  ritor- 
no di  Gesù  bambino  dall'Egitto. 
Nelrito  ambrosiano  questa  com- 
memorazione (il  7  gennajo)  fu 
introdotta  ai  tempi  di  Federico 
Borromeo;  dal  calendario  ro- 
mano fu  tolta  non  ha  molto.  Tra 
noi  era  una  festa  di  mezzo  pre- 
cetto ,  onde  avevamo   il  det- 

Banfi,  Voc. 


tato  La  cristoforia  tutt  i  fèstje 
porta  vìaJ  che  abbiamo  tramu- 
tato in  L'Epifania  tutt  i  fèst  je 
raenna  ma. 

CRIVELL.  Calcatoja:  specie  di  cri- 
vello di  cui  servonsi  i  cappei- 
laj  —  Crivello:  quadrilungo  di 
cartone  con  orlatura  di  legno, 
lungo  tanto  quanto  è  la  trave 
(somèe),  nel  quale  sono  tanti  fori 
quanti  corrispondono.aifori  del- 
la trave  stessa,  che  in  distanza 
da  esso  un  terzo  di  braccio, 
regge  e  tiene  in  sesto  le  canne 
tutte  d'un  organo. 

CROCCÀ.  Croccare,  Scrosciare:  di 
cibo  sodo  che  sotto  il  dente 
suona  e  si  divide  in  minuzzoli 
sodi  anzi  che  in  pasta. 

CROCCANT.  Croccante:  pasta  dol- 
ce fatta  di  mandorle,  zucche- 
ro, ecc. 

CRODA  (LA).  Frutte  di  casco:  per 
malattia. 

CROBÀ.  Cadere,  Cascare  —  Scari- 
care: dello  spiccarsi  dalle  mu- 
ra e  cadérne  a  terra  gli  into- 
nacati (stabilidur)  —  Colare  r 
cadere  alcuna  cosa  da  sè,  quasi 
gocciola. 

CRODADA.  Caduta. 

CRODABURA  Caducità  del  riso. 

CRODELL.  V.  castegn  crodellJ  in 
Castegna. 

CRODELL,  CROVELL.  Cascaticcio, 
Cascatojo,  Cascareccio,  Fogna- 
iolo, Di  casco,  Colativo,  Cola- 
tio:  di  castagne  e  simile  che 
per  maturità  precoce  cadono 
dall'  albero  di  per  sè  —  V.  Vin 
crodell. 

CRODELLÀ.  V.  crovellà. 

CRODELLADURA-  V.  crovelladura. 

CRffiUGGIA.  Bujose  (Le),  Gattabuja 
(La):  prigione. 
Manderò  chi  mi  pare  in 

gattabuja» 
(Giusti). 

CRCEUSC.  Crocchio  —  Tegnen  fer-> 
vnaa  cont  el  crceusc  la  gent^ 
Tengono  in  collo  col  crocchio 
la  gente.  V.  Rose  par.  2. 

CROJ.  Crojo:  di  cosa  dura,  cruda 
che  non  acconsente  —  Aggiunto 
di  terreno,  quando  nel  verno, 

14 


CRO  210  CRO 


per  non  essersi  ricotto  e  con- 
fettato dall'alternativa  del  gelo 
e  dai  sole  {sovvernato),  resta 
duro  e  intrattabile. 

CR0PPA-  Schiena:  un'intera  pelle 
di  bue  lavorata  a  cuojo  —  Lo- 
ttarne, Loto:  il  sudicio  della  per- 
sona —  per  carell  del  cùu^  V. 

SROPPA  DE  VASSELL.  Tartaro,  Ta- 
so da  botte  ,  Gruma  :  la  crosta 
che  fa  il  vino  dentro  la  botte; 
fassene  medicine.  Anche  dicono 
Greppola,,  Grippola,  Grippola 
in  ciappitt  —  Raspa  via  la  crop- 
paJ  Sgrumare  —  per  Boesg,,  V. 

GROPPA  (PORTA  IN).  Lo  stesso  che 
Spalletta  {Porta  in).  V. 

CROS.  Croce.  Consta  di  asta  e  tra- 
versa; se  dell'altare,  anche  di 
piede  ^  vaso  J  raggiera  —  Fà 
eros  e  medajJ  v.  Crosett  e  me- 
da) (Fà)  —  Giugà  a  eros  e  let- 
tera ^  V.  Aria  {Giugà  a  tra  in) 
—  Moltiplica  in  cross  Moltipli- 
car per  crosetta  o  casella  — 
Fà-su  tant  de  cros^  Far  il  cro- 
cione  :  non  ci  pensar  più,  sia  di 
persona,  sia  di  cosa  —  Croce: 
tribolazione  —  Te  ghè  la  toa 
cros^  Hai  la  tua  croce  —  Mi 
gh'hoo  la  eros  e  el  crocefissa  lo 
ho  la  croce  e  il  crocifisso. 

CROS.  Croce:  strumento  simile  ad 
una  croce  fitta  in  un  piedestallo, 
nei  cui  rami  si  conficcano  al- 
cune caviglie  alle  quali  si  rac- 
comanda la  matassa  (  ascia  ) 
della  seta  che  si  vuol  dipanare 
(fà-giò)  e,  dipanando,  incanna- 
re sul  rocchetto  aggirato  dal 
filalojo  {carell),  ch'è  mosso  dal- 
la mano  della  incannatrice  — 
Gruccia:  arnese  fatto  a  T  che 
serve  a  stender  i  fogli  sullo 
spanditojo  (  tendavò )  —  Coda 
del  torchio  —  Stella:  manubrio 
5i  croce  per  cui  si  fa  mover  il 
cilindro  che  preme  sulla  carta 
da  stamparsi  —  Crociera:  nelle 
arti,  ogni  attraversamento  di 
legno,  ferri  e  simili,  fatti  in 
qualche  modo  a  croce  —  Man- 
data :  quei  primo  incrociamento 
di  gretole  che  forma  centro  al 
fondo  d' una  cesta  o  simile  — 
Crociata  :  quella  parte  di  chiesa 


ch'è  fatta  in  forma  di  croce  — 
per  croseraJ  sig.  2.  V. 
CROS.  Croce  :  nome  di  quelle  due 
strisce  che  in  forma  di  croce 
sono  nel  fondo  dei  corbelli  e  si- 
mili. 

CROSCÈ.  Punteruolo  da  ricamare: 
ferruzzo  inastato  in  un  mani- 
chetto  di  osso,  d'avorio  o  simi- 
le, terminato  in  una  finissima 
rivoltura  uncinata,  col  quale  le 
donne  lavorano  cuffie  collet- 
ti, ecc. 

CROS  DE  MALTA.  Croce  di  Gerusa- 
lemme o  da  cavaliere,  Scarlat- 
tèa(Lychnis  calcedonia):  pianta 
a  fusti  semplici,  pelosi;  fiori 
disposti  a  fascicoli  terminali, 
di  color  rosso  analogo  a  quello 
del  carminio,  la  cui  forma  vuoisi 
aver  servito  di  modello  della 
croce,  distintivo  già  dell'ordine 
di  Gerusalemme,  poi  di  Malta. 

CROSER  (I).  Sale  (Le):  traverse  di- 
sposte a  scala  sulle  pianete 
dei  sacerdoti. 

CROSERA.  Corsìa,  Crociera:  ampie 
stanze  a  guisa  di  corridojo  ne- 
gli spedali  ove  sono  i  letti  dei 
malati.  La  parte  del  cortil  cen- 
trale del  nostro  Spedale  di  cui 
si  pose  il  fondamento  ai  4  apri- 
le 1457 ,  è  un  quadro  perfetto , 
diviso  in  4  grandi  spartimenti 
formanti  due  braccia  che  s'in- 
crociano nel  mezzo  —  Croce, 
Garrese  :  quella  parte  del  corpo 
del  cavallo  eh'  è  al  disopra 
delle  spalle  posteriormente  al- 
l'incollatura —  d'aspa,,  Croce  di 
naspo. 

CROSETT  E  MEDAJ  (FÀ).  o  FA  STAC- 
CHETT  E  CORAJ.  Desinare  alla 
crocetta:  non  aver  da  man- 
giare. 

CROSIN.  Crocetta  —  Cernitolo: 
bastone  o  telajetto  di  legno  su 
cui  si  dimena  lo  staccio  (  se- 
dazz)  nella  madia  {marna),  in- 
tanto che  si  staccia  (sedazza) 
la  farina.  Anche,  Fraschera. 

CROSIN-  Villano,  Contadino.  Cosi 
li  chiamiamo  perchè  ne  suole 
sciamare  giù  a  Milano  un  buon 
dato  nel  dì  dell'invenzione  della 
santa  Croce,  il  tre  di  maggio. 


CRO 


2 


U  CRU 


Anche  chiamiamo  Crosin  il  ri- 
levato (Ijajlottell)  che  in  quel 
dì  riprendiamo  dalla  balia. 
£R0SIN-  Crociera  :  quella  interna 
nel  naspo  da  filatoj  sul  quale  si 
inseriscono  le  braccia  (i  diett) 

—  per  CroSj  sig.  3.  v. 
43ROSOEU.  Crogiuolo,  Correggiuolo  : 

vaso  per  lo  più  di  terra  refrat- 
taria, dove  si  fondono  i  metalli 

—  Frugnolo:  specie  di  lanterna 
in  qualche  modo  simile  ad  un 
piccolo  forno:  serve  per  la  cac- 
cia detta  frugnuolo  che  si  fa 
di  notte  in  autunno  ed  in  in- 
verno —  Quell  che  porta  el  ero- 
soeu^  Frugnolatore  —  Andà  a 
caccia  cont  el  crosceu^  Frugnuo- 
lare. 

CR0S0L0N  Correggiolone. 

CR0S0N-  Crocione. 

CROSTA.  Crosta:  qualunque  trasu- 
damento che  copra  qualche  al- 
terazione della  pelle  —  Crosta, 
Corteccia  :  quella  che  copre 
tutta  la  mollica  (moli)  del  pa- 
ne, il  ripieno  (pien)  de' pasticci, 
e  simile  —  Romp  i  erosi  a  vun, 
o  simile,  fig.  Picchiarlo,  Accon- 
ciarlo, Dargliene  delle  buone  —  • 
Vegnì  in  sui  crost  a  vun_,  ve- 
nir in  fastidio  a  —  Ave  in  sui 
crosta  Averlo  in  uggia,  sulla 
cùcuma.  sulle  corna,  Uggirsi  di 
uno  —  Dà  in  sui  crost,,  Dar 
sulle  nocca:  nuocere  —  Avegh 
quatter  crost  al  só^  Esser  pa- 
drone di  quattro  zolle  (lott),  A- 
ver  della  terra  al  sole:  di- 
cesi di  un  po' di  podere  —  Fà 
fà  la  crosta  a  la  polenta o  si- 
mile, Crostare  la  polenta  o  si- 
mile. 

CRQSTIN.  Orliccio:  l'estrema  cor- 
teccia [crosta)  del  pane  intorno 
intorno,  o  anche  un  pezzo  di 
essa  —  secche  Seccherello  — 
Crostino:  fetta  di  pane  arrostita 
sulla  gratella  (  graticola  )  ^  o 
fritta  in  padella,  e  posta  intor- 
no all'arrosto,  al  fritto,  ecc.; 
anche  fettolino  di  pane  da  in- 
zuppar nel  vino,  nella  ciocco- 
lata, ecc. 

CROSTINÀ.  Sgranocchiare:  man- 
giare facendo  sentire  il  suon 


de1  denti  —  Rosicchiare  —  Sboc- 
concellare, Mangiucchiare. 
CROSIINATT.  Signor  di  quattro 
zolle  (lott),  Possidentuccio,  Pa- 
dronella  —  Poggiajuolo:  se  nei 
poggi. 

CROTT.  Cria:  il  più  piccolo  e  ba- 
lordo uccello  dei  nidi,  e  che  è 
l'ultimo  a  impennarsi  e  volare 

—  fig.  Lo  si  dice  al  più  stentato 
e  debole  d'una  famiglia;  onde  s'è 
fatta  la  voceScriato,  Scriatello 

—  Crocchio,  Malaticcio,  Malsa- 
niccio,  Malazzato,  Mal  ito, cagio- 
noso —  Fà  el  erotta  Portar  i 
frasconi,  Esser  crocchio,  Croc- 
chiare, Chiocciare, Far  crocchio 
o  chioccio,  Ingrullire  :  degli  uc- 
celli quando  sono;ammalati— fig. 
degli  uomini  quando  sono  in 
cattivo  stato  di  salute. 

CROTT.  Grottone  da  vino,  Grotta, 
erotto:  cantina  nel  masso. 

CROTTIN-  Grotticino,  Crotticino. 

CROTTIN-  Scriatello,  Scritino  :  un 
povero  cria,  un  ragazzino  ma- 
laticcio. 

CROV.  Lo  stesso  che  Scorbatt.  V. 

CROVATTIN-  Gavigne:  quelle  parti 
del  collo  sotto  il  ceppo  dell'o- 
recchie e  i  confini  delle  ma- 
scelle —  Ciappà  per  el  crovat- 
tin^  Aggavignare  ,  Afferrar  per 
le  gavigne. 

CROVELL.  V.  Vin  crodell. 

CROVELLÀ,  CRODELLÀ.  Svinare: 
trarre  il  crovello  (vin  crovell) 
dal  tino  o  dalle  botti  dove  bollì 
il  mosto. 

CROVELLADURA  Svinatura. 

CRU  o  CRUD  (LAVORA  A).  Allegare 
la  propria  opera  nel  fabbricare 
solamente  mattoni  crudi  in  su 
l'aja  per  un  prezzo  pattuito  a 
ogni  migliajo. 

CRUSCA.  Crusca:  la  bucia  delle 
biade  macinate  separata  dalla 
farina  —  Stà-lì  a  fà-sù  crusca. 
Lo  stesso  che  Refi  (Stà-lì  a  fa- 
sù  el).  v. 

CRUSCA.  Forfora,  Forfore:  escre- 
mento secco,  bianco,  sottile,  che 
si  genera  per  lo  più  nella  cute 
del  capo  sotto  i  capelli. 

CRUSCADA.  Cruscata :  beverone 
composto  di  seccume  e  crusca 


CUC  212  CUL 


—  Anche ,  Crusca  bollita  nel 
vino. 

CRCSCATT.  Cruscajo:  rivenditore 
di  crusca. 

CRUSCHÉE-  Abburattina- 

CRUSCHELL  (GIUGÀ  A).  Giuocare  a 
cruschello  ,  a  semolino  ,  a  cru- 
scherello.  Giuoco  da  fanciulli, 
consistente  in  ricercare  i  danari 
nascosti  in  alcuni  monticelli  di 
crusca  eletti  a  sorte. 

CRUSCION  (IN).  V.  scruscion  (In). 

CRD VELA ,  CROELA.  Aggiunto  della 
terra,  che,  resa  putre  dal  gelo, 
sdrucciola  facilmente  dal  colmo 
della  porca  nei  solchi.  Anche, 
Sassceul. 

CRUZZI.  Cruccio:  travaglio  e  affe- 
zion  d'animo  —  Tosuss  el  cruzzi 
de,  Crucciarsi,  Prender  una  sce- 
sa di  testa  per  —  impiccio,  Be- 
ga, Briga,  impaccio  —  Ciappass 
di  cruzzi  ^  Entrar  in  beghe  — 
Canchero:  dicesi  di  persona  ug- 
giosa. 

CRUZZIÀ.  Crucciare. 

CRUZZIASS.  Stillare:  pensare  con 
sottile  ricerca  —  Arrapinare. 

CRUZZIOS.  Cruccioso. 

CUARZ.  Lo  stesso  che  Foeicgharz.V. 

CDAS.  Lo  stesso  che  FoGUgh  arz.  V. 

CUBBI.  Fondo:  il  piano  circolare 
da  cui  è  terminata  la  botte 
(vassell)  di  dietro. 

CDBIANCH.  Massajofa,  Maciola , 
Co  dibianco,  Culbianco(Motacilla 
CEnanthe):  uccello  silvano;  parti 
superiori  cenerine;  gola  cecia- 
ta;remigante  seconda  più  lunga 
della  quinta. 

CUCAGNA.  Albero  della  cucagna. 
È  un  palo  lungo  e  robusto  la  cui 
superfìcie  è  liscia  ed  unta  con 
sapone  ,  che  piantasi  vertical- 
mente in  terra.  Il  giuocatore  si 
sforza  di  salire  in  alto  ,  affine 
di  afferrare  alcuno  degli  oggetti 
espostivi  per  premio  della  sua 
valentia  —  Fà  cucagnaJ  fig. 
Sguazzare. 

CUCCA.  Accoccarla,  Appiccarla. 
Suonarla,  Cuccarla,  Coccarla  , 
Calarla,  Caricarla,  Barbarla  a: 
far  una  beffa  —  Te  wne  la  cocchet 
nOjTu  non  mi  cocchi:  non  mi  ci 
pigli,  non  mi  ci  chiappi. 


CUCCASS  o  SCUCCASS-  Invecchiuz- 
zire ,  Intristire,  Imbozzacchirei 
delle  piante  che  non  attecchisco- 
no e  non  vengono  più  innanzi. 

CDCCH.  Vano,  Vuoto  —  Arrabbia- 
to: di  grano,  biade  o  erbe,  che 
sian  ancora  sovra  la  terra  ,. 
quando  si  seccano  prima  del 
debito  tempo  per  nebbia  o  so- 
verchio caldo  —  Freddo,  Impo- 
tente —  vess  cucchJ  O  il  pozzo 
è  secco,  o  la  fune  non  arriva  ~ 
Cucco,  Barullo:  cioè  rimbambi- 
to, balordo. 

CUCURDCCDU.  Cuccurucù,  Chicchi- 
ricchi:  il  canto  del  gallo  —  Fà 
cucuruccùu  *  Cantare  a  gallo, 
Chicchiriare,  Cucurrire  —  Ghe- 
riglio: il  seme  della  noce,  quan- 
do è  intero,  coperto  della  sua 
cica  o  pellicina. 

CUCURUCCBU.  Strobilo  ,  Pinocchio: 
il  frutto  che  è  nella  pina ,  e 
quello  del  noce  sgusciato  quan- 
do resta  intiero. 

CUCURUCURADA.  Chicchiriata:  Tat- 
to del  fare  uno  o  più  canti  di 
seguito. 

CUCIA  A.  Cucchiajo.  Parti:  ManegìiJ 
Cùu  —  de  legnj  Mestolino  —  de 
la  leccarda.,  Romajolino—  Riva 
a  la  levazion  di  cugiàa  _,  Giun- 
ger al  dar  dell'arme  in  tavola 
—  per  cugiarada.  V. 

CUGIARADA-  Un  Cucchiajo ,  cuc- 
chiaiata. 

CUGIARERA.  Cucchiajera:  astuccio 
de'  cucchiaj, 

CUGIARON.  Cucchiajone:  cucchiajo 
più  grande  di  quello  da  posata 
e  che  serve  a  prender  dal  piatto 
e  porre  sul  tondino  la  deside- 
rata porzione  di  pietanza  o  4i 
minestra  asciutta  (risott)  —  Ro- 
majuolo  ,  Ramaiuolo  :  specie  di 
cucchiajone  che  in  tavola  ser- 
ve a  scodellare  la  minestra 
brodosa 

CULASS.Lo  stesso  che Foeugharz.V. 

CGLAZZ.  Lo  stesso  cheFoeugh\arz.Y. 

CULETT.  Coppettino  :  quella  parte 
d'un  calice  che  ne  abbraccia  la 
coppa.  Anche,  la  chiamiamo 
Coppih. 

CULITT  (GIUGÀ  AI).  Lo  stesso  che 
Saltaformaggia  {Giugà  a).  V. 


CUN 


213 


CUR 


UULITT  (I).  Arcioni  (Gli):  due  legni 
curvi,  fermati  trasversalmente 
sotto  alla  culla  o  alla  zana 
(cunnade  bacchett),  e  sulla  con- 
vessità dei  quali  essa  posa  sul 
pavimento  come  in  bilico,  onde, 
dimenando,  poter  cullare  il  bam- 
bino. 

CULOTT-  Culatta:  l'oro  e  l'argento 
che  beli' e  fuso  e  netto  di  sco- 
ria resta  nel  crogiuolo  (cro- 
soeu). 

.CUMÒ.  Cassettone.  Parti:  Coverd 
Spalla^  Schenalj  Fond,,  Contra- 
fondi Register  j  Battuda  „  Ma- 
netta j  Pomelli  Prèjaj  Segreti J 
Bocchetta.,  cassetton. 

CUNA  Cullare,  Ninnare. 

CUNETT,  CUNIN.  Cassetta  ,  Arcuc- 
cio:  arnese  di  legno  che  si  pone 
nel  letto  o  nella  zana  {cunna  de 
bacchett)  per  cura  di  non  soffo- 
care i  bambini  nati  di  poco. 

CUNETTA.  Zana  :  nome  di  quei  fos- 
satelli  lungo  i  due  lati  delle 
strade  presso  gli  arginelli  per 
servire  di  scolamento  all'acque 
e  delle  fossette  che  la  attraver- 
sano. 

CUNI  (I).  Anseri,  Vecchioni:  casta- 
gne cotte  in  forno,  spruzzale  di 
vin  bianco  serbevoli  e  dolcissi- 
me. V.  Verones^  Bescott. 

CUNI-  Cunei,  Biette:  que'conj  di 
legno  ,  di  varia  grossezza,  per 
strignere  a  colpi  di  martello  gli 
stecconi  {stella)  intorno  alle  pa- 
gine entro  al  telajoda  stampa- 
tore. 

CUNIN.  Alare:  arnese  di  ferro  per 
lo  più  con  ornamenti  d'ottone; 
nel  caminetto  serve  a  tener 
sollevate  le  legne  perchè, pren- 
dendo più  aria,  meglio  ardano. 
V.  Brandinàa. 

CUNIN.  Piccola  culla  —  per  Cu- 
nett.  V. 

CUNNA.  Cuna,  Culla.  Parti:  Ar- 
chetti delitti  Manescitti  cu- 
netta cunin  —  Baratta  el  fioeu 
in  la  cunna  i  fig.  Scambiar  le 
cai  te,  i  dadi:  ridir  altrimenti  il 
detto  altra  volta. 

CUNNA  (GIUGÀ  A  LA).  V.  Didinna 
(Giugà  a  la). 

■  CUNNA  DE  BACCHETT.  Zana. 


CUNT.  Conto  —  regni  de  cunti 
Tener  di  conto  —  Lassa  andà 
su  on  cunti  Abbonare  su  di  un 
conto  —  cossa  me  lassèe  andà 
sù  sto  cuntì  Non  mi  abbonate 
nulla  su  questo  conto?  —  cunt 
de  spiziéej  Conto  alto  —  cunt  de 
l'ost  Scatto.  Il  rancin  dei  Si- 
ciliani —  savèpocch  i  cunti  Aver 
poco  abbaco. 

CUNTABIL.  Computista. 

CUNTABILITÀA.  Computisteria. 

CUNTÉE.  V.  cruzzi,,  sig.  2. 

C UNTERÀ-  Bancherotto  ,  Banche- 
rottolo  ,  Tavolone  :  specie  di 
banco  altetto  ,  sodo  e  con  orli 
rilevati  sul  quale  si  contano  i 
danari  dai  banchieri,  trafficanti 
e  simili  —  Bernazz  de  cunteraj 
Mestola,  Cucchiaja:  mestoletta 
di  rame  con  un  cartoccio  per 
impugnatura  ,  della  quale  si  fa 
uso  per  raccorre  i  danari  dal 
bancherotto  e  versarli  ne' sac- 
chi —  per  Marcadora.  V. 

CUPOLA.  Cupola.  Vi  si  notano  la 
volta  i  la  lanternai  la  palla  o 
mela,,  il  nodOi  il  palo  —  Coccia: 
fornitura  di  metallo  con  che  si 
riveste  il  calcio  del  fucile,  l'im- 
pugnatura della  pistola  e  simili 
—  Cocchiglia:  specie  di  bottone 
con  che  si  guarnisce  da  piè  il 
manico  de1  coltelli. 

CUPOLIN.  Cupola:  pezzo  di  legno 
lavorato  al  tornio  ch'è  come  un 
disco,  nella  gabbia,  sormontato 
da  una  pallina. 

CURA.  Curare  —  Far  la  posta  a.... 

CURA  D'ANIM.  Cura  d'anime  —  Vess 
in  cura  d'animi  Aver  cur a  d'a- 
nime,Averin  governo  le  anime, 
Curar  le  anime. 

CURAPESS.  V.  campèd  sig.  4. 

CURC  V.  PizzceUi  Balabiott. 

CURCUMA.  Terramerita,  Curcuma 
(Curcuma  longa):  pianta  la  cui 
radice  è  tintoria;  foglie  lanceo- 
late con  moltissimi  nervi  nei 
lati. 

CURETTA-  Scojattolo  (Sciurus  vul- 
garis):  piccolo  mammale;  color 
rosso  cupo,  estremità  dell'orec- 
chie guarnita  di  peli  lunghi; 
nuoce  massime  ai  pini,  man- 
giandone le  gemme;  è  una  spe- 


CUR  214  CUU 


eie  di  topo.  Anche,  Fusella^  Fu- 
sero,., Fusetta^  LardiroeUi  Mar- 
torelli  Martorj  Sghiratti  ecc. 

CURIÓS.  Curioso  —  Strano,  Bizzar- 
ro, Ameno  :  dicesi  di  persona  e 
cosa. 

CURIOSA.  Spiare. 

CDRIOSITÀA  (TffiUSS  ONA).  Scurio- 
sirsi. 

CURLÀ.  Currare:  trasportar  pesi 
gravi  per  via  di  curri  (curii)  — 
Arrandellare  :  stringer  le  some 
coi  randelli  (canzón). 

CURLETT-  V.  Perseli  del  car  —  per 
Tornell  del  pozz.  V. 

CURLO-  Curro  :  grosso  cilindro  di 
legno  che  sottoponesi  ai  pesi 
gravi  per  farli  facilmente  scor- 
rere. 

CURT(EL)Corta(La);asticciuolache 
usano,  quando  per  la  posizione 
del  biliardo  colla  stecca  si  ver- 
rebbe a  dar  nelle  pareti  e  a 
fallire  il  colpo. 

CUSÀ.  Accusare:  dichiarar  le  sue 
carte  o  verzicole  (napol). 

CDSETTA.  V.  Barbel  —  per  Cu- 
retta. V. 

CUSADA-  Accusata. 

CUSI.  Cucire  —  Risprangare  :  riu- 
nir vasi  rotti  confilo  di  ferro- 
se filli  Cucir  di  fino.  Dicono,  cu- 
cire a  filo  scempio^  cioè  col  no- 
do fatto  a  un  solo  capo  della 
gugliata  ,  tenuto  molto  più  lun- 
go dell'altro;  cucire  a  filo  dop- 
piOi  quando  si  fa  il  nodo  ad 
ambedue  i  capi  insieme. 

CUSIDURA.  Cucitura  —  Costura: 
tuttala  serie  dei  costurinì  [pont- 
invers)  formante  una  lunga  riga 
lungo  la  parte  di  dietro  delle 
calze,  quando  son  fatte  co' ferri 
(gugg  de  calzetl)  —  Cucitura  che 
fa  costola  ed  è  quasi  sempre 
cucita  di  dentro  e  sta  quasi 
sotto  alla  superficie  del  drappo. 

CUSIDURETTA.  Spighetta  bianca: 
linea  di  punti  bianchi  intorno  al 
tacco  (talon)  delle  scarpe. 

CUS1I  Cucito,  da  cucire  —  Ristret- 
to, Affoltato. 

CUSIN,  -NA.  Cugino,  -na. 

CUSINÀ-  Cucinare. 

CUSINADA.  Cucinatura:  l'azione  e 
il  modo  di  cucinare. 


CUSINADA.  Discorso  in  cui  inav- 
vertitamente si  biasimi  taluno 
alla  presenza  di  persone  che 
abbiano  legame  di  parentela  o 
d'altro  col  biasimato.  I  Voca- 
bolari hanno  Accettante  per  Chi,, 
volontariamente ,  o  mal  suo 
grado,  si  trovi  presente  a' fatti 
o  discorsi  che  lo  riguardano  o 
che  gli  sono  spiacevoli. 

CUSINÉE-  Cucinajo,  Cuciniere  — 
Cucinatore. 

CUSINNA.  Cucina  —  Battaria  de 
cusinnai Stovigli,  Stoviglie,  Sto- 
viglieria —  Sit  de  la  cusinna^ 
Scanceria  —  Garzon  de  cusin- 
na^  Leccapiatti,  Leccascodelle, 
Lavapiatti,  Bardotto  di  cucina. 

CÙU.  Culo,  Ano,  il  Buratto  —  Avegh 
el  cùu  in  del  butter,  Nuotar  nel 
lardo  —  Avegh  el  cùu  su  la  fac- 
cia, Aver  fatto  collottola  :  in- 
grassato —  Fà  el  cùu  de  gaijn- 
na^  Far  la  bocca  d'ucchiello  — 
Mena  el  cùu.  V.  Slronzonà  —  Se 
te  vceut  fà  caga  el  cùu,  bisogna 
lavora  i  Se  vuoi  mangiare  ,  la- 
vora —  Tra  in  aria  el  cùUi  Dar 
del  culo  a  leva:  de'  cavalli  —  de 
VoeuVi  de  cardila de  biccer,, 
Culo  —  de  bottegliaj  de  cassai  e 
simile,  Fondo  —  Andà  giò  el  cùUi 
Sfondarsi  —  Volta  conti  el  cùu 
in  sili  Capovolgere  —  de  capelli 
Stoino  —  d'articiocchj,  Girello- 
ne cardega^  Piano,  Sedere  —  de 
castegna^  Bellico  —  de  la  gug- 
giai  Cruna  —  de  Paris,  Culo  po- 
sticcio —  de  salanvMi  del  Cam- 
panini de  lalampedai  e  simile, 
Culatta  —  di  caldar^  Melarne  — 
Vegnì  el  cùu  quader  „  Fare  uu 
gran  sizio:  star  seduto  a  lungo. 

CÙU.  Fondo:  la  tavola  panciuta 
de' violini,  e  simile  —  li  fonda 
dei  panieri  e  simile. 

CÙU.  Rovescio  —  Batti  Laghi 
ciappà  de  cùUi  Battere  col  cal- 
cio della  stecca,  ecc.:  spingere 
la  palla  non  colla  testa,  ma  col 
piè  dell'asticciuola. 

CÙU-BIANCH.  V.  Cubianch. 

CÙU  DE  SACCH-  Via  mozza,  Ronco: 
via  che  non  ha  riuscita. 


DA  215  DAM 


DA.  Dare  —  Gettare  :  di  penna 
che  scrivendo  rende  bene  o 
male ,  a  spruzzetti  o  altro  — 
Supporre  —  indenta  Tornar  in- 
dietro: di  calore,  ecc.  —  Dà  del 
lUj,  del  vu,  ecc.  ^  Dare  di  tu,  di 
voi,  ecc.  —  El  rada  el  gh'è  tor- 
nàa  a  dà  fozura  il  male  gli  si 
è  ripresentato  —  E  dagliela! 
E  tonfa!  —  fozura  J  Dar  nelle 
furie  —  Impazzare,  impazzire  — 
—  Scoprirsi  —  Fiorire:  Dar  in 
fiora:  di  malattia  —  in  fozura  J 
Sportare  —  sott,  Far  uscir  uno: 
cavargli  il  segreto  —  Aizzare  — 
per  Scorniggià,  v. 

DÀA-  Dato  ,  Misura  —  Vess  el  so 
dàa,  Esser  la  sua  misura,  Esser 
quel  eh'  è  giusto. 

DÀA-  Dado  —  Giugador  de  dàa. 
Dadajuolo  —  Giugà  ai  dàa,  Fare 
ai  dadi,  Dadeggiare.  Pariglia, 
si  dicon  due  numeri  medesimi 
dei  dadi;  quando  due  dadi  han- 
no scoperto  asso  {ass) ,  dicesi 
Aver  fatto  amò  assi  ;  se  il  2, 
duino;  il  3,  terno;  il  4,  quader- 
no ;  il  5,  cinquino;  il  6,  seino  o 
sino;  un  dado  segnato  a  una 
sola  faccia,  farinaccio:  chia- 
mare, si  dice  il  nominar  il 
punto  che  uno  vorrebbe:  pian- 
tar i  dadi,  tirarli  cosi  da  far 
il  punto  che  uno  vuole  :  pian- 
tatore di  dadi  J  chi  così  tira; 
dadotto,  dado  di  mediocre  gros- 
sezza —  Dado  di  pietra:  o- 
gnuna  di  quelle  pietre,  special- 
mente cui  posano  le  barre  [guid) 
d'una  strada  ferrata. 

DACORD.  Accordo. 

DACQUÀ.  Annaffiare  ,  innaffiare  — 
Irrigare. 

DACQUADA-  Innaffiamento  ,  Annaf- 
fiatura. 


DACQUADINNA.  Un  po'  d'annaffia» 
tura. 

DACQUADOR-  Annaffiatojo,  Innaffia- 
to,] o.  Consta  di  fondo  [cùu),  ci- 
polla o  mela  [bocchell),  tettino 
{teccioeu),  maniglia  {manetta). 

DACQUADORIN.  Annaffiatoino. 

DACQUAGIARDIN.  V.  Altalenila,  si- 
gni f.  2. 

DACQUAPRAA-  V.  Allalenna  si- 
gnif.  2 

DACQUARCEU.  Acquaruolo,  Acqua- 
rolo. 

DADA  (L'È).  Ella  è  battuta,  è  fritta 
—  per  L'è  cottaJ  V.  Coti. 

DADIN.  Dadicciuolo. 

DAGH.  Tentare  di  —  Tirar  col 
bocco  (bott)  —  Boggià,  V.  —  a- 
drèe  a  vun _,  Rincorrer  uno; 
corrergli  dietro  —  a  tutt  dà , 
Mettercisi  coll'arco  della  schie- 
na :  far  che  che  sia  di  forza  — 
dent,  dar  in  concambio. 

DAGHELA.  Fuggire,  Fumarsela. 

DÀGHEN.  Importare,  Calere. 

DAI,  DAI.  Dàlie  dàlie:  voci  deno- 
tanti azione  continuata  —  Dagli 
dàgli,  o  Dalli  dalli:  grido  che  si 
mette  per  avvertir  d'arrestar 
uno  —  E  daj  e  daj  ghe  soni 
reussiij  E  picchiai  e  zomba!  vi 
riuscii. 

DÀLIA.  Dahlia,  Georgina  (Dahlia 
variabilis):  pianta  di  bellissimi 
fiori,  i  quali  compariscono  nel- 
l'autunno*^ nativa  del  Messico., 
ma  vive  posta  in  terra  anche 
fra  noi. 

DAL  IN.  V.  BalinJ  signif.  3. 

DAMA.  Dama  —  Boccon  de  dama  , 
Boccone  di  dama:  specie  di  pa- 
sta delicatissima,  la  cui  so- 
stanza è  di  mandorle,  zucchero 
e  torli  (ross)  d'uovo. 

DAMA.  Dama:  l'ultima  partita  del 


216  DAN 


DAM 

giuoco  al  pallone  ed  anche  di 
altri  giuochi.  V.  Bella. 

BAMA.  Regina.  Ne'giuochi  di  carte 
—  Giugà  a  fant,  dama  e  re  che 
stoppa;  Fare  a  chiamare,  Fare 
a  stoppa,  Fare  a  stoppare  :  spe- 
cie di  giuoco  che  si  fa  colle 
carte  da  tresette  —  Dama  per 
Bamon,  v. 

BAMA.  Scacchiera,  Tavoliere, 
Scacchiere:  la  tavola  su  cui  si 
fa  a  dama  e  simile  —  Dama: 
sorta  di  giuoco  —  Giugà  a  da- 
ma,. Fare  a  dama  —  Andà  a 
dama  o  Fà  dama,  Andare  a 
dama. 

BAMÀ.  Damare:  dicesi  quando  il 
giuocatore  ha  condotto  una  pe- 
dina fino  agli  ultimi  quadretti 
dello  scacchiere  alla  parte  op- 
posta e  la  fa  coprire  con  un'al- 
tra dell'avversario. 

BAMASCÀA.  Damascato,  A  opera  — 
Damaschinato:  di  ferro,  di  ac- 
cìajo,  di  lame  di  spada  o  di 
sciabola  o  di  altre  armi  a  cui 
si  è  dato  l'apparenza  di  quelle 
di  Damasco ,  dette  damaschine. 

©AMAZZA.  Gran  dama  —  Damuz- 
zaccia. 

BAM1GIANNA.  Damigiana:  specie 
di  grossissimo  fiasco  di  vetro, 
a  collo  breve  ,  vestito  di  sala 
(liscia)  o  di  vinchi  (gorin),  a 
uso  di  tenervi o  trasportar  vino 
o  altro  liquido. 

BAMINNA.  Damina  —  Damigella  — 
per  Pann  de  dama,  V. 

BAMINNA  DEL  POZZ.  Vela  del  poz- 
zo: muro  verticale  che  per  al- 
cuni metri  divide  in  due,  nel 
verso  della  lunghezza,  il  vano 
del  pozzo,  quando  questo  è  co- 
mune con  quei  di  altra  casa 
continua:  esso  impedisce  l'urto 
di  due  secchie  (sidej) ,  e  l'ac- 
cesso delle  persone  dall'una 
all'altra  casa. 

BAMINNA.  Violacciocco  forestiero 
{Hesperis  matronalis):  pianta 
bienne,  spontanea  nelle  siepi 
{sces)  e  nei  boschi;  fogiie  den- 
tate; fusto  alto  circa  due  piedi; 
fiori  olezzanti;  color  porporino, 
violetto  o  bianco,  fiorisce  in 
omaggio  e  giugno. 


DAMIANA.  Muricciuolo  a  vela  : 
quello  che  si  alza  a  traverso 
di  quella  lingua  di  terreno,  la 
quale  si  prolunghi  fra  due  fos- 
sati o  simile  e  che  non  si  vuole 
che  sia  percorso  da  gente. 

DAMME L  (FÀ  A  TffiUMMEL  E).  Fare 
a' fanciulli  o  a'  bambini:  del 
non  istare  a  che  s'  è  concerta- 
to; appunto  come  i  bambini  che 
fanno  e  disfanno  a  capriccio. 

DAMON.  Pedina  damata:  nel  giuo- 
co a  dama. 

BANDA-  Dondolo  —  Dà  la  danda^ 
Ninnare,  Cullare,  Dar  l'andata: 
dello  spingersi  della  persona 
un  po' innanzi  e  ritrarsi  un  po' 
indietro  per  prendere  una  rin- 
corsa, o  saltar  via  qualche  co- 
sa o  simile  —  El  gh'ha  dàa 
prima  un  póo  de  danda  e  poeu^ 
ecc.,  Diede  prima  un  po'  d'an- 
data, e  poi,  ecc.  —  Dagh  la 
danda^  pig.  Dar  la  burla  —  Dar 
la  soja  —  Divid  per  danda ^ 
Partire  a  danda.  Modo  partico- 
lare di  partire  dell'aritmetica. 

DANDALÒ.  Mazza  da  lisciare:  ba- 
stone cilindrico  di  bossolo  (war- 
tell\  di  corno,  o  anche  di  ferro 
che  serve  a  lisciare  la  superfì- 
cie del  suolo  della  scarpa  — 
Lisciapante,  Bussetto:  pezzo  di 
bossolo  (martell)  bislungo,  qua- 
drangolare ,  avente  alle  due 
estremità  le  marcie,  cioè  certe 
riprese,  scalini  o  intaccature, 
con  le  quali  fregando  forte  si 
liscia  il  margine  del  suolo  o 
del  tacco  dopo  che  è  stato  ta- 
gliato col  trincetto  (trincett). 
Anche,  Dandolo  o  Gandolott  o 
Gandolorin.  v.  Lìscèe^  Lisciott^ 
stecca;  Tondin. 

DAN  DAN-  Ton  ton:  voci  imitanti 
il  suono  della  campana  quando 
suona  a  fuoco,  ecc. 

D  AND  ANNA  (DÀ  LA).  Dar  la  baja, 
la  berta,  la  soja. 

DANDINN  (J).  Falde  (Le):  due  stri- 
sce di  panno,  di  gallone  o  d'al- 
tro fermate  al  gonnellino,  con 
cui  si  va  sorreggendo  il  bam- 
bino per  avvezzarlo  a  reggersi 
da  sè  a  camminare.  —  I  Senesi 
le  chiamano  Dande  —  Tegnì 


DAN  217  DEB 


vun  per  i  dandinn,,  fio.  Te- 
nergli la  briglia  :  reggere,  sov- 
venire altrui  nella  condotta  — 
Manicottoli,  Bracciajole,  Brac- 
ciaje:  quelle  falde  che  pendono 
dalle  zimarre  che  portano  i  preti 
d'inverno,  e  dalle  vesti  che 
portano  i  cherici  servienti  del 
nostro  Duomo  e  d'altre  chiese 
in  Milano. 

DANDOLO.  V.  Bandaio. 

DANÉE.  Danaro,  denaro  —  mattj 
falso  —  de  stagn_,  Stagnuolo  — 
mortj,  Danaro  secco:  che  non 
dà  frutto  —  Fà  danèe,,  Far  mo- 
neta, quattrini  :  arricchire  —  Fà 
sonai  danèe^  Acciottolar  i  quat- 
trini: dimenarli,  armeggiar  con 
essi  come  se  fossero  ciottoli  — 
Compra  cont  i  danèe  a  la  man, 
Comperar  a  danaro  —  Per  celia 
i  denari  li  chiamiamo  Fiorii^ 
Pirli  ^  conquibus  „  Quist  chi  _, 
Filij  Pessitj  Pescuzzi^  El  pess,, 
El  te  luziss^  Bezzi.,  Soldij,  Lu- 
gagn^  Tolin^  ciovitt^  Ghej,,  ne 
quist j  Pelter^  I  plin  plin El 
sur  Carlo  ^  I  gasg  Mantecca^ 
El  quint  elementi  I  tolderij  ecc. 

DANÉE  Denaro  :  uno  dei  semi 
(pai)  delle  minchiate. 

DANNA.  Cuccuma,  Stizza. 

DANNA.  Dannare,  Stizzirsi,  Stiz- 
zai  si. 

DANNÀA.  Stizzoso,  Dannato —  Stiz- 
zito. 

DANNADÓN.  Stizzonaccio. 

DANNAZION.  Dannazione  :  di  cosa 
che  inquieti  forte. 

DAPOCHiSIA.  Dappocaggine. 

DAPOS.  V.  Depos. 

DAQUA,  ecc.  V.  BacquàJ  ecc. 

DÀRBIA,  DARBIOEU.  V.  Fassera^ 
Facciroeu^  Quacciroeu^  ecc. 

DARDAN,  DARDANELL,  DAREEN.  To- 
pino ,  Dardanelio,  Rondine  ri- 
paria, Balestracelo  selvatico  o 
ripario  (Hirundo  riparia):  uc- 
cello silvano;  dorso,  groppone 
e  coda,  bigio  cenerino  —  per 
Rondón.  V. 

DARE-  V.  Terz. 

DARENSC.  Difficile,  Duro:  di  per- 
sona che  fa  fatica  a  cedere 
che  che  sia  —  a  spenda  Agro  : 
di  chi  è  duro  a  spendere. 


DARSENA.  Dàrsena.  S'allarga  fuor 
di  Porta  Ticinese,  fatta  sotto  il 
regno  d'Italia  nel  1810  —  Su  i 
nostri  laghi  è  quella  camera 
d'una  casa  fondata  in  acqua,  e 
con  apertura  verso  il  lago  ove 
si  ritirano  al  sicuro  ed  al  co- 
perto le  barche. 

DARTISC.  V.  Derusc. 

DARUSCION.  Zoticone,  Sucidaccio, 
Sorgnone,  Sornione. 

DARVI.  Lo  stesso  che  Bervi. 

DASS-  Darsi  —  Accadere  —  Dar  il 
caso  —  Darsene:  percuotersi  — 
Porsi  con,  Famigliarizzarsi  con 
—  Gonfiare:  dei  cacio. 

DASSEN.  Addarsi  —  Avvedersi  — 
Avvisarsi  —  Accorgersi  —  En- 
trar in  sospetto  —  Sospettare. 

DATA-  Datare  :  indicare  il  tempo 
da  cui  deve  cominciare  che  che 
sia  —  Dare  o  Porre  la  data  — 
Far  la  data. 

DATÀA.  Dato. 

DATÀA  DE  CORNARE.  Dato  da  Cor- 

naredo. 
DATER,  DATERON.  Manesco. 
DATTA.  Data. 

DATTASS.  Adattarsi  —  Accomo- 
darsi. 

DATTOL-  Dattero  ,  Dattilo  :  frutto 
della  palma  (Dactylus  dactyli- 
fera):  polpa  di  figura  simile  al- 
l'oliva, lunga  e  grossa  quanto 
il  dito  pollice  ;  pellicciua  al- 
quanto rossiccia;  carne  zuc- 
cherosa ;  sapore  gradevolis- 
simo. 

DAVANTAGG.  Di  vantaggio. 

DAZI-  Dazio  —  Porta  della  città. 

DAZI.  Lentaggine,  Vavorna  (Vi- 
burnum  lantona):  pianta  fruti- 
cosa de' cui  ramoscelli  si  fanno 
ritorte  per  legare  le  viti.  An- 
che,  diciamo  Giazz  Merda- 
gatta. 

DAZIA.  Addaziare  —  Sgabellare, 
Sdoganare. 

DAZIÀA.  Gabellamento. 

DAZIÉE.  Dazzino,  Daziere  —  Ga- 
bellino, Gabelliere,  Gabellotto  — 
per  Prepose.  V. 

DAZIERA.  V.  Zilera. 

DEBASS.  Da  basso,  Dabbasso. 

DEBEN.  Dabbene,  Perbene. 

DEBIT.  Debito  —  Notò,  a  o  Tra,  in 


DEB  218  DEN 


debita  scrivere  in  debito,  Dar 
debito  —  Nettass  in  debita  Uscir 
di  debito  —  Canchero:  dicesi  di 
persona  fastidiosa,  o  come  che 
sia,  incomoda. 

DEBOL.  Debole,  Debolezza. 

DEBOSG  Scapigliatura,  Dissolutez- 
za— Dass  aldebosgJ  Scapigliarsi, 
Scavallare  —  per  Baracca,  sig.  2. 
V.  —  Fà  debosg  insemma*  Ac- 
cozzar i  pentolini,  Mangiar  in 
comunella.  Appresso  il  popolo 
fiorentino  è  usitatissima  la  voce 
francese  Deboscia  per  signifi- 
care il  vivere  licenzioso;  e  an- 
che la  voce  Debosciato  cioè  ri- 
dotto a  debolezza  per  la  debo- 
scia. 

DEBOSGÉ.  Dissoluto,  Scapigliato. 

DEBUTA-  Esordire  :  montare  il 
palco  scenico,  il  pulpito,  ecc., 
per  la  prima  volta. 

DEBUTTANT.  Esordiente  :  chi  si 
presenta  le  prime  volte  in  sulla 
scena,  ecc. 

DECAMINENDEN.  A  corsa. 

DECAMPA.   Declinare  da. 

DECAPP.  Da  capo  —  Fass  de  cappJ 
Rifarsi  da  capo. 

DE  CHE,  DE  GIÀ.  Da  che,  Dacché, 
Dappoiché,  Giacché. 

DECLIN  (ANDA  IN).  Declinare,  Ve- 
nir meno,  Andar  in  declino, 
Scemare:  della  salute  e  delle 
forze  del  corpo,  delle  sostanze 
e  fortune. 

DECÓO  DEL  LETT  (EL).  La  spalliera 
del  letto. 

DECORAZION.  Decorazione,  Nastro. 

DECROTGEUR.  Lustrastivali ,  Lu- 
stratore, Lustrino. 

DEDÈ  (FÀ  NORIN).  Fare  a  te  te  o 
alle  mammucce  :  trastullarsi 
con  cose  frivole,  come  fanno  i 
bambini. 

DEDENT-  Dentro,  Entro. 

DEDENT  (EL)-  L'interno  del  cassi- 
no delle  carrozze. 

DEDRÉE.  Rovescio:  la  parte  di 
dietro  di  che  che  sia. 

DEDRÉE  (EL).  La  partita  di  dietro: 
il  tergo  delle  carrozze ,  in  cui 
si  osservano  la  sala  (assàa),  il 
'guscio  della  sala  (corp),  leruo- 
te*  le  molle.,  lo  scannello  (sest), 
i  puntoni  (puntej),i  coscialetti 


(cossinitt),  il  contr  ammontatolo 
(staffon),  i  montatoj  (pedad). 

DEDRÉE,  DEDREVIA-  Dietro,  Per  di 
dietro,  Di  dietro,  Dietrovia  — 
Dagh  de  drèe_,  Tirare  al  calcio  : 
nel  biliardo. 

DEDRIZZ.  Da  senno,  Bene,  A  dove- 
re, A  modo. 

DEFÀ.  Faccenda,  Affaccenda- 
mento. 

DEFÀ  ?.  A  qual  fine?,  A  che  ^Per- 
chè ?. 

DEFEST.  Ceppo  :  il  regalo  in  da- 
naro o  altro  che  s'usa  o  Pasqua 
di  ceppo  (al  dì  de  Natal)  — 
Mancia. 

DEFICIT.  Ammanco,  Buca:  la  man- 
canza di  somme  o  sostanze  — 
Dissesto:  di  traffico  o  d'altro. 

DEFILÉ.  Sfilare:  dicesi  del  mar- 
ciare dei  soldati  in  colonna  o 
in  ordine  di  parata. 

DEFINÌ-  Finire,  Terminare. 

DEGORA.  Nome  volgare  della  mota 
oraria  secondo  la  quale  si  re- 
gola la  distribuzione  delle  acque 
d'irrigazione  a' varj  possessi 
cui  competono. 

DELIGENZA.  Diligenza. 

DELIGENZA.  Diligenza:  ampio  coc- 
chio con  guscio  a  più  luoghi; 
retto  sulle  molle  o  sui  cignoni; 
carro  a  coda  dritta  e  a  quattro 
ruote  ;  non  serpe  o  cassetta,  ma 
sedere  a  più  luoghi  con  manti- 
ce (boffett)  e  a  tergo  spesso  uri 
cassino  (  baltreschin  )  a  due 
posti 

DELIMÀ.  Struggersi. 

DELIN  DELIN.  Tintin  :  voce  imi- 
tante il  suono  del  campanello. 

DELIQUI-  Svenimento  —  Andà  in 
deliquio  Svenire.  Basire. 

DELIRATO.  Maniaco,  Pazzo,  Matto 
per  che  che  sia. 

DELIRI.  Delirio  —  Andà  in  deliri* 
Delirare. 

DEMANIMAN,  DEMENEMAN.  Di  ma- 
no in  mano. 

DEMEZZ.  Via  di  mezzo,  Mezzo  ri- 
piego, Mezza  misura. 

DENANZ.  Davanti,  Dinanzi,  Innan- 
zi —  Stà  denanzj  Entrar  mal- 
levadore, Star  garante. 

DENANZ  (EL).  La  partita  davanti: 
la  porzione  anteriore  del  carro 


DEN 


219 


DEN 


delle  carrozze,  la  quale  consta 
delle  molle  dello  scannello 
(sesl),  del  ruotino  [di  volticella 
{rodin  de  sterza),  dei  coscia- 
letti{cossinitt).de[  pontoni  (pon- 
tej) ,  del  mastio  (mas'c),  delle 
staffe  curve  {cavalott),  de'  mon- 
tatoj  (pedad). 

DENANZ.  Facciata  delle  carrozze 
che  guarda  il  cocchiere. 

DENCIÀ.  Addentare. 

DEWCIADA.  Dentata. 

DENCIATTER-  Dentaccio  —  per  Den- 
cion.  V. 

DENCION.  Sannuto,  zannuto:  di- 
cesi di  persona  eh1  ha  denti 
grandi  e  sporgenti. 

DENCITT  per  Gajnoeura  spino- 
sa. V. 

DENESCONDON.  Di  nascosto. 

DENONZIA-  Disdetta  —  Dà  la  de- 
nonziaJ  Disdire  la  casa,  il  po- 
dere, ecc.  —  Disdetta  in  botta 

0  sul  fattj,  Disdetta  in  tronco. 
DENT,  DENTER    Dentro,   Entro  — 

Dent  per  dent^  Di  tempo  in  tem- 
po, Di  quando  in  quando  —  Dà 
in  dentj,  Rientrar  in  dentro  :  di 
malattia  —  Andà  denterJ  Voler- 
ci: di  panno,  tela,  ecc.  —  Vess 
dent  in,,  Averci  parte  —  Ves- 
segìi  dent  anca  chi  l'ha  fàa^  Es- 
servi dentro  il  maestro  —  Ves- 
segh  dent  nagotta  de  màa.Non 
ci  esser  nulla  di  male  —  Ves- 
segh  dent  tuttj  Somigliare  tut- 
to ;  di  ritratto  —  Vess  dent,,  Es- 
ser bue:  ignorante  —  Esser  in- 
cappato —  per  Vess  in  colletta. 
V.  Bolletta  —  cossa  ghe  femm 
dent?  Che  ne  facciamo  ?  —  Dent 
per  el  d\J  Fra  dì,  Tra  il  di. 
DENT.  Dente.  V.  RestelleraJ  Den- 
taduraJ  Dentirceu  Tettirozu^ 
Gnerv^  BoeuccJ  calcinazz,  ecc. 
—  Andà  fceura  i  dent,,  Cadere  i 
denti  —  Avegh  la  rabbia  in  di 
dent ^  Aver  la  gina  nei  denti  — 
Balla  o  Dondà  i  dentJ  Tenten- 
nare, Vacillare  i  denti  —  cascià 

1  dent^  Mettere  i  denti,  Dentare, 
Esser  in  dentizione  —  Dà  al 
dent^  Reggere  al  dente:  delle 
cose  sode,  come  frutti,  carni, 
ed  altro,  le  quali  non  cedono 
facilmente  alla  pressione  dei 


denti  -  a  restellJ  Dente  abischeri, 
a  piroli  —  bus^  bucherellato  — 
che  sponta^  Barba  di  dente  — 
cont  el  calcinazz Dente  coi 
tartaro,  col  calcinaccio  —  ca- 
nin  canini  (sono  quattro)  — 
denanz  incisivi  (sono  otto  r 
quattro  superiori  e  quattro  in- 
feriori) —  de  la  sapienza  o  del 
giudizzij,  della  sapienza  o  del 
giudizio:  degli  ultimi  due  mo- 
lari —  ganassal molari,  ma- 
scellari (sono  venti,  otto  mi- 
nori e  dodici  maggiori)  —  de 
presa,,  Sanne,  Zanne  —  de  latt^ 
lattaiuoli,  o  di  latte  —  fasceu_> 
V.  Fasosu  (I)  —  giazzoeu^  diac- 
ciamoli, che  di  leggieri  si  spez- 
zan ,  come  il  diaccio,  o  che  a 
sentir  corpi  diacci  dolgono  — 
oggiàaJ  occhiali:  corrispondenti 
all'occhio  —  Rimett  i  dentJ  Met- 
tere o  Rimettere  i  denti:  dei 
posticci  —  Batt  i  dentj,  Battere 
le  gazzette,  Battere  le  nacchere 
co' denti:  tremar  pel  freddo  — 
Ligà  i  dent^  Allegare  i  denti  — 
fig.  Non  mangiar  di  una  cosa: 
non  intenderla  —  Desligà  i  dent., 
Slegare  i  denti  —  cambià  € 
dentJ  Mutare,  Rimettere  i  denti 
—  Mostrà  i  dent j  Sguainare  i 
denti  —  fig.  Ragnare  :  dei  ve- 
stiti logori  —  Fà  vegnì  l'acqua 
ai  dentJ  Far  venir  l'acquolina 
in  bocca:  l'appetito  di  che  che 
sia  —  Menà  o  Mollà  i  dentear 
ballare  i  denti:  mangiar  sapo- 
ritamente —  Strappà  on  dent^ 
Trarre, cavare  un  dente  —  Scriz- 
zà  i  dent^  Dirugginare,  Digri- 
gnare i  denti  —  Tiralla  cont  i 
dentJ  fig.  Viver  di  limatura,  a 
spiluzzico,  a  stecchetto,  Campar 
refe  refe,  Campacchiare,  Cam- 
pucchiare. 

DENT.  Dente:  del  cavallo  ,  in  cui 
se  ne  contano  40:  cioè  12  inci- 
sivi, quattro  scaglioni  {bus), 
24  mascellari  {denton)  —  barbi- 
rozu,  Quadrati  —  de  mezz,,  Denti 
mezzani  —  de  latt^  Dentini  —  in 
costaJ  Fagiuoli. 

DENT-  Tacca:  quel  poco  di  man- 
camento ch'è  nel  taglio  del  col- 
tello ,  del  temperino  ,  o  d'  altro 


DEN  220  DER 


—  Dente  :  tacca  assai  fìtta  e 
minuta  —  Quegli  sporti  nelle 
ruote,  nei  pettini,  rastrelli  esi- 
mili, che  han  figura  di  dente  — 
Incastra  a  dentJ  indentare. 

DENT.  Dentello:  ognuno  di  quegli 
sporti  di  mattoni  che  formano 
l'addentellato  (dentada)  dei  so- 
prarco d'una  bocca  di  fornace 
da  mattoni  o  tegole  —  Becco: 
quel  ferruzzo  rostrato  che  fa 
parte  dello  scatto  [monta)  del- 
l' armi  da  fuoco  e  serve  a  te- 
nerlo montato  —  Coniera:  nelle 
lapidicine  e  nelle  cave  delle 
pietre  le  intaccature  per  inco- 
minciar lo  scavo  di  ciascuna 
saldezza. 

BENTÀA-  Dentale  :  l'  arnese  nel- 
l' aratro  che  serve  di  base  e 
sostegno  alle  altre  parti .  e 
scorie  contro  la  terra  soda 
lungo  il  taglio  fatto  dal  coltel- 
laccio {cólter),  V.  Sciloria. 

BENTABA-  Addentellato:  il  com- 
plesso di  dentelli  (dent)  spor- 
genti in  una  fornace. 

DENTABURA.  Dentatura:  ordine  e 
componimento  dei  denti  —  ri- 
messa ,  Dentiera  —  Dentatura: 
1'  ordine  o  la  fila  dei  denti  del 
pettine. 

DENT-BE-CAN.  Calcagnuolo:  spe- 
cie di  scarpello  corto,  con  una 
tacca  (dent)  in  mezzo  che  serve 
agli  scultori  per  lavorare  il 
marmo  dopo  averlo  digrossato 
con  la  subbia  (scopell  de  picca- 
prej). 

DENT-BE-CAN  per  Boff^  sign.  3.  V. 

DENTICC  Dentini  —  per  Gaijnceu- 
ra  spin osa V.  in  Gaìjnoeura. 

DENTIRGSU.  V.  Tettiroeu. 

DENTISTA.  Dentista. 

DENTON.  Dentone. 

DEPÉE  DEL  LETT  (EL).  Il  dappiede: 
sponda  del  letto  di  fronte  alla 
spalliera  {decóo). 

BEPERLÉE,  DEPERLÙ,  DEPERLOR,  ec. 
Di  per  sè,  Da  sé  sola, Da  sè  so- 
lo, Da  loro  soli, ecc. 

DEFODISNÀA.  Dopo  pranzo. 

DEPONN.  Deporre  —  Posare  :  di 
liquidi  —  Depositare,  Dar  in  de- 
posito. 

DEPOS.  Dietro,  Di  dietro,  Dopo. 


DEPOSET.  Deposito  —  Posatura. 

DE?fc  (VESS  OH).  Esser  grassa:  di 
cosa  che  si  ha  per  favore—  L'è 
ori  de  pu  se  al  dì  d' incoeu  se 
riva  ai  70  ann^  È  grassa  se  al 
di  d'oggi  si  toccano  i  70  anni. 

DEPURADOR.  Depuratore,  Lavato- 
io: grande  caldaja  di  ferro,  la 
quale  fa  interruzione  al  tubo 
{canon)  di  condotta  in  una  fab- 
brica di  gas.  Essa  contiene  ac- 
qua di  calce,  e  su  questa  è  ca- 
povolto un  pesante  cappello  di 
lamiera,  che  v'entra  dentro,  te- 
nutovi sospeso  da  una  catena 
o  fune,  con  girella  e  contrappe- 
so. In  quest'acqua  di  calce  illu- 
minante (gass  de  brusà),  prove- 
gnente dalle  storte  (pipp), viene 
privato  del  gas  acido  carboni- 
co, e  altro,  se  ve  n'è,  e  così  de- 
purato e  lavato  passa  pel  tubo 
d'entrata  sotto  la  campana  del 
gasometro. 

DERANSC-  Carnaccia:  dicesi  di  un 
pigrone. 

DERBEDA,  DERBITA.  Serpigine,  Im- 
petigine, Volatica:  infiammazio- 
ne della  pelle  che  produce  di- 
verse pustolette  serpeggianti  su 
di  essa. 

DERBEDA.  Nome  di  quei  pertugetti 
che  rimangono  nelle  rinzaffatu- 
re alle  muraglie  per  difetto  di 
appianatura.  Anche,  Derbed^ 
Derbedin. 

DEREKERA.  Lombaggine  :  mal  dei 
lombi. 

DERLA,  DERLON-  Mallo,  il  Vecchio: 
scor  za  verde, erbacea,  di  sapor 
astringente  ed  ostichissimo ,  la 
quale  è  aderente  al  guscio  della 
noce  —  An dà  in  derlaJ  Ammal- 
iare, Coprirsi  di  mallo. 

DERLÀ.  Smallare:  togliere  il  mallo 
alle  noci  —  Derlass^  Smallarsi. 

DEROCÀA.  Diroccato. 

BEROCCAMENT.  Rovina— Casa  spal- 
cata,  rovinata  —  Moriccia, Muc- 
chio di  ruderi  [bottumm). 

BERSETT.  Diciassette  —  Oper  sett 
o  per  derselt  ^  Ad  abacchio:  a 
prezzo  rotto. 

BERUPAZZI,  BERUFERL  Dirupo:  pre- 
cipizio di  rupe  —  Vallone  —  Sca- 
vezzacollo: caduta  arompicollo. 


DER 


221 


DES 


DERUSC-  Aspro  —  Scabro  ,  Ruvido 
—  Vess  derusc  Non  aver  diritto 
uè  rovescio  :  dicesi  di  persona 
che  non  ha  grazia,  nè  garbo  in 
cosa  alcuna. 

DERUSC.  Sornione:  dicesi  d'uomo 
ruvido  di  maniere,  sempre  serio 
e  imbronciato  e  poco  inclinato 
a  far  servigi. 

DERUSCÀ.  Scalfire  :  stracciare  la 
pelle. 

DERUSCADURA.  Scalfitura. 

DERVÌ.  Aprire  —  Andà  adrée  a 
dervìj  Apricicchiare  —  Sparare: 
fendere  il  ventre  delle  bestie 
per  cavarne  gli  interiori  o  per 
altro  —  Sezionare:  un  cadavere 
—  Derviìfoeura  ;  tassella  andàj 
Ammanna  eh'  io  lego,  Fate  lar- 
go, lasciatela  passare,  Pon'  rena 
che  lo  Sbracia  armeggia,  Affa- 
stella, eh1  io  lego,  Suona,  eh'  io 
ballo:  si  dice  di  coloro  che  lan- 
ciano, raccontando,  bugie  e  fal- 
sità miste,  per  mostrare  di  non 
le  passar  loro. 

DES.  Dieci  —  Quell  di  des,  Il  deci 
mo  —  Cinqu  e  cinqu  des  la  ca- 
valla l'è  nostra.,  Cosi,  la  vacca 
è  nostra:  cioè  la  cosa  è  beli' e 
fatta.  Talora  diciamo  :  cinqu  e 
cinqu  des  j  ti  la  merda  e  mi  i 
scirès  j  E  rispondiamo  :  I  scirès 
hin  minga  bon  ti  la  merda  e 
mi  i  bomì)on  —  Dann  des  a  an- 
dà ai  dodes^  par  trenta  ad  al- 
cuno: dicesi  a  chi  ci  è  inferiore 

—  Fà  trenta  e  des  vintJ  Fare  di 
trentatrè  undici:  scapitarci. 

DESABIGLIÉ  (IN).  In  veste  da  ca- 
mera. 

DESAEI7ÀA-  Disabitato. 
DESABUSA  Abusare. 
DESABuSASS.  Disingannarsi. 
DESAFITTÀA.  Spigionato. 
DESAGREGÀ.  Segregare. 
DESANIMÀ.  Disanimare. 
DESAPROVA.  Disapprovare. 
DESARMÀ.  Disarmare. 
DESASI.  Sbrattone,  Sbrattonaccio: 
chi  guasta,  dissipa,che  che  sia 

—  Uomo  a  casaccio. 
DESAVIÀ.  Sv  are,  Disviare. 
DESAVIASS-VIA.  Spassarsi ,  Sdarsi. 
DESAVOGO.  Sollievo,  Svago. 


DESBALLA.  Sballare:  aprire  o  dis- 
fare la  balla. 
DESBANDASS-  Disviarsi,  Deviarsi, 

Sbandarsi. 
DESBARAZZÀ.   Sbrattare,  Sbaraz- 
zare. 

DESBARCÀ.  Sbarcare. 
DESBASTÌ.  Sbastire. 
DESBATTEZZASS   (VORRÈ).  Volersi 
sbattezzare:    per  meraviglia, 
stizza  o  simile. 
DESBAVÀ.  Sbavare:  levare  la  bava 
ai  lavori  di  getto,  di  lastratura, 
e  simile. 
DESBINDÀ.  Sbendare. 
DESBIBOLÀA.  Sperniato  ,  Sfilato  — 
Sgangherato —Uomo  disadatto: 
senza  garbo  nè  grazia. 
DESBOCCÀ.  Sturare. 
DESBOSCÀ.  Diboscare —Cacciar  di 
bosco. 

DESBOSCIONÀ-  Sturare  :  di  botte  — 

Stappare:  di  bottiglia. 
DESBOTTONÀ.  Sbottonare. 
DESBRATTÀ.  Sbrattare. 
DESBRIÀA.  Sbrigliato. 
DESBBIGÀ  Sbrigare. 
DES^EOCCA.  V.  Sbroccà. 
DESBROJÀ  Disimbrogliare. 
DESBRONCÀ-  Dibrucare,  Disbruca- 
re: levar  dall'albero  iramoscelli 
inutili  e  secchi. 
DESCADEVÀ.  Scatenare. 
DESCATtfCHINÀ.  Scalzare:  alberi  per 

atterrarli. 
DESCANTA.  Svegliare,  Discantare: 
far  prender  animo  a  chi  è  che- 
tone  —  Scaltrire:  far  pratico 
delle  cose,  cauto  e  assennato  — 
Dar  anima,  Avvivare:  un  fiore, 
una  rosa  e  simile  nell'arti  del 
disegno. 

DESCAWTÀA  Svegliato,  Desto:  di- 
cesi di  persona  pronta  ,  alacre 
della  mente  e  degli  atti. 
DESCAN7ASS.  Discantarsi,  Snighit- 

tirsi,  Sgranchiarsi. 
DESCAPET.  Discapito. 
DESCAPITÀ-  Scapitare,  Scapitare 

Perderci. 
DESCAPRIZIASS-  Scapricciarsi. 
DESCAREGA.  Scarica  —  Sparo. 
DESCAREGÀ.  Scaricare  —  Sparare. 
DESCAREGABARI  (GIUGÀ  A).  V.  Cam- 

panon  (Giugà  a). 
DESCARNA.  Scarnire. 


DES 


222 


DE8 


BESCARNAA.  Scarnito. 

DESCASCIÀ.  Cacciar  via. 

DESCAVIÀ.  Scapigliare ,  Scarmi- 
gliare. 

DESCAVICC  Disdetta. 

DESCAVIGGIÀA  Disdicciato  —  Vess 
sewiper  descaviggidajEsser  sem- 
pre in  disdetta. 

DESCIODÀ.  Schiodare. 

DESCIODALLA-  Schiodarla  ,  Venire 
ai  ferri  :  deciderla ,  uscir  di 
dubbiezza. 

DESCOBB  À  Sparigliare:  dei  cavalli 
—  Sguinzagliare:  levare  il  guin- 
zaglio (cobbia)  a'  cani. 

DESCODEGÀ.  Scotennare:  levar  via 
la  cotenna  (codega)  —  Spiotare: 
spogliar  delle  piote  {loti)  erbose 
un  prato,  ecc. 

DESCOLLÀ.  Scollare. 

DESCOLPASS-  Scolparsi,  Purgarsi. 

DESCOLZ  Scalzo,  Scalzato. 

DESCOLZÀ.  Scalzare:  spogliar  pie 
de,  gamba  di  calzamento  —  Le 
var  la  terra  intorno  alle  radici 
delle  piante,  alle  fondamenta 
de'  muri  e  simili. 

DESCOMOD.  Incomodo  —  Disagio. 

DESCOMODÀ.  Incomodare,  Disagia- 
re —  Guastare. 

DESCOMPAGN.   Spajato  ,  Scompa- 

x  gnato  —  Dissimile ,  Non  com- 
pagno. 

DESCOMPAGNÀ.  Spajare,  Scompa- 
gnare —  per  Descobbià.  V. 

DESCOMPONN.  Scomporre:  separar- 
le lettere  di  una  forma  di  stam- 
pa ,  e  disporle  di  nuovo  nella 
cassa,  ciascuna  nel  suo  proprio 
nicchio. 

DESC0NC0RD1A.  Discordia. 

DESCOiMSACRÀ.  Sconsacrare  — Pro- 
fanare. 

DESCONSC  Sconcio. 

DESCONSCIÀ.  Sconciare  — Sciupare. 

DESCONTENTÀ.  Scontentare. 

DESCOR  !  Pensa  tu  ! 

DESCORDASS  Scordarsi. 

DESCREDITÀ  Screditare. 

DESCROSTÀ.  Scrostare  —  Scortec- 
ciare —  Sgrumare  :  levar  i  gru- 
mi —  per  eroda,,  sig.  2.  V. 

DESGROSTADA.  Scrostamento. 

DESCUMMIÀ.  Sviare,  Disviare,  Far 
che  l'uccello  abbandoni  il  nido. 

DESCUMWIOS.  Svievole,  Disvievole: 


di  uccello  facile  ad  abbandona- 
re il  nido  ed  i  pulcini  suoi. 
DESCUSÌ.  Scucire  — Sdruscire,  Sdru- 
cire. 

DESCUSIDURA-  Uno  scucito. 
DESCUTTI.  Discutere. 
DESDAMÀ.  Sdamare  :  nel  giuoco  a 
dama. 

DESDI.  Disdire  —  Sconvenire. 

DESDITTA.  Desdiccia,  Disdetta: 
sfortuna.  Sditla  dicono  pure  i 
Siciliani. 

DESDOBBIÀ.  Scempiare. 

DESBOTT.  Diciotto  —  Andà  o  si- 
mile sul  cinqu  e  desdottJ  Esser 
tutto  in  coglia  :  vestito  bene  e 
affettato  un  po'  —  Quell  di  des- 
dott^  Il  decimo  ottavo. 

DESEGNÀ-  Indicare. 

DESEMBER.  Dicembre. 

DESENEMIS.  Nemico. 

DESENNA.  Decina  —  Posta:  una 
delle  quindici  divisioni  in  che 
si  riparte  la  corona,  composta 
di  dieci  avemarie  e  un  pater- 
nostro. 

DESENNL  Decennio. 

DESÈR.  Postpasto,  Deserto  :  deno- 
minazione di  qualsiasi  cosa  che 
si  mangi  prima  delle  frutte ,  e 
dopo  il  pasto,  sia  questo  di  un 
solo  servito  [portada) ,  ovvero 
di  due  —  per  Parterr,  sig.  1,  e 
Frutta.  V. 

DESERTA.  V.  Disertà. 

DESF.  Sfatto,  Disfatto. 

DESFÀ.  Disfar  e,  Sconnettere  —  Dis- 
dire —  Desfàgiò  o  foeuraJ  Spie- 
gare —  Svoltare  —  per  Descom- 
ponn  e  Descusì.  V. 

DESFASS.  Disfarsi  —  Struggersi. 

DESFASSÀ-  Sfasciare. 

DESFERENZ1A.  Differenziare,  Esser 
diverso  o  dissomigliante  —  Di- 
versificare, Distinguere. 

DESFERIA.  V.  Fer  snodàa. 

DESFERLA.  Strappare,  Fare  in 
strappi:  lacerare. 

DESFESCIÀ.  V.  Desbarazzà. 

DESFIBBIÀ.  Sfibbiare. 

DESFIGURÀ-  V.  Des forma. 

DESFILÀ-  Sfilare,  cavar  di  filo. 

DESFI0RÌ.  Sfiorire  :  cessar  di  fio- 
rire. 

DESFIRONÀ.  Sfilare,  Direnare,Slom- 
bare. 


DES  223  DES 


DESFODRÀ.  Sfoderare  ,  Sguainare 

—  sfoderare:  levar  la  fodera  a 
un  abito ,  ecc. 

DESFORMÀ  Disformare:  render  de- 
forme laforma conveniente  della 
cosa  —  Sformare  :  tórre  la  for- 
ma propria  della  cosa. 

TESFORNASÀ.  SfornaciareJ 

BESFORTUNÀA.  V.  Descaviggida. 

DESFORTUNNA.  V.  Descavicc. 

DESGAGGIÀA.  V.  Descantàa. 

DESGALLONÀ.  Scosciare. 

DESGAMBISS.  Sgranchiare  ,  Sgran- 
chire: dei  polli  che  si  sciolgono 
dal  granchio  —  Desgamdiss  % 
garrii);  Dirugginire  le  gambe. 

DESGARB.  Sgarbo,  Malestro. 

DESGARBÀA.  Sgarbato  —  Duracelo 

—  De  desgarbàa  el  me  diS;  ecc., 
Rotto  rotto  mi  dice,  ecc. 

DESGARBADARIA.  Sgarbataggine, 
Sgarbatezza. 

DESGARBIÀ.  Distrigare. 

DESGARBIÀA  per  Descantàa.  V. 

DES'GELÀ.  Dighiacciare  ,  Didiac- 
ciare, Disghiacciare. 

DES'GERBÀ.  Dissodare:  rompere, 
lavorare  un  terreno  incolto 
{gerì)). 

DESGIARÀ.  Svanare:  col  rasojo  o 
altro  levar  via  il  pelo  vano  dei 
cappelli. 

DESGIUNÈ-  Colezione,  Colazione. 

BESGORGÀ.  Disgorgare:  spazzare 
canali  o  tubi  perchè  ne  sgorghi 
liberamente  il  liquido. 

DESGRAZIA.  Disgrazia. 

DESGRANÀ.  Sgranare:  spiccar  dal 
grappolo  gli  acini  (grann)  del- 
l'uva. 

DESGRAPPÀ  Sgranellare. 
DESGRASSÀ-Digrassare,  Dimagrare, 

Dimagrire. 
DESGROPPL  Sgroppare,  Snodare. 
DESGROSSÀ.  Digrossare,  Sgrossare. 
DESGUARNI  Sguarnire. 
DESGUGELLASS.   Uscire    V  aghetto 

dalle  stringhe. 
DESGUST-  Disgusto 
DESICGÀ  DRÉE  A-  Struggersi  per. 
DES1MB0RS.  Disborso. 
DESIMBOTTl  Sborrare  :  cavare  la 

borra  da  basti. 
DES1MBR0JÀ.  Strigare,  Spacciare. 
DESIMPARÀ.  Disimparare. 
JDES1MPEGNÀ  Disimpegnare:  cavar 


d'impegno  —  Spegnare:  levar  di 
pegno  che  che  sia. 

DESIMPIEGÀA.  Disimpiegato. 

DESIMPREGNÀ.  V.  Desbarazzà. 

DESINVOLT.  Disinvolto. 

DESINVOLTURA.  Disinvoltura. 

DESLATTÀ.  Divezzare ,  Svezzare, 
Spoppare.  Slattare. 

DESLAZZÀ-  Slacciare,  Dislacciare, 
Dilacciare. 

DESLAZZASS  FffiURA.  Spettorarsi  : 
scoprirsi  il  petto  —  Sciorinarsi: 
sfibbiarsi  e  allargarsi  i  panni 
di  dosso,  o  pel  troppo  caldo  che 
fa,  o  per  cominciare  a  spo- 
gliarsi. 

DESLAZZL  Guasto  —  Rovina. 

DESLEGGERI.  V.  Deslingerì. 

DESLENGUÀ.  Dileguare  —  Stillare  : 
dal  caldo  —  Struggersi,  Venire 
in  acqua  :  di  metalli  Deslen- 
guà  via.,  Consumarsi  a  poco  a 
poco.  Struggersi. 

DESLIGÀ.  Slegare  —  Sciorre  ,  Sle- 
gare: cavare  una  pietra  legata 
dal  castone  o  dalla  cassetta. 

DESLINGERÌ.  Alleggerire  —  Alle- 
viare. 

DESLIPPA.  Sperpetua:  sfortuna,  dis- 
grazi a  —  Mett  la  deslippa  in...; 
Mettere  la  sperpetua  in.... 

DESLIPPÀA.  Disgraziato  —  Vess 
deslippàa^  Aver  la  sperpetua. 

DESLISCASS.  Spagliarsi:  delle  seg- 
giole (cadregh)  intessute  di  sala 
(lisca)  che  si  vanno  stessendo  o 
perdendola. 

DESLOGADURA.  Slogatura:  lo  slo- 
garsi delle  ossa. 

DESLOGASS.  Slogarsi  —  Sconciarsi, 
Diroccarsi:  muovere  delle  ossa 
dalla  loro  naturale  positura. 

DESLUSINGASS.  Uscir  di  lusinga. 

DESMENTEGÀ.  Dimenticare. 

DESMETT-  Dimettere  —  Porre  da 
una  parte  —  Desmett  mai  de  fà^ 
de  dì;  ecc.,  Non  restare,  Non 
rifinire  di  fare,  di  dire,  ecc. 

DESMETTÙU.  Smesso,  Dismesso. 

DESMOBIGLIÀ.  Smobigiiare. 

DESMONTA.  Scendere,  Dismontare 
da  —  Smontare:  staccar  le  di- 
verse parti  di  una  cuffia,  ecc. 
—  Levar  dalla  carretta  un  can- 
none a  cannonate  —  Fà  desmon- 
tà;  Scavalcare. 


DES 

DESMORBÀ.  Smorbare  —  Ripulire. 

DESMOSTRÀ.  Dimostrare. 

DESNODÀA.  Snodato. 

DESNOEUV.  Diciannove  —  Cala 
desnoeuv  e  mezz  a  fa  vìnlsold. 
Aver  sempre  carestia  di  due 
quattrini ,  Star  sempre  fra  due 
soldi  e  ventiquattro  denari,  A- 
ver  ogni  cosa  in  caffo  e  non 
arrivare  a  tre ,  Come  gli  alti- 
anni,  vien  il  freddo  innanzi  i 
panni .  di  povero. 

DESONEST.  Disonesto  —  Inonesto 

—  Ingordo  —  Iniquo. 
DESOCUPÀA.  Disoccupato  —  Ozioso 

—  Sfaccendato. 
DESORDENÀ.  Slavizzare. 
DESOTT.  Di  sotto  —  Andà  al  de- 

sott,,  Andare  al  chino,  Esser  in 

disordine. 
DESPACHETTÀ. Spacchettare:  scior- 

re  un  pacchetto. 
DESPAJÀ.  Spagliare:  levar  dalla 

paglia  bicchieri,  fiaschi  e  simili. 
DESPALÀ.  Spallare:  tor  via  i  pali 

che  sostengono  le  viti. 
DESPALLASS  V.  Spallass. 
DESPANÀ.  V.  Spana. 
DESPARÀ.  Sparare  :  spogliare  dei 

paramenti. 
DESPAREGGIÀ-  Sparecchiare. 
DESPART.  In  disparte. 
DESPASTÀ-  Spastare. 
DESPECCENA.  V.  Despettenà. 
DESPEDI  Spedire  — Dare  spaccio. 
DESPEGNÀ.    Spegnare:    levar  il 

pegno. 

DESPENOLÀ  o  DESPENERÀ-  Scalet- 
tare: il  contrario  di  calettare 
{imperlerà). 

DESPERÀA  (  ON  )•  Uno  scavezza- 
collo. 

DESPERASS  Disperarsi ,  Gettarsi, 
Darsi  alla  disperazione. 

DESPERS.  Sperso. 

DESPERSA.  Sconciatura. 

DESPESS.  Di  spesso,  Sovente,  So- 
venti volte. 

DESPETTENÀ.  Scarmigliare,  Spet- 
tinare, Arruffare  i  capegli. 

DESPIASÈ.  Dispiacere. 

DESPIASDD  Dispiaciuto. 

DESPIEGÀ.  Spiegare. 

DESPIENTÀ.  Spientare:  sbarbare 
piante  —  Smontare:  un  letto  o 
simile. 


DES 


DESPIGASS.  Disgranellarsi:  uscir 
della  spiga  il  grano  al  batterio- 
in  aja  {era). 

DESPIOMBÀ.  Spiombare  :  levare  il 
piombo. 

DESPOLPÀ.  Spolpare. 

DESPOMN.  Disporre. 

DESPONTÀ.  Spuntare:  di  spilli  e 
simili. 

DESPONTELLÀ.  Spuntellare. 

DESPOSTASS.  Spostarsi  —  Degnarsi 
di  —  Indursi  a. 

DESPREPARÀ.  V.  Despareggià. 

DESPREZI.  Dispetto  —  Noja  —  An- 
dà via  la  roba  per  desprezi 
Andar  via  a  ruba  la  roba  —  Fà 
roda  per  despreziJ  Ammoggiare 
le  cose  —  Ho  faa  vin  per  de- 
sprezi .  Il  vino  mi  ammoggio, 
ebbi  vino  a  moggia:  cioè  in 
grandissima  copia  —  Vesseghen 
o  Aveghen  per  desprezi_,~v.  Lece 
a  cavaj  (Aveghen  de  fà). 

DESPREZIÀ.  Nojare,  Dar  noja. 

DESPREZIOS.  Dispettoso,  Cacadis- 
petti  —  Nojoso. 

DESPROPRIÀ.  Spropriare ,  Spode- 
stare. 

DESPROVIST.  Sprovvisto,  Sprovve- 
duto. 

DESQDATTÀ.  Discoprire  —  Scoper- 
chiare —  Scoprire  il  masso, Sga- 
lestrare:  nelle  cave  di  pietra. 

DESQUILIBRÀ.  Squilibrare. 

DESRANGHISS.  Sgranchiare,  Sgran- 
chire. Snighittire. 

DESRAZZÀ.  Far  lo  sgombro— Sra- 
dicare —  Dirazzare. 

DESRENÀ.  V.  Des/ìronà. 

DESRESCA.  Diliscare  :  levar  le  li- 
sche (reseti)  a'  pesci. 

DESRESCIÀ.  Sgrinzare:  levare  le 
grinze  (i  rescij). 

DESRUSGENI.  Dirugginare. 

DESS  (0)!  Oibò!  —  No! 

DESSADESS.  Or  ora  —  Che  sì  che 
si  —  A  caso,  Per  sorte  —  Sicco- 
me, Poiché,  Da  qui  a  poco,  In 

breve,  Tra  poco  —  Or.,  ora  - 

Dormii  Fàj  ecc.,  on  poo  adess 
e  on  poo  dessadesSj  Dormire  r 
Fare,  ecc.,  a  bocconcini. 

DESSALDÀ.  Dissaldare. 

DESSEDÀ,  DESSEJÀ.  Svegliare  — 
Dessedà  anmòJ  Risvegliare. 

DESSEDÀA  Svegliato:  di  chi  ha 


DES  225  DES 


vivezza  d'ingegno  —  Stà  desse- 
dàa.,  vegliare. 

DESSEDADA-  Destamente  —  Sve- 
gliamento —  Dagh  una  desseda- 
da^  fig.  Eccitare,  Sollecitare. 

DESSEDASS.  Destarsi. 

DESSEPARÀ.  Separare. 

DESSEPPELLl.  Dissepellre  —Desu- 
male 

DESSIGILÀ-  Disigillare,  Disuggella- 
re —  Sturare,  Stappare:  di  bot- 
tiglia. 

CESSOLA.  Dìsolare:  tagliare  o levar 
via  il  suolo  ,  cioè  la  parte  del- 
l'unghia morta  (delle  bestie  da 
soma  nella  pianta  del  piede. 

DESSOLÀA.  Disolatura:  stacca- 
mene morboso  del  suolo  nel 
piè  del  cavallo;  disolatura  del- 
l'unghia. 

DESSORA.  V.  Sora  {De). 

DESSORAPU.  In  oltre,  Soprappiù, 
Giunta,  Di  soprassello. 

DESSORAVIA.  Di  sopra  — A  galla  — 
Andà  o  Vegnì  dessoravia^  Ri- 
boccare, Ridere,  Levare  in  ca- 
po, Traboccare,  Dar  fuori:  il 
versarsi  fuori  il  liquido  per  la 
bocca  del  vaso,  nel  forte  bolli- 
re, o  perchè  va  in  ischiuma,  o 
perchè  è  stato  soverchiamente 
empiuto  —  Stà  dessoravia^  Gal 
leggiare  —  Vegnì  dessoravia^ 
Venir  a  galla. 

DESSOTTERÀ.  Dissotterrare  —  De- 
sumale —  Dissepelire. 

DESSU.  Albagia  —  ciappà  on  des- 
sù*  Pigliare  il  gambone:  dicesi 
di  chi  si  fa  troppo  ardito. 

DESTACCÀ.  Staccare,  Spiccare. 

DESTACCH.  Distacco  —  Fà  on  dell 
destaceli J  Spiccar  bene:  di  co- 
lori e  simile. 

DESTACCHETTÀ.  Sbullettare. 

DESTAGNASS-  Staccarsi  la  stagna- 
tura. 

DESTANÀ.  Stanare. 

DESTAPEZZÀ.  Staccare  la  tappez, 
zeria. 

DESTAROCCÀ-  Staroccare:  giocar 
tarocchi  superiori  per  tor  via 
quelli  dell'avversario. 

DESTECCIÀ.  Smontare  il  tetto. 

DESTEMPERADA  (DAGH  ONA).  Stem 
perare. 

DESTEND.   Distendere  —  fceuraJ 
Banfi  ,  Voc. 


Sciorinare  —  Appiastrare:  di 
cerotto  e  simile. 

DESTENDÙU.  Disteso. 

DESTESA.  Giro:  mucchi  di  fogli 
stampati,  disposti  in  ordine  so- 
pra tavole  per  raccoglierli  in 
quaderni  e  formarne  libri  — 
Mett  già  la  destesa,,  Preparare 
il  giro  —  Mettere  insieme  il  giro 

—  per  s tenditore  sig.  3. 
DESTESA  (CIARA  E).  A  lettere  d'ap- 
pigionasi {de  cartell  de  fitta). 

DESTIN.  Destinazione  —  Manda 
al  so  destin^  Mandar  al  suo 
viaggio. 

DESTINÀA(QUELL  CH'È  DESTIKÀA  È). 

A  quel  che  vien  dal  cielo  (o  di 
sopra)  non  è  riparo. 
DESTINGU.  Distinguere  —  Scorgere 

—  Onorare. 
DESTINGUES.  Segnalarsi. 
DESTIRÀ.  Stirare. 

DESTIRASS.  Protendersi,  Sbarrarsi. 
DESTCEU    Distorre  —  Sconsigliare 

—  Dissuadere. 

DESTOMEGÀ.  Stomacare. 

DESTONÀ.  Stonare,  Uscir  di  tuono. 

DESTOPPÀ-  Sturare,  Stappare. 

DESTORTIÀ.  Storcere. 

DESTRIGÀ.  Districare  —  Sviluppa- 
re —  Ravviare,  Accapezzare  — 
Spacciare,  Dare  spaccio. 

DESTRIGÀA.  V.  Desgaggiàa. 

DESTRÙ,  DESTRUG,  DESTRUVÀ-  Di- 
struggere. 

DESTRUGÀ.  Sciupare,  Sprecare, 
Sciattare. 

DESTRUGADOR,  DESTRUGON.  Spre- 
cone, Sciupone,  Sciattone. 

DESTUCCA.  Dissaldare. 

DESTURB.  Disturbo  —  Se  sont  de 
desturb  ^  andaróo-via  _,  Se  gua- 
sto, me  n'andrò. 

DESUBEDl  Disubbidire. 

DESUEFA.  Svezzare.  Divezzare. 

DESTINI.  Disunire. 

DESUNION.  Disunione  —  Discordia. 

BESUSÀ.  Disusare. 

DESUTEL.  Disutilaccio. 

DESVARI.  Divario. 

DESVARIASS-VIA.  Svagarsi,  Sdarsi. 

DESYEDELLÀ.  Vendere  il  vitello. 

DESVEGKÌ  Smagrare,  Dimagrare. 

DESVERG  ,  DES^ERGES.  Districarsi 

—  Svilupparsi  —  Ravviarsi  — 
Accapezzarsi  —  Spicciarsi. 

15 


DES  226  DIA 


DESVESTi.  Svestire  —  Spogliare  — 
Spaiare  —  Stanza  de  desvestisse 
Spogliatoio. 

DESVESTISS  (GIUGÀ  A  VESTISS  E>- 
Far  a  staroccare  :  g  uoco  che 
si  fa  colle  minchiate  (tarocch), 
e  il  quale  noi  chiamiamo  cosà 
perchè  ognuno  de'  giuocatori 
fa  a  gara,  osservando  certe 
date  leggi,  per  ispogliare  l'ai 
tro  di  cai  te,  essendo  che  vince 
quello  che  alla  fine  del  giuoco 
ha  la  propria  bazza  più  nume- 
rosa. 

DESVIDÀ.  Svitare  —  Sciorre  da  un 
invito. 

DESVOLTIÀ.  Svolgere,  Svoltare. 

OESZERBA-  Dissodare:  rompere, 
lavorare  un  terreno  sodo  (zeri)) 
per  metterlo  a  coltura  —  Des- 
zerbà  una  cossa^  Manomettere 
immaturamente  che  che  sia  — 
Deszerbà  el  formentone  Coglie 
re  il  grano  turco  prima  che  sia 
maturo  —  fig.  Deszerbà  ona  to 
sa Maritare  una  giovane  che 
non  sia  ancora  da  marito.  An- 
che, Szerbà. 

BETAGLlA-  Pai  ticolareggiare  ,  De- 
scrivere minutamente. 

DETAGLIATAMENT.  Minutamente, 
Specificatamente  ,  A  cosa  pei 
cosa. 

DETALI.  Particolarità, Minuto  rag- 
guaglio —  Vend  o  compra  al  de- 
talie  Vendere  o  Comperare  a  ri- 
taglio, a  taglio,  a  minuto. 

DETALIANT.  Venditore  a  minuto,  a 
ritaglio. 

DETENDU.  Carcerato. 

DETTADURA-  Dettatura  —  Scriv  sott 
detladura^o,  ivere  a  dettatura 

DEVÉRA.  Davvero. 

Ei.  Dei,  Degli  —  Delle  —  Dai,  Da', 
Dagli  —  Dalle. 

DÌ.  Di,  Giorno  —  De  tutt  i  die  Da 
ogni  dì  —  Ogni  dì  eh' el  signor 
ha  creàa^  Ogni  dì  che  fa  il  sole 
—  L*  ha  fàa  in  pocch  dì  e  Dette 
addietro  ?in  pochi  giorni:  moli. 

DI.  Dire  — Dire,  Dirci  o  Dir  sopra: 
in  un  incanto  o  dove  parecchi 
concorrano  ;  è  concorrere  ac- 
crescendo il  prezzo  —  Abboc 
care  a:  tirarci,  volere  una  per- 
sona o  un  oggetto  di  desiderio 


—  Ghe  dis  nissun.  Non  ci  ab- 
bocca nessuno  —  adrèeJ  Dir  con- 
tro ,  Avventare  —  atturna  j  Di- 
vulgare -  yiòe  Dir  a  distesa  — 
minga j  Non  confarsi,  Non  af- 
farsi —  tant  che  sia  assèe.  V. 
Bagatt  (Scarta)  —  Disseta  sì  o 
no  con  vun  ^  Affiatai  si  sì  o  no 
con  uno:  prender  confidenza  si 
o  no  con  uno  —  No  sóo  cossa 
ditte  M'hai  fatto  cascar  il  fiato 

—  Podè  minga  dilla!  Non  ce  ne 
potere  !  —  Podè  minga  dilla  con 
vun^  Non  la  poter  pigliare  con 
uno  —  Trova  de  dì  sor  a  tutt 
cosse  Trovar  di  appellarla  in 
ogni  cosa,  Trovarci  f>empre  il 
suo  appello:  d'uno  che  in  ogni 
cosa  trova  da  ridire  c  da  op- 
porre. 

DI'.  To\  Ve'  —  Oh  di'  chi;  ch'el  fà 
bruii  temp!  To'  ch'el  tempo  si 
butta  al  cattivo! 

DIADEMM.  Pettine  di  gala,  Diade- 
ma. Anche,  Sevignè. 

BIAMANT.  Diamante:  cosetto  di 
Metallo  a  sei  facce  in  cui  è  in- 
cassato so  idamente  un  diaman- 
te con  che  si  taglia  e  si  fora  il 
vetro. 

DIAMANT.  Diamante  —  a  balla  *  a 
rosa:  quello  che  nella  parte  in- 
feriore è  piano,  e  nella  superio- 
re è  a  punta  ottusa,  formato  da 
16  faccette,  ed  è  inoltre  suffi- 
cientemente aggruppito  —  grop- 
piij  gruppito:  che  ha  una  nota- 
bile grossezza  —  lasch  o  minga 
groppi^  lasco:  sottile,  cioè  che 
abbia  poca  grossezza  relativa- 
mente alla  sua  larghezza  —  sa- 
voiarde  savoiardo:  nero  e  bru- 
no— Quader  del  diamante  Fac- 
cette del  diamante:  le  scabrezze 
della  superficie  dei  diamanti  — 
A  ponta  de  diamante  A  punta 
di  diamante:  di  figura  aguzza  a 
guisa  di  piramide  quadrango- 
lare. V.  Ponta. 

DlANNA.  Diana.  La  stella  che  ap- 
parisce innanzi  al  sole  —  In  sù 
la  dianna  *  in  sulla  diana:  in 
sul  far  del  giorno  —  Batt  la 
dianna  e  Battere  la  diana  :  nel 
militare,  vale,  battere  il  tara- 
buio  allo  spuntar  del  giorno. 


DIA 


227 


DIANZE"5J!  Diamen,  Diamine,  Dia- 
cme !  —  Che  dianzen  d'  on  ..,  E 
che  domiti  d'  un... 

DIASPER  Diaspro. 

DIAVOL.  Diavolo,  Il  Maligno,  lì  Na- 
bisso,  La  Parte  avversa  —  Ma- 
lanno —  Sì  Certo,  Di  certo. 

DIAVOL  !  Diamine  ! 

DIAVOLAMENT.  Maledizione  —  Dia- 
voleto, Diavo.io,  Diascolìo:  con- 
fusione, rumor  grande,  inquie- 
tudine —  Ribalderia. 

DIAVOLERI  V.  Diavolament. 

DIAYOLETT-  Nabisso,  Saetta:  fan- 
ciullo irrequieto  e  facimale. 

DXAVOLOTT.  Diavolino,  Diavolone: 
zucchei  ino  di  sapore  acutissimo 

—  per  Balabioft,  sig.  1.  V. 

DID-  Dito.  V.  Didon  o  Mazza- 
Piceucc  j  Freyaoeucc  J  Bicciolan 
o  Longhignan  Sposin  Didm 
GrasselhNneud^  Ortgia  —  A  dagh 
de  la  libertaa  in  d'on  dida  s'en 
tceujen  on  brazz^  Porgi  loro  il 
dito  ed  essi  voglion  pigliar  il 
dito  e  la  mano  —  Fà  carità  i 
dtdj  Far  le  cocche  colle  dita  —  Fà 
canta  i  noeud  di  did..  Far  schian- 
tettare  le  nocche  delle  dita  — 
spellassi  did^  Sbucciarsi  le  dita. 

DID.  Ditale:  il  dito  che  si  taglia 
da  un  guanto  per  difesa  del  dito 
ch'abbia  un  qualche  malore. 

DID-  Dito:  ognuna  di  quelle  parti 
del  guanto  che  corrispondono 
alle  dita  della  mano  —  La  lun- 
ghezza d'  un  dito. 

DiDÀA-  Ditale  :  anello  da  cucire, 
se  chiuso  in  cima  da  una  spe- 
cie di  cupoletta  —  Anello:  lo 
stesso  se  aperto  anco  in  cima 

—  Bolla,  Sonaglio:  nome  di  quelle 
vesciche  d'  aria  che  talora  si 
formano  neir  acqua  ,  quand'  ei 
piove  —  Did  de  somenza  de 
gatt.  V.  in  Bigatt. 

DIDABA.  Ditata  :  impressione  di 
dita. 

DIDELLA.  Ditola  (Clavaria  coral- 
loides):  specie  di  fungo, il  quale 
nella  forma  imita  alquanto  il 
corallo  ,  cioè  tutto  ramuscoli 
uscenti  da  un  solo  ceppo.  Anche, 
Didellinna  J  D'dceula ,  Manetta 

—  Didella  giada  *  Ditola  gialla 
{ Clavaria  flava  )  —  gialda  e 


rossa,,  Ditola  gialla  e  rossa  (Cla- 
varia boti  ytis). 

DIDELLINNA.  V.  Didella. 

DIDGEULA  V.  Didella. 

DIDIN.  Dito  mignolo,  Mignolo:  il 
minor  dito  ti  del  piede,  sì  della 
mano  —  Dà  el  didin  solt  a  la 
eoa ,  Dar  gambone  :  dar  tanta 
baldanza  a  uno  che  pigli  quasi 
padronanza  sulle   cose  nostre 

—  Tirar  lo  spaghetto  a  uno:  dire 
per  far  dire  —  Dà  el  didin  in 
boccaJ  Dar  la  chicca:  dicesi  di 
persona  grande  che  fanciulieg- 
gi  e  a  cui  voglia  dar  del  bam- 
bino. 

DIDINNA  (GIUGÀ  A  LA)  o  FÀ  DI- 
DINNA.  Far  a  ripiglino.  Giuoc» 
che  si  fa  in  due  ,  avvolgendosi 
in  sulle  mani  del  filo,  e  l'un  dal- 
l'altro ripigliandolo  in  varie  fi- 
gure. Anche,  cunna  (Giugà 
a  la). 

DIDCEULA-  Lo  stesso  che  Didella.V. 

DIDON.  Pollice,  Dito  pollice. 

DiESIFÀ  (FÀ  DI  A  VUN  LA).  Far  pen- 
tire uno. 

DIETTA.  Dieta:  astinenza  di  cibo 
a  fine  dì  sanità. 

DIETTA- Braccio:  quella  parte  della 
tavella  (aspa)  da  hlatojo  che 
serve  a  tenderlo  e  ad  allentarlo 

—  doppia  j  B.  accio  doppio  — 
strenciaJ  Braccio  scempio. 

DIETTA  Dieta:  mei  cede  diurna  che 
si  accorda  oltre  l'onorai  io  an- 
nuo a  chi  per  ragione  di  pub- 
blico incarico  dalla  3ede  fissa 
cui  è  tenuto  per  esercitarlo  si 
allontana  per  andare  uno  o  più 
giorni  in  luoghi  diversi  per  vi- 
sita, ecc.  —  vess  in  dietta^  Es- 
sere in  gita  —  Andà  in  dietta. 
Andare  in  gi»a. 

DIFFIDA-  Diffidare  —  Diffidà  vun. 
Fargli  sapere,  Intimargli- 

DILIGENZA  Diligenza:  vettura  più 
grande  dalle  comuni,  che  fa  gite 
regolari,  a  prezzo  fìsso,  sempre 
da  un  luogo  medesimo  air  altro, 
e  con  velocità  Gli  antichi  quan- 
do uno  doveva  spedirsi  in  un 
luogo  con  sollecitudine  diceva- 
no che  lo  Spedivano  con  dili- 
genza. 

DIMA.  Specie  di  pialletto  [fratas s) 


DIM  228  DOB 


onde  i  muratori  acconciano  e 
tirano  l'arricciato  {reboccadu- 
ra)  e  l'intonaco  (stabilidura)  ne- 
gli sguanci  (  squarc  )  degli  usci 
e  delle  finestre. 

DIMORA.  Soffermare,  Trattenere. 

DINC.  V.  Dent,  par.  2. 

DIN  DIN.  V.  Delin  delin. 

DININGUARDAi  Dio  guardi! 

D1PENDÙU  Dipeso. 

DIPLOMATEMI  (FA  EL).  Fare  il  di- 
plomatico: fig.  Darsi  Paria  d'uo- 
mo a  cui  marciscano  in  corpo 
grandi  segreii,  fare  alcun  tale 
l'arcifanfano  in  modo  che  altri 
possa  per  burlarsi  di  lui  dirne 
ch'ei  soffia  il  naso  alle  galline. 

DIPORT.  Portamento:  modo  di  pro- 
cedere nella  condotta,  ecc. 

DIPORTASS.  Portarsi. 

DIRAMA.  Diramare,  fig.  Spedire,  e 
per  lo  più  nello  stesso  tempo, 
uno  o  più  spacci  identici  a  di- 
versi uffici. 

DIRETTOR-  Direttore  —  de  spiret^ 
Direttore  di  coscienza. 

DIRIGIÙU.  Diretto,  da  dirigere. 

DISAPONT.  Disappunto,  Disavanzo: 
perdita  per  lo  più  di  denaro  — 
Mett  a  dìsaponl^  Mettere  a  dis- 
avanzo :  a  conto  di  perdita. 

DISAVOGO-  Largo,  Spazio,  Sfogo. 

DISEGN-  Disegno  —  Tira  già  on 
disegn^  Prender  un  disegno. 

DISEGNA-  Disegnare  —  Presagire. 

DISERTA.  Disertare  :  parlandosi  di 
poderi,  rovinarli ,  ridurli  a  de- 
serto. 

DISERTA.  Disertare  :  dei  soldati, 
che  abbandonano  la  bandiera, 
fuggendo  —  Abbandonare ,  La- 
sciare. 

DISERTOR-  Disertore. 

DISIMBORS  Disborso:  l'atto  di  ca- 
var denari  dalla  borsa  —  fig. 
Pagamento  fatto  de' propi  de- 
nari per  dovergli  riavere,  e  non 
ancora  riavuti  —  Vess  in  disim- 
borSj  Stare,  Essere  in  disimbor- 
so: indugiare  a  riprendere,  a 
rimettere  in  borsa  i  denari  messi 
fuori. 

DISNÀ.  Desinare  —  Pranzo  —  de 
spos  Convitato  —  Desinare, 
Pranzare. 

DISPER.  Dispari  —  Giugà  a  pari  e 


dispera  Scaffare,  Caffare ,  Fare 
a  pari  e  caffo  o  a  pari  e  dispari. 
V.  in  Fari. 

DISPETT.  Dispetto. 

DISPIASÈ-  V.  Despiasè. 

DISPONN.  Disporre. 

DISPOSIZiON  (VESS  A).  Esser  a  si- 
gnoria di... 

DISPOST(VESSSEMPER).  Esser  sem- 
pre in  filo  a  .. 

DISSAPOR.  Dissapore:  screzio,  al- 
terazione di  animo  tra  due  per- 
sone per  qualsivoglia  motivo. 

DISSESTÀA  (VESS).  Esser  in  disse- 
sto :  sconcertato  negli  affari. 

D1SSESTASS.  Sconcertarsi  nelle  fi- 
nanze, Andar  al  di  sotto. 

DISSIPÀA.  Svagato,  Sviato. 

DISTA.  Distare. 

DISTRUTT.  Malito  :  di  chi  tutto  a 
un  tratto  ha  dato  un  crollo  della 
persona  —  Allampanato  :  di  per- 
sona secca  all'estremo. 

DISTURBA-  Disturbare,  Guastare. 

DITT.  Detto,  da  dire. 

DITTA  (A).  A  detta  di... 

DIUTEL-  Diario. 

DIVAN.  Divano  —  a  la  turca^  Di- 
vano alla  turca.  Anche,  Duscéss. 

DIVERSAMENT.  Altrimenti. 

DIVERSIV.  Spasso,  Divertimento, 
Sollazzo  —  Trastullo. 

DIVISION.  Divisione  —  Tratto,  Trat- 
tuzzo:  quella  lineetta  che  si 
mette  in  fine  di  riga,  se  la  pa- 
rola con  cui  questa  finisce  si 
spezza,  per  indicare  che  il  resto 
della  parola  sta  nella  riga  se- 
guente, o  che  mettesi  fra  una  o 
più  voci  per  denotare  che  van- 
no pronunciate  insieme. 

DÒ-  Dove  —  In  dò  veti  Dove  vai? 

DÒ.  Due  —  Dagliela  de  dò.,  Filar 
grosso,  Non  guardar  nel  sottile 
o  per  la  minuta  —  Andà  de  dò^ 
Star  in  poppa:  andar  bene  — 
Perdela  o  Vengela  de  dò^  Per- 
derla o  Vincerla  marcia:  posta 
doppia  —  Ogni  tre  bott  i  dò* 
Botto  botto:  spessissimo. 

DOBBIA  Rimboccatura:  la  parte 
del  lenzuolo  che  si  arrovescia 
sopra  le  coperte  del  letto  — •  Fà 
la  dobbia  Rimboccare  il  len- 
zuolo —  Fà-sott  la  dobbia^,  Rin- 
calzare la  rimboccatura. 


DOB  229  DOM 


DOBBIÀ.  Doppiare  —  Piegare. 

DOBBIADURA-  Addoppiatura. 

DOBBIASS.  Ripiegarsi  —  Incurvar- 
si —  Divincolarsi 

DOBBIERA.  V.  Incaster. 

DOBBIETT.  Doppia:  gemma  artifi- 
ciale formata  di  due  pezzi  di 
cristallo  con  uno  o  due  sfogliette 
di  pietra  preziosa  appiccate  in- 
sieme —  Doppietto. 

BOBBION.  Doppia:  striscia  sem- 
plice, liscia  e  piana,  e  per  lo 
più  un  nastro  che  si  cuce  poco 
al  di  sopra  del  lembo  del  ve- 
stito da  donna  e  parallelamente 
ad  esso  per  guarnizione  —  Cop- 
pietta:  nei  giuochi,  un  numero 
accosto  all'altro  — Doppio,  Dop- 
pione: nome  di  quei  bozzoli  {ga- 
lett)  formati  da  due  bachi  (bi- 
gatt)  e  della  seta  che  se  ne  trae. 

DOBLA.  Doppia:  moneta  d'oro. 

DOBLÀA.  Pomato ,  Pomellato  :  di 
mantello  di  cavallo. 

DOBLETT-  Dobletto:  specie  di  tela 
tessuta  di  lino  e  cotone. 

DOCUMENTA.  Corredare  di  docu- 
menti, di  prove,  di  atti,  ecc. 

DQDES.  Dodici  —  Dan  des  andà  ai 
dodeSs  Dar  giunta  un  miglio.  V. 
Des. 

DffiUJA.  Doglia,  Dolore. 

DffiUJA  VEGGIA.  Mal  vecchio  nei 
piedi:  dolori  vecchi  nelle  gam- 
be dei  cavalli. 

DffiUSC-  Dosso,  Colle  —  Poggio. 

DOGGIÀ.  Occhiare. 

DOGGIADA.  Occhiata. 

DOGGION-  Occhione:  che  adocchia. 

D0J0S-  Doglioso  —  Andà  dojosJ  An- 
dar su  doglia,  Andar  ancajone 
o  sghembo:  andare  aggravan- 
dosi più  in  sull'una  che  in  sul- 
Taltr'anca  per  dolore  che  le  sia 
sopraggiunto  — Ciancicare:  an- 
dar lento,  tentennare  —  chi  va 
dojosJ  Ciancicone. 

DOLA.  Ne1  boschi  assegnati  al  ta- 
glio, dicesi  così  ogni  albero  che 
venga  scortecciato  per  io  lungo 
affinchè  serva  come  segnale  di 
limitazione  al  taglio  stesso.  É 
voce  latina:  Dolabra  a  ossia, 
pialla,  coltello  da  beccajo,  Do- 
labella^  piccola  ascia  —  Dola- 
mene il  piallare,  Dolare*  ascia- 


re ,  piallare  :  onde  la  locuzione 
dolare  fuste  (col  bastone),  pig. 
Accarezzare  le  spalle. 

DOLCI-  V.  Bombon. 

DOLETTA-  Buletta  :  specie  di  pic- 
cola sgorbia  da  bucare  gli  in- 
gegni \conlracc)  d'  una  chiave. 

DOLIETT.  Vestito  a  vestina  :  queL 
vestito  delle  donne  eh'  è  aperto 
sul  davanti  si  nella  vita  e  si 
nella  sottana  {pedagn). 

DOLMANDA.  Giacchetta  volante  de- 
gli ussari.  Voce  ungherese  Dol- 
many. 

DOLOR.  Dolore  —  coliche  Mal  di 
fianco  —  M '  è  saltàa  on  dolor  ^ 
Mi  s'  è  presa  una  doglia. 

DOLORITI.  Dogliuzze. 

DOLZ.  Dolce. 

DOLZ-  Dolcezza. 

DOLZASC.  Dolciastro,  Dolciaccio. 

DOLZ  DOLZ.  Dolcemente. 

DOLZ-E-BRUSCH.  Agrodolce,  Dolca 
forte:  delle  vivande  in  cui  l'a- 
gro e  il  dolce  sono  insieme  con- 
iemperati. 

DOLZIN.  Dolcigno. 

DOLZUSC.  Sdolcinato. 

DOMA  Solamente,  Soltanto,  Solo  — 
Doma  che,  Solo  che,  Appena  che, 
Se  non  che,  Quand' ecco  —  Do- 
ma ade  ss  j,  Or  ora,  Pur  dianzi, 
Testé,  Poco  avanti,  Un  momento 
fa.  Voce  spagnuola  o  meglio  la- 
tina Dumtaccat? 

DOMANDA.  Dimandare  —  Accenna- 
re :  coppe,  per  esempio,  od  al- 
tro, nel  giuoco. 

DOMESTEGÀ.  Addomesticare,  Dime- 
sticare. 

DOMESTEGH.  Servitore. 

DOMESTEGH.  Dimestico,  Domestico? 
contrario  di  salvatico,  e  dicesi 
di  terra,  luogo,  foglia,  bestia,  ec. 
—  Sit  domesteghJ  Domestichete: 
terreno  sementato  e  con  abi- 
tanti. 

DOMINA.  Dominare,  Render  man- 
sueto: delle  bestie. 

DOMINO  (GIUGÀ  AL).  Far  al  domino. 
Giuoco  che  si  fa  con  28  tessere 
che  di  sopra  sono  di  osso  nero 
o  d'ebano,  di  sotto  di  avorio  o 
di  osso  bianco,  la  faccia  bianca 
delle  quali  è  partita  carne  in  due 
paginette  da  un  rigo  nero  ver- 


DOM  230  DON 


ticate,  e  sopra  ciascuna  di  esse 
pagiuetie  è  segnato  un  punto  o 
più  fino  a  sei,  ed  otto  ne  sono 
lasciate  bianche,  per  modo  che 
vi  sia,  per  esempio,  la  tessera 
da  ambe  le  pagine  bianca,  detta 
Doppia  bianca,  e  la  Bianca  as- 
so, Bianca  due,  fino  a  Bianca 
sei;  e  co*\  la  Doppia  asso,  Asso 
due,  ecc.,  per  modo  che  in  tutto 
vi  sia  otto  bianche,  otto  assi, 
otto  due,  ecc.  Si  giuocano  met- 
tendo in  tavola  la  maggiore,  e 
coprendo  il  numero  col  suo 
eguale.  Chi  prima  finisce  le  tes- 
sere e  resta  con  meno  punti , 
vince. 

DOMINÒ.  Dominò:  leggier  mantello 
di  seta  che  si  porta  in  falde  {in 
marsinna)  nei  veglioni,  con 
cappuccio,  per  lo  più  guarnito 
di  una  gala  di  nastri. 

DOMIVI.  Duomo:  il  pi  incipal  tempio 
d'una  città.  Il  nostro  principiò 
nel  1387  sotto  Gian  Galeazzo 
Visconti,  sopra  disegno  non  si 
sa  ben  di  chi.  In  Italia  è  il  capo 
del  gotico  stile, cui  guastano  le 
cinque  porte  e  finestre  romane, 
*  la  scalinata  greca.  È  la  mag- 
gior mole  che  si  conosca  in 
marmo,  il  quale  traisi  da  Gan- 
<dolia  sulla  dritta  del  Verbano  e 
Bulla  sinistra  della  Toce.  Dal 
latino  Domits  —  Andà  in  dorami 
fig.  Andar  a  male. 

DON.  Dono,  Regalo  —  Vess  ondon 
di  DioJ  Essere  un  don  di  Dio,  del 
Cielo. 

DONA.  Donare. 

D0NC4.  Dunque,  Adunque. 

DONDA.  Dondola  —  Dà  la  donda* 
Dar  l'andata. 

DONDÀ-  Dondolare:  d'un  moto  in 
qua,  in  là,  anco  orizzontale  — 
Ciondolare:  d' un  moto  vei  ticale, 
e  men  regolare  e  deliberato  — 
fig.  Traballare  :  dell'esser  a  un 
pelo  per  perder  V  impiego  od 
altro  —  Tempellare  :  indugiare. 

DONDADA.  Dondolo. 

DONBAZI-  Dondolone  —  Badalone 
—  Tentennone. 

DQNDIGNA  V.  Doti  dà. 

DON  DON.  Ton  tori  :  voci  imitanti 
il  suono  della  campana  a  rin- 


tocchi (a  bott)  —  Fà  a  don  don. 
v.  Dondoli. 
D0ND0N  (GIUC-A  A).  Far  a  staccia- 

buratta.  Due  seggono  incontro 
l'uno  all'alti  o  ;  si  piglia»  le  mani 
e  tirandosi  innanzi  e  indietro 
come  si  fa  dello  staccio  (sedazz) 
abburattando  la  fai  ina,  vanno 
cantando  una  frottola  qualun- 
que. 

D0ND0NÀ.  Dondolarle. 

DONELL    Lo  stesso  che  Conili.  V. 

—  per  Donisceu 
DONIN.  Cecino:  di  fanciullo  avve- 
nente e  di  care  maniere  —  Fà 
el  donin*  Staccai  si:  dei  bimbi 
che  incominciano  a  farei  passi 
da  sè. 

DONISCEU.  Porcellino  d'India  (Mus 
poi  cellus)  :  piccolo  quadrupede, 
portato  a  noi  dalle  indie  orien- 
tali, il  quale  è  senza  coda,  ed 
ha  le  orecchie  coite  e  rotonde, 
pelo  del  coipo  parte  bianco  e 
pai  te  aranciato;  misto  di  nero. 

DONNA-  Donna  —  Donna  fatta  — 
Moglie  —  Ghe  pias  i  donn*  E" 
tira  alla  gonnella  —  Spend  tutt 
in  donn*  Far  del  ben  bellezza. 

DONNASALTA  GIUGÀ  A).Fare  a  don- 
na salta:  giuoco  di  caitenelqua- 
le  chi  riceve  un  asso  paga  la  mo- 
neta convenuta  al  banco,  chi 
un  fante  la  paga  al  compagno 
di  giuoco  che  lo  precede  nel 
giro,  chi  un  re  la  paga  a  colui 
che  vien  dopo,  e  chi  una  donna 
la  paga  a  chiunque  lo  sussie- 
gne  secondo  nel  giro:  e  di  qui 
chiamiamo  anche  questo  giuoco 
Font  indrèeJ  Re  inanz.  Donna 
salta  e  ass  in  bandi.  E  diciamo 
Morì  il  perdere  tutta  la  posta, 
e  Resicscilà  il  rimetterla  in  tutto 
o  in  parte. 

DONNA  E  A  LA  BESTIA  (GIUGÀ  A 
L'OMM,  A  LA).  Far  al  turchetto  : 
nome  di  un  giuoco  di  sorte  a 
tavoliere. 

DONNA  Serva  -  Donna  de  gross* 
Serva  da  fatica,  Donna  di  mez- 
zo ,  Ceneientola  —  Donna  de 
servizi*  Donna  di  servizio  —  in 
prestiti  Donna  di  scambio. 
Scambio  —  0  V  è  cambiàa  lo 
donna?  No^  questa  l'è  domd  in 


DON  231  DOR 


prestiti  O  che'  hai  cambiato 
donna?  No,  questa  è  solamente 
uno  scambio  —  Donna  che  cu 
siss  o  che  lavora  in  'bianca-ria^ 
Camiciara—  Donna  che  petten- 
na^  Pettinatol  a  —  Quella  don 
na  Mammana:  la  levatrice  — 
Donna  de  càe  Massaja.  Donna 
massaja  —  Donna  de  color  o 
che  lava  ì  robb  de  color  o  la- 
vandera  de  color J  loda  o  savo- 
iarda la  chiamano  i  Torinesi  ; 
Savonnecìses  le  dicono  i  Fran 
cesi.  E  noi  ?  —  de  eòo  o  de  seste 
Donna  di  garbo  —  Matrona  — 
de  soppressa  e  Stiratora  —  de 
lobbia J  ciana  —  de  fìnJ  che  at- 
tende ai  lavori  più  fini  ed  ai 
servigi  mei!  bassi  che  non  la 
Donna  de  gross  —  de  conclu- 
sione Donna  valente,  stimabile, 
di  conto. 

DONNA  Donna  :  titolo  d'onore,  che 
è  il  femminile  di  Don,  V. 

DONNA  DE  TEND.  Spandente  :  chia- 
mansi  quelle  donne  che  atten- 
dono a  distendere  coir  aspetto 
(scanscia)  le  coppie  {cobbi)  dei 
fogli  nello  spanditojo  (  sten- 
ditor). 

D0NNATT,  DONNÉE.  Donnajuolo. 

DONNETTA.  Donnetta,  dim.  di  Don 
na  —  Donna  graziosa  e  piace- 
vole —  Per  ot legni  q  iteli  poste 
ghe  voeur  ona  donnetta^  Per  ot 
tenere  quel  posto  e' ci  vuole  un 
po'  di  gonnella. 

DONNETTA  ,  EONACCINA-  Donnino, 
Bel  donnino  :  donna  piccola  e 
graziosa  —  Uomo  tutto  preciso 
e  tutto  per  l'appunto  intorno  a 
sè  e  le  cose  sue  —  Ometto  che 
si  compiace  di  occuparsi  in 
faccende  da  donne  —  Bambina 
che  ha  senno  di  donna  fatta. 

DONNINA  (ERBAK  V.  Er  ba  donnina. 

DONZELLA  per  carne r era  V. 

DONZELLA.  Specchio  a  bilico  :  quel 
lo  che  sospeso  a  due  perni  in 
due  punti  opposti  verso  la  metà 
della  sua  altezza,  può  prendere 
e  conservare  ogni  inclinazione 
che  riesca  altrui  più  comoda 
allo  specchiarsi  tutta  la  perso- 
na. Anche,  Specc  portatila 

IK)NZELLANT.  Dozzinante. 


DONZENNA.  Dozzina:  quantità  nu- 
merata che  arriva  a  dodici  — 
Quel  tanto  che  si  paga  convi- 
vendo in  casa  aitrui  —  Dodes 
donzenn  de.,  Una  grossa  di  — - 
Lavoreri  de  donzennae  Lavoro 
da  dozzina:  dozzinale,  di  poco 
pregio  —  Ona  donzenna  d/ceuv, 
de  pere  de  noSe  de  micchett  e  e 
simili.  Una  serqua  d'uova,  di 
pere,  di  noci,  di  panetti,  e  si- 
mili. 

DOPO!  No  ! 

DQFODiSNÀA. Dopo  pranzo,  Il  dopo 

(lesinare. 

DOPPI.  Doppio  —  Duplicatura:  ciò 
che  il  compositore  di  caratteri 
inav  vertentemente  raddoppia. 
V.  GarnbeVj  Pess  —  Doppieggia- 
tura  :  difetto  d'impressione, 
quando  le  medesime  parole  o  le 
linee  sono  doppiamente  impres- 
se, Tana  accosta  all'altra  —  Ve- 
grìi  doppie  Doppieggiare  :  im- 
primere le  parole  o  le  linee 
doppie. 

DOPFIETT.  (I).  I  doppietti,  Le  cop- 
pie: nel  giuoco  di  faraone  — 
Anche  nel  giuoco  di  bigliardo. 

DOPRÀ-  Adoperare,  Adoprare. 

BOR-  Dorato. 

DORA  DURA.  Doratura  —  V.  lndo~ 
radura. 

DORO  Tordo  bottaccio  (Sylvia, 
musica),  uccello  silvano;  partì 
superiormente  di  color  grigio 
olivastro  ;  fascia  sopraccigliare 
appena  visibile;  cuopritrici  in- 
feriormante  delle  ale  di  color 
giallo  ruggine  chiaro;  zirla,  tru- 
tila,  schiamazza,  manda  zirli 
—  stelone  Schiamazzo,  Alletta- 
tolo, Cantajuolo. 

DORDÀ  Zirlare,  Mettere  o  Mandar 
zirli, Ti utilare  :  dicesi  del  verso 
del  tordo  (dord),  delle  cesene 
(dress),  ecc. 

DORDìN  ,  DORDINNA.  Pispolone  , 
Tordino  (Anthus  atboreus):  uc- 
cello silvano;  parti  superior- 
mente olivastro  chiare,  mac- 
chiate di  nerastro;  petto  con 
macchie  nere  ;  unghia  del  dito 
posteriore  più  corta  del  dito 
stesso,  piedi  grigi  carnicini;  fi- 
schia. 


DOR  232  DOT 


DORDINETT.  Pispoletta. 
DORDDINNA.  V.  Dordin. 
DORDON.  Tordone  —  per  Rondena 

d'acqua.  V.  Rondena. 
DORÈ.  Dorato. 

DORI.  Dolere  —  on  póo  Dolic- 
chiare —  on  ciciminin*  Doluc- 
cicare. 

DORMA.  V.  Dormida^  sig.  2. 

DORMI.  Dormil  e  —  a  la  serenna^ 
Serenare  ,  Dormire  alla  bella 
diana,  e  scherzevolmente,  Dor- 
mire all'albergo  delle  stelle  — 
Dormì  come  un  sciocch ,  o 
simile.  Dormire  della  grossa  — 
de  soraj  fig.  Aver  le  campane 
grosse  :  udito  cattivo  —  in 
s'cennaj  in  setton^  pondàa  sui 
gomoet *  sarda,,  col  tamborlan 
in  arij  su  on  fìanchJ  destes,, 
ligerjin  d'on  groppJ  sl  rovescio 
o  supino,  a  sedere,  a  gomitello. 
sodo,  boccone,  da  fianco  o  da 
lato  o  da  parte,  disteso,  leg 
germente,  raggricchiato ,  rag- 
gruppato, raggruzzato,  rannic- 
chiato —  Dormì  placidamente 
Dormire  tutti  i  suoi  sonni  — 
Dormì  sic  la  cassinno,.  Dormire 
a  pagliajo:  sulla  paglia  —  V. 
Bigatt. 

DORMÌ-  Biascicare:  di  quando  la 
richiesta  d'una  derrata  rallenta 
e  che  il  mercato  comincia  a 
stagnare  —  Te  lavoret  anmò  ì 
Se  dorma., Lavori  anco?  Si  bia- 
scica. 

DORMIA.  Alloppio  —  Dà  la  dormia^ 
Alloppiare. 

DORMIÀ.  Dormicchiare. 

DORMIADA.  Dormitona:  il  dormir 
di  molto. 

DORMIASCIA.  Dormir  della  grossa. 

DORMIDA.  Dormita:  dormizione  — 
Tempo  in  cui  ifilngelli  cambia- 
no la  pelle. 

DORMINPÉE.  Dappoco  :  di  chi  non 
sa,  non  può,  non  vuoi  operare. 

DORMION.  Dormiglione:  chi  dorme 
frequentemente  e  di  molto. 

DORMION.  Traversa:  quei  tronco 
di  trave  o  d'altro  che  in  ogni 
macchina  sostiene  pesi  e  pres- 
sioni conservandole  equilibrate 
—  Ceppo  zoppo:  quella  trave 
ohe  fa  letto   agli  strettoj  da 


olio  e  da  vino  e  in  cui  entrano 
le  cosce  (vergin).  Anche,  dico- 
no Fonde  s"1  ceppa  —  cappello  : 
traversa  orizzontale  superiore 
che  tiene  in  sesto  i  cosciali  © 
cosce  (spali)  del  torchio  da 
stampa. 

DORMIOTT.  Dormiglione. 

DORMITORI.  Dormentorio,  Dormen- 
toro,  Dormitorio,  Dormitoro. 

DORMGSUS.  Poltrona  a  sdrajo  :  seg- 
giola i  cui  piedi  si  reggouo  su 
4  ruote  matte,  con  sedere  bas- 
so, il  quale  si  allunga  a  mo'  di 
letto. 

DORMCEUS.  Carrozza  a  sdrajo:  car- 
rozza terminante  in  un  lungo 
cassone,  il  quale,  aperto  che 
uno  il  voglia,  dà  campo  a  chi 
vi  siede  contro  di  stendere  in 
esso  le  gambe  e  adagiarsi  per 
dormire. 

DOSA.  Dose. 

DOSS  (FANN  DE  SOTT  E).  Far  d'ogni 
erba  un  fascio:  far  ogni  sorta 
di  ribalderia  senza  riguardo  — 
Fare  il  diavolo  a  quattro  o  il 
diavolo  a  sei  o  il  diavolo  e 
peggio:  imperversare  —  Anche, 
Fare  ogni  sforzo  per  ottenere 
P intento  —  Far  mille  pazzie  — 
Fare  calze  e  scuffini  d'una  cosa 
o  di  una  persona,  Farne  calze 
e  scarpe:  maneggiarla  senza 
riguardo,  ecc. 

DOSS.  Dosso,  Schiena  —  Poggio. 

DO SSERA-  Dossiera:  larga  fascia 
di  cuojoche  dai  capi  agguanta 
le  stanghe  d'un  carretto  o  si- 
mile pesando  per  mezzo  in  sul 
basto  o  in  sulla  sella  del  ca- 
vallo o  del  mulo  vetturino. 

DOSSETT.  Collicello ,  Poggerello  , 
Popgetto. 

DOSSETTIN.  Poggioletto. 

DOTA.  Dotare,  Dare  la  dote. 

DOTAZION.  Dote,  Assegnamento, 
Assegno. 

DOTTA.  Dote  —  fig.  Rabbuffo , 
Spellicciata. 

DOTTOR.  Dottore  —  Dottor  de  la 
cispae  Dottore  de'  miei  stivali, 
Toccapolsi,  Dottore  in  volgare, 
o  da  pochi  cujussi  :  dottore 
ignorante  e  dappoco  —  Salami- 
stra,  Saccente  :  chi  credendosi 


DOT  233 


BRI 


d'intendere  o  di  sapere  assai, 
vuol  metter  la  bocca  in  tutto, 
di  tutto  giudicare  con  cercaria 
di  pretensione  che  fa  rabbia  — 
Sermonatore:  chi  troppo  si  com- 
piace nel  fai  e  predicozzi  al 
prossimo  —  Dottor  con  dutt*  Dot- 
tore di  condotta:  cioè  a  salario 
di  un  comune. 
DOTTORA-  Sdottoreggiare,  Fare  il 
coramvobis,  Fare  ildodda:fare 
il  saccente,  il  saputo,  il  dotto- 
rello. 

DOTTORADA.  Saccenteria. 

DOTTRINNA.  Dottrina  —  La  dot- 
trinila di  sdori j  Così  diciamo 
di  quel  divertimento  musicale 
che  si  dà  ne'  nostri  Giardini 
Pubblici  o  altrove  in  certe  do- 
meniche e  feste  dell'anno,  nelle 
ore  appunto  che  nelle  chiese  si 
spiega  la  dottrina  cristiana. 

DOTTRINETTA  Dottrinetta. 

DOVA-  Doga:  nome  delle  liste  di 
legno  leggermente  curve,  e  au- 
gnate de' due  lati,  onde  è  fatta 
la  botte,  il  barile,  il  tino  e  si- 
mili vasi  —  Gross  de  dovaJ  fig. 
Di  grossa  pasta  :  di  persona 
ignot  antona  —  per  Gtiss  de  ca- 
stegna.  v. 

DOVANNA.  Dogana.  Via  della  Do- 
gana v'era  in  Milano,  e  per  fare 
la  piazza  del  Duomo  fu  testé 
cancellata! 

DOVANNA  per  Guss  de  caste- 
gna.  v. 

DOVARIA  Dogame:  complesso  di 
doghe. 

DOVÈ?  Dove?  In  quai  luogo? 
DOVÈ-  Dovere. 

DOVER  DE  SCOLA.  Dovere,  Compi- 
to, Lezione  di  scritto  —  Fà  el 
dover  in  bella^  Recare  in  pulito 
il  dovere  —  Fà  el  dover  in 
brutta^  Fare  il  dovere  in  bozza 
o  la  minuta  del  dovere  —  Fagli 
a  vun  el  dover,,  Imburchiare  il 
dovere  —  Sti  trii  vers  chi  ghe 
jóo  fàa  mij,  lo  gli  ho  imbur- 
chiati  questi  tre  versi  —  Credi 
minga  che  te  lée  fàa  ti  stóo  do 
ver  chì-^  ma  te  l'han  fàa.  Io 
non  credo  esser  di  tua  testa 
questo  dovere,  ma  che  ti  sia 
stato  imburchiato. 


DOVE  SESIA-  Dovunque,  In  qua- 
lunque luogo. 

DOVETTA.  Dogarella. 

DRAGANT.  Dragante. 

DRAGHETT-  Lo  stesso  che  cartel- 
la^  sig.  5.  V. 

DRAGON.  Dragone:  soldato  di  ca- 
valleria con  elmo  a  criniera  ed 
armatura  grave. 

DRAGON.  Dragone,  Cargone,  Dra- 
goncello (Artemisia  dracunce- 
lus):  pianta  perenne;  è  appetita 
nelle  insalate  alle  quali  e  al- 
l'aceto in  cui  si  tiene  infusa,  dà 
odore  e  grazia  col  suo  piccante 
aromatico. 

DRAGON-  Dragone:  specie  di  mal 
d'occhi  ne' cavalli. 

DRAGONA-  V.  struggionà. 

DRAGONNA.  Dragona:  ornamento 
di  gallone  o  di  passamano  con 
frangia  e  nappa,  che,  intrec- 
ciato nella  impugnatura  della 
spada  o  sciabola,  viene  usato 
per  distintivo  per  gli  ufficiali, 
sottufficiali  o  soldati  scelti.  Gli 
ufficiali  per  altro  l'hanno  di  fìl 
d'oro. 

DRESS  Tordo,  Tordela,  Tordeia 
alpigina,  Cesena,  Tordela  gaz- 
zina  (Sylvia  pilaris):  uccello 
silvano;  pileo  e  groppone  ce- 
nerino, piombato;  schiena  e 
cuopritrici  delle  ali  castagno 
cupo. 

DRESSIN.  Tordo  sassello,  Tordo 
minore  o  alpigino  (Silvia  ilia- 
ca): uccello  silvano;  parti  su- 
periori grigio  olivastre;  fascia 
sopraccigliare  larga  ,  bianco 
gialliccia;  cuopritrici  inferiori 
delle  ali  fulve.  Anche  è  detto 
Spinar d^  ZippJ  zipper. 

DRESSON.  Tordela,  Tordiera,  Tor- 
do maggiore,  Tordella,  Torde- 
scaja  (Sylvia  viscivora):  uc- 
cello silvano;  parti  superiori 
grigio  olivastro  cenerine;  cuo- 
pritrici inferiori  delle  ali  bian- 
che. Anche,  Visciera. 

DRITT.  Ritto,  Dritto,  Diritto. 

DRITT.  V.  Drizz. 

DRITTA,  DRIZZA.  Destra  —  Sta  su 
la  soa  dritta  Tenersi  su  la 
mano. 

DRITTO.  Dritto,  Avvistato,  Astuto. 


DRI  234 


ECC 


DRITTON.  Arzigogolone:  chi  fai 
lendogli  un'astuzia,  ne  trova 
un'altra  e  poi  un'altra,  finché 
non  sia  giunto  al  suo  fine  — 
DiritTone  ,  Furba ccio  —  L'era 
ona  driltona^  Era  una  delle 
fine. 

DRITTURA  Dirittura  —  Avvedu- 
tezza, Sagacità,  Astuzia. 

DRIZZ. Diritto,  Ritto  —  Andàdrizz^ 
Camminai-  difilato:  addii  ittura 
—  Afidà  drizz  in  del  scriv,,  Rpg 
gere  la  linea  —  in  del  tajà.Ta.- 
gliar  per  o  di  filo,  o  filo  filo  — 
Ritto:  il  contrapposto  di  seduto 
o  sdrajato  o  chinato  —  Sta 
drizz.  Star  bello  o  ritti  no:  fer- 
marsi iu  sulla  vita  in  positura 
bella  —  Rimpettito. 

5R0GHER.  V.  Fondeohèe. 

DROLL,  DR0L10  V.  Drìtton. 

DROLLARIA.  V.  Dri/tura,  sig.  2. 

DROYA  Adoperare,  adoprare. 

DOGO-  Gufo  reale  o  grosso,  Bar- 
bagianni salvatico(Sti  ix  bubo): 
uccello  di  rapina  ;  ciuffi  lunghi  ; 
addome  lionato  con  macchie 
nere  longitudinali, ed  altre  tras- 
versali più  strette;  diti  coperti 


di  penne;  statura  d' un'oca; 

gu  ffeggia. 
DULCAMARA-  Lo  stesso  che  Erba 

farine  Ila  ^  sig.  1.  V. 
DULCAS.  Pieghevole?  di  legno. 
DULCASS.  Il  piegarsi  d'una  trave. 
DUR  (AVEGHI)  Aver  i  polsi  grossi: 

Hsser  i  icco  sodo. 
DDRAS-  Duracine  :  di   frutto  che 

non  lascia  nocciolo  (r/andolla). 
DURON-  Durezza:  afflusso  d'umo- 
ri induriti  in  alcuna  pai  te  del 

corpo. 

BURGTÀ.  Fischiare:  per  allettare 
le  allodole  a  calar  nelle  reti. 

IDIìSCESS  Divano  alla  turca.  V.  Di- 
van.  Dal  francese  Duchesse. 

DUSENT.  Ducento. 

DÙU.  Due  —  Ali  dà  in  dAiuJ  Spac- 
carsi —  Dervì  in  dùUj  Dividere. 

DUCLIN.  Pannolino  di  tutto  lino. 

DUUP03IT.  Mezzi  punti,  Due  punti. 

DUVIA.  Scopa  fatta  di  forti  rami 
di  betulla. 

DUVIA.  Betulla  (B^tula  alba):  al- 
bero. Anche,  Beota. 

DUVIS  (VESS  o  SAVÈ).  Parere,  Sem- 
brare — -  Me  sa  duvis  chequi 
pare  che. 


ÉBEN.  Ebano:  grand'albero  a  ra- 
mi e  foglie  glabre;  fa  nell'isola 
di  Ceylan  e  nelle  Molucche  ;  le- 
gno d'un  bel  nero;  alburno 
(biumm)  bianco. 

EBENISTA-  Ebanista  —  Stipettajo. 

ECCEOMO.  Ecce  Homo.  Dicesi  ogni 
dipinto  che  rappresenti  Nostro 
Signore  alla  colonna  —  Pari  ori 
Ecceomo,  Pai-ere  un  Ecce  Homo: 
esser  tutto  guasto  dalle  ferite, 
grondar  sangue  per  ogni  parte. 

BCCIUMM.  V.  Acciumm. 

ECCO!  Ecco!  —  Eccol  anraò  !  Ri- 
deccolo  !  —  Eccomi  chi  de  bel 
wxwo!  Rideccomi  qui! 


ECCO-  Eco:  suono  rimandato  o  ri- 
flesso da  un  corpo  solido,  e  che 
perciò  si  rinnova  e  ripete  al- 
l'orecchio anche  due  o  più  vol- 
te.La  facciata  del  palazzo  della 
Simonetta  fuor  Porta  Tenaglia, 
verso  il  giardino,  n'era  emersa 
costrutta  con  sì  artificiosa  dis- 
posizione di  angoli,  che  da  una 
finestra  a  sinistra  del  secondo 
piano  s'avea  un'eco  che  ripetea 
fino  a  cinquanta  volte  uno  spa- 
ro di  pistola,  morendone  a  poco 
il  suono:  un  batter  di  palma  vi 
facea  l'effetto  dell'applaudire  di 
un'intera  platea,  e  va  dicendo.. 


ECC  235  ERA 


Ora  è  scemato  d'assai  per  le 
fabbriche  fattevi.  Presso  a  Gal- 
biate,  sulla  strada  della  Valsas- 
sii.a  ,  è  un  eco  che  ripete  sin 
quindici  sillabe  —  Sala  parlan- 
te: fenomeno  che  consiste  in  ciò 
ch'womo  non  può  dir  parolnzza 
si  cheta  presso  ad  uno  dei  quat 
tro  angoli  estremi  d'un  poitico 
che  non  sia  inteso  da  chi  si  po- 
sti al  pilone  diagonalmente  op- 
posto demarco.  Gli  archi  del 
poi  tic  i  della  nostra  Piazza  dei 
Mei-canti  fosse  aite  o  piuttosto 
accidente,  sono  combinati  in 
maniera  da  produrre  un  tal  f